IL DITO CORAGGIOSO DEL DR DI BELLA SULLA PIAGA DEI VERTICI SANITARI

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LETTERA

Ciao Valdo. “Il medico deve prescrivere secondo scienza e coscienza e non secondo i protocolli di un governo, deve rispondere al paziente e non allo Stato che invece si è oramai interposto arbitrariamente nel rapporto tra medico e paziente alterandolo profondamente”.

È quanto afferma il dr Giuseppe Di Bella in questa video intervista che rappresenta un vero e proprio atto di accusa nei confronti della politica che sempre di più prevarica la scienza imponendo tirannicamente terapie obsolete ed inefficaci e quindi provocandone il decadimento.

Sono cose che si sanno ma mi è piaciuto il modo in cui le dice il dr Di Bella.
Se hai voglia e soprattutto tempo per dargli un’occhiata.
Elena

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RISPOSTA

Ciao Elena. Questi commenti del dr Di Bella vanno sottolineati e sono da applauso. Anche in considerazione del fatto che vengono da un medico, da un medico scomodo ma sempre da un medico. Giuseppe è figlio del dr Luigi Di Bella, scomparso nel 2003, autore della cura anti-tumorale MDB (Metodo Di Bella), che la nostra Health Science non condivide affatto, trattandosi sempre di una curomania alternativa ma rivolta al sintomo. Umanamente parlando non mi sorprende che il figlio abbia abbracciato le teorie del padre.

Usare la melatonina associata a dei farmaci cosiddetti biologici, per sradicare il cosiddetto male tumorale, è sicuramente meno rozzo e meno invasivo che procedere mediante chemio e radioterapie. Tuttavia siamo sempre assai lontani dalla nostra visuale dove il tumore rimane un sintomo sacro ed intoccabile, e dove occorre asportare non il tumore stesso ma la tumorosità del paziente, dove occorre raschiare non il materiale sviluppatosi in eccesso ma la personalità tumorale e cancerogena del paziente, dove occorre levigare ed annientare le sue abitudini deviate ed aberranti in campo alimentare e comportamentale, dove occorre bloccare, far regredire, autolidere e far scomparire la massa tumorale Hodgkin o non Hodgkin, la massa incapsulata od espansa, la massa benigna o maligna, la massa localizzata o metastasizzata.

Non essere d’accordo sul Metodo Di Bella, e su tanti altri metodi basati comunque sulla soppressione rapida o rallentata del sintomo e non del fattore causante, non significa certo bocciare una persona, demonizzarne il pensiero, non prendere in considerazione quello che di veritiero e di logico essa è in grado di esprimere. In questo senso ringrazio personalmente il dr Di Bella junior per il contributo che la sua intervista sta dando sullo scandalo dei vertici sanitari e delle imposizioni vaccinatorie. Di Bella ha dimostrato di saper mettere coraggiosamente e pubblicamente il dito sulla piaga e questo vale almeno quanto scoprire nuovi metodi per la cura del cancro!

Valdo Vaccaro

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1 commento

  1. Credo che se intendiamo la politica in senso lato, allora siamo nel vero, senza alcun dubbio. Il dott Di Bella sembrava all'inizio lasciare il campo ad un equivoco, e cioè che, parlando anche di Stato, facesse riferimento alla politica in senso proprio, quella di Sirca, Storace o Lorenzin. Questi a mio avviso, come sempre accade in analoghe circostanze,sono solo esecutori materiali nell'ambito di un orientamento generale determinato da una cupola mafiosa internazionale. Spero nessuno voglia realmente ritenere che un settore importante e decisivo come quello sanitario venga lasciato in mano a personaggi di mezza tacca come quelli citati. Infatti poi il dott Di Bella punta l'attenzione sulle cricche internazionali fatte di luminari e super professoroni col camice illuminato da un bianco abbagliante. Sarà bene sottolineare, cosa che forse il nostro medico non fa abbastanza,che dietro quelli ci sono i colossi multinazionali del settore farmaceutico. Gli stessi che, per dire, dettano direttamente alla Casa Bianca la politica sanitaria…al di là di certe illusorie apparenze. Ha ragione Valdo nel dire che alla fine il buon Di Bella è sempre un medico e in quanto tale non si scaglierà di certo contro i produttori di medicine. Comunque il coraggio va sempre riconosciuto e si rinnova qui il discorso fatto in favore del dott. Simoncini che, a differenza del suo collega, ha anche subito una pesante persecuzione personale.