FEGATO GRASSO E RICERCA SUL CANCRO

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LETTERA

ANTONIO MOSCHETTA E RICERCA CONTRO IL CANCRO

Ciao Valdo caro, ho letto questa intervista rilasciata da Antonio Moschetta http://www.wallstreetitalia.com/article/1640622/salute/il-cancro-nasce-a-tavola-evitare-troppa-carne-meglio-saltare-cena.aspx, direttore scientifico dell’Istituto oncologico di Bari, che è intervenuto all’Università di Chieti in uno degli incontri organizzati dall’Airc in occasione dell’annuale appuntamento con i “Giorni della Ricerca”.

LA PREDISPOSIZIONE AL TUMORE NON STA TANTO NEL CORREDO GENETICO QUANTO NELL’ABILITÀ INIBITORIA DEI CIBI

Mi hanno incuriosito (e per questo ti chiedo, se ti sarà possibile, un commento) le sue affermazioni riguardo al fatto che “studi di nutrigenomica e nutrigenetica hanno evidenziato che la predisposizione dell’individuo a sviluppare una specifica patologia, come un tumore, non risiede solo nel corredo genetico, ma nell’abilità dei nutrienti assunti di accendere o spegnere geni specifici.
Vanna Antonello

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LA MORTE CELLULARE PROGRAMMATA O APOPTOSI

Le mutazioni del Dna responsabili dell’insorgenza di un tumore sono il più delle volte causate da un cancerogeno di origine alimentare che, a contatto con una cellula, ha la possibilità di mutarla. Questa cellula mutata può essere riconosciuta dall’organismo, che provvede ad eliminarla attraverso un meccanismo chiamato “morte cellulare programmata” o apoptosi.

GLUCOSIO BENZINA DELLE CELLULE TUMORALI

Abitudini alimentari errate possono compromettere questo meccanismo di difesa e impedire quindi il suicido della cellula malata che, invece, inizia a proliferare”. Alla domanda se, a questo punto, il ruolo dell’alimentazione finisce, Antonio Moschetta risponde: “No. Sappiamo che le cellule tumorali sopravvivono senza ossigeno e sono in grado di produrre energia attraverso il glucosio, che è la loro benzina.

PIÙ OSSIGENO E MENO GLUCOSIO

Quindi, se riuscissimo a diminuire l’avidità per il glucosio della cellula tumorale, riducendo l’assunzione di zuccheri, e a riaccendere i cosiddetti “polmoni delle cellule”, i mitocondri, la cellula potrebbe tornare a utilizzare l’ossigeno e a cambiare così il suo assetto metabolico. In questo modo si riattiverebbe il meccanismo di difesa dell’apoptosi e la cellula malata morirebbe”.

EVITARE FEGATO GRASSO E L’ADIPOSOPATIA IN ZONA ADDOMINALE

Ecco che, allora, Antonio Moschetta consiglia di non assumere zuccheri alla sera, quando la richiesta di glucosio da parte degli organi è fortemente ridotta, fa sì che i grassi si depositino nel fegato, generando il cosiddetto fegato grasso, mentre alcuni di essi possono depositarsi nella zona addominale. L’accumulo di grassi genera la condizione alterata e patologica dell’adiposopatia, che sembra giocare un ruolo importante nell’istaurarsi dell’iperinsulinemia. Tutto questo fa sì che l’assetto metabolico venga compromesso, creando un ambiente fertile per il tumore.

PRIVILEGIARE LE PROTEINE VEGETALI A SCAPITO DELLA CARNE

E alla fatidica domanda, se si possa distruggere la casa del tumore con il cibo, la risposta è che “per combattere l’infiammazione che caratterizza l’ambiente in cui si trovano le cellule tumorali si può ridurre drasticamente il consumo di proteine animali, cioè di carne, privilegiando le proteine di origine vegetale, che aiutano a creare un ambiente antinfiammatorio”.

CAVOLI, BROCCOLI, RUCOLA, POMODORI, FRAGOLE E ARANCE

Riguardo agli alimenti anticancro per eccellenza, vengono indicati quelli tipici della dieta mediterranea. Frutta e verdura, ad esempio, abbassano l’indice glicemico dall’organismo, riducendo il carburante di cui si nutrono le cellule tumorali. Sono consigliati le crucifere (broccoli e rucola), i pomodori, le fragole, le arance. Inoltre, gli alimenti ricchi di antiossidanti, come il tè verde, lo zenzero, la curcuma, sono in grado di detossificare, aiutando a disinnescare potenziali formazioni tumorali. Oggi si sta lavorando per conoscere i meccanismi attraverso i quali gli alimenti e i composti in essi contenuti sono in grado di cambiarci dal profondo, modificando i nostri geni e rendendoci più forti o più vulnerabili.

RISULTATI POSITIVI DELL’AIRC

L’obiettivo è conoscere l’alimentazione giusta ad personam, che come per le terapie farmacologiche individualizzate si dimostrerà una strategia vincente. È per questo che dobbiamo sostenere la ricerca attraverso la distribuzione dei fondi con merito e controllo della produttività, proprio come fa l’Airc, e i risultati degli ultimi 40 anni lo dimostrano, con l’aumento della cura dei tumori fino al 56% dei casi.

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RISPOSTA

LA RICERCA SUL CANCRO SI DISTINGUE DA ANNI COME SUCCHIATRICE E DILAPIDATRICE DI RISORSE STATALI

Ciao Vanna. Partirei con l’ultima frase a favore dell’Airc per dire che non è affatto condivisibile. Sono anni che seguo le costosissime e multicolori realizzazioni tipografiche dell’Airc e di altri istituti simili di ricerca sul cancro, nazionali e regionali, bravissimi a succhiare risorse statali e a pubblicare statistiche sui risultati eccellenti raggiunti, mentre la proliferazione del cancro è sotto gli occhi di tutti.

SI ABBIA ALMENO IL BUON SENSO DI NON SVENTOLARE BANDIERE TRIONFALISTICHE

Fino a qualche anno fa le diete consigliate dall’Airc erano in sospetta armonia con quelle dell’Agroalimentare Italiano, con latte, grana, mozzarelle e prosciutto in prima linea. Tutte diete ideali per rendere il sangue melmoso, oltre che ipertrofico e supergrasso il fegato. Se ultimamente ci fossero stati dei cambiamenti nella giusta direzione benvengano.

FRASI PARADOSSALI E DI CIRCOSTANZA

Per anni e anni mi giungevano gratuitamente libercoli illustrati magnificanti i meriti della Lilt (Lega Italiana Tumori) e di altre organizzazioni simili da me prontamente catalogate come enti mangiasoldi assai più al servizio delle multinazionali che dei cittadini. Milioni di copie di brochure gratuite con belle foto di frutta e verdura in copertina, e menu interni a base di bistecche, mortadella e tonno. Trovo pertanto paradossali e fuori luogo le frasi di circostanza espresse da Moschetta o da chi per lui.

LA MEDICINA CONVENZIONALE SI APPIGLIA TUTTORA A UNA GENETICA CHE NON C’È PIÙ

Per quanto concerne i concetti tecnici relativi ai tumori li trovo tutto sommato in linea col nostro pensiero igienistico-naturale, e questo a conferma di una tendenza generale dei ricercatori verso il vero. La disintegrazione della medicina genetica e dei suoi 70 anni di storia traspare già nelle idee di Moschetta, che si dimostra assai più avanzato dei suoi colleghi medici in generale. La medicina ufficiale continua infatti a parlare di malattie ereditarie e genetiche, per cui avrà bisogno di 30 anni almeno per accorgersi che i dogmi della genetica sono stati rasi al suolo.

NON CONFONDIAMO IL GLUCOSIO VIVO E CRUDO CON GLI ZUCCHERI RAFFINATI

La sua frase sul glucosio come benzina delle cellule tumorali non è comunque condivisibile nel senso che il glucosio è benzina del nostro motore in linea generale, e pertanto benzina per tutti i tipi di cellule, sane e meno sane. Stiamo piuttosto attenti agli zuccheri raffinati e agli zuccheri cotti, grandi distruttori di preziose vitamine del gruppo-B. La lode ai cavoli, alla rucola, ai pomodori e alle arance mi trova totalmente d’accordo. Ci aggiungerei tarassaco, ortiche, bietole, rape, rape piccanti, ravanelli, sedano, carciofi, cardi, porri e finocchi, oltre che tutta la frutta possibile ed immaginabile.

TESINE DA LEGGERE

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro è orgogliosamente NON-medico, ma igienista e libero ricercatore. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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