PAURA DEL VOLO E ATTACCHI DI PANICO

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Ciao Valdo, premetto che hai tutta la mia stima per il lavoro di diffusione e di informazione che fai ogni giorno, so che sei una persona umile,semplice e straordinaria sotto tutti i punti di vista anche se non ti conosco di persona. Sei una persona molto limpida trasparente e chiara nell’esprimere i tuoi concetti, le tue idee, il tuo modo di vedere le cose. Con poco riesci a far capire, anche a un bambino, cosa gli servirebbe per stare in salute.

UNA ESPERIENZA DA INCUBO

Mi chiamo Massimiliano, ho 23 anni e sono sempre stato uno sportivo. Ma da aprile di questo anno le cose non sono andate proprio al top, e ho cominciato a stare non proprio bene. In pratica tutto è successo in concomitanza col mio battesimo di volo. Non avevo mai preso un aereo in vita mia. Prima e durante il viaggio sono stato proprio male.
Già nella fase di decollo sono stato malissimo, mi sentivo strano, con mancamenti, capogiri e tachicardia. Insomma un inferno di viaggio anche se per mia fortuna il volo è durato solo un’ora e mezza. Da quella bruttissima esperienza sono incominciati i vari malanni che mi hanno portato a vivere sempre con la paura e con continui giramenti di testa, senso di svenimento, bruciore al petto, formicolii, testa vuota, insomma tutti i sintomi degli attacchi di panico, cercando di curarli con 10-15 gocce di Lexotan al giorno, come prescritto dal mio medico, ma che nel giro di 2 mesi ho eliminato. Ho fatto poi un’ecocardiografia trans-toracica per rassicurarmi giusto un po’ ed è risultata negativa.

CAMBIAMENTI IN CORSO

Ho iniziato così a documentarmi su internet e sono venuto a conoscenza del tuo blog e delle tue splendide tesine che mi hanno subito affascinato e colpito. Da lì ho iniziato a vederci chiaro grazie a te e ho voluto subito cambiare la mia alimentazione. Nel giro di un mese sono diventato vegetariano e, in 2 mesi scarsi, vegano a tutti gli effetti, da inizio giugno circa. Non sai che soddisfazione dentro avevo, sempre grazie al tuo blog ma, non contento, ho preso ovviamente il tuo libro Alimentazione Naturale che ho letto in pochissimo tempo. Dire che è fantastico è poca cosa. Tutto questo l’ho iniziato con 3 giorni di digiuno con acqua, seguiti da altri 2 digiuni di un giorno a distanza di un mese. L’ultimo digiuno di 3 giorni l’ho fatto un mesetto fa. Ogni giorno non mi faccio mancare 20-25 minuti di respirazione yoga al ritmo 3 -12 – 6, come tu insegni, e a volte aumento anche.

QUALCOSA DEVE ANCORA AGGIUSTARSI

In pratica ora sto meglio ma non abbastanza ancora. I benefici sono stati multipli ma permangono tuttora i mancamenti e i capogiri. Il cuore perde dei battiti e sopratutto ho paura a fare sforzi fisici. Quando li faccio mi gira la testa. Il cuore lo sento strano. A volte mi fa male, e questo mi turba.
Ho voglia di fare tanta attività fisica, ma temo che mi possa succedere qualcosa. Forse è anche un problema di testa. Non so se c’entri in qualche l’alimentazione.
Ecco il mio menù:

PRIMA COLAZIONE: 3 o 4 arance oppure dei mandarini.
SECONDA COLAZIONE: mezzo ananas, oppure 2 banane, oppure uva abbondante.
PRANZO PRIMO PIATTO: insalata cruda condita con extravergine di oliva e succo di limone con un poco di pane integrale, oppure 2 carciofi crudi, oppure cetrioli e broccoli crudi, a volte un piatto di spinaci crudi.
PRANZO SECONDO PIATTO: 3 o 4 patate cotte con la buccia, oppure 100 grammi di farro, oppure castagne, oppure 130 grammi di pasta integrale al dente con pomodoro e peperoncino.
PRANZO TERZO PIATTO: manciata di pinoli oppure una mela oppure un poco di ananas.
PRIMA MERENDA: 2 cachi, oppure 2 banane, oppure degli agrumi.
SECONDA MERENDA: kiwi, o fragole, o qualche altro frutto a mia scelta, oppure (se ho fame) circa 70 grammi di gallette di riso o di mais biologici.
CENA: stessa cosa del pranzo cambiando i singoli ingredienti, come tu stesso insegni.

ALCUNE DOMANDE DETTAGLIATE

Volevo poi chiederti a me piacciono le patate con il pane integrale. So che è sbagliato e che non è il massimo, ma tu che ne dici? L’ananas dopo i pasti meglio toglierlo?
E poi l’ultima su allergie ed intolleranze. Ho dei problemi con la frutta secca, tranne i pinoli che digerisco al meglio. Noci, nocciole, mandorle, arachidi e pistacchi mi creano difficoltà. Cosa mi consigli di fare? Vorrei tanto mangiarle ma mi gonfio subito e mi prude tutto. Scusami se mi sono dilungato troppo ma l’ho fatto per farti capire il mio quadro generale. Grazie ancora di cuore Valdo. Un abbraccio forte.
Massimiliano

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RISPOSTA

IL PANICO DEL VOLARE

Il volo aereo rappresenta di sicuro una sfida all’equilibrio umano, un andare contro le leggi di gravitazione, un sollevarsi innaturale dal suolo, un mettersi dentro una struttura metallica volante dalla quale non ti puoi liberare se non quando essa atterrerà senza problemi. La tua vita è legata in tutto e per tutto alle sorti dell’aereo stesso.
Per quanto il volo abbia raggiunto livelli di sicurezza tali da superare quelli di qualsiasi viaggio stradale o marittimo, il rischio del disastro aereo, e quindi la paura irrefrenabile che ti prende se ci vai a pensare troppo intensamente, rimangono un dato di fatto.
C’è della gente che, conscia della propria idiosincrasia verso il volo, non ha mai voluto affrontare tale esperienza. Se non erro, il grande Adriano Celentano, per quanto persona dalla scorza dura, non ha mai preso un aereo in vita sua, ed è solo uno dei tanti esempi.
Dire che viaggi in aereo spesso e che non sei mai sfiorato dalla paura è affermare il falso. Puoi essere bravo a dissimulare la paura, a nasconderla, ad esorcizzarla, a confinarla entro i meandri della psiche, ma essa esiste comunque.

I PILOTI HANNO PIÙ STRIZZA ANCORA DEI PASSEGGERI

Mi capitò di fare un volo seduto accanto a un anziano pilota della Mas (Malaysia Air System), con decine di migliaia di ore di volo, e approfittai per fargli delle domande.
Meglio l’aereo piccolo o quello grande? “Più grande l’aereo è e più sicuro è, per questioni di stabilità”.
Ti viene mai paura, angoscia, senso di panico, voglia di tornare indietro anziché entrare in quella stretta e scomoda cabina di comando?
“Paradossalmente, la paura del volo ce l’abbiamo noi piloti non meno dei passeggeri. A differenza dei passeggeri, noi siamo consci dei tanti fattori tecnici, umani ed ambientali che concorrono a completare un volo perfetto. Quando il velivolo finisce parcheggiato a regola d’arte sul suo sito di arrivo, e quando mettiamo il piede a terra, non manca da parte nostra il sospiro di sollievo. Chiaro che noi facciamo di routine un bel repulisti psicologico, rimuovendo dalla mente le paure ancestrali, i timori del volare e le strazianti immagini degli incidenti aerei. Incidenti aerei che continuano in ogni caso a succedere e ad esistere, ricordandoci che il guasto imprevisto, le condizioni atmosferiche proibitive, l’errore umano, l’attentato e l’insidia imponderabile, sono sempre in agguato”.

ESISTE ANCHE LA PAURA DELLA PAURA

Ora, nel caso tuo, Massimiliano, quella rimozione mentale non è avvenuta per niente. Al contrario si è innescata in te una vera e propria spirale di insicurezza e di paura. Quel fenomeno che in termini psicologici si chiama fobia del volo, ovvero un crescendo inarrestabile di psicosi ossessiva e ansiogena nei riguardi del volo stesso.
In questi casi, il problema tende ad allargarsi a dismisura. Oltre alla paura per il volare in sè, subentra pure la paura della propria paura, ovvero l’insicurezza delle proprie reazioni impreviste e fuori della norma. E qui entriamo un po’ nella sofferenza e nello sconcerto, nella perdita dell’autocontrollo, nella situazione patologica.
Il tutto ha preso insomma le dimensioni del trauma emotivo, dell’incidente che lascia il segno e non ti permette di riacquistare l’equilibrio precedente.
Oltre al caso specifico, vengono messe poi in discussione nei propri meccanismi mentali l’eccesso di sensibilità e la capacità di resistenza a queste situazioni critiche.

SERVE PIÙ ALLENAMENTO A DOMINARE LE SITUAZIONI, ANZICHÉ FARSI DOMINARE DA ESSE

Pensare di risolvere tutto questo con un semplice cambio di alimentazione è illusorio e pretestuoso, anche se il ricorso a una alimentazione virtuosa, come quella che stai seguendo, non può che farti bene in linea generale.
Il fatto e’ che ti sei dimostrato particolarmente vulnerabile allo stress del volo, e probabilmente ti saresti dimostrato refrattario e inadatto anche ad altre situazioni simili, implicanti rischio, paura ed angoscia, E’ un po’ come la faccenda delle allergie che prendono il sopravvento in una persona che è già impregnata di veleni e che offre pertanto facilmente il fianco a ulteriori variegate offese o anche a piccole trasgressioni comportanti sproporzionate batoste, sullo stile dell’innocente goccia che fa traboccare il vaso.
Hai bisogno dunque di rinforzarti decisamente sul piano psicologico ed anche probabilmente su quello ormonale. Devi acquisire maggiore sicurezza in te stesso, attraverso esperienze positive e concrete, che ti vedano vincitore, e non più persona in balia degli eventi. L’autocontrollo è una qualità che si guadagna e si conquista pezzo per pezzo, con una serie di esperienze positive ripetute.
Occorre allenarsi un alla imperturbabilità, alla freddezza, al controllo delle emozioni, al superamento in scioltezza degli ostacoli.

I MIRACOLI DELLA RESPIRAZIONE

La cosa peggiore è il ricorso al farmaco. E anche qui non è mancato lo zampino del tuo medico. Hai fatto benissimo a liberarti delle pasticche, ovviamente.
La paura si deve risolvere col proprio coraggio non con uno stratagemma chimico che ti rende arrendevole e schiavo in eterno della sostanza ingerita e della paura.
Il toro va preso per le corna, e solo allora sai di poterlo dominare.
La respirazione ritmata e profonda può davvero fare dei miracoli, se praticata con regolarità e frequenza. La respirazione.
Per l’alimentazione non ho critiche da muoverti, se non quel succo di agrumi nel primo pomeriggio, che confinerei preferibilmente al mattino.
Può anche starci che la dieta purificante ed espulsiva adottata con notevole rigore, pur facendoti indiscutibilmente bene nel lungo periodo, ti abbia in qualche modo reso più suscettibile e meno resistente nel breve, nell’immediato. Ti saranno di aiuto i semini e il germe di grano nella crema di avena di metà mattina, soprattutto se ti accorgessi di perdere del peso in questi ultimi frangenti. Visto che i pinoli non ti fanno male, prendine pure liberamente. Gli altri tipi di frutta secca li reinserirai con prudenza e gradualità, man mano che il tuo organismo trarrà evidenti benefici dalla fase disintossicante in atto.

Valdo Vaccaro

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1 commento

  1. Io non ho mai sofferto di attacchi di panico, ma una volta sono rimasta bloccata su una barca con alcuni amici. Nonostante non ci fosse reale pericolo e il clima fosse un po' teso ma controllato, scoprii che una delle mie amiche soffriva di attacchi di panico. Non ce l'aveva mai detto prima, e rimanemmo un po' tutti scioccati dal vederla stare così male, colpita da una cosa così improvvisa e in grado allo stesso tempo sia di paralizzarla ma anche di farle perdere completamente il controllo.
    Ricordo che i giorni seguenti tutti noi che eravamo stati con lei su quella barca le chiedemmo come si sentisse, perché l'immagine di quanto era stata male era ancora ben presente nei nostri occhi. Nonostante lei tendesse a minimizzare, ci raccontò di tutte le altre volte che le era capitato. La spingemmo a vedere se in giro c'era qualcosa che poteva consultare o acquistare per tentare di conoscere meglio questo disturbo e, possibilmente, imparare a controllarlo.
    Non voleva partire con qualcosa di troppo forte tipo terapie, farmaci o quant'altro, così dopo diverse ricerche abbiamo conosciuto il Dr. Giacconi di aspeera.it che le ha dato alcuni consigli iniziali per acquisire informazioni sull'argomento (questi, per la cronaca).
    In realtà ci ha raccontato che dentro non si limitavano solo a discutere il problema, ma offrivano anche degli spunti per risolverlo che a lei sono stati molto utili per imparare a controllarsi prima e durante gli attacchi. Se può essere di aiuto a qualcuno come è stato per lei….io lo spero.