OTITE MEDIA COLESTEATOMATOSA O COLESTEATOMA

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LETTERA

RICHIEDESI CONSIGLIO AGGIUNTIVO

Spett.le Professor Vaccaro, La disturbo per un’informazione veloce. Ad un mio collega è stata diagnosticata una Otite media cronica colesteatomatosa. Gli ho quindi consigliato una dieta basata solo ed esclusivamente su un’alimentazione vegana come Lei insegna. Ha qualche indicazione aggiuntiva da consigliarmi?
Certo di una Sua risposta. La saluto cordialmente.

Giovanni

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RISPOSTA

PATOLOGIA DA AFFRONTARE CON LA MASSIMA DETERMINAZIONE

Ciao Giovanni, Siamo in questo caso di fronte a una flogosi cronica, ossia ad una infiammazione associata a presenza di epitelio squamoso cheratinizzato nella cavità dell’orecchio. In pratica abbiamo un ispessimento cutaneo che occupa la tasca di retrazione nella membrana timpanica.
Il test audiometrico aiuta a determinare la portata della anomalia.
L’otorino-medicina prende con molta serietà il colesteatoma, qualunque sia la sua origine.
Parla infatti di pericoli concreti di complicanze tipo la mastoidite, l’ascesso cerebrale, la tromboflebite dei seni venosi endocranici.

LA DIETA CRUDISTA VEGANA È PIÙ CHE MAI D’OBBLIGO

Siccome si tratta di una massa che tende a crescere e a non regredire spontaneamente, la medicina propende per l’eradicazione chirurgica del processo patologico, ammesso che i processi patologici siano davvero asportabili al pari dei tessuti in eccedenza.
Ammette pure che si tratta di soluzione non definitiva in quanto il colesteatoma tenderebbe a riprodursi.
In ogni caso hai fatto benissimo a raccomandare una dieta vegana.

ANDIAMOCI PIANO COI DOGMI

La non regredibilità spontanea di cui parlano gli oto-specialisti non è affatto un dogma.
Lo diviene se il soggetto continua a fare pedissequamente quello che ha sempre fatto.
Persino la non regredibilità del cancro in fase terminale o quasi-terminale è stata più volte sconfessata con i fatti dal dr Max Gerson, con diete estreme 100 percento fruttariane.
L’importante, in questi casi delicati, è che ci sia un cambiamento rigoroso e radicale, e una voglia entusiastica di recupero, un rifiuto del lasciarsi andare perché si è troppo anziani, o perché tanto ormai non val la pena di cambiare, o cose di questo genere.
Vale invece più che mai il famoso discorso del “Finché c’è vita c’è speranza”.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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