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DIVORZIO DALLA DISBIOSI E DALLE PROTEINE ANIMALI

da 8 Set 2010Disbiosi

LETTERA

Tutto sbagliato, tutto da rifare.
Con tutta la carne che mangio, un intestino bloccato e stitico.

Gentile dottor Vaccaro, ho letto attentamente la sua mail di risposta, la quale non ha fatto altro che confermare quello che sentivo dentro di me.
Tutto sbagliato, tutto da rifare.
Ora io inizio a stare veramente male. Anche perché, con tutta la carne che mangio, il mio intestino è letteralmente bloccato, con le conseguenze che ben sappiamo.

Mi indichi la strada della normalizzazione

Come si comincia la strada per la normalizzazione?
Può darmi dei consigli pratici, concreti, anche ricette giornaliere, in modo che io cominci a mangiare nel modo corretto e fare finalmente un bel regalo al mio corpo, dopo anni di maltrattamenti?
Esistono sue pubblicazioni in merito?

Da anni cerco delle risposte, trovando solo ipocrisia, incompetenza e indifferenza

In tutti questi anni ho sempre cercato delle risposte, ma attorno a me ho solo trovato indifferenza.
Quasi fossi una malata immaginaria.
Ora sento che questa è la strada giusta.
Sono felice di averla incontrata. Grazie.
Marcella

*****

RISPOSTA

Chiudere il pomello del gas.
Smettere di alimentarsi con materiale morto e mummificato.

Ciao Marcella, quando uno si è avvelenato, la prima cosa da fare è chiudere il pomello del gas e spalancare le finestre (senza toccare l’interruttore della luce si intende, se no salta tutto), e portarlo all’aperto per farlo rinvenire.
Stessa cosa per una creatura disegnata vegana, che però si è alimentata per anni con l’anti-cibo, col materiale morto e mummificato, acidificante e putrefacente, chiamato carne, prosciutto, mortadella, hamburger, musetto, fettina, fiorentina, bolognese, ossobuco, ragù, trippa, lingua, fegato, cervella, e tanti altri nomi del genere, tutti in rima con le parole prigionia, sopraffazione, violenza, crudeltà, sangue e macello.

Divorziare dalle proteine animali e convertirsi al cibo umano.
La strada della normalizzazione te la sintetizzo in 5 passi fondamentali.

Occorre divorziare dalle proteine animali e convertirsi al cibo umano.
La strada della normalizzazione è quella della coerenza e della rigorosità:

1) Svuotare e decontaminare il frigorifero da ogni contenuto cimiteriale.
2) Eliminare da cantina e dispensa ogni traccia di prodotti animali.
3) Svuotare l’intestino, un’area equivalente a 400-600 metri quadri con milioni di villi e con 200 centraline linfatiche del sistema immunitario dislocate intorno ad essi, da residui cadaverici, e da incrostazioni fecali spesso dure quanto un pneumatico di camion nella parte finale chiamata colon.
4) Ricostituire uno stato di equilibrio batterico nell’intestino e nel colon, attualmente in grave stato di disbiosi.
5) Adottare dunque coerentemente l’unica dieta umana possibile, nutriente e ripulente e priva di controindicazioni e di effetti collaterali chiamati patologie, che è la dieta vegana-fruttariana tendenzialmente crudista.
Trovi tutto, ad esempio, nella mia tesina Quando è il medico a chiedere aiuto.

La salute umana parte dal colon.
L’alimentazione vegana non danneggia la flora batterica e mantiene uno stato di simbiosi.

La salute umana parte dal colon, è il titolo di una tesina del 24/6/10, che è bene rileggere.
La massa fecale di una persona vegana comprende dal 20 al 40% di germi buoni ed aerobi, operanti in presenza di ossigeno (enterobatteri, ovvero germi simbiotici o saprofiti, che operano nella parte alta dell’intestino, in zona digiuno e duodeno, e che contano 400 specie diverse tra cui il Bifidobacterium bifidum, il Lactobacillus acidophilus, il Lactobacillum lactis, il Lactobacillus rhammosus, l’Edwardsiella, la Klebsiella, il Citrobacter, l’Escherichiacoli, lo Pseudomonas, tutti dotati pure di sottospecie che diventano spesso negative e patologiche se noi peggioriamo o compromettiamo il nostro terreno e il nostro equilibrio biochimico corporale).
Pur contenendo sostanze germicide, fungicide e parassicide (come l’aglio, la cipolla e le spezie), l’alimentazione vegana non danneggia la flora batterica che a seconda della zona rileva da 1 milione a 10 milioni di germi per grammo di sostanza fecale (nella parte alta).

La disbiosi intestinale è un autentico attentato alla salute.

Creare disbiosi intestinale significa provocare un sovvertimento della flora batterica intestinale (saprofita-vegetale, composta da germi in prevalenza simbiotici).
I germi saprofiti sono responsabili dei fondamentali processi di assimilazione delle sostanze nutritive, e in particolare dell’assorbimento delle vitamine naturali (non sintetiche) contenute nei cibi vegetali.
L’uomo parla sempre di vitamina C, di vitamine B1, B2, B3, B9 e B12, dimenticando che ci sono in natura dalle 15 mila alle 30 mila vitamine, tutte da studiare e tutte da scoprire, e tutte provenienti dalla frutta, dalle radici, dai fiori, dai germogli, dai semi e dai frutti.
La cottura dei cibi le elimina tutte, e questo fatto comporta enormi implicazioni.

I germi anaerobi della parte bassa dell’intestino

L’alimentazione carnea, iper-proteica e ricca di zuccheri morti e non assimilabili, di minerali inorganicati e non assimilabili, di vitamine sintetiche non assimilabili, di caseina da latticino (che riduce enormemente la quantità di ossigeno presente nel tubo intestinale incollando letteralmente le pareti tra di loro, e impedendo con velo colloso superficiale il lavoro assimilativo dei villi) fa sì che nella parte bassa del colon i germi siano in prevalenza di tipo anaerobico, con una impressionante intensificazione che li porta da 1 miliardo a 10 miliardi di germi per grammo.

Gli spropositi alimentari e l’effetto topo-morto

Se non si esagerasse con degli spropositi alimentari, questi batteri se ne starebbero sempre in zona colon, in numero contenuto e senza fare esagerati danni.
Ma, con gli apporti di materiale putrefacente, e con la creazione dei miasmi intestinali tipo effetto-topomorto, i germi anaerobi risalgono l’intestino con rigurgiti e riflussi.
Tipico è il caso dell’Helicobacter pylori che, giunto nello stomaco è causa di gastrite, di ulcera gastrica e di tumori allo stomaco.

Candida e parassiti intestinali, fenomeno diffusissimo in Italia e non solo

La presenza dei germi della putrefazione apre la strada ai funghi (Candida Albicans) e ai parassiti intestinali (vermi, ascaridi, tenie).
Quello dei parassiti è un fenomeno molto diffuso e sottostimato nella popolazione italiana, scrive il
dr Giuseppe Nacci, nel suo ottimo volume Diventa medico di te stesso, Editoriale Programma, 2010.
Nelle comuni prove del sangue, la percentuale di eosinofili (che non dovrebbero superare il 2%) può dare importanti indicazioni in proposito.

Allergie ed intolleranze sono praticamente la stessa minestra, derivando dallo squilibrio immunitario da disbiosi gastrointestinale

Intolleranze alimentari, allergie, asma, e gran parte delle malattie autoimmuni, incluso sclerosi multipla, ipertiroidismo, gastriti, diabete 1, morbo celiaco, sterilità maschile, spondilo-artriti, lupus eritematoso, herpes, ecc. derivano anche da presenza di vermi nel tratto intestinale.
Nelle allergie sono presenti anche le immunoglobuline IgE, che nelle intolleranze invece mancano.
Ma in effetti, lo stesso dr Nacci, andando controcorrente, riconosce che allergie e intolleranze derivano da uno stesso quadro ezio-patogenico, che è quello dello squilibrio immunitario da disbiosi gastrointestinale.

L’impermeabilità delle membrane, le prostaglandine e la vitamina F

Succede infatti che i colibatteri della putrefazione, aprendo la strada a funghi e parassiti, provochino anche una alterata permeabilità della parete intestinale alle tossine putrefattive, dovuta anche a mancanza di vitamina F nell’alimentazione (acido alfa-lipoico, acido grasso essenziale contenente zolfo, e acido alfa-linoleico, acido cis-polinsaturo presente nei semi di lino, che assicurano la giusta impermeabilità delle membrane cellulari e anche quella del rivestimento intestinale, costituendo la materia prima da cui l’organismo sintetizza le prostaglandine antinfiammatorie PGE1, ottenibili non tanto dagli Omega3 da pesce (e qui sono in totale disaccordo con Nacci che, essendo triestino e marinaro, stravede per il pesce di altura e per i crostacei, scordando i terribili danni da acido urico e dalla inevitabile cottura del pescato) ma soprattutto da noci, nocciole, mandorle, semi vari, oli estratti a freddo.

Mai dimenticare però il pH del sangue

Ma attenzione anche al nostro sangue, che è alcalino al punto 7.30-7.50 della scala pH.
Se abbassiamo il pH con alimentazione carneo lattea-acidificante, l’organismo perde i propri minerali alcalinizzanti nel tentativo di ripristinare un giusto equilibrio biochimico.
L’organismo spinge il sistema renale a produrre più ammoniaca (sostanza alcalina), e ad espellere proteine nelle urine, con contemporaneo stato rivelatore di creatinemia nel sangue, e con forte odore di ammoniaca nelle urine.

Sia il tampone ammoniacale che il tampone minerale sono armi a doppio taglio

Questo fenomeno ripetuto ed intensificato, causato dall’alimentazione carneo-lattea, provoca una irreversibile insufficienza cronica dei reni.
L’organismo, sempre orchestrato dal sistema immunitario, può mobilitare altre scorte di minerali alcalinizzanti, come calcio, sodio e magnesio ma, facendo questo, crea artrosi ed osteoporosi.
Questa è un’altra dimostrazione eclatante di come il corpo umano lavori in totale sinergia e non a settori.

Molto meglio massimizzare l’esposizione al sole, il succo d’arancia e il magnesio delle mandorle

L’esposizione al sole per la vitamina D e il magnesio organicato (il germe di grano ne ha 336 mg per 100 grammi di prodotto, le mandorle 270 mg, il sesamo 181, il miglio 162, il riso nero 129), sono la soluzione più sicura per eliminare tali patologie, senza ricorrere ad alcuna integrazione.
L’inserimento di abbondanti ed alcalinizzanti spremute di arance e agrumi nella dieta, aiuta a rimettere il sangue a posto, rinforzando nel contempo ossa e dentatura (checché ne dica la diseducazione dentistica).

Non cerchiamo soluzioni singole e miracolanti, ma andiamo al sodo e ai buoni principi

Tornando al tuo problema, cara Marcella, hai cercato a lungo delle risposte sensate.
E ora vuoi fare un bel regalo al tuo corpo, dopo anni di maltrattamenti.
Non devi andare alla ricerca di prodotti magici, di integratori, di acido lipoico, di coenzimi Q10, di Omega3, di cloruro di magnesio, di alghe speciali, di spiruline, di sali dell’Himalaya, e di altre sottigliezze commerciali che abbondano nei banchi delle farmacie.
Devi piuttosto ripulire progressivamente il tratto gastrointestinale, imparare a rispettarlo come il pavimento del tuo lustro salotto e ancora di più, come l’immacolato tavolo su cui mangi.

La formula per la salute a 360 gradi esiste, ed è valida per tutti

Frutta abbondante fuoripasto, verdure crude e contorni intelligenti a pranzo e cena, abbondanza di semini e di mandorle-noci-pinoli nella dieta, grandi centrifugati di carote-sedani-bietole e tuberi vari. Respirazione ritmata, regolare e profonda, attività aerobica e massima esposizione al sole, con equilibrio tra fatica e riposo.
Voglia di apprendere e di imparare, senza credere mai a niente e a nessuno per fede, ma solo attraverso la lente dello studio, della meditazione, dei buoni principi e del buon senso.

Senza un minimo di valori morali, la salute fisica sarà sempre monca e priva di significato

Motivazioni e voglia di vivere.
Rispetto religioso della Natura, ed anche del Costruttore, divino o evolutivo che sia.
Sentimenti costruttivi e amore verso se stessi e verso il prossimo bianco o nero, bipede o quadrupede, ricco o povero, potente o vulnerabile.
Dal bue, all’asinello, al porcellino, all’anatra, alla gallina, al pettirosso, al delfino, all’orbettino, e a tutti i loro parenti impellicciati, squamati, pinnati e piumati, tutte persone dotate di cuore e di anima, e dunque meritevoli di considerazione e di protezione, come nostri simili e come nostri compagni di viaggio, legati allo stesso fato.

Ulteriori idee le troverai sulle mie altre pubblicazioni

Conosci i miei schemi ripulitivi fatti di digiuni e semidigiuni, e conosci pure le mie indicazioni alimentari valide per la vita e non solo per un periodo di recupero-salute.
Le trovi comunque sulle mie pubblicazioni, e in particolare nei due libri Alimentazione Naturale (lo trovi nelle librerie Macrolibrarsi e Feltrinelli, ad esempio, oppure su internet) e Storia dell’Igienismo Naturale (esce tra 3 settimane e lo puoi prenotare a [email protected]).
Le mie 600 e oltre tesine sul blog dovrebbero esserti di aiuto nell’imboccare con sicurezza la nuova strada virtuosa che hai deciso di scegliere.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER

Valdo Vaccaro è orgogliosamente NON-medico, ma igienista e libero ricercatore. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni presenti su questo sito hanno solo scopo informativo, non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

Scritto da Valdo Vaccaro

Valdo Vaccaro, classe 1943, è ricercatore indipendente, divulgatore e filosofo della salute, orgogliosamente NON-medico. Da sempre ha fatto della dieta vegeto-crudista tendenziale, dell’amore per gli animali e la natura un modo di essere e uno stile di vita, in tutta autonomia e libertà. Valdo ha tenuto centinaia di conferenze in giro per l’Italia e nel mondo trattando vari temi tra cui salute, etica, attualità e altro ancora. Al momento, oltre all’attività sul blog, è direttore scientifico e docente della HSU – Health Science University, la prima scuola di Igienismo Naturale Italiana.

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