IMPOVERIMENTO E ROVINA FINANZIARIA DELL’ITALIA CON NOMI E COGNOMI

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Commento all’articolo di Alessandro Govoni

GUARDIAMOLI MEGLIO QUESTI PERSONAGGI INAFFONDABILI E COSTANTEMENTE AI VERTICI

Ogni volta che i cittadini italiani vanno o non vanno a votare, ogni volta che si imbevono delle frottole e delle menzogne grandi e piccole di cui abbondano televisioni e telegiornali, ogni volta che gli arriva la cartella delle tasse, ogni volta che gli arrivano bollette insostenibili per l’acqua, la luce, e tutto il resto, faranno bene a ricordarsi di queste cose. Faranno bene ad osservare i visi, ovvero le maschere di questa gente ai vertici, osannata, pagata, strapagata, e nel contempo responsabile ed impunita dei disastri che stanno sotto gli occhi di tutti.

STATO ITALIANO APPARTENENTE ALLA FAMIGLIA ROTHSCHILD FIN DAGLI INIZI

Si sono fatti i nomi dei Rothschild. Uno Stato, spacciato per “Italiano”, ma in verità solo ed assolutamente rothschildiano, senza onore, e senza dignità, ma soprattutto senza nessuna autonomia e sovranità, imposto con le armi e con i brogli elettorali, dai vincitori rothschildiani del “risorgimento” ebraico massonico del 1861. I Rothshild hanno pure solidi legami col Vaticano (vedi la mia tesina “L’impero mondiale Rothschild, del 21/4/14). Non si può parlare dell’Italia, senza spendere qualche informazione sul Vaticano, proprietario del 30% del patrimonio immobiliare italiano.

DATI SULLA CITTÀ DEL VATICANO

La Città del Vaticano (0,43 kmq con una popolazione di 911 residenti di cui 532 cittadini, il cui reddito pro-capite ammonta a 407.095 euro) è sede di tre istituti finanziari: l’APSA (Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica), che è la Banca Centrale del Vaticano, il Ministero dell’Economia o Prefettura per gli Affari economici e lo IOR, con i quali vengono gestiti circa un miliardo di cattolici sparsi nel mondo. La Città del Vaticano è composta di tre enti o istituzioni: lo Stato, la Santa Sede e la Curia. Il primo è l’entità territoriale, la seconda è il vertice della Chiesa e la Curia è la struttura organizzativa. Tutte le istituzioni vaticane spesso rivendicano l’extraterritorialità e l’indipendenza dalle leggi degli altri Stati-Nazione.

APSA BANCA DI STATO VATICANA

L’Apsa è in pratica la Banca Centrale della Città del Vaticano. Essa svolge funzioni di tesoreria e gestisce gli stipendi dello Stato. Fra i suoi compiti c’è anche quello di coniare moneta. Nel 1998 infatti, l’Ue ha autorizzato l’Apsa ad emettere 670 mila euro l’anno. Con la possibilità di emetterne altri 201mila in occasione di Concili ecumenici, Anni Santi o in occasione di un’apertura della Sede vacante. Secondo quanto riportato dai dati ufficiali della Prefettura per gli Affari Economici, per il 2002 il Vaticano e la Santa Sede sarebbero in deficit di 29,5 milioni di euro. Nel bilancio però non figurano strutture come le università pontificie, gli ospedali cattolici (Bambini Gesù di Roma, ad esempio), i santuari (Loreto, Pompei). Ma soprattutto non figura l’obolo, che ha portato nel solo 2002 un gettito nelle casse della Città del Vaticano di 52,8 milioni di euro.

IOR BANCA D’AFFARI VATICANA

Altra Banca Vaticana è lo IOR (Istituto per le Opere di Religione) e ha sede presso la Città del Vaticano. Ufficialmente l’unico azionista di questa banca è il papa. Lo IOR fu fondato nel 1887 da Leone XIII. La trasformazione in una banca vera e propria avvenne nel 1941, anche se il finanziamento più significativo che indusse il papato a favorire tale trasformazione, fu quello concesso dal fascismo, col Concordato (Patti Lateranensi) del 1929, che prevedeva, a titolo di risarcimento per la perdita degli Stati pontifici l’indomani dell’unificazione nazionale, qualcosa come 100 milioni di dollari (40 in contanti e 60 in obbligazioni, in lire erano 750 milioni), oltre all’esenzione dalle tasse e dai dazi sulle merci importate in Vaticano.

FORNITURA DI ARMI A MUSSOLINI PER LA CAMPAGNA DI ETIOPIA

Nel 1935, quando Mussolini ebbe bisogno di armi per la campagna d’Etiopia, una considerevole quantità fu fornita da una fabbrica di munizioni appartenente al Vaticano. Sin dai tempi di Pio XII lo IOR, bisognoso di disporre di fondi sicuri, fornì sbocchi bancari ai fascisti italiani e ai nazisti, nonché alla mafia, anche perché al tempo della dittatura fascista era molto difficile al Vaticano gestire liberamente l’Obolo di S. Pietro proveniente dalle due Americhe.

COINVOLGIMENTO CON L’ORO NAZISTA

Il Vaticano, essendosi dichiarato neutrale durante la II guerra mondiale, poté, come la Svizzera, trattare tranquillamente affari con la Germania di Hitler. Finita la guerra il Vaticano non risarcì mai le vittime dell’olocausto, restituendo loro i preziosi che i nazisti avevano trasformato in lingotti.
Anzi la Banca Vaticana contribuì a nascondere l’oro nazista non solo nella stessa Santa Sede, ma anche presso il santuario di Fatima in Portogallo, controllato da elementi massonici, i quali solo apparentemente risultano anticlericali (è noto infatti che la loggia segreta P2 aveva ampi contatti con gli ambienti vaticani).

COINVOLGIMENTO CON L’ORO DEGLI USTASCIA

Lo IOR ha contribuito anche alla scomparsa di buona parte dell’oro della Croazia indipendente, che durante l’ultima guerra mondiale collaborava coi nazisti. Gli ustascia (i cattolici nazisti) massacrarono impunemente ben mezzo milione di serbi ortodossi, nonché decine di migliaia di ebrei e di gitani.
La leadership ustascia, finita la guerra, si era rifugiata proprio in Vaticano e in alcune proprietà francescane italiane. Uno dei mediatori che permise agli ustascia e anche ad altri criminali nazisti di ottenere l’impunità, fu il segretario di stato Montini, in seguito papa Paolo VI. In particolare gli ustascia ebbero bisogno della Banca Vaticana proprio per gestire finanziariamente il loro governo esiliato in Argentina e per spedire i propri criminali in fuga verso il Sudamerica, l’Australia e altri luoghi con la protezione della Cia. Ovviamente il Segretariato Vaticano è a tutt’oggi assolutamente contrario a rendere pubblici gli archivi relativi alla II guerra mondiale.

GENIALE GESTIONE NOGARA E LEGAMI CON ROTHSCHILD E LE MAGGIORI BANCHE

Intanto Nogara continuava a lavorare per accrescere le risorse del Vaticano. Negli anni ’50 e ’60 lo IOR prese ad arricchirsi coi fondi che molte famiglie agiate volevano trasferire all’estero per pagare meno tasse. Furono rafforzati i legami con diverse banche. Già dai primi del Novecento i Rothschild di Londra e di Parigi trattavano con il Vaticano. ma con la gestione Nogara gli affari e i partner bancari aumentarono vertiginosamente: Credit Suisse, Hambros Bank, Morgan Guarantee Trust, The Bankers Trust di New York (di cui Nogara si serviva quando voleva comprare e vendere titoli a Wall Street), Chase Manhattan, Continental Illinois National Bank. E Nogara assicurò al Vaticano partecipazioni in società che operavano nei settori più diversi: alimentare, assicurativo, acciaio, meccanica, cemento e beni immobili. Un susseguirsi di successi finanziari senza precedenti per la Chiesa cattolica. Nel 1954 Bernardino Nogara decise di ritirarsi, senza tuttavia interrompere l’attività di consulente finanziario del Vaticano, che continuò fino alla morte, avvenuta nel 1958. La stampa dedicò poco spazio alla sua scomparsa, ma negli ambienti vaticani si era ben consapevoli della sua eccezionale importanza.

CLIENTI E PRIVILEGI DELLO IOR

Lo IOR, in quanto istituto che opera con modalità proprie, non è mai stato tenuto a nessun tipo di informativa, né verso i propri clienti, né verso terzi, né tanto meno a pubblicare un bilancio o un consuntivo sulle proprie attività. A ogni cliente viene fornita una tessera di credito con un numero codificato: né nome né foto. Con questa si viene identificati: alle operazioni non si rilasciano ricevute, nessun documento contabile. Non ci sono libretti di assegni intestati allo IOR: chi li vuole dovrà appoggiarsi alla Banca di Roma, convenzionata con l’istituto vaticano. I clienti dello IOR possono essere solo esponenti del mondo ecclesiastico: ordini religiosi, diocesi, parrocchie, istituzioni e organismi cattolici, cardinali, vescovi e monsignori, laici con cittadinanza vaticana, diplomatici accreditati alla Santa Sede. A questi si aggiungono i dipendenti del Vaticano e pochissime eccezioni, selezionate con criteri non conosciuti.

GESTIONI POCO CHIARE DELLO IOR DA PARTE DI CARDINALI E DA BANCHIERI INTERNAZIONALI

Il conto può essere aperto in euro o in valuta straniera: circostanza, questa, inedita rispetto alle altre banche. Aperto il conto, il cliente può ricevere o trasferire i soldi in qualsiasi momento da e verso qualsiasi banca estera. Senza alcun controllo. Per questo, negli ambienti finanziari, si dice che lo IOR è l’ideale per chi ha capitali che vuole far passare inosservati. I suoi bilanci sono noti a una cerchia ristrettissima di cardinali, qualsiasi passaggio di denaro avviene nella massima riservatezza, senza vincoli né limiti. Lo IOR è indipendente dagli altri due istituti finanziari vaticani e sulla sua attività si sa soltanto che è gestito da cardinali di alto livello e da banchieri internazionali.

NOTI I LEGAMI DI MARCINKUS CON SINDONA, CALVI E GELLI

Il vescovo Paul Marcinkus, il più famoso dirigente dello IOR, faceva chiaramente capire che la Banca Vaticana godeva di privilegi assoluti nell’esportazione all’estero dei capitali. Ed egli era in grado di servirsi dei noti finanzieri e bancarottieri, Michele Sindona, colluso coi poteri mafiosi italo-americani, avvelenato in carcere, e Roberto Calvi, presidente del Banco Ambrosiano, trovato impiccato a Londra, nonché Licio Gelli, arrestato per attività sovversiva, e del vescovo Hnilica, che per tutti gli anni ’80 trasferì in Vaticano i fondi anticomunisti provenienti dall’Europa dell’est e i fondi cospicui provenienti dai pellegrinaggi di Medjugorje in Bosnia.

SOCIETÀ FANTASMA A PANAMA E IN LUSSEMBURGO

Utilizzando numerose società fantasma con sede a Panama o nel Lussemburgo, lo IOR divenne uno dei maggiori esponenti dei mercati finanziari mondiali alla fine degli anni ’70. Era infatti in grado di utilizzare le filiere mafiose di Sindona per istradare grosse somme fuori dal Paese, sotto il naso di tutti gli organismi di controllo. Poi, quando Sindona era diventato meno frequentabile, a seguito dei suoi debiti con la giustizia, lo IOR cominciò a servirsi di Roberto Calvi e della sua banca.

LO SCANDALO DEL BANCO AMBROSIANO

In quel periodo nel Vaticano si fronteggiavano due fazioni politiche contrapposte: una, massonica-moderata, denominata “Mafia di Faenza”, faceva capo a Casaroli, Samorè, Silvestrini e Pio Laghi, l’altra, integralista, legata all’Opus Dei, faceva capo a Marcinkus, Mons. Virgilio Levi, vice direttore dell’Osservatorio Romano, e Mons. Luigi Cheli, Nunzio pontificio presso l’ONU. Coinvolto nello scandalo del Banco Ambrosiano di Calvi, lo IOR subì un vero e proprio terremoto: il cardinale Markinkus riuscì a farla franca solo appellandosi all’immunità diplomatica.

RIFORME DI FACCIATA CON PAPA WOJTYLA

Dopo le vicende legate al banco Ambrosiano, al crac e al cardinale Marcinkus, nel 1990 papa Giovanni Paolo II lo ha riformato, affidandone la gestione a persone laiche ma di credenze cattoliche. Lo presiede, infatti, Angelo Caloia, professore dell’università Cattolica di Milano, ex presidente del Medio Credito Lombardo e attualmente a capo di due società di Banca Intesa. Ai prelati è riservata una funzione di vigilanza. Lo IOR ha sede unica in Vaticano. Ufficialmente non ha filiali in nessun altro luogo. Non ha accesso diretto ai circuiti finanziari internazionali. Non aderisce alle norme antiriciclaggio sulla trasparenza dei conti.

IOR GODE DI VANTAGGI E DI RENDIMENTI DA HEDGE FUND

Oggi lo IOR amministra un patrimonio stimato in 5 miliardi di euro e funziona come un fondo chiuso. In pratica ha rendimenti da hedge fund, visto che ai suoi clienti (dipendenti del Vaticano, membri della Santa Sede, ordini religiosi, benefattori) garantisce interessi medi annui superiori al 12%. Anche per depositi di lieve consistenza.

TESORI IN TITOLI GESTITI DAL GRUPPO GUTHRIE

Secondo un rapporto del giugno 2002 del Dipartimento del Tesoro americano, basato su stime della Fed, solo in titoli Usa il Vaticano ha 298 milioni di dollari: 195 in azioni, 102 in obbligazioni a lungo termine (49 milioni in bond societari, 36 milioni in emissioni delle agenzie governative e 17 milioni in titoli governativi) più un milione di euro in obbligazioni a breve del Tesoro. E l’advisor inglese The Guthrie Group nei suoi tabulati segnala una joint venture da 273,6 milioni di euro tra IOR e partner Usa.

SEGRETI FINANZIARI CONSERVATI NEL PARADISO FISCALE DELLE ISOLE CAYMAN

I segreti finanziari del Vaticano vengono conservati nelle Isole Cayman, il paradiso fiscale caraibico, spiritualmente guidato dal cardinale Adam Joseph Maida che, tra l’altro, siede nel collegio di vigilanza dello IOR. Le Cayman sono state sottratte al controllo della diocesi giamaicana di Kingston per essere proclamate Missio sui iuris, alle dipendenze dirette del Vaticano.

CAPITALI VATICANI SOGGETTI A QUADRUPLICAZIONE

In Italia i diritti di voto dei 45 milioni di quote di Banca Intesa (per un valore in Borsa di circa 130 milioni di euro) sono stati concessi alla Mittel di Giovanni Bazoli in cambio di un dividendo maggiorato rispetto a quello di competenza. E quando la Borsa tira, gli affari si moltiplicano. Nel 1998 non sfuggì a molti l’ottimo investimento (100 miliardi di lire) deciso dallo IOR nelle azioni della Banca popolare di Brescia: in meno di 12 mesi il capitale si quadruplicò, naturalmente molto prima del crollo del titolo Bipop.

ASSEGNO DA 2,5 MILIONI DI DOLLARI AL SANTIFICATO GIOVANNI PAOLO II

Per il 25esimo anniversario di pontificato, Giovanni Paolo II il 25 ottobre 2003 ha ricevuto un assegno da 2,5 milioni di dollari, la rendita di un fondo d’investimento americano da 20 milioni di dollari dedicato a lui, il Vicarius Christi Fund. Il denaro è gestito dall’ordine cavalleresco cattolico più grande del mondo, nato 122 anni fa nel Connecticut: The Knights of Columbus (I Cavalieri di Colombo), che conta 1,6 milioni di membri tra Stati Uniti, Canada, Messico, Porto Rico, Repubblica Dominicana, Filippine, Bahamas, Guatemala, Guam, Saipan e Isole Vergini.

AGENZIE DI RATING AMICHE DEL VATICANO

Il suo cavaliere supremo, Virgil Dechant, è uno dei 9 consiglieri dello Stato Città del Vaticano e anche vicepresidente dello IOR. Con i 2,5 milioni di dollari regalati a Karol Wojtyla il 9 ottobre 2003, il totale delle donazioni dell’ordine cavalleresco al vicario di Cristo ha superato i 35 milioni di dollari. Nulla, in confronto ai 47 miliardi di dollari del fondo assicurativo sulla vita gestito dai Cavalieri di Colombo, al quale Standard & Poor’s assegna da anni il rating più elevato.

MILIONI DI DOLLARI GIRATI A DIOCESI, ORDINI RELIGIOSI, SEMINARI E SCUOLE CATTOLICHE

L’ordine investe nei corporate bond emessi da più di 740 società statunitensi e canadesi e solo nel 2002, piazzando polizze sulla vita e servizi di assistenza domiciliare ai suoi iscritti attraverso 1.400 agenti, ha incassato 4,5 miliardi di dollari (il 3,4% in più rispetto al 2001). Una parte delle entrate, 128,5 milioni di dollari, è stata girata a diocesi, ordini religiosi, seminari, scuole cattoliche e, ovviamente, al Vaticano che nel 2002, tra la rendita del fondo del Papa, gli assegni alle nunziature apostoliche di Usa e Jugoslavia, il contributo alla Santa Sede nella sua missione di osservatore permanente all’Onu e quello per il restauro della basilica di san Pietro, ha ricevuto dai Cavalieri di Colombo 1,98 milioni di dollari.

Valdo Vaccaro

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11 commenti

  1. Ammazza, 'sti cattolici, sono la rovina del pianeta Terra! Meglio che mi suicidi, dato che faccio parte della categoria e non ho intenzione di cambiare, almeno per il momento, poi mi piace pure il suono delle campane!

  2. Veramente qui non si parla di cattolici ma di Ior e relative operazioni finanziarie, che è tutt'altra cosa.
    L'elenco delle morti improvvise e dei suicidi sospetti tra coloro che si sono occupati da vicino e a vario titolo di Ior,è piuttosto lungo e tuttora si sta combattendo una battaglia interna senza esclusione di colpi. Ma i tg preferiscono occuparsi di altro e i cattolici, in genere, non hanno la minima idea di ciò che succede da quelle parti. E in fondo Gesù Cristo e fede c'entrano poco con i vescovi banchieri, l'appartamento di Bertone o con l'abate di Montecassino.
    Vero anche che sarebbe un grosso errore pensare che il fatturato dello Ior possa incidere in modo significativo nel creare la gigantesca massa di denaro che circola, fuori da ogni controllo politico, pubblico e democratico, nei cosidetti mercati finanziari; non più di quanto un secchio d'acqua possa variare il contenuto di un lago. E infatti mi pare che l'articolo della Forcheri tratti di tutt'altro rispetto a quanto poi viene scritto da Valdo.

  3. Nella mia città c'è un negozio il cui titolare non fa mistero della propria adesione ad un culto particolare, anzi si preoccupa sempre di tappezzare la vetrina con locandine pubblicitarie. Spesso cerca di coinvolgere alcuni clienti ad interessarsi del suo credo, ovviamente lo fa con modi pacati senza lasciarsi prendere dall'esaltazione (e fa bene a mantenere tale atteggiamento se desidera mantenere la clientela…). Ma per la maggioranza dei clienti l'interesse è rivolto esclusivamente agli articoli del negozio, non di certo per i suoi tentativi di indottrinamento.
    Questo blog ha lo scopo primario di promuovere una veduta alternativa a tutto quello che viene insegnato dalle fonti ufficiali in merito a ciò che concerne la salvaguardia della salute della popolazione. Qualcuno appurando questo e ritenendosi soddisfatto della medicina ufficiale può decidere di evitare ulteriormente di piombare da queste parti perché sarebbe una perdita di tempo. Altri invece si riconoscono con gli ideali promossi dal blog, ma talvolta possono sentirsi feriti dal fatto che il titolare ami di tanto in tanto divagare verso discorsi politici e spirituali e lo faccia, diciamo, con modi un po' "urticanti". In tal caso nessuno è obbligato a leggere, tanto si sa già qual è il pensiero di Valdo. Che poi tra l'altro non è neanche il caso della tesina in oggetto in quanto tratta di scandali finanziari o presunti tali. Non ci si può far niente se i fatti sono questi qua! Ma si potrebbe comunque obiettare che i fatti suddetti non corrispondano al vero. Se si vuole approfondire esistono infinità di siti o libri che ne parlano. Personalmente non ho alcun interesse a perder tempo con queste cose.

  4. Che il Demonio sarebbe salito fino al soglio pontificio lo ha sempre detto la Madonna in quasi tutte le sue apparizioni e non solo lei, ma non per questo non si deve essere cattolici: il comportamento di tanti sacerdoti, di qualsiasi "grado" siano, dal prete di campagna ai cardinali, al papa, ci penserà Dio a giudicarlo, così come giudicerà quello di tutti, atei a magnapreti compresi. Un cattolico può rimanere tale e cristiano nonostante tutto questo, anzi!

  5. Il cattolico deve certamente rimanere tale e fare del proprio meglio,ma sono criticabili quelli che si arrampicano sugli specchi difendendo l'indifendibile,nell'illusione che quest'ultimo appartenga alla propria fede.Il cristiano non difenda i politici mafiosi come Andreotti,tanto per fare un esempio,che era amico di famiglia di mafiosi acclarati,ma sia molto "inca" per queste cose,almeno se non vuol essere criticato.Poi la fede è qualcosa di individuale e strettamente personale,sulla quale non mi addentro mai.Qui si tratta solo di scorze esteriori ammorbate dagli inquinanti.

  6. Già, brutta abitudine giudicare in base alle etichette. Piuttosto giudicare se I FATTI sopra riportati onorano e seguono l'insegnamento di colui che i signori del Vaticano dicono di rappresentare. Diventa oggettivamente arduo sottilizzare su tali enormità, considerando soprattutto che il Vaticano dovrebbe rappresentare il faro in un mondo di tenebre. Come ha confermato anche Teo, diversi cattolici devoti (compresi elementi del clero) sono al corrente di tali nefandezze ma ritengono anche che questo non giustifichi un loro allontanamento dalla loro chiesa.
    Per fortuna il giudizio finale è riservato a Dio, l'unico che travalica l'esteriorità perchè sa leggere il cuore di ogni essere umano.

  7. Non mi sono mai sognata di difendere DC, Andreotti, nè qualsiasi altro politico e per fortuna così molti cattolici che conosco e ho conosciuto! Il fatto che si siano inventati partiti dai nomi che includessero religioni l'ho sempre considerata una cosa deprecabile. Sono fatti "loro" nel senso che dovranno rispondere a Dio e agli uomini dei loro misfatti, che sono appunto anche fatti nostri: sono la prima a pensare che il battito di una farfalla agli antipodi abbia influenza anche su di noi. Per quanto riguarda i fatti, purtroppo vanno sempre accertati per bene, il che è la maggior parte delle volte è quasi impossibile, persino nei piccoli fatti quotidiani che ci capitano. Comunque basterebbero anche quei pochi accertati al 100 % per fare certe affermazioni sulla Chiesa, tuttavia prima di fare liste di colpe e misfatti, bisognerebbe averne l'assoluta certezza, il che succede raramente e non parlo solo della "Chiesa", parlo di qualsiasi fatto storico: dalla scoperta dell'America, al Comunismo, al Fascismo….ben poco della storia che viene studiata a qualsiasi livello, dalle elementari all'Università, è vera! Comunque vi faccio i complimenti per la vostra apertura mentale, il vostro modo di ragionare è raro!

  8. Nella tesina pubblicata viene stilata una lunga lista di personaggi di spicco della finanza, della politica e della chiesa, con l'addebito per ognuno di essi di un certo numero di azioni più o meno discutibili sotto il profilo della convenienza per la collettività. Come in altre occasioni ho dato solo una letta veloce in quanto sono cose che ormai circolano da tempo e per quanto mi riguarda mi provocano solo un senso di nausea. Non trovo eccitante il vizio di star sempre li a cercare di scoprire gli altarini di questo o quel personaggio pubblico. Detesto il gossip, lo trovo diseducativo, grottesco e infantile. Ovviamente in questo caso si tratta di fatti che hanno notevole risonanza a livello nazionale per cui non c'è paragone con il vip di turno che si fa riprendere nudo in barca. Ma anche perder tempo a vagliare la fondatezza di tutte queste cose è una fatica improba di cui non sento la necessità. Sempre meglio "sprecare" il tempo con cose virtuose, è molto più salutare e appagante!

  9. Su gossip o vip siamo perfettamente d'accordo Devis.Il loro culto lo trovo veramente uno schifo.Vero però che qualcuno la storia la deve pur scrivere ed i documenti deve pur cercarli.Altrimenti cosa raccontiamo ai posteri? Teo,sulla falsificazione frequente della storia stessa la pensiamo allo stesso modo.Sui fatti in questione c'è però ora una gigantesca mole di documenti.Ho parlato per es di morti sospette e l'elenco è piuttosto lungo,tanto che all'inizio ne sono rimasto io stesso molto colpito.Ma traslare la salma di un boss criminale dal Verano alla basilica romana di S.Apollinare (da parte del Card.Poletti,ora deceduto e già indicato da più pentiti come massone) è un fatto certo,ammesso anche dalle autorità vaticane. La motivazione che addusseto fu che era stato un benefattore.Ecco,questo è un fatto che coinvolge una delle massime autorità della Chiesa degli ultimi anni ed è assolutamente certo.Non sono chiacchiere. Non riesco a non chiedermi come sia possibile qualcosa del genere e idem per altre circostanze simili.
    Ovviamente la fede e Cristo non c'entrano nulla.

  10. Senz'altro Arvo, ma parlavo di sensazioni personali. Sul contenuto dei libri di storia che vengono adottati nelle scuole ci sarebbero molte osservazioni da fare…ma non finiremmo più!