POSIZIONE PODALICA E PROSPETTIVA CESAREO

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LETTERA

OTTAVO MESE DI GRAVIDANZA

Ciao caro Valdo, ho a lungo evitato di scriverti questa mail sapendo che sei oberato di lavoro, ma per me ora il tempo stringe (credo partorirò prima del tempo, viste le contrazioni vigorose che mi fanno compagnia ormai già da un mese. Sono entrata nell’ottavo mese di gravidanza e sono purtroppo costretta a stare a letto per non sollecitare ulteriori contrazioni che potrebbero innescare il travaglio e il parto prematuro).

POSIZIONE PODALICA ANZICHE’ CEFALICA

Il mio problema è che la mia piccola bambina è ancora podalica, e mi dicono che difficilmente si metterà in posizione cefalica, e per tanto dovrò sottopormi al taglio cesareo (visto che in Italia il parto podalico naturale non è contemplato, con mia enorme delusione, visto che avevo programmato un parto naturale a casa, con ostetrica di supporto).

NESSUNO VUOL RISCHIARE E TUTTO GIOCA A FAVORE DEL CESAREO

Nessuno oggi in Italia è più disposto a far partorire le donne in modo naturale anche se il bambino è podalico. Io sono al mio primo parto e non me la sento di fare tutto da sola. Contavo sulla mia ostetrica che dovrebbe accompagnarmi fino al dopo parto, ma anche lei dice che non vuole rischiare. Quindi mi porteranno in ospedale per il cesareo nel caso la bimba fosse ancora podalica.

PERPLESSITA’ NEI RIGUARDI DELLA PRASSI OSPEDALIERA

Sono a dir poco terrorizzata. Io non mi fido dei medici, e delle loro prassi. Farò di tutto per evitare che alla nascita vengano somministrati farmaci e antibiotici alla mia bambina, ma ad esempio so per certo che non mi sarà possibile evitare che le venga tagliato subito il cordone ombelicale, o che in qualche modo assimili anche se in quantità inferiori, parte della mia anestesia, o degli antibiotici che mi somministreranno durante la fase post operatoria.

IL PROBLEMA DEL CIBO OSPEDALIERO

Mi sento molto in colpa, e vorrei chiederti come poter superare al meglio il periodo subito dopo l’operazione. E’ proprio necessario farsi somministrare gli antibiotici dopo l’operazione? Secondo te come posso alimentarmi per spurgare al più presto tutte le porcherie che mi inietteranno in vena assieme all’anestesia (spero locale e non totale). Dici che potrò rifiutare il cibo dell’ospedale e mangiare la mia frutta e verdura cruda? Tu cosa mi consigli? Per la mia piccola ci sarà il mio latte.

GLI INEVITABILI TIMORI

Una volta lessi che anche i tuoi figli sono nati con cesareo, perdonami se te lo chiedo, ma vorrei sapere se mi debiliterà tanto fisicamente la ferita che resterà nel basso addome. Tua moglie è riuscita a rimettersi in piedi velocemente dopo il cesareo? Ho tanta paura. Mi sento schiava di un sistema che non ha a cuore la mia salute. Scusami per lo sfogo e per la richiesta di informazioni, ma vorrei poter non infierire con le pratiche mediche nella vita della mia piccola creatura.
Ti abbraccio e ti auguro tutto il bene del mondo. Buon Anno a te e a tutta la tua famiglia, animaletti compresi! Grazie.
Francesca

*****

RISPOSTA

IL RISPETTO DELLA ROUTINE E DELLE PROCEDURE NON ESPONE AD ALCUN RISCHIO

Ciao Francesca, hai centrato in pieno il problema. Nessuno oggi vuole prendersi delle responsabilità specifiche. Si tende a seguire le routine sperimentate e considerate sicure. E alla fine tutto gioca a favore del reparto di ginecologia e possibilmente a favore del cesareo, diventato ormai pratica disinvolta e standardizzata.
Ogni scusa, grande o piccola, ogni minimo ritardo nella rottura delle acque, ogni minima posizione critica del feto in fase pre-natale, finisce per essere usata come alibi operatorio.

I GINECOLOGI NON-CHIRURGHI SONO UNA RARITA’

Nei tempi andati non si facevano le ecografie e tutto avveniva ugualmente, visto che erano le autorevoli ostetriche di allora a mettere in campo la propria esperienza e a giocarsi senza timori la propria personale reputazione.
Non è casuale che nei reparti di ginecologia la maggior parte, se non la totalità dei medici ivi dislocati, siano dei chirurghi. D’altra parte, oggi come oggi, un ginecologo che non sia anche chirurgo, farebbe quasi ridere, e non sto scherzando.

LE PERSONE, PROFESSIONALMENTE ED UMANAMENTE PARLANDO, SONO AFFIDABILI

Detto questo, andiamo al dunque. Prima cosa, se quella è la soluzione inevitabile, è controproducente prenderla troppo male in partenza. I medici di cui parliamo sono tutto sommato dei bravi ragazzi desiderosi di compiere al meglio la propria parte, e faranno ogni cosa con la necessaria professionalità.
Il fatto poi che loro appartengano a una realtà e ad un determinato meccanismo ospedaliero, ovvero a una struttura di tipo necessariamente aziendale e burocratico, che li premia se intervengono (generando reddito e diritti assicurativi) e li pungola se nicchiano (o se danno priorità ai parti normali e naturali), è un altro paio di maniche.

MI DIEDERO NONOSTANTE TUTTO UNA OTTIMA IMPRESSIONE

Mi ricordo che, mentre stavo in reparto in occasione della nascita di Francesco, un gruppetto di questi giovani chirurghi volle dare una veloce occhiata al libro che stavo leggendo in attesa di parlare con la Kathleen. Si stavano rilassando tra un intervento e l’altro, ed erano incuriositi dalle mie sottolineature. Si trattava di “Fit for Life” (In forma per la vita), di Harvey e Marylin Diamond, uno dei best-seller dell’Igienismo Naturale americano. Presero nota su un foglietto del testo, dimostrando vivace interesse per l’argomento. Se devo essere sincero, mi lasciarono un’ottima impressione, soprattutto in termini di umanità. Nessun segno di cinismo o di arroganza professionale.

LA TENDENZA MERCANTILISTICA DELLE STRUTTURE E’ UN ALTRO PAIO DI MANICHE

Non si tratta dunque di non fidarsi dei medici come persone, ma semmai di avere le giuste perplessità sulla tendenza mercantilistica ad operare.
Nessuna sottovalutazione dei lati negativi della medicina in queste circostanze. Nessun compromesso ideologico con la trasformazione di un fatto naturale come il parto in una forma di evento traumatico ospedaliero. Ricordo però che non ebbi modo di oppormi al fatto.
Nascere senza bisturi, per la corrente mentalità ospedaliera, è un’occasione persa a rinforzo dei bilanci che piangono. La Kathleen si ricorda perfettamente entrambi i parti e sa di esserne venuta fuori al meglio, con pronta cicatrizzazione e pronto ristabilimento generale, e sempre senza distacco lattario dai due bebè di famiglia. Al limite ti potrebbe dare delle referenze di tipo positivo. Ma ricordo che mi disse “Due volte bastano ed avanzano!”

ESISTE UN ITER PRESTABILITO ED UN PACCHETTO FARMACO-ALIMENTARE STANDARDIZZATO

Chiaro che i lati tecnici dell’intervento, il tipo di farmaci usati, il tipo di alimentazione prescelta, fanno parte di un iter e di una formula obbligatoria oltre che testata, per cui non è possibile sottrarsi a quanto stabilito, sempre per il discorso delle responsabilità.
Fatta la scelta ospedaliera devi per forza adeguarti e fidarti. Entra dunque in quell’ordine di idee, respira profondo e rasserenati, visto che ogni atteggiamento ansiogeno, ogni stress pre-parto in aggiunta alla normale emozione di ogni futura mamma, diventa fattore di danno sia per te che per la tua creatura.

LA SERENITA’ INNANZITUTTO

A questo punto rasserenati, prendila facile e mettiti il cuore in pace. Diventa un discorso di temporaneo compromesso. Entra nell’ordine di idee di consegnare al mondo la tua creatura, nel miglior modo e nelle migliori circostanze oggi possibili. Non appena la parentesi ospedaliera si concluderà, ripartirai con un piano coerente di recupero e di progressiva detossificazione. Ti allego alcune tesine sulla gravidanza, sul parto e sull’allattamento, e ti faccio ovviamente tutti gli auguri del caso.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro è orgogliosamente NON-medico, ma igienista e libero ricercatore. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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