PIÙ VEGETALI ACQUOSI E MENO LATTE DI SOIA

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LETTERA

EVENTUALI RISCHI NEL CONSUMO DI SOIA

Gentilissimo Valdo, Ti chiedo un aiuto per creare un quadro sugli eventuali rischi nel consumo della soia per adulti e bambini. Se troverai il tempo di rispondermi a braccio ti sarò grata, in alternativa potresti indicarmi delle fonti corrette.

ABITUDINI ALIMENTARI DELLA FAMIGLIA

Le nostre abitudini: Pane/pizze/focacce integrali fatte sempre in casa, Riso e altri cereali integrali in chicci integrale, Pasta integrale anche di farro, Patate, Kefir d’acqua, Hamburger o cotoletta di soia (2 volte la settimana per i bambini), Kefir di latte (di soia fatto in casa) ne consumiamo più di 1 litro (adulti 300-500 g /giorno), sia a colazione con i cereali (avena e frutta secca) e la melassa di canna da zucchero bio, sia a cena come base per salse e verdi con aglio e una grande quantità di erbe del nostro orto (menta, salvia, basilico, cipolla, timo, ecc).

FRUTTA E VERDURA DAL NOSTRO ORTO

Frutta e verdura cruda di stagione (in parte del nostro orto e giardino), frutta secca (soprattutto arachidi anche per motivi di costo), legumi (soprattutto ceci e piselli), altre verdure cotte al vapore sempre di stagione, qualche dolce lievitato con bicarbonato (non spesso). Consumiamo e usiamo nell’orto, nell’umido e nella pulizia della casa i microrganismi efficaci EM(R). Trovi delle carenze nella nostra dieta? Trovi che stiamo facendo un eccessivo consumo di soia? Grazie infinite,
Federica Fenzi Gryka

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RISPOSTA

DARE PRIORITÀ AL CIBO FRESCO, VITALE E AD ALTA ACQUOSITÀ

Ciao Federica. Intanto ti faccio i dovuti complimenti per la ammirevole dedizione che riservi al cibo, ed in particolare per l’uso dei microrganismi effettivi. Mi pare solo di scorgere una eccessiva tendenza verso la proteina vegetale da legumi, e qualche carenza a livello di frutta acquosa al risveglio e a colazione, tipo anguria, melone, ciliegie, fragole, mirtilli, pesche, albicocche, e verso le verdure crude in abbondanza a inizio pasti principali, tipo radicchi variegati e radicchi ricci, tipo cavolo crudo, crescione, cetrioli, pomodori e simili. Potrei anche sbagliarmi, ma ho questa impressione. Intendo dire che, soprattutto con la stagione calda in pieno atto, legumi e persino verdure cotte vanno assunti sì, ma sempre in secondo piano rispetto all’acqua biologica della frutta acquosa e rispetto alla clorofilla verde dei vegetali freschi.

LE ARACHIDI SECCHE SONO SOLO UN RIEMPITIVO

Andarci piano con le arachidi secche che non sono gran che. Rischio di qualche muffa e comunque digeribilità non eccellente. Tolgono fame e appetito e questo non è il massimo. Vanno bene quelle fresche cotte al vapore, stile Thailandia e dintorni. Meglio i lupini, anche se sotto acqua salata. Anacardi e pistacchi sono anche validi, oltre che teneri. Più avanti ci sarà abbondanza di pinoli, mandorle, nocciole e noci, a costi bassi e spesso da potersi raccogliere gratuitamente.

LA SOIA COMMERCIALE OFFRE POCHE GARANZIE

Nulla ho contro la soia, contro il latte di soia, contro il kefir alla soia, lo yogurt alla soia, contro i germogli di soia, contro il gelato alla soia, contro il tofu, contro le cotolette alla soia, o contro il legume consumato cotto al vapore. Solo che nessuno ci dà la garanzia che questo legume non provenga dai grandi quantitativi che si producono nel mondo in stile OGM e in campi irrorati di glifosato. Persino osservando da vicino i campi di soia nostrani, si nota una crescente assenza di erbe infestanti, la quale non può non ingenerare sospetti.

IRRORAZIONI VELENOSE SULLE VIGNE E NEI  CAMPI

Oggi tutto è meccanizzato. Semina e trattamenti seguono le formule decise nei consorzi, i quali fanno spesso da piazzisti privilegiati dell’industria chimica. Nelle mie giornaliere camminate per i campi, accompagnato dalla mia fedelissima amica ochetta, ho osservato l’intensità con cui si spruzzano i veleni lungo i vignali. Un rito abominevole che si ripercuote sui grappoli e nei vini che seguiranno. Nei giorni precedenti alla spruzzatura la mia intelligente e sensibile ochetta mangiava avidamente il tarassaco dovunque. Ora rifiuta sprezzante quello sotto le vigne, e continua invece a consumare felice quello incontaminato a distanza dalle stesse.

ESISTE L’AVOCADO ED ESISTONO I RADICCHI

Pertanto direi di ridurre al minimo questi prodotti e di preferire i fagiolini o le tegoline, ed anche i fagioli e le altre leguminose meno soggette alle manipolazioni agricole. Tener presente che l’abbandono del latte  e dei formaggi bovini non va necessariamente sostituito da altri tipi di latte. Stesso discorso per la carne, il cui abbandono non va rimpiazzato affatto con bistecche alla soia o finti volatili alla soia come d’uso in Cina e dintorni. Ricordiamoci che esiste il magnifico avocado, ricco di triptofano e di Omega-3, e che il comune radicchio, col suo 22%, ha un contenuto calorico-proteico 4 volte superiore al latte di donna, 4 volte superiore alla frutta acquosa, 2 volte superiore alla frutta secca, ai cereali e ai semini, e di poco inferiore ai legumi che stanno sul 28 (dati USDA ricavabili da: http://michaelbluejay.com/veg/protein.html).

ALTERNARE AL LATTE DI SOIA QUELLO DI RISO

Aggiungo che, volendo continuare ad assumere latte vegetale, esiste anche il latte di riso e di altri cereali come l’avena e il saraceno. Ovvio che il latte alla soia, nel caso vostro, ha il vantaggio di essere prodotto in casa.

Valdo Vaccaro

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