GUARIRE DALLA SINDROME DEL LANGUORINO

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LETTERA

VEGANO A PREVALENZA CRUDISTA DA TRE ANNI

Ciao Valdo, da ormai 3 anni sono vegano a prevalenza crudista (60-70% con punte di 90% ogni tanto). Nella mia dieta il glutine è ridotto al lumicino, nel senso che è presente meno di una volta al mese o due, quando mi concedo ad esempio una pizza con amici.

UNA PSEUDO-FAME MI TORMENTA IN CONTINUAZIONE

Il mio grande problema da quando ho dismesso completamente pasta e pane è che vivo in uno stato di pseudo-fame perpetuo. Mi spiego. A pranzo mangiavo anche oltre 150gr di pasta al giorno e poi una mela subito dopo. Molto raramente c’era uno spuntino che poteva essere una o due fette biscottate o qualche biscotto e poi la sera due bei panini con pomodoro e olio d’oliva. Mangiando così il mio stomaco post-pasto era sempre bello pieno e soddisfatto, io ero anche emozionalmente soddisfatto e quindi tutto era ok. Ma ovviamente era un modo di nutrirsi completamente sbagliato.

ELIMINATO IL PANE E SOSTITUITO LA PASTA COL RISO INTEGRALE

Ora ho eliminato completamente il pane e sostituito la pasta con 100-120gr di riso integrale a pranzo che accompagno sempre con lenticchie o fagioli, oppure riso integrale con patate 3 volte a settimana. Durante gli altri 4 giorni il mio pranzo prevede più o meno 4 banane e poi via di frutta fino a sera ogni qualvolta mi viene un languorino. La sera, un insalatone di 4-5 carote con foglie tenere tipo spinaci e peperone rosso crudo, seguito da 5-6 noci.

LO STOMACO CONTINUA A RICHIAMARE CIBO

A prescindere dal pasto che faccio, lo stomaco non risulta essere mai strapieno ed ingombrato come quando mi abbuffavo di pasta o pane, quindi la mia digestione è molto agevole e veloce a tal punto che, dopo un’oretta o poco più, ho di nuovo voglia di qualcosa da mangiare. Il più delle volte ho voglia di salato, anche se negli ultimi due giorni sta prevalendo la voglia di dolce.

LANGUORINO DI NATURA PROBABILMENTE MENTALE ED EMOTIVA

Devo però ammettere che, il più delle volte è un languorino innescato dalla mia parte mentale ed emotiva che pensa “Se non hai lo stomaco strapieno ora, finirai per avere presto fame”. Ed ecco che poi si attiva questo pensiero circolare che prima o poi la fame mi viene davvero ed anche in un modo piuttosto aggressivo se non la soddisfo. La mente si preoccupa che potrei avere presto fame, pensando che questo cibo comunque non sazia come saziavano pasta e pane e altri farinacei lievitati. Altre volte la fame arriva da sola. Di fatto, è per gran parte una questione di senso di sazietà che viene a mancare rispetto a prima, e assai più raramente una questione di sapori.

DIGIUNO TOTALE IN MATTINATA E A PRANZO 4 BANANE PIÙ SPUNTINO CON PATATE

Faccio un esempio breve. Sabato scorso digiunai per tutta la mattinata come ormai faccio da 15 anni, a pranzo 4 banane, spuntino con patate al forno, cena con 120gr di riso integrale con patate. Ovviamente ero sazio, ma come si suol dire “sazio all’80%”, quindi digestione agevole e veloce e nessuna sensazione di stomaco strapieno. Dopo un po’ sono uscito e, complici gli odori emanati dalle pizzerie del paese e il solito pensiero mentale-emotivo non soddisfatto, la tentazione divenne troppo forte e cedetti a due pezzi di pizza margherita. Ma, mi creda dottore, avrei potuto farmi fuori almeno la pizza intera e forse qualcos’altro, ma ho dovuto fermarmi. Quando sento odore di farinacei, è come se risvegliasse una belva.

PESO 50-54 PER UNA ALTEZZA DI 1,67

A corredo del mio racconto aggiungo che ho un peso compreso tra i 51 e i 54kg e sono alto 167cm. La mia costituzione fisica è stata la medesima da sempre, anche da onnivoro e non è cambiato nulla al cambio di regime alimentare. C’è qualcosa che posso fare per guarire da questo morbo del languorino? C’è qualche accorgimento? È questione di metabolismo leggermente stravolto o troppo accelerato? O c’è anche un problema di natura carenziale alla base di tutto?  Da rilevare che per me è più facile digiunare per un massimo di 24h che mangiare poco. Se comincio a mangiare, devo mangiare per tutto il resto della giornata, sia che si tratti di frutta, o di pasta, o di riso.

LE RINUNCE AL JUNK FOOD FUORI CASA MI SPINGONO A MANGIARE POI TROPPE PATATE CASALINGHE

Ti racconto tutto questo perché, fino a quando sono a casa posso placare l’appetito con frutta e altri cibi sani, mentre se rimango fuori a lungo, in giro c’è solo junk food e quindi non mangio. Poi torno casa letteralmente famelico e finisco per divorare 7-8 patate al vapore condite con olio d’oliva e altre spezie, poiché l’insalatone non mi darebbe grande soddisfazione quando ho tanta fame. Grazie!

Adriano

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RISPOSTA

I PANINI CON POMODORO, LATTURA, CIPOLLA E FUNGHI SONO CIBO NUTRIENTE, GUSTOSO E STRAORDINARIO

Ciao Adriano. Non sarei affatto così dogmatico nell’affermare che pasta e mela a pranzo, più panini con pomodoro ed olio d’oliva a cena costituissero un modo di nutrirsi completamente sbagliato. Inoltre, non credo affatto nella tua teoria di soffrire di una anomalia legata al languore.

L’ASTENSIONE TOTALE DALLA COLAZIONE NON MI PARE UNA BUONA IDEA

Piuttosto, trovo molto da ridire sulla tua mattinata priva di risorse alimentari fino a pranzo. Questa scelta ti impedisce di recuperare le calorie che ti mancano per mantenerti in equilibrio energetico e ponderale. Quella che tu chiami sindrome da languorino non è evidentemente falsa fame o pseudo-appetito, ma piuttosto un preciso segnale del tuo corpo, dei tuoi sensori di fame e di sete. Tant’è che il tuo peso mi pare inadeguato rispetto all’altezza, e dovrebbe attestarsi intorno ai 60 kg almeno.

IL CORPO TENDE A DARE INDICAZIONI LOGICHE SULLE PROPRIE NECESSITÀ

La voglia di sale indica sicuramente qualche carenza minerale, o comunque qualche scompenso tra sodio e potassio. La voglia di dolce indica invece un insufficiente apporto di carboidrati. Non darei la colpa alle verdure. Una bella terrina di radicchio, o di lattuga, o di cetrioli, o di cavolo crudo, accompagnata da del buon pane integrale di qualità, non lascia nessuno al palo.

PENURIA CALORICO-ENERGETICA, MORIA CELLULARE IN ECCESSO E SQUILIBRIO SODIO-POTASSIO

Per la voglia improvvisa ed irresistibile di sale, scartando la ovvia fase di riduzione del sale dalla dieta, è causata a mio avviso da una penuria di apporto calorico e da una conseguente moria cellulare in eccesso. Le nostre cellule morte, o virus endogeni super-triturati e super-cadaverizzati dai lisosomi, diventano piccole bombe chimiche dolciastre e al potassio, e causano così una sbilanciante carenza di sodio ogni qualvolta esageriamo con programmi eccessivamente riduttivi. La soluzione non sta nella affatto nella riduzione drastica del potassio, minerale basilare della nostra alimentazione, ma semplicemente in alcuni ritocchi sul sale, prestando attenzione ai continui segnali lanciati dal nostro sistema immunitario e dal sistema ghiandolare.

PRIORITARIO RITROVARE EQUILIBRIO E BENESSERE

Questo dettaglio chimico l’ho sperimentato su me medesimo in 2-3 occasioni, corrispondenti a periodi di debilitazione da superlavoro e di concomitante calo ponderale ed energetico, ma mi è stato pure confermato più volte da diverse persone. Il fenomeno è passeggero, per cui se ne salta fuori nel giro di 2-3 settimane inserendo nell’alimentazione qualche uovo condito con pepe e sale, e qualche alice col cappero, qualche alga marina, qualche costa di sedano in più, mettendo temporaneamente da parte le fissazioni cibarie e le categorie di appartenenza, come l’essere vegetariano, l’essere vegano o altre cose ancora. Priorità assoluta, sempre e comunque, rimane il ritrovamento dell’equilibrio e del benessere nel pieno rispetto delle regole di minimo impatto ambientale, nel pieno rispetto della vita altrui, cose sulle quali non si deve transigere.

INSAPORIRE I CIBI SECONDO NATURA SIGNIFICA RENDERLI PIÙ APPETIBILI

Il cloruro di sodio che abbonda nel sale non è certamente amico dell’organismo umano a natura eminentemente acquosa. Il sale infatti è da considerarsi un veleno, al pari dello zucchero sintetico e lavorato da bietola o da canna. Il sale provoca ritenzione idrica, ma sappiamo che nelle leggi della funzionalità prevale sempre il principio dell’equilibrio. Insaporire i cibi mediante piante aromatiche e piccanti, o mediante soluzioni miste tipo il gomasio (sale marino e semi di sesamo tostati) e le salsine alla soia, non è affatto un’idea peregrina.

CAMBIARE FORMULA ALIMENTARE IN MATTINATA

I vegetali sono stracarichi di calorie proteiche, ma occorre mangiarne in quantità sufficienti e occorre pure masticarli per bene. Prova pertanto a cambiare formula soprattutto di mattina, inserendo dopo la spremuta di frutta o dopo la fetta di melone, un bel tozzo di pane casalingo con 2-3 pomodori maturi, qualche fungo sott’olio, una lattuga belga e della cipolla cruda.

PRESTARE ASCOLTO AL PROPRIO CORPO È FONDAMENTALE

Il ciclo circadiano mattiniero, che va dalle 4 alle 12, non va interpretato sempre e comunque in termini riduttivi e ripulitivi, adottando la politica del digiuno mattiniero che fai te o quella delle spremute soltanto, con un paio di banane a metà mattina se viene troppa fame. Su queste regole deve prevalere il concetto della sostenibilità, della personalizzazione e del non-schematismo, il concetto del saper ascoltare le esigenze e le richieste del proprio corpo.

I CICLI CIRCADIANI VANNO APPLICATI AD PERSONAM E NON PER SCHEMI FISSI

Se una persona è intasata, ostruita internamente, rallentata nel sangue viscoso e grasso, impigrita nel linfatico, inefficiente nella depurazione epatica-renale-cutanea, deve sicuramente avvalersi per qualche settimana o per qualche mese, a seconda delle proprie mutevoli necessità, del classico ciclo ripulente mattiniero. Ma se invece gli arrivano evidenti e ripetuti segnali di fame, come nel tuo specifico caso, è sensato e logico venire incontro alle richieste dell’organismo. Pane, pizza e pasta non sono junk food, a condizione di fare scelte avvedute in termini di qualità e quantità.

Valdo Vaccaro

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