CRITICA SCIENTIFICA ALLA CUROMANIA ALLOPATICA ED OMEOPATICA SUL SINTOMO

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LETTERA

OSTILITÀ ITALIANA SULLA OMEOPATIA

Mentre in Italia il sentiment nei confronti delle medicine cosiddette “alternative” continua a essere da parte di alcuni di diffidenza quando non di ostilità, sul fronte internazionale arrivano invece notizie che vanno in tutt’altra direzione. Tra i Paesi che più di altri stanno ponendo l’accento sull’efficacia delle terapie omeopatiche citiamo i casi di Francia, Germania, India e Brasile.

STESSI RISULTATI DELLA MEDICINA ALLOPATICA MA MENO EFFETTI COLLATERALI

In Francia, i risultati di un monitoraggio denominato EPI3 durato 7 anni sul decorso di migliaia di pazienti per stabilire un confronto tra cure allopatiche e cure omeopatiche, hanno dimostrato che la percentuale di guarigione era la stessa, ma che usando l’omeopatia ci sono meno effetti collaterali.

CRESCENTE INTERESSE DEL GOVERNO INDIANO

I dati trasmessi dal Governo Indiano indicano che dal 2014 a oggi la spesa effettiva a favore dell’omeopatia continua a salire vertiginosamente, passando da 820 milioni a 1,67 miliardi di rupie. Il trend vale anche per i fondi destinati alla ricerca. Infatti il CCRH ha condotto 141 nuovi studi scientifici e ha pubblicato 38 articoli di ricerca tra il 2012 e il 2016.

ASSOCIAZIONI BRASILIANE A DIFESA DELL’OMEOPATIA

In Brasile, l’Associazione medica omeopatica brasiliana (AMHB) e l’Associazione medica omeopatica di São Paulo (APH) attraverso la divulgazione nella rivista scientifica “Revista de Homeopatia” affermano che l’efficacia e la sicurezza del trattamento omeopatico sono dimostrate da studi clinici randomizzati e controllati con placebo, revisioni sistematiche e metanalisi.

LA DIFFIDENZA VERSO QUESTO PARADIGMA DI CURA CENTRATO SULLA PERSONA NON HA RAGIONE DI ESISTERE PER MARCO DEL PRETE

“Nelle ultime settimane abbiamo assistito a importanti passi avanti sul tema dell’efficacia dell’omeopatia”, ha dichiarato Marco Del Prete, Presidente AMIOT, Associazione Medica Italiana di Omotossicologia. “E anche le novità provenienti da Brasile, India e Germania, conclude Del Prete, sono assai incoraggianti: la diffidenza verso questo paradigma di cura centrato sulla Persona è sempre più debole, in quanto, di per sé, anti-scientifica”. In allegato il comunicato stampa. Rimango a completa disposizione. Grazie e cordiali saluti.

Clelia Corradi

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RISPOSTA

PARERI CONTRASTANTI

Ciao Clelia. Grazie per il documento, di cui ho riportato una sintesi. In Italia, e penso pure nei restanti paesi, circolano diverse opinioni sulla efficacia dell’omeopatia. Per qualcuno è qualcosa di valido, in linea con quanto sostieni. Per altri non è tutta da buttare. In ogni caso milioni di italiani usano preparati omeopatici, con costi elevati e risultati incerti.

LA MEDICINA UFFICIALE BOCCIA SONORAMENTE L’OMEOPATIA

La storia dell’omeopatia ha ormai 200 anni e l’ultimo capitolo l’ha scritto per ora l’Australian National Health and Medical Research Council (NHMRC), il più importante istituto australiano di ricerca medica, realizzando nel 2015 la più completa analisi scientifica di circa 1.800 ricerche sull’omeopatia. La sua conclusione è che non esistono patologie per le quali sia provata l’efficacia reale dell’omeopatia. Non è la prima volta che la scienza medica ufficiale smonta l’omeopatia. Era già successo nel 2002, nel 2010 e nel 2014.

LE CURE HAHNEMANN FACEVANO MENO DANNI DEI SALASSI

L’omeopatia si sviluppò alla fine del ’700 per opera del medico tedesco Samuel Hahnemann. Allora la medicina tradizionale non sapeva diagnosticare le malattie. Si limitava a curare i sintomi con terapie spesso più letali dei malanni, soprattutto salassi e clisteri. In questo panorama la cura di Hahnemann poteva essere un passo avanti: non guariva, ma almeno faceva danni minori. Alcuni studi epidemiologici sulle epidemie del passato hanno dimostrato che con la terapia di Hahnemann si salvavano più malati rispetto alla terapia medica tradizionale.

LA TECNICA DELLE DILUIZIONI

Le sostanze di partenza usate in omeopatia sono vegetali, animali e sostanze chimiche solubili. Sostanze messe in soluzione d’acqua e alcol per estrarne i principi attivi (tintura madre), mentre le sostanze chimiche insolubili vengono triturate. Poi vengono diluite e col liquido ottenuto si impregnano granuli di supporto inerte fatti di zucchero e lattosio. Hahnemann si era convinto che la stessa sostanza che nelle persone sane e ad alte dosi causa una malattia, a dosaggi infinitesimali nei malati li potesse curare. La diluizione secondo Hahnemann rendeva infatti più potenti le pozioni, che venivano ulteriormente potenziate da ripetute percussioni verticali sulla Bibbia.

MANCANDO L’EFFETTO FARMACOLOGICO SUBENTRA SOLO L’EFFETTO PLACEBO

Una legge matematica, scoperta nel 1811 dal piemontese Amedeo Avogadro, permette di calcolare che già una diluizione alla 12ma centesimale (12CH) contiene 0,6022 molecole, vale a dire nessuna. Le diluizioni successive quindi diluiscono acqua con acqua. Effettivamente l’omeopatia contrasta con tutte le basi molecolari della moderna farmacologia. L’azione farmacologica deriva dall’inserirsi di una molecola come una chiave in una serratura della cellula, un recettore, dice Luigi Garlaschelli, ricercatore all’Università di Pavia e membro del Cicap (Comitato italiano per il controllo delle affermazioni sul paranormale). Senza molecola o senza recettore non si ha azione farmacologica. Se l’omeopatia dovesse funzionare sarebbe quindi grazie a qualche principio ancora sconosciuto. Se non c’è effetto farmacologico, allora su cosa si basano i successi dell’omeopatia? Sull’effetto placebo, che gioca un ruolo importante anche nella medicina tradizionale.

SISTEMA PERCETTIVO DEI DOLORI E SISTEMA INIBITORE A BASE DI ENDORFINE

La ricerca ha dimostrato che la trasmissione delle sensazioni spiacevoli, che in medicina spesso corrispondono ai malesseri, è una staffetta chimica che, dalle terminazioni nervose presenti nel corpo e sugli organi, passa l’informazione di cellula in cellula fino al cervello, dove le sensazioni vengono etichettate come dolore, prurito, nausea, freddo, caldo, ecc. Questo sistema è detto sistema nocicettivo, cioè percettivo delle sensazioni sgradevoli. Parallelamente, però, ne esiste un altro, detto antinocicettivo, che contrasta le sensazioni sgradevoli. Qui gli attori sono le endorfine, sostanze simili all’oppio prodotte naturalmente dal cervello che si inseriscono nella staffetta chimica nocicettiva riducendo o addirittura bloccando la diffusione dei messaggi negativi. In particolare alcuni recettori sono gli stessi sui quali agiscono i farmaci antidolorifici e le droghe.

ANCHE NELLE CURE MEDICHE-FARMACOLOGICHE SI ATTUA UNA FORTE PERCENTUALE DI EFFETTO PLACEBO

Questo sistema antidolorifico naturale si attiva quando siamo convinti di essere curati, anche se la cura è acqua fresca. Per far aumentare gli oppioidi endogeni basta sentirsi dire che il farmaco che si sta ricevendo è un analgesico, E già questo riduce il dolore di circa il 28%. Su questa reazione si baserebbe l’effetto dell’omeopatia. La cosa interessante è che questo effetto placebo agisce anche quando si somministrano farmaci tradizionali. Secondo alcune ricerche, il 35-45% delle prescrizioni odierne non ha alcun effetto specifico sulle malattie in trattamento.

GRAN PARTE DEI MALESSERI GUARISCONO DA SOLI

Ma la medicina tradizionale ha uno svantaggio rispetto all’omeopatia: porta con sé gli effetti collaterali, a volte gravi, che i rimedi omeopatici non hanno. Andrea Dei, docente di chimica generale e inorganica all’Università di Firenze, benché critico nei confronti dell’omeopatia, ricorda che su 10 farmaci della medicina tradizionale, 6 sono efficaci e 4 no. Dei 6 efficaci 4 non hanno effetti collaterali, mentre 2 hanno effetti indesiderati duraturi. Quanto ai farmaci che non apportano benefici, 3 su 4 hanno effetti collaterali. Se è vero che gli antibiotici salvano vite, è altrettanto vero che 7 prescrizioni su 10 sono errate. E che si ricorre agli antipiretici anche con una febbre a 38 °C, quando sarebbe quasi sempre meglio non intervenire. Gran parte dei malesseri (cefalee, nausea, tosse, mal d’orecchi, di gola), infatti, guariscono da soli.

UN MEDICO PREPARATO PUÒ SEMPRE USARE L’EFFETTO PLACEBO DELLA OMEOPATIA

In conclusione, dimostrato che l’omeopatia non ha basi scientifiche, è vero anche che fa meno danni dei farmaci sintomatici tradizionali di cui si abusa per eliminare i sintomi senza curare la malattia. In questi casi l’unica soluzione è un medico preparato, che usi l’omeopatia per sfruttare l’effetto placebo, e prescriva i cambiamenti di dieta e stile di vita utili a ridurre i malesseri (fumo, alcol, poco sonno, scarsa attività fisica, alimentazione sbagliata sono la fonte di molti malesseri). E che sia in grado di diagnosticare in tempo una vera malattia, che richieda un intervento farmacologico.

ANCHE NELLE FAMIGLIE, PER MOLTI MALESSERI BASTA L’ACQUA ALLA MENTA

Quanto ai genitori, per curare molti malesseri dei propri pargoli potrebbero usare acqua alla menta piperita, un potentissimo placebo. Poche gocce in un bicchiere o su una zolletta di zucchero, somministrate con la serietà adatta all’occasione, possono attivare il sistema antinocicettivo. Senza danni collaterali e a costo zero.

OPINIONE IGIENISTICA SULL’OMEOPATIA

Fatte queste importanti considerazioni, veniamo ora ai pareri della Health Science Igienistica. Come molte altre volte ho scritto, non abbiamo alcun preconcetto che ci porti ad essere super-critici. Riconosciamo anzi che molti omeopati conducono un buon lavoro e ottengono pure dei validi risultati.

MOLTI OMEOPATI APPLICANO CONCETTI IGIENISTICI

In realtà, il più delle volte questo accade non tanto grazie alle cure omeopatiche ma piuttosto ai concetti tipici dell’igienismo naturale che gli omeopati applicano ampiamente nelle loro pratiche, senza denominarle con il giusto nome. Chiamarsi igienista non comporta riconoscimenti, mentre la parola omeopata chissà perché suona in qualche modo più suadente e rassicurante. Mettere una targhetta da Medico Igienista all’ingresso del proprio studio non produce particolari effetti in un paese come l’Italia, mentre una targhetta da Medico Omeopata fa referenza. Pertanto validi risultati igienisti ottenuti sotto una nomea omeopatica.

SI TRATTA SEMPRE DI SCRITERIATE E NON RISOLVENTI CURE SUL SINTOMO

Le posizioni critiche della Health Science Igienista alla Medicina Omeopatia non sono molto dissimili da quelle che essa rivolge pure alla Medicina Allopatica Convenzionale. Sia la Allopatia che l’Omeopatia per noi commettono lo stesso tipo di errore grave, visto che praticano entrambe la cura sul sintomo e non sul fattore causante.

I RISULTATI SONO SOSTANZIALMENTE NEGATIVI IN ENTRAMBI I CASI

Se poi i risultati sono i medesimi, se le percentuali di guarigione sono più o meno le stesse come affermano i sostenitori francesi dell’Omeopatia, vale a maggior ragione la nostra critica. Pessimi i risultati delle cure farmacologiche allopatiche sul sintomo e altrettanto pessimi i risultati delle cure omeopatiche, col solo vantaggio di minori effetti collaterali.

LA CUROMANIA SUL SINTOMO, ALLOPATICA ED OMEOPATICA, RIMANE UN CRITERIO FALLIMENTARE

Per la scienza igienistica le malattie sono crisi di purificazione e di eliminazione delle tossine dal corpo. I sintomi sono difesa naturale del corpo. Restoring health is the constant tendency of the body. The nature of disease is difensive, remedial, eliminative and adattive. Therefore curing disease is a pernicious superstition, diceva il grande Alec Burton. Su queste precise regole, oltre che sul mancato rispetto delle leggi naturali, incespicano e scivolano sistematicamente tutti i tipi di terapeutica e di curomania sul sintomo. In primo luogo la medicina allopatica convenzionale e in secondo luogo la medicina omeopatica.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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