DOLORI ELIMINATIVI, TIMORI CARDIACI E GARANTISMO MEDICO

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LETTERA

TRE SETTIMANE SENZA MEDICINE, SALVO LA CARDIOASPIRINA

Mi scusi se la disturbo di nuovo ma volevo chiedere ancora un aiuto per mio padre. Mi rifaccio alla tesina “Cardiopatia, artrite vaccino-indotta e disintossicazione da farmaci“. Dopo 4 giorni di digiuno, ha deciso di sospendere tutte le medicine. Ormai sono tre settimane che non le prende.

RIMEDI CONTRO I DOLORI NOTTURNI

Il problema è che soprattutto di notte fa fatica a dormire per i dolori e al mattino ad alzarsi e a mettersi “in moto”. Ci mette un po’, gli fanno male le mani da non riuscire a tirare su le calze. Poi, durante la giornata va meglio, muovendosi e facendo gli impacchi con l’argilla. Quello che volevo chiederle è se può consigliarmi qualsiasi rimedio, pomata, erbe, per tamponare questo dolore di notte.

ESITAZIONI, DUBBI E TIMORI

Inoltre, l’unica medicina che non ha sospeso è la cardioaspirina, perché ha un po’ paura delle possibili conseguenze, dato che ha 2 stent. Se lo chiede ovviamente al suo cardiologo, circa la sospensione del farmaco, quello come minimo lo uccide. Secondo lei è possibile sospenderla o ci sono dei rischi? Lei consiglia di continuare cosi anche se le mani sono un po’ gonfie e ha questi dolori forti al mattino? Grazie mille
Angela

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RISPOSTA

LA FASE ELIMINATIVA NON È ASSOLUTAMENTE UN SOFFRIRE A VUOTO

Il quadro peggiorativo e provvisorio dei fastidi in fase eliminativa va superato. Soffrire senza costrutto è una cosa, soffrire per un recupero della salute è tutta un’altra cosa. Nulla di meglio che stringere i denti e migliorare la respirazione rendendola meno corta e meno ansiogena-asmatica. I dolori alle mani scompariranno non appena la formula del suo sangue avrà raggiunto indici di fluidità accettabili. Il dolori di tipo costruttivo sono non solo positivi ma anche temporanei, e occorre anzi dar loro il benvenuto, essendo essi indice di lavori espulsivi in fase di attuazione.

OCCORRE USCIRE DAL TUNNEL

Ne sanno qualcosa i disintossicati da fumo e da caffè, che per almeno una settimana si vedono costretti a subire emicranie notturne niente affatto facili. È tutta una questione di rapporto tra costi e benefici. Uscire dal tunnel dei farmaci è dura ma il ritorno alla luce ripaga ogni sofferenza.

SI PUÒ PROCEDERE PER FASI E PER STADI

Il percorso di recupero può anche avvenire per fasi distinte. Una prima piattaforma di risultati è stata già raggiunta, per quanto con notevoli dubbi ideologici, con fatica e non poca sofferenza. Trovarsi a 3 settimane dall’inizio liberati dai farmaci di contorno è già qualcosa di notevole.

STIAMO CERCANDO DI DISFARE PAZIENTEMENTE L’INTRICATO GOMITOLO MEDICO

L’obiettivo residuo della cardioaspirina può a questo punto diventare il prossimo obiettivo, operando per gradi man mano che le proprie condizioni lo consentano e lo tollerino, sempre con il fondamentale apporto di rinnovata fluidità sanguigna. Se si è bravi e virtuosi, sempre con le dovute precauzioni, si può tentare più avanti, a cardioaspirina rimossa con successo, la rimozione di un primo stent, e poi magari anche del secondo.

È TUTTA QUESTIONE DI PUNTI DI VISTA

Pazzia e schizofrenia igienistica la rimozione di cardioaspirina e degli stent? Perché allora non pazzia e schizofrenia medica l’aver inchiodato a suo tempo tuo padre su tali disperanti terapie, contrabbandando le stesse per mirabili interventi salvavita, senza tentare invece vie alternative di tipo comportamentale ed alimentare?

CHIEDO DI NON ESSERE MESSO IN DIFFICOLTÀ

Per il resto non posso mettermi di trasverso sulle cure mediche col vostro cardiologo. Ribadisco la precarietà legale e professionale della mia condizione. Non curo nessuno e non mi posso prendere alcuna responsabilità per le libere informazioni che vi ho dato su vostra richiesta. Professo salute e non prescrivo terapie o non-terapie. Pretendere da me cose ulteriori, alla luce delle attuali disposizioni di legge, significa mettermi in difficoltà.

SE SI È IN CURA PRESSO UN CARDIOLOGO OCCORRE RISPETTARNE LE DISPOSIZIONI

Se state col cardiologo è giusto che seguiate e rispettiale le sue cure al 100%, senza diversioni e distrazioni verso destra o verso sinistra. Medicina curomane e igienismo della non-cura sul sintomo sono scuole diametralmente diverse. Non si può mantenere un piede nella medicina e l’altro nell’igiene. Serve una scelta netta di campo, oltre che una assunzione totale di responsabilità morale, materiale e legale.

LA MEDICINA GIOCA SEMPRE LA CARTA DELLA PAURA

Ogni cambio di strategia curativa implica coraggio, intraprendenza, capacità di affrontare pure qualche rischio. Togliere dei farmaci a un farmaco-dipendente è impresa possibile ma non priva di difficoltà, di insidie e magari di imprevisti. Scalare i farmaci è pesante già per chi è in forma, ed ancora più per chi ha subito cure farmacologiche sovrapposte per mesi e per anni. È risaputo poi che la medicina non vede altre soluzioni che il farmaco da assumere a vita. È risaputo che la medicina scoraggia i pazienti e li spaventa costantemente, assai più del necessario.

CORAGGIO, INTRAPRENDENZA ED ASSUNZIONE DI RESPONSABILITÀ

La scelta igienistica è una scelta da ribelli e da coraggiosi, da gente che non accetta verdetti definitivi di malattia e di discesa verso la china, da gente che si rimbocca le maniche per ristudiare la propria situazione e per impostare in modo autonomo e persino auto-didattico le proprie strategie di recupero. Se non si capisce e non si condivide al 100% questa impostazione, è meglio starsene tranquilli col medico e con le sue cure di sempre.

SIAMO PER LO SPIRAGLIO DI LUCE

La scelta igienistica non comporta nulla di irresponsabile, di illusorio o di particolarmente rischioso. Nulla che rappresenti comunque un peggioramento o un aggravamento della situazione rispetto alle soluzioni mediche in corso. Si tratta solo di dare fiducia alle capacità autoguaritive del proprio corpo e a precise leggi della natura. Noi crediamo semplicemente nel principio del “finché c’è vita c’è speranza”, mentre la medicina no. Tutto lì.

PER LE CURE FALLIMENTARI DEL PROTOCOLLO MEDICO PAGA SEMPRE E SOLO IL PAZIENTE

Ovvio che la medicina ufficiale possa contare su garanzie e protezioni legali, tutte a propria difesa. Ad ogni sciopero ospedaliero si assiste ad una forte caduta del tasso di mortalità. Sono gli stessi medici a riconoscere che la medicina ha ucciso negli anni più gente di tutti i conflitti e di tutti gli incidenti stradali messi assieme. Ma nessuno si sogna di processare la medicina. Si mette in difficoltà solo il chirurgo che ha dimenticato qualche strumento nel ventre della persona operata, o quello che per errore ha amputato una gamba al posto dell’altra. Per le cure ideologicamente fallimentari del cosiddetto protocollo medico, i medici nulla pagano e le assicurazioni nulla pagano. Gli unici a pagare tutto rimangono i pazienti.

CHI CERCA CURE VADA DAL MEDICO, CHI CERCA RIEQUILIBRIO NATURALE DIVENTI IGIENISTA

Dovesse mai succedere che le cose volgano al peggio per qualcuno in mano igienistiche e non-mediche, per dei motivi svariati e non legati necessariamente a cure seguite o non seguite a regola d’arte, puoi solo immaginarti la cagnara che si scatenerebbe. Tutti pronti a saltare addosso al ciarlatano non-medico responsabile di tale orrendo misfatto.

GRAZIE AL PERSONALE MEDICO PER AVER FATTO DI TUTTO E DI PIÙ

Garanzie e protezioni legali-istituzionali che non valgono un fico secco per il paziente. Quando stai inchiodato ai farmaci e non hai alcuna prospettiva di saltarne fuori, capirai quanto valga l’essere curati da un Ente garantito e legale, piuttosto che da se stessi. Chi muore sotto le garanzie mediche può al massimo inviare, tramite i suoi famigliari, le formule di rito tipiche degli annunci mortuari, dove si ringraziano, non senza un sottofondo di ipocrisia, i medici curanti per aver fatto di tutto pur di salvare l’amato congiunto.

Valdo Vaccaro

 

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

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