NUTRIENTI, NEUROTRASMETTITORI E FILOSOFIE DEL BENESSERE

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(Seminario formativo di Cagliari del 31 Maggio 2014, presso Il Veliero Musicale)

CIBO CARNEO E COMPORTAMENTO UMANO

Un saluto a tutti voi amiche e amici di Cagliari. Con questo seminario in terra di Sardegna si intende fare scuola di etica e di benessere, portando possibilmente ulteriori approfondimenti su un tema che già trattiamo in lungo e in largo da diversi anni. Prenderò per l’occasione alcuni spunti dall’opera che il prof Armando D’Elia ha dedicato alle interrelazioni tra cibo carneo comportamento umano.

UN MESSAGGIO DI ARMONIA RIVOLTO ALLA GENTE DI BUONA VOLONTÀ

Quanto stanno facendo Alessandra Galanello e il suo gruppo di giovani collaboratrici qui schierate con magnifiche magliette azzurre è qualcosa di straordinariamente importante e unico nel suo genere.
Il Veliero Musicale non è affatto un’esperienza confinata al territorio sardo, baciato dal sole e da uno spirito di pace ed armonia che non sono facili da trovare nel resto del mondo. Qui si va ben oltre. Qui esiste la consapevolezza di svolgere un compito istruttivo e divulgativo di alto livello, destinato non solo all’area del Mediterraneo che congiunge l’Europa al Continente Africano, ma al mondo intero, visto che in ogni angolo del pianeta assistiamo purtroppo al diffondersi del disorientamento, della sopraffazione e della violenza.

ARMANDO D’ELIA E FRANCO LIBERO MANCO

Il professor D’Elia (1912-1999) non ha certo bisogno di presentazione. Grande naturalista, chimico, studioso di dietetica vegetariana, dirigente del comitato scientifico AVI, leccese al pari dell’amico dr Franco Libero Manco. Quaranta anni di insegnamento nei licei scientifici italiani e in diverse scuole italiane all’estero, completano il suo solido curriculum di maestro e pioniere igienista italiano. La donazione della sua magnifica biblioteca di 6000 volumi alla AVA, Associazione Vegetariana Animalista di Roma, rappresenta un atto di generosità ed anche un riconoscimento a favore di quanto Franco Libero sta facendo da anni in favore della salute e del benessere.

ETICA, POESIA E SCIENZA

Educare la gente al rispetto del prossimo, all’amore nei riguardi dell’uomo e delle creature perseguitate dal medesimo, non sono cosa da poco. Armando D’Elia, come tutti i maestri del passato che ci guidano e ci assistono spiritualmente, a partire da Pitagora, Ippocrate, Leonardo, Giordano Bruno e San Francesco d’Assisi, non possono essere che grati ed entusiasti nei riguardi di questa iniziativa universale carica non solo di valori scientifici ed etici ma anche di autentica poesia.

UNA ALTERNATIVA AL MODO ATTUALE DI ALIMENTARSI

In condizioni naturali, gli animali carnivori sono feroci ed aggressivi e quelli non carnivori sono invece pacifici e socievoli. È noto ad esempio che i cani addomesticati, sebbene in natura siano carnivori ed aggressivi da ex-lupi quali furono, se si vuole che montino con efficacia la guardia ed aggrediscano persone a loro sconosciute, debbono essere alimentati con molta carne.

LA CADAVERINA COME FONTE DI AGGRESSIVITÀ E VIOLENZA

Analogamente, la situazione non varia in campo umano. Se in tempo di guerra si vogliono impiegare degli uomini in azioni belliche efficaci, occorre dar loro abbondanti razioni di carne, utilizzata come droga atta a sviluppare aggressività, violenza e insensibilità. Non è casuale che nell’Iliade di Omero vengano narrati festini a base di carne e riti sanguinari ai quali prendevano parte i guerrieri tra una battaglia e l’altra.

LA MITEZZA È PREROGATIVA DI CHI SI NUTRE INNOCENTEMENTE

Seneca faceva notare che, fatte le debite eccezioni, tra i mangiatori di carne si trovano i tiranni, gli organizzatori di eccidi, di faide e di guerre fratricide, i mandanti di assassini, i sicari e gli schiavisti, mentre coloro che si nutrono dei frutti della terra sono caratterizzati da mitezza comportamentale.

L’ORSO ALIMENTATO A CARNE DIVENTA IRREQUIETO E PERICOLOSO

Liebig racconta che nel giardino zoologico di Giesen l’orso, se era costretto a mangiare carne al posto di vegetali, diveniva irrequieto e pericoloso. Si può quindi affermare che l’igiene fisica è anche, e sempre, igiene mentale, come sosteneva J. Dalemont, descrivendo la storia dell’alimentazione umana nel suo lavoro “Manuale di Igiene Mentale”.

AGGRESSIVITÀ CARNEA E MACELLI DA ELIMINARE

È nota l’espressione “la carne mi dà la carica”, usata da chi vuole giustificarne l’uso alimentare, dato che questa società, basata sulla competizione, sulla concorrenza e sull’arrivismo, esige dall’individuo una grinta aggressiva che permetta di farsi strada nella sua “struggle for life”, che è poi la lotta quotidiana per sopravvivere. Qualche nota storica di filosofia può essere di aiuto. Risuona il monito di Voltaire (1694-1778) contro le terrificanti pratiche di uccisione attuate nei macelli grandi e piccoli del mondo intero, strutture di sofferenza e di morte che l’uomo dovrà eliminare del tutto per riacquistare dignità e pace con se stesso. A conferma che i pensatori e i filosofi dell’età dei lumi si muovono coerentemente sulle tracce del Classicismo greco-romano e del Rinascimento.

L’UOMO, ALLA FIN DEI CONTI, È CIÒ CHE MANGIA

Ludwig Feuerbach (1804-1872) sintetizzò la sua concretezza filosofica nel suo famoso aforisma “Der Mann ist was er isst” (L’uomo è quello che mangia). Pure Jacopo Bartolomeo Beccari (1682-1766), medico, chimico, professore di chimica all’Università di Bologna, aveva detto un secolo prima la stessa cosa.

GRANDI PENSATORI DI STAMPO VEGETUS

Non è un caso che Feuerbach e Beccari, oltre che grandi pensatori, fossero vegetariani. Essi si possono considerare a giusto titolo dei precursori di quella parte della dietetica che si basa sulla biochimica degli alimenti. Il Beccari, fra l’altro, è lo scopritore del glutine e della isovalenza tra le proteine vegetali e quelle animali.

BARTOLOMEO BECCARI PRECEDUTO DAI MISTICI DEL SUFISMO

E tuttavia sarebbe errato ritenere che prima di Beccari il principio generale della interdipendenza tra alimentazione e comportamento non fosse noto. Andando su su nei tempi remoti ci si accorge che tale grande verità affiora nel pensiero di cultori di varie discipline, per arrivare addirittura ai Sufi, antichissimi mistici vegetariani dell’Islam, i quali in sintesi sostenevano che l’essere umano è anzitutto ciò che mangia e, sulla base di questo, è ciò che pensa.

NON SOLO TUBO DIGERENTE MA SOPRATTUTTO CERVELLO ED EMOZIONI

L’uomo non è dunque un semplice tubo digerente da riempire con cibi casuali e indifferenti. È al contrario un essere pensante dotato di cervello e di emozioni. Cervello che deve essere nutrito, come tutti gli altri organi del corpo, mediante una corrente sanguigna che porti il materiale occorrente al suo metabolismo.

LOGICA DEL PROFITTO E DISINTERESSE PER LA SALUTE UMANA

Noi in media oggi mangiamo in gran parte cibi prodotti dall’industria, venduti solo a scopo di profitto e ignorando le nostre autentiche necessità alimentari naturali. Come la medicina ufficiale è condizionata e finanziata dall’industria farmaceutica, così la cosiddetta scienza dell’alimentazione è completamente nelle mani dell’industria chimica del cibo. La logica disumana del profitto spinge gli industriali dell’alimentazione a risparmiare quanto più possibile nei costi produttivi, ricorrendo ad ingredienti di costo inferiore e quindi di bassa qualità, curando invece le apparenze con il ricorso a coloranti e confezioni affascinanti, onde ingannare i consumatori superficiali.

LE MULTINAZIONALI DEL CRIMINE ALIMENTARE

È così che, mediante sofisticazioni, contraffazioni, imbrogli e speculazioni orchestrate su vasta scala dalle industrie alimentari, vengono spesso spacciate per cibi sani delle sostanze che sono invece tossiche e velenose. Questo inganno è organizzato a livello internazionale e si può pertanto parlare di multinazionali del crimine alimentare, dove l’uso indiscriminato di coloranti, aromatizzanti, conservanti, emulsionanti, antiossidanti, ed altro ancora, costituisce un continuo attentato alla nostra salute, trattandosi di una alimentazione intossicante che causa malattie fisiche e mentali.

TROPPI GRASSI IN CIRCOLAZIONE

Non c’è poi da sorprendersi se 1) l’eccessiva presenza di grassi, predisponga all’obesità e all’infarto, 2) gli alti tassi di proteine in alcuni cibi spesso inscatolati, a base di carne, pesce e molluschi, causino uricemia, gotta e reumatismi, 3) la presenza abbondante di zucchero industriale o saccarosio da bietola e da canna distruggano le vitamine del gruppo B, 4) la maggior parte dei cereali in commercio siano raffinati al punto da rendere il loro potere nutritivo pressoché nullo.

CIBI-SPAZZATURA, NEVROSI E AGGRESSIVITÀ

L’industria alimentare ci offre sistematicamente cibi e bevande-spazzatura che intossicano il fisico e la mente. Questo modo sbagliato di alimentarci ci caccia in una condizione di perenne nevrosi, che si traduce spesso in atteggiamenti aggressivi nei riguardi dei nostri simili  e delle altre creature che bazzicano intorno a noi.

ABBIAMO IL DIRITTO E IL DOVERE DI CAMBIARE ROTTA

Esiste una soluzione razionale e intelligente a questi problemi? Certo che sì. Occorre riflettere e comprendere il ruolo che deve svolgere l’alimentazione nella vita dell’uomo, mettendolo a confronto con l’attuale modo sbagliato di alimentarci impostoci dal potere industriale pilotato dal dio-denaro. Da un tale confronto emergerà sicuramente, per legittimo diritto all’autoconservazione, la decisione di cambiare il nostro modo di alimentarci oggi in voga, inserendo tale decisione in un progetto di cambiamento globale del nostro modo di vivere, non più supinamente conformista.

SOBRIETÀ INNANZITUTTO

In particolare, sul piano strettamente alimentare, occorre giungere all’adozione di una dieta semplice ed equilibrata, economica e salutare, priva di grassi aggiunti e non iperproteica, non distruttiva ma basata sull’uso di ciò che la natura offre.

NON C’È TEMPO DA PERDERE

È determinante che tale progetto di cambiamento venga realizzato con urgenza perché l’attuale modo sbagliato di alimentarci sta distruggendo velocemente la nostra vita e quella dei nostri figli, per cui non c’è tempo da perdere. È indispensabile far sentire le nostre voci contro le mistificazioni del potere industriale oggi imperante e pretendere cambiamenti nel trattamento dei prodotti, nella coltivazione e nella loro commercializzazione.

L’ALTERNATIVA CONCRETA E PERCORRIBILE ESISTE E FUNZIONA

Occorre inoltre informare la gente che esiste una alternativa al corrente modo innaturale di alimentarsi. Un numero crescente di persone, specie giovani, hanno raggiunto questo livello di consapevolezza e sono diventati vegetariani, conseguendo, con questo, non solo un miglioramento evidente della propria salute fisica, ma anche una serie di conseguenze positive nel campo mentale.

DISINTOSSICARE IL CERVELLO E NUTRIRLO AL MEGLIO

Il cervello, nutrito, come prima si diceva, con sangue disintossicato, acquista caratteristiche fisiologiche positive particolari, dove 1) il pensiero si fa più lucido e penetrante, dando luogo a una vera e propria dilatazione della mente, 2) aumenta la capacità di autocontrollo e la resistenza al lavoro intellettuale e a quello fisico, 3) scompare lo stato di nevrosi e di violenza, dando posto ad un atteggiamento improntato a tolleranza, a mitezza, a disponibilità al dialogo sereno, alla ricerca di soluzioni pacifiche delle vertenze, all’amore, alla socievolezza, alla condivisione.

L’IMPORTANZA DEL RITMO ALFA

Assai interessante è la inequivocabile conferma dell’acquisizione di queste caratteristiche fisiologiche particolari del cervello che ci viene dallo studio dell’attività elettrica neuronale , rivelata elettroencefalograficamente (EEG). In tali test si possono osservare diversi ritmi di base, tra i quali è di grande importanza il ritmo alfa perché è indotto dall’alimentazione vegetariana ed è espressione di uno stato di rilassamento neuromuscolare non del solo cervello ma di tutto l’organismo.

STATO MENTALE DI RILASSATEZZA E DI MEDITAZIONE

Questo fatto assume un notevole rilievo in quanto, modificando la dieta in senso vegetariano, si influisce anche sul comportamento, il quale diverrà conciliante e pacifico ed apporterà una costante sensazione di benessere.

COSA SI INTENDE PER VEGETARISMO?

Comunemente si intende per vegetarismo l’astenersi dal mangiare il cadavere di altri animali. Ma in realtà non è solo questo. Infatti il termine vegetarismo deriva dal latino vegetus, che significa sano e vigoroso. Il vegetarismo consiste, pertanto nell’adottare tutte quelle norme di vita pratica che consentono di diventare, appunto, sani e vigorosi, sia pure con gradualità.

NIENTE PIÙ SALME E CADAVERI SUL PIATTO

A tal fine, la prima cosa da fare è indubbiamente la eliminazione dalla nostra dieta di salme e cadaveri. Ma questa deve essere considerata solo una prima tappa, poiché occorre eliminare le altre trasgressioni alle leggi naturali. In particolare devesi ridurre quanto più possibile il ricorso eccessivo alla cottura intensiva che praticamente uccide i cibi, mentre la natura ce li offre vivi, cotti a fuoco lento dai raggi del sole.

OBIETTIVI ALIMENTARI DA RAGGIUNGERE

I nostri obiettivi sono quindi di giungere a 1) Mangiare più crudo e vitale, visto che non esiste in natura l’albero del cibo cotto. 2) Minimizzare il consumo di tutti i sottoprodotti animali, ossia latte di mammiferi non umani, uova, derivati del latte, come latticini e formaggi, miele. 3) Seguire il concetto gandhiano di masticare i cibi liquidi e bere i cibi solidi. 4) Reimparare a respirare correttamente, attivando soprattutto la funzionalità del diaframma e ricordando che l’aria è il nostro primo alimento, quello che dinamizza tutto il metabolismo. Si può vivere per moltissimi giorni senza toccare cibi solidi, molti giorni senza liquidi, ma solo una manciata di secondi senza aria ci manda al creatore. Ogni volta che è possibile, è molto salutare fare dei veri e propri pasti d’aria, giacché respirare è vivere. 5) Dare la massima importanza all’attività fisica, cioè al moto. Oggi l’uomo si muove poco, con gravi conseguenze sulla propria salute, a causa dell’uso smodato di computer e televisione, di auto, ascensori e scale mobili, autentiche protesi delle gambe. Abbiamo due grandi medici amici che sono la gamba destra e la gamba sinistra, che occorre usare al massimo. Più chilometri a piedi, più salute. Le scale sono le montagne della città. È bene farle a piedi, nella misura del possibile. Brent Petty e David Herrington,  noti clinici della John Hopkins University, utilizzando i risultati di lunghi studi statistici sugli effetti dell’esercizio fisico, hanno accertato che per ogni scalino superato la vita umana si allunga di circa quattro secondi, con beneficio anche dell’attività cardiaca. 6) Eliminare gli alcolici (vino, birra, brandy), i nervini (caffè, the, cacao, guaranà, mathe), il sale, lo zucchero industriale (bianco o scuro che sia), i grassi da estrazione, le spezie forti, (pepe, mostarde, senape). 7) Attendere la comparsa della fame per mangiare. 8) Evitare la sovralimentazione, causa primaria di molti gravi stati patologici. 9) Evitare di mescolare cibi incompatibili, e sappiamo come l’uomo abbia tra i tanti suoi tristi primati anche quello di essere l’unico animale a mangiare in modo disordinato.

LO STATO DI VEGETUS

Si tratta di una serie di tappe che occorre realizzare per gradi onde raggiungere alla fine a pieno titolo lo stato di vegetus. Fermarsi al primo gradino, cioè alla sola eliminazione della carne, non è sufficiente. Occorre invece proseguire, altrimenti ci si appiattisce su tale prima tappa e non si è più animati dal desiderio di procedere oltre. A quel livello ci si potrà considerare soltanto dei “Non-mangiatori di carne”. C’è chi, avendo eliminato la carne dalla propria dieta, ritiene necessario preoccuparsi di doverla sostituire con qualche altro cibo di eguale valore. Preoccupazione infondata visto che un veleno non si sostituisce ma semplicemente si elimina.

LA CARNE NON VA SOSTITUITA

Le idee sostitutive derivano dal fatto che la carne viene erroneamente pensata come unica fonte di proteine, per cui la sua eliminazione può dare l’impressione che manchi il terreno sotto i piedi. In questo errore cadono anche molti vegetariani, pronti a sostituire la ex-fettina di vitellone da 100 grammi con due o più etti di formaggio, oppure con piattoni di legumi, finendo per assumere più proteine di prima.

QUALCHE CONCESSIONE VA MESSA IN CONTO

E allora, cosa bisogna fare? Occorre stare il più possibile lontani dai cibi iper-proteici, tipo carni, formaggi, uova, soprattutto nelle fasi di recupero, dove il rigore conta davvero. Qualche concessione per le uova di animali liberi e ruspanti, o per dei formaggi di malga ricavati a crudo, si può sicuramente preventivare, anche in rispetto alla tendenzialità delle nostre scelte. A volte lo stacco serve anche nei riguardi dei legumi non freschi e dunque carichi pure essi di purine, nonché di anti-enzimi digestivi che, disattivando le amilasi e la tripsina, risultano di fatto pesanti ed antinutrizionali.

A LEZIONE DAL SUPER-POTENTE GORILLA

I grandi primati come il gorilla, dotato di una muscolatura formidabile, non mangiano alimenti iperproteici. Si tenga ancora presente che i legumi sono semi e che i semi, depositari della vita vegetale, si difendono. Pertanto la presenza degli antienzimi nei semi deve essere interpretata come un loro mezzo di difesa. Analogo significato può essere attribuito alla presenza della caffeina nei semi di caffè, della teobromina nei semi di cacao, della avidina nell’albume delle uova di gallina, dell’acido fitico nei semi di molte graminacee e di alcune leguminose. Ottimi dunque tutti i semini, in termini di acidi grassi Omega-3 e di vitamine del gruppo B, ma fare attenzione ai quantitativi.

FENILANINA E TIROSINA

L’invito a star lontani da tutti i cibi iperproteici è giusto non solo per il motivo anzidetto. C’è dell’altro. Una alimentazione troppo proteica, essendo ricca di fenilanina e di tirosina, porta alla produzione di neurotrasmettitori che predispongono alla aggressività.

MENS SANA IN CORPORE SANO

Il vegetarismo porta immensi benefici non solo al corpo, ma anche alla mente. Già il grande Decimo Giunio Giovenale (50-140 d.C), aveva sentenziato (Satira X, 512), con una massima eterna, la stretta dipendenza della sanità della mente da quella del corpo. “Mens sana in corpore sano” è arrivata fino a noi e continuerà per millenni. La mente, quindi, non può essere sana se non lo è pure il corpo.

LA LEZIONE ANTI-MEDICA DI ROMA ANTICA

La civiltà imperiale romana era estremamente pratica e concreta. Mise al bando la malattia, la debolezza e persino i medici che impersonavano tali precarie condizioni umane. Per 600 anni  ininterrotti ci fu divieto rigoroso e totale di arte medica e terapeutica in Roma, e la Caput Mundi esplicò non a caso in quei lunghi secoli il meglio di se stessa, la sua creatività, la sua espansione, le sue arterie, i suoi templi, il Colosseo, i suoi acquedotti, le sue terme, i suoi stadi, i ponti sul Po e persino sul Danubio.

SEICENTO ANNI DI GRANDI CONQUISTE E UN MILLENNIO DI SAGGEZZA MEDICA IN ZONA SALERNO

Seicento anni in piena salute fisica e mentale, senza medici e senza medicine, seguiti da altri due millenni di assoluta umiltà e timidezza medica, visto che Claudio Galeno (130-200 d.C), medico personale di Marco Aurelio (121-180 d.C), era vegetariano e igienista, e visto che la Scuola Medica Salernitana (900-1812) continuò a rappresentare faro e punto di riferimento pitagorico-ippocratico per tutti i medici del Centro e del Nord Europa, che venivano ad apprendere i principi di medicina naturale al fine di dare una impronta di qualità alla propria laurea. Lo stop alla Super-Scuola di Salerno venne decretato, per la cronaca, dal pessimo Imperatore di Napoli Gioacchino Murat.

ANCHE L’INGLESE LOCKE SULLA SPONDA VEGETARIANA

Molto più tardi, nel XVII secolo, un’altra voce autorevole, quella del filosofo inglese John Locke (1632-1704), nella sua opera “Pensieri sull’educazione” (1693) doveva tornare a sottolineare la indiscutibile validità dell’assioma di Giovenale e cioè la dipendenza della sanità della mente da quella del corpo. In pratica, se il corpo con il vegetarismo si disintossica, il sangue che nutre il cervello diventa più puro ed il cervello conseguentemente funziona meglio, manifestando quelle caratteristiche positive che risultano indispensabili. “L’unica difesa contro il mondo è conoscerlo bene”, usava dire il vegetus Locke.

SENSIBILITÀ E INTELLIGENZA VANNO A BRACCETTO

Non è partigianeria e non è forzatura ricordare che gli uomini più sensibili, colti, aperti, tolleranti del mondo, in tutti i luoghi e in tutti i tempi, si annoverino tra i vegetariani, qualunque sia il campo dello scibile, nelle scienze, nella filosofia, nell’arte, nella musica e nella letteratura.

NOTI VEGETARIANI NEL MONDO DELLE ARTI E DELLE SCIENZE

Un elenco, largamente incompleto e per ordine alfabetico, dei più noti e famosi vegetariani che con le loro opere e con i loro esempi hanno dato all’umanità intera delle guide sicure, include Andersen, Aristotele, Bacone, Bayle, Byron, Calvino, Capitini, Chateaubriand, Cicerone, Cincinnato, Cornaro, Darwin, Diogene, Dostojevskj, Edison, Einstein, Emerson, Epicuro, Erodoto, Eschilo, Esiodo, Euripide, Feuerbach, Flaubert, Franklin, Freud, Fromm, Galeno, Gandhi, Giovenale, Goethe, Hugo, Huxley, Ippocrate, Jung, Kafka, Lamartine, Liebnitz, Leonardo, Levi-Strauss, Locke, Lorenz, Lucrezio, Mahler, Marco Aurelio, Marcuse, Milton, Montaigne, Montessori, Moravia, Newton, Nietzsche, Orazio, Origene, Ovidio, Paganini, Paracelso, Parmenide, Pascal, Pitagora, Platone, Plinio, Plotino, Plutarco, Porfirio, Rousseau, Russell, Shopenhauer, Schweitzer, Shaw, Seneca, Shelley, Sibelius, Socrate, Sofocle, Spencer, Spinoza, Stuart Mill, Tagore, Teofrasto, Tesla, Thoreau, Tiziano, Tolstoi, Van Gogh, Virgilio, Voltaire, Wagner, Washington, Zenone.

CIBO-SPAZZATURA E TENDENZA ALLA LITIGIOSITÀ

Vediamo ora cosa accade, invece, se il sangue che nutre il cervello vi fa giungere i cataboliti dei cibi di origine animale, specie della carne, e tutte le altre numerose tossine provenienti dai vari tipi di cibo-spazzatura esistenti in commercio. Succede che la fisiologia cerebrale ne resta influenzata ed il comportamento sarà caratterizzato da intolleranza, tendenza alla litigiosità ed alla aggressività. Al posto dell’amore l’odio, al posto della convivialità e della unione la separazione, al posto della socialità la violenza. L’uomo si rifugia in un feroce individualismo. Ed è esattamente quel che vuole il potere, col motto del “Dividi et impera”.

UN ATTENTATO CONTINUO ALLA NOSTRA CAPACITÀ DI PENSARE

Ecco perché il potere fa di tutto e di più per indurci a consumare cibi morti, avvelenati e intossicanti.
In quanto alla carne, costituita in sostanza da cadaveri cotti, abbiamo dimostrato che si tratta di un cibo gravemente dannoso per l’uomo. È pertanto logico che il regime, ne propugni l’uso, avendo bisogno di creare sudditi ammalati nel fisico e nella mente. Il bersaglio è in ultima analisi il nostro cervello che si vuole rendere incapace di intendere e di volere.

CARNE, SACCAROSIO E ALCOL SOSTANZE ASSASSINE

L’alcol contribuisce notevolmente alla manipolazione del cervello e alla menomazione delle sue capacità cognitive. Il grande igienista francese Paul Carton qualificò l’alcol come uno dei tre alimenti assassini, gli altri due essendo la carne e lo zucchero industriale. Assunto nelle note forme commerciali, come vino, birra, liquori, frutta sotto alcool, aperitivi, digestivi, instaura nell’uomo una sorta di passiva e rassegnata accettazione delle strutture sociopolitiche create dal potere, alle quali offre un consenso acritico, reso possibile dall’annullamento delle capacità di autonomia di giudizio.

COLPEVOLI FAVORITISMI NEI RIGUARDI DELL’ALCOL

L’ azione devastante dell’alcol è completata dalle martellanti campagne di disinformazione operata incessantemente dai mass-media, con l’aiuto di individui prezzolati reclutati per l’occasione nell’ambito della medicina ufficiale, della cosiddetta scienza dell’alimentazione e della dietologia.
Basta osservare un ubriaco per comprendere che l’alcol agisce direttamente sul cervello. Il potere lo sa ed è perciò che ne favorisce l’uso. Avete mai visto un divieto di acquisto di alcolici? No, e non lo vedrete mai!

USO IMPROPRIO DI UN MAGNIFICO FRUTTO COME L’UVA

La maggior parte della viticultura è finalizzata alla vinificazione di quello splendido frutto che è l’uva. Così, si possono acquistare liberamente ettolitri di vini e liquori, mentre, se è lo Stato si comportasse come un buon padre di famiglia, dovrebbe tutelare la salute di tutti i cittadini suoi figli, proibendo l’uso di questo veleno.

L’ALCOL È DROGA LEGALE DI STATO

Nel maggio del 1982 fece molto scalpore la pubblicazione, sull’edizione italiana di The Practitioner e su Farmacia n. 3 -1982), di un coraggioso rapporto, lungo e dettagliato, del prof Alberto Madeddu, primario psichiatra nell’Ospedale provinciale Antonini di Limbiate, dal titolo esplosivo “Alcol, la droga con il contrassegno di Stato”. “Mentre la stampa dedica ampio spazio ad alcune centinaia di morti per eroina, più di 10.000 persone muoiono per alcool, nel silenzio generalizzato”. Nel 1984 l’alcol ha ucciso in Italia 10.450 persone mentre le droghe cosiddette pesanti avevano fatto 385 vittime.

L’ALCOL SI PALESA COME UN POTENTE ALLEATO DEL POTERE

In conclusione, mentre il vegetarismo favorisce le più eccelse facoltà cognitive, i carnami e gli altri cibi intossicanti deprimono tali attività cognitive, esaltando comportamenti dannosi all’individuo e alla società, ottundendo i cervelli e massificandoli a beneficio del potere, che ha interesse ad avere sudditi rassegnati, ammalati e tenuti accuratamente all’oscuro della nocività della carne. Per avere tale tipo di sudditi occorre manipolare la loro alimentazione, in combutta con altre forze oscurantiste, che predicano anch’esse la rassegnazione.

INTENSA NECESSITÀ DI GLUCOSIO DA PARTE DEL CERVELLO

L’energia necessaria all’attività dei 100 miliardi di cellule mediamente presenti nel cervello umano è fornita infatti da circa 200 grammi quotidiani di glucosio, combustibile ricavabile solo dagli alimenti di origine vegetale. La indispensabilità del glucosio, e quindi di una alimentazione essenzialmente di natura vegetale per la funzionalità del cervello, è comprovata dallo stato di anormalità che si verifica quando la quantità del glucosio ematico diventa deficitaria. Il classico calo degli zuccheri che tutti constatiamo attorno alle ore 18, quando 1) L’attività cerebrale diviene palesemente debole, 2) La vita emozionale sembra spegnersi, 3) Si avverte un certo disagio psichico, 4) Sorge la sensazione di fame.

MONOSACCARIDI, DISACCARIDI E POLISACCARIDI

Quanto sopra fa capire la necessità di assumere regolarmente, monosaccaridi, ossia A) Zuccheri della frutta, prevalentemente glucosio e fruttosio, B) Disaccaridi, ossia lattosio, maltosio, saccarosio, e C) Polisaccaridi, amido da cereali, da patate, da alcuni frutti e radici.

IL COMUNE SACCAROSIO

Il saccarosio (C12 H22 O11), dolcificante più diffuso e chiamato genericamente zucchero, si ottiene dalla canna da zucchero o dalla barbabietola, con processi di cottura a temperature altissime che gli tolgono ogni valore alimentare. Si trova in natura, anche in alcuni frutti, ai quali conferisce il sapore dolce in concorso con il glucosio ed il fruttosio, compresenti. Esiste tuttavia qualche frutto il cui sapore dolce è dovuto unicamente al saccarosio. Ad esempio, l’ananas che contiene 10 grammi di saccarosio in 100 grammi di parte edibile.

RILASCIO LENTO E RITMATO DEL CARBURANTE

Sia i disaccaridi che i polisaccaridi, poi, daranno sempre glucosio alla fine della loro digestione, operata dai fermenti amilolitici esistenti nei vari distretti dell’apparato digerente. Sono anch’essi, fonte di energia con resa di 4 kcal/g e, pertanto, producono pure risparmio di proteine. È bene però che la assunzione dei polisaccaridi avvenga a dosi piccole e ripetute, in modo da assicurare una adeguata costanza di velocità nel rilascio di glucosio. Tale rilascio lento e ritmato permette un auspicabile e parallelo continuum anche in termini di resa cerebrale.

MANGIARE SECONDO APPETITO E CON ACCURATA MASTICAZIONE

È antifisiologico dover mangiare ad ore fisse, autentica assurdità cui sono soggetti oggi pressoché tutti i lavoratori, ai quali il datore di lavoro lascia solo pochi minuti da dedicare sveltamente al pasto per riprendere poi a lavorare subito dopo. Sarebbe invece necessario mangiare con calma, effettuando una lunga ed accurata masticazione che consenta alla ptialina, fermento amilobiotico della saliva, di agire specie sui polisaccaridi iniziando chimicamente la loro demolizione.

CERVELLO ASSORBITORE STRAORDINARIO DI OSSIGENO

Il cervello umano è l’organo-principe del nostro corpo. Consuma il 20% dell’ossigeno, assorbito e trasportato dalle apposite cellule super-specializzate del sangue, cioè dai globuli rossi. Da notare che, tra i cervelli dei vertebrati, quello umano ha di gran lunga il primato del consumo di ossigeno. Il  cervello degli altri vertebrati consuma in media dal 2% sino al massimo dell’8% dell’ossigeno fissato dai globuli rossi. Il nostro cerebellum è attraversato, in 24 ore, da circa 2160 litri di sangue, pari a circa 40 volte la massa totale del sangue stesso. 100 grammi di cervello assorbono da 600 a 800 cm3 di ossigeno al minuto.

RESPIRAZIONE VENTRALE E DIAFRAMMATICA

Questi dati ci fanno comprendere la grande importanza che ha una corretta e profonda respirazione per una buona funzionalità del cervello. Parliamo di una respirazione che deve mobilitare, oltre alle costole, anche e soprattutto il diaframma, condizione indispensabile per potere assorbire l’ossigeno in quantità sufficiente a soddisfare anche le esigenze di ossigenazione del cervello.

UN MOTORE CEREBRALE CHE VA A GLUCOSIO E AD OSSIGENO

Il cervello ha una fame talmente grande di ossigeno che le cellule nervose, dopo un arresto dell’attività cardiaca e respiratoria, restano in vita solo per 2 o 3 minuti. Gli eventuali tentativi di rianimazione debbono essere esperiti entro questo breve lasso di tempo, oltrepassato il quale l’attività nervosa superiore risulta irrimediabilmente compromessa, anche se poi vengono ripristinate le attività respiratoria e circolatoria. Si può quindi dire che il cervello è un motore che va a zucchero e a ossigeno.

USARE IL CERVELLO ANCHE IN ETÀ AVANZATA

I rapporti tra attività cerebrale e vitalità generale sono stati studiati soprattutto da C.Coltman (neurobiologo dell’Università della California), Z. Khachaturian (del dipartimento di neuroscienza e neuropsicologia dell’apprendimento), dagli psicologi H. Weingarthner (specialista per i problemi dell’invecchiamento) e J. Fozard. Questi quattro studiosi, a conclusione di lunghe indagini e ricerche, affermano concordemente che il lavoro espletato dal cervello in età avanzata influisce positivamente in quanto aumenta la salute fisica generale, la vitalità e l’aspettativa di vita, ingenerando ottimismo, fiducia in sè stessi e autostima.

APPRENDERE IN CONTINUAZIONE PER MANTENERSI VITALI

Da qui la necessità assoluta di tener desta l’attività del cervello ricordando che, per essere attivi bisogna aver voglia di aumentare le proprie conoscenze. Occorre dare davvero ragione a Ronald Graham il quale diceva che “Se si smette di imparare si incomincia a morire!” Curiosità, umiltà, apertura mentale e voglia genuina di apprendere, diventano dunque fattori basilari di crescita e di evoluzione.

IL RUOLO DEI NEUROTRASMETTITORI

Abbiamo detto prima che il cervello umano è un motore che va a zucchero, in particolare a glucosio. Aggiungiamo che la fisiologia cerebrale deve fare i conti con diversi neurotrasmettitori che agiscono sulla cellula nervosa facilitando o impedendo la trasmissione, oppure agendo da modulatori. I più importanti sono la noradrenalina, il triptofano, l’acetilcolina, la dopamina, la serotonina, l’acido gamma-aminobutirrico o GABA, la glicina, la istamina, la tirosina. Il triptofano risulta essenziale come precursore della serotonina.

CONVERSIONE DEL TRIPTOFANO IN SEROTONINA

Occorre precisare che il triptofano si converte in serotonina con l’intermediazione di un enzima che esercita azione catalitica e che si chiama triptofano-idrossilasi o idrossitriptofano. La trasformazione avviene velocemente. Inizia appena un’ora dopo un pasto ricco di carboidrati, composti di esclusiva materia vegetale viva e cruda, succhi zuccherini in genere, in particolare fruttosio, glucosio e destrina, nonché amidi da frutta e verdura amidacee, crude o anche cotte in modo limitato e intelligente, come nel caso di patate e batate, di cavolini di Bruxelles e cavolfiori, di miglio e riso integrale, di pop-corn e mais stile pannocchie fresche.

DOVE TROVARE IL TRIPTOFANO

II triptofano si trova, come già detto, primariamente nel mondo vegetale, non solo nei semi e nelle leguminose, ma anche negli ortaggi e nella frutta. Portiamo alcuni esempi, dove i contenuti in triptofano sono espressi in mg per 100 g di parte edibile. Lattuga 16, funghi porcini 38, patata 28, cavolo cappuccio 22, spinaci 53, carciofo 17, zucchina 17, banana 14, pesca 4, uva 3, fico 53, mango 119, arancia 44, kaki 110, pera 51, mela 58. Il triptofano è poi abbondante nei semi di arachidi, noci, nocciole, mandorle, pinoli, lupini.

AZIONI BENEFICHE DELLA SEROTONINA

Se si assumono questi alimenti, si produce nel cervello il neuro-trasmettitore serotonina, la cui azione 1) Favorisce il sonno, 2) Dà una sensazione di soddisfazione e di sazietà, 3) Induce alla socievolezza, 4) Innalza la soglia del dolore, 5) Attivizza le endorfine, 6) Agevola il superamento sia degli stati d’ansia e di depressione che di quelli caratterizzati da agitazione, 7) Permette di controllare il desiderio smodato di dolci, 8) Provoca sensazione di rilassamento e di calma interiore.

TIROSINA E COLINA

Come si vede, la serotonina è ampiamente coinvolta nella determinazione del comportamento. in senso completamente positivo. Tra i neurotrasmettitori spiccano, per importanza, anche la tirosina e la colina, che è precursore della acetilcolina.

TIROSINA PRECURSORE DELLE CATECOLAMINE ANTI-STRESS

Cos’è? È un amminoacido non essenziale, in quanto il nostro organismo è in grado di ricavarlo da altre molecole. Tuttavia in caso di deficit di fenilalanina, essendo quest’ultima un precursore della tirosina, è necessario ottenere questo amminoacido con l’alimentazione. A cosa serve? La tirosina è un importante precursore delle catecolamine (dopamina, adrenalina e noradrenalina). Queste molecole sono di rilevante importanza nell’ambito della risposta fisiologica allo stress. La tirosina partecipa anche alla formazione della melanina, importante per la pigmentazione della pelle, ma anche di occhi e capelli. Tra gli ormoni che richiedono tirosina ricordiamo ad esempio quelli tiroidei. La tirosina può ospitare anche una reazione di fosforilazione, importante per lo svolgimento di numerose reazioni enzimatiche.

SBALZI DI TIROSINA E CONSEGUENTE FENILCHETONURIA

La carenza di tirosina è associata a ipotensione, ridotta temperatura corporea e deficit ormonali. Molto spesso può svilupparsi nei casi di fenilchetonuria, nei quali il paziente è costretto ad eliminare l’assunzione di fenilalanina, il precursore della tirosina. Eccessi di tirosina possono portare a lesioni cutanee, cali di appetito e ritardi della crescita. Come per tutti gli altri amminoacidi, un consumo eccessivo e prolungato può arrecare danni epatici o renali.

FONTI DI TIROSINA

Dove si trova? Le principali fonti di tirosina sono: proteine della soia, latte e latticini, frutta secca.
In particolare Spirulina essicata 2,584 mg per 100 g, parmigiano grattugiato 2,328, pecorino 1,775, lupini crudi 1,360, lupini 0,585, semi di zucca, 1,093, arachidi tostate, 0,963 burro di arachidi, 0,818, semi di senape 0,809, fieno greco 0,764, basilico secco, 0,750, noci secche 0,740, cacao amaro 0,735, germe di grano 0,704, uova fritte 0,543, menta essicata  0,600, fagioli 0,590, tofu 0,528, fiocchi d’avena 0,573, mandorle secche 0,525, pop-corn 0,488, ceci 0,479, cereali alla banana 0,439,  muesli 0,436, semi girasole 0,435,  noci fresche 0,406, mais giallo o bianco 0,383, fagioli surgelati 0,368, nocciole 0,362, orzo 0,358, spinaci gratinati 0,350, funghi secchi 0,323, farina di mais 0,282, pane fatto in casa 0,282, borlotti lessi 0,263, castagne secche 0,177, piselli lessi 0,115, strudel di mele 0,115, miglio cotto 0,108, spaghetti cotti 0,107, insalata di patate 0,104, noce di cocco 0,103.

COLINA E INOSITOLO

La colina e l’inositolo, o vitamina B7 sono due non-vitamine che lavorano a stretto contatto con le vitamine del complesso B e hanno un’attività sinergica nel metabolismo dei grassi. Insieme, costituiscono gli elementi base della lecitina, sostanza che funziona da agente emulsionante e che mantiene i grassi in soluzione nel sangue e in altri fluidi organici, aiutando l’organismo a mantenere livelli normali di colesterolo e trigliceridi nel sangue.

COLINA, FOSFOLIPIDI E SVILUPPO CEREBRALE

La colina è essenziale per la formazione dei principali componenti delle membrane cellulari (fosfolipidi) e della acetilcolina, sostanza importante che partecipa come neurotrasmettitore a molti processi cerebrali, memoria compresa. Alcune ricerche hanno mostrato la possibile associazione tra una dieta ad alto contenuto di colina e lo sviluppo cerebrale nel periodo prenatale, con effetti positivi
 sulle funzioni cognitive. La colina sotto forma di fosfatidilcolina è necessaria per l’utilizzazione dei grassi e del colesterolo nell’organismo. Può essere utile per abbassare i livelli di colesterolo ematico e allo stesso tempo per mobilizzarlo dai depositi tissulari. L’assunzione di questo micronutriente è stata calcolata dal Food and Nutrition Board of the Institute of Medicine of the National Academy of Sciences Statunitense, in 550 milligrammi per die.

METILAZIONE CH3, OMOCISTEINA E VIA DELLA TRANSULFURAZIONE

Scoperta da Andreas Strecker nel 1864 e sintetizzata per la prima volta nel 1866, la colina è un’ammina quaternaria satura e la sua formula è (CH3)3N+(CH2)2OH] X-. X- rappresenta un generico controione del sale d’ammonio, come l’anione cloruro, l’ossidrile o il tartrato. Il cloruro di colina, mischiato con l’urea, serve come solvente. Il salicilato di colina viene usato localmente per ridurre il dolore delle afte.

FUNZIONI METABOLICHE DELLA COLINA E DEI SUOI DERIVATI

La colina ed i suoi derivati sono coinvolti in tre importanti funzioni metaboliche: 1) Integrità strutturale della membrana cellulare, 2) Trasmissione dei segnali nervosi dopo trasformazione in acetil-colina (trasmissione colinergica), 3) Principale fonte di gruppi metile tramite il suo derivato betaina, intermedio nella biosintesi della S-adenosilmetionina. La colina può essere metabolizzata nel corpo umano in trimetilamina, un composto dal caratteristico odore di pesce.

ACETILCOLINA PRIMO NEUROTRASMETTITORE

La molecola della acetilcolina ACh, è stata il primo neurotrasmettitore ad essere individuato. È responsabile della trasmissione nervosa sia a livello di sistema nervoso centrale SNC che di sistema nervoso periferico SNP. La molecola fu inizialmente identificata nel 1914 da Henry Hallett Dale grazie alla sua azione sul tessuto cardiaco. Il suo ruolo di neurotrasmettitore fu confermato da Otto Loewi, che nominò inizialmente la molecola come vagusstoff, perché secreta dal nervo vago. Per questi studi, entrambi ricevettero nel 1936 il premio Nobel per la medicina.

LEGAMI COI RISPETTIVI RECETTORI MUSCARINICI E NICOTINICI

Lavori successivi hanno mostrato che il legame di ACh con il recettore specifico (ACh-receptor), presente sui muscoli scheletrici, è in grado di aprire i canali di membrana presenti. Gli ioni calcio entrano nella cellula muscolare, stimolandone la contrazione. ACh è anche utilizzata nelle sinapsi (giunzioni o punti di contratto) del SNC, dove produce generalmente uno stimolo di tipo eccitatorio. ACh trasmette anche l’impulso diretto alle ghiandole attraverso il sistema nervoso autonomo e la via  parasimpatica. Il tutto avviene mediante i recettori muscarinici ed i recettori nicotinici.

VASODILATAZIONE GENERALIZZATA E ATTIVAZIONE GHIANDOLE SUDORIPARE

Le azioni muscariniche corrispondono a quelle indotte dall’ACh rilasciata dalle terminazioni nervose parasimpatiche postgangliari, con due significative eccezioni. L’ACh provoca una vasodilatazione generalizzata, nonostante buona parte dei vasi non sia innervata dal sistema parasimpatico, e provoca pure attivazione delle ghiandole sudoripare, che sono innervate da fibre colinergiche del sistema nervoso simpatico. Le azioni nicotiniche corrispondono a quelle dell’ACh rilasciata a livello delle sinapsi gangliari dei sistemi simpatico e parasimpatico, della placca neuromuscolare dei muscoli volontari e delle terminazioni nervose dei nervi splancnici o ventrali (da splànchnon=viscere) che circondano le cellule secretorie della midollare del surrene.

SINTESI, LIBERAZIONE, DEGRADAZIONE, E GRAVI DANNI MERCURIALI

L’acetilcolina è sintetizzata generalmente nei neuroni dall’enzima colina acetil-tranferasi, utilizzando come substrato colina, a sua volta biosintetizzata a livello epatico a partire dalla serina, e utilizzando il gruppo acetile dell’acetil-CoA, prodotto nei mitocondri. L’attività di questo enzima può essere notevolmente ridotta da composti organici del mercurio, che hanno alta affinità per il gruppo sulfidrilico dell’acetil-CoA. Questa inibizione può portare a deficienza di acetilcolina, con conseguenze rilevanti sulla funzione motoria.

TRASMISSIONE COLINERGICA, ASSONI E MITOCONDRI

La trasmissione colinergica segue le solite tappe della neurotrasmissione, che sono 1) Sintesi, 2) Rilascio, 3) Interazione coi recettori, 4) Inizio attività post-sinaptica, 5) Catabolismo e Dissipazione.
L’acetilcolina è sintetizzata a partire da acetil-CoA e colina, in una reazione sintetizzata dall’enzima colina-acetiltransferasi (CAT). L’acetil-CoA si forma nei mitocondri dei neuroni colinergici derivando dal metabolismo del glucosio e, più precisamente, dal piruvato at­traverso la reazione a più tappe catalizzata dalla piruvato-deidrogenasi. Può anche essere sintetizzato dall’acetato-tiochinasi che catalizza la reazione dell’acetato con ATP. La colina deriva dalla fosfatidilcolina esogena (introdotta con la dieta) o endogena (prodotta dalla membrana per azione delle fosfolipasi) e, captata dal fluido extracellulare, giunge nei neuroni colinergici per cotrasporto con il sodio attraverso un meccanismo attivo che può essere ad alta o a bassa affinità. Il sistema ad alta affinità (Km = 1-5 mM) è esclusivo dei neuroni colinergici ed è dipendente dalla concentrazione di Na+ extracellulare. La colina, inoltre, è ricaptata dalle terminazioni nervose a seguito dell’idrolisi dell’acetilcolina ad opera dell’acetilcolin-esterasi. La colina-acetiltransferasi è sintetizzata nel corpo cellulare e viene poi trasportata lungo l’assone fino ai terminali assonali. Questi ultimi contengono numerosi mitocondri dove avviene la sintesi di ace­til-CoA.

RILASCIO DELL’ACETILCOLINA

L’acetilcolina viene rilasciata sotto forma di quanti quando unpotenziale d’azione determina depolarizzazione della terminazione assonica. Ciò causa l’apertura di canali del calcio voltaggio-dipendenti che entra nel citoplasma assonico e consente la fusione tra la membrana assoplasmatica e le vescicole contenenti ACh situate in stretta prossimità della mem­brana stessa. Il contenuto delle vescicole viene quindi riversato all’esterno attraverso un pro­cesso di esocitosi. Oltre a questa liberazione quantale di ACh, vi è un lento e continuo rilascio di questo neurotrasmettitore responsabile dei potenziali di placca in miniatura (MEPP = miniature endplate-potentials), di cui non si conosce ancora la funzione (probabilmente di natura trofica). Interazione dell’acetilcolina con i recettori e inizio dell’attività postsinaptica. L’acetilcolina può legarsi sul recettore presinaptico (nicotinico o muscarinico -M2-) o sul recettore postsinaptico (nicotinico o muscarinico -M1, M2 e M3-). A seconda del tipo di recettore e della sede, questo neurotrasmettitore può avere funzione eccitatoria o inibitoria.

CATABOLISMO DELL’ACETILCOLINA

L’acetilcolina agisce in tempi brevi (1-2 mesi). Affinché la sua azione sia appropriata, quindi, è necessario che venga degradata e l’enzima deputato alla sua idrolisi è l’acetilcolin-esterasi (AChE) che agisce in tempi inferiori al millisecondo. Si riformano, quindi, acetil-CoA e colina. Quest’ultima può essere ricaptata dai terminali assonici per formare nuova acetilcolina. L’acetilcolin-esterasi è una proteasi appartenente alla classe delle serino-esterasi. Si trova, oltre che sulle membrane pre e postsinaptiche, anche nei globuli rossi, con funzioni tuttora sconosciute.

FONTI ALIMENTARI DI COLINA E DI INOSITOLO

Le principali fonti alimentari di colina sono il tuorlo d’uovo ed i semi di soia, bietole, spinaci, piselli, cavoli, germe di grano, noci e frutta. Molti altri alimenti contengono piccole quantità di colina, che si trova persino nella lattuga. Non è chiaro se queste fonti siano utilizzabili per assorbimento intestinale.
La colina è presente anche nella lecitina utilizzabile sia come additivo che come integratore alimentare. È disponibile anche la fosfatici-colina in polvere o anche come cloruro in forma liquida, per evitare gli sgradevoli effetti collaterali legati alla somministrazione di fosfatidil-colina pura. L’assunzione di oltre 310mg/die di colina e di betaina riduce i livelli di CPR (proteina C-reattiva), TNF o tumor necrosis factor ed omocisteina.

CIBI ANIMALI CON FENILALANINA E TIROSINA CAUSANTI AGGRESSIVITÀ

In conclusione si può affermare che i cibi animali ad alto contenuto proteico come carne, pesce. latticini, e uova, essendo ricchi di fenilalanina e di tirosina, stimolano due neurotrasmettitori, la dopamina e la norepinefrina, che provocano un comportamento energico, aggressivo e violento. I cibi di origine vegetale invece, identificabili nei carboidrati, sono in relazione con la serotonina che, attraverso sensazioni di rilassamento e di calma, provoca un comportamento rilassato, armonioso e pacifico. La concentrazione di triptofano che entra nel cervello e di serotonina prodotta è maggiore se si consumano carboidrati, dato che i vegetali favoriscono la formazione di serotonina. Queste sono le conclusioni alle quali sono giunti molti ricercatori, conclusioni confermate dalla Majo Foundation for Medical Education and Research, Rochester, Minnesota, USA.

SEROTONINA MOLECOLA DEL GIOCO, DELLA SERENITÀ E DELLA FELICITÀ

Ci piace riportare anche quanto dice sul Giornale della Natura il dr Pier Luigi Rossi. “II triptofano, la cui presenza nel cervello è legata al tipo di dieta seguita, genera la serotonina, il neurotrasmettitore della gioia, della serenità, del gioco. La serotonina contribuisce a far emergere una sessualità ludica, una sensazione di appagante soddisfazione, un sonno profondo, una sazietà da cibo veloce, lo sviluppo di legami sociali, parentali e di solidarietà. Insomma la serotonina sembra essere la molecola chimica naturale che può avvicinare l’uomo alla tanto agognata felicità”.

ABBONDANZA DI TRIPTOFANO E DI SEROTONINA NEGLI ALIMENTI VEGETALI

Gli alimenti vegetali, essendo ricchi di amido e fibra, continua il dr Rossi, favoriscono la concentrazione di triptofano nel cervello, aumentandone la disponibilità ad essere trasformato in serotonina. Un pasto proteico di origine animale, sia esso di carni, formaggi o salumi, riduce invece la presenza di triptofano nel cervello. Questa condizione determina uno stato di aggressività, depressione, ansia e propensione alla lotta. Il triptofano, precursore della serotonina, assunto con i cibi, regola la quantità della serotonina nel nostro cervello. Se viene ridotta la quantità di serotonina, aumenta l’aggressività, diminuisce il sonno e si instaura uno stato depressivo. Un quotidiano eccesso proteico può influenzare la funzione del cervello apportando una forte presenza di tirosina, dopamina, noradrenalina e una marcata carenza di triptofano e serotonina.

LA SCELTA QUOTIDIANA DEGLI ALIMENTI È DI BASILARE IMPORTANZA

Questo porta, nel lungo periodo, a una sconfitta psicologica e fisica. Il corpo umano non può essere impunemente violentato dalla cultura e dal danaro. Esso risponde a leggi fisiologiche e biochimiche formatesi durante un millenario processo evolutivo. Il pensiero, l’amore, il piacere, la memoria sono generati da reazioni biochimiche cerebrali dipendenti da nutrienti alimentari. La scelta degli alimenti influenza i comportamenti e le emozioni quotidiane.

L’ALIMENTAZIONE DETERMINA I NOSTRI COMPORTAMENTI

Quanto esposto a proposito del triptofano e della serotonina ha trovato piena conferma sperimentale da parte di John Fernstrom e Richard Wurthman, biologi del Dipartimento della nutrizione e delle scienze alimentari presso il Massachusetts Institute of Technology. L’alimentazione influisce decisamente sulla psiche e sul comportamento umano. In senso positivo se si tratta di alimentazione vegetariana e in senso negativo se, invece, nella dieta prevalgono le proteine animali e in particolare la carne.

CARNE UGUALE VIOLENZA

Si tratta di conquiste scientifiche di enorme rilievo culturale perché dimostrano che, operando oculate scelte nei cibi, possiamo orientare consapevolmente i nostri comportamenti in senso favorevole ad un reale progresso dell’umanità anche sul piano sociale, eliminando ogni atteggiamento di aggressività e di violenza nei riguardi di noi stessi e del prossimo umano ed animale.

I NEURO-COCKTAIL E LE BEVANDE ENERGETICHE

Non mancano gli opportunismi. Avviene infatti che queste scoperte scientifiche innovative vengono spesso sfruttate per imbastire speculazioni commerciali da parte di imprenditori senza scrupoli dell’industria farmaceutica, che hanno immesso sul mercato farmacologico dei neuro-cocktail, miscugli di aminoacidi, ormoni e neurotrasmettitori, contenenti anche fruttosio, sali vari e succhi di frutta. Tali intrugli, lanciati negli USA, hanno già invaso l’Europa, e sono noti come smart drinks o bevande energetiche, assai popolari tra i giovani. Così, si trova il Sorgi e Brilla, una dose del quale contiene ben 500 milligrammi dell’aminoacido fenilalanina. E poi ancora il Fast Blast o scoppio veloce, il Power Maker o generatore di potenza, l’inferno taurino e diversi altri. Una lista di prodotti che vanno poi ad aggiungersi ai vari Redbull.

POZIONI PERICOLOSE ED ANCHE MORTALI

Indubbiamente tali pozioni sono dannose alla salute. Molti ragazzi sono attratti dalla propaganda che accompagna questo smercio e che fa credere in effetti-bomba. Ci sono bevande che promettono meraviglie, come la Memory Fuel o Benzina per la memoria, contenente colina per la produzione del neurotrasmettitore acetilcolina, la Brain Boost, o Carburante per il Cervello, miscuglio di colina, fenilanina e caffeina. Alcune di queste pozioni hanno provocato dei morti. Una di tali bevande, a base di dosi massicce di triptofano, avendo provocato ben 28 morti, ha dovuto essere ritirata dal commercio. In media le dosi di questi intrugli costano circa tre dollari l’una.

CAFFEINA CHE SCORRE A FIUMI

Gli energy drink sono pericolosi non solo per le persone con pressione alta o glicemia, ma anche per i giovani sani, che svolgono una vita normale. A metterlo nero su bianco è la rivista Pediatrics, che ha confermato dati a dir poco allarmanti. Pare che dal 30 al 50% degli adolescenti e dei giovani adulti consumi queste bevande, che quasi sempre contengono dosi eccessive di caffeina.

TACHICARDIE, ATTACCHI EPILETTICI E INFARTI

L’alta concentrazione di questa sostanza eccitante provoca gravissimi effetti indesiderati, come palpitazioni cardiache, attacchi epilettici, infarti e anche morte improvvisa. Secondo lo studio sugli Energy drink, dei 5.448 casi di overdose di caffeina registrati negli Stati Uniti nel 2007, il 46 % ha visto coinvolti giovani di età inferiore ai 19 anni.

LE QUALITÀ DELLA SEROTONINA

La serotonina che, come il lettore avrà capito, riveste una particolare importanza avendo la particolare capacità di produrre sonno, soprattutto senza sogni, si è meritato giustamente l’appellativo di sonnotonina. Il prof Roberto Paoletti, direttore dell’Istituto di scienze farmacologiche dell’ Università di Milano e Presidente della Nutrition Foundation of Italy ha sottolineato gli importanti legami tra dieta e cervello. È noto che talune patologie psichiche provocano condotte alimentari alterate, tipo bulimia ed anoressia nervosa, ma è anche vero il contrario e che cioè la dieta influenza l’attività fisica. Si possono elencare con sicurezza almeno sei neurotrasmettitori la cui concentrazione può essere influenzata manipolando l’assunzione alimentare dei loro precursori.

CON LA CARNE AUMENTANO LEUCINA E TIROSINA

Un vero fenomeno-paradosso. La realtà è che il triptofano della carne e degli altri cibi iperproteici invece di incrementare nel cervello la serotonina vi provocano la sua diminuzione. Dopo una abbondante ingestione di carne è vero che aumenta nel sangue il triptofano, ma è anche vero che aumentano, nel contempo, anche altri due amino acidi come leucina e tirosina, in misura assai maggiore del triptofano. Di conseguenza il triptofano giunge al cervello in dosi molto basse provocando indirettamente una relativa diminuzione della serotonina e questo fatto provoca un comportamento aggressivo e violento.

GLI ANIMALI MANSUETI HANNO DIRITTO DI DIFENDERSI

Questo è l’autentico meccanismo della genesi del comportamento aggressivo dovuto al ricorso alle proteine animali. Ma allora, dato che modificando l’alimentazione si può influire sul comportamento umano, è forse errato affermare che l’aggressività è insita nella natura umana? Sì, è errato. Il più mansueto degli erbivori, se viene minacciato seriamente nella sua esistenza, certamente reagirà. Costrettovi, guidato dall’istinto della sopravvivenza insito in ogni animale, cercherà di opporsi. Se a ciò non basta l’allontanamento o la fuga, anche con la violenza, ad una violenza che gli si vuole esercitare. Prendiamo esempio da quel che avviene in una corrida, durante la quale il toro, in extremis, duramente e ciecamente colpito, senza ragione, dal torero, reagisce per legittima difesa, cercando di colpire chi sta minacciando la sua esistenza. Ovviamente, questa del toro non è aggressività innata.

L’UOMO NON NASCE CATTIVO E VIOLENTO

E nell’uomo? Se fosse vero che l’aggressività è insita nella natura umana sarebbe vanificato tutto quello che sinora abbiamo detto. Ma questo non è vero, poiché nessuno nasce aggressivo e cattivo, ma può diventarlo con l’alimentazione. Esistono ancora società che hanno sviluppato culture assolutamente non violente. Sono sempre più rare e bisogna cercarle fra i popoli che non hanno avuto troppi contatti con la cosiddetta civiltà moderna e con i suoi valori.

ESEMPI DI COMUNITÀ PACIFICHE VEGETARIANE

Per esempio, certe tribù dell’Africa o gruppi di Indios del Brasile nord-occidentale o gli Indios Piaroa in Venezuela, hanno saputo costruire una società molto pacifica, volta alla cooperazione. Non c’è traccia di aggressività nell’educazione dei loro bambini e i giochi infantili rispecchiano l’equilibrio del sistema. Sono fatti di danze, canti, amore. L’odio è sconosciuto. Ed è ormai risaputo che queste popolazioni sono vegetariane.

STUDI FARMACOLOGICI CONFERMANO L’EFFICACIA DEI NEUROTRASMETTITORI

Sono stati soprattutto gli studi di Yudhit e Richard Wurthman a dare validità scientifica alla influenza dell’alimentazione sul comportamento umano e alla applicazione in farmacologia dei risultati dei loro studi. Oggi, i farmaci che provocano una diminuzione dell’attività del neurotrasmettitore dopamina sono usati per curare le psicosi, mentre i farmaci che stimolano la sintesi dell’adrenalina hanno un effetto antidepressivo. Ancora, dosi farmacologiche di triptofano e di colina (aminoacido necessario, come precursore, alla sintesi del neurotrasmettitore acetilcolina) sono impiegate nel trattamento della depressione e dell’insonnia. La colina è usata nella cura della discinesia, malattia simile al morbo di Parkinson.

MA I FARMACI NON SONO DEI RIMEDI VINCENTI

Il dr Ivan Goldberg, del New York Institute of Psychopharmacology, specialista nella terapia della depressione, ha dimostrato che i depressi, che lui chiama “i diseredati della speranza” accusano una quasi totale assenza di noradrenalina, neurotrasmettitore che infonde fiducia, entusiasmo, vittoria. Lo ha constatato esaminando le loro urine, dove non ha riscontrato traccia del metabolita della noradrenalina. Dando ogni mattina a costoro 100 mg di L-tirosina, che è il precursore della noradrenalina, si ottiene una vera e propria resurrezione del depresso, nel quale vengono colmati il vuoto della mente e le lacune della speranza. Peccato che il farmaco non rappresenti mai la giusta risposta rimediale e stabile ai problemi.

PITAGORA SAPEVA BENISSIMO CHE LA CARNE PROVOCA ANGOSCIA

Inevitabile ricordare che Pitagora, pur non sapendo nulla di biochimica del cervello, rifiutava di mangiare carne sia per motivi etici sia per allontanare le pulsioni violente e conservare la serenità d’animo che lui prediligeva. La stessa astensione poi che viene praticata a tutt’oggi da monaci buddisti e da yogi indiani, dediti alla vita meditativa. Per costoro, la carne provoca angoscia e agitazione ed è quindi da bandire.

LA SERENITÀ E L’ARMONIA DEL MONDO VEGETALE

Essendo il consumo di carne basato su un vero e proprio assassinio, tale consumo è associato alla forza bruta, all’offesa e all’inganno. Al contrario, il vegetarismo richiama la stabilità, la tranquillità, la serenità del mondo vegetale che, nella sua possente e saggia immobilità, trae dalla terra e dal sole vita e forza per farne dono all’umanità.

MOLECOLE COMUNICANTI E MOLECOLE ORMONALI

Neurotrasmettitori come la noradrenalina e la serotonina sono protagonisti di primo piano nella determinazione del nostro comportamento. Ma la neurobiologia non finisce più di sorprenderci poiché gli studi relativi sono alquanto recenti e continuano con nuove, molteplici ed interessanti rivelazioni, che si succedono rapidamente e alle quali si stenta a tener dietro. Si è scoperto, per esempio, che alcune molecole di cui il cervello si serve per comunicare funzionano invece come ormoni quando agiscono in un altro organo, come nel caso di alcuni prodotti del sistema immunitario, tipo la interleuchina-6.

LE INTERLEUCHINE

Le interleuchine (IL) sono piccole proteine, appartenenti alla famiglia delle citochine, con numerose funzioni e caratteristiche. Vengono prodotte dai leucociti durante la risposta immunitaria. La loro funzione è quella di controllare le cellule del sistema immunitario e possono concorrere alla modificazione dell’attività di altre cellule dell’organismo. Le IL possono oggi essere considerate fattori di crescita, di differenziazione, di attivazione cellulare. In un soggetto clinicamente sano le cellule del sistema immunitario producono IL quando riconoscono cellule estranee (non-self) all’interno dell’organismo. In questo modo le IL scatenano una reazione a cascata che induce un meccanismo di infiammazione e risposta immunitaria per eliminare le molecole estranee. Si spiega così il meccanismo della febbre, dove l’IL-1 modifica la termoregolazione dell’organismo e induce un aumento della temperatura globale, agendo sia a livello locale sia a livello sistemico.

INTERLEUCHINA IL-6

Anche l’interleuchina 6 (IL-6) ha diverse funzioni. Promuove l’infiammazione a seguito della secrezione dell’IL-1, nella cascata infiammatoria iniziale, e poi attiva un altro importantissimo mediatore dell’infiammazione, la proteina C reattiva (PCR), prodotta dal fegato. Un’importante caratteristica delle IL è quella di essere molecole pleiotropiche cioè presenti ovunque nell’organismo, e ridondanti, vale a dire che alcune citochine possono espletare la stessa funzione, come meccanismo di protezione quando l’organismo si trova in carenza di una di queste molecole. Questo è un bene in caso di infezione da microorganismo, ma può essere uno svantaggio quando un soggetto non è clinicamente sano. Ad esempio, durante l’infiammazione cronica, dovuta ad un eccesso di grasso viscerale, viene prodotta una quantità maggiore di IL-6, da parte anche del tessuto adiposo e non solo dei leucociti. Questo eccesso di IL-6 a lungo andare può favorire il processo aterosclerotico e il diabete mellito di tipo 2.

INTERLEUCHINE E PATOLOGIE CARDIOVASCOLARI

Le interleuchine, quando presenti in eccesso, non si legano più solo al loro recettore specifico, ma anche a recettori meno affini. Quindi l’IL-6 può legarsi anche al recettore insulinico portando a insulino-resistenza e diabete, oppure scatenare e aumentare i processi infiammatori endoteliali, portando di conseguenza stress ossidativo per eccesso di radicali liberi, favorendo l’insorgenza di patologie cardiovascolari. Non è corretto demonizzare queste piccole molecole, poiché compiono una funzione di difesa necessaria per il nostro organismo. Senza di esse saremmo immuno-depressi e immuno-compromessi, e quindi a rischio di malattie ogni giorno.

IL PARADOSSO DEL CAFFÈ

La più recente scoperta riguardante il campo d’azione dei neurotrasmettitori ci viene dall’Università di Harvard, dove il prof Michel Arold è riuscito finalmente a dare una soddisfacente risposta scientifica al paradosso del caffè. Tutti sanno che il caffè é una bevanda eccitante, da evitare la sera tardi perché generalmente la caffeina contenuta provoca insonnia. È tuttavia noto che alcune persone prendono il caffè proprio per addormentarsi. Come mai il caffè agisce a volte da sonnifero e a volte da eccitante? Arold ha dimostrato che ciò è dovuto al fatto che il caffè accentua la liberazione nel cervello del neurotrasmettitore serotonina, che induce il sonno!

SINDROME DEI CIBI DI SCARTO

Altro caso non dissimile l’uso congiunto di carne e zucchero industriale, tipo hamburger, bevande dolci e snacks, comunemente praticato da moltissimi giovani americani. Ebbene, il comportamento di tali giovani è soggetto ad alterazioni caratterizzate da instabilità e da aggressività. Questa sindrome è stata chiamata Young Food Disease, cioè sindrome dei cibi-di-scarto-per-giovani.

DIECI NUTRIENTI ESSENZIALI CHE NON DEVONO MANCARE

Troppo spesso capita che l’alimentazione dell’italiano medio sia ipercalorica e carente dei nutrienti essenziali. Quest’affermazione potrebbe sembrare un paradosso, ma in realtà non lo è. Gli studi hanno dimostrato un aumento del consumo di calorie vuote, con alimenti ricchi di zuccheri o grassi. Questo sta a dimostrare che una percentuale piuttosto elevata di persone è ancora riluttante nel consumare una adeguata quantità di cibi ricchi di nutrienti, come verdura, frutta, cereali integrali e frutta secca.

IL MINERALE CALCIO

La maggior parte di noi sa che il calcio è fondamentale per mantenere le ossa sane. Nuove prove suggeriscono che il calcio protegge anche cuore e arterie. Sembra che riduca il rischio di tumore al seno e che possa essere di aiuto nella prevenzione di altre forme tumorali. Qual’è il fabbisogno giornaliero? Le donne dai 19 ai 50 anni dovrebbero assumere una quantità giornaliera di calcio pari a 1.000 milligrammi. Dopo i 50 anni, la dose raccomandata aumenta a 1.200 milligrammi al giorno. Gli uomini adulti, invece, dovrebbero assumere 1.000 milligrammi di calcio al giorno e 1.200 milligrammi dopo i 70 anni.

IL CALCIO COL BILANCINO

Il sesamo integrale è in testa, con 1160 mg per 100 grammi di porzione edule, seguito da alghe 1093,  foglie di rapa 246, mandorle 234, soia 226, prezzemolo 203, tarassaco foglie 187, crescione 151, pistacchio 131, peperoncino secco 130, fichi secchi 126, girasole semi 120, bietola foglie 119, sesamo sgusciato 110, broccoli 103, finocchio 100, spinaci 93, okra 92, radicchio 81, germe di grano 72, arancia inclusa buccia 70, lattuga 68, albicocca secca 67, kumquat 63, uvetta secca 62,  dattero 59, castagna secca  52, porro 52, zucca e semi di zucca 51, cipolla cruda 51, cavoli 49, arancia sbucciata 41, sedano 37, carota 37, cavolini Bruxelles 36, fichi freschi 35,  patata dolce 32,  ravanelli 30, aglio 29,  kaki 27, castagna fresca 27, noce di cocco secca 26, cavolfiore 25, cetriolo 25, guava 23, asparago 22, dragole 21, papaya 20, miglio 20, ananas 17, mirtilli 15, melone 14, pomodoro 13, ciliegia 12, uva 12, pinolo 12, melanzana 12, avocado 10.

LA MITICA VITAMINA D

La vitamina D viene prodotta dalla pelle quando siamo esposti alla luce del sole. Visto che molte persone svolgono attività al chiuso, è possibile che l’esposizione solare non sia sufficiente per generare una quantità adeguata di vitamina D. Sebbene ricerche recenti suggeriscano che la vitamina D sia importante per molteplici funzioni, la prova certa è che il suo ruolo principale è quello di sviluppare e mantenere le ossa forti. Qual’è il fabbisogno giornaliero? I livelli ottimali di vitamina D sono ancora oggetto di dibattito. Tuttavia, l’autorevole Institute of Medicine raccomanda per la maggior parte degli adulti una dose giornaliera pari a 600 UI. Per le persone dai 70 anni in su, la dose aumenta a 800 UI. Quali alimenti contengono questo nutriente? Esposizione solare, dove 20 minuti regalano 100 UI di vitamina D. Semi di sesamo e semini vari, germogli vari, cereali, succhi vivi di tuberi e verdure, broccoli, cime di rapa, fiori di zucca, asparagi. Evitare sale, zucchero, dolciumi, aceto pastorizzato, bevande gassate, cole, caffè.

IL MINERALE POTASSIO

Molti sanno che una quantità eccessiva di sodio, sotto forma di sale, può aumentare la pressione sanguigna. Ma pochi sanno che una quantità troppo ridotta di potassio può essere una ulteriore causa di aumento della pressione sanguigna. Una quantità carente di potassio, inoltre, può aumentare il rischio di calcoli renali e di osteoporosi. Qual’è il fabbisogno giornaliero? Gli adulti dovrebbero assumere 4.700 milligrammi di potassio al giorno. Quali alimenti contengono questo nutriente? Patate, pomodori, spinaci, carote, fagioli, piselli, lenticchie, yogurt, banane, succo di arancia.

COME VARIARE LA DIETA

Consumando più frutta e più verdura, aumenterete l’apporto delle vitamine A, C e K. Come variare la dieta? Schiaffare la frutta agra al risveglio e la frutta acquosa in mattinata e alle 17. Pranzo e cena verduriani con primo piatto d’esordio a base di radicchio, ravanelli, cetrioli, pomodori, o altre verdure crude, e secondo piatto a base di verdure e legumi cotti al minimo, o a base di patate, o gnocchi, o cereali, o pasta con tante verdure o funghi, o pizza vegetariana. Aggiungete ai vostri pasti una pietanza con fagioli o lenticchie, o qualche zuppa vegetale o qualche minestrone di verdure cotto non oltre il quarto d’ora in normale pentola con coperchio, e mai con micro-onde o pentole a pressione.

LE FIBRE VEGETALI PER DIGERIRE MEGLIO E SCANSARE IL DIABETE

Le fibre sono la parte indigeribile degli alimenti di origine vegetale. I ricercatori hanno scoperto, ormai da tempo, che le fibre contribuiscono a mantenere la digestione regolare. Nuove scoperte rivelano che esse proteggono anche contro cardiopatie e diabete di tipo 2. Possono, inoltre, essere di notevole aiuto per mantenere un peso salutare. Qual’è il fabbisogno giornaliero? Una dieta salutare dovrebbe contenere 14 grammi di fibre ogni 1.000 calorie. Questo significa che la maggior parte degli adulti dovrebbe assumere dai 28 ai 34 grammi di fibre al giorno. Quali alimenti contengono questo nutriente? Frutta e verdura, cereali integrali, fagioli, piselli e frutta secca.

I NUTRIENTI EXTRA

La frutta secca è ricca di grassi insaturi che contribuiscono a proteggere contro le cardiopatie. I fagioli e le lenticchie sono ottime fonti di potassio e magnesio. Fate pure qualche spuntino con crackers integrali. Preferite il pane fatto con farina integrale al 100% come ingrediente principale. Scegliete cereali per la colazione che contengano almeno 5 grammi di fibre per porzione. Aggiungete i ceci nell’insalata, nella pasta o nelle zuppe.

VITAMINA A

Questo importante nutriente è la chiave per preservare la salute degli occhi e mantenere il sistema immunitario forte. Gioca un ruolo importante anche per altre funzioni fisiologiche, incluso lo sviluppo dei tessuti. Qual’è il fabbisogno giornaliero? Le donne adulte necessitano di 700 milligrammi al giorno, gli uomini di 900 milligrammi. Quali alimenti contengono questo nutriente? Le verdure a foglia di colore verde scuro e le verdure di colore acceso, come patate dolci, zucca, spinaci, cavolo e lattuga romana.

IDEE INNOVATIVE PER CAMBIO DIETA

La maggior parte delle verdure è ricca di fibre e di altre vitamine, inclusa la vitamina C, altro nutriente spesso carente all’interno dei vari regimi alimentari. Come variare la dieta? Fate uno spuntino sgranocchiando una carota o del peperone rosso tagliato a fettine. Assicuratevi che il vostro menu includa almeno 4 porzioni di verdura.

VITAMINA C, ANTISCORBUTICA O ACIDO ASCORBICO

La vitamina C non può evitare l’insorgenza di un raffreddore, come si credeva un tempo, ma è fondamentale per mantenere il sistema immunitario forte. La vitamina C o acido ascorbico è anche un potente antiossidante e può essere di aiuto per ridurre il rischio di tumore. È anche di estrema importanza per la cicatrizzazione delle ferite. Qual’è il fabbisogno giornaliero? Le donne necessitano di 75 milligrammi al giorno, gli uomini di 90 milligrammi. Dove trovarla? Guava con 242 mg per 100 grammi, acerola e ciliegie amarene 1680 mg, rosa canina 2250, pesche, kiwi 85, peperoni rossi 235, broccolo 113, cavoletti di Bruxelles, crescione 79, kaki 66, papaya 56, cavolfiore 78, succo d’arancia 50, cavolo 47, lychee freschi 42, uva 41, pompelmo 38, kumquat 36, mango 35, tarassaco 35, melone 33, patata 20, ananas 17, porro 17, avocado 14, mirtillo 14.

VITAMINA K ANTIEMORRAGICA OVVERO MENADIONE E FILLOCHINONE

La vitamina K, da koagulation, è essenziale per una normale coagulazione del sangue. Sembra che giochi un ruolo importante nella mineralizzazione delle ossa e nello sviluppo cellulare. La carenza di vitamina K viene associata con facile tendenza a contusioni, sanguinamento del naso e fragilità ossea, tra gli altri problemi. Qual’è il fabbisogno giornaliero? Le donne necessitano di 90 microgrammi al giorno, gli uomini di 120 microgrammi. Quali alimenti contengono questo nutriente? Cavolo, spinaci, bietola, cavoletti di Bruxelles e broccolo. La verdura a foglia di colore verde scuro è ricca di vitamina K, di vitamina A e vitamina C, così come di fibre.

UTILIZZO DI PIANTE CAMPESTRI

Come variare la dieta? Sperimentate vari modi per aggiungere una porzione di verdura a foglia di colore verde scuro ai vostri pasti. Sulla pizza, per esempio, potete mettere gli spinaci. Sono veramente ottimi. Stesso discorso per le ortiche, le punte di luppolo, la bardana, il selene, il tarassaco e il farinaccio campestre.

LA VITAMINA-E PER IL SISTEMA NERVOSO

La vitamina E è un potente antiossidante. Neutralizzando l’azione delle molecole di ossigeno instabili, aiuta a prevenire il danno cellulare che potrebbe comportare la comparsa di tumore. Una grave carenza di vitamina E può causare seri danni ai nervi. Qual’è il fabbisogno giornaliero? 15 milligrammi al giorno. Dove trovarla? Mandorle, semi di girasole, avocado, olio di semi di girasole, nocciole, olio extravergine di oliva.

FREQUENTE UTILIZZO DI FRUTTA SECCA

La frutta secca è ricca di grassi insaturi che aiutano a proteggere contro le cardiopatie. Come variare la dieta? Fate un spuntino con la frutta secca. Aggiungete qualche fetta di avocado ai vostri panini. Cucinate le vostre pietanze utilizzando oli ricchi di vitamina E.

LA COLINA O VITAMINA J

Questo nutriente, poco conosciuto, è essenziale per la formazione e il mantenimento di cellule sane. Particolarmente importante per il funzionamento di muscoli e nervi. Qual’è il fabbisogno giornaliero? Le donne necessitano di 425 milligrammi al giorno, gli uomini di 550 milligrammi. Quali alimenti contengono questo nutriente? Uova, fagioli, piselli.

PIÙ LEGUMI PER UN MENU NUTRIENTE ED APPAGANTE

I nutrienti extra. I fagioli e i piselli sono un’ottima fonte nutritiva. Ricchi non solo di proteine vegetali, ma anche di un’ampia gamma di nutrienti, come folati, magnesio e potassio.
Come variare la dieta? Anche concedendosi di tanto in tanto uno spuntino con un uovo sodo. Per pranzo potete cucinarvi una frittata con verdure. Per variare la ricetta includere una succulenta peperonata o delle melanzane alla piastra. Risolvendo il tutto con la farina di ceci si rimane in campo strettamente vegetus.

IL MINERALE MAGNESIO

Il magnesio è necessario per l’espletamento di più di 300 reazioni biochimiche del corpo umano. Contribuisce a regolare la pressione sanguigna, mantiene le ossa forti e preserva la salute del sistema immunitario. Qual’è il fabbisogno giornaliero? Le donne dai 19 ai 30 anni necessitano di 310 milligrammi al giorno. Dopo i 31 anni, la dose consigliata è di 320 milligrammi. Gli uomini dai 19 ai 30 anni necessitano di 400 milligrammi al giorno. In seguito la dose necessaria aumenta a 420 milligrammi. Quali alimenti contengono questo nutriente? Frutta secca, burro di arachidi, mandorle 270 mg per 100 grammi, alghe 760, germe di grano 336, semini di sesamo integrale 181, spinaci 88, avena, fagioli, lenticchie, pistacchi 158, miglio 162, datteri 58.

FAGIOLI, CECI E LENTICCHIE

Fagioli e le lenticchie sono ricchi di fibre e di proteine vegetali. La frutta secca è una fonte eccellente di grassi insaturi, che contribuiscono a prevenire le cardiopatie. Come variare la dieta? Provate un panino con burro di arachidi e pane fatto con crusca e avena. Fate uno spuntino con la frutta secca. Come contorno, provate una salsa ai fagioli, che potete servire sia a pranzo che a cena, anche accompagnati da fette di polenta arrostita. Fagioli e cipolla formano sempre una ottima combinazione.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro è orgogliosamente NON-medico, ma igienista e libero ricercatore. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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