UN COMMENTO A PROPOSITO DEL DR CLAUDIO PAGLIARA

Al mio articolo sul dr Pagliara è arrivato un commento importante firmato dal dr Leopoldo Tacchini, professionista fiorentino che non ho avuto il piacere di incontrare, ma che mi onora spesso delle sue attenzioni, con qualche complimento e anche con critiche franche e pungenti, da bravo e tipico polemista toscano. Questo è il testo del suo commento: “Caro Valdo, è molto bello e commovente leggerti quando fai conoscere e valorizzi il lavoro di altri operatori. Trovo che oggi sia una qualità rarissima, e mi fa piacere dirti che cercherò di imparare da te. Detto e sottolineato questo, sul medico Pagliara ho delle grosse riserve. Ho acquistato un suo corso sulle piattaforme corsi.it. Non mi sembra di aver imparato granché che già non sapessi. La domanda per me è sempre la stessa: Che contributo ha dato il dr Pagliara alla terapia del cancro? Ha forse ottenuto risultati migliorativi in termini di qualità di vita e di sopravvivenza? Perché altrimenti sono discorsi costruiti sul nulla. Di medici che si mettono a fare gli psicologi o i ricercatori spirituali perché nel profondo non amano veramente la medicina o non hanno la pazienza di studiare e di aggiornarsi ne abbiamo già troppi”.

UNA STRONCATURA IMMERITATA

Non prendertela Leopoldo, ma questa mi pare una stroncatura immeritata. Non intendo fare da avvocato difensore del dr Claudio Pagliara. Penso che, se lo vorrà fare, troverà personalmente tempo per risponderti in modo diretto. Non ritengo tuttavia che si sia messo a fare lo psicologo e il ricercatore spirituale per disamore verso la medicina o per un improvviso e imperioso richiamo verso la spiritualità. Dopotutto, uno che ha svolto per 40 anni l’attività ospedaliera di oncologo, a stretto contatto col cancro e coi pazienti, tra i quali anche i cosiddetti terminali, avrà il diritto di dire la sua pure sul piano mentale e spirituale, senza doversi rammaricare troppo dei suoi trascorsi specificamente chirurgici. Se poi lo abbiamo accolto due volte come relatore ospite alla HSU significa che qualcosa di positivo ci ha apportato in termini di feeling. Non siamo particolarmente attratti da relatori bravi e referenziati ma privi nel contempo di mordente e di stimolo, buoni solo a riempire le ore pomeridiane dedicate agli ospiti. Puntiamo all’eccellenza in termini di referenze e di contenuti.

L’INTERA MEDICINA MONDIALE SI È DIMOSTRATA INCAPACE DI RISOLVERE IL PROBLEMA CANCRO

Poi, alla fine, ognuno ha il diritto di fare le sue valutazioni. Non so se Claudio abbia dato o no un contributo fattivo alla causa del cancro. Penso che lo stesso dubbio e la stessa domanda la potremmo fare all’intera medicina mondiale del bisturi e delle chemio e delle mammografie, per le valanghe di risorse economiche scialacquate a partire dalla guerra al cancro di Richard Nixon fino ai nostri giorni, con risultati disastrosi e fallimentari sia per le finanze degli stati che per le sofferenze dei pazienti.

LE TERAPIE MENTALI E SPIRITUALI VANNO RISPETTATE

Visto che nel tuo messaggio sottovaluti e quasi disprezzi il valore delle terapie mentali e spirituali, ponendole quasi come una serie B rispetto alla Medicina Convenzionale, ti voglio rispondere citando in sintesi una intervista a Marilù Mengoni, biologa nutrizionista, apparsa sulla rivista Crudo Style di Aprile-Maggio 2018.

Alla domanda “Abbiamo forse bisogno di uno psicologo o di un nutrizionista per risolvere le tante patologie che continuano ad imperare?” La Mengoni risponde che è ormai tempo di unire i due percorsi, per cui la figura dello psico-nutrizionista è quella più adatta in quanto conosce il valore dei nutrienti, conosce le condizioni ideali di salute per ogni età, conosce l’importanza dell’attività fisica e conosce nel contempo le altre importanti variabili sul piano mentale e spirituale.

VALGA L’ESEMPIO DELL’INSULINO-RESISTENZA

Quando la glicemia si innalza repentinamente, ad esempio, si ha un picco di insulina. La grande quantità di insulina secreta dal pancreas fa sì che i livelli di glucosio nel sangue scendano in modo drammatico e questo provoca molta sete e un feroce desiderio di carboidrati concentrati e compensativi come la pasta, la pizza e i dolciumi. Si crea così una condizione di insulino-resistenza o sindrome X, oltre che una alterazione nei neurotrasmettitori. Tanti fanno ricorso non solo agli zuccheri sbagliati ma anche al caffè e alle cole, con incidenza negativa sull’umore, favorendo stati d’ansia, nervosismo, depressione e insonnia.

LA SINDROME X CONDUCE A OGNI TIPO DI INSIDIA

La Sindrome X, nota anche come sindrome metabolica o sindrome da insulino-resistenza, è associata alla diminuzione dell’attività fisica, per cui si hanno sintomi come obesità addominale, trigliceridi alti, basso HDL o lipoproteine ad alta densità, pressione sanguigna alta, omocisteina alta e alti livelli di glicemia a digiuno. Le persone affette dalla Sindrome X corrono un rischio maggiore di sviluppare il diabete tipo 2 e di soffrire di malattie cardiache, ma anche di altre patologie incluso il tumore. Quando quantità normali di insulina non riescono a trasportare il glucosio all’interno delle cellule, ha luogo la “resistenza all’insulina”. In altre parole, la cellula resiste all’azione dell’insulina e il glucosio non riesce a penetrarvi. Quando ciò accade, il pancreas deve produrre una maggiore quantità di insulina per mantenere livelli glicemici normali.

STAR BENE SIGNIFICA PRIVILEGIARE I BATTERI SAPROFITI

Questo per dire che corpo e mente non sono affatto staccati. Le nostre emozioni non sono affatto lontane da noi ma fanno al contrario parte della nostra quotidianità. Un corpo infiammato a causa di depravazioni alimentari significa anche mente annebbiata e pensieri infelici. Il nostro benessere emozionale dipende dallo stato di salute del nostro microbiota intestinale, quell’esercito di batteri che popolano il nostro intestino. Se facciamo proliferare la schiera dei batteri anaerobi e disbiotici derivanti da proteine animali tutto ne risente, anche il nostro umore. Gran parte della serotonina, ormone del piacere e della felicità, viene prodotto al 90% nell’intestino, purché prevalgano i batteri aerobi e simbiotici, ovvero i batteri saprofiti derivanti da cibi vegetali.

È TEMPO CHE LA GENTE SI SVEGLI

Vogliamo sì o no che i batteri buoni sguazzino felici nel nostro intestino? Quindi sì ad una alimentazione naturale ricca di verdure crude, frutta, cereali integrali, semi oleosi e legumi, tutto materiale in grado di mantenere alta l’energia psico-fisica e il tono dell’umore di tutti, buoni e cattivi, vegetariani e onnivori in procinto di diventare vegetariani. Quando la gente aprirà gli occhi e si deciderà a fare il grande passo, capendo finalmente che nella carne, negli zuccheri morti, nella caffeina e negli integratori non c’è nulla da guadagnare e tutto da perdere, sarà il caso di festeggiare.

I MEDIOCRI NON SI AZZARDANO AD ANDARE CONTRO-CORRENTE

Tornando a Claudio Pagliara, egli appartiene dopotutto a quella nutrita e niente affatto mediocre schiera di medici che nella storia della medicina, e in particolare dell’oncologia, hanno saputo fare scelte coraggiose e intraprendere percorsi nuovi, dimostrando spirito innovativo e ribelle.

L’inglese dr Robert Bell, praticò medicina oncologica convenzionale dal 1870 al 1928. Scrisse diversi libri importanti dimostrando di essere un ricercatore “ahead of time”, ovvero assai avanzato rispetto ai suoi colleghi. Seppe identificare la natura anaerobica delle cellule cancerogene. Gli venne offerto il cavalierato da re Edward VII, onori e premi ai quali rinunciò. Abbandonò la chirurgia non appena si rese conto della futilità delle cure mediche contro il cancro e dedicò il resto della sua vita alle cure naturali.

Il dr W.A. Dewey, prof di Therapeutics alla University of Michigan disse che il radium è diretto solo ai prodotti finali del cancro, non è solo inutile ma distrugge pure i vasi sanguigni e le ghiandole protettive che sono poi indispensabili nel processo guaritivo, rendendo la cura impossibile. Difficile da credere, ma persino le autorità mediche e i fabbricanti di chemioterapici ammettono che i prodotti usati per curare il cancro causano l’insorgenza del cancro. La sopravvivenza del paziente dipende dal ripristino funzionale del fegato e del sistema protettivo (chiamato erroneamente immunitario).

Il dr Charles Huggins, vincitore del Nobel e docente alla University of Chicago, disse di essere contrarissimo alla chemioterapia perché rende i pazienti come stracci. Ci sono cose peggiori della morte, una di queste è proprio la chemio.

Il dr Daniel Thomas Quigley, docente alla University del Nebraska, trattò 6000 casi di cancro in 30 anni di attività, esaltando il succo di carota ricco di vitamine A, C, E e B, privo di sostanze deleterie e dotato di alta digeribilità. L’elenco potrebbe continuare per ore.

FORZA MENTALE E SPIRITUALE NON SONO SOLUZIONI SECONDARIE

Tutta questa gente dedita al crudo, alla frutta, al sole, al movimento e, nota bene, alle forze mentali e spirituali, intende e interpreta queste ultime non certo come soluzioni secondarie e di seconda scelta rispetto alla medicina solida dell’intervento e della concretezza.

Valdo Vaccaro