LETTERA

VULNERABILITÀ POST-PARTO E ARROSSAMENTI CUTANEI

Gentile Valdo, non ho trovato notizie riguardanti l’intertrigine. Ho partorito da quasi 2 mesi il mio terzo bimbo. Si è trattato pure del mio secondo cesareo. Contro i dolori ho preso molta morfina in ospedale. Poi semplici antidolorifici. Non so se abbia a che fare con la condizione in cui mi trovo. Alcuni mi dicono che nel post parto si è più vulnerabili. Da una settimana avevo solo arrossamento ascellare. Con questo caldo e umidità facevo molte docce e non sempre asciugavo bene le ascelle sulle quali buttato del borotalco. Magari dopo essermi depilata con un rasoio.

PEGGIORAMENTI IN CORSO E INCERTEZZA SUL DA FARSI

Sono peggiorata sempre di più. Il rossore si è esteso ma senza prurito. In farmacia mi hanno dato uno spray disseccante che ha fatto sì che le mie ascelle diventassero come carta vetrata. Odorano di pelle morta. Il mio medico per sospetta intertrigine mi ha dato un unguento a base di cortisone invitandomi a sospendere lo spray. Ora mi sono accorta che la stessa situazione è arrivata anche al fondo schiena. Tra le pieghe dei glutei per intenderci. Non so cosa fare.

OPINIONI DISCORDI TRA MEDICO E FARMACISTA

Il farmacista non era d’accordo col cortisone. Il dottore non era d’accordo con lo spray disseccante. Il farmacista dubita un fungo. E il cortisone in questo caso peggiorerebbe la situazione. Io so solo che ora sono rosso scuro e squamata. La pelle tira e brucia. Gradirei un consiglio. So si essere intossicati dai farmaci. Epidurale. Ossitocina. Morfina. Grazie infinite!
Tina

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RISPOSTA

DEFINIZIONE, SINTOMI E CAUSE DI INTERTRIGINE

Ciao Tina, il termine intertrigine deriva dal latino intertrigo dove inter=tra, terere=sfregare, trigo=sfregato. L’intertrigine è una dermatosi infiammatoria che coinvolge soprattutto le pieghe cutanee sottoposte a frizione continua. Da rilevare che si tratta di una dermatosi tra le più comuni e diffuse, anche se poi varia nei dettagli, nei sintomi e nelle cause da soggetto a soggetto. Si parla di lieviti tipo Candida, di funghi e batteri infiltrati tra le pieghe della pelle, o anche di anomalia cutanea causata da flora residente. Si ipotizza una insufficiente igiene cutanea. Colpisce gomiti, collo, ginocchio, ascelle e zona inguinale. Prende di mira preferibilmente persone obese e persone in sovrappeso.

FAVORIRE L’ESPULSIONE E NON CONTRASTARLA

Da rilevare in ogni caso che i fenomeni eruttivi ed infiammatori della pelle vanno intesi principalmente come processo difensivo dell’organismo che, tramite essi, promuove la eliminazione delle sostanze estranee e tossiche accumulate all’interno. La natura di queste sostanze è ovviamente acida, tossica e corrosiva. Qualsiasi eruzione o alterazione cutanea evidenzia uno stato più o meno grave di impurità che, lungi dall’essere soffocata con pomate o con medicamenti abortivi, deve essere invece aiutata e facilitata. Occorre mandar fuori più veleno possibile e pertanto niente azioni inibitorie nei riguardi del processo ripulitivo in atto.

NEL CASO SPECIFICO I FATTORI CAUSANTI SONO EVIDENTISSIMI

Nel caso specifico qui segnalato va sicuramente presa in considerazione la situazione post-parto e post-parto cesareo, già di per sé penosa e stressante, aggravata da assunzione di antidolorifici e antibiotici, da Epidurale, Ossitocina e persino Morfina. Nessuna meraviglia che la pelle reagisca e bruci presentando degli arrossamenti. La pelle poi fa da organo terminale escretivo-emuntorio di emergenza, da canale depurativo nei riguardi di fegato e reni messi in grave difficoltà dalle pesanti interferenze farmacologiche. Le lesioni eritemiche-essudative rappresentano l’aspetto fastidioso e negativo della questione, ma sono una inevitabile concomitanza necessaria e temporanea. Rispettano dopotutto la legge naturale per cui ogni malattia-amica insorge solo quando serve e dura solo finché necessario.

ALLA LARGA DA OGNI SOSTANZA IRRITANTE INTERNA ED ESTERNA

Ovvio che i cortisonici non servono. Ovvio che altri farmaci non servono. Occorre semmai stare rigorosamente alla larga da ogni ulteriore sostanza tossica sia interna che esterna, come primo passo fondamentale, dando modo al corpo di esplicare appieno i propri compiti di auto-riequilibrio e di auto-guarigione. Tutti i sintomi sperimentati al momento vanno inquadrati come sintomi-conseguenza, come sintomi-eliminativi da benefica e provvidenziale crisi depurativa in atto, innescata dai meccanismi immunitari come campanello d’allarme della situazione di “Lavori in Corso” dove si è superato il limite personale di tolleranza ai veleni ed è partita la spia rossa sul cruscotto corporale, per cui i veicoli di scarico-tossine ridiventano il sistema linfatico e il sangue, deputati a ricondurre fuori dal corpo la tossiemia interna in disgregazione accelerata.

ALIMENTAZIONE SOBRIA, ACQUOSA, DIGERIBILE

I rimedi non possono essere che quelli più innocenti e naturali. Alimentazione semplice, sobria, digeribile, vibrante, rivitalizzante, sostenibile e personalizzata come può essere soltanto quella vegan-crudista tendenziale, con abbondanza di frutta acquosa al mattino, con un grappolo d’uva o un vasetto di mirtilli verso le 17, con 2 pasti di pranzo alle 13 e cena alle 19:30 identici, variando solo i singoli ingredienti, basati su prima portata verduriana cruda ben masticata condimento olio e aceto madre accompagnata volendo da tozzo di pane integrale, seconda portata di eventuale cibo cotto a piacimento (insalata di patate e cipolla cruda o fagiolini e aglio crudo o bietole rosse, o cavolini, o cavolfiori, o cime di rapa, o spinaci, o peperonata, o riso integrale e piselli, o fagioli freschi col prezzemolo, o pasta al pomodoro crudo oppure al pesto oppure ai funghi, o pizza sottile alle verdure fresche, o gnocchi da patate fresche (patate non irradiate e quindi passibili di germogliazione).

GESTIRE CON SAPIENZA OGNI FORMA DI ACQUA

Evitare docce calde con acqua da rubinetto regolarmente clorata e tendente a formare insidiosa diossina. Evitare saponi, detersivi, prodotti da bagno, sostanze irritanti di qualsiasi tipo. L’ideale è l’acqua piovana e i bagni di acqua fredda se si dispone di un pozzo o di un apposito contenitore di raccolta. Preferire bagni in fiumi, torrenti, rogge, laghi e mare. Evitare le piscine. Importante alla fine asciugarsi in modo accurato e delicato. Sole e acqua di mare apparentemente e a primo acchito irritano, ma alla lunga sono un beneficio per la pelle, soprattutto se gestiti con sapienza e buon senso.

RIMEDI NATURALI PER LA PELLE

Sostanze applicabili sulla pelle irritata? La prima in assoluto è il gel di aloe vera, dotato di proprietà rinfrescanti, ri-epitelizzanti e cicatrizzanti. Vanno bene anche fette di cetriolo o di patata o di carota o di pomodoro o di cavolo o anche frullati di tali vegetali, va bene l’avocado anche misto a miele grezzo, pure cicatrizzante. Vanno bene pure le tisane di salvia, di rosmarino, di foglie di fragola (sia assunte internamente che applicate esternamente). Ottimi pure olio di oliva, olio di cocco, burro, yogurt, bianco d’uovo, cera d’api, farina d’avena, amido di riso, fecola di patate, polvere di cumino mista ad acqua, creme alla calendula o alla camomilla o all’acido ialuronico o alla mandorla. Ottimi pure i fanghi termali. Per chi sta in aree sub-tropicali ottimi sono la papaia, il mango e il cocco. Tutte le sostanze appena indicate hanno in comune la caratteristica di essere ricche di principi disinfiammanti, emollienti, rinfrescanti, lenitivi e rigeneranti. In genere le applicazioni esterne o impiastri o cataplasmi possono durare circa mezz’ora. Il fango applicato la sera, può mantenersi fino al risveglio del giorno successivo.

Valdo Vaccaro