LATTICINI, SALUMI E DOLCI NEL MIRINO DI ROBERTO CALCATERRA

Ho sempre affermato nei miei scritti che esistono medici e medici. Nell’ultimo fine settimana a Imola ci siamo deliziati della compagnia di Roberto Calcaterra che già conoscemmo mesi addietro non solo come medico chirurgo dell’apparato digerente, ma soprattutto come ricercatore privo di arroganza e attento al benessere integrale del corpo e dell’anima, tutte qualità piuttosto rare. Questa volta ci ha pure lasciato la sua testimonianza scritta sotto forma di un primo suo volume dal titolo “Malattia, cibo e destino”, dove risalta in apertura una massima di Platone: “Il più grande errore nel trattamento delle malattie è che ci sono medici per il corpo e medici per l’anima, quando invece le due cose non dovrebbero essere separate”.

Anche la prefazione di Alberto Rollo merita di essere citata almeno in sintesi.

“È accaduto più o meno 20 anni fa. Soffrivo di coliti devastanti, mali di testa periodici, di un dolore permanente, sordo e maligno all’addome che si ripresentava a scadenza mensile. Per i vari internisti, ematologia, gastroenterologi era tutta roba psicosomatica. Il dr Calcaterra mi ascoltava con solerte pazienza. Poi mi disse che, per una volta, potevamo dedicarci al solo corpo. Era singolare che fosse un medico speciale, integrale e sui generis come lui, a consentire quella provvisoria separazione, eppure lo faceva”.

RIGOROSO STOP A LATTE E LATTICINI E RISULTATI IMMEDIATI

“Mi disse che i latticini sono problematici per tutti, ma che per me erano un autentico veleno, e che avrei dovuto farne a meno. Ero pronto a rivedere i parametri della mia alimentazione? Ebbi qualche forma di resistenza mentale. Ma come, il latte veleno? E tutte le sequenze di sapori dei formaggi di Provenza? E le magie cremose dei formaggi italiani? Roberto mi chiese: Perché non provi? Semplice semplice.”

“I malesseri di cui soffrivo si attenuarono subito sino a sparire. Cominciai decisamente a perdere peso, a recuperare una destrezza, una scioltezza che era del corpo ma che toccò pure lo spirito. Riuscivo a vedere meglio dentro e fuori di me. E in più sapevo che non era successo nulla di esorbitante e di miracoloso: stavo solo trattando con il giusto rispetto il mio corpo, e al mio corpo rispondeva con un contro-canto felice la mia anima. Tornai presto dal dr Roberto Calcaterra a ringraziare. Dovremo continuare, disse lui. E in effetti continuammo per anni. Oggi riconosco in lui più un grande amico che un medico”.

“Sul biglietto da visita c’è scritto: Specialista malattie dell’apparato digerente. Ma quel che fa Roberto è piuttosto darci un’idea delle umane sorti. L’autore non smette di stabilire un nesso fra i pazienti e il divino. L’atto di giustizia cosmica qui coincide con un cambiamento drastico di alimentazione. Immaginarsi tartaruga rovesciata coi piedi in aria può essere utile per intendere in quali condizioni ci troviamo”.

SI IMPONE UN RITORNO ALLE ORIGINI

L’autore esordisce con una considerazione politico-sociale facile a capire perché estremamente veritiera e condivisa. Ci troviamo in un momento storico in cui il mondo intero, e soprattutto l’Occidente, appare paralizzato. Economia e consumi fermi. Le menti, anche quelle più fini e reattive paiono confuse nelle loro sterili ricette per una rapida ripartenza. Ma, se solo ci fermassimo a riflettere un po’, capiremmo come tutto in realtà non succede a caso, e che il mondo si sia arrestato sull’orlo dell’abisso.

Siamo corrosi nel cuore e nella mente da un sistema dove il 10% della popolazione ha accesso al 90% delle risorse. Abbiamo a che fare con un ecosistema sfruttato e vilipeso oltre ogni limite. Non possiamo ripartire senza un deciso cambio di rotta o tutto sarà destinato al precipizio. Esiste una possibilità ed è quella della decrescita, quella di tornare indietro, quella di retrocedere come un flashback al rallentatore, tornando mentalmente alla nostra infanzia. Solo così riscopriremo le nostre origini, le radici che ci tengono legati all’esistenza.

RIVEDERE L’ALIMENTAZIONE E IN SETTE ANNI SAREMO NUOVI DEL TUTTO

Siamo una società troppo malata per poter andare avanti senza cambio di rotta. Basiamo tutto su 5 alimenti killer, assunti con incredibile disinvoltura. Mi riferisco a latticini, carni, zucchero, sale e farine sbiancate. Cosa cambiare e come farlo. Possiamo cambiare e agire innanzitutto sul nostro corpo attraverso l’alimentazione. È il primo passo per tutto, per ogni cosa, per ogni stato d’animo che non ci piace, per ogni malessere, patologia, disturbo. Siamo tutto quello che mangiamo, e anche quello che abbiamo mangiato con la bocca ma non solo. Se siamo fuori centro, se abbiamo problemi di salute, stiamo sbagliando ingredienti. In 7 anni cambiamo ogni cellula del nostro corpo. Fra 7 anni saremo totalmente nuovi e rinnovati e sta a noi decidere cosa vogliamo essere.

GLI ALIMENTI CHE SCEGLIAMO HANNO IL POTERE DI CAMBIARE I GENI

La scoperta del genoma, del codice genetico, ha dato false speranze alla medicina razionale, ossia che conoscendo tutti i geni si sarebbero potuti scoprire i segreti delle patologie. Non è stato così. La malattia è ben altro. Le meravigliose scoperte dell’Epigenetica dimostrano che nel nostro codice genetico non sta scritta alcuna condanna, come per molti anni ci è stato fatto credere. Esistono dei fattori in grado di attivare e disattivare i geni che codificano le varie patologie. Uno di questi fattori è l’alimento. Possiamo sempre cambiare musica. Possiamo iniziare sempre cambiando la nostra alimentazione.

CARNI ROSSE E CARNI BIANCHE NEL MIRINO DEL CANCRO

A dare problemi sono quasi sempre gli alimenti di origine animale. Ridurre drasticamente tali alimenti rappresenta il primo decisivo passo nella cura e nella prevenzione delle malattie allergiche che sono il primum movens di ogni patologia. Il 15/10/2015, data ormai storica, l’OMS ha dichiarato senza mezzi termini che le carni rosse di tutte le specie animali, bovine, equine, suine, ovine e caprine, sono sicuramente cancerogene, e ciò è indipendente dalla dose. Non è poi che le carni bianche siano molto distanti da quelle rosse.

Per quanto riguarda le carni suine, è la prima carne che chiedo ai miei pazienti di eliminare. Il maiale è un animale molto particolare. Molto vicino all’uomo al punto di avere un codice genetico simile a quello umano. È l’animale a sangue più caldo. È un animale intelligente e patisce fortemente la permanenza negli allevamenti intensivi, dove non può fare nulla se non abbuffarsi per ingrassare. È un animale sanissimo a cui piace scodinzolare libero per chilometri, e che viene invece costretto alla prigionia con altri suoi simili.

Consiglio sempre a tutti, quando li accompagno in percorso di disintossicazione, di stare alla larga dai salumi e dalla carne di maiale. La carne non fa bene a nessuno, essendo fortemente infiammatoria. Una riflessione va fatta su cosa è diventata l’alimentazione odierna, ricca di alimenti animali e di alimenti raffinati lavorato industrialmente. L’OMS ci riferisce dei dati inquietanti. Le popolazioni occidentali consumano 90 kg di carne rossa a testa ogni anno, 70 kg di latte e derivati, 50 kg di zucchero. Questi consumi, uniti all’esorbitante uso di alimenti raffinati, ci stanno allontanando dal giusto percorso e ci conducono a molte malattie. La zootecnia moderna, insieme alla odierna medicina veterinaria, ha creato un sistema aberrante come pochi altri.

I DANNI DEL LATTOSIO E DELLA CASEINA

Esiste una scelta obbligata se vogliamo riprendere in mano la nostra salute. Per quanto riguarda i miei pazienti, indipendentemente dalla loro volontà di voler diventare vegetariani o no, per qualunque percorso terapeutico, inizio sempre dal latte e derivati. Alimento eccellente per tutti i cuccioli di mammifero, per farli crescere e raddoppiare il peso ad ogni mese, non è più adatto dopo lo svezzamento per una serie di motivi:

  • Il lattosio o zucchero del latte non viene più digerito in quanto scompare progressivamente la lattasi (enzima deputato alla digestione del lattosio).
  • Il lattosio indigesto dà origine a fermentazioni anomale con effetti a carico del fegato.
  • Non occorre fare dei test sull’intolleranza, tempo e soldi buttati via. Siamo tutti più o meno intolleranti. In relazione al proprio organo più debole, al nostro tallone di Achille, ci saranno pazienti con problemi alla cute, altri con problemi allo stomaco, all’intestino, ai bronchi.
  • Non è solo questione di lattosio ma anche di caseina o proteina del latte, considerata la molecola più infiammatoria per tutti gli esseri viventi.
  • I fattori ormonali di crescita GH specifici sono in grado di portare il vitello a un peso di 700-800 kg, ben lontani dal peso umano. Ed è per questo che tolleriamo meglio latte e derivati di capre e pecore, molto più simili a noi in termini di peso intorno a 70-80 kg.

Per tutti questi motivi propongo sempre ai miei pazienti di eliminare latte e derivati. Ovvio che non è facile. Il latte è il primo gusto che ci lega alla madre. Una mamma mi ha telefonato preoccupata perché il suo piccolo di 10 mesi rifiuta d’improvviso il latte, cosa peraltro normale e fisiologica, meccanismo logico di autodifesa e nulla più. Ma per gli adulti diventa ancora più difficile. I grassi animali confortano e scaldano. Il dolce sapore di latte è abitudine dopante, comodo, facile, appetitoso e saziante. Noi dipendiamo solo il 20% dal nostro genoma. Il restante 80% è puro comportamento, stile di vita, abitudini, credenze, condizionamenti, emozioni.

DIETE LOW-CARB E ALIMENTI DA ELIMINARE

Stiamo attenti poi alle varie diete iper-proteiche o low-carb, aventi come principale finalità il dimagrimento, anche a costo della salute. Diete efficaci per perdere peso in via solo temporanea, ma assai dannose per la salute. Li riconosciamo subito non appena entrano in ambulatorio quelli che si sottopongono a tali diete. Persone agitate, smagrite in viso, pelle tirata, stressate e nervose, metabolismo impazzito, tiroide che non sa più nemmeno cosa fare. Al termine poi di questi regimi, si riprende tutto il peso perso, quando si rimane in vita.

Farina raffinata, zucchero saccarosio e prodotti di origine animale hanno un impatto devastante sui sani e sui malati. Recenti studi confermano che il saccarosio (zucchero commerciale di uso comune), oltre che devastare il pancreas, è tossico per la cellula madre del sistema nervoso centrale che è il neurone, ed anche per la cellula madre del sistema immunitario che è il globulo bianco. Gli alimenti raffinati sono inoltre privi di micronutrienti assimilabili.

Proteine e sali minerali, presenti nel germe e nello strato esterno dei chicchi, vengono eliminati dall’industria che ci fornisce prodotti sempre più bianchi, candidi, soffici e con lievito sintetico. Prodotti che inducono resistenza insulinica (sindrome metabolica da insulino-resistenza, o sindrome X che porta al diabete 2, a problemi cardiocircolatori, a steatosi epatica, specie se associati ad alcol, a corticosteroidi, a poco sole, a scarso movimento, ad acidosi e infiammazione mesenchimale.

L’alcol, anche nella dose di mezzo bicchiere di vino ai pasti principali, in determinati stati di salute, induce steatosi ed infiammazione epatica. Il dr Calcaterra propone una dieta libera da vincoli di peso degli alimenti, con libertà di mangiare a sazietà, basata su semi, legumi, verdure crude e cotte e pertanto assai simile ed in linea col nostro vegeto-crudismo tendenziale.

Da rilevare che troppa gente si fa plagiare dai discorsi su zero calorie e basso indice glicemico, usando l’aspartame e simili per dolcificare il caffè o bersi la cocacola zero. Non va bene nemmeno la stevia. Ben diverso è invece il fruttosio naturale della frutta acquosa, che va limitato solo in particolari situazioni di salute. Quanto poi alla tanto conclamata Dieta Mediterranea, chi l’ha mai vista? Gli italiani si abbuffano di pasta, pane, pizza, focacce e salumi, e ritengono che quella sia la Mediterranea. Troppo comodo.

LA POESIA DI SCRIVERE SULLA SABBIA

I bambini nascono e portano su questa terra la loro perfezione. Dovremmo imparare a specchiarci in loro per essere migliori e per sforzarci di creare per loro un mondo migliore e vivibile. I 50 anni sono una quota particolare nella vita di tutti, con grosse modifiche ormonali. Sono destabilizzanti, specie per il mondo femminile dove si parla di menopausa, parola in sé davvero orribile, mentre per i maschi andropausa suona alquanto indecifrabile. Superando i cinquanta scavalchiamo la collina della nostra vita. I cambiamenti ormonali mettono in crisi l’equilibrio emozionale endocrino.

Dobbiamo dare un senso alla pagina giornaliera che scriviamo. Non è scontato metterla giù nero sia bianco. Ciò che perdo oggi sarà perso per sempre. Dobbiamo riconoscere che tutto quanto stava sulla pagina di ieri esiste ancora. Ognuno di noi ha archiviato volumi interi senza annotare un bel nulla. D’accordo che occorre voltar pagina e vivere nel presente, ma qualche vecchia traccia può risultare preziosa.

Ricordiamoci di vivere e di scrivere le note a margine, magari in forma di diario. Ricordiamo di dare loro un senso. La pagina di oggi è unica. Ciò che succede oggi solo oggi succederà. A volte la nostra vita è affannosa e difficile, per cui siamo impediti ad annotare e a formare il nostro libro. Scriviamo sulla sabbia, arriva l’onda e cancella tutto. La memoria immensa dell’acqua che evapora, va in cielo sotto forma di nube e poi si riversa come pioggia ritornando a noi, bagnando ogni cosa. Pertanto, alla fine, anche scrivere sulla sabbia è potente e glorioso, oltre che poetico.

L’IPOTIROIDISMO DI HASHIMOTO SI SCONFIGGE VIVENDO QUI ED ORA

Il Sergio è affetto da quella strana e diffusa malattia definita tiroidite di Hashimoto. Assume 100 mg di un farmaco che dovrebbe sostenere il suo metabolismo rallentato. La tiroide è un vero mondo di informazioni. Mantiene un complesso rapporto con cervello e ipofisi. È deputata alla regolazione del metabolismo. Per la medicina orientale è al centro del 5° chakra, quello della espressione del sé. Essa è anche l’orologio biologico della nostra vita. Ma se mi concentro costantemente sul passato divento io stesso il passato e fatico a vivere. Così la tiroide si blocca e rallenta le sue funzioni, trasformandomi in un ipotiroideo. Meglio dunque vivere il qui ed ora, meglio vivere nel presente. Chi sta invece sempre rivolto verso il futuro tende ad essere sovra-stimolato ed iper-tiroideo.

NON GIUDICARE E NON SARAI GIUDICATO

Il saggio cinese dice che ogni volta che punti il dito verso qualcuno, tre dita saranno puntate su di te. Come dire non giudicare e non sarai giudicato. Nulla di per sé è giusto o sbagliato, poiché tutto è ciò che deve essere. Come me nessuno è mai sceso sulla terra, e mai tornerà una persona uguale a me. Mai. Ognuno è quindi unico ed irripetibile al pari delle sue impronte digitali e del suo Dna. Dovremo imparare a lasciare da parte le piccole critiche che esprimiamo ogni giorno e che ci hanno fatti sconfinare a volte nella persona pignola, rancorosa, suscettibile e permalosa.

UNA GASTRITE CRONICA DI TIPO SPECIALE

Interessante il caso di Margherita, una donna di 45 anni. A 30 ha subito una colecistectomia per la presenza di diversi calcoli che le procuravano coliche invalidanti. Dopo un beneficio transitorio le coliche sono tornate sfociando spesso in episodi di diarrea. La digestione è nel frattempo peggiorata con costante pirosi, lentezza di transito del cibo e dolori retrosternali. La diagnosi endoscopica depone per gastrite atrofica cronica ed esofagea da reflusso in incontinenza cardiale. La terapia tradizionale basata sull’uso di inibitori di pompa protonica, pro-cinetici e gel anti-reflusso, non ha sempre successo e la paziente non accetta di farsi curare tutta la vita con questi farmaci, che poi risultano sempre meno efficaci. Propongo allora a Margherita alcune riflessioni.

Lo stomaco non è che un grosso contenitore, è la pentola a pressione che abbiamo nel corpo. Lì è entrato tutto ciò che nella vita deve essere digerito. Il cardias è la valvola di sicurezza. Quando il materiale ingerito ribolle troppo, la valvola sfiata evitando che lo stomaco scoppi. Esiste un solo modo per digerire senza che il cardias sfiati ed è quello di abbassare il livello della valvola che regola il flusso del gas ai fornelli. Tale valvola si chiama colecisti. Ogni volta che spremo la colecisti la bile entra in contatto col duodeno, provocando una secrezione acida che il cardias non riesce a trattenere.

Bisogna pertanto lavorare sulla colecisti, anche se è stata asportata. Bisogna lavorare sulle vie biliari e sulla loro secrezione. Nessun inibitore è in grado di contrastare l’acidità dei succhi biliari. Al di là di cambiare alimentazione, dobbiamo quindi riflettere sul significato neuro-endocrino di colecisti. Essa rappresenta l’organo della rabbia. La rabbia non di chi è violento ma di chi vive l’ingiustizia, di chi si mangia il fegato ed è verde di rabbia e di risentimento.

MAI CONDIRE IL PROPRIO CIBO CON IL FIELE

Morale della favola, posso cambiare alimentazione, diventare vegetariano stretto, mangiare alimenti purissimi e purificati, stare attento allo zucchero e alla farina raffinata ma, se condisco il mio cibo col fiele della rabbia, non riuscirò a digerire nemmeno il nettare degli dei. Fondamentale è quindi come mangio, con chi mangio, quale è il retro-pensiero che mi accompagna. Quando mangio devo anche avere una pausa degna per mangiare. Ogni calcolo epatico che Margherita ha prodotto è stato un evento non accettato perché vissuto come ingiusto. La tensione del rancore blocca il diaframma, accorcia il respiro, mantiene in stato di perenne contrazione. Difficile digerire in questo stato. Per sciogliere questo spasmo dobbiamo andare alle origini della rabbia. Dobbiamo scoprire e accettare per poter finalmente perdonare.

UNA DIETA VEGETALE MASSIMIZZA IL LIVELLO DI TRIPTOFANO

L’80% della serotonina viene prodotta dall’enterocita, cellula nobile dell’intestino. Avere un intestino in equilibrio dona pertanto equilibrio funzionale. Una dieta che predilige alimenti vegetali integrali a scapito di alimenti animali cambia i livelli di triptofano circolante. Triptofano che si trova abbondante proprio nei vegetali, e in particolare nei bioflavonoidi. Ecco il motivo per cui chi ha fatto una scelta vegetariana, o meglio ancora totalmente vegetale, ha un pensiero più centrato e più pulito, per cui è meno in balia di pensieri rancorosi ed ossessivi.

NEL NOSTRO CORPO C’È PURE POSTO PER L’ANIMA

Il mesenchima o connettivo tiene insieme ogni nostra cellula e la separa da ciò che è esterno a noi. È quello spazio simbolicamente vuoto tra le cellule che raccoglie messaggi da ogni organo e permette di mantenere tutto in perfetto equilibrio. In ogni istante tutto cambia, ma il mesenchima diventa lo strumento di adattamento al divenire del corpo. Esiste un miracoloso accordo tra i grandi sistemi per assistersi, aiutarsi e vicariarsi nella lettura di ciò che entra nella sfera di conoscenza del corpo. Il nostro connettivo è solo il nostro. Non ne esiste un altro uguale. Agisce e interagisce in modo esclusivo e unico. È adattivo e immutabile. Se si è spento il soffio vitale, l’anima se ne è andata. È inutile rianimare il corpo. Il connettivo o mesenchima è il sito dell’anima.

UN MEDICO IMPORTANTE, UMILE ED ISPIRATO

Roberto Calcaterra, come tutte le persone geniali e semplici che ti sanno ammaliare e conquistare, non è facile da sintetizzare e spiegare. Occorre ascoltarlo in diretta per carpire i segreti del suo fascino e della sua ispirazione. Alla fine ti accorgi di aver ascoltato un poeta prima ancora che uno scienziato, un saggio orientale prima ancora che un medico di valore. Basti dire che ci siamo congedati con un grazie dal profondo del cuore da parte di tutti, un grazie quanto mai condiviso e unanime.

Valdo Vaccaro

Puoi acquistare il libro Malattia, Cibo e Destino su ilGiardinodeiLibri.it o su Amazon.it