LO SCORRIMENTO DELLE ACQUE, LE INSUFFICIENZE E LE CURE

Pinterest LinkedIn Tumblr +

Avere cura di se stessi non è curomania

Se curarsi significa avere cura di se stessi, nei pensieri, nei comportamenti e nella dieta, niente da obiettare, siamo tutti d’accordo. Se curarsi significa invece curare i sintomi e le spie rosse di malattie comportamentali e dietologiche che stanno a monte, entriamo nel campo della curomania farmacologica e chirurgica e usciamo nel contempo dal campo igienistico naturale.

I sintomi sono avvertimenti preziosi e vanno rispettati, non combattuti e non rimossi

Per l’igienismo i sintomi sono avvertimenti e moniti sacri e fanno parte dei naturali meccanismi di riequilibrio del corpo umano. I sintomi, siano essi emicranie, cuscinetti di grasso, eruzioni cutanee, febbri, infiammazioni, noduli, cisti, tumori, sono un invito al riposo fisiologico, al digiuno, al radicale cambio ideologico e comportamentale su dieta e stili di vita.
I sintomi sono un segnale intoccabile indicante la necessità improrogabile che serve fluidificare il proprio sangue e purificare il proprio sistema linfatico, mettendo il sistema immunitario in grado di espletare finalmente senza intoppi il suo lavoro di auto-guarigione.
Alla fine, essendo i sintomi fastidiosi e dolorosi, dovranno certamente andarsene, e lo faranno in modo ordinato e corretto non appena il fattore causante a monte sarà stato smascherato, esorcizzato e rimosso.

Stretta alleanza tra sistema immunitario e sistema linfatico

Sistema immunitario e sistema linfatico sono in questo senso una cosa sola e quasi si confondono uno con l’altro, pur essendo il primo più vasto e complesso, comprendendo il sistema neurovegetativo, il sistema endocrino, il sistema gastrointestinale e il sistema epiteliale, nonchè tutti gli strumenti di sicurezza dei vari organi corporei.
Il sistema immunitario si avvale infatti di 150 centraline linfatiche disseminate nel canale gastrointestinale, con la linfa che confluisce nel serbatoio-cisterna di Pecquet (dall’anatomista francese Jean Pecquet, 1622-1674), dove giungono i vasi chiliferi che assorbono le sostanze nutritive dai villi intestinali.

Cos’è il sistema linfatico scoperto e definito da Gaspare Aselli

Come ha scritto magistralmente in un suo recente articolo l’amico ehretiano Luciano Gianazza, il sistema linfatico è una complessa rete di ghiandole, nodi, vasi, dotti, pieni di liquido prezioso che bagna costantemente le nostre cellule, alimentandole e ripulendole.
A scoprire il sistema linfatico fu Gaspare Aselli (1581-1626), anatomico e chirurgo italiano che insegnava a Pavia e che dimostrò già nel 1622 l’esistenza dei vasi chiliferi.

Linfa come fidato strumento del sangue

È corretto dire che la funzione fondamentale del sangue sia quella di assicurare la vita ai trilioni di cellule del nostro corpo, portando loro il nutrimento di cui esse hanno bisogno.
Il sangue però non compie direttamente questa funzione, e si avvale della collaborazione di un fidato alleato chiamato linfa.
La linfa, come un solerte fattorino che fa servizio a domicilio, giunge puntualmente a ciascuna cellula e va a incanalarsi in un complesso sistema di vasi chiamato sistema linfatico.

Ghiandole e tessuti che gestiscono, filtrano e manovrano un liquido chiamato linfa

È formato da timo, milza, tonsille e appendice, ovvero da ghiandole e tessuti linfoidi che assorbono, filtrano, neutralizzano e portano via le acque reflue e stantie del nostro corpo, i rifiuti cellulari e i detriti cellulari (virus endogeni) chiamati anche endotossine, che sono poi il risultato dei normali processi metabolici del corpo umano.

Cos’è la linfa

La quantità del liquido linfatico, o liquido interstiziale che imbeve i tessuti umani, è tre volte superiore a quella del sangue, per cui ai nostri 4-5 litri circa di sangue, corrispondono circa 12-13 litri di linfa.
La circolazione della linfa in alcuni animali avviene grazie a organi contrattili speciali, detti cuori linfatici.
Ma nell’uomo, e nei mammiferi in genere, la movimentazione principale deriva dalla pulsazione del cuore, e soprattutto dal moto, dalla meccanica respiratoria, dalla contrazione muscolare.
Se i 4-5 litri di sangue trovano nel cuore la loro pompa diretta, i 12-13 litri di linfa trovano la loro pompa soprattutto nella respirazione, nell’attività aerobica e traspiratoria, nelle camminate grintose, nei saltelli e negli scatti brevi, nell’attività sessuale, nelle emozioni, nei sentimenti, nel respiro profondo e ritmato.

Il TBW, ovvero l’acqua totale corporea

Per essere più precisi, esistono 3 compartimenti di fluidi nel corpo umano, che sono determinati dal plasma (circa 3 litri), dai fluidi interstiziali (plasma e fluidi interstiziali danno luogo assiene ai fluidi extracellulari quantificabili nei citati 12-13 litri), e dai fluidi intracellulari (30 litri circa).
La somma totale del liquido contenuto nei 3 compartimenti costituisce l’acqua totale corporea o TBW (total body water), ovvero il valore di distribuzione dell’acqua triziata (resa radioattiva dalla presenza del trizio, che è un isotopo dell’idrogeno), che è pari a 42-43 litri in un soggetto normale di 70 kg di peso.

Il problema gravissimo della respirazione corta

Parliamo spesso di respirazione profonda, in contrasto a quella corta e ansiogena della gente comune.
In realtà non ci riferiamo a nulla di strano e sofisticato.
Parliamo dopotutto della respirazione normale che caratterizzava l’uomo prima della cosiddetta civilizzazione. Quindi c’è un invito a respirare profondamente e a ritmo l’aria fresca dei boschi e delle pinete, finchè la stoltezza umana non eliminerà del tutto anche queste risorse.
La respirazione corta e l’assenza di sufficiente movimento causano enormi accumuli di muco e tossine nel sistema linfatico.

L’importanza estrema di un sistema linfatico efficiente

Un sistema linfatico funzionante a regola d’arte è di importanza stratosferica per un perfetto equilibrio.
È una conditio-sine-qua-non per uno stato di benessere e per una salute vibrante.
Eppure si tratta di un sistema trascurato, dimenticato e persino sconosciuto.
La medicina ne sa poco e ne parla ancora meno. Non le conviene parlare.
Al punto che, quando c’è ritenzione idrica, sintomo di un sistema linfatico lento ed inefficiente, prescrive farmaci diuretici peggiorando ovviamente la situazione.
Quando si usa un diuretico per ridurre un edema, un’infiltrazione, un versamento, esso toglie acqua al flusso linfatico, per cui la linfa si ispessisce, mentre tossine e muco appiccicoso si accumulano nei linfonodi e lungo i dotti con evidente aggravamento della patologia.

Sistema linfatico pulito uguale salute, sistema sporco uguale malattia

Per chi è affetto da dolori, ritenzione idrica, infiammazioni, depositi di grasso, gonfiore addominale, la pulizia del sistema linfatico fa davvero la differenza tra salute vera e salute normale, che è in genere salute precaria e patologica della gente comune.
Un sistema linfatico inefficiente provoca cuscinetti di adipe, cellulite, disturbi che vanno e vengono, si spostano e si trasformano. Un sistema linfatico efficace e pulito è in grado al contrario di spazzare via le tossine, e aiuta anche a purificare il sangue attraverso la milza, che è la più grande massa di tessuto linfatico del corpo, e che combatte le infezioni distruggendo i globuli rossi deteriorati.

Segreti per mantenere il sistema linfatico pulito

1) Evitare elementi chimici contenuti nei conservanti, coloranti, stabilizzanti, dolcificanti, cioè
in tutti i prodotti lavorati e confezionati industrialmente e nei cosiddetti fast food.
Più ci si allontana da ciò che è naturale per l’uomo, ovvero da frutta e verdura allo stato crudo, e più
si va a intasare il sistema linfatico.
2) Evitare i cibi indigesti, e in particolare proteine animali, zuccheri industriali, farinacei.
3) Evitare i cibi bianchi come i dolci, il riso bianco, il pane bianco, la pasta bianca, le farine bianche, tutti alimenti che richiedono enormi quantità di energia per gestire le conseguenti fluttuazioni rapide di zucchero nel sangue.
4) Alimentarsi di frutta acquosa, acidognola e dolce, che rappresenta un ineguagliabile detergente della linfa, e aggiungere centrifugati di radici, carote e mele, se vogliamo andare in profondità con la pulizia del sistema. Abbondare anche con mirtilli neri e rossi e con le varie bacche eduli che la natura ci offre.
5) Consumare molta verdura verde per fornire clorofilla, vitamine naturali e minerali organicati, tutti micronutrienti preziosi per la pulizia della linfa.
6) Non dimenticarsi degli acidi grassi essenziali che sono fondamentali per un corretto funzionamento del sistema linfatico, e ci riferiamo ai semi di lino e all’olio di lino estratto a freddo, ma anche alla frutta da guscio fresca e non tostata (noci, nocciole, mandorle, pinoli, girasole, semi di zucca, avocado). Purtroppo in Italia non esiste una sufficiente cultura della conservazione ottimale della frutta fresca e dei semi freschi, nemmeno nei negozi bio.
I negozie i bar dovrebbero tenerli esposti negli scomparti refrigerati, oggi monopolizzati dai panini e dalle piadine alla mortadela e al prosciutto, e trasformati in autentiche succursali della macelleria.
Gli acidi grassi essenziali della frutta a guscio e dei semini irrancidiscono facilmente.
Il consiglio è di raccogliere tutte le noci d’annata e conservarle in cassette da tenersi sottotetto all’esterno della casa, al pari dei kaki, delle nespole e delle mele invernali.

I segnali di un sistema linfatico pigro ed inefficiente

1) Sovrappeso.
2) Cellulite e cuscinetti di grasso.
3) Dolori e fastidi diffusi e non ben definiti.
4) Fibromialgia, affaticamento cronico, sclerosi multipla, lupus, allergie, varie malattie autoimmuni.
5) Peso altalenante e instabile con varie diete.
6) Gonfiore corporeo.
7) Tendenza a formare cisti e noduli.
8) Borse inesplicabili sotto gli occhi.
9) Stitichezza cronica e costante stato di surriscaldamento intestinale.
10) Tosse secca, con emissione di muco giallastro e vischioso.

Come disintossicare rapidamente il sistema linfatico

Per disintossicare rapidamente il sistema linfatico il metodo indicato dall’igienismo è quello di ricorrere al riposo fisiologico, cioè al digiuno totale stando a letto e bevendo acqua distillata o leggera a volontà, seguito da un semidigiuno (dieta crudista fruttariana), e da una dieta naturale umana, cioè da una dieta stabile di tipo vegano tendenzialmente crudista (per chi non ama fare esperimenti, e preferisce restare su un percorso di salute stabile e non più altalentante).
L’eliminazione totale dei cibi sballati, ladri e ammalanti (vedi scala vibrazioni di Simoneton), ampiamente sotto la quota di sicurezza di 6500 Angstrom, come tutte le proteine animali, tutti i cibi stracotti promossi da trasmissioni quanto mai diseducative e lesive della verità e della salute umana, tipo Cotto e Mangiato, è d’obbligo. L’eliminazione totale di farmaci e vaccini è imperativa al di fuori dei casi di reale emergenza e pronto soccorso.

Le indicazioni igienistiche hanno valore universale, e vanno sempre accompagnate dal buon senso

Le indicazioni igienistiche sono valide sia per i sani che per i malati, per bambini e anziani, per ragazze adolescenti e mamme in gravidanza e allattamento. Vietato però intraprendere digiuni in fase di gravidanza e di allattamento, onde evitare trasmissioni di tossine al nascituro e al lattante.
Servono inoltre il buon senso e la prudenza nei casi critici di persone sottoposte da anni a pesanti cure ormonali e farmaceutiche. Detossificare un drogato non è cosa da poco e presenta dei rischi.
L’ideale è farsi seguire da un operatore sanitario qualificato (anche per l’assunzione di responsabilità legali), che sia però orientato ai principi della medicina ippocratica e naturale di tipo igienistico, cosa purtroppo non facile in un mondo dominato dalla più sfrenata medicalizzazione.

Fluidità è sinonimo di salute

Sangue fluido significa dunque salute e vitalità. Sangue fluido e pulito significa che anche la linfa è fluida e pulita. Significa che ogni cellula del nostro corpo viene regolarmente nutrita, ossigenata e liberata dalle sue scorie. Quali sono dunque i meccanismi di avvelenamento del sangue?
Il corpo è una macchina biologica disegnata in un certo modo, adatta a certi alimenti e inadatta ad altri, adatta a certi gusti e a certe emozioni, e non ad altre. È basato su un continuo equilibrio tra input e output calorico. È dotato di meccanismi selettivi, di filtri epatici tipo la cistifellea, e di filtri ematici tipo la milza, nonchè da micro-setacci renali tipo i glomeruli, studiati da Marcello Malpighi (1628-1694), medico emiliano co-scopritore della circolazione capillare e fondatore dell’embriologia.

Nutriente o veleno, non ci sono vie di mezzo

Per il corpo non esistono dubbi di sorta.
Una sostanza è nutriente-utilizzabile o è veleno-scartabile per via renale, anale, polmonare ed epidermica (o depositabile nella fossa interna dei veleni non-riciclabili e non-trattabili, che rappresentano una fonte costante di avvelenamento del sangue), non ci sono vie di mezzo.
Immessi nel sistema, i veleni vengono riconosciuti prontamente dal sistema immunitario e vengono espulsi al più presto possibile, non senza gravi dispendi energetici, calorici ed enzimatici.

L’esempio delle carni, dei cibi stracotti e concentrati

È quello che accade con le carni e le proteine animali, tutte provocatrici di pesanti leucocitosi digestive, di acidificazioni, di infiammazioni, di congestioni, di irritazioni, di ulcerazioni e di tumorazioni.
Ed è quello che accade pure coi cibi stracotti e concentrati (anche con le verdure stracotte), con le bevande in bottiglia, coi farmaci e coi vaccini, carichi di sostanze chimiche, e con gli integratori, carichi di minerali inorganici.

Il continuo alternarsi di intossicazioni e disintossicazioni

Ed è proprio per questo che in ognuno di noi esiste un continuo gioco, un continuo alternarsi tra intossicazione e disintossicazione, con spie rosse che giustamente ed auspicabilmente si devono accendere, con benefici raffreddori, benefiche febbri, benefiche sudate e benefiche eruzioni cutanee, tutti fenomeni che servono a riportare l’equilibrio e la massima funzionalità al corpo.
Chiamare benefico un fastidio, un dolore, un deposito di grasso, un’emicrania, uno sfogo cutaneo o addirittura un tumore, non è un ragionamento facile da mandare giù, ma è la base ideologica dell’igienismo e della stessa medicina delle origini, quella di stile ippocratico, dove domina una scritta eterna: La natura è sovrana medicatrice dei mali.

Perfetto igienista o intossicato grave

Quando non esistono crisi disintossicative e una persona non si ammala mai, i casi sono due.
O si tratta di un perfetto igienista, di alto livello ideologico e comportamentale, capace di condurre in porto un percorso netto, e quindi di un caso assai raro, oppure si tratta invece di un intossicato grave che non dà tregua al suo sistema immunitario, avvelenandolo in continuazione, tenendolo impegnato con continue leucocitosi digestive (a spese di fegato, pancreas e reni) e con ritmi frenetici di vita sorretti da stampelle chimiche e nervine, tipo farmaci-caffè-the-cole-zuccheri-sali-integratori (a spese del sistema cardiaco, nervoso, neurovegetativo ed endocrino).

Lo stato di apparente invulnerabilità

Rientrano in questa categoria le persone che vivono a ritmo accelerato, stimolato, drogato.
Persone che non danno modo e tempo al loro sistema immunitario di intervenire, stroncando sul nascere, con vaccini e farmaci, con diete avvelenate e con attività fisiche intense ma innaturali, ogni avvisaglia di crisi ed ogni spia rossa.
Per essi esiste uno stato di apparente invulnerabilità. In realtà, sono super-intossicate e albergano in sé dei grossi nodi al pettine e delle grosse insidie che aspettano il loro momento.

La scomodità di essere veri e trasparenti

Esistono modi di verificare con certezza scientifica e possibilmente con formule e numeretti la salute autentica della gente?
Esistono. Ma non ricevono le attenzioni mediche. Come mai? Per un intreccio perverso tra vera e propria ignoranza e convenienza economica a non dire la verità, a non inseguire la verità, a non insegnare la verità.

Le prove scientifiche esistono, ma vengono ignorate (vedi leucocitosi di Kouchakoff)

Pazienza sabotare ed insabbiare i moniti di un antidiluviano Ippocrate, ma ignorare gli esperimenti di Paul Kouchakoff sulla leucocitosi digestiva, già presentati al 1° Congresso Mondiale di Microbiologia di Parigi del 1930, e già premiati col Nobel del 1946 a James Sumner, con tanto di prove e di conteggi sui leucociti normali ante-prandiali (6000-8000 per mmc di sangue) e sui leucociti post-prandiali (24000 nei pranzi carnei, 16000 nei pranzi latteo-ovo-vegetariani, 8000 nei pranzi vegano-crudisti), è un fatto estremamente grave e delinquenziale.

I preziosi insegnamenti della scala vibrazionale Angstrom

Come grave e delinquenziale è non considerare le prove strumentali dell’ingegner André Simoneton sulle emissioni vibrazionali del corpo umano in perfetta forma, misurabili intorno ai 6500 Angstrom,
e sulle emissioni di frutta e verdura allo stato naturale, tutte dotate di onde radianti tra i 7000 e i 10 mila Angstrom, verso i vertici della scala vibrazionale e delle onde all’infrarosso, mentre carni, proteine animali, farine bianche raffinate, prodotti dolcificati e salati, stazionano nei livelli bassi dei colori grigi e dei raggi X, nelle zone pericolose ed insidiose dei cibi ladri, ammalanti, osteoporosizzanti.

È assurdo dimenticarsi delle caratteristiche fruttariane del corpo umano

Come grave e delinquenziale è far finta di non sapere che il sangue umano ha un ph alcalino tra il 7.30 e il 7.50 (non come nei carnivori, dove sta sotto il punto 7.00 della neutralità), e che il corpo umano non è dotato di enzimi uricasi per la disintegrazione degli acidi urici (non come nei carnivori che straboccano di uricasi), e che lo stomaco umano non ha a disposizione uno stock di acido cloridrico per disintegrare i gusci proteici delle carni e trasformarli in eventuali aminoacidi (non come nei carnivori dotati di 10 volte più acido cloridrico), e che l’apparato intestinale umano è lunghissimo-spugnoso-peristaltico (non come nei carnivori dov’è corto-tozzo-liscio-iperacido), e che il latte materno umano è ipoproteico al pari simile del succo d’uva e del succo d’arancia (non come il latte di mucca, 3 volte più proteico, o il latte di felino 6 volte più proteico, o il latte di topo 15 volte più proteico di quello umano).

Cosa fare in caso di crisi dovuta ad avvelenamento

Malattia significa emergenza e crisi. Crisi significa dover smaltire un avvelenamento che è andato oltre i limiti di massima tolleranza, più volte citati dal medico-igienista americano John Tilden (1851-1940).
Cosa fare in caso di crisi?
1) Stop immediato ad ogni ulteriore forma di avvelenamento (chiudere i rubinetti dell’inquinamento, dopo averli individuati con una cultura igienistica e non medico-farmaceutica).
2) Smaltire lo stock tossico antico e recente con espulsioni accelerate e intense di tossine mediante:
A) Riposo fisiologico a zero cibo e tanta acqua distillata (3 giorni digiuno fai-da-te, e oltre 3-giorni con adeguata assistenza digiunistica di sanitario vicino all’igienismo), B) Semidigiuno crudista a base di frutta per una settimana, C) Dieta vegana tendenzialmente crudista per chi non vuole ricadere nelle grinfie dell’avvelenamento grave.

Quali sono le forme più note e più gravi di avvelenamento?

1) Acidificazione del sangue, che il sistema immunitario contrasta facendo ricorso a tamponi antiacidi (prelevamento di calcio-osseina dalle ossa).
2) Putrefazione delle proteine animali, che all’interno del nostro organismo caldo-umido-chiuso diventano pus e creano parassiti e miasmi intestinali, con ovvie esalazioni stile topo-morto.
3) Fermentazione dei carboidrati intrappolati dai fattori putrefattivi, e trasformazione degli zuccheri in alcol.
4) Distruzione cibaria dei micronutrienti mediante calore (con proteine che coagulano, grassi che acreolinizzano, zuccheri che caramellizzano, minerali che si disorganicano, vitamine ed enzimi che letteralmente scompaiono).
5) Processi di leucocitosi digestiva e di emergenza immunitaria.
6) Processi di saccheggio interno micronutrienti da parte dei cibi devitalizzati e ladri.

Costipazione o stitichezza, madre di tutte le malattie

Alla fine, tutte le malattie sono riconducibili ad una sola, che è madre di tutte le patologie umane.
Si chiama costipazione, ed è accompagnata da scarsità di scorrimento liquidi, surriscaldamento e febbre gastrointestinale non rivelata dal termometro, stitichezza, infiammazione generalizzata, acidificazione generalizzata, disbiosi intestinale, rettocolite spesso ulcerosa.
Le digestioni pesanti, problematiche e difficili, rendono il sangue denso, viscoso, lipotossico, col cuore che fatica a pomparlo e opera in stato di ipertensione, di alto colesterolo, di alta omocisteina, di sbalzi neurovegetativi ed endocrini, di sbalzi insulinici, di insufficienza renale e di altre insufficienze meno note ma non meno pericolose.

Una società basata sul non-scorrimento e sul non ricambio delle acque

Parliamo dunque di costipazione e stitichezza, figlie di perverse tendenze al cibo proteico e sostanzioso, al cibo grasso, al cibo concentrato, al cibo cotto e salato, al cibo arricchito e dolcificato, al cibo integrato e vitaminizzato, al cibo innaturale e devitalizzato, al cibo privo della sua preziosa acqua biologica, della sua forza elettromagnetica, della sua carica enzimatica e natural-zuccherina.
A corollario di quanto sopra, la nostra è una società basata sul non-scorrimento delle acque, del sangue e della linfa.
La nostra è una società basata sulla non-ossigenazione, sulla non-alimentazione, sulla non-idratazione e sul non-ricambio veloce delle acque stantie e stagnanti.

Da cosa dipende lo scorrimento idrico

Lo scorrimento idrico corporale dipende dall’assunzione dell’acqua biologica di frutta e verdura al naturale (che non consumiamo più a sufficienza), e dagli idro-ritentori, tipo sale da cucina e integratori, pepe, spezie concentrate, dolcificanti, prodotti chimici e farmacologici, fumo di sigaretta, cibi cotti e concentrati (che consumiamo ormai in percentuali iperboliche).
Lo scorrimento ematico dipende dal cuore, ma prima ancora dall’efficienza bronco-polmonare e quindi dalla respirazione, mentre oggi la gente ha il respiro corto, reso tale dal tabacco, dalle ansie e dai timori, dalla scarsa vitalità e dalla carenza di entusiasmo. Lo scorrimento della linfa, diversamente da quello del sangue, non dipende tanto dal cuore quanto dall’attività fisica ed aerobica delle persone, che oggi non si muovono più come un tempo, e con la sedentarietà danno un’ulteriore mazzata alla salute.

La lezione di civiltà dell’antica Roma Imperiale

I nostri saggi e previdenti antenati romani, prima di costruire le stanze abitative di una casa, prima di costruire cucina e sala da pranzo, edificavano il lavatorium, il solarium, i bagni e persino il vomitorium.
Prima di costruire una strada, piazzavano i vespasiani ad ogni incrocio importante.
Oggi la gente pretende di vivere a secco, quasi vergognandosi delle proprie acque e di quanto esiste sotto la scorza e sotto le vesti colorate. La nostra è una società non soltanto falsamente spirituale e sostanzialmente sessuofobica, ma è anche urinofobica e coprofobica, dove si tende a nascondere i propri bisogni corporali, e persino a far scomparire le toelette.

L’umoristica corsa all’amuchina

In queste tendenze alla disinfestazione, alla asetticità, all’imbarazzo verso un corpo che produce virus fisiologici e batteri in continuazione, non è affatto estranea la medicina, con le sue campagne terroristiche a favore di un mondo sterilizzato, vaccinato, napalmizzato.
Batteri e virus vivono in simbiosi ed alleanza col corpo umano, e non certo in contrasto con esso.
Sono le malattie tossiche a provocare moltiplicazioni batteriche ed accumulazioni virali.
Ricordiamo l’umoristica ed ansiogena corsa all’amuchina, esaurita in ogni farmacia d’Italia, in occasione della ennesima falsa epidemia, chiamata suina o messicana.

Tenersi i veleni dentro fa molto male alla salute

Oggi la gente è costretta a tenersi tutti i veleni dentro.
Trovare una toeletta diventa spesso una fatica di Sisifo.
Si costruiscono strade con ristoranti e bar a ripetizione, scordandosi di adeguati servizi igienici.
È forse questa una discussione triviale, rozza, sboccata? O è invece una questione fondamentale?

L’importanza di quello che va fuori

È fondamentale perché nasce da un fatto semplice, veritiero, ovvio e naturale.
Nasce dal fatto che è più importante quello che va fuori di quello che va dentro.
Noi pensiamo che tutto sia facile e scontato. Succede invece che persino il comune bicchiere d’acqua minerale o di rubinetto, che ingeriamo in modo disinvolto, entra facile-facile, ma non va fuori con altrettanta rapidità, ma viene catturato, intrappolato e ritenuto.
Pensiamo se anziché acqua andiamo ad assumere caffè, the, alcolici, latticini, cole, sciroppi, farmaci e altre porcherie, quanta fatica faranno tali veleni prima di trovare una via di sbocco e di smaltimento.

Andare a fare malta

Se io vi parlassi a questo punto di ristoranti, di fiere del tartufo, dell’asparago o delle patate, tutti pronti a sorridere e a raddrizzare le orecchie, a chiedere data e località.
Ma se parlassi della fiera della cacca e dell’urina mi accusereste di essere volgare e scurrile.
Salvo che non la mettessi in termini di vignetta umoristica, parafrasando magari il mio amico Ezio che, quando deve andare in quel posto, dice O hai di là a fa’ malte (Devo andare a fare malta), memore del suo passato di imprenditore edile.

L’importanza dei servizi pubblici

Ben lungi da me l’intenzione di metterla sull’osceno.
Ben lontana da me l’idea di scandalizzare e di disgustare.
Ma una cosa è certa.
La pulizia di una persona non si misura coi saponi, coi dopobarba, con gli shampoo e i profumi che uno si riversa addosso, ma dallo stato del suo colon.
E la pulizia di un paese non si misura solo con la limpidezza dei suoi marciapiedi, con l’armonia e i colori delle sue aiuole, con la lussuosità dei suoi municipi, con la nettezza delle sue vie e delle sue piazze, ma dalla frequenza, dalla qualità, dalla funzionalità, dall’accessibilità, dalla gratuità delle sue toelette pubbliche e private.

La gente si metterà a orinare sui muri, oppure rinuncerà del tutto alla frutta

Il fatto è che le toelette diventano sempre più rare, scadenti, introvabili, insufficienti e fuori servizio, e questo succede particolarmente nei bus e nei treni moderni.
Scandaloso poi il fatto che nelle maggiori stazioni ferroviarie le toelette siano a pagamento, per cui c’è sempre più gente che ha tutti i buoni motivi per orinare sui muri e negli angoli delle stazioni stesse.
Avere un buon metabolismo e liberarsi fisiologicamente dell’acqua in più costa la modica cifra di 80 centesimi di Euro.
Come dire vietato mangiare frutta viva e invito sottinteso a consumare alimenti cotti, secchi, salati, devitalizzati, ovvero cibi costipanti e antidiuretici.

I malfunzionamenti ovvero le insufficienze

Una società surriscaldata, stitica, asfittica e boccheggiante, pornografica e sessuofobica nel contempo, è ovviamente una società profondamente malata, inefficiente, priva di benessere, di armonia e di serenità.
Una società caratterizzata da una serie di malfunzionamenti chiamati spesso in modo eufemistico insufficienze.
Il termine insufficienza è preso chiaramente dalla scuola dei tempi andati, dove con un voto inferiore al 6 si finiva rimandati a settembre, agli esami di riparazione.
Il fatto è che, in questo caso, le cosiddette insufficienze sono delle bocciature in tronco.

Insufficienza mentale e culturale

La prima insufficienza è di tipo mentale e culturale, ed è quella che porta ad ignorare il corpo umano e le sue conformazioni fisiche e biologiche, a sottovalutare il fatto evidente che si tratta di un corpo fruttariano, e che ogni motore funziona bene soltanto col carburante adatto al suo disegno tecnico, strutturale e biochimico.

Insufficienza respiratoria e cardio-circolatoria

La seconda insufficienza è di tipo respiratorio e cardio-circolatorio.
La gente ha in generale il respiro corto, non utilizza a fondo i suoi polmoni e quindi indebolisce la sua pompa cardiaca, compromettendo la circolazione del sangue, la mobilità della linfa e l’ossigenazione delle cellule.

Insufficienza emodinamica ed emochimica

La terza insufficienza è di tipo emodinamico ed emochimico, dove il sangue, mal filtrato da una milza spesso esaurita, corrotto e viscoso per colpa di una alimentazione accompagnata da pus, da acidi urici, da minerali inorganici, da farmaci e vaccini, costringe il cuore a lavorare sistematicamente in aritmia e in accelerazione forzata.

Insufficienza linfatica

La quarta insufficienza è di tipo linfatico, dove i capillari terminali, operanti in prossimità delle cellule,
risultano intasati e stagnanti per la scarsa mobilità di un sistema linfatico che può contare molto alla lontana sul ritmo pulsante della pompa cardiaca, e ancor meno può contare sulla pompa ideale del movimento muscolare, data la vita sedentaria del soggetto, che nell’era dell’automobile e delle comodità fisiche non ha troppa voglia di muoversi, di faticare e sudare, e vive semmai in simbiosi col motore e le ruote della sua vettura.

Insufficienza renale

La quinta insufficienza è di tipo specificamente idraulico e colpisce il sistema renale, in particolare i glomeruli, setacci microscopici rovinati dal grasso, dagli acidi urici, dall’ammoniaca, dalla creatina, e soprattutto dai minerali inorganici a struttura cristallina (come quella dei latticini, dei cibi cotti, delle tisane, delle acque minerali e delle bevande dolcificate e pastorizzate) e non colloidale (come quella della frutta e delle verdure crude).
Pure il sistema urinario, la vescica e la prostata, vengono coinvolte in questo disastro, conoscendo spesso, pure esse, i disastri della rimozione chirurgica.
L’insufficienza renale è quella più nota alla gente perché porta dritto-dritto alla dialisi e al trapianto.

Insufficienza epatica e pancreatica

La sesta insufficienza è di tipo epatico e pancreatico, e viene resa evidente dal sovradimensionamento, dalla ipertrofia, dalla infiammazione del fegato e del pancreas, organi costretti a superlavoro, con ghiandole come la cistifellea spesso interessata da calcoli e da malfunzionamenti, e vittima di anguste, disinvolte e irresponsabili rimozioni chirurgiche.

Insufficienza neurovegetativa

La settima insufficienza è di tipo neurovegetativo, dove il corpo preso nella morsa dei grassi, dei veleni delle acidificazioni e delle leucocitosi digestive, perde il suo bilanciamento naturale.
Stimolato da caffeine, theine, cadaverine, zuccheri, cole, alcol, passa disinvoltamente da regimi simpaticotonici accelerati a cadute vagotoniche e a situazioni di depressione.

Insufficienza ghiandolare

L’ottava insufficienza è di tipo ghiandolare, dove saltano via via tutti i parametri, tutti i termostati, tutti i recettori e tutti i meccanismi di auto-equilibrio, con la pituitaria esausta, la tiroide ballerina, il timo inguidabile e spesso rimosso chirurgicamente al pari della tiroide, le surrenali in ebollizione e gli organi sessuali fuori uso se non assistiti da stampelle biochimiche tipo cialis e viagra.

Insufficienza ossea

La nona insufficienza è di tipo osseo, dove i continui prelevamenti di osseina, usata come tampone alcalino di emergenza contro i continui attentati al pH fruttariano intoccabile del sangue umano, provocano svuotamento osseo, artrite ed osteoporosi, fenomeni combattuti dalla medicina con ormoni sintetici (notoriamente cancerogeni) e farmaci a base di fosfati (che vorrebbero ricostruire il tessuto osseo ma non lo fanno), con integratori di calcio (che non risolvono il problema ma lo aggravano portando a deficienze di altri minerali, e provocando calcificazioni improprie alle arterie e calcoli renali e biliari), e con paradossale spinta ai latticini (che sono la causa prima di acidificazione e di perdita di massa ossea).

Insufficienza immunitaria

La decima insufficienza è di tipo immunitario, dove il potere enzimatico-elettrico-minerale-ormonale del corpo ha subito troppe batoste alimentari, farmacologiche e vaccinatorie che si traducono in indebolimento cronico e decapitazione del sistema immunitario stesso.
Un sistema immunitario che non riesce più a gestire i vari strumenti dell’orchestra e a far fronte agli attacchi velenosi, per cui finisce per impazzire e fare solo danni, partorendo le cosiddette malattie auto-immuni e i vari tipi di allergie.

Insufficienza etica, estetica e spirituale

L’undicesima insufficienza è forse la più grave di tutte.
Trattasi di una insufficienza di tipo etico-estetico-spirituale, ed è quella di credere che degli esseri uguali a noi in tutto e per tutto, nel sangue, negli organi interni, negli occhi, nell’udito, nell’odorato, nelle paure, nelle emozioni, nella gioia e nel dolore, siano privi di coscienza e di anima, privi di diritto di vivere e di essere rispettati, solo per il fatto di avere quattro gambe anziché due, o per il banale dettaglio di essere ricoperti da pelo o da piume anziché da pelle nuda come noi medesimi.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

Troppa pubblicità? Clicca qui.

Inserisci la tua email per non perderti i nuovi articoli!

Inserisci il tuo indirizzo e-mail per iscriverti a questo blog, e ricevere gratuitamente via e-mail le notifiche di nuovi post.

Share.

4 commenti

  1. Ben detto, tutta quella inguardabile cellulite nelle donne che potrebbe essere facilmente debellata… 🙂
    Oltre, ovviamente, a tante altre patologie ben più gravi.
    Bellissime le parole dell'ultimo paragrafo… chiamasi 'superbia', quella che l'uomo pensi e si arroghi il diritto di eleggersi l'essere superiore presente in natura (visione antropocentristica).
    Saluti
    Federico

  2. Ciao Valdo, concordo pienamente con quello che scrivi. Ero curioso di sapere come rilevare il "surriscaldamento intestinale" a cui fai riferimento, visto che non è possibile farlo con il normale termometro. Grazie

  3. Ciao Vins, il surriscaldamento intestinale si può rilevare manualmente col controllo del polso.
    In stato di riposo e di non digestione, in un adulto i 70 battiti al minuto corrispondono a un calore pari a 37 gradi all'interno del ventre, 80 pulsazioni 37 e mezzo, 90 pulsazioni 38 gradi e 100 pulsazioni 39 gradi di febbre.
    Nei bambini, a 3 anni il numero normale è 100, a 14 anni è 75 e a 20 anni si riduce a 70. Passati i 60 il polso accelera fino a 80 pulsazioni, e ciò è dovuto all'aumento di calore interno del corpo per incrementata anemia della pelle.