DIETE IPERPROTEICHE E DIMAGRIMENTI PERICOLOSI

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(Conferenza di San Benedetto del Tronto del 5 Ottobre 2013)

I FALSI PROFETI DELLE DIETE DIMAGRANTI

Il tema odierno è quello delle diete dimagranti. Un tema di grande attualità, visto che l’Italia sta facendo purtroppo di tutto e di più per seguire le orme dell’America, con una popolazione giovanile in crescente stato di sovrappeso e di obesità. Abbiamo il diritto di giudicare questo tipo di fenomeno? Abbiamo le carte in regola per farlo? La risposta è positiva. Nessuno può infatti disconoscere che, da igienisti naturali, siamo contro tutte le diete innaturali volte a modificare e stravolgere dei sintomi senza badare alle cause che stanno alla base delle anomalie corporali, inclusa l’anomalia del grasso.

SOLO CHI HA LE CARTE IN REGOLA PUÒ ESPRIMERE DELLE VALUTAZIONI CREDIBILI

L’igienismo non propone diete dimagranti ma sempre e solo un sistema alimentare di ripristino-salute, dal momento un corpo sano ed efficiente tende automaticamente a riportarsi al suo peso forma. Fare soldi a detrimento della salute del prossimo, è quanto di peggio si possa concepire. E quello delle diete riduttive è diventato ormai da decenni un grosso business, una mangiatoia per i peggiori opportunisti del pianeta.

ATKINS, LA DIETA CHE HA FATTO PIÙ DANNI

La dieta di gran lunga più famosa, quella che ha influenzato il mondo più di tutte le altre nella storia contemporanea, è senza ombra di dubbio quella ideata dal dr Robert Atkins. Atkins, con i suoi 15 libri, le sue conferenze televisive, le sue teorie a difesa dei grassi e delle proteine animali, a difesa delle carni, del pesce e delle uova, e coi suoi sistemi di dimagrimento rapido, è passato come un ciclone e una meteora sull’America e sul mondo intero, condizionando nel bene, e ancor più nel male, milioni di persone.

ABBIAMO IL DIRITTO DI CRITICARE E DI DIFENDERCI DAL DIETISMO DELINQUENZIALE

Chiamare oggi incompetente ed imbroglione una persona deceduta in modo drammatico, può sembrare una crudeltà mentale inopportuna, una mancanza di rispetto verso chi non c’è più e non ha nemmeno modo di difendersi. Ma siamo costretti a farlo, non ce ne voglia l’anima sua, perchè Atkins, più che essere un uomo miseramente scomparso, è diventato un marchio, un simbolo e una istituzione, un modello comportamentale, un sistema perverso di alimentarsi.

L’ULTIMO VOLUME DATO ALLE STAMPE MENTRE L’AUTORE STAVA MALISSIMO E MORIVA

Tanto è che abbiamo trovato in libreria la sua ultima opera originale Atkins for Life, edita nel 2003, che porta tra l’altro passi evolutivi e aggiornamenti inaspettati rispetto ai suoi vari lavori precedenti. La copertina del volume evidenzia la pomposità e la grinta commerciale con cui la fondazione Atkins tentava di rilanciare queste teorie. Il sottotitolo suona infatti come segue: “Il programma completo di carbo-controllo per stare in salute e perdere peso in modo permanente”, ed è pure accompagnato dallo slogan “L’autore best-seller numero uno secondo il New York Times”. che suona assai sinistro e irrispettoso, se pensiamo che il volume usciva in concomitanza con la morte dell’autore.

INSERIMENTO DI QUALCHE NOVITÀ

La novità di tale edizione sta nel fatto che qui si parla con strana ed inusitata enfasi di verdure e frutta crude, di semi e noci capaci quasi di sostituire i grassi e le proteine animali da sempre idealizzate dall’autore. Si parla pure di rigoroso divieto al vino, che in precedenza veniva accettato entro certi limiti. Si insiste molto sulle differenze tra zuccheri buoni e zuccheri cattivi, su carboidrati buoni e carb cattivi.

L’AUTORE DEL MISFATTO MUORE MA IL BUSINESS DEVE CONTINUARE

Il che fa pensare ad aggiunte e correzioni poste in essere da giovani collaboratori della fondazione Atkins, visto che l’autore era in quei frangenti morente, colpito proprio da quelle cardiopatie e da quel cancro che intendeva combattere con le sue diete. Non vi è oggi alcun dubbio sul fallimento totale e irreversibile delle teorie Atkins sul piano scientifico, non tanto e non solo per la drammatica e impietosa fine dell’autore, ma anche per i numerosi casi di morti improvvise e sospette registrate tra i suoi imprudenti seguaci. Questi fatti sono ormai arcinoti negli Stati Uniti e in Canada, dove le notizie e i passa-parola volano in modo puntuale e libero.

TEORIE ARTKINS BOCCIATE FIN DALL’INIZIO

Gli stessi medici, oltre che i salutisti di ogni credo, avevano prontamente bocciato le teorie Atkins fin dall’inizio. Ma, evidentemente, i tanti super-obesi che Atkins era riuscito miracolosamente a ritrasformare in persone normali, e con una dieta che lasciava massima libertà di continuare con bistecche e grassi a piacimento, rappresentava un motivo irresistibile di attrazione verso i suoi metodi. Poco importa quello che succedeva dopo, a distanza di qualche mese. Tanto è vero che pure oggi, dopo tante e tali nefaste esperienze, esiste gente al mondo pronta a ricorrere a questi piani poco ortodossi pur di eliminare il proprio grasso.

ATKINS, CAPOSCUOLA DELLE DIETE LOW-CARB

Nessuna meraviglia che negli stessi ambienti della sanità americana, Atkins venga tuttora definito come “il dietologo che si intendeva di nutrizione quanto il maiale dell’Arkansas si intende di astronomia”. Scoperto il trucco per cui mangiando carne si cala di peso, Atkins annusò subito il grosso affare. Diamo ai mangioni la ciccia, il loro cibo preferito, ed in più li facciamo calare di peso. Due piccioni con una fava. Un successo formidabile.

PASTICCHE COMODE E ARANCE INUTILI

Bistecca a colazione a pranzo a merenda e a cena. Niente spazio per verdure e carboidrati. Le proteine? Nessuno le assimila e pertanto non apportano chili. I micronutrienti? Ci sono le pasticche. Atkins ridicolizzava poi le centrifughe e le spremute. Che senso ha usare le obsolete e superate arance? Ed esibiva con sfrontatezza una cinquantina di pillole diverse suddivise per ordine e colore nelle tasche della giacca. Grassoni che in pochi mesi passavano dai 2 quintali ai 75 chili. Cose mai viste. Non si capiva ancora che era una vittoria di Pirro e che, dopo nemmeno un anno, tutto il peso veniva ripreso, con l’aggiunta degli interessi e degli effetti collaterali.

LA RITENZIONE AI MASSIMI LIVELLI

Fuori il grasso trattenendo le corrosive e acidificanti tossine, non era davvero il massimo, e i dimagriti si trasformavano in sfigati, carichi di veleni e tormentati da incontenibile sete. Ogni goccia di liquido assunto entrava senza più uscire. Trattenuto e catturato dai sali e dai veleni interni, dalla ritenzione idrica spinta ai massimi livelli. Più cartoni assorbenti che organismi umani a normale ricambio metabolico.

UNA SERIE DI IMBROGLI DIETETICI

Atkins fece da apripista. Spalancò la strada ad altri imbrogli, basati più o meno sul suo medesimo concetto. E così arrivò una lunga serie di autentici sabotaggi alla salute, come i Gruppi Sanguigni di Peter D’Adamo, la Zona di Barry Sears, la South Beach di Arthur Agatson, la Lemme, la Dukan, la IG-Montignac, la Mediterranea carne-formaggio di Carlo Cannella, la Omega-ittica di David Servan-Schreiber (guru delle pastiglie di olio di pesce), con Montignac, Cannella e Servan-Schreiber finiti male al pari di Atkins.

Ed è a questa gente che l’Italia, paese di Parmenide e Pitagora, di Seneca e Marco Aurelio, di Leonardo e Luigi Cornaro, sta paradossalmente riservando onori, gloria e tappeti rossi.

COLIN CAMPBELL, LA PARTE SANA DELL’AMERICA

Per nostra fortuna, in America non tutto è marcio putrescente, come dimostrato dal The China Study, la ricerca scientifica più affidabile ed avanzata mai apparsa sul pianeta, opera di uno scienziato unico ed eccezionale come Colin Campbell. Cresciuto in una fattoria dove si producevano latticini, la vita del piccolo Campbell ruotava intorno al latte, a quel latte vaccino che apporta “buon calcio”, che rende forti e sani, che rinvigorisce denti e ossa. Ruotava intorno al cibo più perfetto che la natura potesse offrire. La laurea la prese alla Cornell University, centro americano specializzato nella ricerca dei migliori metodi per far crescere di più mucche e pecore.

SCOPRITORE DI VELENI COME LA DIOSSINA E L’AFLATOSSINA

Lasciamo parlare Campbell. “Mi accingevo a perorare il maggior consumo di carne, latte e uova. Ero felice di credere che la dieta americana fosse la migliore del mondo. Ho passato anni della mia carriera a lavorare con due delle sostanze più tossiche mai scoperte, la diossina e l’aflatossina, lavorando al MIT. Milioni di pulcini morivano per motivi sconosciuti ed io fui, mio malgrado, tra gli scopritori della diossina, che diventò componente dell’agente Arancio, prodotto dalla solita Monsanto e usato poi per defoliare le foreste in Vietnam.

UNA LEZIONE DAI BAMBINI DI MANILA

Venni poi inviato in Filippine. Dovevo assicurarmi che i bambini ottenessero quante più proteine animali possibili. Era opinione corrente che gran parte della malnutrizione infantile fosse causata da carenza proteica. Le università e i governi di tutto il mondo erano all’opera, tramite la FAO, ad attenuare il gap proteico nei paesi in via di sviluppo. Ma, lavorando a quel progetto, scopersi un fatto strano. I bambini la cui dieta era più ricca di proteine erano quelli che si ammalavano più spesso di cancro al fegato, erano i bambini delle famiglie benestanti!

PROTEINE ANIMALI SEMPRE PERICOLOSE

Queste informazioni erano in contrasto con tutto quanto mi era stato insegnato, e con l’ideologia di chi mi aveva spedito da queste parti. Mettere in discussione le proteine e i cibi di origine animale? Una follia. Mi avrebbero bollato per eretico! Ma tant’è. Non mi è mai piaciuto seguire una direzione tanto per farlo, o al fine di compiacere qualcuno. Era troppo importante capire non solo se le proteine fossero cancerogene, ma come e perché causassero il cancro.

CASEINA FAVORITRICE DI CANCRO

Quello che scopersi, coi miei colleghi, era scioccante. Le diete a basso contenuto proteico inibivano la formazione del cancro da parte della cancerogena aflatossina presente nei cibi. Scopersi pure che la proteina favoritrice sempre e comunque di cancro è la caseina, che costituisce l’87% delle proteine del latte vaccino. Innocenti invece risultarono le proteine vegetali del frumento e della soia.

PIÙ PROTEINE UGUALE PIÙ MALATTIE

Le ricerche non si sono fermate lì. Sono poi proseguite sotto la gestione congiunta della Cornell University, della Oxford University e della Chinese Academy of Preventive Medicine, prendendo in esame correlazioni tra cibi e malattie raccolte a vasto raggio in Cina e a Taiwan. I soggetti che assumevano in prevalenza cibi animali erano quelli che più si ammalavano delle patologie più croniche. Persino assunzioni ridotte di alimenti animali erano associate ad effetti sfavorevoli. Chi mangiava cibi vegetali risultava sistematicamente più sano e tendeva ad evitare le malattie croniche.

OGNI RICERCA PORTA ALLE MEDESIME CONCLUSIONI

Più che comprensibile dunque la mia progressiva ed inarrestabile trasformazione da scienziato carneo-latteo in scienziato vegan-crudista. Non si può restare sospesi a metà del guado. Dalle mie ricerche emerge che cardiopatie, diabete e obesità regrediscono con una sana dieta vegan-crudista. Da altre ricerche associate risulta poi che varie forme di cancro, malattie autoimmuni, salute di ossa e reni, disturbi visivi, cerebrali e cognitivi in età avanzata (Alzheimer), sono sensibilmente influenzati dall’alimentazione iper-proteica.

SCARSO IMPATTO DELLA SCIENZA

I dati scientifici non mancano. Eppure la gente è tuttora confusa e disorientata dalla disinformazione martellante. Tende a credere più agli spot televisivi che alla ricerca scientifica indipendente. Ho amici con cardiopatie che sono rassegnati, come si trattasse di patologia inevitabile. Ho amiche talmente terrorizzate dal cancro alla mammella che sarebbero disposte a farsi asportare il loro seno e anche quello delle loro figlie se solo potessero! Ma alla bistecca non rinunciano facilmente.

IL TETTO PROTEICO E LA PROF NESTLE

Dalla parte sana e scientifica dell’America c’è dell’altro. La Loma Linda University e le maggiori universtà americane tutte schierate sul tetto proteico a 24 grammi/giorno (e non coi 300 di Atkins, i 200 di Sears, i 75 della FDA). E la Marion Nestle preside del Department of Nutrition, Food and Hotel Management della New York University, che dichiara al New York Times “Protein is not an issue, unless we talk about the dangers of high-protein diets” (Non esiste un problema proteico, a meno che non si parli del pericolo delle diete proteiche), rappresenta una spina nel fianco dei carnivoristi di tutte le risme.

L’OBIETTIVO PRIMARIO RIMANE LA SALUTE E L’EQUILIBRIO

Per concludere, il problema non è scagliarsi contro il grasso, come fanno le diete dimagranti, ma piuttosto riacquistare salute e forma fisica. È attraverso il riequilibrio generale che l’adipe se ne deve andare. Il cibo poi non deve servire solo a mantenerci in vita, o semplicemente a gratificarci il palato. Esso gioca un ruolo fondamentale anche nel determinare il nostro stato d’animo e le nostre emozioni. È per questo che si parla di cibo innocente, etico e non-crudele.

LE MARTELLANTI CAMPAGNE CARNIVORE DELLA FDA

Tornando ad Atkins, si era laureato nel 1951 a soli 21 anni presso l’Università del Michigan. E si affacciò nel mondo della ricerca nutrizionistica proprio nel momento in cui la Fda, spalleggiata dai potenti mandriani e macellai d’America, lanciava le sue campagne planetarie e le sue massicce offensive ideologiche a favore della bistecca. Erano i tempi dei 300 g di proteine al giorno invocati dalla Fda (Food and Drug Administration) , imposti alle bacheche ospedaliere e pediatriche del mondo intero, in netta e drammatica contrapposizione agli 11-25 grammi predicati allora come oggi dalle Scuole Igienistiche Naturali (ANHS), in linea con il fabbisogno medio accertato del lattante (11 g) e col tetto massimo dei 25 g/giorno oltre il quale si provoca una grave adicificazione del sangue umano.

UNA ESCALATION ALLA ROVESCIA

La Fda, sotto le incessanti pressioni di tutte le associazioni mediche, igienistiche e non, fu indotta a fare ripetuti e clamorosi passi indietro negli anni seguenti, in una vera e propria escalation alla rovescia.
Passò infatti ai 300, poi ai 250, ai 200, ai 150, ai 100 e infine agli attuali 75 g/giorno, con tutti i ministeri della salute del mondo, tutti i pediatri del mondo, bravi e obbedienti come tanti scolaretti, pronti a cancellare le vecchie cifre dalla loro lavagna e a iscrivere quelle nuove e aggiornate.

TUTTO PORTA NELLA DIREZIONE VEGAN-CRUDISTA

La storia non è finita. Negli ultimi mesi la Fda è sotto pressione poiché la comunità scientifica internazionale ha cominciato a considerare con serietà gli esperimenti medici di Cambridge, dove risulta che le proteine vanno ulteriormente ridotte, e che per converso la vitamina-C (assente nelle carni) deve essere moltiplicata per 6 rispetto alle tabelle in uso presso la Fda stessa, ai fini di stare alla larga dal cancro e delle cardiopatie che stanno massacrando il mondo come non mai. In pratica i nodi stanno oggi venendo al pettine. La scienza indipendente ha finalmente capito che Shelton e la ANHS non erano esponenti di un movimento fanatico e distruttivo, ma al contrario rappresentavano il meglio nel settore della nutrizione, come confermato pure dal The China Study di Colin Campbell.

LE AMBIZIONI E I TRUCCHI DEL GIOVANE ATKINS

Ma andiamo a vedere quali erano i segreti della dieta Atkins, e quali trucchi, quali stratagemmi, quali equivoci si nascondono dietro le proverbiali espulsioni di grasso della dieta Atkins. Al giovane Atkins non mancava di certo il fiuto degli affari. C’era da diventare ricchi e famosi. C’era da diventare pionieri di una certa filosofia allora vincente. C’era da sfruttare un filone d’oro. Serviva una dieta conforme ed in armonia con la Fda, massima autorità americana e mondiale, una dieta capace pure di contrastare nel contempo la tendenza all’obesità della popolazione americana.

LA MITICA DIETA STILLMAN

Non c’era nemmeno bisogno di essere dei campioni di inventiva e di originalità. Esisteva già la dieta alto-proteica di un certo dr Stillman, specialista nel far perdere peso senza bisogno di fare grossi sacrifici, proprio come piaceva agli americani golosi. Bastava solo indirizzare la golosità non più verso i dolci, i gelati, le cose zuccherate, i carb (come gli americani chiamano in gergo i carboidrati), ma verso i grassi e le proteine, e il gioco era fatto. Un trucco di una semplicità addirittura sconcertante. Un metodo per fare i soldi a palate senza sudare tanto. Scoperta finalmente la gallina dalle uova d’oro.

LO STRATAGEMMA DI USARE IL CARBURANTE SBAGLIATO E DEFICITARIO

La dieta Stillman si basava sul noto fatto che le proteine, per essere digerite e metabolizzate, consumano addirittura più energia di quella che apportano come cibo improprio, sul fatto cioè che le proteine, anziché nutrire, causano all’organismo umano un vero e proprio deficit energetico. In altre parole, se la bistecca contiene 100 calorie, te ne apporta inizialmente 100 e poi ne consuma 150 nella fase digestivo-assimilativa prolungata a dismisura nel tipo di corpo che abbiamo. Proteine dunque rapinatrici e non portatrici di energia. Proteine che inserite nel sistema fungono da carta assorbente di micronutrienti e di energia. Più una sostanza è grassa e proteica, e più funge da ladra e rapinatrice all’interno del corpo umano.

ZERO RIGUARDI VERSO LA SALUTE

Poco o niente importava a Stillman se le proteine tendono ad aggregarsi, producendo effetti velenosi e stimolanti, producono leucocitosi, causano acidificazioni e radicali liberi. Poco o niente importava se le diete alto-proteiche sono distruttive nei riguardi dell’intero sistema ghiandolare umano, e se danneggiano irrimediabilmente il fegato, le adrenali, i reni e il pancreas. Poco importava se le proteine indigeste o mal-digerite non passano nemmeno alla fase assimilativa e diventano autentici veleni concentrati, che il sangue è costretto ad assorbire, producendo infiammazioni e bruciori alla bocca, alle labbra e alla gola, accompagnate da sintomi allergici ed eruttivi alla pelle e al naso.

CHI ERA IL DOTTOR STILLMAN

Originario di Brooklyn, Irwin Maxwell Stillman (1896-1975) esordì nel 1967 con un primo libro “The doctor quick weight loss diet” (la dieta dimagrante rapida del medico”), una dieta alto-proteica con 6 pasti/giorno non pesanti, e 8 bicchieri d’acqua/giorno per liberarsi dei chetoni, con accettazione di caffè e the, e con obbligo di supplementazione vitaminico-minerale. Ma poi, nel 1970, sorprese la platea con un secondo libro, questa volta filo-vegetariano, dal titolo “The doctor’s inches off diet” (La dieta medica per la linea snella), basato su principi opposti. E poi concluse nel 1971, con un terzo libro “Quick Teen-age Diet” (Dieta veloce per la gioventù), una sintesi bilanciata delle precedenti esperienze. Da rilevare che Atkins prese da Stillman solo il primo libro, ignorando totalmente gli altri due.

CONTEMPORANEA LOTTA CONTROCORRENTE ALLE TEORIE VEGETARIANE

Stavano fiorendo a quel tempo in America diete salutistiche in ogni dove, pronte a predicare contro la carne e a demonizzare i grassi. Stava impazzando la dieta vegetariana di Nathan Pritikin, che puntava tutto sui carboidrati. Il dr Herbert Shelton entrava e usciva dalle prigioni per le sue idee irriverenti e veganiane. Quale miglior strategia da adottare se non quella di prendere le parti della Fda e dei macellai d’America? Succedeva in America, a grandi linee, quello che accade oggi in Italia con la rubrica Gusto e con la consorella Cotto e Mangiato.

ATKINS CONTRALTARE DI NATHAN PRITIKIN

Pritikin otteneva risultati strepitosi, ma richiedeva sacrifici e cambiamenti di abitudini inveterate. Pritikin tirava via la gente dalle macellerie e dalle latterie. Bisognava impedirglielo. Bisognava batterlo sul terreno del dimagrimento. Bisognava orientare la gente verso la carne e il latte. Come dire che il grasso si combatte non con la frutta e la verdura, ma mangiando ancora più grasso e più proteine, mangiando più sostanza, proprio come piace alla gente americana. Atkins si specializzò dunque nel lasciare alla comunità statunitense le proprie amate abitudini ad ingozzarsi di carne e formaggio, e nel toglierle drasticamente zuccheri, pasta, pane, pizza e patate. Tutto si concentrava nell’agire contro il meccanismo insulinico, nel tenere sotto-utilizzato e disimpegnato il pancreas.

FACILE PREVALENZA SU PRITIKIN

La gente ci stava, ed in più il suo peso scendeva drasticamente. La battaglia contro Pritikin era presto vinta. Chiaramente il corpo trattato in quel modo obbediva e reagiva a meraviglia. Da un lato gli venivano tagliati i suoi rifornimenti naturali di sempre (cioè carboidrati o zuccheri: non dimentichiamo che la macchina umana è per suo disegno un motore funzionante a zuccheri), e dall’altro gli venivano imposti quantitativi indesiderati, indigeribili e inassimilabili, di materiale lipo-proteico animale del tutto estraneo e incompatibile con la sua struttura fisiologica e biochimica, materiale lipo-proteico che non richiamava insulina ma che non dava alcun contributo assimilativo-nutritivo.

L’ENERGIA ARRIVA DAI CARBOIDRATI E NON DALLE PROTEINE

Paradossalmente, Atkins affamava i sistemi cellulari della gente a suon di bistecche e grassi animali. Affinché l’eliminazione delle tossine dal corpo abbia luogo, serve più energia. Questo è un fatto noto. L’energia può arrivare solo dai carboidrati e non certo dalle proteine. Più tossine si eliminano e più energia netta si ha a disposizione per tutte le altre funzioni del corpo. Si tratta di un circolo metabolico virtuoso. Atkins percorreva la strada diametralmente opposta. Atkins tagliava totalmente l’apporto energetico, e il sistema cellulare era costretto a pescare energia dal grasso accumulato. Il risultato finale consisteva in drammatiche riduzioni di peso in chiunque si sottoponesse a questa trafila magica. Era quello che la gente d’America sognava e desiderava follemente.

MANGIAR BISTECCHE E CALARE DI PESO, UNA VERA DELIZIA!

La bella notizia si sparse in un baleno da un capo all’altro dell’America, rimbalzando in tutto il mondo.
“La carne fa bene e il grasso fa bene. Tutto il resto sono balle e vane illusioni da idealisti. I vegetariani? Ce li mangiamo alla griglia alla prossima occasione”. I testi di Atkins abbondano di foto comparative delle stesse persone, prima e dopo la sua dieta. Grassoni inguardabili che diventano raggianti atleti dal sorriso splendente. Atkins include persino la foto del grassone vegetariano John Troy, tornato alla linea snella dopo la sua dieta. Un trionfo straordinario. Il divo Atkins era costretto a nascondersi dalle folle in venerazione, disposte pure a santificarlo.

IL RICORSO INEVITABILE ALLE STAMPELLE CHIMICHE

Chiaro che, per mantenere la gente in vita, Atkins doveva ricorrere a un secondo importante stratagemma. Occorreva integrare e supplementare chimicamente i suoi clienti affinché potessero far fronte alle inevitabili carenze vitaminico-minerali che si andavano creando con quella dieta innaturale, assurda, esattamente opposta a quanto il corpo umano richiede. Inutile dire che, ogniqualvolta un nutrizionista incompetente o troppo furbo fa delle corbellerie e propone una dieta sballata, deve poi ricorrere alle stampelle degli integratori per riparare almeno temporaneamente ai guasti e alle carenze prodotte nell’organismo. In mancanza di tali drastici correttivi, i pazienti morirebbero alla svelta, e sarebbe la fine anche per la tua dietologia criminale.

ATKINS DEL RESTO ERA PURE LUI OBESO

Il medico dr Atkins pare fosse in buona fede e che ci credesse davvero in quella dieta, visto che pure lui stesso era obeso e si alimentava in quel modo, circondato di carne, pesce, formaggi, uova e burro (i suoi sapori da sempre preferiti), e assediato da tutti gli integratori possibili. Gli integratori e le stampelle chimiche riescono per qualche tempo a nascondere i problemi, a rimandare a dopo le conseguenze. Così, almeno nel breve periodo di alcuni mesi, tutti parevano convinti, contenti ed entusiasti. Cosa vuoi di più dalla vita?

UN MENU PRIVO DI RINUNCE E LA BILANCIA CHE SORRIDE

Mangiare a ritmo sfrenato le deliziose uova alla pancetta a colazione, l’osso-buco e lo spezzatino a pranzo, e la bistecca al pepe di sera, col divertimento aggiuntivo di una scappata al MacDonalds e al Kentucky Fried Chicken tra un pasto e l’altro. E, ciliegina sulla torta, alla fine della giornata controllare che la pancia si è ridotta e che il peso sulla bilancia è ulteriormente sceso.

L’AUTO-CANNIBALISMO DEL GRASSO NON È AFFATTO UNA PROCEDURA PRIVA DI INSIDIE

Ma quei corpi vegetariani-fruttariani-crudisti (tutti gli uomini sono invariabilmente così, indipendentemente da cosa stanno mangiando), quei corpi già tartassati in precedenza dalle troppe proteine, e ora trattati sistematicamente a carburante fasullo concentrato, alto-proteico-alto-lipidico, e a stimolanti chimici (integratori vitaminico-minerali, integratori enzimatici tipo il coenzima Q10), calavano sì rapidamente di peso, ma nel contempo si intossicavano e si avvelenavano in modo drammatico e irreversibile. Evidentemente, l’espulsione coatta ed accelerata di tutto quel grasso, ovvero l’auto-cannibalismo lipidico da parte del sistema cellulare, non era poi un procedimento così tranquillo e innocente come si pensava.

IL GRASSO SE NE VA MA LASCIA I VELENI CONCENTRATI NEL CORPO

La fame del sistema cellulare richiamava e bruciava sì il grasso in eccesso, ma lasciava sul posto tutti gli inquinanti contenuti in quel grasso. Per quanto brutto e antipatico a vedersi, per quanto pesante e duro da sopportare, quel grasso aveva una funzione e una ragione d’essere, era stato dopotutto accumulato e organizzato nel modo più razionale possibile dall’organismo stesso, dalla sua intelligenza interna, dal suo sistema immunitario. Quel grasso stava da quelle parti come male minore, come barriera protettiva e isolante contro i veleni interni accumulati nel corso degli anni, contro le setticemie e le uricemie interne, contro le tante droghe, le caffeine, i rifiuti chimici non degradabili e non trattabili che già il fegato aveva rifiutato e che i reni si rifiutavano di filtrare.

SETTICEMIA CRESCENTE E PENE DELL’INFERNO

Togliere quel grasso dal corpo senza togliere contemporaneamente i veleni che lo accompagnavano e ai quali esso faceva da antidoto e da sentinella, significava mettere il nuovo corpo dimagrito e apparentemente agile e sano, alla totale mercè di una massa concentrata e insostenibile di tossine.
E a quel punto le vie erano solo due. O il paziente cambiava dieta e tornava a includere i suoi carboidrati, riprendendosi in fretta e furia l’adipe e il sovra-peso, oppure soccombeva a una grave crisi di setticemia acuta che lo mandava dritto in cimitero. Non senza aver prima sofferto le pene dell’inferno, in termini di sete, di saliva acida, di insopportabile stress bio-chimico, di forti cefalee.
In diversi casi ci sono stati dei suicidi, dove i malcapitati non avevano neppure la pazienza di attendere la loro fine.

VELENI CORROSIVI E RITENZIONE IDRICA

Non serve una laurea in chimica per capire che il potere corrosivo e letale di un veleno diminuisce in proporzione al suo grado di diluizione, e al contrario aumenta in rapporto alla sua concentrazione.
Per spiegare meglio quanto succede all’interno dei miracolati della Atkins, basta pensare a come si comporta il corpo quando immettiamo nel sistema del sale da cucina. Esso reagisce all’istante richiamando acqua e liquidi interni al fine di diluire e stemperare il micidiale potere caustico del sale medesimo. Trattasi del noto fenomeno denominato ritenzione idrica. Quando invece immettiamo altri tipi di veleni, soprattutto mediante cibi sbagliati, la ritenzione idrica viene accompagnata da quella lipidica, e il soggetto diventa progressivamente obeso.

IL TRANELLO DELLE DIETE ALTO-PROTEICHE ISPIRATE AD ATKINS

Il giochino di mangiare quanto vuoi e cosa vuoi, e nel contempo di calare drasticamente di peso, era di sicuro una tentazione irresistibile per la gente, e fungeva da specchietto per le allodole. Il tranello funziona tuttora e vi ci cadono in continuazione nuove vittime, ignare dei pericoli gravi che stanno correndo. Non per niente la fondazione Atkins, dopo aver subito un fallimento anche a livello economico, è stata riaperta.

CI SONO GLI EREDI E I CONTINUATORI

Gli eredi opportunisti e irresponsabili del marchio Atkins, sono vivi e attivi, e fin quando il marchio continua a produrre diritti d’autore, fin quando i libri si vendono, magari per sola curiosità, fin quando c’è gente che su Internet si rivolge alla Atkins Corporation per chiedere lumi e pagare in moneta sonante tali informazioni, si renderà necessaria la nostra azione neutralizzatrice contro questa coda venale malefica di una formula che ha già causato troppe vittime.

IGNORANZA DIFFUSA SU ATKINS E SULLE DIETE SCELLERATE

La dieta Atkins, e tutte le diete simil-Atkins, sono profondamente sbagliate. Sono un incubo e una tragedia per il corpo umano. Stesso discorso per le cosiddette diete Atkins attenuate, non meno micidiali delle precedenti. Non si scherza e non si fanno esperimenti col corpo umano. Calare e crescere di peso sono operazioni delicatissime. Molti non sanno nemmeno chi sia Atkins.

ALTRI NOMI E ALTRI TRANELLI

Alcuni parlano di sistema americano. Altri seguono diete specifiche denominate diversamente, come la dieta a Zona o come la South Beach, che è l’ultima trovata del cardiologo di Miami dr Arthur Agatson, sovvenzionato dalla Kraft, o come la Gruppi Sanguigni di Peter D’Adamo, o come la dieta Montignac (basata sugli indici glicemici), o come la dieta Dukan, o come la dieta omega-ittica del dr David Servan-Schreiber, o come la dieta Mediterranea del professor Carlo Cannella, o come la dieta Lemme. Sono tutti tranelli stile Atkins, dove c’è soltanto qualche piccolo cambiamento e qualche ritocco di facciata. Quanto detto per Atkins vale per tutti gli altri, senza nessuno sconto. Montignac, Cannella e Servan Schreiber, per chi non lo sapesse, se ne sono andati in modalità alquanto drammatiche nel 2011.

ANDARE CONTRO NATURA NON PAGA

Come dire che andare contro natura non è mai un procedimento indolore e privo di conseguenze.
I danni provocati da Atkins a se stesso, e alla vasta schiera dei suoi pazienti smagriti e auto-avvelenati, sono incalcolabili, ma non sono niente a confronto dei danni che la sua abominevole dieta continua a provocare nel mondo, dove le persone obese continuano ad aumentare di numero, e continuano ad essere tentate.

LE PENTOLE A PRESSIONE DELLA MACROBIOTICA

Un po’ come la dieta macrobiotica di George Ohsawa, per la quale perirono anzitempo moltitudini di mangiatori di riso integrale e di cereali stracotti, convinti e ipnotizzati all’estremo dagli strafalcioni pro- yang, pro-cottura e anti-frutta del malandato medico giapponese. C’è ancora oggi troppa gente che crede nelle scemenze secondo cui i cibi yanghizzati e beneficiati dalla cottura in pentola a pressione siano una manna dal cielo, e non invece una vera e propria maledizione per l’organismo, come è invece nella realtà dei fatti.

I GROSSI ERRORI DI GEORGE OHSAWA

Ma il dr Ohsawa, in mezzo a tanti gravi errori e a tante lacune, è riuscito almeno a insegnare qualcosa di buono. Ha denunciato infatti i gravi danni causati dallo zucchero e dai dolcificanti commerciali, ha demonizzato giustamente caffé e coca-cola, alcolici e droghe.Gli mancavano purtroppo cognizioni tecniche adeguate sui food-enzyme, sulle vitamine, sui minerali nella loro fondamentale differenziazione organica e non-organica, sui fattori di crescita, sui danni del sale. E la cosa più grave per lui fu l’assoluta ignoranza degli effetti perversi e degenerativi della cottura sulle qualità dei cibi naturali che proponeva.

ATKINS NON PUÒ ACCAMPARE ALIBI

Ma Atkins non ha scusanti. Ohsawa era giapponese, era morto nell’80 all’incirca, e non sapeva nulla sui food-enzyme. Per un nutrizionista medico che si laurea in un ateneo occidentale non è ammissibile che lasci fuori dalla sua cultura le ricerche basilari sui cibi e sulla digestione. Atkins si era laureato in Michigan, non a Nagoya in Giappone o a Timbuctu in Africa. Medici come Grahaman, Trall, Tilden e Shelton, erano tutti suoi connazionali, mica venivano dal Madagascar.

DEMOLIZIONE NATURALE DEI CUSCINETTI DI GRASSO

Prendiamo spunto da quanto sopra per avvertire i grassi e gli obesi del mondo che occorre diffidare da queste diete. Il loro grasso dovrà certamente andarsene al più presto, ma solo a condizione che se ne vada prima dalla loro testa il disordine mentale che li porta a mangiare male e a non rispettare il proprio corpo. Ma l’operazione di demolizione delle cellule grasse, dovrà avvenire in modo naturale, stabile, senza farmaci e integratori, senza effetti collaterali e senza avvelenamenti.

L’OBIETTIVO PRIMARIO RIMANE LA SALUTE E L’EQUILIBRIO

Per concludere, il problema non è scagliarsi contro il grasso, come fanno le diete dimagranti, ma piuttosto riacquistare salute e forma fisica. È attraverso il riequilibrio generale che l’adipe se ne deve andare. Il cibo poi non deve servire solo a mantenerci in vita, o semplicemente a gratificarci il palato. Esso gioca un ruolo fondamentale anche nel determinare il nostro stato d’animo e le nostre emozioni. È per questo che si parla di cibo innocente, etico e non-crudele. Non disperino dunque gli obesi. Caduto malamente Atkins, non cade affatto la speranza e la prospettiva concreta di poter dimagrire stabilmente e nei modi giusti.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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