RIVOLUZIONE DIABETE CON GUARIGIONE ASSOLUTA

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(Conferenza di Cagliari, dell’1 Giugno 2014, presso Il Veliero Musicale)

CENNI STORICI SUL DIABETE

Il diabete è una delle prime malattie descritte nella storia. In un manoscritto egiziano, datato intorno al 1500 a.C si parla di eccessivo svuotamento urine. I medici indiani, intorno allo stesso periodo, definiscono la malattia come urina dolce, notando che l’urina attira le formiche. Il termine diabete viene utilizzato per la prima volta nel 230 a.C dal greco Apollonio di Menfi. La malattia si verifica raramente durante Roma Imperiale, dove Galeno annota di aver osservato soltanto due casi nel corso della sua carriera. Il diabete di tipo 1 e il diabete di tipo 2 sono distinti come due diverse condizioni mediche dai medici indiani Sushruta e Charaka, che associano il tipo 1 ai giovani e il tipo 2 agli individui in sovrappeso. Il termine mellito o da miele viene aggiunto dal britannico John Rolle alla fine del XVIII secolo per differenziare la condizione dal diabete insipido, che è associato a una frequente minzione. Nel 1921, i canadesi Frederick Banting e Charles Herbert Best scoprono l’insulina.

DIABETE-1 E DIABETE-2

Il diabete mellito di tipo 2, chiamato anche diabete mellito non insulino-dipendente, o diabete dell’adulto, è una malattia metabolica caratterizzata da glicemia alta in un contesto di insulino-resistenza, cioè di scarsa sensibilità delle cellule all’azione dell’insulina. Si differenzia dal diabete mellito di tipo 1 in cui la medicina ipotizza una carenza assoluta di insulina a causa della distruzione delle Isole di Langerhans del pancreas, idea fortemente contestata dalla scienza salutistica e dai diversi ricercatori d’avanguardia.

I FALSI RIMEDI CHIAMATI METFORMINA ED INSULINA

Il diabete-2 rappresenta circa il 90% dei casi di diabete con il restante 10% occupato dal diabete mellito tipo 1 e dal diabete gestazionale. L’obesità è considerata la causa principale di diabete di tipo 2. Il diabete di tipo 2 viene trattato inizialmente con l’aumento del regolare esercizio fisico e con modifiche nella dieta. Se, tramite queste misure i livelli di glucosio nel sangue non si normalizzano, i  medici passano alla somministrazione di farmaci come la metformina e l’insulina.

DIABETE IN AUMENTO ESPONENZIALE NEL MONDO INTERO

I casi di diabete sono aumentati notevolmente negli ultimi 50 anni, in parallelo con la crescita dell’obesità, definita da un indice di massa corporea superiore a 30. Carente attività fisica, pessima alimentazione, stress e urbanizzazione accompagnano la condizione diabetica. Il consumo di zucchero, di merendine e bevande zuccherate, aggrava ovviamente la situazione. Grassi saturi e acidi grassi trans aumentano il rischio, mentre i grassi polinsaturi e monoinsaturi lo diminuiscono. Mangiare riso bianco sembra svolgere un ruolo nell’aumento del rischio. Nel 2010 vi erano circa 285 milioni di persone affette dalla condizione rispetto ai circa 30 milioni registrati nel 1985. Le complicanze a lungo termine causate dall’eccessiva presenza di glucosio nel sangue possono includere malattie cardiache, ictus, retinopatia diabetica, insufficienza renale e dialisi, scarsa circolazione sanguigna negli arti che porta ad amputazioni.

LA GENETICA È UNA DISCIPLINA RASA AL SUOLO DAI SUOI STESSI DOGMI SBAGLIATI

L’attribuzione delle anomalie a fattori genetici ed ereditari è tipico scaricabarile della medicina, che fa incredibilmente finta di ignorare che la genetica è una disciplina annientata e dissolta, essendo venuti a mancare i principi base della genetica stessa, ossia i dogmi della invariabilità del Dna e dei geni.

DIABETE IATROGENO E MEDICO-CAUSATO MEDIANTE FARMACI, MEDIANTE VACCINI E MEDIANTE DIETE AMMALANTI

Vi sono piuttosto diversi farmaci che predispongono al diabete, e ci riferiamo in particolare a glucocorticoidi, tiazidici, beta-bloccanti, antipsicotici, statine, dove il diabete appare nella sua sottostimata classificazione di malattia iatrogena. Altri problemi di salute correlati allo sviluppo della patologia includono acromegalia (eccesso di emissione ipofisaria di GH e gigantismo, con progressiva deformazione di volto, mani e piedi), disfunzione cognitiva o Alzheimer, demenza vascolare, deficit di testosterone, sindrome di Cushing (alti livelli di cortisolo derivanti da uso di glucosteroidi), ipertiroidismo, feocromocitoma (tumore del surrene e aumentata produzione di catecolamine come l’adrenalina e la noradrenalina).

SINTOMI

I sintomi classici del diabete sono poliuria (minzione frequente, salvo che uno non esageri con le spremute fresche), polidispsia (aumento della sete), iperfagia (gran fame) e perdita di peso. Altri disturbi comunemente associati a questa malattia sono astenia cronica, disfunzione erettile, ipogonadismo, infezioni alle vie urinarie, prurito, vista offuscata, neuropatia periferica, ricorrenti infezioni vaginali.

REGOLARE ESERCIZIO FISICO E VERDURE A FOGLIA VERDE

Negli ultimi tempi la medicina comincia a riconoscere che il diabete di tipo 2 può essere prevenuto attraverso una corretta alimentazione, abbondante nelle verdure a foglia verde, ed un regolare esercizio fisico, e che tali accortezze possono già ridurre il rischio di oltre la metà. Gli interventi sullo stile di vita sono di certo più efficaci della metformina.

RISPOSTA TH1 E TH2

Esistono due tipi di risposta immunitaria linfocitaria: la risposta TH1 e quella TH2. La risposta TH1 è orientata in senso citotossico nei confronti di virus e batteri. È sostenuta dall’IFN-γ (che attiva la produzione di radicali liberi, nitrati NO soprattutto, da parte dei macrofagi e inibisce la risposta TH2) e dall’IL-12 (che stimola le cellule NK a produrre IFN-γ). La risposta TH2 è orientata in senso anticorpale ed è tipica delle malattie allergiche. È sostenuta dall’IL-4 (che attiva i linfociti B e la produzione di IgE), dall’IL-5 (che recluta eosinofili in presenza di parassiti), dall’IL-13 e dall’IL-10 (che è una citochina antinfiammatoria, blocca l’IL-3, l’IL-5, l’IL-12, la produzione di IFN-γ e la risposta TH1, ma è proinfiammatoria nei confronti dei processi allergici). In ogni caso non tutti i virus inducono una potente risposta TH1. Il virus dell’influenza e del morbillo, ad esempio, sopprimono la risposta TH1 e vaccinando contro il morbillo i bambini di pochi mesi, con sistema immunitario ancora immaturo, è possibile squilibrarli in senso TH2 con conseguente iperattività allergica.

CATECHINE O CACHESSINE, FATTORI DI NECROSI TUMORALE TNF

I fattori di necrosi tumorale TNF, conosciuti anche come fattori tumorali alfa, sono delle adipokine coinvolte nei processi infiammatori delle fasi acute. Sono prodotti principalmente da macrofagi attivati M1, oltre che da cellule linfocitiche CD4+, da cellule killer NK e da neuroni. Il ruolo primario dei TNF è la regolazione delle cellule immunitarie. Il TNF, essendo un pirogeno endogeno, è in grado di indurre febbre, morte cellulare apoptotica, infiammazione, inibizione di genesi tumorale, replicazione virale (balordo e anti-scientifico concetto medico-monatto, visto che il virus non è mai replicabile ma soltanto accumulabile!) in risposta a sepsi o setticemia o putrefazione, mediante interleuchine IL1 e IL6. Alla disregolazione nella produzione di TNF vengono associati a una serie di malattie includenti Alzheimer, cancro, depressione, infiammazione intestinale. L’interferone gamma (INF-γ), detto anche interferone di tipo II (INF II), è una citochina prodotta dai linfociti B e dai linfociti T attivati. Cosa c’entra tutto questo col diabete? Apparentemente poco e niente, ma in realtà ci permette di capire molte cose riguardanti indice glicemico, batteri, virus e vaccinazioni, e relative conseguenze diabetiche.

RISPOSTA INFIAMMATORIA

La risposta infiammatoria si sviluppa in seguito a diversi stimoli, come infezione e danno tessutale.
La risposta infiammatoria acuta è rapida, di breve durata e comporta effetti locali e sistemici.
La risposta locale è caratterizzata da gonfiore, arrossamento, calore, dolore e perdita funzionale. Inizia quando il danno tessutale ed endoteliale stimola la formazione di mediatori plasmatici che inducono vasodilatazione e aumento della permeabilità vascolare. Si verifica lo stravaso dei neutrofili e quindi dei monociti. L’attivazione dei macrofagi tessutali comporta la secrezione di IL-1, IL-6 e TNF-α che agiscono localmente e a livello sistemico. La risposta infiammatoria sistemica è caratterizzata da febbre, aumentata sintesi di ACTH e corticosteroidi, oltre che da produzione di proteine di fase acuta da parte del fegato. Molti di questi effetti sono dovuti all’azione combinata di IL-1, IL-6 e TNF-α. Queste citochine agiscono sull’ipotalamo inducendo una reazione febbrile (che inibisce la crescita di numerosi patogeni e potenzia la risposta immunitaria al patogeno), promuovono la sintesi di proteine di fase acuta (proteina C reattiva, amiloide A sierica, fibrinogeno, componenti del complemento e in minor misura α1-antitripsina, α1-glicoproteina acida, α1-antichimotripsina, aptoglobulina e ceruloplasmina). Nella fase acuta diminuisce la transferrina e l’albumina.

RUOLO DELLA PROTEINA C REATTIVA

La proteina C reattiva aumenta in corso di infezione, di infiammazione cronica, ma anche in caso di eventi stressanti e malattie come depressione e tumori. Essa stimola la risposta immunitaria e infiammatoria in quanto attiva il complemento, la fagocitosi e la cascata della coagulazione. In contemporanea, inibisce la migrazione dei neutrofili e induce la produzione dell’antagonista recettoriale dell’IL-1 che è il principale sistema di autocontrollo degli effetti infiammatori dell’IL-1.
La proteina sierica amiloide ha una prevalente azione proinfiammatoria in quanto induce il richiamo e l’adesione all’endotelio vasale delle cellule immunitarie. Le antiproteasi neutralizzano le proteasi rilasciate da neutrofili e macrofagi. La diminuzione della transferrina si associa a una riduzione della sideremia e ad un aumento della ferritina. Ciò consente di ridurre il ferro, che potrebbe essere utilizzato per la crescita di batteri, e anche limitare la produzione di idrossil-radicale in presenza di acqua ossigenata (prodotta dalle cellule immunitarie e dai tessuti infiammati).

INTERFERONE GAMMA IFN E ATTIVAZIONE CONTINUATA DI LINFOCITI T

La risposta infiammatoria cronica si ha a causa della persistenza dell’antigene e può essere dovuta a infezioni da parte di microrganismi resistenti alla fagocitosi o a varie condizioni patologiche, come in molte malattie definite autoimmuni, dove gli autoanticorpi attivano continuamente i linfociti T. La caratteristica dell’infiammazione cronica è l’attivazione dei macrofagi e il rilascio di citochine da essi prodotti. Queste stimolano la proliferazione di fibroblasti e la produzione di collagene con conseguente reazione di fibrosi e a volte formazione di un granuloma. L’IFN-γ (prodotto dai linfociti TH1, dalle cellule NK e dai linfociti TC) e il TNF-α (secreto dai macrofagi) hanno un ruolo centrale nello sviluppo dell’infiammazione cronica. L’IFN-γ attiva i macrofagi ed essi rilasciano enzimi e prodotti intermedi reattivi dell’ossigeno e dell’azoto che danneggiano i tessuti circostanti. Il TNF-α contribuisce al danno tessutale in corso di infiammazione cronica.

EQUIVOCI E FRAINTENDIMENTI DELLA DIABETOLOGIA UFFICIALE

Il diabete rappresenta la terza causa di morte in USA e nel mondo. Per lunghi anni classificata erroneamente come malattia ereditaria (1° misunderstanding), sappiamo oggi che deriva da dieta fallace, ricca di grassi e di proteine animali, da cure mediche fallaci e da esacerbazioni provocate dallo stress. Una malattia metabolica caratterizzata dalla incapacità di metabolizzare il glucosio del sangue con conseguente innalzamento del livello zuccherino nel sangue. Nella maggior parte dei casi rimane un problema di sangue grasso. Nessuno muore di malattie cardiovascolari ma tutti muoiono di sangue guasto, famosa affermazione di Padre Taddeo, vale pertanto più che mai anche nel caso di diabete.

DEFINIZIONE DI DIABETE SECONDO I CRITERI DELLA HEALTH SCIENCE

Il metabolismo corporale del glucosio è controllato dall’insulina che viene rilasciata  nei giusti quantitativi dal pancreas. L’insulina controlla pure il rilascio di acidi grassi e di glicerolo dai depositi di grasso. Per lunghi anni si è pensato (2° misunderstanding) che il diabete fosse conseguenza di disfunzione e di sotto-produzione insulinica da parte del pancreas. Ma i medici spesso non la raccontano giusta. Già un secolo fa del resto, ci furono test incrociati in Europa e USA, a dimostrazione che nella maggior parte dei diabetici avevano un pancreas perfetto e che bastava un minore apporto di grasso mediante dieta vegetariana e crudista per risolvere il diabete. Nel 1923 si diedero ufficialmente le dirette implicazioni del grasso e apparve chiarito il ruolo aggravante ed esacerbante della carne, capace di acutizzare ed inasprire gli sbalzi glicemici e soprattutto i punteggi insulinici oggi rivangati e riportati in auge.

GEYLE NEL 1923 E RABINOWITCH NEL 1935 CHIARISCONO BROGLI E DILEMMI

Il merito va al dr R. Geyle della Columbia University che già  aveva dimostrato l’associazione del diabete al grasso, più che agli indici glicemici, ed anche al medico canadese dr I.M. Rabinowitch, che già nel 1935 presentò alla US Diabetic Association la risultanza di 5 anni di studio su 1000 casi, dimostrando dati alla mano che il sangue grasso era la causa primaria di diabete.

DIABETICI CON INSULINA TRIPLA RISPETTO AI NON-DIABETICI!

Nel 1960, ossia oltre 50 anni fa, altre cose sbalorditive vennero alla luce con chiarezza. Si scoperse addirittura che i diabetici posseggono nel loro sangue molta più insulina dei non-diabetici, ovvero il doppio e il triplo, a dimostrazione che il loro pancreas era super-efficiente. Quando si appurò che i diabetici presentavano sempre sangue denso, la reale causa del diabete venne definitivamente evidenziata. I diabetici in altre parole hanno pancreas normale, insulina in eccesso e alti livelli di grasso che impediscono all’insulina medesima di assolvere il suo ruolo. Nessuna meraviglia che diabete e cardiopatia marcino sempre affiancati.

PITAGORA VINCENTE SIA NELL’AVANTI CRISTO CHE NEL DOPO-CRISTO

Altri test condotti negli anni ’20, ’30, ’50 e ’60, dimostrarono in modo inequivocabile che il diabete  viene contrastato e bloccato mediante dieta basso-grassa e basso-proteica, tipica della scuola pitagorica. Ricordare piuttosto la  distinzione tra carboidrati semplici, generalmente insidiosi, e carboidrati complessi, utili e indispensabili.

CARBOIDRATI COMPLESSI E FRUTTA AMICI DEL DIABETICO

I carboidrati rappresentano la classe di composti organici maggiormente presente in natura e comprendono un vasto gruppo di sostanze eterogenee con formula generale (CH2O)n, rivestendo un importante ruolo energetico e funzionale. Il nostro organismo usa infatti i carboidrati per sintetizzare il glucosio, cioè la benzina che ci dà energia e permette il corretto funzionamento dei nostri organi. Può usarlo immediatamente, oppure immagazzinarlo nel fegato e nei muscoli in attesa dell’utilizzo.
Mai farsi trarre in inganno da chi demonizza i carboidrati. Essi rappresentano una parte cruciale per una dieta sana ed equilibrata. Eppure, a tutt’oggi, la dieta standard per diabetici negli ospedali esclude la frutta come fosse un nemico, e approva il grasso animale, che è notoriamente il colpevole numero uno di tutti i tipi di diabete. Ecco spiegato, una volta ancora, il motivo per cui, sotto il dominio medico convenzionale le malattie sono definite inguaribili!

INSIDIOSITÀ DEI GRASSI IDROGENATI

Ovvio che i nemici più pericolosi vanno annoverati i grassi idrogenati, come le margarine, gli oli vegetali prodotti ad alte temperature, dove l’acido linoleico viene trasformato dal calore da cis-cis a cis-trans. Il termine cis, in chimica, sta a indicare un tipo di disposizione degli atomi in molecole contenenti doppi legami. Più precisamente è l’isomero in cui ogni carbonio del doppio legame è legato a un idrogeno e a un atomo o gruppo funzionale diverso dall’idrogeno e i due gruppi funzionali sono dalla stessa parte della molecola. L’isomero cis (dal latino “di qua”) si distingue da quello trans (dal latino “di là”), in cui l’orientazione dei due atomi o gruppi funzionali è da parti opposte rispetto al doppio legame.

100 GIORNI PER SMALTIRE LE SOSTANZE-SPAZZATURA E I GRASSI IDROGENATI

In pratica, tutti gli oli vegetali venduti nei supermercati hanno queste caratteristiche di elevatissima tossicità. Proprio per il fatto di costare poco e di essere malleabili, sono ubiquitari sul mercato. Si trovano purtroppo negli alimenti di largo consumo, negli alimenti da forno, tipo biscotti e merendine, pastine e dolcetti, cracker e gelati confezionati, pietanze precotte, pizze pronte, patatine fritte, minestre in scatola, miscele per torte e in tantissimi altri prodotti. I grassi idrogenati non vengono riconosciuti dal corpo e richiedono tempi lunghissimi di smaltimento, sull’ordine dei 100 giorni, per cui causano disturbi cardiocircolatori a iosa, obesità, danni alle membrane cellulari e diabete. Interferiscono col sistema immunitario e con la detossificazione epatica, per cui incrementano le patologie infiammatorie. Le inutili e deleterie calorie vuote fanno solo innalzare la glicemia e la percentuale di insulina inutilizzabile nel sangue. L’eccesso di insulina stimola poi l’appetito e fa aumentare il senso di falsa-fame e di istinto bulimico.

VIA LA CASEINA E VIA IL GLUTINE

I carboidrati semplici sono tutti gli zuccheri, sia naturali che artificiali, che si trovano in natura, come ad esempio cioccolato, marmellata, sciroppi, caramelle. I carboidrati complessi sono invece tutti quegli alimenti che contengono amido e fibre come ad esempio la pasta il pane ed i cereali senza glutine nella versione integrale, come miglio e saraceno. Tagliare i ponti con i cibi collosi, tipo caseina e glutine, significa migliorare nettamente le condizioni diabetiche  e celiache.

BENVENUTO IL SUCCO ZUCCHERINO MULTICOLORE DELLA FRUTTA E LA CLOROFILLA VERDE DELLE VERDURE

I carboidrati semplici includono il fruttosio (lo zucchero della frutta), il destrosio o il glucosio (zuccheri del grano o dell’uva) e il saccarosio (lo zucchero da tavola). Si tratta di composti dal sapore dolce, di facile digestione e generalmente di rapido assorbimento.

FRUTTOSIO VIVO CON ALTA REATTIVITÀ VIBRAZIONALE ANGSTROM

Frutta e verdura sono carboidrati semplici, composti di base da zuccheri, ma sono molto diversi dagli altri alimenti appartenenti alla stessa categoria, come torte e biscotti, gelati e merendine, bibite e succhi di frutta devitalizzati. La fibra contenuta nella frutta e verdura al naturale cambia il modo in cui l’organismo processa i loro zuccheri e ne rallenta la digestione, rendendoli simili ai carboidrati complessi. Il fruttosio della frutta ha addirittura un indice glicemico 5 volte inferiore al glucosio, ecco perché la frutta è amica e non nemica del diabetico. Il fruttosio aumenta la sensibilità delle cellule all’insulina con effetto diametralmente opposto all’insulina-resistenza.

SOSTANZE A RILASCIO GRADUALE DI CARBURANTE

I carboidrati complessi vengono così chiamati a causa della loro composizione chimica leggermente più articolata rispetto a quella dei carboidrati cosiddetti semplici. Proprio per questa loro maggiore complessità strutturale i carboidrati complessi richiedono un percorso digestivo più articolato per cui sono assorbiti più lentamente dall’organismo e sono fonti energetiche a rilascio graduale, a differenza dei carboidrati semplici che forniscono al corpo un’energia immediatamente utilizzabile.

EVITARE GLI ZUCCHERI RAFFINATI E LAVORATI

Gli amidi e le fibre alimentari sono le due categorie di carboidrati complessi. Devono essere infatti modificati con la digestione prima che l’organismo riesca ad utilizzarli come fonte di glucosio. Le fibre alimentari si trovano principalmente nelle verdure, nella frutta e negli alimenti a base di cereali integrali. Più è ricco di zuccheri raffinati e scarso di fibre, peggiore è il carboidrato per il nostro organismo.

IL PUNTEGGIO INSULINICO DA CARNE SOVRASTA DI MOLTO L’INDICE GLICEMICO

Bisogna sapere che, malgrado il loro indice glicemico (IG) “troppo basso per essere definito”, alcuni alimenti (in particolare: carne, pesce, uova e latticini) hanno la capacità di indurre il pancreas a secernere molta insulina, cioè hanno un indice insulinico (IS, da “insulin score” o punteggio insulinico) elevato e non correlato all’IG.

L’INDICE GLICEMICO RIFLETTE ANCHE STATI INFIAMMATORI DEL CORPO

L’incremento glicemico del mattino deriva spesso da aggiustamenti a crescere del cortisolo. Occorre tener presente che la glicemia risente di diversi fattori. Persino il raffreddore fa lievitare l’indice. Qualsiasi infiammazione causata da articolazioni in disordine è causa di aumento glicemico. Il fattore eliminativo gioca poi una parte notevole e preponderante nei fenomeni in corso. Ogni corpo ha i suoi depositi da disgregare e le sue modalità di espulsione.

DIABETE-1 E VACCINAZIONI

Una somma di un miliardo/anno di euro viene spesa in Italia per i vaccini. Vaccini destinati a bambini piccoli e sani. Si parla di 25 inoculazioni nei primi 15 mesi di vita e 53 nei primi 12 anni, includendo i vari richiami. La risposta linfocitaria TH1 è attivata dai virus, per cui i vaccini che li contengono come il trivalente MPR, morbillo-parotite-rosolia, può causare diabete-1 anche dopo anni dalla vaccinazione. La risposta linfocitaria TH2 è attivata dai batteri, per cui i vaccini che li ottengono scatenano patologie allergiche. I vaccini, oltre a virus e batteri, oltre a virus ingegnerizzato, contengono altre sostanze fortemente tossiche, tipo parti di Dna, tossine,  proteine eterologhe, prioni, antibiotici, mercurio, fenolo, alluminio, formaldeide, fenossietanolo, adiuvanti, conservanti, nanoparticelle. Hanno tolto il mercurio, inserendo però il fenossietanolo, sostanza con alta percentuale di formaldeide e conseguenze allergiche, cancerogene e leucemiche.

LE CIFRE NON SMENTISCONO LE IPOTESI ANTIVACCINATORIE

I dati parlano chiaro. Chi ha dubbi si rivolga pure alla Comilva e ai vari Centri anti-vaccinazione. Non chiediamo di essere creduti. Ognuno si documenti in modo approfondito, autonomo e indipendente. Nessuno creda alle cifre e alle statistiche manipolate dei vaccinatori di ieri, di oggi e di domani. I dati trasparenti e veri parlano da soli. Più aumentano le dosi inoculate e più casi di diabete infantile si registrano.

DANNI DIABETICI DEL VACCINO ANTI-INFLUENZALE

Il vaccino contro l’Haemophilus dell’influenza aumenta fortemente l’incidenza del diabete-1. Il genere Haemophilus comprende piccoli batteri Gram-negativi, facenti parte della famiglia Pasturellaceae, con spiccato pleiomorfismo a forma bacillare, cocco-bacillare e filamentoso. Bacilli immobili, asporigeni, aerobi-anaerobi facoltativi. Per il loro sviluppo su terreni di coltura sono necessari due fattori indispensabili come il “fattore X” e “fattore V”. Questi fattori sono, rispettivamente, il gruppo EME (necessario alla sintesi dei citocromi) ed il coenzima NAD-NADP. Gli Emofili sono in grado di sintetizzare autonomamente questi fattori, presenti normalmente nel sangue fresco.

ADENINA E ADENOSINA NELLA OSSIDO-RIDUZIONE

Il nicotinammide adenina dinucleotide (a cui ci si riferisce con la formula NAD o NADH, a seconda dello stato di ossidazione) o difosfopiridin nucleotide (DPN) è un coenzima ossido-riduttivo, ovvero una biomolecola il cui ruolo biologico consiste nel trasferire gli elettroni, e quindi nel permettere le ossido-riduzioni, come sempre avviene in biologia. Essa svolge il suo importante ruolo tramite lo spostamento di atomi di idrogeno. Agisce nelle reazioni redox ovvero in reazioni di ossidazione e riduzione, partecipandovi. La nicotinamìde, anche conosciuta come niacina o vitamina PP, Pellagra-Preventing, o vitamina B3, è derivata dalla piridina. L’adenina è invece la struttura chimica presente negli acidi nucleici, essendo una delle cinque basi azotate, e si trova inoltre nell’ATP (triptofano), nell’ADP (adenosina difosfato) e nell’AMP (adenosina mono-fosfato). Viene di solito simboleggiata dalla lettera A, ed è una base detta purinica (6-amminopurina). Il di-nucleotide comprende invece un gruppo fosfato ed il ribosio, che è uno zucchero pentosio.

VACCINI TRIVALENTE E ANTI-EPATITE CAUSANTI DIABETE-1

Il vaccino contro la pertosse causa ipoglicemia per aumento intenso di insulina e intensificazione del diabete-1. I vaccini contro rosolia e parotite provocano gli stessi perversi effetti e persistono nell’organismo fino alla morte causando danni a raffica. Il vaccino contro l’epatite-B provoca addirittura uno sbalzo del 60% nei vaccinati rispetto ai non vaccinati!

IN NATURA NULLA AVVIENE A CASO

Come scrive Marcello Pamio,  nel suo ottimo testo “Diabete”, nel campo della Health Science non esistono microbi o geni difettosi , ma soltanto errori negli stili di vita e nelle cure mediche. La Natura è assolutamente perfetta, sorretta com’è da Leggi Immutabili che governano il suo operato, per cui non è possibile che essa operi in senso autolesionistico. Il corpo non va mai contro se stesso non è ideologia dell’igiene naturale ma legge eterna e dimostrata. In Natura poi nulla avviene per caso, sempre in forza della legge di causa ed effetto.

DIABETE COME INTELLIGENTE PROCESSO AGGIUSTATIVO E RIMEDIALE

Il diabete pertanto non è mai una malattia ma piuttosto un meccanismo automatico aggiustativo-rimediale messo in atto intelligentemente per compensare i danni e ritrovare l’equilibrio perduto. Le due forme 1 e 2 hanno in comune la stessa sintomatologia, ossia l’eccesso di zucchero nel sangue (iperglicemia) e nelle urine (glicosuria). Seppur apparentemente diversi, le origini e le contromisure sono identiche in entrambi i casi.

LE MALATTIE SONO UN PENSARE NEGATIVO E MALIGNO DELLA MEDICINA INTERVENTISTICA

Primo non nuocere e non spaventare. Secondo la Natura è sovrana mediatrice di tutti i mali. Terzo le malattie non esistono, diceva Ippocrate. Esistono soltanto sintomi rimediali. Nel diabete il sintomo aggiustativo è l’aumento di zucchero nel sangue, mentre il fattore causativo rimane la corrotta ed insostenibile formula del sangue addensato e melmoso.

IL RUOLO DEL PH E DEL RICAMBIO IDRICO

Preservare il pH alcalino del sangue e dei fluidi corporei linfa, urina, saliva e matrice extracellulare è pertanto cruciale per una salute ottimale. Sconfiggere il ristagno e la ritenzione idrica è altrettanto essenziale. Cosa succede quando tendiamo al ristagno idrico e alla acidità? I livelli di ossigeno diminuiscono e il metabolismo cellulare si rallenta, mentre il sistema linfatico si impigrisce. Le cellule muoiono o entrano in stato fermentativo, con incremento di acido lattico e di acido urico. L’organismo è costretto a estrarre i minerali alcalini (sodio, potassio, magnesio, calcio) dai propri depositi e dalle proprie ossa, auto-causandosi carie, osteoporosi, stanchezza, crampi, dolori reumatici, unghie e capelli fragili. Un corpo impregnato di tossine e acidi cerca poi di disfarsene attraverso la pelle. Un corpo che soffre di insufficienza renale, cerca supporto sempre attraverso la pelle. Ecco allora gli eczemi, l’acne, i foruncoli, gli herpes, l’orticaria, i gonfiori e le irritazioni.

DANNI GRAVISSIMI AL FEGATO E ALLA VESCICA

Con un sangue acido e denso, secernere molta insulina non ha alcun senso e porta pure a danni funzionali. I farmaci usati poi aggravano tutto e danneggiano il fegato, che è la fucina alchemica che detossifica l’intero organismo. Per non dire delle insidie comprovate alla vescica, con devastanti forme cancerogene.

È FONDAMENTALE SGRASSARE L’INTERO ORGANISMO

Il fegato ha una scarsissima capacità di metabolizzare sia i grassi saturi animali che i grassi idrogenati, che tendono a ingrossarlo e a renderlo ipertrofico. Queste sostanze finiscono per incollare e ingrassare, cioè per creare depositi nella rete di 150 mila km dei nostri capillari e nei vasi linfatici. Grasso e colla animale intasano vene e capillari impedendo il passaggio di molecole, tra cui il glucosio che, invece di essere trasportato prontamente dove serve, è costretto a vagare disorientato nel sangue.

CHI GUADAGNA DI PIÙ DAL BUSINESS INSULINA?

Fino al 2000 il valore normale del glucosio era fissato a 140 mg/dL, ma poi la combriccola dell’insulina, ha ridotto la quota a 126 mg/dL, facendo diventare diabetici da un giorno all’altro milioni di persone sane. A capo del gruppo che ha abbassato la soglia della glicemia nel 2000 c’era un consulente di Aventis, Eli Lilly, Glaxo Smithkline, Novartis, Merck e Pfizer, le principali multinazionali che speculano pesantemente sul diabete.

UN TEST SUPERLATIVO GRAZIE AL DR ARMANDO D’AORTA

Notevolissimo l’esperimento segnalato in questi giorni dal dr Armando D’Aorta. Si parla di 62 diabetici tipo 2, sottoposti a detossificazione intensa con 2 giorni di digiuno, seguiti da una settimana a dieta ipo-proteica di tipo vegetariano. I risultati sono stati a dir poco sbalorditivi, soprattutto per chi ci credeva poco.

RISULTATI SBALORDITIVI NELL’ARCO DI 10 GIORNI

  • Metà dei soggetti ha smesso di fumare.
  • I grassi cattivi tipo LDL sono stati dimezzati.
  • L’emoglobina glicata è stata ridotta da quota 60, tipica dei diabetici, a quota 15, tipica delle persone normali.
  • L’uso di farmaci è stato ridotto della metà.
  • Pressione e ipertensione si sono normalizzate.
  • L’iperglicemia, ossia il diabete stesso, sono letteralmente rientrati nell’alveo della normalità.
  • I parametri che portano al cancro e alle altre malattie si sono ridotti drasticamente. Parametri inclusivi di
    • Ambiente ricco di androgeni ed estrogeni,
    • Ambiente ricco di insulina,
    • Ambiente ricco di IGF-1, insuline-like growth factor, conosciuto anche con il nome di somatomedina.

SEDANO, TOPINAMBUR, MIRTILLI, FRAGOLE, MORE, LUPINI E TANTO CAMMINARE

Suggerisco a tutti di incrementare la percentuale di centrifugati e di dare prevalenza al succo di sedano e al succo di topinambur. Altri alimenti amici sono l’asparago, l’avena, il cavolo, la cicoria, il crescione, il fagiolo, il lupino, la lattuga, la nocciola, il mirtillo, la noce, il cocco, l’oliva, l’avocado, la cipolla, la fragola, la ciliegia, la mela, la pera e la patata. Muoversi di più anche con l’aiuto delle racchette da sci di fondo, o con dei semplici bastoncini. L’importante è esercitarsi a ritmo. Anche perché non esiste sport più efficace della semplice camminata.

TESINE DA LEGGERE

Valdo Vaccaro

 

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

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3 commenti

  1. sono un diabetico e con epatite c .domanda cè il medicinale per estirpare questa malattia maledetta.sono un monoreddito con minimo reddito.potrei usufruire di questo medicinale contro lepatite c. la sanità pubblica che ruolo svolge.A livello di regioni cè la speranza di aiuto.

  2. con patologia diabetico cè qualche speranza di guarigione . attraverso particolare diete si può convivere con tale patologia diabetica.
    la disfunzione erettile del pene dovuto al diabete cè modo di arginarla con qualche cura appropriata. grazie