OMOCISTEINA BAROMETRO FUNZIONALE DEL CORPO UMANO

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LETTERA

Ciao Valdo, vorrei tanto non romperti, ma a chi cavolo fare certe domande, al mio medico alternativo? Così tanto alternativo che quando gli comunico di non voler prendere integratori per recuperare il ferro, mi risponde che non riesce più a seguirmi, non mi capisce più, mi ha sempre considerata una persona intelligente, ma ora?

Va bene lasciare la medicina tradizionale, ma addirittura rifiutare anche sani integratori? Quindi in breve (anche se mi farei volentieri una chiacchieratona con te), ti sintetizzo la situazione.

SONO STATA DAVVERO BRAVA

Dopo la vacanza in Puglia ho continuato a mangiare frutta a volontà, verdure spesso crude, non ho più assaggiato un pezzo di formaggio e neanche le uova che adoravo!

Con l’arrivo dell’autunno ho sicuramente diminuito il consumo di frutta dato che mela e pera mi entusiasmano meno del melone e dell’anguria. Per il resto però ho continuato a fare molta attenzione all’alimentazione.

Zero e dico zero dolci, no a the e caffè, poco sale, tanta insalata e avocadi. Cereali cotti che non contengono glutine, visto che trasformano la mia pancia in una mongolfiera.

Ho iniziato a farmi i germogli di lino, crescione, alfa-alfa. Consumo frutta secca anche se non giornalmente. Non ho introdotto la crema di avena perché i fiocchi che si trovano in giro credo non siano crudi.

Bevo pochissimo, quasi mai, non ho sete e non sono riuscita a trovare un’alternativa all’acqua del rubinetto poco raccomandabile.

TROVO INSPIEGABILE LA MIA OMOCISTEINA FUORI RANGE

Nonostante ciò la ferritina è scesa da 5 a 4, spero sia una semplice oscillazione non preoccupante. La sideremia invece, dall’estate, è scesa da 85 a 34. La vitamina B12 sta a 156, l’acido folico a14, il VES a 8, e l’emoglobina è salita lievemente a quota 10.

Leggendo le tue tesine (quasi tutte le sere), ho deciso di controllare anche l’omocisteina. Tu dici che già a 12 c’è da preoccuparsi e visto che il mio valore è 20,39, avendo letto anche molto in rete, sono più che preoccupata, soprattutto perché non mi spiego come cavolo faccio ad averla così alta. Da anni mangio pochissima carne, pochi formaggi e uova, da giugno sono vegetariana, da agosto (after Puglia) vegana.

Nelle tue tesine sull’omocisteina parli di zinco e di altre sostanze, ma in termini alimentari cosa devo fare, considerando anche la ferritina che continua a fare capricci.

Il tuo libro, le tesine e le chiacchierate a Monopoli sono impressi nella mia mente e nel mio cuore, quindi puoi non perdere il tuo tempo prezioso per dirmi quale cibo prediligere. Se invece c’è qualcosa di specifico per abbassare l’omocisteina, ti prego di darmi suggerimenti.

I PROBLEMI STANNO NELLA CAPACITÀ ASSIMILATIVA

Credo ciecamente come dici tu che di ferro ne assumo abbastanza, il problema viene dall’intestino, ultimamente sento anche una specie di lieve piccatina ogni tanto, così da ieri ho deciso di fare un mini-digiuno (ne ho fatti anche di 15 giorni, ma ora non è il caso), per ripristinare un po’ la situazione, sperando che ciò porti anche ad un miglioramento della questione omocisteina.

A volte temo che l’intossicazione da mercurio di alcuni anni fa abbia fatto danni irreversibili. Ho anche carenza di serotonina. Il medico mi ha consigliato la griffonia visto che sono un po’ affaticata e a volte scoraggiata.

FELICISSIMA DELLE SCELTE FATTE E COINVOLGIMENTO INASPETTATO DELL’INTERA FAMIGLIA

Per il resto tutto ok, sono sempre più felice della scelta che ho fatto, scelta inaspettatamente seguita in parte da mio marito Mauro e addirittura da mia madre! Ma di questo come ti avevo detto voglio parlarne più a lungo con te e con il gruppo vacanze Puglia, devo farvi sapere quanti meravigliosi cambiamenti sono avvenuti dopo quelle splendide giornate passate insieme.

Uno di questi è che mia suocera non ci invita più a pranzo perché non sa cosa cucinarci! Ho tanta voglia di correre, di alzarmi la mattina riposata, di sentirmi in forma, di avere energie per divulgare ad alta voce l’importanza vitale di una giusta scelta alimentare, giusta per il nostro corpo, per il nostro pianeta.

Se non rispondi non me la prendo. So che hai problemi di tempo, ho avuto la fortuna di conoscerti, la tua disponibilità mi ha strabiliato, e non solo quella, non proseguo perché so che non ami tanto essere messo su un piedistallo, ma consentimi di inviarti una abbraccio stritoloso e ringraziarti di esistere.

Se ti sembra troppo, allora ringrazio Dio che ti concede di vivere e divulgare, ma la stritolata te la tieni!
Hai piena facoltà di rendere pubblica la mail, se può essere utile. Superbaci.
Irene

*****

RISPOSTA

IL TEST PIÙ AFFIDABILE È QUELLO DI SENTIRSI IN FORMA

Ciao Irene per la simpatica lettera e per le stritolate. Manda un caro saluto a Mauro, ad Irina e a tutta la famiglia. Ti consiglio di non dare eccessiva importanza alle tabelle, ai range, ai valori. La cosa più importante è quella di sentirsi in forma.

Se tu solo sapessi quanta gente, pur avendo tutti i valori nella norma, è malissimo in arnese, rimarresti sbalordita. Avere i valori in equilibrio va bene, ma farne una specie di mitica religione del controllo, è davvero fuorviante.

In questo periodo di cambiamenti migliorativi, molte cose possono succedere al corpo in termini di disgregazioni interne e di espulsioni tossine, per cui non è sempre facile distinguere i veleni che vanno dentro, per qualche errore alimentare o ambientale odierno, dai vecchi veleni in disgregazione che il sangue deve ricondurre fuori per l’espulsione.

L’OMOCISTEINA VA CONSIDERATA NELL’ASSIEME, E QUESTO VALE PER TUTTI I VALORI

Questo discorso può valere anche per l’omocisteina accumulatasi in tempi andati e mai rimossa prima dai condotti e dai vasi linfatici. Se il risultato di quelle mie tesine è stato di metterti troppo sul chi va là, significa che ho preso un po’ a tratti il pessimo difetto dei medici, che è quello di spaventare la gente. Tutti i valori, presi uno per uno valgono pressappoco zero. Assumono significato solo se valutati in gruppo omogeneo.

L’omocisteina va giudicata in associazione con l’HDL e il LDL. Se LDL ed omocisteina sono entrambi alti, allora si può magari parlare di reale rischio cardiaco. C’è anche da considerare che ogni corpo ha i suoi specifici e logici valori di quel momento, per cui la temporalità e la costituzionalità giocano importanti ruoli. Le tabelle generali sono valori statistici di riferimento e non tavole di Mosè. Pur essendo tutti noi basilarmente uguali, ognuno è costituzionalmente diverso nei dettagli.

UNA SOFFERTA SINDROME DI McCULLY

Chiedere in giro dettagli, statistiche e notizie sull’omocisteina non è cosa facile. Dal momento che la scoperta dell’omocisteina in termini patologici è cosa piuttosto recente, e dal momento che l’intera questione mette in crisi, o comunque mette il bastone tra le ruote all’enorme business delle statine, l’ordine medico-farmaceutico non l’ha mai vista di buon occhio e ha preferito tenerla in disparte, congelandola e ignorandola, se non addirittura insabbiandola.

Lo stesso scopritore, Kilmer McCully, brillante medico e ricercatore americano laureato ad Harvard nei primi anni ’60, ebbe grosse difficoltà a rompere il boicottaggio, l’ostilità e l’isolamento che gli vennero ingiustamente riservati nei suoi 20 anni di carriera.

McCully non era l’ultima ruota del carro. Godeva di una forte reputazione sia come patologo presso il Massachusetts General Hospital che come professore assistente alla Harvard Medical School. Nessun dubbio che l’iper-omosteinemia meriterebbe di essere chiamata in futuro come “sindrome di McCully”.

UN MATTONE DI LIBRO CHE POCHI IN ITALIA HANNO STUDIATO

McCully stava facendo delle ricerche su una rara malattia infantile, classificata come genetica. Si trattava della iperomocisteinuria. Ai bambini colpiti mancava l’enzima in grado di trasformare la tossica omocisteina in sostanze utili o almeno innocue, ed essi morivano in giovane età per infarto o colpo apoplettico.

Pur non essendo medico, sono stato sicuramente tra i primi, se non il primo in Italia, a sorbirmi il testo originale dell’autore, “The Homocysteine Revolution” (Keats Publishing, 1997). Tanto bravo e testardo nelle sue ricerche il McCully, quanto inefficiente, ripetitivo ed ingarbugliato nello scrivere. Un libraccio insomma. Importantissimo ma malscritto, e tipico mattone difficile da sintetizzare e da interpretare. McCully stesso, per paradosso, ci ha capito poco, in termini di cause e di rimedi.

Assai più chiaro il testo del dr Ray D. Strand, dall’impossibile titolo “What your doctor doesn’t know about nutritional medicine may be killing you” (Quello che il tuo medico non sa sulla medicina nutrizionale ti puo’ ammazzare), della Quest Publications, 2004.

MALATTIE CIRCOLATORIE KILLER MONDIALI NUMERO UNO

L’argomento della malattie cardiocircolatorie in genere è delicatissimo. Parliamo del killer mondiale numero uno con decine di milioni di malati e milioni di morti/anno.

I fattori di rischio cardiocircolatorio includono l’ipercolesterolemia, l’ipertensione, il diabete, il fumo e l’iper-omocisteinemia. Il fumo viene sottostimato ma è micidiale davvero. Esso causa aritmie ventricolari e fa aumentare il tono simpatico, riducendo la soglia di fibrillazione ventricolare.

Il monossido di carbonio prodotto dal fumo può scatenare ischemia (diminuzione o arresto circolatorio) in quanto riduce la capacità di trasporto dell’ossigeno da parte dell’emoglobina.

FUMO E OMOCISTEINA I FATTORI PIÙ SOTTOVALUTATI

L’omocisteina, al pari del fumo, viene sottostimata, anche se c’entra eccome in tutto questo, con una impressionante percentuale del 15%. sul totale di malattie cardiovascolari accertate.  

Si parla di 9 milioni di ammalati nel mondo e di 1,5 milioni negli USA soltanto, con 225.000 attacchi cardiaci/anno e 24000 morti/anno in USA, addebitabili alla omocisteina.

I precursori dell’omocisteina sono la cistina e la metionina, considerati aminoacidi essenziali. La dieta carnivora li assolve e li difende, e dà per scontato che essi ci debbano essere per forza.

Non è così per l’igiene naturale che difende la dieta vegana. Le più recenti scoperte sul ruolo micidiale ed avvelenante delle proteine animali, che già in misura di 25-30 grammi al giorno comportano sforamento e acidificazione del sangue, la dicono tutta sull’inopportunità dell’onnivorismo carneo.

CISTINA E METIONINA PRECURSORI DELL’OMOCISTEINA

L’omocisteina può essere vista benissimo come un prodotto residuo del dissesto metabolico degli aminoacidi cistina e metionina. La cistina è aminoacido dannoso per l’organismo umano perché causa disfunzioni all’endotelio vascolare, alla parete che ricopre internamente i vasi sanguigni, formando essa radicali liberi dall’ossigeno e interferendo con la funzione vasodilatatrice.

La metionina è aminoacido solforato non innocente, introdotto pure con la dieta carnea, anche se è il maggior agente lipotropico dei grassi metabolici (aiuta a catalizzare la disintegrazione dei grassi).

Altri agenti simili sono la colina (disintegrazione della lecitina), l’inositolo (epatoprotettore) e l’acido lipoico. Importante dire una cosa, e cioè che l’omocisteina in eccesso, come dato isolato e di per sè, non rappresenta un fattore di rischio e di trombofilia, ma ha bisogno di una compresenza di colesterolo LDL alto per diventare pericolo effettivo.

CAUSE DI OMOCISTEINA ALTA

L’omocisteina alta è uno dei più importanti elementi di rischio cardiovascolare in quanto fattore di ipercoagulazione. Da dove arriva l’omocisteina alta?

Oltre che dal tabagismo, dal caffè, dall’alcol, dalla gastrite e dall’inattività fisica, essa deriva dalla disintegrazione enzimatico-vitaminica dei due aminoacidi cisteina e metionina, che si trovano in grosse quantità nelle proteine animali tipo carni, pesce, uova, latte, formaggi, farine bianche, cibi lavorati e conservati.

Normalmente, in un corpo pulito e funzionante, l’omocisteina si ritrasforma in cisteina e metionina, e da esse in glutatione, in ormoni steroidi, in creatina, ma per fare questo ha bisogno di vitamine B6, B9 e B12.

Se mancano queste vitamine il livello di omocisteina nel sangue subisce un incremento. Se ci sono sbalzi endocrini, o carenze di neurotrasmettitori tipo la serotonina, l’omocisteina aumenta. Se c’è pigrizia linfatica l’omocisteina aumenta.

L’IMPORTANZA PRIMARIA DEI RENI E DEL GRUPPO VITAMINICO B

Ecco allora il punto cruciale. Quali le cause di carenza del trio B6-B9-B12? Presto detto: diabete, insufficienza renale, ipotiroidismo, psoriasi, celiachia.

Quali i farmaci antagonisti dell’importante acido nicotinico B6? Un po’ tutti, ma in particolare la ciclospirina, il tiazide, la teofillina, la colesteramina, ecc.

Il metabolismo dell’omocisteina si svolge in gran parte nel rene, per due possibili vie che sono:

  • La remetilazione, che restituisce come catabolita finale la metionina attraverso il ciclo dei folati B2-B6-B9-B12 (utilizzando gli enzimi metionina-sintasi), o attraverso il ciclo alternativo della betaina (utilizzando gli enzimi betaina-sintasi)
  • La transulfurazione, che restituisce come catabolita finale la cistina, utilizzando CBS o cistationina-B-sintasi, dove la cistationina, grazie al coienzima B6, catalizza la reazione di condensazione tra omocisteina e serina, con formazione finale di cistationina che viene degradata a cistina.

Si comprende dunque la fondamentale importanza dell’apparato renale, che l’uomo dovrebbe rispettare in modo religioso e divinatorio, inginocchiandosi e facendo il segno della croce prima di accingersi a bere o a mangiare qualcosa di incompatibile, qualcosa di antirenale, qualcosa di antidiuretico, o prima di assumere un qualsiasi farmaco o qualsiasi integratore o qualsiasi minerale inorganico o qualsiasi cibo stracotto.

METILI E CHIMICA DI BASE DEL DNA

Per completare il quadro della situazione, serve introdurre un altro concetto ancora, ed è quello dei metili, radicali monovalenti CH3. Tutti i meccanismi di invecchiamento lasciano, come tracciato finale, dei cambiamenti strutturali del Dna.

Se è elegante il processo di traduzione del codice triplo di un gene in una proteina completata, ancor più sofisticato è il come una cellula sa quale dei suoi 100.000 geni trascrivere e in quale frequenza.

Il più importante singolo principio organizzativo cellulare viene realizzato tramite la chimica di trasferimento del gruppo metilico CH3. È il gruppo metilico che dice alla cellula quali parti del codice Dna non trascrivere per evitare l’invecchiamento precoce o per evitare l’aberrante crescita cancerogena.

GRUPPI METILICI ED INVECCHIAMENTO

Le ultime ricerche genetiche suggeriscono che il comune tracciato finale dell’invecchiamento sia la perdita di gruppi metilici da parte del Dna, tramite meccanismi perversi tipo stress ossidativo, tossine dell’ambiente, deficienze vitaminiche e tutti gli altri acceleratoti di perdita metilica.

Trattasi di perdita di organizzazione informativa, sia nella replicazione dei tessuti che nella sorveglianza immunitaria.
Una perdita di circa il 40% dei gruppi metilici dai livelli di nascita (vale per umani e mammiferi) significa crollo degenerativo dell’organismo, e quindi morte. Rallentare, fermare e invertire la perdita dei gruppi metilici del Dna è un processo opposto di ringiovanimento, o di inversione dell’invecchiamento.

ALTA OMOCISTEINA SIGNIFICA METILAZIONE INDEBOLITA DEL DNA

Il segnale della chimica del sangue che indica una metilazione indebolita del Dna è proprio l’elevazione dell’omocisteina, visto che alti livelli di omosisteina accelerano l’accorciamento dei telomeri, che sono la parte finale dei cromosomi. La sequenza inizialmente lunga dei codoni dei telomeri tende a scheggiarsi, a sfilacciarsi e ad accorciarsi.

L’omocisteina è il barometro funzionale sintetico del corpo. Il suo livello offre una lettura generale della condizione metilica (ovvero della condizione della chimica di trasferimento di gruppo metilico nel corpo). Quanto più alto, sopra il punto 6,3, è il livello di omocisteina, tanto più povera è la metilazione del Dna, e tanto più alti i rischi per la salute.

UN MINIMO DI OMOCISTEINA SERVE DA LIPOTROFICO O LIPODISGREGANTE

È necessario avere dell’omocisteina nel sangue per il suo ruolo nei cicli vitali metabolici. Ma, oltre una bassa soglia, essa diventa sempre più tossica e va a combinarsi col colesterolo LDL per promuovere ossidazione.

Il colesterolo non ossidato, al contrario del pensiero corrente, sembra essere innocuo per i vasi sanguigni persino ad alti livelli. Ma basta una piccola ossidazione per renderlo agente di arteriosclerosi.

L’omocisteina alta incrementa pure la tendenza del sangue a coagularsi e a precipitare acute trombosi vascolari, come succede negli attacchi cardiaci, ed in più indebolisce la produzione di ossido nitrico endoteliale.

RISCHI DELL’OMOCISTEINA ALTA

L’omocisteina elevata si accumula nelle cellule e ne blocca il flusso metabolico, trasformandole in cellule maligne (dicono i medici di Boston, mentre V. Vaccaro corregge e dice “trasformandole in cellule morte sovrabbondanti, e provocanti accumulazione detritica cosiddetta virale”).

Si è verificato a livello sperimentale come l’abbattimento aggressivo dell’omocisteina ha prontamente rinormalizzato tali cellule e ha pure invertito il restringimento dei vasi sanguigni dall’ateriosclerosi. Sulla base di quanto sopra, i rischi vascolari crescono in modo esponenziale, per cui se a quota omocisteinica 6.3 c’è rischio 1, a quota 10 il rischio va a 2, a quota 15 va a 4, a quota 20 va a 9.

Recenti studi della Boston University dicono che, a livello 15, il rischio cardiaco è di 4 volte superiore alla media generale, mentre il rischio Alzheimer è doppio. Occorre dire che queste statistiche prendono in considerazione cittadini americani normalmente carichi di colesterolo LDL, per cui vanno prese con le pinzette.

COME ABBASSARE L’OMOCISTEINA

A questo punto diventa fondamentale una strategia di abbattimento, o meglio ancora una strategia di disintossicazione dalla omocisteina. Esistono tre vie precise, ma quella più pratica, potente ed efficace, rimane la disintossicazione alimentare, dove si raccomanda fortemente una “low-protein vegan diet”, con uso di sedani, cavoli, carciofi, cardi, topinambur, patate, carote, rape, ottimi cibi anche per nefritici e diabetici.

SUPERIORITÀ ASSOLUTA DEL METODO ALIMENTARE

  • Detox mediante transulfurazione, con uso di vitamina B6 e zinco per convertire l’omocisteina in cistationina e poi nella benefica cistina aminoacida solforosa, che si sintetizza poi nell’antiossidante glutatione.
  • Detox mediante remetilazione, con uso di acido folico B9 e cobalamina B12, la via più lenta ed inefficace.
  • Detox mediante alimentazione, con uso di TMG o trimetilglicina o betaina, sostanza scoperta nel 18° secolo e che si trova abbondante nelle erbette o bietole (beta vulgaris), ed anche negli spinaci e nei cereali integrali. La betaina, tramite uno specifico enzima epatico (transferasi metilica), elargisce un gruppo metilico all’omocisteina e aumenta così la produzione della preziosissima SAMe (S-adenosil-metionina). Tutti gli enzimi che reintegrano i gruppi metilici nel Dna usano SAMe come esclusivo elargitore di gruppo metilico. I gruppi metilici supportano la mielinazione dei nervi e la ricostruzione dei tessuti nelle giunture, e vengono usati per fabbricare serotonina, melatonina e altri neurotrasmettitori.

UBRIACARSI NON DI VINO, NON DI COLE E DI CAFFÈ, MA DI ESTRATTI FRESCHI DI BIETOLE E SEDANI

Mezzo litro di succo di bietola rossa abbassa la pressione nel giro di un’ora, dopo 3-4 ore ancora di più, e dopo 24 ore c’è totale mantenimento della pressione abbassata. Fa venire l’urina rossa, e si tratta di una colorazione ovviamente innocua.

Le erbette brillano in generosità, avendo addirittura 3 gruppi metilici da donare. Qualche acido ossalico in più lo possiedono, ma non tale da compromettere la loro straordinaria preziosità.

CATONE E MARCO AURELIO AVEVANO RAGIONE SU TUTTO

Già gli antichi romani le consideravano magiche ed anche afrodisiache. Le attuali ricerche confermano tutto. I nostri antenati avevano ragione su tutto, sia sulla legislazione medico-stoppante che sull’esaltazione del cavolo crudo, del carciofo, del porro, del sedano e della bietola.

Il boro naturale, organico e non cotto, riveste importante ruolo nella produzione di ormoni sessuali. In Friuli, l’atto eiaculatorio viene definito col termine “sborrare”, cioè “mandar fuori boro”. Le erbette contengono non soltanto il boro, ma anche buoni nitrati che inducono rilassamento endoteliale, vasodilatazione e aumento del flusso sanguigno.

Se il boro inorganico delle scie chimiche, e il boro inorganico del Viagra targato Pfizer, producono impotenza ed infertilità, quello delle bietole e del topinambur regala vigore a tutti, senza effetti collaterali.

Valdo Vaccaro

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1 commento

  1. Ciao Valdo e ciao Irene!
    Come è piccolo il mondo, tutti "pugliesi" qui eheh 🙂

    Chiedo scusa a te Valdo in anticipo se insisto su questa storia, perché se non ho capito male tu hai qualche riserva, ma oltre a quanto hai detto vorrei aggiungere il seguente pensiero.

    L'omocisteina è prodotta dal corpo. La natura non sbaglia, pressoché mai. Se il corpo produce omocisteina, c'è un motivo. E uno di questi motivi può essere un'intossicazione da metalli pesanti.
    Mediante la via B) di transulfurazione descritta da Valdo l'omocisteina può essere usata per produrre metallotioneina o glutatione, entambi leganti per i metalli (per esempio mercurio).
    Poi potremmo anche discutere sul perché il corpo non riesce a trasformare l'omocisteina in metallotioneina e glutatione, ma sondare il terreno per capire perché avviene una sovrapproduzione di omocisteina è quantomeno prudente.

    Sembra che voglio farmi pubblicità perché questo post l'ho già linkato, in realtà è un argomento talmente poco conosciuto in Italia (è stata fatta una sola ricerca dall'università di Napoli da quanto mi risulta) che mi sento in dovere di diffonderlo. Di seguito la traduzione di un'interessante e semplice articolo:
    http://epineo.blogspot.com/2011/11/relazione-mercurio-omocisteina.html

    Ciao a tutti!