IL SIGNIFICATO EMOZIONALE DELLA POPPATA

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LETTERA

Evitare i traumi emozionali

Ciao Valdo, scusami se intervengo, ma ho letto la tua tesina dal titolo Neonati, coliche gassose e allattamento, del 5 Ottobre, e vorrei citare la mia esperienza personale odierna di mamma.
Secondo me non c’è bisogno di sospendere nessuna poppata alla bimba, che è troppo piccola.
Sarebbe un trauma emozionale troppo grande per lei.

Poppare non significa soltanto assumere cibo

La poppata significa molto di più della semplice assunzione di cibo per i neonati.
Andiamo cauti prima di far rifiutare il seno materno a un piccolo, perché da lì possono nascere imprevedibili squilibri emozionali. I bimbi hanno bisogno di tutto l’amore della mamma, che trova massima espressione proprio con l’offerta del seno.

Cerchiamo piuttosto noi mamme di alimentarci meglio e di puntare sul crudo

Piuttosto io mi orienterei sul cambio radicale dell’alimentazione materna.
Tutto crudo, come bene hai consigliato!
Un diradamento delle poppate può essere attuato, ma non mi avventurerei a consigliare di non dare il seno alla bimba se sono passate le fatidiche 3 ore e se la bimba lo chiede.

Dare il proprio seno con generosità può essere a volte faticoso, ma ne vale davvero la pena

Mio figlio ha sempre preso il seno quando voleva, ha sofferto pochissimo di coliche ed è un bambino felice, pieno di fiducia nella vita e negli altri. Cerca molto il contatto col prossimo ed è pure altruista.
Queste sono qualità che vengono stimolate da una gravidanza e da un parto sereni, e soprattutto da un allattamento a richiesta. È dura per la mamma, ma ne vale la pena.
Per avere una società meno violenta dobbiamo cominciare dai bimbi, o meglio ancora dai neonati!
Facciamogli sentire fiducia nella vita, e diamogli il nostro supporto assoluto, senza alcuna riserva!

Le coliche passano molto in fretta

Le coliche si possono alleviare anche tenendo il neonato sulla spalla, camminando o saltellando ritmicamente, cosa che aiuta pure la mamma a mantenersi in forma.
Per i genitori è poi importante conservare la calma e la tranquillità.
Le coliche passano molto più in fretta se la mamma mangia bene secondo i canoni dell’igienismo e se mantiene la calma.
Mi ricordo che le coliche del mio Alessandro, nei mesi scorsi, non duravano più di 10-15 minuti, e il bimbo si tranquilizzava subito se lo prendevo e ballavo un po’ con lui tenendolo in braccio per una decina di minuti.

Confermo che le gocce non servono, e che i succhi d’uva e d’arancia sono una valida alternativa

Le gocce non servono a niente.
Meglio non dare nulla al bimbo, che non sia latte di mamma e, proprio se non si può fare altrimenti, i succhi freschi di uva e di arancia sono sicuramente l’alternativa più valida.
Si tenga conto che ogni altro liquido interferisce con la produzione del latte materno.
La coppia mamma-neonato si regola da sé, ha tutto un suo equilibrio proiettato meravigliosamente dalla natura.
Più il bimbo chiede, attaccandosi al seno, e più la mamma produce.
È un dato di fatto che sto sperimentando tuttora con Alessandro, che ha 20 mesi e sta tuttora attaccato al mio seno.

Prendere la maternità con serenità e fiducia nella natura

La mamma deve solo avere assoluta fiducia in se stessa e nella natura che imposta e risolve tutto al meglio. La mamma si deve solo rilassare e tenersi in armonia con l’esperienza della maternità, permettendo al suo corpo di seguire la natura e produrre tutto il latte che la natura stessa ha predisposto per lo svezzamento del bambino.

Tutte le mamme hanno latte

Il latte è l’alimento per eccellenza del nascituro e niente può sostituirlo.
Per produrlo basta amare e amarsi profondamente, abbandonando ogni dubbio sulle proprie capacità.
I dubbi non ci sono dove c’è amore incondizionato.
Poi è bene essere consapevoli di una verità assoluta spesso ignorata, e cioè che tutte le mamme hanno il latte, che è anche il titolo di un libro di Paola Negri.

Gioisco per la piccola Sofia e per la sua mamma

Un abbraccio a Sofia e alla sua bellissima mamma!
Me la immagino con la piccola attaccata al seno e gioisco per tutte e due!
Valdo, ti ringrazio se puoi inoltrare la mia risposta a Luca (sempre se pensi che ne valga la pena).
Un abbraccio.
Madalina

*****

RISPOSTA

Il tuo messaggio è un’autentica perla, un inno alla maternità naturale

Ciao Madalina, bellissima la tua mail per competenza, per esperienza diretta e per la passione che hai messo nella difesa dell’allattamento al seno.
Condivido ovviamente ogni parola e ogni concetto del tuo scritto, carico di scienza e di poesia, e ho trasmesso il tuo messaggio ai genitori di Sofia che penso te ne saranno grati.
Quanto alla mia tesina, tengo a precisare che non ho mai suggerito la rinuncia all’allattamento al seno, e che ho dovuto solo rispondere a una domanda precisa: Che fare se mia moglie finisse il latte?

Ho inviato degli allegati e ci sono pure altre tesine consultabili al riguardo

Ricordo anzi di aver inviato in allegato, alla mamma di Sofia, diverse tesine precedenti sul medesimo argomento, tutte in favore dell’allattamento al seno, in coerenza poi con le varie tesine del 2008-2009 sull’argomento latte, tipo Oro nero, oro bianco, oro rosso.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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