ERISIPELA E LINFEDEMA, O CELLULITE SOTTOCUTANEA

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LETTERA 1

Ciao Valdo, ti saluto da un paesino della provincia di Ravenna, con un grosso grazie per tutto ciò che fai. Ce ne fosse di gente come te che non le manda a dire. Non ho ancora avuto il piacere di conoscerti e ascoltarti direttamente ma, quel giorno, prima o poi verrà stanne certo. So che sei indaffaratissimo quindi la tengo corta.

È da poco che ti ho scoperto e, seguendo i tuoi insegnamenti, mi sento molto meglio. Ti chiedo lumi riguardo l’erisipela, patologia che affligge mia madre (che ha 87 anni), colpita agli arti inferiori e trattata dai dottori con antibiotici orali e con iniezioni.

La cosa si ripete e quindi non viene affatto risolta. Vorrei capire dal punto di vista dell’ igienismo cosa vuol dire per il corpo avere l’erisipela. Ho cercato di documentarmi con scarsi risultati, a parte il solito elenco di stafilococchi e di relativi antibiotici. Ancora grazie se potrai rispondermi. Tanti auguri e felicità.
Antonio

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LETTERA 2

Sono una donna di 54 anni. Tre anni fa sono iniziati problemi di erisipela ad un arto. Quando il problema assume aspetti più accentuati, il mio medico mi prescrive Rocefin fiale e cicli di calcioparina.

Tutto iniziò da un graffio di un cagnolino. Potrebbe essere stata la causa? Io sono affetta da sclerosi multipla e, da parecchi anni, cammino poco e male con l’aiuto di due stampelle.

La SM può influire con l’erisipela? Che altre cure potrei fare? I cortisonici possono giovare, visto che li devo fare anche per la SM? Ringrazio anticipatamente se mi può rispondere. Distinti saluti.
Maria Gloria

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RISPOSTA

Ciao Antonio, erisipela deriva dal greco erysìpelas, che significa letteralmente pelle rossa.

Parlare di infezione acuta della pelle causata da batteri piogeni (batteri che producono pus), come lo stafilococco beta-emolitico di gruppo A, significa travisare la realtà e creare confusione mentale. Ed è questo che fanno gli articoli medici su internet. Basta una qualsiasi ferita e si sviluppa sulle braccia, sul tronco, sul viso o sulle gambe, una chiazza rossa accompagnata da febbre e a volte da bolle o da lesioni purpuriche.

A quel punto il medico interviene con antibiotici tipo ciclosporine o macrolidi, evitando invece i FANS (farmaci antinfiammatori non steroidei) che possono aggravare la patologia.

Ovvio che l’igiene non scarica mai la colpa sui batteri, la cui presenza non significa causa ma conseguenza di una patologia pre-esistente. Intervenire sul batterio è dunque il solito treatrino della farsa e della banalità. Il problema sta piuttosto nella precarietà del sistema vascolare.

COS’È IL LINFEDEMA

Il linfedema degli arti inferiori è una malattia che colpisce i vasi linfatici.

La circolazione degli arti inferiori si compone di tre sistemi: arterioso, venoso e linfatico. Le arterie portano sangue ossigenato e materie nutritizie ai tessuti, le vene portano via il sangue ossidato e carbonico più i prodotti di degradazione tissutale (i detriti cellulari o virus endogeni). I vasi linfatici drenano invece l’acqua e le grosse molecole in eccesso, proteine in particolare, che occupano gli spazi fra le cellule. In più svolgono funzione difensiva contro batteri in eccesso e agenti patogeni in genere.

Per cause diverse, essenzialmente alimentazione sbagliata (sali, zuccheri, caffè, the, integratori, cibi cotti, cibi proteici, ecc), i vasi linfatici non svolgono la loro funzione ma accumulano liquidi (ritenzione idrica) e sostanze tossiche negli spazi intercellulari, causando quindi il linfedema.

TRE GRADI DI LINFEDEMA

Trattasi dunque chiaramente di patologia da tossine e non da microbi, che viene suddivisa in tre gradi.

Primo grado è un semplice accumulo di acqua, con edema o gonfiore transitorio e risolvibile agli arti inferiori, accompagnato da crampi notturni, da formicolio e prurito.

Secondo grado significa stagnazione di acqua, proteine e cataboliti cellulari (ovvero virus endogeni non smaltiti regolarmente per il sangue denso e per il sistema linfatico impigrito da digestioni lunghe e difficoltose, da respirazione corta e da vita sedentaria). In questo caso occorre pazienza e si deve impostare urgentemente un sistema vegano-crudista rigoroso, in vista di un recupero che richiede tempi lunghi, tipo settimane e qualche mese.

Se siamo al terzo grado, con fibrosi del tessuto e fenomeni di elefantiasi, il recupero è sempre possibile ma assai problematico.

COS’È L’ERISIPELA

Quelle che appaiono come infezione, sono le complicanze cosiddette infettive del linfedema. L’erisipela o cellulite sottocutanea è quella più frequente e consiste in una infiammazione sottocutanea che causa dermatite a volte bolloso, difficile da eradicare (coi farmaci), spesso recidivante (coi farmaci), contrassegnata da espisodi febbrili con brividi, arrossamento della cute, vivo e intenso dolore nella zona topica. C’è anche comparsa di striscie linfangiti lungo le stazioni linfonodali dell’arto inferiore.

Per i medici si parla di malattia infettiva da streptococco A beta-emolitico, o da streptococcus piogene, o da stafilococchi dei gruppi B, C e G, e da altri batteri gram-negativi. L’infiammazione coinvolge il derma, gli strati superficiali dell’ipoderma ed i vasi linfatici. L’erisipela comporta una tumefazione progressiva della pelle, accompagnata da microlesioni della cute. Fattori di rischio sono il diabete mellito, le comuni ferite, il linfedema delle gambe, l’insufficienza venosa profonda, le punture d’insetto e la tinea pedis.

A volte l’erisipela si confonde con la flebite. Ovvio che la presenza batterica può aggravare la stasi linfatica che è all’origine del problema. L’uso di farmaci conduce spesso a cronicizzazione e a dermatiti croniche con postumi permanente (malattia iatrogena o medico-causata).

SINTOMI

Le lesioni cutanee provocate dall’erisipela tendono a concentrarsi a livello di viso, gambe e braccia, anche se l’infezione può estendersi a tutto il corpo. La macerazione cutanea (chiazze eritematose, bolle, vesciche, pustole, edema palpebrale) viene spesso accompagnata da bruciore locale, dolore alla digitopressione, febbre leggera o elevata, mal di testa, sensazione di brividi e di freddo, prurito intenso, secrezione congiuntivale. Esistono pure complicanze come ascessi, coinvolgimento ghiandole linfatiche circostanti, (soprattutto in sede inguinale), elefantiasi, fascite necrosizzante, glomerulo-nefrite, polmoniter srcondaria, setticemia.

TRATTAMENTI PER L’ERISIPELA E LINFEDEMA

Secondo la medicina l’erisipela dipenderebbe da un’infezione batterica sostenuta da streptococchi o da altri patogeni gram negativi. Di conseguenza, la somministrazione tempestiva di antibiotici abbatterebbe il rischio di complicanze, allontanando l’agente eziologico. Malgrado il quadro clinico-sintomatologico del paziente affetto da erisipela sia accompagnato da infiammazione e dolore, la somministrazione di farmaci non steroidei (FANS) risulta bandita, potendo essi peggiorare paradossalmente la malattia preesistente, per dilatazione dei tempi di risoluzione.

La terapia d’urto con antibiotici favorirebbe la completa guarigione della malattia e la remissione dei sintomi, già dopo i primi giorni di cura. Da qui la raccomandazione sanitaria di completare il ciclo antibiotico anche in caso di scomparsa dei sintomi, al fine di evitare le forme recidivanti di erisipela. Una forma di erisipela è causata da un fungo (erisipela micotica), in tal caso, la medicina raccomanda di assumere farmaci antifungini per uccidere il patogeno.

Ovvio che, per la medicina, scomparsa dei sintomi significa guarigione. Concetto quanto mai strano e stravagante. Come si possa guarire da qualcosa lasciando il fattore causante al suo posto, la medicina dovrà pur spiegarcelo un bel giorno. Ed è così che le cure mediche includono una lunga serie di farmaci tipo:

  • Fenossimetilpenicillina o penicillina V,
  • Eritromicina,
  • Cefotaxima,
  • Flucloxacillina,
  • Benzilpenicillina benzatinica.

RIMEDI NATURALI E VISUALE IGIENISTICA

Per risolvere definitivamente l’erisipela e il linfedema ci vuole invece un sistema di velocizzazione del ricambio idrico. Serve sconfiggere le insufficienze epatiche, renali e vascolari. Serve ravvivare la pelle, che è organo emuntorio di costante aiuto al rene. Il ricambio idrico si avvale soprattutto dell’acqua distillata e biologica della frutta e della clorofilla verde delle verdure.

Abbondare quindi di estratti freschi, angurie, meloni, uve, pesche e frutta acquosa di stagione.

Esistono poi rimedi casalinghi per alleviare i sintomi e favorire la guarigione.

La calendula ad esempio è buona per alleviare la congestione nella zona colpita dall’erisipela. Basta preparare un preparato con fiori di calendula in acqua e spalmare questo preparato sulle ferite. Darà una sensazione di freschezza e aiuterà a cicatrizzare le lesioni.

Un’altra alternativa efficace è grattugiare un fico d’india e applicarlo sulle lesioni. Lasciare asciugare e sciacquare con acqua tiepida. Ottime pure le carote fresche, o la cicoria, o la cipolla o i cavoli freschi o la cicoria pestati in cataplasma. Una manciata di fiori di sambuco per un litro d’acqua in infuso vanno bene per degli impacchi.

Oltre a questo, occorre reimpostare la respirazione, fare camminate secondo le proprie possibilità, anche con l’aiuto di racchette, usare la calza elastica, fare bagni caldi e freddi alternati agli arti inferiori, ricorrere a leggeri massaggi dal basso verso l’alto, porre le gambe più in alto del corpo e della testa. Ovvio che a 87 anni occorre anche accontentarsi di quanto passa il convento, anche se l’età non è mai questione di soli numeri.

Valdo Vaccaro

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3 commenti

  1. Katia Negri on

    Buongiorno,
    Ho letto questo articolo ed è stato illuminante sulle cause reali della malattia e sulle responsabilità della alimentazione…potrei anche provare una procedura alimentare disintossicante, se non fosse che la persona affetta da erisipela (mio padre) è al terzo grado, diabetica, in terapia di coumadin e sottoposta a riduzione dello stomaco, quindi niente frutta, niente verdura verde e cibo meno crudo possibile.

    Ho smesso di credere nel potere del farmaco, ma in questo caso nutro questa speranza.

    Grazie per questo articolo.

  2. Alberto L. Beretta on

    Una voce d’un professionista controcorrente sull’argomento… Anch’io sono al III grado, con diabete 2 e altre patologie. Il protocollo, sia preventivo, che terapeutico, mi sembra ottimo e lo seguirò integralmente. Molte grazie. Sono molto incuriosito dai suoi due testi, che, probabilmente, comprerò e studierò presto. A Milano mi attira anche molto un’apparente ‘concorrente’, ma sembra un’alleata, così, a prima vista, la SIMO (Scuola Italiana di Medicina Olistica) e il Centro Naturopatico annesso, oltre all’Editrice e al minimarket.