IL DIABETE NELLA VISUALE IGIENISTICA

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LETTERA 1

Una scioccante diagnosi di diabete da parte di medici che mi volevano malato e pastigliato

Buongiorno dr Vaccaro, la contatto per avere un consiglio.
Ho 54 anni e nel 2006, dopo una vita di abitudini alimentari sbagliate, mi è stato diagnosticato il diabete.
Per me è stato uno shock, e non ho accettato la sentenza dei medici che mi volevano malato e pastigliato ad ogni costo. Frugando su internet ho scoperto molte controinformazioni e, applicandole, imparando ad ascoltarmi, ho raggiunto buoni risultati.
Sono infatti un diabetico che vive senza assumere farmaci di alcun tipo.

Ho deciso di diventare diabetico-crudista e diabetico-fruttariano, sempre senza farmaci

Qualche giorno fa, in libreria, ho scoperto Crudo e Semplice, un libro e un dvd che sicuramente lei conosce. E ho deciso in 5 minuti di diventare un crudista. Arrivo al punto.
Documentazioni su cosa un diabetico può assumere come crudista non riesco a trovarne, e meno ancora libri specifici sull’argomento.
La domanda che faccio a lei è la seguente. Tutta la frutta, che avevo quasi del tutto bandito nella mia dieta antidiabete, la posso assumere regolarmente?
In effetti, ho preso coraggio e, dopo aver consumato frutta per 4 giorni al 50% del mio consumo cibario globale quotidiano, ho notato che la mia glicemia è al livello medio di 118, che giudico accettabile.

Ho il dente avvelenato contro i fabbricanti di malati e di malattie

Può benissimo usare il mio messaggio per una sua tesina pubblica col mio vero nome.
Non ho nessun imbarazzo, anzi.
Ritengo di essere stato ingannato sia in famiglia che in società, per cui ho il dente avvelenato contro le villanie e le prevaricazioni del potere.
Qualsiasi testimonianza che possa ledere gli interessi di questa fabbrica di malati che sono le ASL e le multinazionali del cibo, la classe medica e le case farmaceutiche, viene vista da me con immenso piacere.
Mi complimento con lei per il suo interessantissimo sito, e la saluto.
Ugo Costamagna da Torino

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LETTERA 2

La spola tra un dietologo e l’altro, tra un cala-e-cresci e l’altro

Gentile dr Vaccaro, mi sto avvicinando da poco tempo a questo mondo che per me è nuovissimo.
Mi sono collegata al suo sito per saperne di più, e mi sono rivolta a lei su consiglio di una mia carissima amica.
Mi chiamo Magda, ho 38 anni, peso 85 kg e sono alta 1,60 mt. In passato sono arrivata a un massimo di 113 Kg di peso.
Fin da ragazzina ho fatto la spola da un dietologo all’altro, senza mai avere dei risultati concreti.
Cala-e-cresci e cala-e-cresci, questa è stata in sintesi la mia vita.

Disturbo complessivo dell’alimentazione o effetto yo-yo, con annessa iperinsulinemia.
Di tutto un po’, ma sempre in quantitativi industriali.

L’ultima tappa è stata al centro disturbi alimentari della mia città.
Dopo un anno di terapia con sedute tra psico-dietologo ed endocrinologo, sono finita con la diagnosi di disturbo complessivo dell’alimentazione (l’effetto yo-yo, come lo chiamano in gergo), con annessa iperinsulinemia.
Fino a poco tempo fa assumevo il farmaco metforal, a mattina, mezzogiorno e sera, ed ero nel contempo consumatrice di panini, pizzette, dolcetti.
Di tutto un po’, ma sempre in quantitativi industriali.

Devastata nel fisico e nella mente, e il sogno segreto di uno stile fruttariano-crudista

Il cibo per me è diventato una droga e non un piacere, come dovrebbe essere.
Dopo un anno di terapia, direi che le cose vanno meglio, ma non certo quanto vorrei.
Credo veramente di essermi devastata il fisico e la mente.
Mi sto avvicinando a questo stile di vita, che lei propone, e la cosa mi appassiona, anche perché io avrei sempre voluto vivere principalmente di frutta.
Vorrei chiedere se fosse possibile, delle informazioni sulla iperinsulinemia, e se essa si può controllare con questo stile vegano-crudista di vita.
Grazie mille per l’attenzione che vorrà concedermi.
Magda.

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RISPOSTA

Diabetes in greco significa sifone

Il sifone è una conduttura idraulica a forma di U rovesciata, per spillare liquido ad esempio da un contenitore tipo damigiana, e convogliarlo intubato in una bottiglia posta più in basso, sfruttando i principi naturali della pressione.
La parola diabete deriva dal greco diabetes, che significa sifone, presa a sua volta dal tardo greco diabainein (passare attraverso), con allusione alla frequente urinazione derivante da questa malattia.
Diabete mellito, o dolce-miele, o dello zucchero, a distinzione dal diabete insipido, forma più rara caratterizzata dall’incapacità del sistema renale di concentrare le urine.
La medicina parla di diabete mellito come di un disordine metabolico che coinvolge carboidrati, grassi e proteine, ovvero la terna dei maggiori macronutrienti.

Alterazioni del metabolismo glugo-lipo-proteico

Il diabete è pertanto una condizione in cui sono presenti chiare alterazioni del metabolismo gluco-lipo-proteico, e si evidenzia con una accumulazione di zucchero nel sangue e nelle urine, prodottasi, secondo l’opinione corrente, per carenza secretiva dell’ormone insulina da parte del pancreas.
A quel punto, senza adeguata presenza di insulina, gli zuccheri non vengono demoliti per rilasciare energia, e si accumulano nel sangue.

Le cellule, private del loro zucchero, utilizzano i grassi

Nel contempo il sistema cellulare, affamato di energia, va a utilizzare i grassi come energia alternativa, e questo porta a un eccessivo livello di chetoni nei tessuti e nel sangue (chetosi) e nelle urine (chetonuria).
Prima di un diabete conclamato e clinico, possiamo avere il diabete chimico (o sub-clinico) e quello latente, dove affiorano soltanto delle turbe del metabolismo glucidico.
I sintomi del diabete sono la sete eccessiva, la perdita di peso, lo zucchero nelle urine.
È una condizione che, se trascurata, può portare a convulsioni, coma e morte, ma anche a danni renali, a ispessimento arterie, a disordini circolatori, a cancrena, a glaucoma, a effetti sulla pelle e sul sistema nervoso.

Diabete 1 (infantile-magro) e diabete 2 (adulto-grasso)

Esistono due versioni differenziate di diabete mellito.
Il diabete tipo 1, magro, infantile e insulino-dipendente, dove le Beta-cellule dell’insula di Langerhans (da cui il termine insulina), diventano ben presto atrofiche, generando non solo la necessità di una dieta particolare, ma anche iniezioni giornaliere di insulina.
Il diabete tipo 2, grasso e adulto, dove c’è in generale una ipofunzionalità delle Beta-cellule ovvero una insufficienza pancreatica, che porta in genere a terapie basate sulla dieta particolare e in genere senza ormone insulina, ma con uso più o meno di farmaci ipoglicemizzanti.

Glicemia e glicosuria

I valori considerati normali per la glicemia (tasso di glucosio nel sangue) sono di 100-120 mg di glucosio per 100 ml di sangue, con metodi chimici, mentre scendono a 70-100 mg nel metodo enzimatico, che dosa il glucosio direttamente.
Per la glicosuria (tasso di glucosio nelle urine), nelle persone sane non esiste presenza di zucchero nelle urine.
Ma nella maggioranza della gente c’è un 3-4% di zucchero, e si tratta di una forma leggera di diabete di tipo renale, che non richiede alcun trattamento.

Colesterolemia e trigliceridemia

In sede di analisi diagnostiche sul diabete, vengono spesso effettuati altri accertamenti di contorno sulla colesterolemia, che deve stare su 180-250 mg per 100 ml di sangue.
Analisi sulla trigliceridemia, ovvero sugli acidi grassi neutri legati al glicerolo e presenti nel sangue, dove 150 mg per 100 ml di sangue è definito trigliceridemia sospetta, e 200 mg per 100 ml, quando l’eccesso di trigliceridi è invece già di tipo manifesto.

Uricemia e creatinemia

Un mio amico cinese-filippino di Manila, pur essendo assai magro, ha i trigliceridi a livello 1000, rovinato dalla dieta ricca di pesce e maiale, per cui rischia grosso in termini di collasso cardiocircolatorio.
Analisi sull’uricemia, ovvero sul tasso di acido urico nel sangue, che deve stare sotto i 5 mg per 100 ml di sangue nell’uomo, e 4 mg per 100 ml di sangue nella donna.
E analisi sulla creatinemia, con 1-2 mg per 100 ml di sangue intero, oppure di 0,7-1,7 mg per 100 ml di siero o plasma, parametro indicante la normalità delle funzioni renali.

Il diabetico è persona normalissima e guaribilissima senza alcun farmaco

Noi igienisti diciamo spesso che non esistono guarigioni ma soltanto autoguarigioni.
È anche vero poi che viviamo in un mondo sbandato quasi irrimediabilmente verso il dolcificato e verso il grasso, un mondo in cui è difficile trovare persone dotate di risposta immunitaria efficiente.
Un mondo dove è raro trovare gente che si ponga il problema di rispettare il sistema immunitario ed ormonale, il suo capitale enzimatico, e di preservarli per le vere emergenze.
Ed è per questo che non si assiste né a guarigioni né ad autoguarigioni in questo settore, ma solo e sempre a progressivi peggioramenti della situazione, con imposizione di dosi crescenti di insulina, con gente che vive in modo sempre più precario, e con scivolamenti pericolosissimi verso la condizione opposta di ipoglicemia, prima causa di mortalità in campo diabetico.
Questo fatto già di per sé è scandaloso, essendo il diabetico una persona normalissima rovinata dal cibo e non un handicappato, incapace di guarire.

L’incapacità tipica della medicina di leggere e capire le cause, e quindi di far guarire le genti

La medicina ufficiale, quella dello stato e delle multinazionali, è la prima a pretendere di guarire, mentre di regola non guarisce proprio niente.
Come mai?
Non scordiamo che la medicina ufficiale viene definita spesso medicina allopatica (basata su cure opposte al male, differenziandosi dalla medicina omeopatica, che cura con sostanze simili) e medicina sintomatica (basata sulla cura dei sintomi, a differenziazione dalla medicina causopatica che non esiste nemmeno nella terminologia medica, ma è invece insita nel movimento igienista naturale).
Tutte le terapie della medicina vengono pertanto dirette sui sintomi, mentre le cause dei disturbi vengono deliberatamente ignorate.

Il fallimento dell’intervenire sui sintomi

Nell’emicrania, il sintomo è ben noto e viene chiamato anche mal di testa.
Nell’influenza, i sintomi comuni sono la febbre e il naso bloccato dalla acidificazione e dal muco.
Nel diabete, il sintomo inequivocabile è l’aumento di zucchero nel sangue.
È ovvio che, se il pancreas è tirchio, esso produce insulina col bilancino, in modo stentato, per cui aumenta il materiale zuccherino circolante nel sangue.
Agendo sui sintomi appena elencati si elimina il sintomo, si spegne la famosa spia rossa, ma si lasciano le cause di malattia al loro posto, e la malattia diventa cronica.

Come mai la medicina non vuole conoscere e far conoscere le cause di malattia?

Il problema grosso è che la medicina, per suo metodo e principio, non va mai a chiedersi il perché delle cose. Come mai si comporta così? Trattasi di una motivata strategia.
Sarebbe infatti pericoloso ed autolesionistico conoscere e far conoscere le motivazioni delle malattie. Segnerebbe il suo declino verso la catastrofe professionale.
Spiegare con cura le cause, porterebbe la gente a capire i suoi problemi, a trovare delle contromosse e ad autoguarire senza farmaci.
E questa sarebbe autentica disgrazia per le capienti tasche di Big Pharma e del suo piazzista Ordine Medico internazionale.

Accontentarsi delle cure mediche e abbasso la curiosità, questo il motto dell’Ordine

Porsi domande sulle cause di malattia non conviene affatto.
Porterebbe a un clamoroso divorzio con la farmacologia, che oggi sguazza felice e supernutrita, potendo praticare indisturbata e a pieno ritmo il suo hobby preferito che è il vampirismo commerciale, ovvero il succhiamento delle risorse economiche dai mercati.
Porsi domande significherebbe capire che non è il pancreas a fare le bizze, e a secernere meno insulina, ma è piuttosto il sangue lento, viscoso e lipotoxemico, ubriaco di B12 e di cadaverina, ad impedire con la sua patologica lentezza che l’insulina arrivi in tempo nei punti nevralgici.

Chi sgarra finisce male

Porsi domande, significherebbe in altri termini scivolare nel degrado infernale dell’igienismo, dove nessuno ti sponsorizza e nessuno ti ricopre più di banconote e di premi, di diplomi e di regali, di cattedre e di riconoscimenti, di viaggi-omaggio in località esotiche.
Significherebbe perdere tutti gli enormi vantaggi che derivano dalla professione medica e dall’appartenenza all’Ordine.
Se qualche medico non rispetta le regole, viene prontamente defenestrato e radiato.
Vuoi diventare forse medico-igienista? Va pure, che ci ridiamo anche sopra! Èl’ammonimento dell’Ordine medico ai suoi adepti più irrequieti.

Il filone aureo del diabete mondiale

Guai se i diabetici del pianeta Terra si mettessero in testa di guarire.
Un miliardo di diabetici e quasi-diabetici garantiscono un flusso enorme e continuo di risorse, e costituiscono il piatto forte della pirateria medico-farmaceutica, secondo forse al solo filone degli ipertesi dove dominano le statine e le eparine di maiale.
Sarebbe una catastrofe.
Sarebbe la rovina per cuochi, farmacisti e dietologi, per la porco-economia e la bovino-economia.

Come può essere che un bambino nato sano si ritrovi di punto in bianco con le Beta-cellule distrutte?

Meno domande si pongono in campo medico e meglio è. Questa è la paradossale regola del gioco.
La patologia è in aumento verticale in tutto il pianeta.
Come mai il bambino nasce sano e, in poco tempo, si ritrova con le Beta-cellule del pancreas atrofizzate?

Il ruolo rovinoso degli svezzamenti alto-proteici e delle vaccinazioni infantili

Non c’entrano forse gli svezzamenti innaturali a base di proteine animali e di omogeneizzati?
Non c’entrano forse le vaccinazioni infantili?
C’entrano sì.
Ma l’onere della prova sta a carico di chi accusa.
Fin quando non arrivano prove sicure al 100%, l’assassino e lo stupratore sono da considerarsi innocenti, e possono continuare la loro opera di bene.

Le malattie autoimmuni devastano in esclusiva il genere umano

Si sa poi che le funzionalità delle Beta-cellule, che inizialmente si rivela esistere su livelli minimi, anziché svilupparsi subisce una apparentemente inesplicabile e misteriosa distruzione di tipo autoimmune.
Si sa pure che, come tutto ciò non bastasse, al deficit di secrezione insulinica si associa una secrezione di glucagone, che è l’ormone antagonista dell’insulina.
È ovvio poi che quanto detto per il diabete autoimmune giovanile vale anche per l’enorme grappolo delle malattie autoimmuni che tormentano e devastano, nota bene in esclusiva, il solo genere umano.

Come mai non si trovano i mezzi per evidenziare quello che già tutti sappiamo, e la smettiamo finalmente di giocare a nascondino con le terribili verità sulle malattie autoimmuni?

Con tutti i miliardi gettati al vento per la ricerca sul cancro, e per la promozione delle pesti inventate dalla prima all’ultima, non si trovano i mezzi economici per dimostrare che tutte le malattie autoimmuni, dal Parkinson all’Alzheimer, dalla SLA alle fibromalgie, dalle allergie alle celiachie, sono tutte costruite nei primi anni di vita, quando mediante la pediatria, cioè il ramo più corrotto e pericoloso della medicina, si costringono i bambini umani alle peggiori sopraffazioni e ai peggiori avvelenamenti in atto sul pianeta?
Si può forse pensare che il passaggio dal latte di mamma (di formula naturale basso-proteico-zuccherina identica a quella della frutta) allo svezzamento verso l’omegeneizzato virulento e cadaverinico sia priva di drammatici effetti scioccanti, distruttivi, sballanti ed impazzenti per un sistema immunitario infantile ultrasensibile e in via di formazione?

Troppi gli scheletri nell’armadio della pediatria e della medicina.
I grandi medici Mendelsohn e Sandlers non erano sicuramente dei pazzi.

Siamo seri una buona volta. I soldi per la salute non si trovano perché non si vogliono trovare.
Troppi gli scheletri nell’armadio della pediatria e della medicina.
Il più grande e autoritario pediatra del mondo, il dr Robert Mendelsohn, non era certo pazzo quando invitò le mamme americane e del mondo a stare molto alla larga dalla pediatria, se ci tengono davvero a salvare i loro bambini, a preservarli in salute.
Uno dei più grandi e più dimenticati medici americani, il celebre dr Sandlers, quello della mia tesina
Il caso Sandlers e i conigli polio-resistenti, del 30/4/09, non era per niente pazzo quando dalla radio ammoniva le mamme di stare alla larga dai latticini, dalle merendine, dai lecca-lecca, dai gelatini e dalle cole, se volevano davvero salvare i loro bambini dalla poliomielite.
Servirebbero molti soldi per sovvenzionare queste ricerche e capire meglio la situazione.
Perché mai farlo? E chi ha i mezzi per farlo?

Non chiedere mai al diavolo la prova della sua cattiveria

Si può mai chiedere all’oste di sovvenzionare una ricerca seria che dimostri la pericolosità del vino, del caffè e della birra?
Si può mai pretendere dai macellai, dai casari, dai farmacisti, che vengano a fornirti le prove dei loro misfatti a base di B12, di ferri-eme, di Omega-3-ittici, di cadaverine, statine, insuline ed eparine?
Si può mai chiedere allo stato di sovvenzionare una ricerca seria che dimostri la pericolosità del fumo, quando tra i suoi monopoli ci sono anche i tabacchi?
Si può mai chiedere alla Sanità Nazionale, che tiene in deposito armamentari a base di carissimi Tamiflu, di spendere miliardi per dimostrare che le vaccinazioni portano dritte sparate alle mine a scoppio ritardato, alle malattie autoimmuni, e persino alla demenza?

Le confessioni e i silenzi disarmanti della medicina

I manuali medici dicono e non dicono, ammettono e non ammettono.
Loquaci dove gli comoda, misteriosi dove c’è dell’imbarazzo.
La loro laconicità è disarmante, sia sul diabete che sulle malattie autoimmuni.
A volte, le confessioni mediche sono disarmanti, e ricordano quelle dei serial killer che raccontano sereni e innocenti al giudice il modo maniacale in cui sgozzavano le loro vittime dopo averle violentate.

Tre-quattro iniezioni di insulina al giorno e tutto è risolto, peccato che quel mona di Creatore abbia inventato pure l’ipoglicemia

Prendo quanto scrive il Nuovo Roversi (X edizione, 2006), sponsorizzato dalla Sanofi Aventis, e ognuno si faccia poi le sue brave deduzioni.
La carenza di insulinizzazione epatica, associata alla relativa iperglucagonemia che l’accompagna, determina un aumento della produzione endogena (a livello epatico e renale) di glucosio, che porta iperglicemia.
L’iperglicemia a questo punto diventa cronica e determina pure l’insorgenza autoimmune di insulino-resistenza periferica mediante il fenomeno della glucotossicità, un vero e proprio circolo vizioso, alla fine del quale c’è lo sviluppo della chetoacidosi diabetica e di altre complicazioni del diabete mellito, tipo retinopatia, nefropatia, neuropatia e complicanze neurovascolari.
Tutte cose scongiurabili con 3-4 iniezioni di insulina al giorno.
Peccato che tali miglioramenti del controllo metabolico, basati su questi tamponi insulinici, provochino una aumentata frequenza degli episodi ipoglicemici gravi, limitando la percorribilità di questa strada.
Il fatto sconvolgente è che questa strada si percorre, eccome si percorre.

Retinopatia e nefropatia arrivano come regali extra, non di una malattia inventata ed inesistente come il diabete, ma di una sindrome grave e vera come il pesce-carnivorismo diabetizzante

Se pensiamo che non esiste la malattia diabete, ma solo la malattia diabetizzante di chi ha la pessima tendenza a mangiar cadaveri di pesci, granchi, volatili e quadrupedi, c’è di che mangiarsi le unghie.
Molto ci sarebbe da dire sulle malattie collaterali.
La retinopatia diabetica deriva da microangiopatie che colpiscono i piccoli vasi dell’organo ottico.
Il 15% dei ciechi, prima di perdere la vista, hanno una storia di appartenenza alla scomoda categoria dei diabetici, affetti da gravi retinopatie.
Anche la nefropatia diabetica merita essere citata, dopo che studiosi seri come Kimmelstiel e Wilson hanno dimostrato come i noduli renali, presenti nei glomeruli, non sono altro che spie di una lesione renale causata dal diabete.

Una malattia davvero devastante, che nessun cibo al mondo potrebbe mai giustificare

Nel diabetico poi, ogni ferita si trasforma in ulcera suppurante, perché attraverso queste ferite il corpo inquinato scarica le sostanze velenose in più.
Mali di testa, pizzicorii, disturbi visivi e debolezza generale sussistono nonostante il grande appetito.
Il diabetico mangia e mangia, mentre l’organismo suo non può assimilare perchè gli alimenti introdotti nell’intestino si corrompono a causa della febbre interna, sempre esistente nei mangiatori di cibi non della specie.
I casi sono due. O la gente si è messa a mangiare merda, confondendola con l’oro colato, oppure le vaccinazioni, la pubblicità televisiva, e la maledizione di Caino, hanno reso del tutto imbecille il genere umano.

È venuto il momento per sgominare tutti i business che producono il male, causano il male e portano al male

È giusto dunque che la lotta al diabete, o meglio al diabetismo-carnivoristico, sia condotta col coltello tra i denti, senza la minima pietà per chi bluffa e per chi erra, per chi imbroglia e per chi fa presentemente la foglia.
Il business dell’insulina va sgominato al più presto, e con esso il business della carne e del grasso, del farmaco e dell’eparina, dell’eutirox e della statina, del vaccino e dei cibi assurdi per l’infanzia, del caffè e di tutto il resto.

L’insulina causa di ipoglicemia. Tappi una falla e ne apri un’altra.

La chetoacidosi diabetica è una delle urgenze più comuni del diabete mellito di tipo 1, ed è caratterizzata da ipoglicemia associata a chetonuria, con sintomi tipo polidipsia, piressia, disidratazione, stato confusionale, coma.
L’ipoglicemia del diabete tipo 1 è sempre determinata da una eccessiva somministrazione di insulina.
Le terapie insuliniche rallentano dunque l’evoluzione delle citate complicanze iperglicemiche, ma aumentano nel contempo i rischi di eventi ipoglicemici, a dimostrazione che la salute umana non si protegge operando sui sintomi e sugli sbalzi dei valori, ma sempre e solo mediante il riequilibrio globale della situazione, essendo la salute stessa sinonimo di niente altro se non di equilibrio.

In tutti i tipi di diabete, pancreas e insulina non c’entrano per niente

Nel diabete tipo 2, quello degli adulti, la situazione è praticamente la stessa.
Il pancreas e l’insulina non c’entrano per niente.
Tutti i problemi stanno piuttosto nella scarsa capacità del fegato umano di metabolizzare i grassi, per cui chi mangia carne e pesce e crostacei e formaggi e uova, si ritrova coi vasi sanguigni e coi capillari ricoperti da una pellicola impermeabile di grasso.
Questa pellicola rende difficile il passaggio degli zuccheri dal sangue alle cellule, rese nel frattempo affamate dalla penuria del loro carburante zuccherino.

I grassi nel corpo umano ne combinano di cotte e di crude.
Le cellule umane vengono messe in sofferenza e in fame dall’imbecillità umana del
latte-ovo-pescecarnivorismo.

In pratica i grassi entrati abusivamente in un corpo incapace di assimilarli, si comportano da lanzichenecchi e modificano la chimica interna del sangue, costringendo il pancreas a rallentare intelligentemente la sua secrezione di insulina.
Il pancreas non è altro che un supercarburatore dotato di sensori e di collegamenti col direttore d’orchestra chiamato ipotalamo.
Va dunque a frenare la sua insulina a fin di bene, in quanto lavora in sinergia con le cellule affamate.
Il suo tirarsi indietro, o addirittura il suo secernere glucagone (anti-insulina), rende il sangue più zuccherino ancora, e quindi più adatto a trovare un pertugio verso le cellule messe in sofferenza alimentare dall’imbecillità umana del latte-ovo-pescecarnivorismo.

Una cosa terribile e mai citata: le terapie antiglicemiche causano cancro alla vescica

Non abbiamo poi detto un’altra cosa sconvolgente.
Una cosa che i pediatri di regime e i manuali medici si guardano bene dal citare.
Tutte le terapie intese ad abbassare il tasso di zucchero nel sangue con iniezioni di insulina, e con altre sostanze chimiche antiglicemiche, provocano cancro alla vescica negli anni successivi!
Se la gente conoscesse in anticipo i dolori e la via crucis che un apparato renale-prostatico-sessuale-vescicale comporta, starebbe chilometri lontano da queste pratiche e da questi prodotti.
Dare delle sostanze che abbassano da un lato il tasso di zucchero nel sangue e nelle urine, e che poi diventano fatali per milioni di persone, è dunque una pratica come minimo idiota e irresponsabile.
Ma il cerchio si chiude e trova una spiegazione logica.

La demenzialità medica di abbassare lo zucchero nel sangue

Dare delle sostanze che abbassano il tasso di zucchero è un trattamento assolutamente demenziale, soprattutto pensando che esistono ottime alternative semplici, economiche e prive di effetti collaterali.
Una dieta crudista-vegana-fruttariana, come quella che vado suggerendo da tempo, dove abbondi l’olio di oliva extravergine spremuto a freddo, ma anche gli oli di girasole-mais-vinacciolo (sempre spremuti a freddo), dove siano presenti l’avocado, le mandorle e i pinoli, e dove siano banditi i grassi animali, il burro, le margarine, la ricotta, i formaggi, gli alcolici, il caffè, il the, le cole, le bevande dolcificate, i Redbull, i prodotti alimentari industriali carichi di grassi, di zucchero e di sale, di aspartame e di msg (glutammato monosodico), di vitamine sintetiche e integratori, di additivi vari, e qualsiasi diabetico di tipo 2 guarisce nel giro di pochi mesi, garantito al 100 percento.

I filoni d’oro del presidio chirurgico-farmaceutico

I drammi renali, prostatici e vescicali, rappresentano un altro presidio chirurgico-farmaceutico, un altro filone d’oro del potere che prolifera e gioisce sulle spalle delle disgraziate vittime del pianeta Terra.
Col miliardo di diabetici diffusi in ogni angolo del globo c’è lavoro assicurato per sempre, e una colossale rendita garantita a vita.
Somministrare trattamenti farmaceutici che durano non per una settimana, ma per tutta la vita, è sempre stato il sogno massimo della Bayer, della Sanofi Aventis, e degli altri marpioni del farmaco.

Guai pensare che esista la salute fuori dal bisturi, fuori dai farmaci e dai vaccini

Guai se i diabetici apprendessero che si può recuperare la normalità senza insulina, e magari guarendo.
Guai se gli ipertesi decidessero di rilassarsi senza le statine.
Guai se i cancerosi scoprissero il modo di sciogliere i propri tumori coi digiuni e l’acqua distillata.
Guai se le donne imparassero a liberarsi dalla schiavitù dell’eutirox.
Guai se gli emoviscosi dal sangue intossicato e acidificato capissero che si può vivere anche senza il Coumadin, fluidificando il sangue coi succhi d’arancia e il centrifugato di carote.

Guai senza goldoni e senza Viagra

Guai se gli amanti tornassero alle buone abitudini di un tempo, scambiandosi dolcezze e liquidi senza paura, senza goldoni e senza Viagra.
Sarebbe la fine di un sogno dorato. Sarebbe la fine della pacchia. Sarebbe la fine di Frankenstein!
E il mondo tornerebbe a mangiare patate.
Ma un nuovo tipo di patate. Patate di lusso. Seminate, coltivate e raccolte in persona da nuovi contadini, tutti dotati regolarmente di laurea in medicina.

Nel campo dei pochi ma buoni, dove l’allevamento e l’industria, la medicina e la farmacologia, l’economia e la politica, si integrano e si compenetrano

Siamo nel campo della farmacologia collegata agli allevamenti di bestiame, stracarichi di proteine nobili, di B12, di ferro-eme, di eparine, di insuline, di Viagra, di melammine, di statine, di steroidi e di eutiroidi. Nel campo dell’Aids e dell’herpes, della blenorragia e della sifilide, delle pesti bubboniche, asiatiche, aviarie, messicane e papillarie.
Siamo nel campo minato del potere, nel presidio ristretto di Rockefeller, Bill Clinton, Bill Gates, George Soros, David Rumsfeld, e dei soliti nomi che già conosciamo, e continuano con la Pfizer e la Glaxo, la Monsanto e la Smithfield, la Robbins e la Colgate, la Coca-Cola e la McDonald’s, la Parmalat e la Cremonini, la Star e la Illy, la Marlboro e la PhilipMorris, la Kraft e la RedBull, la Danone e la Nestlé.

La natura non può mai operare a nostro danno, se la lasciamo lavorare in pace

Tornando al diabete e all’espulsione di zucchero nel sangue e nelle urine, ci sono altre considerazioni da fare.
Dato che la natura umana è sorretta da leggi immutabili che ne governano l’esistenza, essa non può mai operare a nostro danno.
Se un corpo espelle lo zucchero è perché le sue strutture, in quel momento e in quelle circostanze, non sono in grado di utilizzare tale prodotto, per cui la sua presenza ulteriore nell’organismo potrebbe fare danni ancora peggiori.
Accusando un avanzato stato di acidità del sangue, collegato ai grassi e alle proteine animali disgraziatamente introdotte che hanno causato fermentazioni putride nell’intestino, l’organismo si vede obbligato ad espellere lo zucchero.

I sintomi sono sempre positivi e hanno sempre una loro logica consequenziale o difensiva.
La lotta ai sintomi denota invece evidenti carenze di materia grigia e di scienza.

Quello zucchero, con l’inevitabile febbre interna-intestinale compagna delle putro-fermentazioni, verrebbe infatti ad aumentare ed aggravare il processo di fermentazione in corso.
Ecco spiegato il motivo per cui l’eliminazione di zucchero nei diabetici è un fenomeno logico ed approvabile. Assai meno logica e comprensibile è invece la soppressione di tale difesa mediante droghe, farmaci, ormoni estranei tipo l’insulina sintetica o di maiale.
L’unica azione che si può intraprendere è quella di normalizzare la causa vera del disordine, quella che deriva essenzialmente dalla deficiente e imperfetta digestione delle porcherie animali introdotte.
A quel punto è prioritario rinfrescare tutto l’apparato digerente.

Chi sceglie di vivere sano, o chi ha la fortuna di vivere sano, non viene sfiorato da questi problemi

Le vittime del diabete si annoverano infatti fra le persone che abusano a tavola, fra quelle che privano il loro corpo dell’indispensabile eservizio fisico, fra quelli che non godono del beneficio dell’aria pura e del sole, fra coloro che si vestono troppo e non sudano mai, dimenticando che la pelle è un organo che deve traspirare e respirare, prendere aria e catturare energia elettromagnetica, libero da vestiti avvolgenti e libero da puttanate varie, tipo creme, maschere, piercing e tatuaggi.
Fra la gente di campagna e quella di montagna il diabete è malattia generalmente sconosciuta.
Fra le popolazioni che vivono all’aria pura, muovendosi intensamente, traspirando di più, alimentandosi in modo frugale e intelligente, il diabete non esiste.

L’elefante medicale nella casa degli specchi

Per far sparire lo zucchero dall’urina, la medicina le combina davvero grosse.
Prima cosa, terrorizza i malati, prospettando loro scenari spaventosi, secondo i soliti schemi secondo cui uomo spaventato è uomo medicalizzato.
Seconda cosa, ricorre al tragico rituale farmacologico, che comporta gravissimi danni collaterali, dipendenza dal farmaco e disabilitazione del pancreas a produrre la sua insulina.
Terza cosa, ed è forse la più grave di tutte, prescrive un regime di alimentazione antinaturale, sopprimendo gli alimenti che possono apportare zucchero, sostituendoli con carne, pesce, formaggi e con sostanze concentrate, provocando così una maggiore intossicazione del povero paziente, e una trasformazione del medesimo in diabetico cronico.

L’acidificazione diabetica si supera ristabilendo la normalità digestiva

Ribadiamo ancora di più che un regime alimentare vegetariano e crudista, con tanta frutta preferibilmente acquosa e succosa, con insalate miste di verdura e ortaggi, completate da semi tipo noci e mandorle, è il mezzo migliore per debellare questa malattie e sanare del tutto il malato.
In fin dei conti il diabete è una malattia da acidificazione, che si supera ristabilendo la normalità digestiva, e quindi ricreando sangue puro e non sangue intossicato.

Gli elementi indispensabili per ritrasformare il diabetico in persona normale

Gli alimenti più convenienti per il diabetico sono tutti allo stato crudo e comprendono l’avocado, le mele, l’ananas, la papaia, il mango, le fragole, le arance, le nespole, le ciliegie, le noci, le mandorle, le nocciole, le olive (non troppo salate), tutti gli ortaggi di stagione, tipo asparagi, carciofi, funghi, cavoli, verze, cavolfiori, sedano, lattuga, spinaci, tarassaco, crescione, valeriana, fagiolini freschi, piselli, erbette, fave fresche, patate, cicoria, e così via.
Nella fase iniziale di riappropriazione del diritto alla frutta, sarà meglio puntare ai frutti più acidognoli e succosi, lasciando fuori la frutta dolce nella sola versione secca, tipo uvetta, prugne, albicocche, fichi, datteri. Datteri freschi, fichi freschi, susine, e uva presa dai tralci, vanno invece benissimo.

L’unico cibo approvato senza riserve sia dal Creatore che dal nostro apparato gastrointestinale

Un po’ di prudenza e di limiti con le banane e coi cachi.
La frutta ha la grande qualità di entrare nel regime dietetico come alimento equilibrato e completo, portando freschezza e vitamine vere, e soprattutto il cibo più importante dell’umanità, che nessun medico, nessun dietologo, nessun pediatra ha mai citato nella sua bocca stracolma di puzzolente schifezza B12.
Intendo quel vero e unico carburante approvato senza riserve dal Dio creatore e dal nostro organismo, che si chiama acqua biologica strutturata, ovvero succo zuccherino appena spremuto.
Molto consigliati sono gli agrumi, i succhi di arancia e di pompelmo, che alcalinizzano, vitaminizzano, mineralizzano e regalano effetti diuretici e rinfrescanti.

Il diabetico normalizzato (Conferenza di Bergamo del 29 maggio)

Spero con questo di aver risposto ai 2 lettori, e anche all’amico diabetico ed ex-grasso che, alla conferenza di Bergamo del 29 maggio, mi ha posto gli stessi problemi, aggiungendo che il suo medico personale, con una dieta proteica a base di bistecche, gli ha messo a posto tutti i i valori glicemici ed anche il peso.
Gli ho anticipato che mettere a posto i valori e mettere a posto i chili non significa necessariamente aver riguadagnato l’equilibrio.
Ho anche aggiunto che, nei suoi personali riguardi, preferirei ovviamente avere torto, e rivederlo presto sempre in forma.

Troppi medici e troppi terapeuti giocano a fare gli Atkins e gli Zonisti, a fare cioè gli Azzeccagarbugli della situazione

Ma per essere davvero fuori dai problemi, serve sempre l’OK da parte del proprio sistema immunitario.
I medici sistematori dei valori sono dei veri Azzeccagarbugli, abili a sistemare il colpo a destra e quello a manca, e a dire ce l’ho fatta, ma non a dare l’equilibrio stabile di lungo periodo.
Quel medico ha giocato a fare un po’ l’Atkins e il Sears della situazione.

Troppo facile mandar fuori acque stanche e adipi non consolidati

L’unico equilibrio valido e significativo è quello derivante da un sangue fluido e scorrevole, alcalino al punto giusto.
L’unico equilibrio valido e significativo è quello di un corpo privo di grasso e di acque stanche, ma privo anche di scorie tossiche, di vitamine sintetiche e minerali inorganici inutilizzati, di vecchie incrostazioni in zona colon, di materiale inquinante depositato nei diverticoli del colon, di vecchie caffeine e cadaverine racchiuse nelle cellule adipose, di acidi urici ben nascosti tra gli anfratti dell’organismo.
Tutte cose che il suo medico non ha considerato, non ha previsto, non ha espulso, lasciandogliele all’interno a corrodere organi e mucose, e a rallentare la sua circolazione sanguigna e linfatica.

La sponsorizzazione della Dea Veritas e dei lettori/lettrici che mi seguono

A questo punto chiedo ai lettori di diffondere questo documento in tutti i modi possibili.
Non vado in cerca di editori e di riviste, pur potendo contare su ottimi amici nel settore.
Quando un problema è urgentissimo, non si possono aspettare gli 8 mesi che servono per realizzare un nuovo libro.
Preferisco a questo punto farmi sponsorizzare dalla Dea Veritas e dagli amici che mi seguono.

Un Paradiso pieno di donzelle in vena di farlo

Il mio caro amico generale Pippo Cicirata ha chiesto al suo pubblico di Bergamo e dintorni, ma anche a quello d’Italia, di leggere il suo libro Posso tenderti una mano? perché, giunto agli anni 80, vuole fare del bene e andare in Paradiso.
Io chiedo ai miei lettori di diffondere questa tesina non per vanità o per altre motivazioni strane, ma perché anch’io voglio andare in Paradiso, sperando di trovarci tante belle donzelle cariche di sano e bucolico erotismo, e di voglia autentica di farlo, prive cioè di secondi e terzi e quarti scopi.

Non dobbiamo rimandare necessariamente a domani

Ma, attenzione generale Cicirata, il Paradiso noi lo meritiamo anche qui in Terra, nella misura in cui realizziamo qualcosa di utile per il pubblico.
Saremo anche dei mezzi relitti a livello osseo, ma la grinta dei 20 anni ce l’abbiamo ancora, anche se le nostre rispettive compagne si guardano bene dal leggere una nostra riga o dal regalarci una soddisfazione di troppo.
Non rimandiamo a domani quello che possiamo ottenere anche oggi.

Valdo Vaccaro

 

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

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3 commenti

  1. Caro Valdo, o ti scrivo, esponendoti tutti i miei tanti dubbi, derivati da tutto quello che leggo in internet, o cerchi qualche volta di rispondere ai commenti, anche indirettamente cone le tue risposte nel blog, prima o poi. Infatti adesso, dopo avere letto qui sopra, vorrei chiederti una cosa che mi preme da tantissimo tempo: cosa pensi delle diete vegane o crudista low fat? Ci sono medici che affermano di avere rovesciato patologie, specialmente quelle cardiache, grazie a diete vegane low fat, ma qui tu parli di nocività di grassi per il diabete, ma di grassi solo animali, mentre per quei medici o altri guru, anche in una dieta vegana o crudista si devono limitare i grassi, di qualsiasi tipo siano, specialmente se "overt fats", come l'olio per esempio (cercherò un video di Mc Dougall che spiega come l'olio d'oliva sia dannoso!), ma anche semi, noci, avocado eccetera! E poi invece so di Gabriel Cousins che, mi si dice, ma non ho ancora visto il DVD, ha rovesciato in 30 gg il diabete di alcune persone con una dieta crudista con molti grassi vegetali…inoltre molte persone i semi e le noci/nocciole eccetera non li digerisco bene, si dice che debbano essere tenute immerse in acqua per delle ore per renderli più digeribili (e lo stesso con la frutta secca come i datteri)…vorrei proprio che riuscissi a rispondermi, perchè ho veramente tanti dubbi e così il coraggio di intraprendere la strada di una dieta vegana crudista non lo trovo! So che ti chiedo troppo, ma rispondimi pure indirettamente in prossime tesine!! Grazie!!!!

  2. Non ho trovato il video che intendevo, forse non ricordavo esattamente, ma ne ho trovati degli altri analoghi:
    https://www.youtube.com/watch?v=b_o4YBQPKtQ&feature=relmfu
    https://www.youtube.com/watch?v=W9OW2F8I4bk
    https://www.youtube.com/watch?v=lbALgjmZUek
    ed il sito dei PCRM, tra cui il Dr. Barnard, che guarisce dal diabete con la diea vegana low fat: http://www.pcrm.org/
    vedi per esempio un articolo qui: http://blogs.webmd.com/life-with-diabetes-2/2010/05/low-fat-vegan-diet-for-reversing-diabetes.html
    Alcuni poi pensano che non è la dieta vegana o crudista che ha guarito o comunque migliorato la salute di molte persone, ma semplicemente il passaggio ad una dieta più sana da quella che seguivano prima…per esempio Terry Wahls: come mai è quasi guarita dalla sclerosi multipla mangiando anche carne?! http://www.terrywahls.com/
    Credo che questa si chiami functional medicine, medicina funzionale, ma afferma di essersi ispirata anche alla dieta paleo!!! E questi sono solo alcuni dei tantissimi dubbi che ho…un po' alla volta te li esporrò tutti, sperando ogni tanto di leggere un tuo parere nel tuo blog!

  3. Caro sig. Vaccaro,anche io sono combattuta dal dubbio della sig.ra Lindy.Io ho intrapreso una dieta vegan-crudista(ma con la cena cotta vegana) con la quasi assenza di grassi (soprattutto olio).Le sarei anche io grata se potesse chiarirmi questa dicotomia tra esperti.Grazie,Giulia