MEDICO CHE DA 20 ANNI CURA LE MALATTIE GRAVI COL DIGIUNO

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LETTERA

INCREDIBILI VANTAGGI OTTENUTI CAMBIANDO LA MIA ALIMENTAZIONE

Ciao Valdo, grazie innanzitutto per il grande e utilissimo lavoro di divulgazione che fai. Personalmente ho ricevuto vantaggi incredibli cambiando la mia alimentazione, liberandomi oltretutto anche di ben 5 medicine che assumevo su basi giornaliere.

TI SEGNALO IL DR MELELLI ROIA DA PERUGIA

Forse lo conosci già ma, non essendone certo, ti segnalo il dr Melelli Roia di Perugia. Non è un purista ed è anche vero che oltre al digiuno utiizza pure l’agopuntura. Ma i risultati sono di tutto rispetto e quello che dice nell’intervista pure.
Vedi te se lo ritieni meritevole di un tuo commento o meno. Un saluto e un augurio per questo nuovo anno.
Giuseppe

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INTERVISTA AL MEDICO CHIRURGO DR MASSIMO MELELLI ROIA DI PERUGIA (Sottotitoli di VV)

RAGAZZA VERONESE GUARISCE DA SCLEROSI MULTIPLA AL 12° GIORNO DI DIGIUNO

In 20 anni di lavoro, di casi ne ha visti tanti. E alcuni sono di quelli che regalano speranza solo a sentirli. Come il racconto di una giovane ragazza di Verona, affetta da sclerosi multipla. Si è presenta nel suo studio a Perugia in carrozzina. Al 12° giorno di digiuno controllato si è alzata in piedi. E anni dopo è tornata a farsi visitare guidando l’auto da sola.

TUMORE AL FEGATO SCOMPARSO DOPO 20 GIORNI DI DIGIUNO

Di storie come queste tuttavia, Massimo Melelli Roia, medico chirurgo laureato presso l’Università La Sapienza di Roma e Membro dell’Accademia di Medicina tradizionale Cinese di Pechino, ne ha davvero tante da sottoporre alla scienza medica. Come il caso di un signore colpito da diagnosi improvvisa di tumore al fegato. Prima di presentarsi all’intervento chirurgico, l’uomo decide di sottoporsi ad un digiuno terapeutico di 20 giorni. Un mese dopo, data dell’intervento, il paziente si presenta in ospedale per tutti gli esami di routine e il medico certifica la totale assenza del tumore. Non c’era più nulla da operare. E ad oggi, ancora è così.

UN BAGAGLIO INESTIMABILE DI ESPERIENZE, CON 20 MILA CASI SEGUITI

Sono questi i resoconti del dr Melelli Roia. Un bagaglio di esperienze inestimabile, sia per successo raggiunto che per casistica di studio avviato, che apre un ventaglio di possibilità inespresse e ancora inadeguatamente indagate sulla forza di guarigione del corpo umano. Vent’anni di lavoro, oltre 20 mila pazienti seguiti, 1.500 i casi più gravi, fanno dire al medico perugino che il digiuno terapeutico funziona. E che potrebbe funzionare ancora meglio! “In tanti anni di studio e di cure – afferma- ho verificato come in molti casi in cui la medicina cosiddetta ufficiale getta la spugna e sostiene che l’unica speranza è tamponare l’evoluzione della malattia, il digiuno riesce a fermare la progressione della patologia e a raggiungere miglioramenti prima considerati impossibili”.

MALATI CON PATOLOGIE GRAVI DA TUTTA ITALIA

Al suo studio di Perugia i pazienti giungono da tutta Italia. Malati di sclerosi multipla, artrite reumatoide, scelodermia, SLA, morbo di Parkinson, patologie tumorali. E molti altri pazienti più o meno gravi, affetti da patologie più o meno invalidanti, che in lui cercano una sola e chiara risposta: posso fare qualcosa in più per riguadagnare, anche solo in parte, la mia salute?

NON SIAMO GUARITORI E NON SIAMO STREGONI, MA IL DIGIUNO DIMOSTRA DI ESSERE UN OTTIMO AIUTO PER LA REMISSIONE NATURALE DELLE PATOLOGIE

“Una cosa è certa -confida Melelli Roia-. Non siamo stregoni e i miracoli non sono la nostra professione. Tuttavia, basandosi esclusivamente sulla risposta naturale dell’organismo alla malattia, il digiuno terapeutico può, se adeguatamente supportato, dare risposte che nessuno potrebbe dare a priori senza prima averlo sperimentato”.

I RISULTATI PRATICI E CONCRETI PARLANO CHIARO

Perché qui sta la forza del digiuno, ci dice. Nel successo della pratica. E nei risultati ottenuti su pazienti che oggi possono confermare il beneficio riportato. “In vent’anni di esperienza concreta – sostiene – ho visto abbastanza per poter affermare che non esistono limiti al successo del digiuno se non il tempo e l’ignoranza che probabilmente ancora abbiamo su questa terapia”.

ESISTE UN’AMPIA LETTERATURA SUGLI EFFETTI DELLE DIETE CHETOGENICHE SUL SISTEMA NERVOSO

Come può una malattia che colpisce le cellule nervose essere risolta con l’astensione terapeutica dal cibo? La sclerosi multipla è stata la prima patologia autoimmune su cui abbiamo verificato l’efficacia terapeutica del digiuno e quella di cui abbiamo una maggiore casistica ed esperienza operativa. Esiste un’ampia letteratura scientifica inerente agli effetti delle diete chetogeniche, com’è il digiuno, sul sistema nervoso.

DIVERSI MECCANISMI DELLA DIGIUNOTERAPIA A CONTRASTO DELLE PATOLOGIE

Dai differenti studi eseguiti, tutti molto significativi ma anche purtroppo scollegati l’uno dall’altro, si può evincere che i meccanismi tramite cui la digiunoterapia porta vantaggio nella lotta alle malattie autoimmuni in genere (dalla sclerosi multipla all’artrite reumatoide, dalla sclerodermia alla SLA) sono molteplici e agiscono su piani differenziati.

L’IPOTESI TOSSICOLOGICA DI HANS-HEINRICH RECKEWEG

Personalmente credo molto all’ipotesi di Hans-Heinrich Reckeweg, un medico tedesco, che ancora negli anni ’30 aveva evidenziato la presenza di sostanze tossiche nel tessuto connettivo. L’ipotesi tossicologica, tuttavia, è solo una tra le tante teorie in atto sulle possibili cause delle malattie autoimmuni e ad oggi navighiamo ancora in un campo di probabilità piuttosto che di certezze”.

L’EFFICACIA TERAPEUTICA DEL DIGIUNO MERITA SERIE CONSIDERAZIONI SCIENTIFICHE

Lei di certezze invece ne ha? “Di certezze personali sì, scientifiche sono ancora tutte da ricostruire. Credo tuttavia sia giunto il momento di dare una spinta reale alla ricerca scientifica sull’efficacia terapeutica del digiuno. I risultati pratici ottenuti gettano un ragionevole dubbio che qualcosa nel meccanismo riparatore del corpo umano ci sfugge ancora. Per questo, dico, sarebbe opportuno che finalmente università, laboratori e istituti di ricerca prendessero in seria considerazione l’ipotesi di indagare fino in fondo su quali capisaldi biologici poggiano i tanti successi ottenuti. Sono certo che si potrebbero fare scoperte importantissime per la cura e la prevenzione della salute umana”.

OGGI TUTTO È FERMO IN TEMA DI DIGIUNOTERAPIA

Questa linea di studio non è mai stata presa in considerazione in questi anni? “Un primo tentativo in questo senso era stato avviato nel ’91 con un convegno nazionale sulla digiunoterapia organizzato dal Ministero della Salute, che aveva dato il via ad un progetto di legge sulla regolamentazione ospedaliera del digiuno. Ma oggi ancora tutto è fermo.

IL NOSTRO ORGANISMO È UNA MACCHINA AUTORIPARANTE

Tuttavia, dopo 20 anni di lavoro sul campo e circa 20 mila pazienti trattati, ho una certa certezza nell’affermare che il nostro organismo è una macchina auto-riparatrice dalla potenza inimmaginabile. Se lasciato agire al meglio è in grado di attivare meccanismi riparatori la cui forza e profondità di fatto ancora non conosciamo fino in fondo, ma che di sicuro meritano un approfondimento adeguato da parte della scienza medica”.

UNA DIETA DI SOLA ACQUA CON 3 LITRI DI LIQUIDO AL GIORNO, PER 2 SETTIMANE ALMENO

Partiamo dall’inizio allora, e parliamo della sua esperienza. La parola digiuno può comprendere cose diverse. Lei, esattamente, cosa intende? “Per digiuno in senso igienista si intende una dieta di sola acqua, minimo 3 litri al giorno, accompagnata se gradito da tisane non zuccherate. La durata è legata alla patologia presentata e dallo scopo che ci si prefigge di ottenere. Personalmente il periodo più lungo di digiuno che ho seguito è di 44 giorni con un paziente che ha voluto continuare così a lungo per sua decisione, ma non è escluso che si possa proseguire per un periodo di tempo assai più lungo. In linea di massima, 2 settimane sono la durata minima per me più valida in vista di risultati soddisfacenti.

IL DIGIUNO HA DIMOSTRATO DI FUNZIONARE PERSINO IN UNA PAZIENTE DI 30 KG

Ovviamente, tutto deve essere personalizzato. Ricordo una paziente in particolare, affetta da SM, che quando ha iniziato il digiuno pesava 30 chili. In situazioni come queste è già difficile anche solo immaginare un digiuno, figurarsi programmarlo. Invece, dopo 24 giorni di astensione dal cibo con la modalità sopra descritta, la ragazza ha perso solo 1 kg e ha riguadagnato l’uso delle braccia prima completamente bloccate”.

AD AGIRE È LA NATURA CON LA SUA FORZA DI AUTO-RIPARAZIONE

Ma lei come se lo spiega tutto questo? “Di certo non è merito mio! Nella digiunoterapia il medico è uno spettatore attento, che controlla e monitora, al massimo come nel mio caso supporta quotidianamente il paziente con l’agopuntura, e basta. Ad agire è la natura e la sua forza innata di auto-riparazione. Con il digiuno, infatti, si sospende la somministrazione quotidiana di alimenti al corpo il quale, vedendosi sottratto il carburante, si vede costretto a sviluppare una nuova strategia per ottenere l’energia di cui necessita per sopravvivere. Dove andrà a cercare questa energia? Nelle riserve, ovviamente. Quali? Quelle sparse un po’ ovunque nel nostro corpo.

L’ORGANISMO FA DA DETECTIVE E DA SPAZZINO

Senza scendere in particolari tecnici, si vede come vestendo i panni di uno spazzino detective l’organismo, a digiuno, ispeziona tutti i tessuti per inventariare ciò che può utilizzare e ciò che invece non va assolutamente toccato. Seleziona e distrugge i tessuti usurati, danneggiati, malati e in eccesso, riciclando le parti riutilizzabili ed eliminando le scorie nocive”.

UN TERZO DELLA SPESA ENERGETICA QUOTIDIANA È RISERVATA ALLA DIGESTIONE

È come se digiunando ci alimentassimo delle cellule malate, eliminandole? “Durante un digiuno, l’organismo accelera in modo esponenziale i tempi con cui normalmente ogni cellula del nostro corpo si auto-rigenera e si auto-ripara. Non dimentichiamoci mai, infatti, che ogni quattro o cinque anni nessuna cellula, ad eccezione di quelle cerebrali, è più la stessa. Un terzo della spesa energetica quotidiana del nostro organismo, tuttavia, è destinata alla digestione.

IL RIPOSTO DELL’APPARATO DIGERENTE PERMETTE DI UTILIZZARE L’ENERGIA RISPARMIATA PER INCREMENTARE I PROCESSI DEPURATIVI

Il riposo dell’apparato digerente dato dal digiuno comporta la messa a riposo della muscolatura liscia dell’intestino e l’energia risparmiata viene utilizzata dal corpo per aumentare i naturali processi depurativi e riparatori. Tutto questo, ovviamente, consente un rinforzo del sistema immunitario, che migliora così le risposte naturali dell’organismo ai disturbi già presenti. Per questo il digiuno è anche un importantissimo strumento di prevenzione”.

PROLUNGANDO LA TERAPIA DEL DIGIUNO SI OTTENGONO RISULTATI STREPITOSI

Quante probabilità di successo ha un digiuno, secondo la sua esperienza? “Sulla base dei risultati ottenuti con 20 mila pazienti, posso in tutta onestà affermare che nell’80-90% dei casi si possono ottenere buoni risultati. È mia personale opinione, tuttavia, che anche lì dove il digiuno si è rivelato fallimentare o comunque non di aiuto significativo, era solo questione di tempo. Insistendo di più, prolungando la terapia e diluendola nel tempo ho la netta convinzione che tutte le condizioni patologiche prima o poi siano potenzialmente in grado di dare delle risposte positive”.

DALLA SCLEROSI MULTIPLA SU SEDIA A ROTELLE AL RIPRISTINO DELLE CAMMINATE

Ovviamente questo lo sostiene a fronte di casi concreti? “Lo dico osservando i tanti risultati a distanza registrati in questi 20 anni. Non tutti i pazienti reagiscono al digiuno nello stesso modo e soprattutto, nello stesso tempo. Ricordo in particolare il caso di un signore, un ingegnere di Cagliari, affetto da SM. Dopo 28 giorni di digiuno le sue condizioni erano apparentemente immutate. Cinque mesi dopo, tuttavia, grazie alla giusta alimentazione da noi consigliata e grazie alla ginnastica mirata, si è alzato in piedi e ha ripreso a camminare. Questo nonostante fosse da due anni in sedia a rotelle!

ALTRO CASO SIGNIFICATIVO DI UNA SIGNORA FRANCESE CON SCLEROSI MULTIPLA

Questo caso non ha nulla da che invidiare a quello riportato anche nel mio libro, “Digiuno, come cura e prevenzione”, di una signora francese anche lei affetta da SM. Dopo due anni di immobilità assoluta, al 14° giorno di digiuno si è alzata e al 28° ha camminato per 150 metri in piena autonomia. La tempistica umana anche nella guarigione è differente. Questa signora, poi, ho avuto modo di rivederla anni dopo per una seconda sessione di digiuno. Era ritornata alla vita di prima! Non aveva rispettato la dieta e i consigli che le avevamo dato per conservare più a lungo possibile i risultati ottenuti, e le sue condizioni erano regredite nuovamente. Anche il secondo digiuno, tuttavia, ha ottenuto gli stessi effetti del primo”.

PIÙ CHE DI CASI FALLIMENTARI, SI PARLA A VOLTE DI CASI RICHIEDENTI PIÙ TEMPO

Ma in 20 anni, mi vuole dire che non ha mai avuto casi fallimentari? “La medicina è un’arte, non una scienza esatta. A volte ci sono stati, certo, dei risultati insoddisfacenti. In particolare ricordo il caso di una signora di Cagliari, anche lei affetta da SM. Per un paio di anni si sottopose alla digiunoterapia, ma di fatto le sue condizioni non migliorarono. Così, come logico, decise di smettere.

RITORNO DELLA PAZIENTE DOPO 8 ANNI

Dopo circa 8 anni, tuttavia, la signora ritornò e mi di chiese di poter ricominciare con la terapia. Le chiesi perché, cosa fosse cambiato, e lei mi raccontò di come dopo un lungo periodo di assenza fosse ritornata in palestra e lì si fosse resa conto di come il digiuno l’avesse comunque aiutata. Chi infatti frequentava con lei la palestra anni prima era peggiorato e ormai non poteva più muovere nulla. Chi invece anni prima stava meglio, ora stava peggio di lei.

INSISTENDO DI PIÙ SI POTREBBE OTTENERE DI PIÙ

In 8 anni il suo stato era rimasto immutato e ciò che aveva fatto in più rispetto agli altri era solo il digiuno. Casi come questi mi riportano alla conclusione che lì dove i risultati appaiono insoddisfacenti, o addirittura fallimentari, probabilmente è solo questione di tempo: insistendo di più si potrebbe ottenere di più”.

APPLICAZIONE DELL’AGOPUNTURA ASSOCIATA AL DIGIUNO

Tuttavia lei suggerisce di supportare questa pratica con l’agopuntura. Perché? L’applicazione dell’agopuntura a sostegno del digiuno ha dato dei risultati notevolissimi, sia dal punto di vista dell’aumento della tollerabilità da parte dei pazienti agli effetti sgradevoli della disintossicazione rapida e profonda, sia a potenziamento dell’effetto stesso della terapia. Si è visto infatti come alleggerendo l’organismo da questi fastidi si riesca di fatto a distogliere l’energia riparatrice del corpo da questi primi effetti del digiuno e concentrarne l’azione riparatoria in altre parti più importanti. Si calcola che l’agopuntura, a patto che si abbia esperienza in digiuno-terapia, aumenti di 5 volte il risultato della terapia al punto che si possono ottenere in 15 giorni di digiuno gli stessi risultati che senza l’ausilio dell’agopuntura si otterrebbero in 1 mese o mese e mezzo”.

DISTURBI NORMALI E FISIOLOGICI IN CONCOMITANZA CON L’ESPULSIONE DELLE TOSSINE

Cosa ci si deve aspettare in fase di digiuno? “Disturbi ce ne sono, specie nel primo periodo. Mal di testa, nausea, vomito, debolezza estrema sono alcuni esempi di ciò che più comunemente si presenta. Ciò avviene perché durante il digiuno l’organismo è impegnato nello smaltimento del lavoro arretrato di anni, promuovendo la liberazione in circolo di tossine. Molti ex fumatori raccontano come dopo alcuni giorni dall’inizio del digiuno sentano sulla lingua il sapore delle sigarette abbandonate ormai da anni o addirittura il saporaccio tossico di farmaci presi molto tempo addietro.

RICOMPARSA DELLE MESTRUAZIONI IN UNA PAZIENTE 70ENNE

Ci sono poi casi come quello di una signora di 70 anni che dopo 3 settimane di digiuno ha visto ricomparire le mestruazioni (ovviamente escludendo qualsiasi patogenicità). Questo per dire come il digiuno operi in tale profondità nel nostro corpo consentendo al nostro organismo di terminare il suo naturale lavoro di pulizia normalmente interrotto a causa dell’ingestione continua di alimenti, sostanze e stili di vita scorretti che ne richiedono nell’immediato l’intervento”.

NESSUNA CONTROINDICAZIONE AL DIGIUNO

Non ci sono controindicazioni? “Non esistono controindicazioni di sorta alla digiuno come terapia. Dalla mia personale esperienza posso affermare che tutte patologia, di fatto, rispondono positivamente al digiuno. Unico caso in cui oggi lo sconsiglierei è a chi ha subito un trapianto. Attivando il sistema immunitario il digiuno è infatti sconsigliato in questi soggetti a rischio di rigetto. Ma sono convinto che se adeguatamente seguito in ambiente ospedaliero anche questi pazienti darebbero della risposte inaspettate. Ma il cammino per portare il digiuno in reparto è ancora lungo e tortuoso in Italia, anche se alcuni segnali in questo senso iniziano ad esserci. In linea di massima, tuttavia, nessuno altro scompenso può indurre a non consigliare un percorso di astensione terapeutica al cibo”.

Massimo Melelli Roia, medico-chirurgo in Perugia

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RISPOSTA

INVITO UFFICIALE AL DR MELELLI ROIA PER LA 1° LEZIONE MASTER HSU SUL DIGIUNO A DOZZA-BOLOGNA
IL 12 MARZO

Ciao Giuseppe. Bene hai fatto a segnalarmi il dr. Melelli Roia. Te ne sono anzi grato perché, mi perdoni la imperdonabile lacuna il medico di Perugia, non ero informato sulla sua importante ed ammirevole attività. Vuol dire che per farci perdonare, lo inviteremo per domenica 12 marzo a Dozza-Bologna, in occasione del meeting sul digiuno a secco con lo scienziato russo Sergej Filonov. Il dr Roia non mi dispiace affatto, non tanto e non solo per i dati formidabili della sua lunga e proficua carriera, ma soprattutto per la sua umiltà professionale, e per il suo riconoscere ogni effetto guarente all’organismo intelligente, detective, spazzino e strepitoso operatore immunitario.

NON LE SOSTANZE E NON I METODI DI CONTORNO RISULTANO DECISIVI E INTELLIGENTI

Anticipando un po’ le mie posizioni personali, posso dire che, pur essendo un deciso sostenitore sia delle diete fruttariane-vegetariane che dei digiuni igienisti, sostengo che le patologie gravi tipo tumori e cancri, non si bloccano affatto per merito delle varie sostanze impiegate o grazie a banali cure sul sintomo, per quanto apparentemente efficaci.

TERAPIE MEDICHE SENZA SPERANZA E TERAPIE ALTERNATIVE EFFICACI MA MALE INTERPRETATE

Non si vincono ovviamente mai con le dissennate terapie mediche tipo chemio e radioterapia associate a vane asportazioni e vani raschiamenti, ma a rigor di logica nemmeno con le terapie alternative snocciolate a piene mani dai vari ingegni della guarigione di ieri e di oggi. Terapie alternative con la frutta (dr Max Gerson), o con mescola di feci e urine di capra (dr Liborio Bonifacio), o con un mix di succhi freschi (dr Rege-Gianas), o con ormoni ed enzimi (dr Giuseppe Di Bella), o col bicarbonato di sodio (dr Tullio Simoncini), o con le pinne di squalo, o col digiuno ad acqua e limone (Arnold Ehret), o col digiuno ad acqua distillata (dr Herbert Shelton), o col digiuno ad acqua distillata associato ad agopuntura (dr Melelli Roia), o col digiuno a secco (Sergej Filonov): questo ed altro ancora ci viene propinato dal variegato mondo dei rimedi, ignorando o sottovalutando quello che veramente c’è sotto tutte le remissioni naturali, le remissioni stimolate e le remissioni favorite dalla non-cura e dalla non-interferenza.

SOSTANZE E METODI ANCORCHÉ UTILI RISULTANO INSIGNIFICANTI

Fatto sta che, paradosso apparentemente inspiegabile, tutti i metodi appena citati funzionano e comportano successi documentati, per cui ciascuno di questi dottori si presenterebbe oggi al pubblico, con tanto di computer attestante mediante foto prima e dopo il rispettivo trattamento, a sostegno del proprio metodo curativo. Ma se tutte le cure funzionano, indipendentemente dalle sostanze impiegate, significa che le sostanze stesse sono semplicemente insignificanti.

L’UMILTÀ PROFESSIONALE INNANZITUTTO

In realtà Herbert Shelton non cadde mai in questo tipo di comune presunzione. Seppe riconoscere sempre con la sua proverbiale chiarezza che né alla sua frutta, né ai suoi digiuni, peraltro magicamente risolutivi, andavano attribuiti meriti ultraspeciali. Lo stesso Melelli Roia (escludendo la sua parentesi agopunturale), e Sergej Filonov, dimostrano oggi il medesimo grado di apertura mentale e di umiltà professionale.

L’ASSE IMMUNITARIO-ENDOCRINO-IPOTALAMICO AUTENTICO PROTAGONISTA

In effetti, come è vero che la mela o qualsiasi altro frutto non possiedono intelligenza curativa, per cui rimangono una specie di comparsa, positiva e amica quanto vogliamo, nel processo riequilibrante, ma mai veri protagonisti del meccanismo autoguaritivo, è vero anche che il succo, gli escrementi caprini, l’ormone e l’enzima, il bicarbonato, la pinna di squalo e gli stessi vari tipi di digiuno, sono tutti sostanze e metodi privi altrettanto di potenza rimediale, prerogativa appartenente in esclusiva ai meccanismi sensibili ed intelligenti di pertinenza corporale. La loro azione è sicuramente valida nel senso che non interferiscono troppo con l’azione dell’asse immunitario-endocrino-ipotalamico, unico ed autentico autore dell’opera ripristinante, ma gli danno semmai un valido aiuto.

Valdo Vaccaro

 

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

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2 commenti

  1. enzo spataro on

    Alla faccia di tutte le questue e le maratone telethon per la ricerca che foraggia tutti i “cervelloni” impegnati alla SALVEZZA dell’umanità

    • Eh caro Enzo, la strada è lunga, anzi, lunghissima…
      Comunque, grandissimo onore a questo Melelli Roia, chapeau!!!