LETTERA

Buongiorno Valdo, Le scrivo perché ho bisogno di un consiglio da parte sua per mio figlio Michele, ha 7 anni e gli hanno diagnosticato la cheratocongiuntivite vernal l’anno scorso e lo stiamo curando con il tacrolimus in collirio. Nell’ultimo periodo è peggiorato. Ha un ulcera corneale centrale che non guarisce ed ha già subito un raschiamento. Oltre al Tacrolimus usiamo anche un collirio a base di cortisone quando gli occhi si arrossano e bruciano. Michele non può andare al mare, in piscina e uscire quando c’è il sole forte. Usiamo sempre occhiali e cappellino ma la situazione sembra non migliorare visto che rischia un altro intervento. Cosa ci consiglia? Il tacrolimus è un farmaco in fase di sperimentazione per la Vernal ma pare che funzioni. Non sappiamo più cosa fare. Grazie in anticipo e buona giornata!
Sabrina

*****

RISPOSTA

DEFINIZIONE DI CHERATOCONGIUNTIVITE VERNAL

Con cheratocongiuntivite vernal (VKC), chiamata anche congiuntivite primaverile o catarro primaverile, si intende una condizione di infiammazione stagione e ricorrente della congiuntiva e della cornea.

In genere colpisce in modo stagionale i giovani di sesso maschile che risiedono in paesi dal clima caldo e secco. Le aree più colpite sono l’Africa occidentale e il bacino del Mediterraneo, ma è presente anche nel Medio-Oriente, Giappone, India e Sud America. Si pensa che sia più frequente in questi climi caldi a causa di un livello più elevato di pollini e altri allergeni.

Inizia a manifestarsi tra i 3 e gli 8 anni, per poi raggiungere il picco di incidenza tra gli 11 e i 20 anni. La maggior parte dei casi di vernal si risolve verso l’età dello sviluppo.

DEFINIZIONE E CAUSE DI CONGIUNTIVITE

La congiuntivite è una infiammazione della congiuntiva, che è la membrana sottile e trasparente posta a ricopertura e protezione della parte bianca dell’occhio e della parte interna della palpebra. Trattasi di malattia assai frequente essendo la congiuntiva particolarmente esposta agli agenti esterni.

Tra le cause vengono elencate infezioni da batteri, virus e funghi, o irritazioni da fumo, raggi X, lettura in ambienti scarsamente illuminati, corpi estranei, eccesso di luce, eccesso di calore, vento, polvere, cosmetici, saponi, lenti a contatto, sostanze inquinanti presenti nell’aria, colliri, uso smodato di computer, televisione e di videogiochi.

I sintomi includono arrossamento agli occhi, lacrimazione, intolleranza alla luce e al sole, gonfiore alle palpebre, sensazione di sabbia negli occhi, bruciore agli occhi.

DEFINIZIONE E CAUSE DI CHERATITE

La cheratite è una infiammazione della cornea, il tessuto trasparente che delimita la parte anteriore del bulbo oculare. La cornea costituisce la prima lente del percorso ottico ed è costantemente bagnata dal film lacrimale. La cherato-congiuntivite è pertanto una infiammazione congiunta di cornea e congiuntiva.

I sintomi della cheratite sono la vascolarizzazione della cornea (che normalmente non possiede vasi), dolore agli occhi, calo vista, sensazione di corpi estranei, lacrimazione, fotofobia, edemi corneali, eccesso acquoso all’interno della cornea.

Le cause possono essere anche qui batteri, virus, protozoi e funghi sul piano infettivo, oppure irritazioni da raggi ultravioletti, lesioni, lenti a contatto, cosmetici, polvere, pollini, inquinamento, sostanze acide o alcaline, vasculiti, herpes.

SEGNI E SINTOMI DI VERNAL

La congiuntivite primaverile è caratterizzata da sintomi che vanno dal prurito intenso, fotofobia (sensibilità alla luce), sensazione di corpi esterni, secrezione di muco, blefarospasmi e vista annebbiata e offuscata.

Tipicamente colpisce entrambi gli occhi, ma può capitare che si presenti in maniera asimmetrica, colpendo solo uno degli occhi.

Il nome vernal o primaverile indica la stagione di maggior diffusione di questa condizione, che può peggiorare o persistere in estate e risolversi poi in autunno. Il 23% delle persone colpite può infatti sviluppare una forma di congiuntivite primaverile perenne, che implica il manifestarsi della patologia al di fuori del periodo primaverile.

I segni che contraddistinguono la VKC possono essere divisi in segni della congiuntiva, dell’anello limbare (l’anello scuro che circonda l’iride) e della cornea:

  • I segni della congiuntiva includono iperemia (iniezione congiuntivale) e papille giganti al tarso superiore (palpebra superiore). Le papille giganti hanno un diametro maggiore di 1mm con una forma appiattita.
  • I segni dell’anello limbare includono ispessimento e opacizzazione della congiuntiva limbare
  • I segni della cornea possono variare in base alla gravità della condizione. L’erosione epiteliale o la cheratite possono sfociare in macroerosioni dell’epitelio. Il cheratocono, condizione in cui la cornea assume una forma a cono, è associata alla vernal, ed è probabilmente dovuto allo sfregamento degli occhi causato dall’irritazione cronica.

TRATTAMENTI MEDICI

  • La rimozione di tutti i possibili allergeni e l’utilizzo di impacchi freddi da porre sopra le palpebre sono il punto di partenza per il trattamento della vernal.
  • L’utilizzo di un antistaminico topico può funzionare solo in casi lievi.
  • Gli stabilizzatori dei mastociti (sodio cromoglicato, nedocromil, lodoxamide) sono utilizzati insieme agli antistaminici e sembrano efficaci in casi moderati di congiuntivite vernal.

Di recente, la ciclosporina-A 0,05% e il tacrolimus hanno evidenziato la capacità di ridurre le citochine infiammatorie e i segni e sintomi in pazienti trattati per la vernal. Sono quindi utilizzati soprattutto in casi gravi e dove la terapia topica con cortisone non abbia dato risultati soddisfacenti.

CLINICA MEYER: I PIÙ BRAVI A CURARE IL SINTOMO SENZA GUARIRE

In Italia pare che i migliori risultati si ottengano presso la nota clinica Meyer di Firenze, dove arrivano bambini da ogni parte del mondo. Tanto vale partire da qui, ovvero dal punto di massima reputazione mondiale e così stiamo meno.

Pur rispettando la professionalità e la ottima reputazione della clinica fiorentina, non sono affatto tenero nei loro confronti. Sono i più bravi? Sì, sono i più bravi al mondo a detta di molti. Per noi invece sono i più bravi a sbagliare e a commettere i tipici strafalcioni chiamati sperimentazione sui pazienti che in questo caso sono i bambini.

Non se la prendano quelli della Meyer. Pretendere da loro la cura nella non cura sul sintomo, o qualche cura naturale semplice e priva di effetti avversi, sarebbe troppo. Tanto più che sono gli stessi genitori ad avere determinate aspettative. Sono essi i primi a chiedere delle cure e a spingere per delle cure. Una clinica poi si chiama clinica proprio per questo, per offrire delle cure efficaci, ma efficaci nella direzione sbagliata, efficaci sul sintomo e non certo sulla reale malattia che si chiama fattore causante. Noi qui denunciamo esattamente questo fatto, punto e basta.

L’AZZARDO DELLA SPERIMENTAZIONE

Dal momento che la VKC o Vernal Kerato-Conjunctivitis rimane tuttora una anomalia ad eziologia ignota o al massimo multi-fattoriale, nella classificazione della stessa medicina, Impostare delle cure sul sintomo senza sapere il come e il perché rimane un vero e proprio azzardo, un tentativo basato nemmeno su delle ipotesi, una sperimentazione basata praticamente sul niente.

PASSAGGIO DAL CORTISONE ALLA CICLOSPORINA PIÙ TACROLIMUS

Gli stessi responsabili della Meyer dichiarano e confessano apertamente sulla rete che fino a ieri usavano il cortisone, pur sapendo che aveva pesanti effetti collaterali in quanto provocava l’insorgenza di ulcere, di glaucoma e di cataratta. Oggi invece sono diventati ancora più bravi ed efficienti. Oggi ricorrono alla ciclosporina e al tacrolimus, un immuno-soppressore più potente della stessa ciclosporina. E ottengono dei risultati considerati positivi che sono la soppressione del sintomo quando va bene, senza mai sfiorare i fattori causanti.

IL CATARRO PRIMAVERILE TENDE A SPARIRE E A RISOLVERSI

Se pensiamo poi che la cheratocongiuntivite vernal, o congiuntivite primaverile, tende a risolversi in modo naturale dopo la pubertà, appare a maggior ragione avventato mettere a repentaglio la salute per un obiettivo incerto e di breve periodo, ma anche sicuramente sbagliato ed inconcludente, come sono del resto tutti gli interventi sul sintomo. In ogni caso, si finisce per ritrovarsi daccapo con riacutizzazioni stagionali ad ogni cambio stagione. Se però si va più a fondo nello studio delle cose, la guarigione e i miglioramenti avvengono molto prima.

RIMEDI NATURALI PER LA CHERATOCONGIUNTIVITE

RIMEDI TOPICI

A livello topico si può ricorrere a fitoterapia anticongiuntivite tesa a decongestionare gli occhi infiammati. Si ricorre a erbe comuni come eufrasia, camomilla, sambuco, piantaggine e lavanda. Si prepara con esse degli infusi ad uso esterno mettendo 2 cucchiai dell’erba secca in mezzo litro di acqua bollente per 10 minuti. Filtrare, immergere una garza dell’infuso tiepido, strizzarla e poi applicarla sugli occhi per 10-15 minuti.

Un’altra efficace cura consiste nell’applicare un cataplasma di ricotta o anche di fieno greco sopra le palpebre, durante la notte.

RIMEDI ALIMENTARI

Sul piano interno e pertanto alimentare si ricorre a cibi leggeri e digeribili e vitali, validi del resto per tutti. Quel famoso vegancrudismo-tendenziale che continuo a raccomandare a piè sospinto. Si mette particolare attenzione su cibi ricchi di bioflavonoidi (bacche rosa canina, uva, limoni, prugne, pompelmo, albicocche, more, grano saraceno), su cibi ricchi di betacarotene naturale (nespole, albicocche, anguria, melone, mela, frutti di bosco, carote, cavolo, lattuga), cibi ricchi di vitamina C naturale (agrumi, kiwi, guava, ciliegie), cibi ricchi di vitamina E naturale (semini oleosi, cereali integrali, frutta secca, ortaggi), cibi ricchi di vitamina A naturale (peperoncini piccanti, prezzemolo, spinaci, mango, zucca, broccoli, zucchini).

Per venire incontro ai bambini e alle loro insopprimibili voglie di dolce estivo, basterà farsi in casa il proprio gelato con banane ben mature, congelate e frullate, più 2 cucchiai di crema di sesamo e volendo qualsiasi frutto dolce, o uvetta o datteri. Zero latte, zero zucchero e zero conservanti! Ovvio che il Gruppo Algida non sarà per niente d’accordo.

Succhi di carote ed ananas, o di bietole e mele, al posto delle bibite in barattolo e delle cole. Zero zuccheri, zero acqua pesante, zero acido fosforico, zero coloranti. Ovvio che la CocaCola Corporation non sarà per niente d’accordo.

Ci sono ulteriori cose da evitare sul piano alimentare: niente carne, niente latticini, niente cioccolato al latte, niente merendine e dolciumi con zuccheri raffinati nascosti, niente cole.

RIMEDI COMPORTAMENTALI

Ci sono pure cose da evitare sul piano comportamentale:

  • limitare per quanto possibile l’utilizzo di acqua clorata artificialmente,
  • evitare docce troppo calde e prolungate dove l’azione del cloro risulta più deleteria del dovuto,
  • mai restare davanti agli schermi di qualsiasi tipo per oltre 20 minuti,
  • mai forzare gli occhi,
  • avere più rispetto di se stessi.

Il sole non fa male a nessuno, se preso con un minimo di buon senso. Evitare il marchiano errore di interventi invasivi come i raschiamenti. Importante piuttosto ricorrere alle tecniche del dr Bates, basate su particolari esercizi applicati agli occhi, tipo palming, rotazioni, guardare vicino e lontano, guardare in alto e in basso, a destra e sinistra, tecniche sempre valide e sempre efficaci.

LE MALATTIE OFTALMICHE VENGONO DA ALTRE ZONE DEL CORPO

Ma il primo, il più grave e il più pregiudiziale e deleterio errore che fa la medicina oculistica ufficiale non l’ho ancora citato, ed è quello di voler considerare le malattie oculistiche come una affezione locale che colpisce gli occhi in modo specifico punto e basta.

Questo significa rimanere schiavi delle apparenze e degli specchietti per le allodole. Questo significa pensare in termini di compartimenti stagni, come se il corpo umano fosse una semplice composizione-lego. Questo significa ignorare le rilevantissime connessioni tra occhi e apparato gastrointestinale, tra occhi e sistema endocrino, tra occhi e formula del sangue. Questo significa anche diseducare e sviare il pubblico che diventa obbediente e disposto a concedersi alle cure senza fare obiezioni di sorta, quasi che le soluzioni proposte dai medici fossero le uniche esistenti al mondo, oppure schemi dettati dal divino e non rabberciati interventi umani in attesa di qualcosa di meglio.

LA REALTÀ È CHE NON SI VUOLE CAMBIARE MARCIA

La realtà è che gli occhi si ammalano per le impurità del sangue viziato ed alterato da una vita innaturale già fin dalla partenza, con trattamenti assurdi come le vaccinazioni, e specialmente per cattive digestioni generatesi per febbri intestinali. Come dire che per guarire da tutti i tipi di disturbi agli occhi, incluso cheratite, incluso congiuntivite acuta o suppurante o scrofolosa o primaverile, incluso infiammazioni alle palpebre o alla retina, incluso miopia e presbiopia, occorre un netto cambio di vedute.

Esistono diversi metodi naturali per risolvere miopia e presbiopia, dal citato Metodo Bates al Metodo Norbekov, dove si sfrutta il potenziale bioelettrico e magnetico del corpo, stimolando i chakra minori e guarendo con la forza della positività.

Sono metodi economici, naturali, efficaci. Eppure tantissime persone che soffrono di problemi visivi e vorrebbero recuperare la vista in modo permanente si affidano alle solite soluzioni, cosiddette collaudate: occhiali, lenti e operazioni costose delle quali si può fare tranquillamente a meno. Si tratta di un vero e proprio paradosso che non ha eguali in nessun altro ambito di cura.

I VERI FATTORI CAUSANTI STANNO NELLE CATTIVE DIGESTIONI E NELLA STITICHEZZA

I malati alla vista, giovani e meno giovani, si assicurano una guarigione stabile e duratura, priva di effetti avversi, solo mediante un trattamento che normalizzi tutte le funzioni organiche, cosa che non si ottiene affatto curando l’organo ammalato che in questo caso è l’occhio. Le malattie agli occhi hanno una caratteristica comune che non sfiora nemmeno la mente degli specialisti. Tale caratteristica si chiama cattiva digestione e stitichezza stabile.

Ovvio pertanto che la prima cosa indispensabile per guarire sta principalmente nel ristabilire la normalità digestiva, nello sconfiggere la febbre intestinale chiamata infiammazione, nel rinfrescare l’interno dell’addome sempre congestionato e febbricitante.

PRIMO NON NOCERE

D’altra parte le cliniche devono sopravvivere e fare del business. Puoi vendere delle cure, giuste o sbagliate poco importa. Quello che conta è che la gente ti creda sulla parola e sul nome che hai. L’importante è saper vendere con la solita consumata abilità commerciale. Non puoi di certo vendere una cura della non cura. Faresti pessima figura e nessuno sarebbe disposto a pagarti un solo centesimo. Nessuno sarebbe disposto a lodarti e a riconoscere la tua bravura, i tuoi meriti, il tuo senso di responsabilità e di rispetto nel non causare alcun danno, nel non dando farmaci inutili e dannosi, nell’obbedire al basilare principio millenario della medicina naturale che è Primo Non Nocere.

Valdo Vaccaro