LO ZENZERO FA MALE IN CASO DI CALCOLI BILIARI?

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LETTERA

Buongiorno Valdo, sarò brevissima ma ti prego di rispondermi, anche perché forse sono la tua prima calcoli-biliari-girl che vive a Dubai e qui è molto complesso trovare un consulente in grado di aiutarmi e darmi buoni consigli.

Un mese fa a seguito di svariati disagi addominali mi sono sottoposta ad esami del sangue, ad ecografia e altre visite. Mi sono stati riscontrati calcoli biliari e steatosi epatica.

Il chirurgo (ovviamente) mi ha consigliato l’intervento di estrazione della mia amata cistifellea. L’epatologo (meno interventista) mi ha prescritto di seguire la dieta mediterranea, evitando grassi e zuccheri, uova e latticini, mi ha consigliato di fare esercizio aerobico, e per 6 mesi mi ha prescritto un farmaco in grado (potenzialmente) di eliminare i calcoli.

Io ho cercato (e trovato) il rimedio nel “mio terreno”. Mi sono dedicata a me: meno stress, più pensieri positivi e creativi, bagni di vapore, idroterapia e idromassaggi (non sono sconsigliati, vero!?), sole, mare, passeggiate, nuotate, e una dieta depurativa con cui eliminare anche qualche kg in più oltre che debellare le tossine.

In altri termini, via alcolici, bibite, caffè, carni rosse, grassi, zuccheri, carboidrati, cereali, latticini, uova, etc. Più acqua biologica: estratti di frutta e verdura (soprattutto mele ma anche pere, carote, agrumi, etc.), succo di pomodoro, zucchine, cavoli, melanzane, avocado, etc. Ammetto di stare benissimo.

Da quando – due mesi fa – ho iniziato questo percorso sono di nuovo “me”, sono anche dimagrita, mi sento benissimo. Lo sapevo, mi sono dilungata. Arrivo al punto.

Quando ho iniziato questo “circuito del benessere” ho introdotto nella dieta camomilla e tisane. La mia preferita è quella allo zenzero. La consumo tutti i giorni. Uso lo zenzero anche negli estratti e a fettine sull’insalata.

Leggo però ovunque che in caso di calcoli biliari è sconsigliatissimo. È vero? Lo devo eliminare del tutto? Su una delle tue risposte ad una utente del blog ho letto che esalti le sue proprietà ma non ho capito se è consigliato in caso di calcoli biliari o solo per prevenirli. Grazie e un saluto dal Dubai.
Edvige


RISPOSTA

I calcoli alla cistifellea sono depositi minerali induriti costituiti nell’80% dei casi da colesterolo, simili a sassolini con dimensioni che possono andare dal granello di sabbia fino ad una pallina da golf.

La loro formazione è causata da scarsa assunzione di acqua biologica (da frutta acquosa), pochi acidi biliari, troppo colesterolo nella bile, diete inappropriate includenti zuccheri raffinati, farine bianche, grassi animali, carne bianca e rossa, integratori minerali, latticini, uova, dolciumi specialmente se industriali, dolciumi fatti in casa con presenza di zucchero e di cotture elevate, cibo spazzatura e le varie sostanze che portano a queste anormali situazioni fisiologiche.

Ne ho parlato in diversi articoli, tra cui:

MANGIARE LO ZENZERO O NO?

La radice di zenzero viene utilizzata da millenni per le sue proprietà terapeutiche, antiossidanti e antinfiammatorie. Le sue virtù venivano infatti discusse già in antichi testi sanscriti, cinesi, romani, greci ed arabi.

Nella medicina asiatica lo zenzero secco è da sempre usato per trattare disturbi come mal di stomaco, diarrea e nausea. Lo zenzero protegge pure i reni e scioglie i calcoli renali.

Lo zenzero è quindi da considerarsi tra gli alimenti amici. Importante però assumerlo sotto forma di radice fresca e non come integratore concentrato e in polvere. Diciamo pure che è un vegetale irrinunciabile per chi lo trova fresco. Non bisogna comunque mai esagerare, e bisogna prestare attenzione ad introdurlo nella dieta in maniera graduale.

Ma nel caso di calcoli alla cistifellea, fa bene assumere lo zenzero? Facendo una ricerca su internet si nota che i pareri sono discordanti, alcuni lo consigliano, altri lo considerano dannoso, creando così inevitabili dubbi.

Le preoccupazioni derivano dal fatto che lo zenzero possa aumentare la produzione di bile e le contrazioni della cistifellea e facilitare in questo modo che gli eventuali calcoli ivi presenti possano creare dei blocchi ai dotti biliari.

Per lo stesso motivo lo zenzero viene considerata una sostanza che può prevenire i calcoli, in quanto una maggiore produzione di bile impedirebbe il ristagno e la precipitazione in cristalli delle sue componenti.

In realtà gli studi scientifici condotti specificatamente sull’effetto dello zenzero sulla cistifellea e sulla calcolosi sono scarsi. Pare comunque che lo zenzero stimoli il fegato ad una maggiore produzione di bile, ma che non ne acceleri lo svuotamento dalla cistifellea.

“È possibile che lo zenzero stimoli direttamente il fegato a secernere più bile, ma non accelera la frazione di eiezione della cistifellea (gallbladder ejection fraction GEF, ovvero la quantità di bile che viene espulsa dalla cistifellea ad ogni sua contrazione). Non abbiamo monitorato direttamente la motilità della colecisti, quindi non possiamo escludere la possibilità che lo zenzero abbia effetti su di essa e altri studi sono necessari per chiarire il problema”. (1)

Una risposta definitiva quindi al momento non c’è. Rimane fondamentale comunque avere un buon rapporto con se stessi e coi propri recettori. Se il tuo corpo dimostra di apprezzare lo zenzero senza causarti problemi, non c’è motivo per rinunciare a questa risorsa.

RIMEDI NATURALI PER CALCOLI BILIARI

I calcoli biliari si contrastano innanzitutto con una alimentazione ricca di fibra vegetale, di frutta fresca specie acquosa, e di verdure.

Le terapie naturali si basano principalmente su un semi-digiuno a base di succo di mela fresca inclusa la buccia e anche su altri succhi tipo carota e ananas, o bietola e ananas, o bietola e mela. Ottimo il succo di 3 pomodori, 2 carote, 2 coste di sedano, manciata di crescione, 4 ravanelli, mezzo limone e ciuffo di prezzemolo.

INFUSI ALLE ERBE

Alcuni infusi sono pure indicati, come l’infuso alla menta piperita da bersi tre volte al giorno (una manciata di menta fresca e mezzo litro d’acqua: i terpeni della menta impediscono ai calcoli di crescere e ne facilitano l’espulsione).

Ottimo pure l’infuso di foglie e radice di tarassaco (15 grammi circa) con un quarto di litro d’acqua. Validi anche gli infusi alla camomilla e alle ortiche.

Risorse alimentari amiche sono considerate ananas, aglio, carciofo, carota, ciliegia, cipolla, cardo mariano, bietola, ribes, arance, patata, pomodoro, finocchio, radicchio, tarassaco, uva.

SUCCO DI MELA

Il dr Stan Malstrom, autore di Own Your Own Body, cita il caso di Muriel K., compagna di vita di uno dei suoi colleghi medici. Soffriva di calcoli biliari da anni ed era stata spinta più volte alla rimozione chirurgica.

Dopo il suo terzo semi-digiuno a base di succo di mela, si ritrovò ad espellere pietruzze in abbondanza, e da allora non ebbe più alcun problema. Da rilevare che sono di aiuto anche lo stretching, i massaggi, le camminate, il nuoto in acque non clorate artificialmente, tipo mare e corsi d’acqua di montagna.

STEATOSI EPATICA O FEGATO GRASSO

Per la steatosi epatica, equivale a dire fegato grasso, ovvero infiltrazione di grasso nel fegato sotto forma di trigliceridi che si accumulano nelle cellule epatiche.

Il solito discorso di iper-alimentazione e di sovrappeso, con uso disinvolto di bevande alcoliche, con disinvolta frequenza presso i fast food, con disinvolto uso di farmaci (specie corticosteroidi, aspirine), con poco movimento e tendenza alla sedentarietà. La steatosi epatica si contrasta col solito vitto vegan-crudista tendenziale, vitale, sostenibile e personalizzato.

RISORSE VEGETALI AMICHE DEL FEGATO

Risorse animali amiche del fegato non esistono. Quanto a quelle vegetali, amiche e disintossicanti le troviamo abbondanti in cavoli, asparagi, carciofi, cardi, avocado, fagiolini, fragole, mele, pere, uva, melanzane, ananas, mirtillo, pesche, olive, orzo, pompelmo, prezzemolo, prugne, rabarbaro, ravanelli, bietole, succhi di mela e limone, succhi di verdure varie, radice di bardana, radice di tarassaco, curcuma, cannella, crespino, semi di lino.

UNA REFERENZA DI PRIM’ORDINE IN DUBAI

La cosa più importante ed essenziale è il riconoscere che, dopo due mesi di deciso cambio di marcia alimentare ti trovi benissimo e in piena forma. Questa è la prova che conta più di cento esami. Questa è la prova evidente che seminando al meglio si finisce anche per raccogliere.

Hai fatto benissimo a trovare i giusti rimedi nel “tuo terreno”, ritrovando te stessa e ritrovando fiducia nelle capacità auto-guaritive del tuo organismo.

Non sia mai detto che la mia prima testimonial nel settore calcoli biliari in Dubai, terra di prestigio e di ricchezza, ed anche di fornitissimi mercati ortofrutticoli riforniti tramite il più grosso centro aeroportuale del pianeta, sia costretta a vivere stentatamente per causa di qualche banale errore alimentare, o per qualche maldestro pregiudizio di matrice medica.

Valdo Vaccaro

 

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

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