FEGATO E CISTIFELLEA, NOBILI GHIANDOLE VEGANE

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LETTERA

Alla ricerca di un’alimentazione compatibile

Gentile dottore, l’ho scoperta per caso cercando su internet un’alimentazione adeguata, per problemi alla cistifellea, e sono rimasta molto colpita dalle risposte che ha dato sull’argomento.
Non sono mai andata d’accordo con la medicina tradizionale.
Anch’io vorrei dunque qualche consiglio sulla situazione nella quale mi trovo.

Poca carne, ma pesce, formaggi, uova e dolci

Sono alta 1,55 e peso 43,50 kg, per cui sono troppo magra.
Sono sempre stata golosa di verdura e di frutta, pur non tralasciando pesce, uova e formaggi non stagionati. Ho sempre evitato gli alimenti fritti e il burro, optando per l’olio crudo.
La carne non mi piace molto e quindi non la mangio spesso. L’unica pecca sono i dolci.

Dolorini alla parte destra dell’addome

Ho sempre pensato che sarebbe il caso di alimentarmi nel miglior modo possibile, ed ora è venuto probabilmente il momento. Da un po’ di tempo mi ritrovo con dolorini alla parte destra dell’addome, a volte con difficoltà di evacuazione, mentre in passato sono sempre stata regolarissima. Sento pure male al braccio destro, e ho scoperto che anche questo disturbo è collegato alla colecisti. Soffro anche di emicrania, che attribuivo alla cervicale, di giramenti di testa, e di qualche episodio febbrile (37,5).

Da cosa dipende la mia eccessiva magrezza?

So di avere della sabbia alla colecisti perché un anno fa avevo fatto un’ecografia all’addome.
Quali consigli mi può dare per risolvere i miei problemi?
Questa mia magrezza è forse legata a una alimentazione sbagliata?
La ringrazio e la saluto cordialmente
Silvia

*****

RISPOSTA

Fegato e cistifellea, al pari e di più del corpo umano in generale, sono organi fruttariani

Non c’è nulla di scandaloso e di partigiano se affermiamo senza mezzi termini che il corpo umano è un corpo vegano-fruttariano. Lo confermano mille segnali oggettivi e scientifici, convergenti ed inequivocabili. Quando si dice il corpo, si intende ovviamente il corpo in tutto e per tutto, e non limitatamente ad alcune sue parti. Fegato e cistifellea non fanno dunque eccezione. Essendo poi una coppia strategica che opera nel settore più delicato della trasformazione e dell’assimilazione dei cibi, la loro fruttarianeità appare ancora più evidente che in altri settori dell’organismo umano. Certo che non si muore a mangiare dei pezzi di cadavere salato, in iniziale od avanzato stato di decomposizione.
Ogni trasgressione però si paga a caro prezzo, con evidenti malesseri e pesanti patologie.

Una coppia affiatata e indivisibile che presiede alle funzioni digestive ed assimilative

L’hepatos greco, ossia il fegato, non è solo la ghiandola più voluminosa del corpo, ma è l’organo che più di ogni altro presiede alle funzioni digestive con la secrezione della bile e con le altre operazioni coordinate, mediante le quali assorbe, trattiene, elabora le sostanze utili, distruggendo nel contempo quelle venefiche che entrano o si producono nel corpo.

Vietato asportare la cistifellea, organo inamovibile del corpo umano

Fegato e cistifellea operano indissolubilmente in coppia, e sono ugualmente importanti.
Il fatto che una persona possa sopravvivere anche senza cistifellea, non significa assolutamente niente.
Vivere in condizioni proibitive non è vivere.
Non esistono pertanto motivi validi per asportare degli organi vitali.

Le facilonerie che compromettono e distruggono la funzioni epatico-biliari

Essendo il fegato e la cistifellea due ghiandole fruttariane, i cibi azotati e pesanti, i cibi grassi e alto-proteici, e in particolare le proteine animali tutte, dai formaggi, alle uova, al pesce, causano imbarazzo epatico e triplo lavoro per le cellule di questo magnifico apparato.
Le bevande alcoliche, i caffè e i the, le bevande gassate e dolcificate con saccarosio o ancor peggio con aspartame, le bevande arricchite ed integrate, distruggono o intasano le cellule epatiche, oltre quelle renali. L’eccesso di lavoro fa sì che il fegato si intossichi e si infiammi, perdendo le sue caratteristiche, la sua forza detossificante e le sue capacità filtranti.

Un grande castello mondiale di ignoranza, di corruzione ed ipocrisia

Fegato intossicato cronicamente uguale epatiti, con presenza intensa di detriti da disintegrazione cellulare accelerata. Non virus che causano le epatiti A, B, C, D ed E, ma intossicazioni che causano i virus. Virus morti e inattivi che aspettano soltanto la forza espulsiva-immunitaria per essere riciclati o andare fuori dai piedi. Presenza virale e batterica non significano affatto cauisa di malattia. Nomn è opinione ma precisa legge della natura. Legge che non fa comodo alla medicina, e va ovviamente di traverso a chi campa su virus, batteri, farmaci e vaccini.
Tutta l’enorme impalcatura medica sull’epatologia, sulla virologia, sull’immunologia?
Tutti i tomi pregiati e costosi delle grandi e quotate università di Harvard, Oxford e Pisa?
Tempo e danaro ignobilmente buttato al vento o regalato a Big Pharma.

I marpioni della Glaxo-Smith-Kline

Non avevano commercialmente torto i marpioni della Glaxo-Smith-Kline, quando prezzolarono con voluminose mazzette da centomila lire l’allora Ministro della Sanità De Lorenzo, per una semplice firma dichiarante non più opzionale ma obbligatoria la vaccinazione chiamata antiepatite C.
Dove non arriva la scienza, vengono in soccorso le banconote.
Il grottesco è che questa gente sta tuttora lì, più forte e aggressiva che mai, più arrogante e indisponente di prima.
Pronta a imporre nuovi intrugli, nuovi veleni, nuove rocambolesche soluzioni a pesti inventate e immaginarie, a patologie Aids nuove e vecchie, a innocenti verruche trasformate in spaventosi papillomi.

Rimuovere le assurde diete mediche e non le nostre ghiandole

La bile lavora dunque in modo stretto ed affiatato col fegato, e non può essere oggetto di rimozioni chirurgiche. Molto meglio rimuovere le brutte abitudini. Molto meglio puntare a una dieta virtuosa e
compatibile, armonizzata cioè col nostro disegno epatico e gastrointestinale, un disegno che non lascia scampo a dubbi, e che mette anzi in risalto le contraddizioni e le asinerie delle diete mediche basate disordinatamente e qualunquisticamente sul poco-ma-di-tutto, anziché sul tanto-ma-di-poco della corretta alimentazione.

Cistifellea, bile e circolazione biliare

La vescichetta biliare, o cistifellea, è una ghiandola grossa come un uovo, e contiene colesterolo, sali biliari alcalini, e pigmenti come la bilirubina.
Posta sotto il fegato, raccoglie la bile, un liquido amarissimo, per immetterlo nell’intestino durante la digestione dei grassi. Un litro di bile al giorno viene emesso e passa nel cibo intestinale e nel sangue per tornare regolarmente al fegato. Se questa circolazione biliare viene interrotta e si crea presenza di residui biliari nel sangue, si ha come conseguenza l’itterizia.

Cause e sintomi della coleciste

La coleciste è una infiammazione acuta o cronica della cistifellea, derivante da irritazione continuata, da stitichezza, da calcoli, da cibi incompatibili col suo disegno biochimico, dai lanzichenecchi chiamati farmaci e vaccini. Predilige il corpo femminile, e in particolare le donne super-alimentate in gravidanza.
I calcoli grossi non sono facilmente disgregabili, ma non creano necessariamente grossi disturbi.
Quelli piccoli invece si possono espellere anche se spesso dolorosamente. Contrastare quei dolori è grave errore in quanto sono funzionali all’espulsione dei calcoli stessi.
I sintomi della coleciste sono lingua sporca, pesantezza, sonnolenza, bruciori di stomaco, eruttazioni, stitichezza, dolori al finco destro e alla spalla.

I rimedi sono sempre gli stessi. Niente farmaci, niente vaccini. Tanta frutta e tanta verdura cruda.

La coleciste, ed anche le epatiti stesse, si combattono con frutta e verdure crude, con più acqua biologica in circolazione e meno nitrati o sali di ammonio, con meno acidi urici e meno creatinina.
Detto in soldoni niente carne, niente formaggi e niente pesce, per cui ogni trasgressione a questa regola si paga amaramente. Ieri ho pubblicato la tesina Carne a ruota libera e fegato gonfio, e vale anche per i problemi di cistifellea, ovviamente.

Azioni depurative e coadiuvanti di alcune piante speciali

Notissime le azioni specifiche di piante come il carciofo, il tarassaco, il finocchio, il rabarbaro, la genziana, la malva, il cavolo crudo, le cicorie, i germogli del rusco o pungitopo.
L’olio di oliva extravergine è ottimo per purificare il fegato e, assunto di mattina a digiuno, per sciogliere i calcoli biliari.
I semini di lino, di sesamo, di girasole e di zucca sono ottimi se pestellati e aggiunti alla crema di avena e alle creme di verdura. Nessuna contrarietà a cereali integrali, a noci, mandorle e avocadi.
Cataplasmi di fango e di foglie di cavolo, aiutano certamente a disinfiammare, ma solo come coadiuvanti e aiuti alle modifiche dietologiche.

La magrezza deriva da carente assorbimento, e quindi da pessima dieta onnivora

Quanto al caso specifico, la Silvia è sottopeso non certo per mancanza di proteine o per eccesso di frutta e di verdura.
Lei sta mangiando davvero di tutto, anche se crede di aver fatto molto evitando i fritti e il burro.
La sua magrezza deriva evidentemente da mala-alimentazione e da penoso assorbimento.
Un corpo altamente intossicato dal pesce, dai formaggi, dalle uova, dai dolci, e dai cibi cotti.
Molti spazi dunque per migliorare la situazione e rimettere in funzione il suo sistema epatico.

Carne e pesce non sono cibo, ma resti di una persona poco amata e poco conosciuta, resti di una persona barbaramente assassinata

Neanche una parola spesa nei riguardi dell’incompatibilità spirituale dei prodotti animali mi incuriosisce assai, soprattutto quando si è in presenza di un’anima femminile e quindi più sensibile agli sgarbi subiti dagli animali. La mia ipotesi è che si tratti di semplice rimozione sistematica ed innocente, per cui si fa finta di considerare un pezzo di cadavere come un cibo qualsiasi, e non come miseri resti funerei di una persona assassinata.

Il piatto di carne, di pesce e di formaggio, gronda immancabilmente sangue e sofferenza

Rimozione comune e perdonabile in termini di peccato individuale, ma assai grave in termini di conseguenze concrete e perverse.
Ogni piatto di carne, di pesce, di uova e di formaggio gronda sangue, gronda sofferenza e gronda crudeltà. Non è pensabile che questo fatto vero, profondo e sconvolgente, non sia carico di conseguenze e di influssi negativi, indipendentemente dal fatto che esista o meno una coscienza e una sensibilità percettiva dichiarata. La vita non è fatta di sola materia. Ce lo ricorda l’indimenticabile Giordano Bruno.
Credere che siamo solo mossi e toccati dagli aspetti visibili e materiali delle cose è stupidità manifesta.

L’importanza dei collegamenti extra-sensoriali

La Silvia ha scoperto di recente che la cistifellea infiammata provoca dei dolori al braccio destro, per via delle solite interrelazioni e sinergie del corpo umano.
Non ha ancora scoperto però quanto più forti e significativi siano i collegamenti extra-sensoriali che ci legano alle vicende emozionali, etiche ed estetiche, riguardanti il tipo di cibo che assumiamo.
Il giorno in cui si accorgerà di questo, capirà meglio la portata dei suoi precedenti errori alimentari.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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