LATTE, CASEINA E PASTORIZIA

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LETTERA

DOVE STA LA VERITÀ SUL LATTE E SULLA CARNE?

Gentile dr Valdo, Mi chiamo Andrea dalla provincia di Livorno. Sono sempre stato interessato al cibo e alla nutrizione e ho scoperto da poco il suo davvero interessante blog. Seguo da molto tempo il sito di Nico Valerio perché lo trovo corredato da studi approfonditi e ricerche mediche puntualmente citate, e ora mi rendo conto di uno splendido lavoro valdiano, ma su posizioni diametralmente opposte! Devo dire che è difficile per un addetto ai lavori capire dove sta la correttezza.

UNA DIATRIBA MERITEVOLE DI CHIARIMENTO

Quindi non entro nella diatriba scientifica sui veri o presunti benefici o malefici dei latticini perché non ne sono in grado. Continuerò a cercare la verità ascoltando tutte le versioni e fidandomi del mio istinto e del mio corpo.

UN PARERE IN CHIAVE STORICA

Quello che volevo chiederle è il suo parere sull’argomento in chiave storica. L’uomo ha bevuto il latte dall’alba dei tempi, queste sono prove sicure e scritte. La pastorizia precede l’agricoltura, i romani stessi erano pastori e a oggi molti popoli allevano animali da latte per sostentamento.

SBAGLIAVANO FORSE I PASTORI DELL’APPENNINO?

Possibile che si siano tutti sbagliati? Eppure gli antichi, o perlomeno i popoli vicini alla natura sapevano ascoltarsi meglio di noi. L’enzima lattasi non è un altra prova che come specie abbiamo accolto il latte fra i nostri cibi? Se penso che l’uomo è anche cultura penso che può ampliare la sua base di scelta istintuale, e lo ha fatto. Grazie per l’attenzione e per il suo splendido lavoro.

Andrea

*****

RISPOSTA

NICO VALERIO VERSIONE GIOVANILE O VERSIONE TARDIVA?

Ciao Andrea. Non so a quali scritti ti riferisci esattamente. Nico Valerio ha fatto una magnifica serie di libri negli anni giovanili, per la collana Mondadori. Penso che abbia espresso le migliori cose di quegli anni, con testi di grande successo tipo Il piatto verde, Tutto crudo, e simili. Un anticipatore e un pioniere del cibo naturale e del vegetarianismo. Difetti di Valerio? Tanta cultura opportunistica e speculativa, scarsa linearità e poca coerenza. Uno che predica bene e razzola malissimo, tanto per capirci. Non l’ho mai pescato personalmente in fragrante. Me lo hanno raccontato amici di Roma che lo conoscono bene. Ognuno poi balla con sua zia. Non è compito mio esprimere giudizi pesanti sul prossimo.

UN PROBLEMA DI LINEARITÀ E DI COERENZA

Non puoi però produrre dei testi esemplari a favore del vegetarianismo e del crudismo, e poi gioire nei ristoranti romani, ingozzandoti disinvoltamente di pesce, gamberi, cinghiale alla griglia e trippa di bovino. Non intendo giudicare nessuno. Ma un minimo di congruenza e di fermezza ci vogliono, se vogliamo risultare credibili, evitando di finire nella categoria dei venditori di fumo.

CONDIVIDO LE TUE CONSIDERAZIONI STORICHE SULLA PASTORIZIA

Storicamente comprendo benissimo la pastorizia e tutto il resto. Gli inverni erano lunghi e freddi pure allora, con la grande differenza che non esistevano trasporti veloci, non esistevano supermarket e negozi alimentari riforniti per 12 mesi l’anno. Sappiamo benissimo che pure oggi, se devi valutare il menu del lappone che vive nell’igloo, non andrai a redarguirlo per la sua fiocina, per il suo fucile, per la sua calda pelliccia di orso o di renna, né andrai a suggerirgli una dieta vegancrudista a clima 50 sottozero. Vivere lungo la catena alpina, appenninica, balcanica e himalayana significava per la gente essere sottoposta ai rigori dell’inverno. Né più né meno del Lappone, dato che le nevi umide invernali sono assai peggiori del freddo rigido e secco delle zone polari.

IL VEGANCRUDISMO TENDENZIALE CONSENTE AMPI MARGINI DI CONCESSIONE E DI SOSTENIBILITÀ

Del resto non credo di bazzicare su posizioni dogmatiche e rigide. Ho sempre ammesso che i tomini di Saluzzo e simili sono deliziosi. Ho sempre detto che  il formaggio di malga prodotto a crudo può essere consumato senza troppi effetti collaterali. Ho sempre ammesso che il frico con patate o anche da solo è una delizia culinaria. Ho sempre chiuso un occhio sulla scaglia di grana, sulla ricotta e persino sul formaggino, presi in modo non sistematico.

OPPOSIZIONE SCIENTIFICA E NON PREGIUDIZIALE SU LATTE E LATTICINI

L’opposizione al latte rimane solida come fatto scientifico e fatto etico. Scientifico per le nette indicazioni del latte materno, che sta su livelli di proteina/caloria intorno al 5.8%, mentre la frutta acquosa sta al 6.7, la frutta secca e i cereali al 13.0, il radicchio e le verdure crude al 22 e i legumi al 28.0%. Scientifico perché siamo i soli mammiferi a pretendere latte altrui di struttura molecolare ipergrassa, iperproteica ed ipercaseinica, carico di precisi effetti collaterali e causatore di calcificazioni, di osteoporosi, di tiroiditi e di carcinomi alla mammella, visto che il suo calcio non è assimilabile dal corpo umano., visto che la sua caseina collosa impedisce l’assorbimento del ferro e degli altri nutrienti. Scientifico perché l’industria casearia fa un tutt’uno con quella della carne, e sappiamo che dai macelli c’è ben poco da attendersi, a parte la sofferenza e i pianti di milioni di creature innocenti costrette brutalmente all’atrocità incompresa ed ingiustificata del patibolo.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro è orgogliosamente NON-medico, ma igienista e libero ricercatore. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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