ELOGIO DELL’ANGURIA E DEL MELONE

LETTERA

CRUDISMO POSITIVO E RICERCA DI PESO

Ciao Valdo, è un po’ che non ci sentiamo. La mia dieta sempre più crudista va molto bene, anche se vorrei prendere un paio di chili in più. Ma non ci riesco, neanche con le creme d’avena e gli avocadi.

COSA C’È DI SPECIALE NEI COCOMERI?

Volevo chiederti il motivo secondo il quale tu asserisci sempre che anguria e melone sono frutti straordinari. Ho studiato tutte le tabelle possibili dei valori nutrizionali dell’anguria e sinceramente mi sembra che non abbia nulla di eccezionale rispetto ad altri frutti. Mi dici il motivo? Almeno so cosa dire quando faccio questa affermazione agli altri. Grazie e ciao.
Enry

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RISPOSTA

NON BASTA IL CIBO PER AUMENTARE DI PESO

Ciao Enrico, il problema del peso evidentemente non sta nei cibi, ma nella capacità assimilativa limitata che il tuo corpo denota in queste circostanze. Può anche essere che il tuo attuale peso rappresenti un fatto razionale e fisiologico, tale da vanificare le tue ambizioni accrescitive. Oppure è tutta una questione di stress e di scarsa capacità assorbente dalle risorse naturali, come l’aria e il sole. Cura meglio la respirazione, il rilassamento, la posa mentale, alternando più esercizio fisico-aerobico al riposo e al sonno.

UNA FAMIGLIA GENEROSA CHIAMATA CUCURBITACEE

Quanto ai cocomeri o alle angurie, si tratta di meravigliosi frutti della famiglia delle Cucurbitacee, cui appartengono pure le zucche, gli zucchini, i cetrioli, e una serie incredibile di meloni di tutti i tipi, forme e colori. Le angurie appartengono in particolare alla specie Citrullus vulgaris, e si presume che siano originarie dell’Africa.

IL VALORE STRAORDINARIO DELL’ACQUA BIOLOGICA

Hai verificato nei cocomeri scarso contenuto nutritivo? Ebbene questa è la loro esatta qualità. Non esiste frutto più carico di acqua biologica dell’anguria. È forse priva di valore l’acqua biologica? Non vorrai mica scherzare? L’acqua biologica è l’alimento numero uno per il corpo umano, che è composto in forte prevalenza di acqua.

UN FRUTTO CHE ESALTA LA DIURESI

Ovvio che l’anguria ha anche i suoi bravi enzimi, la sua carica vitaminica e minerale, dove non mancano vitamina C e ferro, e un modesto apporto in zuccheri (3-4%). Quindi un frutto che esalta la diuresi, ovvero l’importantissimo ricambio delle acque. Un frutto amico del fegato, del pancreas, della vescica, della prostata e soprattutto del sistema renale.

GRAVE E DIFFUSA IGNORANZA SULLE MODALITÀ DI CONSUMO

Il problema è che molta gente non sa come mangiare correttamente l’anguria, e si ritrova con dei problemi digestivi. Anguria e meloni non vanno assolutamente consumati a fine pasto, quasi ad annacquare il pasto consumato e a dissetare i commensali. Né vanno mescolati in orrende e indigeste macedonie di frutta. Vanno invece consumati a stomaco rigorosamente vuoto.
La diseducazione in questo campo regna ed impera. L’ignoranza dei ristoratori è davvero esecrabile. Sono loro stessi che propongono nei loro sconclusionati menu l’anguria a fine pasto, trasformando il cocomero da frutto delle meraviglie in frutto del gonfiore.

PRANZO E CENA COCOMERALI

Se uno vuole davvero mangiarsi l’anguria o il melone a pranzo o a cena, lo può anche fare, adottandoli come pasto unico. Niente primo, niente secondo, niente terzo, ma solo tanta buona anguria o tanto buon melone. Se qualcuno ama il centrifugato di anguria, la cosa va bene ma anche qui niente mescole.

INCOMPATIBILITÀ CON LE PROTEINE ANIMALI

Un mangiatore di carne e di proteine animali non dovrebbe mai cimentarsi con l’anguria ed il melone, se non dopo almeno un giorno di totale digiuno, visto che i residui proteici mal digeriti, che sono caratteristica stabile del suo stile nutrizionale, finiscono per causargli processi fermentativi, con inevitabili imbarazzi gastrointestinali.

ANGURIA ESTIVA E MELONI TUTTO L’ANNO

I meloni hanno caratteristiche dietetiche simili a quelle delle angurie, col vantaggio importante di presentarsi in molte più specie differenziate nel colore, nel sapore, nella fragranza ed anche nella disponibilità stagionale che va da maggio al febbraio successivo, grazie alle varietà invernali a scorza gialla e a scorza verde. Esistono poi in ogni paese dei cultivar particolari degni del massimo interesse culinario. Adorabili ad esempio i meloni koreani giallo fosforescente con striature scure verticali, grandi non più di una mela ma dal gusto incredibilmente squisito.

Valdo Vaccaro