ORECCHIONI O PAROTITE DA SUPERARE CON METODI NATURALI

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LETTERA

DOMANDA SULLA PAROTITE

Salve Dr Valdo, le ho già scritto ma non ho ricevuto risposta. Capisco tuttavia che non puó rispondere a tutti e ci tengo a ringraziarla per il bellissimo lavoro che fa per la comunità. La mia domanda riguarda le ghiandole parotidi, che sono gonfie e non doloranti da circa un anno. Sono vegana crudista da 3 anni più o meno con qualche cotto a vapore.

DIVERSI DIGIUNI E STATO DI BENESSERE, MA PERSISTENZA DEL GONFIORE

Ho fatto 4 digiuni di 7 giorni ed altri 5 di 3 giorni. Proprio oggi ho finito un digiuno di 7 giorni e domani dovrei iniziare a mangiare. Mi sento molto bene ma le ghiandole non vogliono sapere di sgonfiarsi. Non so piu cosa fare, non so nemmeno cosa ho, non ce la faccio più a vedere questo viso come un criceto. Per favore ho bisogno di una risposta perché sono sicura che solo lei mi può aiutare. Con affetto.
Daniela

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RISPOSTA

DEFINIZIONE DI PAROTITE

Ciao Daniela. L’infiammazione o la tumefazione delle ghiandole parotide o salivari viene chiamata parotite o anche orecchioni. Trattasi di una affezione benigna purché trattata senza metodi invasivi e fastidiosi per il sistema immunitario. L’applicazione di cataplasmi notturni di fango termale sulla zona esterna infiammata, ed anche su ventre e reni, apporta sicuri benefici. Stesso discorso con l’applicazione di 3 foglie di cavolo e della cipolla grattugiata interposta a strato tra le foglie.

DIGIUNO SÌ MA CON CRITERIO

Ovvio che anche il digiuno può dare una mano, purché non lo si prenda come strumento protagonista, e purché non si esageri con troppe ripetizioni. L’effetto del digiuno deve essere rafforzativo e mai debilitante, a parte la fase iniziale. Occorre anche ricordarsi degli effetti eliminativi-depurativi che a volte possono prolungare lo stato infiammatorio per la continua espulsione di materiale tossico. Il digiuno non è protagonista ma comparsa positiva, al pari dei cibi buoni. Il vero protagonista attivo e intelligente è sempre e solo il nostro medico interno, il nostro asse endocrino-immunitario.

IL PARAMIXOVIRUS, COME TUTTI I VIRUS ENDOGENI, NON È VIVO, NON È ARRABBIATO E NON È CONTAGIANTE

Nel caso di parotite i medici convenzionali parlano di paramixovirus visto da loro come un mostro vivo ed arrabbiato che attacca e che contagia. In realtà di tratta di una semplice sporcizia cellulare, ovvero di un virus endogeno, di polvere derivata da moria fisiologica cellulare. L’unico danno è di tipo ostruttivo, visto che il corpo deve essere liberato da ostacoli al metabolismo e visto che la moria è un fatto stabile per cui continuano ad arrivare ondate di miliardi di cellule morte. I detriti morti paramixovirus possono intasare varie ghiandole del corpo (soprattutto le ghiandole salivari poste davanti agli orecchi e le ghiandole sottomandibolari).

SINTOMI DI PAROTITE

I sintomi della parotite sono molteplici e non tutte le persone con la malattia presentano gli stessi sintomi. Si parla di Malessere, Disagio alle ghiandole salivari, Difficoltà di masticazione, Mal di testa. Esistono poi a volte delle complicazioni associate alla parotite, come la meningoencefalite, infiammazione delle membrane che coprono il midollo spinale e il cervello, orchite, sordità, pancreatite.

LINFONODI O GHIANDOLE DEL COLLO

I linfonodi, che compongono il sistema linfatico, sono delle piccole ghiandole ricoperte da tessuto connettivo. Al loro interno ci sono delle cellule, che hanno il compito di riconoscere e distruggere gli agenti patogeni. Con un esame ecografico si possono notare i linfonodi reattivi, cioè quelli aumentati di volume. Le ghiandole del collo, chiamate anche linfonodi del collo, possono in alcuni casi ingrossarsi. Si tratta della ghiandola parotide, che si allunga sotto il mento e fa parte del complesso delle ghiandole salivari, il cui ruolo è favorire l’eliminazione delle tossine e di altre sostanze nocive presenti nel corpo.

I BATTERI VIVI MANGIANO PER NOSTRA FORTUNA I VIRUS MORTI

Non si tratta per forza di una causa grave, significa soltanto che stanno reagendo ad un attacco batterico, o meglio a una moltiplicazione batterica derivante da una abbondanza di cibo virale, di accumulazione virale, ovvero a un ammontare di detriti o di sporcizia cellulare, ovvero di cellule morte e quindi di scorie interne inespulse a causa di enervazione e di debolezza immunitaria. I batteri sono vivi e mangiano con avidità proprio quel cibo, per nostra fortuna.

REMISSIONE NATURALE NON APPENA L’ORGANISMO SI LIBERA DELLO STOCK TOSSICO INTERNO

Nel caso dei linfonodi del collo, il loro rigonfiamento può dipendere da infezioni delle vie respiratorie o del cavo orale. Gli antibiotici non hanno alcun senso nelle infiammazioni virali. Quando i linfonodi sono ingrossati a causa di accumulazione virale, fenomeno di tipo ostruttivo, possono tornare alla normalità non appena che il sistema linfatico e i linfonodi riusciranno a ripulirsi, grazie ai nostri miglioramenti dietetici e comportamentali, e grazie alla preziosa opera dei batteri-mangiavirus.

L’INGROSSAMENTO DEI LINFONODI È SOLO UN SINTOMO

Quando l’organismo è colpito da un’infezione le ghiandole parotidi diventano dure e si avverte dolore. Le ghiandole diventano grosse in quanto si manifesta un flusso maggiore di cellule dell’apparato immunitario dal midollo osseo e dalla ghiandola timo. I linfonodi appaiono gonfi a causa di una presenza intensificata di batteri e di parassiti. In questi casi le ghiandole ai lati del collo oltre a risultare gonfie e doloranti arrecano anche del fastidio quando si deglutisce. Tra le principali cause di tale gonfiore ci sono quindi un’infezione o un’infiammazione. L’ingrossamento dei linfonodi è solo un sintomo da imputare ad un problema di diversa natura.

IPOTESI SULLE VARIE POSSIBILI CAUSE

L’ingrossamento dei linfonodi può essere dovuto a delle infezioni causate dalla mononucleosi, oppure dall’otite o dalla parotite, ma a volte può sorgere anche per un mal di gola o raffreddore. Tra le patologie più gravi invece si menziona la tubercolosi, la leucemia, i tumori. Le ghiandole del collo possono ingrossarsi anche in assenza di una patologia specifica: il gonfiore può dipendere dalle tonsille ingrossate da sole o in concomitanza alle adenoidi, oppure a causa di gravi carie. L’ingrossamento dei linfonodi può essere dovuto inoltre a delle infezioni causate dalla mononucleosi, oppure dall’otite o dalla parotite, anche per un mal di gola o raffreddore, o per dei calcoli salivari.

FORMAZIONE DI CALCOLI SALIVARI

I calcoli salivari si formano nelle ghiandole salivari in particolare nelle ghiandole sottomandibolari (80%) e meno frequentemente nelle ghiandole parotidi (20%). Estremamente rari invece i calcoli delle ghiandole sottolinguali e delle ghiandole salivari minori della bocca. Il calcio è normalmente secreto dalle ghiandole salivari e, ove esistono condizioni che favoriscono la stasi della saliva (anomalie dei dotti salivari, infezioni retrograde dalla bocca, disidratazione), vi può essere l’aggregazione dei cristalli di calcio che porta alla formazione di un calcolo macroscopico. La presenza del calcolo impedisce la normale fuoriuscita della saliva in particolare quando la si stimola nel corso di un pasto provocando la colica salivare ovvero una tumefazione dolorosa della regione sottomandibolare o parotidea (vicino all’orecchio).

MECCANISMO DELLA COLICA SALIVARE

La causa principale è rappresentata dai calcoli (63-79%) ma l’ostruzione della ghiandola salivare può essere determinata anche da altre cause quali: Anomalie dei dotti salivari (stenosi o restringimenti, angolazioni acute), Tappi di muco denso (mucous plus), Polipi e tessuto di granulazione (Sindrome di Sjogren), Compressioni dall’esterno (ipertrofia dei muscoli vicini), Corpi estranei (fibre vegetali, pezzi di stuzzicadenti, residui di cibo).

TERAPIA A BASE DI ERBE

La terapia a base di erbe è sempre stata una delle armi migliori per combattere questa malattia. Infusione di timo e salvia per gargarismi è l’ideale per il mal di gola e la bocca. Stesso discorso per sambuco e millefoglie. Si possono anche applicare cerotti di queste erbe direttamente sulla zona esterna. Diluire quattro gocce di olio essenziale di lavanda in un cucchiaio di olio di semi di girasole. Massaggiare le zone colpite molto delicatamente. Utile pure l’impiastro di patata cruda grattugiata, applicato esternamente.

DIETA E NUTRIZIONE

Una dieta vegeto-crudista tendenziale è quanto di meglio si possa fare. Adottare in particolare cibi ricchi di fibre e di vitamine naturali (non sintetiche), visto che nei casi di parotite la stitichezza va di pari passo. Pertanto acetosa, albicocca, alghe, agrumi, bietole, carota, cavolo, ciliegia, valerianella, fico, fragola, lampone, lattuga, mandorla, melanzana, melone, mirtillo, olivo, patata, pesca, pomodoro, prugna, rabarbaro, ribes, spinacio, tarassaco, topinambur, uva, zucchina, zucca. Serve molta vitamina C in aiuto alla precaria condizione immunitaria, e pertanto ciliegie, rosa canina, guava, peperoni, kiwi, ravanelli, agrumi, crescione, cavoli, kumquat, mango, leichi, tarassaco, radicchio. Ottimi il miele grezzo e la propoli. Frutta e verdura sono sempre ottime scelte, speciequando mangi cibi ricchi di antiossidanti come le verdure a foglia verde, i peperoni, i pomodori, le ciliegie e i mirtilli. Leggere in proposito la mia tesina di ieri “Bartolinite e colecisti, valori PRAL e cibi anti-stress“. Evitare spezie o condimenti che promuovono la salivazione perché aumenterà il dolore.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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