OSTEOMIELITE ALLA MANDIBOLA

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LETTERA

L’INEVITABILE CADUTA NELLA RETE DEL FARMACO

Ciao Valdo, leggo da tempo le tue tesine e non posso che condividerle. All’atto pratico però, di fronte ad un dolore tremendo che non ti fa dormire per giorni e ti fa vedere solo “nero”, hai voglia di dire faccio 3 giorni di digiuno. In quel momento 3 giorni sono un’eternità. Prenderesti anche un veleno pur di toglierti il dolore. A quel punto cedi e cadi nella rete della medicina ufficiale e sei finito: antibiotici, antidolorifici, antinfiammatori e se non basta oppiacei.

OSTEOMIELITE ALLA MANDIBOLA

Mia moglie è da circa un mese che soffre di osteomielite alla mandibola e oggi la porto da un chirurgo maxillofacciale, ti puoi immaginare con che spirito.
Ti saluto con riconoscenza per il tuo lavoro,
Fabio

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RISPOSTA

DEFINIZIONE DI OSTEOMIELITE

Ciao Fabio, Andiamo prima all’urgenza che hai in ambito famigliare. In termini medici l’osteomielite è un processo infettivo dell’osso e del midollo osseo che, sia in forma acuta che in forma cronica, genera forme di dolore intensissimo generalmente alle spalle, alle anche e alle ginocchia, con febbre, gonfiori, arrossamenti, fistole cutanee e formazione di pus. Spesso il fenomeno scompare spontaneamente, per ripresentarsi in concomitanza con patologie debilitanti o con eventuali traumi.

INFIAMMAZIONE DELL’OSSO

Le infezioni osteoarticolari (o intossicazioni, o infiammazioni, per l’igiene) rappresentano i problemi più gravi e complessi dell’ortopedia e della traumatologia dei nostri giorni. L’osteomielite è un’infezione dell’osso che può comparire spontaneamente o in seguito a traumi, o dopo interventi chirurgici su ossa e sulle articolazioni del corpo. È accompagnata il più delle volte da occlusione dei vasi sanguigni. L’infiammazione si può espandere attraverso la corteccia ossea e diffondere sotto il periostio, con formazione di ascessi sottocutanei. Ascessi che possono anche drenare spontaneamente attraverso la pelle.

BATTERI PIOGENI PRODUTTORI DI PUS

La medicina parla di batteri piogeni (produttori di pus), come gli stafilococchi, gli streptococchi, le brucelle, gli Pseudomonas, i Proteus, le Klebsielle, gli Escherichia Coli. Siamo alle solite, ed ogni scusa è buona per esprimersi in termini di guerra batteriologica. La realtà è che la colpa di questi fenomeni va attribuita agli stati intossicativi del nostro sangue e del nostro organismo, cioè ai precari stati di igiene ambientale interna che fanno da apripista e da precursori alle proliferazioni batteriche.

NECROSI, SEQUESTRI, ASTUCCI E FISTOLE

Si parla spesso di osteomieliti acute ematogene, dove c’è suppurazione del tessuto connettivo con tendenza all’espansione. Trovando ostacolo insormontabile nella cartilagine protettiva, la suppurazione tende a formare ascessi sottoperiostei. L’osteomielite causa necrosi con sequestri nella zona ove la flogosi è più intensa, formando astucci, piccoli sarcofaghi, e fistole chiamate cloache atte a scaricare all’esterno il materiale purulento.
Il tutto con presenza di febbre, VES alta, leucocitosi, granulomatosi, cute arrossata e tumefatta.

SINTOMI SPECIFICI DELLA OSTEOMIELITE MANDIBOLARE

Nel caso di osteomielite mandibolare i sintomi specifici sono oltre alla febbre e all’iperdermia, oltre ai gonfiori, alle tumefazioni, alla fistolizzazione cutanea, la difficoltà a camminare, il zoppicamento, i disturbi evidenti alla deambulazione, i dolori alla mandibola, i dolori alle ossa, la sensibilità dolorosa alla palpazione.

GLI  ACCERTAMENTI MEDICI

I controlli medici includono scintigrafia ossea con leucociti marcati ed esami del sangue (emocromo con formula e quadro poietico elettroforetico, indici di flogosi, VES (velocità eritrosedimentazione), PCR (reazione polimerasi a catena), fibrinogeno, creatinina, protidi totali, sideremia, transaminasi, glicemia, esami urine.

NECROSI DA BIFOSFONATI, PULIZIA CHIRURGICA, STOP AL FUMO

Se questi test escludono un processo di proliferazione batterica e una osteomielite ematogena, la diagnosi alternativa può essere quella di necrosi ossea da bifosfonati, con rimaneggiamento di un osso poco funzionale. Il rimedio in questo caso è la ossigenoterapia iperbarica, e una accurata pulizia dentale del tartaro (costo a carico del servizio sanitario nazionale). Nel caso di infezione (per la medicina), o di intossicazione (per l’igiene), è anche opportuno debellare il fattore fumo (determinante in senso negativo) e attuare la pulizia chirurgica del focolaio, con disinnesto di impianti dentali incriminati e inserimento di cemento contenente antibiotico.

SCARSA IGIENE DENTALE

La maggior parte dei casi di osteomielite e di artrite settica mandibolare, originati da focolai infettivi (o meglio da situazioni tossiche intense per l’igiene) e da propagazioni ai tessuti molli adiacenti, insorge spesso in soggetti con scarsa igiene dentale.

LA STERILITÀ È UN’ARMA A DOPPIO TAGLIO

Esiste però anche il rischio opposto. Non c’è dubbio che l’igiene orale, con rimozione regolare di residui cibari dai denti, vada praticata e conseguita in modo accurato. Ma la tendenza alla sterilizzazione, o all’uso di collutori orali antibatterici, tanto per fare un esempio, può portare a situazioni niente affatto ideali, visto che viviamo in simbiosi ed in immersione continua con la flora batterica, e che una situazione di rigorosa sterilizzazione ambientale è ben lungi dal rappresentare una condizione ideale di salute ed equilibrio, dando essa luogo a estrema vulnerabilità microbica.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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