ENERGIE DOSHA E SCELTE ALIMENTARI NELLA SCUOLA AYURVEDICA

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LETTERA

VORREI QUALCHE CHIARIMENTO SUI CIBI

Salve Dr Vaccaro, e complimenti per il blog da cui da giorni mi abbevero gratis, lo ammetto! Ho chiamato per prenotare un colloquio per la metà di marzo, ma intanto le volevo chiedere una cosa. Sono un soggetto Vata e sono in cura da un specialista Ayurvedico. Leggendo tra le sue preziosissime tesine ho visto che i soggetti come me devono evitare di consumare troppi cibi crudi, oppure vegetali dal gusto pungente come aglio e cipolla crudi, peperoni, funghi. A questo punto sono un po’ confuso. Mi può aiutare? Grazie.
Massimo

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RISPOSTA

ENERGIE O DOSHA NELL’AYURVEDA

Ciao Massimo. Nella fisiologia Ayurveda si parla di 3 tipi di Energie che ci caratterizzano, ovvero di 3 Dosha che rispondono al nome di Vata, Pitta e Kapha. L’energia prevalente influisce maggiormente sulla costituzione della persona. L’energia è composta da aria fuoco, terra ed etere, ovvero lo spazio dove esiste la materia. I tre Dosha formano la nostra costituzione. I tre Dosha si manifestano con un certo equilibrio e per stare bene dovremmo riuscire a mantenere proprio questo equilibrio originario durante la vita.

INFLUENZE AMBIENTALI, ALIMENTARI E RELAZIONALI

In particolare Vata è composto da etere e aria, Pitta è composto da fuoco e acqua e Kapha da acqua e terra. Le combinazioni di questi tre Dosha sono responsabili di tutte le attività che si svolgono dentro di noi. I nostri Dosha sono influenzati soprattutto dall’alimentazione, dallo stile di vita, dal nostro lavoro, dalle relazioni che stringiamo, dal luogo in cui viviamo e dallo scorrere del tempo.

PREDOMINIO VATA

1) Sempre in movimento, 2) Fisico snello, 3) Pelle secca e asciutta, 4) Capelli fragili, secchi e opachi, 5) Pensieri, parole e azioni rapidi e vivaci. 6) Amicizie facili, 7) Attrazione per ambienti caldi, 8) Scarsa propensione al rilassamento, 10) Creatività ed entusiasmo, 11) Gola secca e labbra screpolate, 12) Occhi sono scuri, piccoli e sempre in movimento, 13) Naso molto piccolo o molto grande.

PREDOMINIO PITTA

1) Fisico normale, né troppo magri né sovrappeso, 2) Pelle calda tendente ad arrossarsi, 3) Capelli biondi, rossi, prematuramente grigi, radi e sottili, 4) Carnagione chiara e spesso lentiggininosa, 5) Autodisciplina e organizzazione, 6) Facili arrabbiature e tendenza a criticare gli altri, 7) Fiducia in se stessi e spirito imprenditoriale, 8) Attrazione per ambienti freddi, 9) Buon appetito e gradimento per cibi speziati, poca disposizione a digiunare, 10) Impazienti e irritabili, 11) Occhi di grandezza media e con sguardo penetrante, 12) Naso medio.

PREDOMINIO KAPHA

1) Struttura fisica robusta e facilità a ingrassare, 2) Pelle morbida e oleosa, 3) Capelli folti e lucenti, 4) Parole e azioni calme e stabili, 5) Fedeltà e dolcezza, 6) Sonni lunghi e profondi ma stanchezza al risveglio, 7) Avversione per ambienti umidi, 8) Tendenza a pigrizia e noia, 9) Comodità e buon cibo, 10) Soddisfazione del proprio lavoro, buoni guadagni e buona gestione dei soldi, 11) Occhi grandi, dolci e luminosi, 12) Naso armonioso e bilanciato, con viso dai tratti dolci.

NIENTE RIGIDI INQUADRAMENTI

Fatte queste premesse occorre dire che classificazioni e schemi sono indicativi e semplificativi. Come sono del resto  indicativi i suggerimenti alimentari. Questo vale del resto per tutte le scuole e per tutte le filosofie del mondo. Guai procedere per modelli fissi e per rigidi inquadramenti. Occorre sempre personalizzare. Occorre sempre usare flessibilità e buon senso innanzitutto. Occorre sempre rapportare le proprie scelte al proprio carattere che rimane unico ed irripetibile. Occorre anche adattare tali considerazioni alla situazione climatica e stagionale.

NON FACCIAMOCI TROPPO CONDIZIONARE

Un po’ come avviene del resto nella scuola Macrobiotica con la sua alternanza di Yin e di Yang. Utilissimo prendere in considerazione questi aspetti, ma a patto di non farsi troppo condizionare. Il crudismo tendenziale spinto verso valori alti in rapporto alle proprie possibilità, al proprio gradimento e alle proprie condizioni individuali, apporta vitalità, vibrazione e radianza, oltre che preziosa acqua biologica, oltre che succo zuccherino, oltre che salubre clorofilla. Questo vale per tutti dovunque e comunque.

COTTURA LIMITATA E INTELLIGENTE

Il veganismo tendenziale, definibile anche vegetarismo e fruttarismo permettono di dare al corpo nel contempo depurazione e nutrizione, evitando accumulazioni interne di scorie tossiche. La cottura limitata e intelligente, riservata ai vegetali coriacei e amidacei, alle patate e ai cereali, oltre che a legumi e funghi, oltre che a farinacei tipo pane, pasta, kamut e pizza, permette a sua volta non solo di deliziare il palato, ma di offrire un indispensabile bilancio calorico-energetico. Ricordarsi in ogni caso che il cibo non va assunto come riscaldatore dell’organismo. Non è certamente la temperatura dell’alimento ingerito a riscaldarci, ma è il lavoro digestivo ed assimilativo che si avvale della nostra temperatura stabile vicina ai 37 °C. Nessuno nega però che un soggetto sottoposto a stress termico da freddo trovi  conforto in una bevanda calda.

BUONI PRINCIPI E ADESIONE ALLE LEGGI NATURALI

Una scelta costante dove non si sbaglia mai sono i buoni principi e il vivere secondo natura, armonizzati e non in rapporto conflittuale con essa, limitando al massimo il sacrificio e la sofferenza che il nostro vivere quotidiano arreca all’ambiente circostante e in particolare alle altre forme di vita senziente.

MANTENERE AMPIA LA GAMMA ALIMENTARE

Direi che, al di là del fatto di essere classificati Vata o Pitta o Kapha, e al di là di essere classificati in altri modi ancora nelle varie culture del pianeta, è consigliabile mettere a disposizione del corpo una vasta gamma di alimenti semplici, freschi, vitali da alternarsi secondo gusto, attrazione, disponibilità. Dal momento che la lunga stagione fredda e umida si porta via oltre la metà del nostro tempo, ogni alimento naturale reperibile deve trovare spazio, senza esclusioni e senza preconcetti di alcun tipo, e sempre nell’alveo della virtuosità e della digeribilità, nella direttiva dell’innocenza, cioè del minimo sacrificio possibile.

Valdo Vaccaro

 

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

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4 commenti

  1. Curioso come io mi ritrovi ad essere un misto inestricabile delle caratteristiche proprie alle tre energie dette "Dosha". Per l'Ayurveda sarei un caso disperato!

  2. Alessandra on

    Roberto, forse dovresti tornare alle merendine e alla nutella così saresti schematizzabile in un perfetto Kapha… 😀

  3. Sarò un VaPiKha?
    In realtà, venendo dall'ostilità macrobiotica per i dolci, non mi sono mai concesso ad essi. Poi c'era anche una ragione di principio che mi teneva lontano da nutella e merendine. Si trattava cioè di una sorta di contestazione personale al sistema del quale quei cibi erano rappresentanti. Mi dicevo :"ma perché nessuno ci dice che fanno male come invece accade per le sigarette? Per queste si può scegliere sapendo, ma coi dolci questo non accade.Anzi te li vogliono rifilare a tutti i costi. E allora non li mangio, per principio".
    Insomma, ero un pò stronzo.
    Per ciò che riguarda la classificazione degli individui secondo tipologie, credo sia una giusta eredità del passato. Spesso interessante. Però per es con il dualismo yin/yang penso anche che i macrobiotici abbiano spesso fatto un pò di confusione nelle varie attribuzioni. Che comunque in generale restano abbastanza valide.

  4. Alessandra on

    Ti capisco! Anch'io non ho mai consumato merendine e nutella per lo stesso motivo! E per lo stesso motivo mai bevuto bibite o mai entrata in un MacDonalds. È l'unico modo in cui possiamo boicottarli… Per le classificazioni invece non ho simpatie, perché siamo ognuno un groviglio a sé…