“Non mi hanno vaccinato per paura dell’autismo”. “Avevo acquistato sul web un farmaco miracoloso”. “Ho curato il cancro con il bicarbonato di sodio”. Sono alcuni degli epitaffi che, sovrastati da una croce, campeggiano su altrettante lapidi nella campagna “Una bufala ci seppellirà?”, lanciata dalla Federazione nazionale degli Ordini dei Medici.

Manifesti dal retrogusto macabro per combattere le fake news sulla salute, in particolare quelle che circolano su internet: “Diffidate delle bufale sul web. Chiedete sempre al medico”, è l’invito che campeggia sui poster che la Federazione nazionale ha ideato e messo a disposizione degli Ordini provinciali.

La campagna sarà presentata a Roma il 10 maggio e dal 14 sarà in altre città d’Italia: più di trenta ordini che hanno già aderito. “Abbiamo scelto una campagna shock perché vogliamo far comprendere i pericoli spesso sottovalutati cui il cittadino va incontro nel momento in cui si affida a fonti non autorevoli per decidere della propria salute – spiega Filippo Anelli, presidente Fnomceo – Gli Ordini dei medici sono garanti della salute pubblica come bene per tutta la società, ed hanno quindi il dovere di intervenire per informare e sensibilizzare i cittadini rispetto ad atteggiamenti che ne minano il benessere”.

Articolo da il Fatto Quotidiano

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UN MEDICO CI SEPPELLIRÀ, CAMPAGNA SHOCK DALL’ORDINE DEI BECCHINI

(Risposta dal blog disinformazione.it di Marcello Pamio)

ALLATTAMENTO AL SENO DA BOCCIARE COME INNATURALE PER LA RIVISTA PEDIATRICS

Dalla rivista Pediatrics – punto di riferimento della pediatria a livello mondiale – arrivano delucidazioni importantissime che cambieranno in meglio la nostra storia.
Si sono occupati questa volta dell’allattamento al seno, ma da un nuovo punto di vista. Un punto di vista più moderno e liberale. Secondo quei ricercatori infatti sarebbe eticamente inappropriato – per i governi e le organizzazioni mediche – descrivere l’allattamento al seno come naturale, perché cozzerebbe contro l’ideologia di genere.

ECTOGENESI E UTERO ARTIFICIALE

«Associare la natura alla maternità può inavvertitamente sostenere argomentazioni biologicamente deterministiche sul ruolo degli uomini e delle donne nella famiglia (per esempio, che dovrebbero essere principalmente le donne a prendersi cura dei bambini)». Era ora che i pediatri prendessero questa posizione. Meglio tardi che mai.
Da che mondo è mondo l’allattamento al seno è sempre stato l’unico approccio naturale che interessa tutti i mammiferi. Ma per fortuna da oggi non lo è più, e se lo dicono i pediatri americani c’è da crederci. È biologicamente deterministico, e quindi non corretto, sostenere che sono solo le donne a prendersi cura dei bambini. Il discorso non fa una piega. In fin dei conti, se ci pensiamo bene, quale sarebbe il motivo per cui le donne avrebbero tale priorità?

Forse perché sono le donne che, avendo l’utero, possono partorire i bambini? E questo sarebbe un valido motivo? Come la mettiamo con quelle povere coppie di gay che vorrebbero avere un figlio, ma la disgraziata Natura li sta castrando? L’avvertimento alle “uterine” è lapalissiano: l’ectogenesi infatti sta prendendo sempre più piede! Il parto (genesi) fuori (ecto) dal corpo materno, all’interno di un utero artificiale porterà finalmente giustizia ed equità, dopo millenni di discrepanze. Non se ne poteva più dell’arroganza di queste donne in preda al delirio di onnipotenza solo per sentirsi crescere dentro la Vita.

Quindi il plauso va alla medicina e alla scienza in generale, che lentamente stanno colmando questi vuoti importantissimi riportando giustizia fra i generi.
«Fare riferimento al naturale nella promozione dell’allattamento al seno può inavvertitamente sostenere una serie di valori sulla vita familiare e sui ruoli di genere, che sarebbero eticamente inappropriati». Per non parlare dell’allattamento che secondo i pediatri illuminati sarebbe eticamente inappropriato definire naturale.

Anche in questo caso hanno perfettamente ragione, perché va ricordato che oggi un neonato può essere selezionato e comprato da catalogo, da due gay o due lesbiche, o da un singolo uomo o donna abbastanza ricchi. Come la mettiamo con i diritti?
Se consideriamo come naturale l’allattamento al seno, quello esclusivo della mamma che lo ha partorito, lediamo ogni diritto a tutti gli altri.

Poco importa se nel mondo dei mammiferi, la ghiandola mammaria inizia a ingrandirsi nella madre quando questa è gravida, per poi provvedere alla produzione vera e propria al momento della suzione. Da oggi anche questo aspetto non è più cosa buona perché si scontra con i sacrosanti diritti di un gay che non ha il seno o di una lesbica che non è stata ingravidata.

I geni in camice bianco stanno lavorando alacremente anche su questo: livellare le differenze anatomo-fisiologiche che la Natura sessista ha da sempre imposto all’essere Uomo. Sarà possibile a breve, grazie a lunghissime e costose cure di ormoni di sintesi, innescare la produzione di latte anche nella mammella maschile.

Non mi si venga a dire che questo latte sarà pregno di chimica mortifera. Il latte è latte, sia che sgorghi dal seno della mamma che ha nel grembo la creatura, sia che venga fuori da un capezzolo di un maschio o di un diversamente-maschio.
Al neonato poco importa insomma se il latte esce dal seno materno o paterno o dalla mammelle di una mucca. Il latte è niente altro che un liquido biancastro, con una percentuale precisa di proteine, grassi e zuccheri. Punto.

LA CONCLUSIONE È CHE LA MEDICINA STA DANDO I NUMERI SIA IN AMERICA CHE IN ITALIA

Ironia a parte stiamo assistendo allo sbando totale della medicina. Il Sistema è allo stadio terminale e agonizzante si dimena disperatamente. Il mondo accademico e universitario ne è ovviamente lo specchio e l’esempio dello studio riportato dalla rivista Pediatrics è illuminante.

Come speciale e illuminante è la campagna shock indetta dalla Fnomceo, l’ordine degli ordini dei medici: la casta dei camici bianchi italiani. «Una bufala ci seppellirà» è il titolo. Mega manifesti di 6 metri per 3 con slogan del tipo «Non mi hanno vaccinato per paura dell’autismo», «Avevo acquistato sul web un farmaco miracoloso», «Ho curato il cancro con il bicarbonato di sodio», ecc.

La fantasia e l’ironia si sa non sono prettamente una peculiarità della classe medica.
Trattasi della brutta-copia della campagna mediatica (giornali e cartelloni pubblicitari) invece ben riuscita organizzata dal Corvelva qualche mese fa e che tutt’ora continua a comparire grazie ai gruppi di genitori attivi in diverse realtà locali.
I media, lo sappiamo, sono tutti controllati e pilotati, per cui è impossibile pubblicare un solo articolo scientifico che esca dal paradigma.

IN ITALIA SI PUÒ DISCUTERE IL PRESIDENTE, IL PAPA E PERSINO DIO, MA GUAI TOCCARE I VACCINI

L’ordine arrivato ai giornalisti è perentorio: i vaccini non si mettono in discussione.
Per cui l’associazione veneta ha pensato bene di bypassare la censura di regime, pagando di tasca propria alcune pagine pubblicitarie scritte da medici e/o riportando dati e fatti ufficiali in ambito vaccinale (come il numero di danneggiati dai vaccini secondo l’AIFA, oppure i morti riconosciuti dalla legge 210, o ancora i dati omessi nei rapporti delle case farmaceutiche).

Fare corretta informazione in Italia dà molto fastidio al Sistema, perché rischia di svegliare le coscienze molto anestetizzate e addormentate, per cui la campagna è stata denigrata in ogni modo. Ora l’ordine dei medici fa la medesima cosa, ma tutti battono le mani. Ma c’è una piccola differenza: mentre il Corvelva, auto-tassandosi, ha fornito ai lettori dati concreti e ufficiali, numeri e tabelle su cui riflettere e aprire un serio confronto, la casta dei camici bianchi (ma sempre più sporchi), la Vera e Unica Scienza, che ovviamente non vuole nessun confronto, se ne esce con una campagna di battute e slogan.

Invece di smontare pezzo per pezzo le cosiddette “fake” usando i canali e gli strumenti della Scienza (che dicono di avere) cosa fanno? Si comportano come i poveri di spirito e non di banca, come i burioni di turno, facendo battute e ironizzando. Questa è la medicina ortodossa.

RESTA IL FATTO CHE A FARCI MORIRE IN GROSSA PREVALENZA SONO PROPRIO I CAMICI BIANCHI

Tornando al titolo della campagna («Una bufala ci seppellirà»), la federazione dovrebbe rivedere attentamente non solo gli esperti di comunicazione che hanno super-pagato per organizzarla, ma anche i loro stessi soci. I dati ufficiali, le statistiche e l’epidemiologia dicono che a farci morire non sono le bufale, ma i camici bianchi!
Perché non si confrontano i dati delle persone morte perché non vaccinate – o perché hanno usato il bicarbonato con il cancro, o perché hanno comprato il farmaco miracolo su e-bay – con la strage che ogni anno si verifica per «cause iatrogene», per errori medici, per gli effetti collaterali dei farmaci e vaccini, per i devastanti trattamenti chemio e radio?

Marcello Pamio (Titolo e sottotitoli di VV)

Fonte: http://disinformazione.it/Campagna_shock_medicina.htm

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COMMENTO DI VALDO VACCARO

A parte i miei complimenti ormai scontati all’amico Marcello Pamio, anche per la sottile ironia del suo intervento, trovo che questa iniziativa della Federazione Ordine dei Medici non sia soltanto di pessimo gusto, ma finisca anche per ritorcersi contro lo stesso mondo sanitario come un pesante boomerang, causando ulteriori devastazione, danno e perdita di credibilità nei riguardi di quella parte tuttora sana, indispensabile e trasparente della medicina che, pur tra mille contraddizioni, continua ad esistere, soprattutto negli interventi di emergenza.

Nessuno qui vuole assumere posizioni polemiche e pregiudizievoli nei riguardi di chi svolge il suo ruolo quotidiano di medico secondo coscienza. Emergenze piccole e grandi ce se sono in continuazione e lo spazio per la medicina che interviene con prontezza, buonsenso e competenza tramite medici coscienti e preparati, oltre che con personale dell’assistenza sanitaria che si sta sacrificando in un lavoro niente affatto facile, non solo va rispettato e difeso, ma anche elogiato.

LA MEDICALIZZAZIONE IMPOSITIVA ED ARROGANTE DI MASSA STA TRASFORMANDO I MEDICI IN SATRAPI

Per quanto riguarda invece gli atteggiamenti presuntuosi e impositivi di una medicalizzazione di massa sempre più arrogante, ossessionante e monopolistica nella sua pretesa istituzionale medica di possedere il tutto e il meglio degli armamentari e dei metodi rivolti ad affrontare il tema della salute e del benessere umano, siamo ben lontani da tali posizioni.

L’idea di Pamio di porre il tutto sul ridicolo, di metterla sul piano dell’ironia e dell’umorismo non è affatto peregrina. Il voler ricorrere da parte dell’Ordine Medico a sprechi di risorse pubbliche per degli spot pubblicitari di tipo macabro e teatrale volti ad impressionare il pubblico, o peggio ancora tesi a riconquistare seriamente credibilità e fiducia, è totalmente fuori luogo.

PRENDERSI IN GIRO CON LE COMICHE FA BENE A TUTTI

Se fossimo nell’ambito dei giochetti televisivi tipo Avanti un altro, dove tra le varie facezie di Paolo Bonolis e Luca Laurenti, c’è pure l’umorismo nero dello Iettatore che interviene a sghignazzare sulla morte, quasi ad esorcizzare questo fenomeno naturale, vista la diffusa paura umana della morte stessa come distacco e annientamento fisico del proprio corpo, e ancor più come viaggio della propria anima su lidi e sponde poco e male conosciuti, potremmo anche prenderla come goliardia medica e farne due risate. Scherzare e prendersi in giro fa bene a tutti, soprattutto nei tempi difficili che caratterizzano ormai troppo stabilmente la nostra epoca.

RISPETTIAMO TUTTE LE PERSONE ONESTE, SINCERE E DI BUONA VOLONTÀ

Voglio ribadire, sicuramente in sintonia telepatica con Pamio, che abbiamo il massimo rispetto sia per i vivi che per i morti, per i sani e i malati, per i camici bianchi e per i becchini, oggi definiti pomposamente ed elegantemente Onoranze Funebri. Stesso discorso anche per gay, lesbiche e genitori di frontiera, e per tutte le persone in qualche modo vilipese ed emarginate. Occorre trovare soluzioni accettabili e gradite anche per loro, ricordando però che i diritti del bambino a vivere sano e felice, e non ignaro soggetto di rischiosi esperimenti familiari, rimangono priorità assoluta.

L’INIZIATIVA BALORDA DEI MEGA-MANIFESTI SI RITORCERÀ CONTRO CHI L’HA CONCEPITA

Resta il fatto però che l’idea e l’iniziativa di questa singolare campagna pubblicitaria macabra e tombale con mega-manifesti di 6 metri per tre, è davvero squinternata ed esecrabile sotto tutti i punti di vista, non priva di effetti deleteri. Finirà per ritorcersi contro chi l’ha concepita e contro il mondo della medicina in generale, dal momento che l’egemonia medica sulle patologie già esiste per legge in modalità assolute ed esclusive, nonostante i risultati concreti sul campo non la giustifichino affatto, per cui pretendere altro ancora, sollecitando la popolazione rivolgersi sempre e solo ai camici bianchi appare davvero improponibile e paradossale.

Viviamo da decenni in un mondo soggetto a medicalizzazione di massa spinta ai massimi livelli, tanto che la gente ne ha piene le tasche del bombardamento sanitario autentico e incessante cui è costretta suo malgrado dalle 6 di mattina alle 11 di sera. Già il mondo soffre tremendamente di ipocondria e di panico, mentre avrebbe grande bisogno di essere lasciato tranquillo, visto che per la legge naturale della attrazione, parlare di disgrazie e di malattie in continuazione non fa che richiamare ulteriori disgrazie e ulteriori malattie.

POCHI RIESCONO A SOTTRARSI ALLE IMPOSIZIONI SANITARIE

I medici offrono o meglio impongono da anni le loro tecniche rimediali, dalle quali pochissimi pazienti riescono, ma solo con grande coraggio e con assunzione di responsabilità, a sottrarsi. Ma è dimostrato che poco o nulla essi c’entrano con la salute naturale e con il benessere della gente, al di fuori ovviamente dei trattamenti specialistici e di emergenza che spettano ovviamente solo a chi possiede le strutture, l’abilità e l’esperienza per farlo. Sul piano delle cure prolungate sul sintomo, le referenze e i risultati concreti della arte medica sono tutt’altro che scientifici e convincenti, tutt’altro che rose e fiori. Testi e articoli importanti, scritti da medici coraggiosi e trasparenti, non mancano. Leggasi ad esempio “La Mafia della Sanità” di Guylaine Lanctot, oppure “Dissens in Medicine” di Robert Mendelsohn, Il celebre medico-pediatra del “Sei sano non andare dal medico, sei malato non andare dal medico, se ci sei già andato prendi nota di ogni suo consiglio e fai esattamente l’opposto”.

LE STATISTICHE MEDICHE PARLANO CHIARO

Non in tutti i paesi si fanno statistiche e, ancor meno, non in tutti i paesi si pubblicano i dati statistici eventualmente rilevati. Ma si sa che ogni anno in USA muoiono migliaia di persone a causa degli effetti della semplice aspirina. Le disgrazie mediche evitabili, ovvero le malattie iatrogene o medico-causate, mandano al cimitero anticipato ogni anno dalle 40 alle 90.000 persone, secondo la stessa CDC-Center for Disease Control, nota bene. In Australia muoiono 9.000 persone all’anno a causa di errori medici evitabili (Fonte: Australian Medical Journal). Sempre in Australia ogni anno 50.000 persone riportano danni permanenti (menomazioni e mutilazioni) sempre per lo stesso motivo.

Per contro, quando i medici scioperano il numero delle morti diminuisce nettamente!
Qualche esempio. Durante lo sciopero dei medici in California nel 1976, il tasso di mortalità declinò sensibilmente. A Los Angeles ad esempio, il tasso di mortalità settimanale declino da 19.8 a 16,2 morti per 100.000 durante lo sciopero, e risalì a 20,4 dopo la sua conclusione. In Israele nel 1973, i medici ridussero i loro contatti giornalieri con i pazienti da 65.000 a 7.000 in uno sciopero che duro un mese. Secondo la Società Onoranze Funebri di Gerusalemme, il tasso di mortalità degli israeliani cadde in quel mese del 50%. Nel 1976, a Bogota in Colombia, uno sciopero dei medici continuo per 52 giorni e il tasso di mortalità cadde del 35%.

MEDICINA PRIMA CAUSA DI MORTE NEGLI STATI UNITI

La medicina è la prima causa di morte in USA, ma anche negli altri paesi occidentali la situazione non è molto diversa. Le statistiche italiane sono molto abbottonate, e si guardano bene dal pubblicare dati sulle proprie disgrazie iatrogeniche, anche se alcune ammissioni emergono di tanto in tanto, come avvenne ad esempio con i dati imbarazzanti ammessi a suo tempo dall’ex-ministro Altissimo. Una ricerca statistica, più vasta e completa di quelle precedenti, è stata pubblicata di recente da medici e ricercatori come Gary Null, Carolyn Dean, Martin Feldman, Debora Rasio, Dorothy Smith, analizzando i risultati del sistema sanitario degli USA degli ultimi dieci anni. Nel dicembre 2003 il lavoro e stato pubblicato in 46 pagine scioccanti col titolo di “Death by Medicine” (Morte da Medicina).

I dati parlano di:

  • Reazioni da farmaci in ospedale (106000 decessi)
  • Reazioni da formaci fuori ospedale (199000 decessi)
  • Errori medici (98000 decessi)
  • Piaghe da decubito (115000 decessi)
  • Infezioni ospedaliere (88000 decessi)
  • Malnutrizione (108800 decessi)
  • Procedure mediche non necessarie ( 37136 decessi)
  • Conseguenze da interventi chirurgici (32000 decessi), con un totale di 783936 decessi.

Valdo Vaccaro