ENDOMETRIOSI E CISTI OVARICHE

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LETTERA

Una mia amica che vuole uscire dall’endometriosi in modo naturale

Gentile Valdo Vaccaro, le scrivo per chiedere informazioni riguardo diagnosi e cure alternative riguardanti l’endometriosi.
È una mia amica che ne è affetta da alcuni anni.
Aveva una cisti ovarica di 12 cm che è stata rimossa con intervento chirurgico in laparoscopia.
Ora, due anni dopo, ha una nuova cisti di 7 cm all’altro ovaio.
Non ha mai preso pillole anticoncezionali per curarsi, ed ora vorrebbe capire come uscirne in modo alternativo.
In questo momento lei mangia solo cibo crudo dal giorno dell’ecografia, ed ha un ciclo mestruale ogni 10 giorni. Attendo sua cortese risposta.
Michela

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RISPOSTA

Definizione di endometrio

L’endometrio è una membrana mucosa, una tunichetta che riveste l’utero e consiste di diversi strati.
Varia nel suo spessore attraverso il ciclo mestruale, crescendo gradualmente in preparazione virtuale alla gravidanza. Se la fertilizzazione non avviene, la maggior parte dell’endometrio viene espulsa col flusso mestruale. Dopo la menopausa l’endometrio scompare.
Sia la gravidanza che la menopausa rappresentano, in un certo senso, una soluzione curativa al problema dell’endometriosi.

Modalità di sviluppo della endometriosi

L’endometriosi è una malattia cronica complessa originata da una presenza anormale di quel tessuto in altri organi quali l’ovaio, le tube, il peritoneo, la vagina, l’intestino, a volte persino nei polmoni, provocando sanguinamento interno, tessuto cicatriziale, aderenze e infertilità.
Nella parte iniziale del ciclo, in fase di incremento ormonale (estrogeno), il tessuto si riempie di sangue e si gonfia. Durante il ciclo, il tessuto medesimo si rompe e sanguina, per cui lascia del sangue intrappolato nella cavità pelvica e altrove, formando poi, come conseguenza eventuale, delle cisti.
I brandelli dell’endometrio causano pure infiammazioni e formazioni di tessuto cicatriziale, che si ripetono mese dopo mese, portando ad inevitabili adesioni.

I sintomi e le cure farmacologiche

I sintomi dell’endometriosi sono la dismenorrea (fastidi e stato sconfortevole mestruale), dolori acuti nell’amplesso, crampi mestruali particolarmente alla fine del ciclo, e infertilità se il problema riguarda le tube di Falloppio, trombe uterine che prendono il nome dal’anatomico e chirurgo modenese Gabriele Falloppio (1523-1562), che studiò per primo questi dettagli anatomici femminili.
Ci possono essere pure dolori pelvici e male di schiena, nonché dolori durante l’urinazione.
L’endometriosi cessa durante la gravidanza e può scomparire del tutto dopo il parto.
I contraccettivi orali possono contenere e limitare la malattia, ma i medici ricorrono più comunemente alla terapia ormonale, che agisce sulla ghiandola pituitaria al fine di bloccare l’ovulazione e le mestruazioni usando farmaci tipo il danazol, con tutti gli effetti collaterali del caso.

Cure chirurgiche

Le sofferenti di endometriosi hanno spesso flussi mestruali tre volte più abbondanti della media.
La rimozione di brandelli di endometrio e delle eventuali cisti può essere fatta con cauterizzazione o laserterapia.
L’isterectomia parziale o totale dell’utero viene a volte presa in considerazione dai medici, quando né il parto né la terapia ormonale hanno risolto il problema.
In genere l’endometriosi tende ad aggravarsi per poi diminuire e scomparire durante la menopausa.

L’igienismo oltrepassa gli effetti e va a cercare le cause

Quanto sopra riguarda il discorso medico.
Ma non dobbiamo mai dimenticare il pensiero igenistico e quello della medicina naturale.
Uno dei principi massimi dell’igienismo è che il corpo non va mai contro se stesso, a condizione di garantirgli un normale funzionamento.
Quali sono i fattori causali di queste gravi affezioni a cui vanno soggetti l’utero, l’ovaio, le tube, il collo e la vagina, ovvero gli organi sessuali della donna?
La risposta sta, ancora una volta, nelle cattive digestioni sistematiche, negli stati di stitichezza cronica che ne conseguono, ed anche nella vita sedentaria e malsana.

L’immancabile motivazione gastrointestinale

In queste patologie non mancano mai gli spropositi alimentari.
Non manca mai una cultura precaria e contorta sull’alimentazione e sulla salute.
Le vittime dell’endometriosi rivelano un costante stato di febbre gastrointestinale, accompagnato da congestione sanguigna al basso ventre.
A queste anormalità evidenti, la difesa organica risponde con un suo processo di tutela.
Il sistema immunitario cerca infatti di liberarsi delle tante impurità accumulatesi all’interno e dà il via alla fuoriuscita di quegli umori chiamati catarro vaginale, flusso, residui di endometrio, funghi, perdite bianche.

Sopprimere le perdite e le espulsioni è un marchiano errore medico. La chirurgia rimuove solo i sintomi visibili ma non le cause.

Queste perdite rappresentano la soluzione più benefica possibile per l’organismo, in quanto servono ad espellere le sostanze corrotte.
Grave errore è dunque volerle sopprimere con farmaci, con antibiotici o con lavaggi astringenti.
Sopprimere tali perdite significa infatti andare contro il sistema immunitario, ovvero obbligare il corpo a trattenerle al suo interno, incrementando ancora di più lo stato di congestione e di infiammazione, con inevitabile formazione di cisti e tumori.
Cisti e tumori la cui causa non si può certamente rimuovere con la chirurgia.
La chirurgia può soltanto giocherellare coi sintomi.
Quindi niente raschiamenti e tantomeno asportazioni di cisti e tumori, qualunque sia la loro origine, la loro natura e la loro ubicazione.

La vera malattia sta nelle idee e nel comportamento

Queste malattie richiamano accumuli di sangue nel basso ventre.
È opportuno dunque contrastare tali congestioni con impacchi genitali freddi di 15-30 minuti caduno,
2-3 volte al giorno, dal valore coadiuvante.
Meglio anche dormire con un cataplasma di fango freddo al ventre, suggerisce Lezaeta.
Ma, prima ancora che tali accorgimenti, vale il discorso radicale del cambiamento stili di vita, perché è quella la vera malattia.

La strategia fondamentale per il recupero della normalità

Una dieta vegana tendenzialmente crudista toglierà al corpo ogni surriscaldamento intestinale e lo rimetterà in equilibrio, in grado cioè di auto-guarire da ogni situazione patologica.
Vita all’aria aperta, camminate rilassanti, respirazione profonda e ritmata, nuoto, nudismo e bagni solari, completeranno e perfezioneranno il recupero della salute.
Normalizzando la digestione e favorendo l’eliminazione delle sostanze patologiche, si mette l’organismo in grado di fare il suo dovere.
Uno o più digiuni ad acqua distillata porteranno all’autolisi accelerata delle cisti e di eventuali tumori.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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