LIBERTÀ DI ESPRESSIONE O LIBERTÀ DI MASTICARE IMPUNEMENTE CADAVERI?

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Commento all’articolo “Giù le mani dal mio piatto!

DOV’ERA CLAUDIO CERASA QUANDO QUESTO ARTICOLO VENIVA ERUTTATO DAL SUO GIORNALE?

Due parole le indirizzo intanto a Claudio Cerasa, direttore del Foglio (cerasa@ilfoglio.it). D’accordo la libertà di espressione. Ma mi chiedo come si possa ospitare un articolo di questo tenore su un quotidiano nazionale dotato di buon seguito e di buona reputazione culturale. Non conosco Camillo Langone, ma non ho alcuna difficoltà ad attribuirgli qualità di ottimo artista della penna. Un vero peccato che si sia dedicato con spirito, fantasia e passione a una causa totalmente sbagliata e fuorviante. Ben venga la buona tecnica espositiva, ma un bravo giornalista deve possedere anche dei valori autentici e non fittizi.

OTTIMO ARTICOLO PER LE PAGINE PUBBLICITARIE DEI REPARTI MACELLERIA

Uno che tende a stravolgere i fatti e di storpiare in modo sistematico la realtà per i propri fini, più o meno trasparenti, non merita di essere ospitato su un quotidiano serio. Il suo scritto potrebbe al massimo apparire su un opuscolo dei supermercati, a corredo dei primi piani che illustrano polli spennati e teste mozzate di maialini brutalmente assassinati e privati del loro diritto a esistere.

CONCETTI ALLUCINANTI E SCHIZOFRENICI INDEGNI DI CIRCOLAZIONE

Il giornalista in questione, anziché mettere a frutto la sua arte giornalistica in modo costruttivo e socialmente utile, è scaduto in una serie di affermazioni ad effetto, in una serie di concetti teatrali ed allucinanti, per non dire schizofrenici, atteggiandosi a vittima circondata e vessata da una insopportabile arroganza vegetariana e vegana, da una orda selvaggia di proibizionisti e di fanatici sul piede di guerra.

SE CI FOSSE ALMENO L’IPOTESI DEL VILE DANARO

Non voglio qui ipotizzare scenari nascosti, programmi preordinati, legami con l’Agroalimentare e con tutto quel mondo variegato che gira intorno alle stalle e ai macelli. Può essere benissimo che quanto scrive Langone sgorghi in modo genuino dalla sua stessa bacata personalità. Può essere che lui sia un autentico consumatore seriale di bistecche, di piadine, di affettati, di trippa, di fegato, di testicoli di bue e di occhi di pecora congelati. Ma questo non appare affatto consolante per il giornalista. Tutto sommato, se ci fosse l’alibi di una sovvenzione in vile danaro, il tutto troverebbe almeno una dozzinale giustificazione.

TANTA SUBDOLA MANIPOLAZIONE E ASSENZA TOTALER DI BUONSENSO

In ogni caso, il suo articolo tenta maldestramente di ribaltare la situazione, tenta di trasformare i buoni in cattivi e viceversa. Non una delle sue parole, non una delle sue espressioni, non uno dei concetti usati ha il dono della verità, della saggezza e del buonsenso. Dovessi descriverlo in due parole lo definirei come un artista subdolo e manipolatore.

LA TRADIZIONE DELLA DIETA MEDITERRANEA ORIGINARIA NON VERTEVA AFFATTO SULLA CARNE

Langone ama vestire i panni della vittima. Poverino! C’è qualcuno che si permette di mettere in pericolo le sacrosante tradizioni culinarie. Quelle magnifiche tradizioni che hanno portato poi a ingozzare la gente con orribili quantitativi di materiale inguardabile, irrespirabile ed indigeribile, promosso ed imposto con modalità perverse ed abominevoli dalla FDA americana (Food and Drug Administration) e dai vari dietisti americani servi dei sterminatori di bisonti diventati sterminatori di bovini, di polli e di maiali, nonché dai vari stati, dai vari ministeri, dalle varie istituzioni, dai vari lobbisti, dai vari lecchini che hanno portato alla degenerazione, alla perversione e al degrado non solo del gusto, ma anche del corpo e della mente della massa consumatrice. Tutto questo nel dopoguerra si intende, visto che prima la carne non faceva affatto parte integrante della tradizione culturale italiana come sostenuto dal giornalista.

GIORGIO CALABRESE SUPERATO A BRIGLIE SCIOLTE

Langone è un tipo alquanto ambizioso. Un arrampicatore sociale. Non si accontenta di fare il portabandiera e il simbolo dei macelli. Non si accontenta di fare il lecchino della McDonald’s e del cavalier Cremonini. Vuole molto di più. Vuole fare l’erede e la controfigura del dr Giorgio Calabrese lasciandolo però al palo, superandolo in tutto e per tutto nella sua ossessione filo-carnivorista.

PIÙ UBRIACATURA CHE RAGIONAMENTO

Non mi risulta che qualcuno abbia mai messo le mani sul suo piatto e nel suo bicchiere. Il suo articolo pare invece conseguenza diretta di una autentica ubriacatura a base di sangue e di liquami organici, oltre che di vino rosso iniettato possibilmente di liquido addensante da macelleria.

TONI ESPRESSIVI CHE NEMMENO GLI ANTI-ANIMALISTI DELL’OPUS DEI OSEREBBERO ESTERNARE

Mangiando tacchino a Natale, agnello a Pasqua, maiale nei giorni feriali e pollo la domenica esprime il suo genuino modo di essere cristiano? Può mai un buon cristiano come tanti esprimersi con questi toni, senza alcun ritegno e senza alcuna vergogna? Sulla Bibbia si trova di tutto e di più. Verissimo. Tant’è che la religione Cattolica si è macchiata nel corso della storia di crimini inenarrabili. Ma Langone, come scrive Franco Libero Manco nella sua risposta al Foglio, è tra quelli che vanno a pescare solo quello che serve a giustificare le proprie sconcezze ideologiche.

CHI CREDE DAVVERO NELLA FIGURA DI GESÙ NON LA PUÒ SGRETOLARE, BANALIZZARE E VOLGARIZZARE

Stranissimo che non si sia imbattuto in frasi tipo “Colui che uccide, uccide se stesso. Colui che mangia la carne degli animali abbattuti mangia un corpo di morte. Io in verità vi chiederò conto di ogni animale ucciso e del suo sangue spumoso dimora della sua anima”.

LA RELIGIONE CATTOLICA E IL VATICANO NON STANNO DI CERTO DANDO IL BUON ESEMPIO

Il giornalista si sente cristiano perché la sua religione lo autorizza e lo assolve da qualsiasi violenza nei confronti del mondo animale, nei confronti di creature che hanno la sola colpa di essere indifesi ed innocenti. Del resto, i suoi stessi papi, santificati e non, Francesco e non, hanno dato e stanno dando tuttora un pessimo esempio. È risaputo che uno dei maggiori clienti delle industrie suinicole di San Daniele e di Parma è proprio la cucina Vaticana! E questo nonostante il patrono d’Italia si chiami San Francesco d’Assisi. E questo nonostante il patrono d’Europa sia San Benedetto da Norcia, vegano e rispettoso degli animali al pari di San Francesco.

NON ESISTONO SPOT VEGANI E NON ESISTONO OSSESSIVE SPINTE AD ALIMENTARSI IN MODO CORRETTO, SANO, SOBRIO ED INNOCENTE

Quanto ai nemici della ricerca scientifica, le sue affermazioni suonano non solo balorde ed offensive, ma addirittura ridicole. Ci vuole coraggio sia per pensare che per scrivere certe cose. Ancor più coraggio per pubblicarle irresponsabilmente su un quotidiano a tiratura nazionale. Del resto già la televisione entra in tutte le case a tutte le ore, e lo fa con 7 spot su 10 favorevoli alle decapitazioni e ai boia di tutte le risme, con grande gioia e consolazione di Cremonini, Montana, Manzotin, Galbani, Star, Giovanni Rana e Rovagnati.

LE MENTI SERVILI ESISTONO ECCOME

Poverini questi carnivori maltrattati dal cinismo vegano! Strapazzati da un mostro come la Michela Vittoria Brambilla, una delle scelte più sensate e lungimiranti che siano mai state fatte da un governo italiano negli ultimi decenni. Brambilla nemica della ricerca? Sì, di quella ricerca avvilente, degradante, stomachevole, cinica e scostumata che si chiama vivisezione. Le menti servili, caro Langone, esistono davvero. Guardati un po’ addosso e fatti un bell’esame di coscienza.

UNA SCIMMIA CHIAMATA LEONARDO DA VINCI

Senza la carne siamo scimmie? Rispondo dicendo le menti più fulgide e intelligenti della storia umana, da Talete, a Ippocrate, a Socrate, a Pitagora, ad Archimede, a Giordano Bruno, a Leonardo, a Voltaire, a Tolstoj, ad Einstein, erano tutti Fantastiche e Straordinarie Scimmie, una cosa ben diversa dalle iene e dalle belve bipedi abbruttite dalla attrazione verso il patibolo ed il massacro del prossimo improtetto, una cosa ben diversa da chi partecipa alle stragi premeditate abbruttendosi e contaminando sangue, pelle, pensiero e anima. Quanto all’articolo di Nature, l’ho già commentato. Quella rivista farebbe bene a cambiare nome e a definirsi Anti-Nature.

AMMONIMENTI ALLO STATO E UN FRIGORIFERO CHE SGOCCIOLA SANGUE

La parte finale dell’articolo spazzatura firmato Langone pretende persino di ammonire lo Stato, colpevole di non proteggere a sufficienza la libertà di consumare cadaveri a proprio piacimento. Non mi risulta affatto che lo stato sia schierato a fianco dei vegetariani o dei vegani. Continui pure a riempire impunemente il frigorifero di materiale che gocciola sangue.

L’IDEA VEGETARIANA È DECISAMENTE PREVALENTE PER LIBERA E INTELLIGENTE SCELTA EVOLUTIVA DI CHI LA COMPIE

Gli dà un grande fastidio il fatto che 10 milioni di italiani siano decisamente orientati verso la scelta vegetariana? Raddoppieranno e triplicheranno di sicuro in men che non si dica, ma senza bisogno di fanatismi, di roghi e di Inquisizioni. Chi abbandona lo schifo e il degrado dei macelli non lo fa per pressioni inesistenti ma per liberissima scelta salutistica e morale. L’uomo ha la fortuna di essere, a volte, soggetto autonomo che pensa liberamente e che si evolve verso il meglio. Non è certo il caso del Langone, anche se nessuno gli vieta di pentirsi del cumulo di idiozie messe in circolazione e di sviluppare i lati oscuri e foschi della sua appannata coscienza.

IL FONDAMENTALISTA E IL FANATICO È PROPRIO LUI

E la smetta di atteggiarsi a vittima bistrattata. Il vero wahabita è proprio lui. Nulla abbiamo a che fare col kebab e con la carne di montone scolata dal sangue infetto, nulla abbiamo a che fare con il proibizionismo fine a se stesso. Mezzo bicchiere di vino lo possiamo pure apprezzare, ma sappiamo per certo che se i magnifici vigneti d’Italia producessero molta più uvetta secca e tanto più succo d’uva, i consumatori italiani ed esteri ne trarrebbero enormi vantaggi in spirito, in salute e in funzionalità epatica.

LASCIAMO STARE LA ORIANA FALLACI CHE STA SU BEN ALTRI LIVELLI

Scagliarsi contro l’OMS non serve. Citare poi la Fallaci, quasi che la grande Oriana facesse parte delle aberrazioni ideologiche filo-carnivoriste, è roba da farla rivoltare nella tomba. Riempirsi la bocca di  parole come diritti dell’uomo, come dignità e valori, nell’ambito di una ideologia disgustosa ed indecente basata sulla sopraffazione delle creature più deboli ed innocenti, suona quanto mai stonato, ipocrita, insolente e tremendamente iniquo. Erano anni che non mi succedeva di leggere qualcosa di talmente farisaico e fraudolento.

CHI SI MACCHIA DI MALVAGITÀ VERSO IL PIÙ DEBOLE TENDE A SCANNARSI COI PROPRI SIMILI

Come dice Franco Libero Manco, Langone ignora diverse cose. Dimentica ad esempio che il Padreterno, deluso della malvagità umana, autorizza ironicamente gli umani non solo a mangiare animali ma a scannarsi a vicenda nelle successive guerre di conquista. Dimentica che alcune parti dei Vangeli non riportano l’autentico pensiero di Cristo dal momento che il vero fattore contaminante è quello che perverte non solo il palato ma tutto il corpo, tutta la mente e l’intera coscienza umana.

VEDIAMO SE IL DIRETTORE DEL FOGLIO AVRÀ ALMENO IL BUON SENSO DI PORRE RIMEDIO ALLA MADORNALE SVISTA

Ci ripensi il Direttore a dare spazio nel suo Foglio ad articoli così insensati e contro l’evoluzione civile, morale e spirituale delle nuove generazioni. E in attesa di un contro-articolo, se non altro per spirito di democrazia e par condicio da parte della cultura vegan, ci asterremo ad acquistare questo giornale, invitando amici e parenti a fare altrettanto. Questo mi pare il minimo da farsi.

Valdo Vaccaro

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10 commenti

  1. Ci possono essere diversi piani di lettura in merito alla "guerra" in atto fra carnivori e vegetariani. Mi soffermo sulla questione della libertà di coscienza. Intanto consiglierei al Langone di evitare di tirare in mezzo la religione per giustificare il suo amore per la crapula del mangiare e del bere. Dovrebbe intanto, per un discorso di correttezza contestualizzare le vicende narrate millenni fa con la situazione odierna. Esistevano forse 2000 anni fa allevamenti intensivi, mattatoi smembranti centinaia di animali al giorno, allevatori che gonfiavano con prodotti chimici il bestiame, farmaci cancerogeni iniettati per ovviare ai sintomi nefasti causati dalla folle pratica di stipare centinaia di animali in spazi angusti? Esisteva la deforestazione delle foreste pluviali, fonti di vitale ossigeno per il pianeta, per far posto a sterminate colture di cereali e leguminose modificate geneticamente e irrorate da aerei con veleni chimici? Esisteva per esempio un pianura padana mortificata dalla delirante cultura del salume e del formaggio? Cumuli di immondi letamai appestano l'aria punteggiando le campagne nude di alberi e ridotte a desolanti distese di erba, da ricavarci foraggio ma che non producono ossigeno. Ci pensi il Langone al prezzo che sta pagando il pianeta per favorire la sua cosiddetta "libertà di espressione"!

  2. Enzo Spataro on

    Questo sì che lo vince il premio nobel per viltà e mistificazione.

  3. Luca Venzano on

    Ma siamo sicuri che questo articolo vada preso sul serio? Dice tali e tante corbellerie fuori dal mondo che probabilmente andava letto in senso ironico e paradossale…

  4. Enzo Spataro on

    Effettivamente Luca, la tua chiave di lettura mi sembra azzeccata, sarebbe un ottimo testo per un comico di zelig.

  5. Antonio Armando on

    Pure proibizionisti alimentari.
    Questa ci mancava.
    Però al nostro apprezzato saggista nulla e nessuno vieta di cambiare spacciatore.
    Perché a mio avviso, la roba che gli propina l'attuale pusher non mi pare un granché.
    Da come si esprime, l'uomo è palesemente sfatto.
    Non credo si tratti di interpretazione macchiata da veganvaldismo tendenziale quanto piuttosto di semplice presa d'atto.

  6. Il Foglio non è il giornale del Trippone Esagitato? Neanche se fosse gratis…..Non che l'Unità sia meglio,intendiamoci. Sempre di carta igenica (sovvenzionata dallo stato) si tratta.

  7. A proposito di carne,mercoledì ho pranzato col mio collega di lavoro ultra-carnivoro e guardandolo da vicino sembrava bianco cadaverico. Domanda:ma la carne non forniva il ferro a volontà e dunque non scongiurava gli stati anemici? Quante balle ci raccontano!

  8. Enzo Spataro on

    Comunque Roberto, i casi sia del trippone esagitato che del tuo collega ultra-carnivoro mi danno un altro spunto di riflessione e cioè che il nostro sistema immunitario è uno straordinario ed eroico combattente che prolunga oltremodo la nostra sopravvivenza anche se nel caso di quei due non so per quanto ancora potrà preservarli.

  9. Esattamente,senza nessun dubbio.Mi sorprende,dopo molti anni,di vederlo ancora…tutto sommato..attivo,vivo e vegeto.Altri infatti,per molto meno,hanno fatto una brutta fine. Magari era destinato a diventare un ultracentenario.Ora invece a quota 53 ne dimostra una decina in più e la vedo dura per un lontano futuro.In ogni caso la sua qualità di vita è alquanto scadente già da tempo e le tribolazioni lo tormentano come in un girone dantesco.

  10. Luca Venzano on

    Il personaggio in questione, tal Langone, è apparso ieri sera in tv, al programma de La7 "Fuori onda", dove ha ripetuto (se possibile, peggiorandole) le fregnacce già apparse sul "Foglio". Non sto a riportare le inimmaginabili castronerie pronunciate da costui, comunque il clou l'ha raggiunto quando ha detto che le mamme vegane, se vogliono essere coerenti con la loro scelta di non nutrire i figli con cibi di origine animale, devono evitare di allattarli al seno. Ero preparato a sentire delle ignobili scemenze, ma a questo punto non credevo si potesse arrivare. Ad ogni modo credo di aver inquadrato il personaggio: mi sembra la classica mezza tacca in cerca di notorietà, che tenta di attirare l'attenzione spargendo merda dove capita; sembra anche che si sia beccato una querela da Francesco Totti…