L’ANGOSCIA DELLE BESTIOLE E LA BRUTALITÀ DELLA CACCIA

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LETTERA

Un lavoro di carattere esoterico sulla realtà della sofferenza animale

Buongiorno Valdo, un saluto a te, ai tuoi due meravigliosi scoiattoli, che ho ammirato alla tua conferenza Saras di Milano del 14 marzo, e a tua moglie.
Ti mando in allegato un semplice lavoro di carattere esoterico che, a mio parere, si può conciliare col tuo lavoro di sensibilizzazione, se rivolto a persone che ne abbiano la predisposizione.
Chiaro che, se un’anima non è ancora pronta, il tuo ed il mio lavoro possono soltanto stimolare una graduale e spesso lenta consapevolezza.
Emanuela Rizzi

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RISPOSTA

Complimementi alla Emanuela Rizzi per il magnifico documento inviatomi

Ciao Emanuela, il tuo documento è molto toccante e profondo.
Lo segnalo a chi fosse interessato a riceverlo nella sua interezza, che potrà richiedertelo direttamente (emanuelarizzi@gmail.com).
Da parte mia preferisco, anche per motivi di spazio, farne un sunto e integrarlo con miei appunti, stando attento a non snaturare il succo del tuo pensiero.

L’uomo e l’animale nel Paradiso Terrestre

Ci fu sicuramente un tempo in cui uomini e animali vivevano fianco a fianco senza paura né sentimenti reciproci di aggressione e sopraffazione.
Quando gli uomini cominciarono a nutrirsi di carne, gli equilibri si ruppero e sopravvennero la diffidenza e il distacco, l’incomprensione e il disprezzo.

I diversi gradi evolutivi degli animali

Anche fra gli animali, come tra gli uomini, esistono diversi gradi evolutivi.
Ci sono animali vicinissimi all’uomo, che tendono a ricercarlo intensamente, altri che stanno nei dintorni di esso, ed altri che lo sfuggono.
Ci sono animali permeati della coscienza di gruppo, che agiscono come fossero un solo essere telecomandato, tipo ad esempio le formiche, le termiti, le vespe e le api.

Compagni di pellegrinaggio temporaneo, con gli stessi diritti e lo stesso destino

Il ritmo della vita di migliaia di esseri, che vivono sul suolo terrestre, è regolato dalle fasi lunari.
Ci sono i giorni giusti per scavare una tana, per fare un nido, per digiunare, per nutrirsi di una pianta piuttosto che di un’altra. L’animale vive essenzialmente nel tempo presente.
Per scoprire e capire l’animale dobbiamo smettere di guardarlo dall’esterno.
Dobbiamo riconoscerci come suoi compagni di viaggio e di pellegrinaggio temporaneo su questa terra, esattamente al pari di lui, con pari dignità, pari diritti e pari destino.

Il timore delle intenzioni negative, dell’accanimento e del sadismo

Gli animali cercano nell’etere e nell’aria le memorie di luoghi ed oggetti conosciuti per via istintuale e spirituale nelle vite precedenti.
Quando un animale gioca con la vita di un altro animale, non possiede morbosità.
Non teme la morte, ma teme l’energia negativa che genera la morte stessa.
Teme cioè l’odio, le intenzioni cattive, la violenza, l’accanimento e il sadismo.

La comunicazione eterica e telepatica

Gli animali sanno dialogare telepaticamente fra loro, emanano dalle loro aure onde luminose al pari di quelle (invisibili ai più) che gli umani si scambiano durante le loro conversazioni e i loro rapporti di amore, di repulsione o di indifferenza.
Gli animali si scambiano la loro sensibilità e la loro energia. Si aiutano e si sostengono tra di loro.
L’animale non mente come può fare l’uomo con la parola.
L’animale non sa essere un calcolatore.

La scena classica e ripetuta del vitellino strappato alla madre

Ricordo che, ogni volta che l’uomo del macello veniva in stalla a strappare un vitellino alla sua mamma mucca, non c’era soltanto la lotta della piccola creatura, che veniva tirata con la corda all’interno del camion. Non c’erano soltanto i colpi che il piccolo disgraziato lanciava contro le pareti metalliche dell’automezzo, ma una marea di lamenti saliva al cielo.

Il lamento collettivo di tutta la stalla

C’era pure il pianto e la disperazione della madre, che cercava invano di spaccare le catene, ferendosi a sangue intorno al collo, e il pianto altrettanto disperante delle altre mucche.
Un pianto collettivo e unitario che non finiva dopo una o due ore, ma continuava sottoforma di lamenti chiari e percepibili per una settimana intera.
L’intera popolazione della stalla ferita, insultata, oltraggiata. Persino il cane si lamentava.

La semplice e nuda anima delle bestiole

Le anime delle bestiole sono sempre semplici e nude davanti al prossimo.
L’amicizia è senza pregiudizio e senza calcolo.
Gli animali comunicano tra di loro anche senza guardarsi.
A loro basta esistere ed esserci. Basta sentirsi. Basta fare parte armoniosa della natura.

La sacralità del rotolarsi nel fango

Il contatto con la terra è qualcosa di sacro per loro.
Rotolarsi nel fango per i maiali e i cinghiali è qualcosa di sacro.
Non serve solo a togliersi di dosso eventuali parassiti.
Non serve solo ad assorbire le energie della terra.
È un modo di rilassari e di energizzarsi. Un modo di pregare e di ringraziare.
Un atto d’amore verso Madre Natura.

La sensibilità sopraffina esiste sia nel mondo animale che in quello vegetale

Gli animali captano pochissimo le nostre esteriorità, ma colgono invece con attenzione il suono e il tono della nostra voce, e persino il senso delle nostre intenzioni nei loro confronti.
Anche gli alberi e i fiori del resto sanno reagire, sanno fremere e gridare se qualcuno nei loro paraggi, sia della loro specie che di specie diverse, soffre o ha paura.

L’aura umana che gli antichi sciamani chiamavano Totem

C’è una energia intensa che segue il comportamento di un uomo fin dalla nascita, e che si esprime sottoforma di aura, con diversi colori, contorni, sfumature, formule chimiche.
Questa forma aveva un nome presso gli antichi sciamani, e si chiamava Totem.
Ogni forma di vita è gemellata con un’altra forma di vita di un altro regno.
Gli animali a sangue caldo hanno ovviamente qualcosa di umano.

L’animale è gemellato con l’uomo

Stesso sangue, stesso cuore, stessi occhi, stesse orecchie, stessa bocca, stessa lingua, stessi denti, stessi organi interni, stesso sistema nervoso, stesso sistema ormonale ed immunitario, stessi organi sessuali, stessa anima sensibile.
Dire che l’animale è gemellato con l’uomo non è discostarsi dalla realtà.
Per avvicinarsi a un animale bisogna riuscire ad avvicinare il suo cuore, pari a pari.
Bisogna diventare un po’ come lui, abituandosi alle sue più sottili vibrazioni.

La necessità di uscire dalla nostra gabbia mentale

Se non siamo capaci di vivere nel rispetto di ogni forma di vita, non riusciremo mai a risolvere i nostri problemi esistenziali.
Occorre uscire dal nostro guscio e dalla gabbia mentale che ci imprigiona.
Occorre mettersi nei panni degli altri.
Basta poco. Basta sforzarsi. Basta guardare l’uccellino che vola e immaginare di essere dentro di lui, che guarda la nostra testa e la nostra abitazione dall’alto, mentre si libra felice e leggero nell’aria.

Guardiamo quello che succede intorno a noi. Mai chiudere gli occhi e mai chiudere il cuore.

Basta guardare le creature finite nei camion delle autostrade, stipate una sull’altra nel caso di maiali e bovini, o rinchiuse in gabbie metalliche sovrapposte, esposte al gelo o alla canicola, e dirette tutte verso la sola meta possibile, e cioè quella del mattatoio.
Anatre e animali da cortile con le ali tagliate e con le zampette orrendamente spezzate, per impedirne il movimento (vedi tacchini al supermercato).
Creature senzienti, intelligenti, innocenti, dotate di sentimenti ed emozioni come noi e più di noi, di diritti inalienabili come noi e al pari di noi, eppure trattate come fossero dei pezzi inanimati di legno o di plastica, senza alcuna pietà.

Il terrore della fagiana inseguita

Pensate all’angoscia degli animali che fuggono in preda al panico dei fucili dei cacciatori e dei cani che li inseguono.
Ricorderò sempre, scrive l’Emanuela, la fagiana che cercava rifugio nel mio giardino e che nascondeva la testa negli anfratti del mio muro di cinta, esattamente come fanno gli struzzi, che non vogliono nemmeno vedere gli occhi carichi di cattiveria dei loro aggressori.
La poveretta aveva il terrore stampigliato su ogni piuma, ed è scappata anche da me, che intendevo salvarla.

E se qualcuno mettesse sulla nostra fronte l’etichetta uomini-da-carne, destinazione macello?

Animali cosiddetti da carne, tenuti in catene, e pronti ad annusare l’odore acre del sangue dei macelli del circondario.
Pensa se qualcuno chiamasse noi uomini-da-carne, considerando i nostri genitori e i nostri figli come uomini-da.carne, con un’etichetta in fronte dove si leggesse destinazione macello!

Quel che succede all’animale succederà all’uomo!

Gli ammonimenti non mancano, e arrivano sia dagli scritti biblici che dal testamento degli Indiani d’America.
Non fare agli altri ciò che non vorresti essere fatto a te stesso!
Quello che succede all’animale succederà anche all’uomo!
Animali da pelliccia, tenuti in gabbie senza pavimentazione e riparo, appositamente al freddo perché il pelo s’infoltisca, e poi soppressi con scariche elettriche, scuoiati quando sono ancora coscienti.
Foche e otarie dal viso più innocente di un bambino, che guardano verso l’uomo in attesa di un gesto di amicizia, e che vengono infilate e massacrate impietosamente con uno sperone di ferro.

Cosa mai potranno pensare di noi?

Tante creature che si aspettano da noi un gesto di amore, un gesto di protezione, un gesto di pietà, una carezza, e che invece ricevono un incredibile tradimento, un vile insulto metallico.
Quali mai potranno essere i loro pensieri e le loro emozioni?
Cosa mai penseranno di noi? Che tipo di report faranno al Creatore del Cielo e della Terra?
Cosa mai penseranno di noi le mucche inseminate artificialmente e poi derubate dei loro piccoli appena nati?

Le funzioni e le responsabilità dell’essere più consapevole ed evoluto

L’uomo non è qui sulla Terra a vegetare e a consumare il suo tempo inutilmente, ad ammazzare le ore e ad annoiarsi.
Ha delle funzioni e ha degli obblighi, sia verso se stesso che verso gli altri.
L’uomo ha il preciso compito e l’inderogabile responsabilità di salvaguardare la natura e di proteggere le altre specie viventi, soprattutto quelle che non hanno mezzi fisici, psicologici, culturali e legali per autodifendersi, essendo lui l’essere più consapevole ed evoluto del pianeta.

La disperazione dell’anima umana assassina è superiore al dolore causato alle vittime

Gli animali posseggono chiaramente la nozione di Dio, che permane sempre e costantemente, in modo nitido e sicuro, nella loro coscienza istintuale.
Intuiscono anche le funzioni superiori dell’uomo, al punto da saper distinguere tra un uomo buono e uno malvagio.
Quando verificano la nostra crudeltà, essi leggono in noi la fiamma demoniaca della distruzione, e percepiscono la sofferenza e la nera disperazione della nostra anima di torturatori, che è addirittura superiore a ciò che noi infliggiamo loro.

Il macellaio, più che ammazzare la mucca e il maiale, ammazza se stesso.
Il mangiatore di carne, più che addentare un cibo qualsiasi, sta mangiando se stesso.

Il macellaio, più che ammazzare il maiale o la mucca, infila il coltello nel proprio cuore e magari non se ne accorge, perchè i suoi corpi sono smembrati in modo patologico, dove corpo, mente e anima vanno ognuno per conto suo, senza bussola e senza direzione.

Il pessimo esempio della Provincia Autonoma di Trento

Senza bussola e senza direzione, come sta avvenendo in questi mesi nella Provincia Autonoma di Trento, che ha appena assegnato un finanziamento di 1.000.000 di Euro ai cacciatori, e uno di 845.000 Euro ai pescatori.
Già era scandaloso che nel 2005 ci fosse stato un contributo a fondo perso per 540.000 Euro a favore delle doppiette.
E ora la cifra viene addirittura raddoppiata.

In un paese civile la caccia va abolita e non finanziata

E c’è davvero di meravigliarsi che la Provincia di Trento, bella, pulita, civilissima nelle apparenze, abbia una mentalità ed un cuore orribilmente bacati, e stia dando non il buono ma il cattivo esempio a livello nazionale ed internazionale.
Il tutto condito di chiaro spirito antidemocratico, di fronte a una grande maggioranza che ha votato espressamente per l’abolizione della caccia.
Non sarà che gli stessi presidenti e gli stessi assessori trentini sono i primi a partire con la doppietta carica in spalla?

L’insopportabilità di un gesto

Non intendiamo demonizzare la Provincia di Trento in sé, non avendo nulla di particolare contro una regione per il resto bellissima.
Quello che è insopportabile è il gesto.
Il versare dei soldi pubblici che serviranno per ammazzare altre bestiole.

Un insulto all’anima artistica e pacifica dell’Italia autentica e dell’Italia civile

Non è poi che Trento sia sola in questo atto irresponsabile ed inqualificabile.
L’Italia è diventato paradiso delle doppiette, paradiso della violenza contro i deboli e gli indifesi, paradiso della viltà, dell’indifferenza e del voltastomaco.
Una presa in giro e una mancanza di rispetto per le opere d’arte, per i sentimenti, per gli eroi,
per Leonardo da Vinci e per San Francesco d’Assisi.

Valdo Vaccaro

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