DEVASTAZIONE DEL COLON E TENTATIVO DI RIMEDIARE AL MORBO DI CROHN

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LETTERA

MORBO DI CROHN, RIDUZIONE DEL COLON ED ENORMI DOSI DI CORTISONE

Salve Valdo Vaccaro, mi scusi il disturbo, ma ho sentito parlare di lei e dei suoi studi e mi trovo qui a scrivere. Da 10 anni mio fratello è affetto dal morbo di Crohn ed è stato pure operato per ridurre il suo colon. Sembra che la cosa sia andata solo a peggiorare e da anni ha delle ricadute incredibili, dove prende una enorme dose di cortisone, ma i risultati non sono per niente migliorati.

DEVASTAZIONE DEL COLON E SITUAZIONE SENZA SPERANZA

Da 3 anni ha iniziato delle cure in fase sperimentale, ma sono un disastro, nessun miglioramento. Adesso il colon è tutto distrutto e per i medici non c’è più niente da fare. Le scrivo per sapere se potevamo fare qualcosa, anche perché credo che il nostro corpo è stato fatto da Dio in maniera perfetta e quindi può guarire da solo. Nell’attesa di una sua risposta, la ringrazio con tutto il cuore per la sua disponibilità.
Mary

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RISPOSTA

IL CORPO UMANO VA TRATTATO CON RELIGIOSO RISPETTO

Ciao Mary. Condivido totalmente le tue considerazioni sulla perfezione del corpo umano e sulla necessità di rispettarlo. Purtroppo quando si sceglie la via della cura sul sintomo come fa la medicina odierna, è già un partire col piede sbagliato. Nessuna sorpresa che i risultati siano spesso aberranti. In ogni caso, anche nel caso delle situazioni più devastanti e disperanti, non bisogna negare chance di recupero finché esiste un minimo di vitalità e di voglia di vivere.

DANNI MICIDIALI DEL CORTISONE

Il cortisone serve essenzialmente ad abbassare l’infiammazione. Ovvio che le cure prolungate a base di cortisonici comportano una lunga serie di effetti collaterali perversi, tipo ipertensione, ulcere peptiche, acne, attacchi di panico, inattivazione del sistema immunitario, ritenzione idrica, osteoporosi. Se poi le cure adottate arrivano alle resezioni chirurgiche, peggio ancora.

DEFINIZIONE DEL MORBO DI CROHN

Tra i sintomi più comuni del morbo di Crohn troviamo diarrea, dolori addominali, dimagrimento, malassorbimento, diminuzione di appetito, debolezza. Si poteva sicuramente fare qualcosa di meglio e qualcosa di più ma nella direzione dei rimedi naturali, andando verso la cura dei fattori causanti. Qualcosa che si poteva fare e che si può probabilmente tuttora fare.

RICREARE RICETTIVITÀ GASTRICA

Se si prosegue con le cure mediche sul sintomo la guarigione rimane sicuramente un miraggio. In questo senso hanno ragione i medici nel loro pessimismo. Le malattie risultano inguaribili? Sì, fino a quando si adottano le loro terapie. Come in tutte le malattie rimane anche in questo caso basilare togliere i motivi causanti. Già facendo questo e niente altro che questo si ottengono importanti miglioramenti. Occorre poi ricreare condizioni di ricettività gastrointestinale. Sia per sani che per malati vale il principio-base di una digestione rapida, leggera e completa mediante cibi sobri, sani, freschi, leggeri, vitali ed innocenti. Assumere del cibo e mandarlo lungo un tubo intestinale infiammato significa prolungare all’infinito la sofferenza.

PARTIRE CON DIETA LEGGERMENTE COTTA INSERENDO IN MOODO PROGRESSIVO IL CIBO

Occorre pertanto una strategia progressiva di recupero della normalità gastrointestinale. Non esistono malattie zonali, vale in linea generale e in particolare per il tratto digestivo che parte dalla lingua e termina allo sfintere. Ricreare ricettività gastrica significa ripartire per 2-4 giorni con cibi ad alto tasso di digeribilità, come purea di patate, carote, minestre di verdure, minestre di semolino, mele al forno e simili. La dieta vegetale crudista rimane ovviamente l’obiettivo numero uno, ma va perseguito con prudenza e progressività.

CIBI E BEVANDE DA EVITARE

Oltre a ciò è assolutamente necessario evitare gi alimenti che possono aumentare il disturbo, ad esempio quelli che favoriscono la produzione di prostaglandine di tipo infiammatorio. Cibi e bevande da evitare sono caffè, cioccolato, bevande analcoliche e gassate, fritture, grassi idrogenati, insaccati, carni di tutti i tipi, zucchero raffinato, semi di lino. Un discorso particolare si deve fare per i latticini e per il grano, tra gli alimenti più comuni nelle liste delle intolleranze alimentari.

CIBO CONSENTITI

Controverso anche il discorso delle fibre. In genere esse proteggono il nostro intestino, ma il loro beneficio dipende anche dallo stato di partenza dell’infiammazione. Riducendola si potrà gradualmente introdurre una maggior quantità di fibre senza alcun problema. Cibi consentiti sono pasta di semola, semolino, polenta, riso, verdure cotte (solo patate, carote, zucchine) e pomodori sia cotti che crudi privati dei semi e della buccia. Tra la frutta, prediligere mele, pere, banane, papaia.

CAROTE E CAVOLI TRA GLI ALIMENTI PIÙ AMICI E COMPATIBILI

Carote e cavoli sono cibi amici e compatibili. Il succo di carote è un regolatore sia del fegato che dell’intestino con azione depurativa e cicatrizzante anche grazie all´alto contenuto di carotenoidi. Associato all’ananas e al sedano rappresenta una reale panacea. Anche il succo di cavolo contiene principi attivi dalle proprietà cicatrizzanti, utili sia per stomaco, intestino e colon.

Valdo Vaccaro

 

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

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