LE SOLANACEE SONO PERICOLOSE E ACIDIFICANTI?

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LETTERA

Un grazie per le tue meravigliose tesine e una giornata felice a te, Valdo.
Sono Gianni da Trento. Ti volevo chiedere, ma queste solanacee (pomodoro, peperone, melanzana, patate) sono proprio così pericolose e acidificanti, o si tratta solo di invenzioni macrobiotiche?
Un saluto e una bio-giornata con frutta e verdura. Gianni


RISPOSTA

Ciao Gianni. Un orto senza pomodori e senza patate non ha senso. Quando mai finirà la manicomialità macrobiotica?

È da 200 anni che intere popolazioni, in Germania, Polonia, Francia, Italia e dintorni, si alimentano di questi prodotti con profitto e con zero conseguenze negative. I mali del mondo non vanno cercati di sicuro in quella direzione.

Non ho mai visto in vita mia un reparto ospedaliero di ammalati da solanina. Reparti di oncologia e urologia sì, carichi di ammalati da cibi animalproteici e cadaverinici sì, anche troppi.

Esistono al contrario esperimenti scientifici e dati statistici che parlano a favore e non contro questo tipo di frutti. Vedi gli esperimenti di Andrè Simoneton che mettono l’umile patata tra i prodotti più rivitalizzanti in termini di onde Angstrom elettromagnetiche vibrazionali, immediatamente dopo la frutta che raggiunge il top dell’infrarosso. E ciò vale addirittura per la patata cotta senza sbucciare.

LE SOLANACEE E L’ALCALOIDE SOLANINA

È vero che le solanacee contengono nella parte foliare un alcaloide leggermente velenoso chiamato solanina. Questo non significa niente. Anche le pesche contengono nei semi piccole dosi di acido cianidrico che non compromettono l’innocenza e la bontà del frutto.

Anche alcuni papaveri contengono oppio, mentre i loro semini neri sono ottima fonte di vitamine del gruppo B, anche la canapa può portare all’hashish, mentre i semini di canapa sono pure fonte eccellente del gruppo B.

Si eviteranno di mangiare le foglie e i germogli. Si eviteranno per prudenza di consumare le patate commerciali mal conservate o quelle con la buccia verdastra o quelle in via di germinazione (evitando però le patate irradiate che non germogliano mai, e che hanno perso però la loro forza vitale ed enzimatica al pari di una sostanza precotta e devitalizzata).

Mi viene in mente un magnifico libro dal titolo Centomila gavette di ghiaccio, di Giulio Bedeschi, sulla disastrosa ritirata italiana nella campagna di Russia dell’ultimo conflitto mondiale, dove molti nostri soldati salvarono la propria pelle consumando le bucce di patata che trovavano nei letamai delle dacie di campagna.

Una famiglia di 1700 piante, alcune velenose, altre medicinali e altre ancora mangerecce, come succede nei funghi

Non mi risulta di aver mai subito indigestioni o danni di alcun tipo da parte di questi prodotti. Le solanacee comprendono 1700 piante diverse. Alcune di esse sono medicinali ed altre sono velenose, tipo la belladonna, lo stramonio, il giusquiamo, il tabacco.

Ma quelle che la macrobiotica vorrebbe scioccamente demonizzare si sono rivelate preziose e utilissime per l’uomo, inserite a pieno titolo e pieno merito nell’ambito delle piante alimentari. Al massimo, volendo evitare improbabili accumuli di solanina, si eviterà di mangiare in contemporanea grossi quantitativi delle piante citate.

Ma se consumiamo un bel piatto di pomodori o due belle patate, vorrei proprio vedere quanti peperoni e quante melazane riusciamo ancora a mangiarci. La realtà è che pomodori crudi e peperoni sono ottimi alcalinizzanti del sangue, mentre patate e melanzane, cotte in modo semplice, limitato e conservativo, sono nutrienti di prima classe e privi di controindicazioni.

Tutte le cotture della macrobiotica, tutti i suoi sali, tutti i suoi the e tutti i suoi intrugli concentrati, fanno altrettanto male degli zuccheri industriali e delle cole (che sono l’unica cosa giusta contro cui gli ohsawiani hanno lottato coerentemente).

La macrobiotica, nonostante parli in continuazione di yin e di yang, di acido e alcalino, pare non aver capito un acca dei veri meccanismi che innescano l’acidificazione del sangue.

Valdo Vaccaro

 

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

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1 commento

  1. CyberBizia on

    Mio padre era allergico ai pomdori. E allora? Vogliamo privarci dei pomodori se non siamo allergici solo perché qualche rara persona lo è? E quanti sono allergici alle arachidi, crostacei, fragole etc. etc. allora dobbiamo demonizzare tutto. Per quanto ho capito, poi, gli studi che "dimostrano" la pericolosità delle sonanacee sono il risultato di persone alimentate con dosi massicce e industriali di succo di pomodoro !!! Ovvio che si è intossicato. Ma finiamola.