ERNIA INGUINALE E DISTURBI PRODOTTI DALLA RETE DI CONTENIMENTO

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LETTERA

ERNIA INGUINALE E INSERIMENTO RETINA

Buongiorno dottor Vaccaro, sono un 56enne di Milano e le scrivo per chiederle un consiglio. Dieci anni fa sono stato operato di ernia inguinale e mi hanno inserito nell’inguine una rete. Sono alto un metro e ottanta e peso 68 chili, seguo un’alimentazione vegetariana tendente alla vegana. Purtroppo ai tempi dell’intervento mangiavo di tutto e pesavo 10 chili in più.

DOLORI AL VENTRE A CAUSA DI CONCOMITANTE COLITE

Adesso vengo al problema insorto un paio di settimane fa a seguito di una leggera colite che mi ha gonfiato l’intestino. Da quel momento purtroppo la pancia mi duole internamente, in corrispondenza della ferita dell’ernia, e sento ancora come un peso e una sensazione di tiramento doloroso proprio in corrispondenza dell’ernia operata. Ho fatto subito un’ecografia per vedere se ci fossero problemi alla retina che peraltro sembra a posto.

HO IMPARATO NEL FRATTEMPO A NON FIDARMI TROPPO DELLE SOLUZIONI MEDICHE

Sono presenti alcuni linfonodi reattivi. Le confesso di essere entrato in panico per tutto questo, e mi sento come se mi fosse crollato il mondo addosso, sicuramente anche perché nel frattempo dentro di me ho sviluppato una forte critica rispetto a una parte del mondo medico e sento invece di potermi fidare molto di più di persone come lei che percepisco vicine con i loro consigli.

QUALCHE CONSIGLIO SU COME DEBELLARE QUESTA INFIAMMAZIONE

Se vorrà darmi un suggerimento su come debellare questa infiammazione le sarò davvero molto grato. Sto insegnando l’alimentazione crudista vegana anche alle mie figlie, e anche per questo la ringrazio e le esprimo la mia più sincera gratitudine.
Lorenzo

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RISPOSTA

DEFINIZIONE DI ERNIA

Ciao Lorenzo. Si definisce ernia la protrusione di un organo o di un viscere attraverso un orifizio preformato o neoformato. Trattasi in altri termini della fuoriuscita di un’ansa intestinale per cedimento nelle fasce della parete addominale.

CAUSE DI ERNIA

Le cause che portano alla formazione di un’ernia, sia essa inguinale o in qualsiasi altra sede della parete addominale, sono molteplici. Basti sapere che, se da un lato l’aumento della pressione endoaddominale è la causa determinante della comparsa di un’ernia, dall’altro è necessaria una debolezza della parete addominale. Tutti i fattori in grado di aumentare la pressione, quali gli sforzi fisici, la tosse, gli starnuti, la stipsi cronica, l’obesità, l’ascite o raccolta di liquidi nella cavità peritoneale, comportano la comparsa o l’aggravamento dell’ernia inguinale.

ANCHE IN QUESTI CASI SI PARLA DI SANGUE ALTERATO

Questa anormalità ci evidenzia l’indebolimento dei tessuti per sangue guasto o alterato, e dunque per croniche e cattive digestioni dove le putrefazioni intestinali generano coliti e pressioni interne mai prive di conseguenze. Le ernie si presentano generalmente nei punti meno robusti, quale l’ombelico, e qui si parla di ernia ombelicale, o quali l’inguine, e si parla di ernia inguinale, e infine sulle cicatrici non perfettamente rimarginate, da cui il nome di ernia cicatriziale.

I CHIRURGHI INTERVENGONO SÌ MA NULLA POSSONO NEI RIGUARDI DEL SANGUE

A queste condizioni critiche del sangue, nessun chirurgo è in grado di contrapporre alcunché. Da qui il limite e il fallimento di tanti interventi che lasciano degli strascichi, anche se i medici tendono a ignorarli, a minimizzarli e a sottovalutarne gli effetti di lungo termine.

CATAPLASMI NOTTURNI DI FANGO E ALIMENTAZIONE VEGAN-CRUDISTA TENDENZIALE

Manuel Lezaeta ricorda che l’applicazione notturna sul ventre del cataplasma di fango termale si ottengono dei miglioramenti nelle tensioni locali. Con un’alimentazione vegana e crudista gli effetti positivi migliorano ulteriormente. Per favorire il riassetto di un’ernia, conviene coricarsi di schiena, magari con un cuscino posto tra le anche, facendo in modo che il bacino rimanga più alto del piano delle spalle.

TECNICHE CORRETTIVE CON APPLICAZIONE DI RETINA DI CONTENIMENTO

La correzione dell’ernia viene effettuata con l’apposizione di materiale proteico tipo rete che consente di realizzare un accostamento ottimale dei tessuti, senza tensione, riducendo notevolmente il dolore post-operatorio e l’immobilizzazione, con una rapida ripresa della deambulazione e della vita attiva. Inoltre, rispetto alle tecniche tradizionali, con questo sistema si riduce di molto il rischio di recidi. Grazie ad una particolare tecnica, tali reti non richiedono punti di sutura. Inoltre, l’utilizzo di una speciale colla di fibrina, garantisce la perfetta aderenza delle reti, senza il rischio di danneggiamento dei nervi della regione, con una riduzione del dolore post-operatorio.

VERIFICARE COI TUOI CHIRURGHI LA REALE SITUAZIONE

Nei diversi forum di persone che hanno subito lo stesso iter, le lamentele non mancano affatto.
“Vi posso dire che io esercizio fisico l’ho fatto, e anche abbastanza pesante tipo arti marziali, ma ho dei malesseri a livello intestinale e proctologico, usciti solo ora, dopo 3-5 anni”, è una delle testimonianze. Personalmente non so se esistano modi per modificare la situazione o togliere la retina di contenimento. Consigliabile consultare il chirurgo che ti ha operato e fare una verifica in tal senso. Per il resto non resta che fare qualche massaggio in più e praticare degli esercizi yoga di tipo soft, senza produrre eccessivi sforzi addominali.

Valdo Vaccaro

 

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

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