FITNESS E ALIMENTAZIONE PERFORMANTE

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LETTERA

Personal trainer che ama la bellezza e la salute

Ciao Valdo.
Mi chiamo Maria.
Mi permetto di darti del tu per l’ormai salda confidenza con i tuoi blog, letti e riletti quotidianamente.
Ti scrivo per tutti quelli che, come me, amano lo sport, l’armonia del corpo, il benessere fisico.
Sono personal trainer e amo il body building in particolare.
Ma proprio qui casca l’asino.

Tante diete e tanti spropositi

Da quando ho cominciato ad avvicinarmi al mondo del fitness sono stata stravolta dalle migliaia di ipotesi e teorie in tema di alimentazione sportiva.
Nelle palestre, ormai modaioli centri di pubbliche relazioni, ognuno sostiene diverse idiozie relative a prestazioni fisiche ed estetiche, manovrato purtroppo dall’assillo dei mass-media.
Dieta a zona, metabolica, chetogenica, gruppo sanguigno, Mauro Di Pasquale, Barry Sears, Peter D’Adamo, Lorain Cordain.
Quintali di pesce, formaggi light, 10 bianchi al giorno, tonnellate di proteine in polvere, barrette, beveroni, pasti sostitutivi.

L’eresia nutrizionale diventata dogma

Tutto perché, l’aminoacido che entra, lo fa arrivando diretto al muscolo e da lì non si muove.
Carne produce carne, latte determina latte, grasso genera adipe.
Il nostro corpo, per questa gente, non lavora affatto per trasformazione ma per rimpiazzamento, al pari di un lego.
Mi viene da ridere e ridere.
Ma la questione è seria. Eccomi dunque a porti la mia domanda.

Le mie domande ansiose sono come migliorare il fisico senza comprometterlo e doparlo

Come deve nutrirsi una giovane donna, nonché atleta, di 28 anni, che investe due o tre ore settimanali del suo tempo libero per cercare di migliorare il proprio aspetto fisico col body building?
Come realmente aumentare la massa muscolare magra, mantenendo comunque stabile il peso corporeo, quindi tonicità e volume? Occorrono davvero queste quantità cosmiche di nutrienti?
Come conciliare le esigenze fisiologiche dell’organismo, alias stress fisico e riposo, per un equilibrio sereno e silente? Come quindi incentivare la clientela a migliorare qualità e salute fisica?

Qualche milione di giovani, ragazze e ragazzi, cercano l’ultima parola, quella vera, sulla salute

Mi affido a te perché, personalmente, purtroppo e per fortuna, ho avuto modo di sperimentare tutto sul mio corpo, intossicandolo e recuperandolo, trasportandolo dai 14 fragili anni tra bulimia, anoressia nervosa, amenorrea (tutt’ora persistente), attacchi di panico, visite al pronto soccorso, farmaci di ogni tipo. Il mio corpo, e quello di ogni atleta, urla. Implica verità e guarigione.
Spero che pubblicherai la mail, affinchè l’universo di giovani sportivi possa finalmente capire che non è ancora stata detta l’ultima parola. Quella vera. Ciao Amico.
Maria

*****

RISPOSTA

Un argomento estremamente importante e delicato

Ciao Maria, mi fa molto piacere parlare di questi argomenti, e quindi ti sono grato per esserti rivolta a me. Sento amica te come chiunque pratichi coscienziosamente l’arte di muoversi, di esercitare il fisico e di esercitare dei giochi di squadra per diletto o professione. Sport, body building, attività aerobica o comunque tu li voglia chiamare, sono argomenti scottanti, materia che tira e che coinvolge.
Nutrizione e benessere sono interrelati e, come giustamente osservi, idiozie e dogmi da palestra e da spogliatoio girano in ultra-abbondanza, mentre la verità tende a latitare.

C’è anche la tesina di ieri a completamento

Il mercato degli alimenti, dei farmaci e degli integratori ad uso sportivo è di importanza fondamentale per le multinazionali, e batte addirittura in volume quello dei prodotti per l’infanzia, altro settore privilegiato e presidiato coi denti e con le unghie.

Un manicomio disinformativo chiamato televisione

Se ti metti davanti al televisore, strumento colonizzato 24 ore su 24 da Big Food e da Big Pharma, i messaggi trasversali e gli spot rivolti a consumare più proteine animali in tutte le forme, più latticini in particolare, più zuccheri e sali, più farmaci e integratori, più caffè e cole, si susseguono in modo addirittura manicomiale.
Terminati gli spot arrivano le rubriche culinarie stile Cotto e Mangiato, dove si fa a gara a quale piatto contenga più uova, più sangue di diversi tipi, più burro, più olio cotto, più sale, più pepe, più zucchero e più gradi di temperatura nel forno.
Una perfetta e coerente coalizione per far finire la gente, sistematicamente, prima in farmacia e poi in ospedale, oltre che dallo psicologo.

Argomento aulico e super-tecnologico per pochi iniziati

Ogni considerazione sugli alimenti è intrisa poi di alta tecnologia.
Se non hai la laurea in chimica, come Barry Sears e Nico Valerio, meglio andare a casa.
La nutrizione sembra essere diventata argomento aulico e di alta tecnologia, riservato a pochi iniziati.
Tra pompe protoniche e cicli di Krebs, tamponi calcio-fosforici e tamponi ammoniacali, stimolanti ed inibitori, astringenti e dilatatori, cortisoli e calcitonine, eicosanoidi e fosfolipidi, se uno si azzarda a parlare di cose semplici e terra terra, tipo radicchio e melanzane, corre il rischio di fare la figura del praticone, del ciarlatano e dell’incompetente.

La sagra delle sciocchezze

Più si eleva il livello tecnologico della conoscenza e più sciocchezze con l’esse maiuscola si dicono, si fanno e si divulgano, soprattutto in ambito sportivo.
E questo è davvero un peccato, perché esistono tante persone intelligenti e valide in questo settore.
Utilizzare male l’intelligenza umana, le capacità cognitive che non mancano, è poco meno di un crimine.

Nutrizione e salute niente a che fare hanno con le integrazioni, e tanto meno coi farmaci

Certa gente, soprattutto quella delle palestre, non ha ancora capito che nutrizione e salute nulla hanno a che fare con le integrazioni proteiche, tauriniche, glutammiche, carnitiniche, ornitiniche, melatoniniche, vitaminiche, ormonali e minerali.
Nutrizione e salute vertono essenzialmente sulla semplicità e sulla naturalità, essendo basate su alcuni principi chiari, eterni e inalterabili.

Pitagora era 10 mila anni più avanti di noi

Al punto che c’è più verità e conoscenza tecnologica in Pitagora, 600 avanti Cristo, che in tutte le boiate pazzesche che stanno caratterizzando il mondo odierno dell’alimentazione e delle diete.
Pitagora ammoniva gli allievi della sua scuola ad alimentarsi in modo efficiente, al fine di massimizzare la propria resa scolastica.
Li portava all’aperto e sull’erba a fare respirazione e camminate ricostituenti a piedi nudi, per assorbire forza radiante.
Li faceva adorare il sole, perché assorbissero forza elettromagnetica.
Richiedeva loro l’adozione di una rigorosa dieta vegana, crudista e basso-proteica.

Da frustare tutti sul deretano

Tu Maria hai fatto un elenco di dietologi da strapazzo, ai quali vorrei aggiungere almeno un’altra manciata.
Non si possono tralasciare nomi come quelli di Scarsdale, Atkins, Montignac, e Arthur Agatson, inventore della South Beach Diet patrocinata dalla Kraft.
Se Pitagora potesse rivivere, prenderebbe una bacchetta spinosa e li farebbe correre frustandoli tutti sul deretano.
Troppo preciso, onesto, metodico e trasparente, era l’uomo di Crotone per sopportare gente di questa risma.

Se uno scrive Doping all’ingresso della palestra non ho nulla da obiettare.
Purchè si parli chiaro.

Siamo dominati da concetti che poco e niente hanno a che fare con la nutrizione, ma tanto hanno a che vedere col doping. Si procede per formule chimiche, per indici glicemici, per ossessivi pesi e misurazioni, dimenticando totalmente i buoni principi di base.
Si passa disinvoltamente dal principio della nutrizione a quello del drogaggio e, quel che è peggio, tale importantissimo dettaglio non viene mai menzionato.
Se io decido di darti una dieta basata sulla stampella chimica o sulla caffeina (vedi metodi Lemme), devo almeno spiegarti per filo e per segno gli effetti collaterali che questo sistema implica.

La becera chimica materialistica della reazione e del bilancino

Chimica e farmaceutica insediate ai poteri del mondo grazie al petrolio e a Rockefeller.
Un pianeta diventato terra di conquista della becera chimica materialistica e meccanicistica.
La stessa chimica contro la quale si scagliava il barone Von Liebig, per la sua incapacità di distinguere tra materiale morto e materiale vitale, tra materiale inorganico e materiale organicato, tra vitamina sintetica e vitamina naturale, tra cibo vitale-enzimizzato e cibo pastorizzato.

Una chimica irresponsabile, demenziale e mostruosamente potente

Quella chimica che non ha saputo evolversi ed allargare la propria mente.
Quella chimica che si è resa responsabile dell’avvelenamento delle falde acquifere mediante atrazina ed altri pesticidi chimici. Quella chimica che è tuttora responsabile dei sistemi di coltivazione basati sui diserbanti, sui micidiali dissecanti Round-up e sui maledettissimi OGM, entrambi opera della Monsanto Corporation, ovvero della maggiore lobby internazionale mai esistita nella storia.

Una chimica che sta dilaniando il pianeta nel profondo, ma che fa comodo a troppa gente

Quella chimica che ha irretito e schiavizzato l’agricoltura, costringendola a dipendere da sementi e trattamenti di una singola fonte monopolistica.
Quella chimica che ha portato in questi ultimi tempi al suicidio di massa per disperazione di oltre centomila contadini in India, indebitati fino al collo e traditi dalle stesse sementi imposte dal mostruoso fornitore americano.
Quella chimica che comoda tantissimo ai supermercati del mondo, stracarichi di cibi cotti e pastorizzati, di acque minerali pesanti, di bevande gassate-dolcificate-caffeinizzate-theinizzate, di prodotti salati, saccarosizzati ed aspartamizzati.

Il corpo umano sta subendo gli stessi insulti che riceve da anni il tormentato suolo terrestre

L’essere umano per molti aspetti è paragonabile al suolo terrestre.
Può facilmente passare dallo stadio di fertilità e di biodinamismo a quello della sterilità e della desertificazione. Può anch’esso trovarsi nella situazione assurda per cui, pur spargendo il fertilizzante a tutto campo, le piante si rifiutano di crescere.
Riempiendo il corpo umano di farmaci e vaccini, di vitamine sintetiche e di minerali inorganici, di ormoni sintetizzati e di lecitine, di alimenti salati-zuccherati-aspartamizzati-dopati, si riesce sicuramente a ottenere risultati oggi e forse anche domani, ma non certo dopodomani e nei giorni a seguire.
Viene sempre la resa dei conti. Arriva sempre il momento in cui i nodi vengono all’inesorabile pettine.

La salute come fattore bioelettrico e come equilibrio funzionale

Ancora nel 1960 il dr A. George Wilson aveva sviluppato uno strumentino elettronico chiamato neuro-micrometro, adatto a misurare valori basilari come il rapporto acido-basico del corpo, l’energia nervina, l’energia funzionale, l’ossidazione cellulare, la riserva energetica organica, la tensione emotiva e la tossicità dell’organismo.
Già allora appariva chiaro come la salute fosse un equilibrio funzionale, una condizione di bioelettricità bilanciata sui massimi livelli.
Una condizione che non poteva in alcun modo essere fornita da alimenti cotti, da alimenti surgelati, sintetizzati o provenienti da animali morti.

L’importanza fondamentale degli alimenti vivi, elettrizzati ed enzimizzati

Dal momento in cui l’ossigeno e gli elementi nutritivi giungono al nucleo della cellula e ne divengono parte integrante, viene a crearsi una corrente elettrica di circa un 50-milionesimo di Volt, un’onda leggera di elettroni costretti a muoversi di atomo in atomo.
Siccome sono gli alimenti che assumiamo a permettere la generazione e il mantenimento dell’energia nel corpo umano, spetta agli stessi il compito di preservare l’integrità termica, chimica, strutturale e funzionale dell’organismo.

Diete scorrette che sballano il nutrimento cellulare

Wilson elencava 4 modi nei quali una dieta scorretta può interferire sul buon funzionamento cellulare:

1) Incapacità nutritiva, ovvero incapacità di provvedere il giusto mantenimento alle cellule, sia per i processi ossidativi che per quelli di rigenerazione delle cellule stesse.
2) Acidificazione del corpo, in quanto interferisce coi processi ossidativi.
3) Insufficiente acidificazione, dove viene a mancare la differenza di potenziale elettrico per il flusso di energia lungo i nervi.
4) Eccesso di alimenti, dove il troppo stroppia ed ostacola la circolazione dei liquidi, impedendo ai
nutrienti di giungere alle cellule.

I concetti di caloria lorda e di indice glicemico tutti nello scarico immondizie

In questa nuova visuale non più statica ma dinamica e vitalistica, vibrazionale ed elettromagnetica, il concetto di caloria usato dal vetero-nutrizionismo medico odierno, viene automaticamente spazzato via, e con esso anche gli indici glicemici fanno pressappoco la stessa ingloriosa fine.
Le calorie vengono misurate facendo bruciare gli alimenti in laboratorio.
Ma questa misura non prende affatto in considerazione l’energia che il corpo deve spendere per digerire, assimilare ed evacuare gli alimenti, nonché le spese caloriche per liberarsi delle tossine derivanti da tale processo.

Un aggancio tra il concetto vibrazionale, il prana e lo yin-yang

Le ricerche di Wilson trovano sponda semmai nel concetto yoga del prana, quell’energia che sta in tutte le cose, ci attraversa tutti e costituisce l’intero universo.
Proprio in quegli anni, due ricercatori della Yale University, il dr Burr e il dr Northrop, misurarono e mapparono questa energia usando voltametri particolarmente sensitivi.

La vitalità e l’intelligenza delle piante ci insegna molte cose

Un classico esperimento fu di collegare elettricamente due alberi vicini e registrare le fluttuazioni degli
L-fields o life-fields, ossia dei campi vitali.
Si scoperse così che tutte le piante vibrano di energia e di prana, al punto di interagire con l’uomo e gli animali a livello bioelettrico, al punto di sentire quanto accade nei paraggi e di emozionarsi per la sofferenza causata da qualcuno a una creatura vivente, animale o pianta.

Le straordinarie rilevazioni sui cibi e sul corpo umano da parte dell’ingegner Simoneton

L’ingegnere francese Andrè Simoneton, usando contatore Geiger, camera ionizzante di Wilson e biometro di Bovis graduato in Angstrom, ha dato una svolta decisiva al modo di valutare e considerare gli alimenti e la salute in generale. Stabilito che ogni persona sana emette vibrazioni comprese tra 6200 e 7000 Angstrom, e che i cibi disponibili possiedono una bioenergia che va dal livello minimo zero a 11000 Angstrom, Simoneton suddivise i cibi in alimenti superiori (da 6500 a 11000), alimenti di supporto calorico (3000-6500) e alimenti inferiori o morti (0-3000).

La tabella delle vibrazioni e dei colori, ovvero la scala Angstrom

Le qualità nutrizionali dei cibi appaiono chiare osservando la tabella nelle vibrazioni e dei colori:

Infrarosso 7601-11000 Angstrom alimenti indispensabili per la vita, cioè biogenici
Rosso 6201-7600 “ “
Arancio 5901-6200 “ “
Giallo 5801-5900 “ “
Verde 5201-5800 alimenti insufficienti per la vita, cioè bioattivi
Blu 4501-5200 “ “
Indaco 4301-4500 “ “
Violetto 3901-4300 “ “
Ultravioletto 3001-3900 “ “
Raggi X 0000-3000 alimenti mortali, dannosi, cioè biostatici

L’estrema ed incomparabile importanza della freschezza, della crudità e della vitalità

Appare chiaro in questo contesto come la freschezza, la crudità, la vitalità, l’innocenza degli alimenti sia di capitale importanza, e di come i cibi ad alta vibrazione siano quelli adatti a mantenerci in salute ai massimi livelli, mentre quelli al di sotto dei 6200 A, siano da considerare utili sotto l’aspetto calorico netto (calorie sviluppate dedotte della spesa energetica necessaria a sfruttarle).

I criteri conservativi e concilianti di Simoneton, quasi spaventato dalle sue stesse scoperte

Tener presente che lo stesso Simoneton, forse timoroso delle sue stesse strabilianti scoperte, pecca di conservatorismo, di spirito conciliativo e di difesa dell’industria francese dei vini e dei formaggi, nel classificare come bioattivi certi alimenti e certe bevande, in quanto le colloca sulla sua scala col criterio della caloria lorda, e non netta, lorda e non sottratta delle spese organiche (caloriche e nutritive) necessarie a digerire e smaltire totalmente i residui dei prodotti stessi.
Carni e formaggi che per lui, vegano educato e non troppo graffiante, starebbero tra l’indaco e il verde, vanno in realtà a finire tra i cibi ladri ed ammalanti in fondo-scala, nella visuale di Wilson.

Il criterio delle onde vibrazionali pone angoscianti domande sui cibi che la popolazione mondiale sta consumando, e sulla stessa esistenza delle industrie alimentari e petrolchimico-farmaceutiche

La frutta matura allo stato naturale genera onde vibrazionali alte al rosso e all’infrarosso, apportando salute e vitalità. Le verdure crude stanno a cavallo tra l’arancio e il rosso.
Le patate e i cereali integrali, con una cottura minima e intelligente, aumentano addirittura la loro biodisponibilità, trasformandosi in alimenti superiori.
Le proteine animali nelle valutazioni di Simoneton stanno tra gli alimenti insufficienti ma comunque utili (latte e uova), solo perchè non utilizza, come sopra accennato, il concetto di caloria netta di Wilson.
Considerando gli alti costi assimilativi-evacuativi e i costi di smaltimento residui, le carni, il pesce, i latticini e le uova, si collocano nei bassifondi della scala addirittura al livello dei raggi X, al pari di dolciumi e marmellate. Al livello dei cibi ladri che, anziché apportare dei valori, tendono a rubarli.

Quattro tipi di fame da soddisfare innanzitutto

La realtà è che non esistono sostituti validi ai cibi e ai metodi naturali di vita e di alimentazione, presi in linea armonica col disegno del nostro corpo e con le sue inalterabili esigenze.
L’aria è il primo alimento e l’acqua pura, meglio ancora l’acqua biologica, il secondo.
La fiducia in se stessi, nel mondo e nella creazione, è il terzo alimento.
Il rispetto e l’amore per le creature viventi e per l’ambiente naturale sono il quarto alimento.
Soddisfatti questi primi quattro tipi di fame basilare, l’assieme corpo-mente-anima è in grado di volare alto sulle piccolezze e sulle meschinità umane.

Il sorriso e l’armonia che permettono di digerire anche i sassi

Quando una persona si è assicurata l’equilibrio, ed è capace senza sforzo alcuno di essere felice e sorridente, in pace con se stessa e con gli altri, in armonia col prana delle altre creature vive e morte, materiali e spirituali, può anche consumare i frutti, i semi, le radici e i germogli della Madre Terra, che sceglierà con libera intelligenza e buon senso, e che saranno digeriti, assimilati ed evacuati senza difficoltà alcuna e senza effetti collaterali.

Il grande ruolo delle soddisfazioni spirituali

Che l’essere umano non si alimenti solo di cibo materiale, ma anche e soprattutto di soddisfazioni spirituali, lo sappiamo ormai tutti. Noi italiani, poi, non siamo figli dei petrolieri del Texas e nemmeno degli sterminatori dei Pellerossa e dei bisonti d’America. Abbiamo ancora un sia pur esile rapporto con San Francesco, con Girolamo Savonarola, con Dante Alighieri, con Giovanni Boccaccio e con Giordano Bruno. Oscilliamo in continuazione tra la santità e il peccato, tra la seriosità e lo spassoso divertimento.
Gli stessi antenati romani avevano coniato la mirabile espressione Panem et circensem.

La memorabile lezione di un campione come Ezio Vendrame

La lezione del friulano Ezio Vendrame nel calcio italiano, malato di tensione e di eccessiva competitività, non pare sia stata ancora sufficientemente acquisita.
Da ex-calciatore funambolico, anticonformista e pressocchè ingestibile, quando deliziava le platee della serie A, con dribbling ubriacanti e con giocate clownistiche e sdrammatizzanti, cariche di irresistibile ilarità, finalizzate più allo spettacolo che all’angoscia del risultato, ha portato una ventata di originale e vincente spiritosità anche da allenatore.

Vincere con le scamorze

Non ho notizie aggiornate su di lui, pur stando in Friuli, ma ricordo che, negli anni scorsi, vinceva alla grande il campionato regionale Giovanissimi con la Sanvitese Calcio.
Fino lì nulla di strano. Ogni campionato ha i suoi eroi e le sue vittime.
L’eccezionalità del caso è che Vendrame faceva scendere in campo tutti i ragazzi meno bravi a disposizione, ovvero le cosiddette scamorze, e teneva prevalentemente in panchina i suoi campioncini.
Intervistato dai media, si giustificò dicendo che il calcio è essenzialmente un gioco, un divertimento, per cui deve divertire e non stressare, deve socializzare e non discriminare i ragazzi in base al livello tecnico raggiunto, causando traumi e offese alla loro sperticata sensibilità.
Il bello è che vinceva lo stesso.

Trovo straordinariamente educativa la sua filosofia

Anzi, aggiunse, è proprio questa forza morale che li fa vincere e dominare le squadre avversarie, dominate dall’ansia, dalla sola motivazione del vincere.
Se questo non è comportamento igienistico, mi si dica cos’è.
Non sono mai riuscito a incontrare Vendrame. Se mi accadesse, vorrei non solo complimentarmi e dargli una forte stretta di mano, ma anche chiedere conferma che non è affatto un mangiatore di carne.
Non perché chi mangia carne non possa essere buono, bravo e intelligente.
Ma perché doti di psicologia e di equilibrio di tale portata, richiedono assolutamente una cultura e una sensibilità sopraffina, che in genere il carnivorismo non permette di possedere.

L’importanza dello sdrammatizzare

L’aggressività e la voglia di vincere e di dominare l’avversario stanno sicuramente nelle regole del gioco, ma spesso fanno perdere di vista i veri valori del vivere umano, e diventano esse stesse fattori dopanti ed angoscianti. Quale migliore antidoto, se non la dissacrazione della mitica vittoria e la sdrammatizzazione della ingloriosa sconfitta?

Muscoli e anima devono andare di pari passo

Chi è alla ricerca dell’alimentazione performante, fatta di linea armonica, di pelle radiante, di respirazione ritmata e profonda, di muscoli veri e proporzionati, e mai pompati ed esagerati, deve a maggior ragione considerare queste verità.
La salute non può essere solo muscoli e forza fisica.
Serve prendere attenta cura anche dell’anima.

Questa, crediamo, è vera scienza dell’alimentazione

Qui e solo qui stanno i metodi, e non nell’ubriacatura continua mediante integratori di ogni tipo, mediante cibi iperproteici e bevande nervine.
Questa, detta in soldoni, è la scienza dell’alimentazione.
Più uno si allontana da questo schema, che non è un nostro vicoletto privato, o un nostro sgorbio ideologico, ma un percorso universale tracciato fin dall’antichità, e meno raccoglierà in termini di bellezza e di performance psicofisica.

Valdo Vaccaro

 

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

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