LO SCANDALO DEL LATTE E DELLA MELAMMINA

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L’improbabile e incoerente vendetta del presidente cinese

Hu Jingtao, presidente della Repubblica Popolare Cinese, ha fatto la voce dura.

Ha promesso di consegnare alla giustizia i criminali responsabili di questo scandalo che, da faccenda cinese, sta diventando argomento di portata planetaria, visto che, oltre al latte di mucca, pare siano coinvolti pure il latte di soia e altri derivati, nonché gli stessi prodotti che il gruppo Nestlé produce in Cina e commercializza nel mondo, sospettati a torto o a ragione di non essere esenti da rischi.

Fare voce dura in Cina significa chiaramente, piaccia o no agli eredi del penalista lombardo Cesare Beccaria, arrestare dei responsabili e condurli direttamente alla fucilazione.

In Cina ti cacciano una pallottola nel cranio, beninteso a spese della tua famiglia che si vedrà poi recapitare la fattura col costo del proiettile, per cose molto più banali di questa.

È sufficiente riempire qualche decina di bottiglie con olio anche buono, etichettandolo con un marchio tuo contraffatto e irregolare per finire nel braccio della morte.

E qui, nel caso della melammina aggiunta al latte, le cose sono un milione di volte più gravi.

Qui è in gioco la reputazione brillante di una Cina appena uscita dall’esaltante esperienza olimpica.

Questo scandalo rischia di annullare tutti i benefici e la buona reputazione faticosamente e laboriosamente raggiunte a livello mondiale coi fantasmagorici giochi di Pekino.

Tanto più che di questa colossale e incredibile truffa, blindata e canalizzata verso il mese di settembre, allo scopo di non guastare il clima olimpico, erano già a conoscenza le autorità.

Il problema, caro Jingtao, sta proprio nello scovare i veri responsabili di questo orrendo crimine alimentare, che vede schierati in prima fila tra le vittime neonati e bambini inferiori ai 3 anni di età, persone ignare delle trame e delle turpitudini che si compiono sulle loro spalle e sulla loro delicatissima salute.

Alcuni di essi sono già deceduti, e decine di migliaia di altri sono intossicati e in pericolo di vita.

Le statistiche vere ed esatte non si conosceranno mai.

I cinesi e il mondo intero hanno interesse a minimizzare e ad insabbiare.

Anche perché questo è uno scandalo planetario che rischia di andare fuori controllo.

 

Uno scandalo planetario che va oltre la Cina e oltre la melammina

 

Non si tratta solo della melammina e solo della Cina.

Qui si tratta di latte e si tratta di proteine falsamente nobili. Qui viene coinvolto di nuovo il ruolo della carne e del latte nella alimentazione umana.

Qui, anche se non necessariamente coinvolti in diretta, tremano i colossi alimentari stile Nestlé, Danone, Kraft, Parmalat, e compagnia bella.

Chi ci assicura che quello che si trova in supermarket sia esente da questi tipi di truffe?

Chi ci assicura che i gelati, i formaggi, le cioccolate al latte, non abbiano mai contenuto questi additivi?

Vero è che i cinesi ne sanno una più del diavolo quando si tratta di incrementare il guadagno e la resa economica di una operazione commerciale, ma nel settore caseario essi sono partiti da zero, hanno imparato tutto dall’Occidente, che li ha orientati, assistiti e organizzati nello sviluppo dell’industria casearia, la quale, ai tempi di Mao, non esisteva nemmeno in questo paese.

 

I veri responsabili vengono da molto lontano

 

Scovare i responsabili non significa arrestare e condannare a morte con processo sommario e in direttissima quei poveri diavoli, quei disgraziati manovali in canottiera e ciabatte che vanno tutti i giorni a lavorare in caseificio per una paga da fame, e ai quali è stato ordinato di prendere la melammina da alcuni fusti e di versarla nelle caldaie di preparazione del latte in polvere.

Scovare i responsabili non significa nemmeno prelevare i mandanti  che stanno dietro le scrivanie dei quartieri generali della Sanlu, della Shanghai Panda, della Torador Dairy Industries, della Scient Infant Nutrition Co, e delle altre aziende coinvolte.

Scovare i responsabili non vuol dire neanche ammanettare i laboratoristi e i tecnici dei centri di ricerca e dei laboratori, ai quali è stato commissionato semplicemente il compito ingrato di incrementare il livello proteico del latte, aggiungendo melammina, sostanza studiata e inventata, tra l’altro, in Occidente.

Scovare i veri responsabili, caro leader del PCC, significa andare molto più in là e molto più a fondo.

Significa beccare non solo mandanti ed esecutori, meritevoli pure essi di qualche sonora bacchettata, ma soprattutto gli ispiratori e gli istigatori del crimine, che esistono ed hanno un nome preciso.

 

Noi salutisti e nutrizionisti indipendenti siamo da decenni schierati contro le proteine animali.

Se l’igienismo-naturale americano e se Pitagora non bastano e non convincono la Cina, ci sono pure Confucio, Mencio e Lien Ch’ih

 

Noi igienisti-vegani, noi Ehretiani, noi Sheltoniani, noi Bircheriani, siamo da decenni schierati contro la criminale invadenza, contro la mostruosa tirannide alimentare dei giganti del latte e della carne, contro

l’impero del male e della disinformazione, contro la dispotica oppressione nutrizionale della proteino-mania in genere e della proteino-mania animale in particolare.

Non ci rifacciamo solo alle centinaia di eroici medici americani della Natural Hygiene Society, ma addirittura alla Grecia e alla Magnagrecia, a quel genio, greco di nascita ma italico di adozione, che si chiama Pitagora, il quale visse non 25 o 250, ma qualcosa come 2500 anni fa, e che fu il più grande diffusore di verità incontestabili e incontestate in tutti i campi dello scibile umano, dalla matematica alla medicina, dall’etica alla filosofia, dalla eugenetica alla biosofia, dall’animalismo al nutrizionismo, dal comportamentismo all’esoterica.

Se Pitagora ti pare troppo poco cinese, nella stessa Cina esistono ottimi scienziati del passato, contemporanei di Pitagora, da cui poter attingere o prendere ispirazione.

Ci riferiamo non solo al grande Confucio, ma pure a Lien Ch’ih, che definiva gli animali come nostri vicini interlocutori, da trattare con affetto e con tutti i riguardi, evitando la mostruosità di tiranneggiarli, di sfruttarli da vivi, e poi l’indecenza di mangiarli da morti, dopo averli assassinati.

Ci riferiamo pure a Mencio, il quale osservava come fosse sconvolgente vedere un animale agonizzante al suolo su una pozza del suo sangue, dopo averlo poco prima osservato correre sano e felice per il prato.

Abusare di creature innocenti e prive di protezione, equivale a maltrattare e a brutalizzare dei bambini, perché gli animali sono in realtà dei bambini, e questo comportamento non è degno di gente onorata e civile, conclude il Mencio, che troppi cinesi di oggi continuano ad ignorare.

D’accordo, la Cina non ha subito i guasti sociali, etici e salutistici del latte come l’America e l’Europa. Qualche attività sparsa nelle zone di montagna, ma niente di industriale.

Il latte non ha mai fatto parte della cultura alimentare cinese.

Ed è per questo che i cinesi, almeno fino a ieri, hanno sempre avuto dentature fortissime e non hanno mai sofferto di osteoporosi, come gli Usa, i Paesi Bassi, la Germania, la Francia e l’Italia, regine del latte e regine pure di osteoporosi e tumori al seno.

Ma non tutto è andato per il verso giusto, e le odierne stragi di maiali, di galline e di oche, fanno capire che c’è pure lì molta strada da fare per riagganciare la saggezza degli antichi cinesi stile Pitagora.

 

Le gaffe della Cina nei rapporti con l’Occidente stanno soprattutto nel settore alimentare

 

La più grossa gaffe che la Cina sta commettendo, nei suoi ormai fecondi rapporti con l’Occidente, è proprio quella che riguarda il settore della nutrizione.

La prima iniziativa commerciale degli Usa, dopo gli storici rapporti iniziali di Richard Nixon, fu quella di far entrare la Coca-Cola Corporation in Cina, e già la cosa avrebbe dovuto preoccupare i responsabili della salute pubblica cinese.

Ma le mosse successive furono ancor più micidiali.

Si passò alla McDonald’s e al KFC (Kentucky Fried Chicken), alle direttive Fda, alle influenze nefaste della Ndc (National Dairy Council), alla propaganda tambureggiante dei macellai e dei caseari d’America in favore delle proteine animali.

D’accordo, gli Usa non ebbero il coraggio, l’impudenza, la faccia tosta di scatenare una guerra della bistecca contro la Cina, per costringere ogni cinese abbiente a riempire il suo frigorifero di casa con carne disossata di manzo di 3 anni, come stanno facendo oggi in concreto con la Korea.

Ma una dura offensiva su proteine, malattie, vaccini e Aids, questo sì, poiché essa rientra perfettamente nei modi e nelle caratteristiche peculiari della politica commerciale estera americana.

Lasciate in disparte temporaneamente portaerei e caccia-torpediniere, bombardieri ad ali variabili e missili, tutte cose circoscritte alle note e solite zone calde del pianeta, la battaglia viene qui condotta con le armi ancor più convincenti, sofisticate e strategiche, delle proteine e dei farmaci, della carne e del latte, delle vaccinazioni e della colonizzazione Aids.

 

In America le verità sul latte e le proteine animali sono ben conosciute

 

Non è che in America non si conosca la verità sul latte, la verità sui danni irreparabili che tutte le proteine animali causano al corpo fruttariano dell’uomo, caratterizzato da sangue alcalino, da assenza di enzima uricasi per la demolizione acidi urici, da scarsezza cronica di acido cloridrico per la disgregazione delle proteine in aminoacidi.

Ma le verità non sono un bene esportabile. Il governo Usa se ne guarda ben bene dal farle filtrare e dal farle conoscere.

L’accesso ai media è riservato alla Coca-Cola, ai fast-food, alla Ndc, cioè ai più grandi bugiardi del pianeta.

Non sono soltanto gli Ehretiani a gridarlo, a lanciare ammonimenti poco ascoltati sulla mucosità estrema di tale falso alimento.

Non sono solo i Mormoni e gli Avventisti del Settimo Giorno ad accusare la Ndc di avere operato un lavaggio totale del cervello, di aver trasformato la popolazione americana in un ridicolo e sguaiato branco di rammolliti e di osteoporotici, di oblunghi artificiosi, di grassoni inguardabili, di atleti eccezionali che durano un paio d’anni grazie a sostegni vitaminico-sintetici e poi fanno improvvisamente flop e scompaiono dalla scena.

Di aver ridotto la massa americana in branco di succhiatori di mammelle bovine a vita, mentre, le belle mammelle delle donne americane rimangono magari inutilizzate e inoperose, visti i timori assurdi dell’Aids. Come se il prione della mucca pazza fosse il male minore rispetto ai contaminanti inventati e cuciti addosso agli esseri umani.

Alla fine, pure le donne soccombono al mito del latte e vanno a succhiare presso le loro colleghe a quattro zampe, con incrementi vertiginosi del cancro al seno, che molti studiosi mettono in diretta relazione col consumo di carne e latte.

 

Gli effetti perversi e calcio-distruttivi delle proteine animali e del latte sono accertati.

Non sono area di controversia scientifica.

 

Il dr John McDougall vive in Usa, ed è una delle maggiori autorità mediche in fatto di nutrizione.

In uno dei suoi più recenti messaggi scritti ha affermato quanto segue:  Desidero dichiarare all’America che gli effetti calcio-distruttivi di tutti i cibi proteici e del latte, sul corpo umano, non rappresentano più un’area di controversia e di dibattito nei circoli scientifici di questo paese.

Tradotto in parole più semplici, significa che la scienza conosce senza alcun dubbio che le proteine concentrate, e specie quelle animali (carne, pesce, crostacei,uova, latte, derivati), oltre ai diversi gravi danni che producono, distruggono il calcio nel corpo umano sottraendolo dalle ossa.

Questo avviene perché l’organismo umano è stato disegnato e pianificato per una dieta fluida, fruttariana e basso-proteica.

È inutile poi che i medici e i ginecologi raccomandino, ai pazienti e alle gestanti, pillole anticolesterolo e iniezioni di eparina per rendere fluido il sangue, e per far scendere i livelli di omocisteina.

Non è forse più semplice mangiare in modo naturale e stare in ottima salute?

Sanno che le proteine sono tutt’altro che sostanze utili e innocue all’interno del nostro corpo.

Sanno che le proteine diventano autentiche mine vaganti pronte a deflagrare e a distruggerci.

Sanno che il 90 percento delle malattie umane è direttamente imputabile a questa paradossale demenza umana indotta che si chiama  fede illimitata nelle proteine.

 

I danni renali del latte, ovvero del più buon latte di mucca

 

Il calcio del latte, non assimilato pure lui come le stesse proteine, già di per sé, cioè da solo, lascia una traccia indelebile lungo il suo percorso, e in particolare in zona renale, dove produce calcolosi.

I calcoli renali sono, nota bene, una delle sindromi più dolorose e insopportabili conosciute in medicina.

Pertanto, grazie al latte, con una fava si prendono due piccioni negativi allo stesso tempo, ovvero due grossi malanni che si chiamano osteoporosi e calcoli renali.

Ma, è proprio il caso di dirlo, le disgrazie non arrivano mai da sole.

Come se non bastasse, assieme ai calcoli arriva pure l’ipertrofia renale (ingrossamento abnorme dell’organo) e l’infiammazione, con rapido deterioramento del sistema renale, fino al punto di dover ricorrere alla macchina di dialisi renale, o addirittura al trapianto di rene, operazione assai alla moda e in aumento esponenziale.

 

Schema dei contenuti proteici dei diversi tipi di latte dei principali mammiferi

 

Tipo di latte                             calorie percentuali in proteine               tempo di raddoppio peso neonato

 

Umano (donna)                         5 %   (stesso percento della frutta)                                            180  giorni

Cavalla                                    11                                                                                                   60

Mucca e bufala                        15                                                                                                   47

Capra e pecora                         17                                                                                                   19

Cagna, lupa, volpe                   30       (stesso percento della carne)                                                8

Gatto, leone, tigre                    40                                                                                                     7

Topo femmina                         49                                                                                                     4

 

Latte di mucca sostanza micidiale già di per sé

 

Sostanza acidificante, ossidante e moltiplicatrice di radicali liberi, intasante, letargizzante, decalcificante, reni-distruggente, il latte di mucca, all’infuori del ruolo naturale assegnatogli da madre natura come alimento esclusivo e specifico per il vitellino non ancora svezzato, risulta essere per l’uomo un autentico disastro che blocca, intasa, impedisce, appesantisce, incolla e ingarbuglia con la sua micidiale caseina.

Se andiamo poi satanicamente ad aggiungergli della melammina, allo scopo di renderlo ancora più pesante e più proteico, nulla di strano vedere bambini sanissimi cadere ad uno ad uno dalla loro culla, condannati a morte immediata, a morte ritardata, a sofferenze e a danni incalcolabili alla propria salute.

 

Cosa è mai la melammina

 

Appartiene alla famiglia dei composti del cianuro, veleno tra i più micidiali, ed è dunque altamente tossica.

Chiamata anche cianurammide o triamidotriazina, è una sostanza organica incolore, cristallina, appartenente alla famiglia degli eterociclici, viene utilizzata in genere per la fabbricazione di resine sintetiche.

Scoperta da Liebig nel 1834, venne utilizzata industrialmente solo a partire dal 1940.

Si può ottenere dalla calcio-cianammide CaNCN, passando attraverso la cianammide CNNH2, e la di-cianammide HN=C(NH2)NHCN.

Attualmente viene prodotta industrialmente dall’urea con metodo catalitico in forma gassosa, oppure mediante riscaldamento dell’urea (350-400 °C) alla pressione di 50-100 bar in forma liquida: 6CO(NH2)2  > C3H6N6+3CO2+6NH3.

La melammina è, insieme alla formaldeide, materia prima per la preparazione delle resine melamminiche.

La più importante reazione chimica è quella che, con la formaldeide, produce mescole resinose di alto peso molecolare.

Queste resine sono liquide ad alta temperatura ma, una volta presa una certa forma e raffreddate, diventano insolubili e infusibili (possono essere solo bruciate con rilascio di gas tossici).

Resine che vengono impiegate nella produzione di piatti, contenitori, utensili, manici, laminati in plastica dura.

La formica, ad esempio, è uno dei più noti prodotti derivati da resine melamminiche.

Le resine butilate della melammina, incorporanti alcol butilico entro la reazione formaldeidica, diventano ingredienti indispensabili per la produzione di vernici e coloranti.

Parliamo dunque di un prodotto velenoso che, misto al latte, ne moltiplica la percentuale proteica, permettendo probabilmente anche allungamenti del medesimo con acqua di rubinetto.

La quale acqua sarebbe poi il male minore, essendo la più innocente delle componenti.

Aggiungere acqua al latte di mucca serve a renderlo più acquoso e più tollerabile, visto che l’unico latte che l’umano dovrebbe bere è quello di donna (ma solo dalla nascita allo svezzamento di 1-3 anni circa, e non ai 14, ai 40 o ai 60 anni, età nelle quali gli uomini continuano a trafficare ignobilmente tra succhiotti e biberon.

Aggiungere acqua al latte sarebbe cosa saggia, in quanto si tenderebbe a diluire la densa e dannosa caseina, che serve a produrre colla per i falegnami, e persino adesivi industriali per tenere assieme le chiglie delle navi.

Caseina che produce, beninteso, effetti devastanti nel sistema gastrointestinale e renale umano.

 

Tutti alla rincorsa della mitica sostanza proteica

 

Ma, follia delle follie, questi contraffattori cinesi, ipnotizzati da Fda, Ndc, macellai e caseari d’America e d’Europa (quanti cinesi hanno frequentato i corsi di aggiornamento tecnico alla Parmalat e presso gli impianti di produzione del grana italiano?), hanno deciso di rendere il latte di mucca ancora più denso, più pesante e più proteico, in barba a tutte le leggi e agli ammonimenti scientifici che reclamano un abbassamento verticale dell’introito proteico umano.

Lo hanno fatto perché non si riesce a canalizzare l’ottimo latte di topo che ha il 47 percento di proteine, o i discreti latte di gatto (36 percento) e di cane (30 percento).

Le mediocri donne umane no, meglio lasciarle perdere.

Danno un latte troppo scarso e acquoso, che non raggiunge nemmeno il 5 percento di contenuto calorico-proteico.

Chissà che bello scoprire qualche animale sconosciuto che batta persino i topi e abbia magari un livello vicino al 100 percento di proteine.

Chi se ne frega di acqua biologica, di vitamine, minerali, enzimi.

L’essenziale è che ci sia la mitica sostanza proteica, ossia  la dea tra le sostanze nutritive.

 

Il messaggio del Consolato Generale d’Italia a Hongkong

 

Le autorità sanitarie cinesi hanno comunicato che  alcune confezioni  di latte in polvere prodotte da 22 aziende casearie cinesi, tra cui grandi gruppi quali Sanlu, Bright Dairy & Food, Yili Industrial Group, Mengniu Group, sono risultate contaminate da melammina, e che i bimbi colpiti da questo cataclisma nazionale soffrono di insufficienza renale e di calcoli ai reni (le cifre iniziali di 13000 sono già salite a oltre 54000, e pare di essere davanti alla peggiore catastrofe nutrizionale di tutti i tempi).

Gran parte delle vittime pare aver ingerito il latte in polvere del gruppo Sanlu.

Sempre secondo la stessa fonte, non si sono registrati casi di malori da assunzione di latte liquido o di altri prodotti caseari (anche se, va ricordato, sono stati rilevati valori di melammina superiori alla norma in alcuni derivati del latte messi in commercio).

Tutti i prodotti contaminati sono in corso di ritiro dal mercato.

Il Consolato Generale d’Italia a Hongkong, che mi ha inviato un suo sintetico documento, consiglia a chi si reca in Cina insieme a dei neonati, di provvedere al fabbisogno con prodotti made in Italy, prima di partire.

Agli italiani residenti in Cina, si consiglia di evitare per ora l’acquisto del latte e dei derivati prodotti dalle ditte cinesi che hanno fatto registrare alterazioni da melammina.

Dove stanno gli studiosi seri e indipendenti della Cina?

 

Facendo l’ipotesi che il presidente cinese usi il pugno di ferro con gli autori di questo misfatto che sta sgretolando la reputazione della Cina nel mondo intero, potrà eventualmente arrestare 66 persone (3 per ciascuna delle 22 aziende incriminate).

Potrà pure mandarle alla fucilazione immediata.

Ma gli consigliamo di non farlo.

Non solo perché siamo contro la pena di morte per principio, ma perché in quel modo non risolverebbe

il problema e non farebbe alcuna giustizia.

Se intende davvero colpire i reali responsabili, meglio che vada a rovistare all’interno del suo   Political Bureau, oppure all’interno dei Ministeri e delle Università della salute e della nutrizione.

Chi ha permesso tra i suoi funzionari di aprire un cordone ombelicale senza filtri con gli enti americani

notoriamente corrotti?

Chi ha diffuso in Cina in ospedali e uffici pediatrici le piramidi alimentari sballate degli americani?

Chi ha permesso alle diete iperproteiche Atkins, Zona, South Beach, Gruppi Sanguigni, di entrare incontrastate in Cina mietendo vittime pure da queste parti?

Chi ha autorizzato gli articoli-pubblicitari sull’Aids in prima pagina nei quotidiani cinesi?

Dove sono finiti gli studiosi seri e indipendenti della Cina?

Sono forse finiti tutti nelle ricerche spaziali o negli armamenti?

Mao-Tse Tung  ha tenuto per mezzo secolo la Cina a dieta e nella miseria.

Ma almeno ha ottenuto alcuni risultati importanti, quali un livellamento generale della povertà, e il grado di inquinamento più basso del pianeta.

Caduto Mao, e risorta la Cina con Deng-Hsiao Ping, memorabile presidente del  Getting rich is glorious

(arricchire è glorioso), state riportando la Cina a livelli di ricchezza mai visti prima, che toccano per ora un terzo circa della popolazione.

Il che è positivo, a patto però che ricchezza significhi mangiare e bere le cose davvero buone e giuste.

 

Vietato copiare le esperienze sbagliate e gli errori madornali

 

A patto che non si rifacciano in Cina gli stessi errori madornali che stanno scarnificando l’America e l’Europa.

Un cancro su tre e un collasso su quattro, non è di sicuro un buon modello da seguire.

Se poi si prendono alla lettera le idiozie della Fda e le mascalzonate della Ndc, chiaro che i caseari cinesi cercheranno di fare ancora meglio, e di rendere ancora più concentrato e nobile l’oro bianco chiamato latte, aggiungendogli melammina e qualsiasi altra cosa che gli viene a tiro, purché il latte diventi più denso, più nutriente e più proteico.

Già ricorrono a integratori vitaminici e minerali, come suggerito dalle industrie americane del settore, al fine di drogare allegramente e disinvoltamente un altro miliardo e mezzo di persone.

Dopo la melammina, si troveranno altre sostanze.

Se la gente muore poi, pazienza. Qualche mese di insabbiamenti e di minimizzazioni e tutto si dimenticherà. E la vita riprenderà come prima.

Sembra che i tecnici cinesi imparino ogni cosa molto alla svelta.

Non lo hanno forse già dimostrato nei mesi scorsi con l’eparina di maiale?

Solo che in quel caso il centinaio e oltre di morti accertati si sono registrati in America e in Europa, e lo scandalo è stato prontamente insabbiato.

L’eparina contraffatta era quella cinese, ma andavano di mezzo i mostri sacri della Pfizer, e la cosa dava fastidio a tutti.

 

Ci dovremo mettere a controllare anche la cioccolata al latte

 

Qui invece il rumore, la turbolenza, il panico si stanno diffondendo a macchia d’olio, per cui è giusto che anche l’Europa si preoccupi.

Ne risulta coinvolto persino il gruppo Nestlé.

Sta a vedere che dovremo metterci tutti a controllare se gelati e sorbetti sono contaminati o meno dalla melammina, e se la cioccolata al latte, gli yogurt e i formaggini sono pure esse esenti da veleni.

Poi, come si sa, una ciliegia tira l’altra. Chissà quante altre porcherie trovano la via della nostra bocca mentre nemmeno ci accorgiamo.

D’accordo che noi siamo igienisti e stiamo lontano in ogni caso da questi cibi basati su latte e zucchero, e comunque insalubri, ma è giusto pensare ai tanti che vivono intorno a noi e che se ne cibano.

Da queste parti ci assicurano che non c’è di che preoccuparsi.

Anche perché abbiamo un Agroalimentare Italiano che è l’arma di punta di un’Italia inappuntabile e sorniona.

Ma noi non ci fidiamo affatto.

Né di voi cinesi, né degli americani, né tantomeno di quelli di casa nostra.

Il panico esiste già per il latte e i latticini in sé.

Esiste già per i cosiddetti arricchimenti di materiale sintetico che riguardano una marea di alimenti e di bevande.

Esiste già per le carni pompate e per gli alimenti iper-proteici (esempio farine di ossa e altro) che vengono somministrate ai vitelli al fine di farli raggiungere i 700 kg di peso in meno di 3 anni, vale a dire prima che le escrescenze cancerogene e i prioni facciano la loro probabile e scontata apparizione.

Ora che scopriamo questo ultimo altarino non c’è assolutamente di che stare tranquilli.

D’accordo che i più colpiti sono i bambini piccoli, e ce ne dispiace il triplo.

Ma di sicuro la melammina, anche se eventualmente meglio tollerata dagli adulti, nel lungo periodo farà guasti a tutti.

Non c’è davvero di che stare allegri, caro presidente Hu Jingtao.

 

Elenco delle 22 aziende cinesi coinvolte nello scandalo della melammina

 

Ditta                                  Nome del prodotto                 Campioni testati         Campioni rilevati

 

Shijiazhuang Sanlu                     Sanlu Infant Formula                           11                                   11

Shanghai Panda Dairy                Panda Kebao Infant Formula                 5                                     3

QingDao Sheng Yuan Dairy      Shengyuan Infant Formula                   17                                     8

Shanxi Gucheng Milk                Gucheng Infant Milk                            13                                     4

Jiangsu Guangming Hero           Hero Infant Formula                               2                                    2

Baoji Huimin Dairy                    Huiming Infant Formula                        1                                     1

Inner Mongonia Mengniu Dairy  Mengniu Infant Formula                      28                                    3

Torador Dairy Industry-Tianjin   Kocci Infant Formula                             1                                    1

Guangdong Yashili                     Yashili Infant Formula                          30                                    8

Hunan Peiyi Dairy                       Nanshan Beiyi Infant Formula               1                                    1

 

Heilongjiang Quining Dairy        Infant Formula                                       1                                     1

Shangxi Yashili                           Yashili Infant Formula                           4                                     2

Shenzhen Jinbishi Milk               Jinbishi Infant Formula                          2                                     2

Scient Guangzhou Infant             Scient Infant Formula                           20                                    4

Guangzhou Jinding Dairy            Jinding Infant Formula                           3                                    1

Inner Mongonia Yili                    Yili Infant Formula                               35                                    1

Ind.Group Yantai Aoduomei       Aoduomei Infant Formula                      6                                    6

Qindao Fukang Nutrition             Aikeding Infant Formula                        3                                    1

Xi’an Baiyue Dairy                      Yubao Infant Formula                            3                                    1

Yantai Leilei Dairy                       Leilei Infant Formula                             3                                    3

Shanghai Baoanli Dairy               Baoanli Infant Formula                           1                                    1

Fuding Chengguan Dairy             Congerzhuang Infant Formula                1                                    1

 

AGGIORNAMENTO DEL 3/2009

 

Una coltre di imbarazzante silenzio sul latte e la melammina

 

Dopo la grande cagnara di settembre-ottobre, dove non si parlava d’altro se non di latte e di melammina, una coltre di silenzio è stata strategicamente stesa sull’argomento, quasi che il latte non si mungesse e non si bevesse più, che il formaggio, il burro, il cioccolato e i gelati al latte non si consumassero più, e che le madri del mondo intero si fossero finalmente decise a fare le brave e ad allattare al loro seno i rispettivi pargoletti, e a cercare nelle verdure crude e nelle foglie, nelle arance e nella frutta, nelle mandorle e nei pinoli, tutto il calcio necessario alla crescita dei loro bambini già svezzati e non più bisognosi di alcun latte umano o animale.

Chiaro che le cose non stanno affatto andando così.

Si è infatti tornati alla normalità di sempre, sia in Cina che nel resto del mondo, come se niente fosse accaduto.

 

In Cina si stanno scoprendo nuovi clamorosi dettagli.

La melammina è un prodotto stomachevole, ma i blocchi renali vengono causati dal latte normale.

 

Ma la Cina non smette mai di sorprendere.

Una decina di bambini morti e 300 mila danneggiati e ospitalizzati ufficialmente, e chissà quanti milioni danneggiati e tenuti a casa senza fare chiasso, non sono qualcosa che si risolve voltando pagina e chiudendo l’incidente.

La cosa più sconcertante che stanno rivelando gli studiosi di questo caso epocale, è che non tutti i bambini ricoverati per blocco renale avevano bevuto il latte alla melammina della Sanlu e delle altre marche colte in castagna.

Pare che addirittura la metà dei bambini ospitalizzati avesse consumato sempre e solo latte comune non trattato con la melammina.

La notizia è clamorosa e apre la strada a inquietanti ipotesi.

Molta gente è sorpresa, e non sa più cosa pensare.

Per noi igienisti, non ci sono sorprese e non ci sono dubbi.

Avevamo già detto a chiare lettere che il problema non è la melammina, ma il latte di mucca in sé e per sé, ottimo alimento per vitellini a quattro zampe, e bianco veleno costipante ed intasante per i pargoletti umani.

 

L’epilogo dello scandalo melammina

 

Si sa che la stampa cinese è sottoposta a controllo e a censura governativa, e che noi invece, nell’Occidente democratico e libero, godiamo in teoria della libera informazione.

Il che fa davvero ridere.

C’è 10 volte più illiberalità, omertà ed autocensura da noi che nella Cina comunista, almeno sull’argomento latte.

Sembra una affermazione paradossale ma non lo è.

Sul  China Morning Post di Hongkong del 5/3 è apparso un interessante resoconto di Vivian Wu sulla liquidazione legale e coatta del gigante governativo del latte Sanlu Group, caduto in disgrazia.

L’asta pubblica è durata una manciata di minuti e si è tenuta in un tribunale di Shijianzhuang, nella Hebei Province, partendo dal valore base di 600 milioni di yuan (60 milioni di €).

A vincere è stata la  Sanyuan Foods di Beijing per una cifra di 616.5 milioni di yuan, che ha così acquisito macchinari e fabbricati, diritti e marchi.

La  Sanlu era la maggiore responsabile del caso melammina, assieme ad altre 22 aziende cinesi produttrici di latte e di latte in polvere, giudicate colpevoli di coinvolgimento nello scandalo.

Chiaramente il governo di Pechino doveva fare qualcosa sul piano penale.

Le cifre ufficiali parlano di 6 casi fatali e di 300 mila a curarsi i calcoli, come dicevamo.

Ma in realtà sono molti di più i bambini morti, e milioni sarebbero i bimbi carichi di calcoli renali.

La Sanlu è stata dichiarata fallita in febbraio e, alla presidente del gruppo Madame Tian Wenhua, è stata risparmiata la pena di morte per un filo, forse perché donna.

Ma dovrà stare per tutta la vita dietro le sbarre.

 

Le proteste dei genitori disperati e i maltrattamenti della polizia

 

C’è stato un corteo di protesta dei familiari delle vittime innocenti, guidato dal loro rappresentante ufficiale Zhao Lianhai.

Due gruppi di poliziotti hanno fatto irruzione nella sua casa di Pechino intimando a Zhao di non andare a Shijianzuang, ma lui si è rifiutato di obbedire. Assieme a quattro famiglie pechinesi si è recato in auto nella cittadina di Hebei, accomodandosi la sera del 3/3 in un hotel del centro.

Alle 8 di mattina del 4/3 (giorno dell’asta), altra visita della polizia in stanza, con la scusa di dover controllare i documenti.

Il gruppo ha cercato invano di raggiungere con la propria auto il tribunale entro l’ora annunciata (ore 11).

Ad ogni incrocio c’erano auto della polizia che impedivano e ritardavano il transito di questi indesiderati.

Alla fine, hanno lasciato le auto e sono andati a piedi lungo i 3 km del percorso, ma l’asta era appena terminata.

Al che, tutti fuori dai gangheri per questo incredibile comportamento delle autorità, sono andati alla sede Sanlu, subendo anche in questa località i maltrattamenti e le dissuasioni delle forze dell’ordine.

La signora Zheng Shuzhen, 52 anni, madre di Zhou Mengxin, bambina di Zhoukou (Henan Province), morta al suo primo compleanno, è stata spinta a terra e trascinata via dai poliziotti, restando sconvolta e senza parole per la violenza subita.

La bambina in questione non è stata nemmeno inclusa tra le vittime della melammina, e la famiglia non ha ricevuto un singolo centesimo di compensazione dalla Sanlu o dallo stato.

 

Le critiche più memorabili al latte sono paradossalmente quelle degli stessi casari

(vedi anche mio precedente articolo Oro bianco, Oro Rosso, Oro Nero)

 

Paradossalmente le critiche più disgregatrici e memorabili al latte rimangono quelle fatte dai casari australiani della  Paris Creek, i quali nel voler giustamente distinguere il loro prodotto dal latte normale e comune in commercio, misero in impietosa evidenza i difetti di quel tipo di latte (che è poi il latte consumato in stragrande maggioranza).

Il  Paris Creek non conteneva infatti additivi, aromatizzanti, addensanti, latte in polvere, latte geneticamente modificato, residui di ormoni di crescita (usati per moltiplicare la resa carne e la resa latte), antibiotici, residui di mangimi inorganici.

In più non era stato omogeneizzato, o peggio sottoposto a UHT (ultra-high temperature) con allungamento della durata, ma anche con netta riduzione di vitalità e valore nutritivo, con ridotto assorbimento di vitamine A e D, con meno Omega-3 e meno antiossidanti.

In più proveniva da mucche munte poco (50% meno di quelle normali), visto che la mungitura eccessiva comporta più stress e più malattie, più farmaci e più integratori, e quindi il ciclo vizioso di un latte pesantemente stressato ed inquinato come le mucche che lo producono.

 

Il magico latte Nido 3+ delle Filippine

 

Un altro articoletto raccolto nei giorni scorsi in Filippine, parla di un’altra marca speciale di latte, il Nido 3+, che conterrebbe molto più calcio, molte più vitamine, molti più probiotici, prebiotici e DHA, del comune latte in commercio.

Chiaro che contenere più calcio, più vitamine, più probiotici, non significa assolutamente nulla in fatto di qualità, visto che è il grado di assimilabilità a determinare il vero valore di un alimento.

Ma i produttori danno per scontato che i clienti siano dotati di un tasso di cultura e di intelligenza medio-basso, per cui possono andare tranquilli e dire le cose più insensate.

Uno dei tanti modi di spingere il proprio marchio sul mercato.

Mai una parola chiaramente, da parte dei giornalisti asserviti, sulle differenze fondamentali esistenti tra il latte di donna e il latte di mucca.
Mai una parola sul fatto che, a svezzamento avvenuto, nessun animale al mondo continua a bere latte e a nutrirsi di prodotti caseari, e che soltanto l’uomo, demenziale creatura a due gambe, ha deciso di fare il succhia-mammelle a vita, andando contro natura, contro logica e contro se stesso, procurandosi una serie impressionante di danni per la propria salute.

 

Il vero scandalo dunque resta quello dell’Oro Bianco

 

Occorre dunque mettere in evidenza che il vero scandalo, più che quello della melammina (pipì e cacca, per ora pare solo di tipo animale, ma nessuno ce lo garantisce), è quello del latte normale.

È quello dell’oro bianco che rimane inamovibile al suo posto, in coppia con l’oro rosso, ovvero col sangue delle stesse disgraziate mucche e della loro prole, animali che hanno trovato nel genere umano i peggiori mostri e i peggiori aguzzini di tutti i luoghi e di tutti i tempi.

E, anche volendosi dedicare nuovamente alla melammina, sarebbe più opportuno parlare della melammina di casa nostra, piuttosto che di quella cinese.

La questione più aberrante rimane infatti il diritto di cittadinanza attribuito dalla FDA americana, maggiore ente mondiale sull’alimentazione e i farmaci, al veleno melammina.

Se in Cina c’è stato un mese fa il patibolo per almeno 2 personaggi coinvolti, e l’ergastolo per la direttrice del Sanlu Group, colpevoli di aver aggiunto al latte quote di melammina che hanno sfiorato i 3,3 mg di melammina per kg di latte, c’è da dire che diverse aziende hanno dovuto chiudere bottega e fallire per livelli di 1 o 2 mg di melammina per kg di latte, quote per le quali da noi sarebbero oggi in perfetta regola.

 

Una legalizzazione-lampo della melammina che ha sorpreso e stupito il mondo intero

 

Come mai la FDA è arrivata a questo? Come mai di punto in bianco ha potuto inventare una sanatoria internazionale e retroattiva sulla melammina?

Come mai è arrivata a questa clamorosa legalizzazione della melammina nel latte?

Possiamo solo fare delle ipotesi, perché queste cose avvengono tutte in stanze chiuse e riservate.

1° Ipotesi)  La pratica di urinare e caccare nel latte, solo sinteticamente, si spera, esisteva già da tempo anche da noi, per cui quella della FDA è stata una specie di sanatoria virtuale generalizzata, per cui se venisse presa in castagna la Danone, o la Nestlé, o la Kraft Food o l’Unilever, non succederebbe assolutamente nulla, almeno al di sotto del limite massimo di 2.5 mg/kg di melammina rilevata.

2° Ipotesi) La FDA può solo aver ricevuto delle direttive o delle dritte da parte della NDC e da parte della Kraft Food, o magari dal gigante dei gelati Basin’s Robbins.

3° Ipotesi) La FDA può aver pure ricevuto istruzioni sul come procedere da Big Pharma, nei cui laboratori c’è gente che lavora intensamente su nuovi farmaci adatti alla fluidificazione del sangue e delle urine, ovvero dei liquidi che arrivano al sistema escretorio e renale dei bimbi e degli adulti.

Per questi operatori di mercato, più gente si ammalerà di blocco renale grazie ad un alto livello di melammina (come ad es i 2.5 mg/kg stabiliti per l’appunto dalla FDA) e meglio sarà.

Il nome dei nuovi farmaci li possiamo pure immaginare: Melacontrast, Uriflux, Renalben, ecc.

4° Ipotesi) La FDA ha capito che non è la melammina a causare i blocchi renali ma il latte stesso bevuto regolarmente, per cui è meglio tenersi stretto questo inquinante proteico in associazione, che può sempre fungere da alibi su cui scaricare ogni futura lamentela.

 

Gli ultimi controlli anti-melammina sulla Wyeth-Usa e la Dumex-Danone-Francia

 

Sul fronte cinese, il quotidiano China Daily di Beijing del 27/2 è costretto malvolentieri a tornare sull’argomento per colpa di 20 famiglie cinesi che si sono lamentate di danni renali sviluppatisi nei loro bimbi per colpa del latte in polvere americano di marca Wyeth.

L’inchiesta è partita prontamente, ma alla fine è risultato che il prodotto Wyeth non superava affatto gli attuali limiti sulla melammina coi suoi 1 mg/kg, ha detto la AQSIQ (Administration of Quality Supervision, Inspection and Quarantine).

A quel punto, Xi Qing, direttore delle relazioni pubbliche per la Wyeth, ha emesso un sospiro di sollievo, dicendo che pure i suoi capi in America hanno accolto la notizia con grande compiacimento.

Nell’articolo, firmato da Cui Xiao Huo, si aggiunge che la Wyeth è la seconda produttrice straniera di latte in polvere a dover rispondere sulla melammina in eccesso, dopo che anche la Dumex, filiale della francese Danone, è stata sottoposta agli stessi controlli.

Appena cinque mesi fa  la Wyeth e la Danone sarebbero finite in prima pagina su tutti i giornali cinesi ed asiatici, non fosse altro per il fatto che si tratta di latte americano e francese commercializzati in Cina.

Oggi invece esse stanno tranquillamente al loro posto come niente fosse, con le carte in regola e la coscienza tranquilla.

Devono solo ringraziare e prostrarsi di fronte all’arguzia della FDA.

 

Tutti presi in giro ed in contropiede dalla FDA

 

Gli standard cinesi odierni (stabiliti non dalla Cina ma dall’America all’indomani del caso melammina), parlano, come già detto di un tetto massimo di 2.5 mg/kg per il latte di uso comune, e di 1 mg/kg per il latte in polvere.

Per mesi erano finite sulla lista nera dei quotidiani e delle riviste dell’Asia i colossi internazionali tipo la Dutch Lady, la Nestlé, la Danone, ed anche decine di altri produttori locali di latte e di confezioni alimentari contenenti latte, spesso per livelli di melammina inferiori a 1 mg/kg.

La FDA aveva a quel punto colto tutti di sorpresa.

Quei supermercati che avevano tolto dalle scansie decine di prodotti inquinati da melammina tra l’1 e il 2.5%, potranno ora rimetterli al loro posto.

Pure i legali e i giudici dei tribunali cinesi sono stati presi in contropiede.

Non si possono comminare per un mese fallimenti e chiusure, sanzioni pesanti, ergastoli e patiboli, per poi accorgersi nel mese successivo, che quelli non erano crimini ma bazzecole.

Vecchi peccatori colti con le mani nel sacco e nuovi potenziali peccatori pronti a metterle nel sacco.

Aggiungere melammina al latte non è più un crimine! Anzi è un’azione consigliata e raccomandata!

Il passa-parola è rimbombato dal Tibet alla Manciuria, da Shenzen a Pekino e Shanghai.

 

I ricercatori cinesi stanno scoprendo gli altarini del latte

 

La presidentessa del Sanlu Group, dietro le sbarre a vita, avrà di che mangiarsi le unghie.

E i due finiti sotto una croce con un proiettile in testa, avranno di che rigirarsi e scalciare a livello di anima.

Tanto più che l’ultima scoperta in Cina è che la melammina potrebbe anche non essere la causa reale delle disfunzioni renali e dei calcoli renali.

Questo dubbio atroce, ma non privo di logica e giustificazione, è stato sollevato perché molti dei bimbi colpiti dai calcoli e dal blocco renale non appartenevano affatto alla clientela Sanlu, ma avevano bevuto sempre e solo latte normalissimo privo di melammina.

Sta a vedere che, per quanto rivoltante e riprovevole sia ingoiare pipì e cacca sintetica di mucca o di qualsiasi altro vivente, non è la melammina il male maggiore, non è la melammina a scardinare e devastare l’apparato renale dei bambini, bensì il normalissimo latte comune.

 

E se fosse vero che il latte di mucca serve solo per i vitellini, e che dopo lo svezzamento ogni latte stona e danneggia?

 

I cinesi, nella loro ingenuità storica sul latte (materiale con cui sono venuti in contatto solo di recente), si stanno ponendo quei dubbi e quelle domande che noi occidentali non ci poniamo mai, ipnotizzati come siamo da latterie, caseifici, consorzi, stalle, gelaterie, burrifici e formaggerie.

E se fosse vero che il latte durante lo svezzamento deve essere rigorosamente quello di donna, formulato appositamente leggero, dolciastro e trasparente dalla natura e non certo dai casari?

E se fosse vero che dopo lo svezzamento sia ai piccini che ai grandi non si deve più dare nemmeno una goccia di latte, come vuole la natura?

E se fosse vero che il vero latte del mondo si chiama acqua biologica, e si trova in tutti i frutti carichi di dolcezza e di squisita sostanza proteica-vitaminica-minerale bilanciata?

In Cina non sanno ancora granché sul movimento igienistico. Ma con le loro domande ci stanno automaticamente arrivando.

 

I reni sono il primo bersaglio preferito del latte, la ANHS lo sta dicendo al mondo da 150 anni

 

Le scuole igienistiche del mondo intero predicano da decenni che il latte non apporta calcio ma ruba calcio alle ossa causando osteoporosi, per cui quasi tutto il calcio del latte deve per forza essere espulso dal corpo, provocando altri danni aggiuntivi.

La ANHS (American Natural Hygiene Society) lo sta dicendo da un secolo e mezzo, tramite i suoi medici igienisti che rappresentano la dissidenza medica statunitense, ovvero il meglio del meglio della medicina nutrizionale.

Chiaro che i reni sono i primi ad essere colpiti, dovendo filtrare una sostanza che non avrebbe mai dovuto giungere ad essi per alcun motivo.

Le statistiche mondiali parlano chiaro.

Più latte e latticini la gente consuma e più osteoporosi e calcoli renali sviluppa.

Questo paradigma esisteva quando la melammina non era stata nemmeno inventata.

 

Il latte di mucca è un ottimo prodotto completo ed ideale, per l’infante di nome vitellino

 

Come per la carne irlandese alla diossina dicemmo che la diossina non fa certo bene, ma che è comunque il male minore, essendo la carne in sé il vero scandalo e la maggiore fonte di danno fisico alle persone dotate di un corpo umano-fruttariano, così diciamo altrettanto nel caso del latte alla melammina.

La melammina non può di sicuro essere annoverata tra le sostanze benefiche e naturali.

Ma rimane anch’essa un male minore e marginale.

È il latte stesso a fare grossi danni e grossi sconquassi.

È il latte più buono e piu’ puro, incluso il Paris Creek e il Nido 3+, ad avere in sé le caratteristiche per danneggiare il corpo umano, mentre nessun danno farebbe al vitellino, per il quale è stato sapientemente formulato, disegnato e concepito da quel Dio che si chiama Madre Natura.

 

Il latte in gara col sangue nello scorrimento a rivoli e a fiumi.

Una indegna forma di inciviltà che inebetisce animali e ingrossa ospedali e cimiteri.

 

Ma intanto da noi il latte, continua a fare a gara col sangue nello scorrere a rivoli e a fiumi.

Questa indegna forma di inciviltà che inebetisce e atterrisce animali innocenti, e nel contempo ingrossa ben oltre il necessario ospedali e cimiteri, trova il sostegno di sinistri personaggi provenienti da sinistre scuole del nostro paese.

È vero che qualcuno si salva, come il prof Gianni Pezzali, neurologo, che fa giuste correlazioni tra consumo latte e morbo di Parkinson, tra latte e tumori, tra latte e ulcere, tra latte e osteoporosi, o il dr Franco Berrino, direttore dell’Istituto Nazionale Tumori di Milano, (articolo Troppo latte fa ammalare? di Antonella Trentin, apparso su Donna Moderna) che afferma senza mezzi termini  Del latte potremmo fare tranquillamente a meno, aggiungendo che le proteine del latte apportano il fattore di crescita IGF (increase growth factor) che fa aumentare le possibilità di cancro al seno, all’ovaio, alla prostata e ai testicoli, mentre il vero buon calcio si trova nelle mandorle e nel sesamo, nei cavoli e nei legumi.

 

Le fonti della diseducazione non si esauriscono mai

 

Ma c’è ancora gente come il dr Eugenio Del Toma, nutrizionista, e docente di scienza dell’alimentazione all’Università Campus Biomedico di Roma, e coautore del libro bianco della Assolatte (Associazione Italiana Lattiero-Casearia) che lo considera alimento prezioso ed indispensabile e lo prescrive regolarmente ai suoi clienti.

O come il nefrologo Giovanbattista Capasso, per il quale un bicchiere al giorno non fa male a nessuno.

O il gastroenterologo Stefano Fagiuli, direttore dell’unità di gastroenterologia agli Ospedali Riuniti di Bergamo, che si lascia sfuggire una frase alquanto diseducativa tipo  È raro che il latte faccia male.

Mariella Gabriella Gentile, direttore del centro dietetica e nutrizione clinica all’ospedale milanese di Niguarda, fa ancora peggio (vedi articolo  Non c’è dieta che tenga di Anna Jannello, Panorama del 5/2):

Se si dimagrisce eliminando i latticini, per esempio, è perché si è privato l’organismo di alimenti importanti.

Non citiamo nemmeno i nutrizionisti che sono ospiti fissi delle reti televisive, regolarmente foraggiati e mantenuti sul palco dall’Agroalimentare italiano, che da tempo ha abbandonato il verde per dedicarsi alla stalla-penitenziario, al macello e al caseificio.

Quando mai impareranno le persone che occupano posti di prestigio, a diventare più obiettivi e scientifici, più trasparenti e indipendenti, più responsabili e meno diseducativi nelle loro affermazioni?

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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