FASTIDI ALL’EMIVOLTO DA NEVRALGIA AL TRIGEMINO O DA DISTURBO TEMPORO-MANDIBOLARE

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LETTERA

ALIMENTAZIONE QUASI VEGETARIANA E SCELTE DI VITA MIRATE ALL’ARMONIA E AL BENESSERE

Buonasera Valdo, complimentandomi per la encomiabile attività confido in una Sua opinione circa i problemi che mi affliggono da mesi. Premetto di seguire un’alimentazione quasi vegetariana ad eccezione del pesce un paio di volte a settimana. Effettuo attività fisica ogni giorno passando dal pilates allo yoga fino a un paio di sedute di cardiofitness e cerco di coltivare passioni (in primis i miei figli e la famiglia) e sopratutto di perseguire senza affanno la massima armonia mente/corpo/spirito.

FORMICOLIO E FASTIDI ALL’EMIVOLTO DESTRO

I miei sintomi iniziano a fine giugno 2016 con un improvviso formicolio all’emivolto destro: sopracciglio, area intorno all’occhio, zigomo e guancia destra. Questi fastidi -che dopo il primo episodio si ripetono almeno una volta a settimana e in un periodo anche tutti i giorni per 7 gg consecutivi- mi portano in PS dove mi verrà effettuata TAC encefalo (negativa) e radiografia seni paranasali per sospetta sinusite (negativa). Mi viene consigliata anche RSM Encefalo e Maxillo facciale con MDC che effettuo a distanza di pochi giorni (negativa a parte forme sinusodiali mascellari non rilevanti).

ORECCHIO DESTRO TAPPATO E TORPORE SOTTO LA GHIANDOLA SALIVARE DESTRA

Premetto che da metà maggio avevo iniziato una ginnastica facciale con esercizi che prevedevano oltre a ripetuti movimenti mandibolari anche delle pressioni e schiacciamenti in punti nevralgici. Verso fine luglio il senso di formicolio e torpore nelle aree sopracitate va migliorando (noto che molto spesso si verifica dopo viaggi in auto o nave) ma ad esso si somma un’improvvisa sensazione di orecchio tappato lato destro (sempre a destra, stesso lato dei precedenti problemi) accompagnato da uno strano torpore/pizzicore che si estende al collo latero/anteriore lungo tutto lo stenocleidomastoideo e sotto la mandibola destra (zona ghiandola salivare).

LA VISITA NEUROLOGICA PARLA DI PARESTESIE IN ZONA TRIGEMINO ED IPOMOTILITÀ MANDIBOLARE

Spaventata effettuo una ecografia che non evidenzia niente tranne un piccolo struma tiroideo. La visita neurologica non evidenzia granché e riconduce i miei disturbi a “parestesie e disestesie in territorio del nervo trigemino prima e seconda branca”. Mi vengono consigliati esami alla tiroide ed eventuali approfondimenti al trigemino. L’otorino non nota niente e mi invia dallo gnatologo (malgrado sia il mio medico generico che un centro Amplifon avessero notato una “retrazione “della membrana sul timpano dell’orecchio destro ipotizzando una qualche sofferenza della tuba di eustachio). Lo gnatologo individua una malocclusione con problemi all’articolazione dx: Bite rigido notturno arcata superiore da 2mesi. RSM al temporo-mandibolare. Questo il referto: Relativa ipomotilità di entrambi i condili mandibolari che giungono occasionalmente all’apice del tubercolo temporale. I menischi articolari paiono sempre interposti all’interfaccia condilo glenoidea. Regolare trofismo delle strutture muscolo fasciali estrinseche della masticazione.

IRRITAZIONE DEL NERVO TRIGEMINO OPPURE DISTURBO TEMPORO-MANDIBOLARE?

Mettendo insieme tutti gli accertamenti con i sintomi indicati (attualmente sono: senso di torpore al trago e lobo orecchio, senso di orecchio tappato, pizzicore lieve e torpore nell’angolo mandibolare e lungo il collo anteriore) è plausibile ricondurre le mie problematiche a un disturbo temporo-mandibolare o -a Suo avviso- risulta maggiormente valida l’ipotesi di irritazione del nervo trigemino? Esami sangue nella norma tiroide compresa (VES e proteina C reattiva bassissime: questo dovrebbe escludere problematiche alla tuba di Eustachio di tipo infiammatorio?). La ringrazio infinitamente. Cordiali saluti.
Claudia

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RISPOSTA

NIENTE SPAZIO A PREOCCUPAZIONI CHE NON HANNO MOTIVO DI ESISTERE

Ciao Claudia. Tenendo presente che siamo esseri autoguarenti e che le patologie segnalate sono soggette ad auto-limitazione oltre che a remissione spontanea-naturale, soprattutto nelle persone che hanno un minimo di cura e di attenzioni, non è affatto il caso di preoccuparsi e di sottoporsi a visite su visite per sapere di cosa si tratta o per definire con esattezza i contorni e le esatte denominazioni delle anomalie in corso. Al massimo puoi solo affinare ulteriormente il tuo stile di vita incrementando l’assunzione di frutta acquosa e lasciando liberi di muoversi e di nuotare i pesciolini nel loro ambiente marino.

NEVRALGIA DEL TRIGEMINO E NEVRALGIA DEL NERVO SCIATICO

La nevralgia è una sintomatologia dolorosa che si esprime in genere lungo un nervo sensitivo. Il dolore dipende da un’azione irritatoria, causata spesso da compressioni, stiramenti, patologie infettive sistemiche, traumi. Il dolore può essere intermittente o continuo. I più noti esempi sono la nevralgia del trigemino e la nevralgia del nervo sciatico. Questa condizione è caratterizzata dalla sensazione di dolore puntorio, molto fastidioso e di forte intensità. I rimedi naturali possono aiutare innanzitutto a ridurre l’infiammazione e, quindi, diminuire il dolore.

NERVO SCIATICO E IMPACCHI A BASE DI CONSOLIDA MAGGIORE

Le nevralgie possono essere spesso associate a un forte dolore lombare, perché il nervo interessato dall’irritazione nasce proprio dalle vertebre lombari. Un’erba molto utile a contrastare la sciatalgia è la consolida maggiore. Conosciuta fin dall’antichità, la Consolida viene adoperata per effettuare degli impacchi da applicare sulla zona dolorante. Vanno fatti bollire 15 grammi di radice tritata in mezzo litro di acqua per 10 minuti. La radice va poi impastata con un cucchiaio di olio extravergine d’oliva e appoggiata sopra una garza di cotone doppio. Il rimedio va adagiato sulla parte interessata e coperto con un panno di cotone. Se non si dispone della radice è possible acquistare la crema alla consolida.

NEVRALGIE DEL TRIGEMINO E CONTROMISURE A BASE DI KALMIA, IPERICO, SCORZA D’ARANCIA ED ERBE VARIE

Per attenuare i dolori al trigemino c’è la Kalmia Latifoglia, cespuglio sempreverde di origine americana ma coltivato pure in Italia col nome di alloro di montagna. La nevralgia migliora mangiando e masticandone le foglie. Un altro rimedio naturale tra i più usati è l’erba di San Giovanni, conosciuta anche come iperico, antinfiammatorio naturale, che, agendo sui nervi infiammati, ne calma i sintomi dolorosi a livello locale. Pure i fiori dell’arancio amaro vengono uniti agli infusi come sedativo e antispasmodico degli stati infiammatori dei nervi.
Un infuso contro la nevralgia si ottiene adoperando scorza e fiori di arancio e radice di valeriana. I primi hanno un effetto tonico e calmante, la valeriana funge da analgesico e sedativo. Vanno fatti bollire per circa 3 minuti in 250 ml di acqua 1 cucchiaio di scorza di arancio, 1 di fiori e un pizzico di radice di valeriana. La soluzione va filtrata, fatta raffreddare e consumata all’occorrenza. I fiori di arancio amaro possono essere uniti anche a salvia, melissa e rosmarino.

DISORDINE TEMPORO-MANDIBOLARE O DTM

Il disordine temporo-mandibolare include disturbi che coinvolgono la muscolatura masticatoria, l’articolazione temporo-mandibolare (ATM) e le strutture associate. Il dolore si esprime come dolore masticatorio o dolore temporo-mandibolare (sinovite, capsulite o osteoartrite). Può essere associato a disfunzione del sistema masticatorio (clicking jaw oppure schiocco mandibolare, blocco articolare, e limitazione del movimento).

DOLORE MASTICATORIO DA SOVRACCARICO

Nel dolore masticatorio, il sovraccarico (parafunzioni, serramento denti) e l’infiammazione locale dei muscoli, producono rilascio di neurotrasmettitori che sensibilizzano il sistema nervoso periferico e centrale. In aggiunta a meccanismi di alterata regolazione del dolore (anche influenzati dagli ormoni femminili), tale sensibilizzazione può condurre ad una diffusione localizzata o più generalizzata del dolore muscolare. L’artralgia della temporo-mandibolare può derivare da traumi o sovraccarichi intrinseci ed estrinseci della ATM (come nel bruxismo) che possono superare le capacità adattative dei tessuti articolari.

SINTOMI TIPICI DI DOLORE MASTICATORIO

Il dolore masticatorio DM è un dolore distrettuale, sordo, presente specialmente a livello dei muscoli che chiudono la mascella ed intorno all’orecchio. Si verifica a riposo o anche, in forma aggravata, durante la funzione mandibolare. Il dolore può essere più pronunciato la mattina o la sera. Sintomi associati sono limitazione del movimento, cefalea, sensazione di ostruzione auricolare, e dolore cervicale. Il dolore masticatorio può essere parte di un quadro di dolore muscolare generalizzato, come nella fibromialgia.

ARTRALGIA ARTICOLAZIONE E DOLORI IRRADIATI ALL’ORECCHIO

L’artralgia della ATM è un dolore più localizzato ed acuto di moderata intensità, localizzato all’articolazione e ai tessuti circostanti, che si irradia prevalentemente alla regione dell’orecchio. Il dolore è aggravato durante il carico e la funzione dell’articolazione e può limitare il normale movimento e la normale funzione. Il dolore temporo-mandibolare è spesso associato ad un disco articolare malposizionato o disfunzionale che causa clicking e blocco articolare.

SINTOMI AUTO-LIMITANTI E DECORSO NATURALE BENIGNO

Se si sviluppa dolore cronico, sia il dolore masticatorio che l’artralgia della temporo-mandibolare possono essere accompagnati da sensibilizzazione centrale e problemi psicologici come depressione, somatizzazione ed ansia. I sintomi tuttavia sono di solito auto-limitanti, con un decorso naturale benigno. Il trattamento medico ha lo scopo di creare le condizioni ottimali perché avvenga il processo di guarigione e di adattamento. Terapie non invasive, reversibili, che rientrano nell’approccio biopsicosociale includono: Informazione del paziente, autotrattamento attivo, follow-up, terapia fisica, programmi fisici di auto-regolazione.

RIMEDI NATURALI

Fare esercizi yoga, allenare le mascelle rilassandole e rafforzandole, assumere corrette posture di testa e collo sia nelle camminate che nello stare seduti, non digrignare i denti, niente gomme da masticare, uso di pietanze tenere e morbide, impacchi caldi e freddi sulle parti doloranti, cataplasmi con foglia di cavolo o con fango termale, massaggi locali con olio di senape e aglio per favorire maggiore flusso di sangue, tisane di menta, o camomilla o passiflora, alimenti ricchi di magnesio (mandorle, anacardi, banane, avocado, albicocche, piselli, fagioli, soia, miglio, riso integrale), alimenti ricchi di calcio (cavolo, radicchio, tarassaco), vitamina D (esposizione solare, funghi secchi, fiori di zucca, fiori di tarassaco e di primule), abbondante acqua biologica da frutta acquosa assunta lontano dai pasti e a stomaco vuoto.

Valdo Vaccaro

 

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

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