PROSTATA INGROSSATA DA STITICHEZZA E PSA ALTO PRIVO DI REALE SIGNIFICATO

Pinterest LinkedIn Tumblr +

LETTERA

FISTOLA ANALE SCOMPARSA GRAZIE AI SUOI CONSIGLI ALIMENTARI

Gentilissimo Professore Valdo, Buon Giorno. Sono un ex-operaio pensionato settantenne semi- analfabeta e autodidatta. All’inizio dell’anno scorso, come tutti gli anni, mi si presentava una fistola perianale e così, cercando su internet alla voce cure naturali ho scoperto il suo nome. Leggendo le sue tesine ho cambiato tutto il mio modo di alimentarmi, la fistola scomparve e non si e più presentata nemmeno quest’anno.

DESCRIZIONE DEL MIO MENU

La mia alimentazione dal mese di Maggio dell’anno scorso è la seguente. Al mattino bevo il succo di limone in un bicchiere d’acqua, dopo un po’ frullato di verdure o frutta, tipo carote-mela-sedano e ananas. Verso le ore 10.00 una fetta di melone o di anguria. A pranzo insalata mista o singola, seguita da legumi e da pasta integrale. Come conclusione uso sempre mangiare noci, arachidi, nocciole, mandorle, anacardi e semi di zucca. Frutta e semi costosi non me li faccio mancare dal mio menù.

CHIEDO  CONSIGLIO SU PROSTATITE INGROSSATA E PSA INNALZATO

Perché questa mia email? Per chiederle consiglio sul fatto che il mio Psa è a 13,29 ed ho la prostata ingrossata. Sto mangiando più del solito cipolla, cavolo viola, succo di melograno, semi di zucca, capsule con radice di ortica. In più prendo tutte le sere la solita capsula Tamsulosina prescrittami anni fa dallo specialista urologo.

L’UROLOGO PARLA DI ANTIBIOTICI

Dalla visita fatta ieri mi dice che devo prendere antibiotici per cinque giorni. Poi, se non si abbassa il Psa dovrò fare la biopsia. Le chiedo gentilmente qualche consiglio. Il Signore la benedica. La ringrazio e la salto caramente.
Giuseppe.

*****

RISPOSTA

IL PSA COME MARKER ATTENDIBILE HA FATTO IL SUO TEMPO

Ciao Giuseppe. Meno timori ingiustificati e meno ricorso a rimedi farmacologici, solo perché raccomandati dall’urologo. Prendere antibiotici è puro autolesionismo. Pensiamo piuttosto a muoverci di più, a camminare, a nuotare in acqua di mare, a fare esercizi specifici di contrazione al basso ventre. Per la diagnostica medica, ogni paziente affetto da patologia prostatica non può prescindere dalla determinazione dei valori sierici del PSA (prostatic specific antigen, ossia antigene prostatico specifico). Questa glicoproteina secreta nei dotti prostatici è riconosciuta in medicina come il miglior marcatore tumorale per la diagnosi di un eventuale carcinoma prostatico. Con un valore di 0-4 ng/mL ci sarebbe bassa probabilità di carcinoma, mentre con 4-10 ng/mL c’è sospetto di carcinoma. Con un PSA maggiore di 10 ng/mL siamo invece in campo di alta probabilità di carcinoma. Eppure i conti non tornano sempre. Pensare al Psa come marker sicuro non è costruttivo né tantomeno scientifico.

PER LA SCIENZA IGIENISTICA I BATTERI NULLA C’ENTRANO

Per la scienza igienistica, tutte le prostatiti derivano da condizioni tossicologiche del sangue causate dai soliti problemi di leucocitosi da carne, pesce, latticini, uova e proteine animali, nonché da cibi cotti, tutti responsabili di aumento patologico del numero di leucociti nel sangue, dalle normali 6000 unità per mmc di sangue, alle 12000, alle 18000 ed anche di più unità, a seconda della percentuale di cibi cotti e di non-cibi di origine animale introdotti nel sistema. Per le prostatiti che la medicina classifica come batteriche, attribuendone la causa all’Escherichia coli, al Proteus, al Klebsiella, all’Enterobacter, al Serratia o ad altri batteri Gram-negativi, l’igienismo esclude ogni responsabilità, ed ammette solo un banchetto batterico successivo alla perdita dell’equilibrio, dove i batteri si moltiplicano attratti dall’abbondanza di scorie organiche e di detriti cellulari o virus endogeni accumulatisi e da consumare.

PENSIAMO PIUTTOSTO A SCONFIGGERE LA STITICHEZZA CRONICA

La causa principale delle prostatiti rimane sempre la stitichezza cronica, madre costante di tutte le peggiori malattie, incluso  il sangue guasto. La prostata è una ghiandola spugnosa circostante il collo della vescica. Nello stato di infiammazione si congestiona e si gonfia aumentando di volume e provocando forte dolore al basso ventre, accompagnati da necessità spesso fasulle ed improduttive di defecare o di orinare.

CURE MEDICHE CHE TROPPO SPESSO PEGGIORANO LA SITUAZIONE

Trattata coi mezzi soliti della medicina, questa affezione acuta diventa cronica e causa mali assai peggiori come patologie vescicali e renali causate dalla ritenzione di orina. Per disinfiammare la prostata è consigliato ricorrere a bagni genitale mediante semicupi, 3 o 4 volte al giorno. La dieta va impostata su cibi vivi e vitali, su bevande verdi alla clorofilla naturale. Eliminare stress da superlavoro, alcol, the, caffè, fumo, farmaci ed integratori. Ridurre i cereali, mantenendo  miglio, saraceno e quinoa.

DATI SULLA TAMSULOSINA

Questo farmaco serve al trattamento dell’ostruzione urinaria associata all’ipertrofia prostatica. Oltre all’abbassamento transitorio della pressione arteriosa, l’assunzione di Tamsulosina può associarsi a effetti indesiderati quali sonnolenza, insonnia, palpitazioni, vertigini, stanchezza, depressione, mal di testa, bocca secca, disturbi gastrointestinali, disturbi urogenitali, visione offuscata, gonfiore a braccia e gambe, priapismo e alterazioni del ritmo cardiaco.

QUESTO NON È PER NIENTE UN FARMACO INNOCENTE, VISTO I DANNI POTENZIALI A CUORE, FEGATO E RENI

Farmaci alfabloccanti, come Tamsulosina, dovrebbero essere evitati in pazienti con pressione bassa o che hanno sperimentato alterazioni della funzionalità del fegato. Inoltre, vanno impiegati con cautela in soggetti cardiopatici o che assumono farmaci antipertensivi e in chi presenta gravi alterazioni della funzionalità dei reni. Tener presente in ogni caso che è severamente vietato assumere alcolici durante il trattamento.

LUNGA SERIE DI RIMEDI NATURALI

Rimedi naturali ce ne sono molti. Il pomodoro maturo è ricco di prezioso licopene. I semi di zucca sono ricchi di zinco, minerale importante per questa ghiandola. Anche i semi di papavero e di sesamo ne sono ricchi. Idem il germe di grano. Risorse naturali amiche? Cavolo foglie crude e cotte, crescione, cavolino Bruxelles, cime di rapa, cavolfiore, mezza cipolla cruda al giorno, aglio, peperoncino, ortica, menta, malva, ribes nero, ribes, lampone, betulla. Il solo consumo quotidiano di abbondante succo di melagrana a digiuno riduce la velocità di propagazione del tumore prostatico del 67%. Una tisana di equiseto, di ortiche e di menta, servita durante il giorno in 3 bicchieri, risulta efficace per tutte le affezioni genito-urinarie. Un litro di acqua bollente versata su 30 grammi di semi di prezzemolo, è una ulteriore risorsa.

VEGETALI AMICI DELLE VIE URINARIE

Importanti anche i vegetali amici della cistite e delle vie urinarie, dove citiamo anguria e melone, rapa piccante, fico, lattuga, orzo, porro, portulaca, tarassaco, uva, zucca, mango, papaia. In soli 7 giorni di coerente applicazione del nostro pacchetto salute, la prostata tende a normalizzarsi e a disinfiammarsi, riportandosi sulle dimensioni normali e sulla massima funzionalità.

BOCCIATURA CLAMOROSA DEL TEST PSA DA PARTE DEL SUO STESSO INVENTORE

Si pensava che quando il PSA è sopra i 10 ng/mL, l’associazione col tumore diventasse forte, tuttavia il PSA non risulta affatto essere un test affidabile. Alcuni uomini con tumore prostatico in atto non hanno livelli elevati di PSA, e la maggioranza di uomini con un elevato PSA non hanno un tumore.
A 40 anni dalla scoperta del test, il suo stesso scopritore, il dottor Richard Ablin tira le somme e lo boccia senza mezzi termini! Costoso per la comunità ed inaffidabile per i risultati.

IMPIETOSE CONFESSIONI DEL DR RICHARD ABLIN

Il test PSA ha mosso notevoli interessi economici, ma il suo risultato è inutile per l’alto numero di falsi positivi. Sono infatti diverse le cause che possono portare a livelli alti di Psa, senza che ci sia un cancro e, viceversa, è possibile trovare persone con bassi livelli di Psa che invece possono avere il tumore. Sempre per il Dottor Richard Ablin, immunologo presso la University of Arizona, fa notare che nel corso degli ultimi 10 anni il suo uso su larga scala non ha diminuito il numero di morti per questa patologia, mentre ha sicuramente portato a costi altissimi senza in cambio benefici sulla salute e sulla certezza del test. I medici attenti ed aggiornati non dovrebbero assolutamente prescriverlo, né per lo screening, né per altri motivi,  visto che i risultati con valori alti mettono solo ansia e non danno alcun aiuto alla diagnosi.

UN COSTOSO DISASTRO NEL CAMPO DELLA SALUTE PUBBLICA

Attraverso le pagine del New York Times ha dichiarato che nella maggior parte dei casi il test è inutile: “È un costoso disastro nel campo della salute pubblica. Non avrei mai potuto immaginare che la mia scoperta avrebbe portato a un disastro regolato dalla legge del profitto. Il test del Psa non può individuare il cancro e, cosa ben più importante, non è in grado di distinguere tra un tumore che può portare alla morte e uno che non può farlo. Il test semplicemente rivela la presenza e la quantità di un antigene nel sangue”.

TRE MILIARDI DI DOLLARI/ANNO PER UN TEST DI DUBBIA EFFICACIA

Poi aggiunge: “Malgrado gli americani abbiano il 16 per cento di probabilità di andare incontro a una diagnosi di cancro con questo test, solo il 3 per cento muore di questa malattia”. Gli ultra-sessantacinquenni che sviluppano il tumore della prostata “hanno più probabilità di morire con un carcinoma prostatico che per un carcinoma prostatico”. Un’infezione, l’uso di medicinali a base di ibuprofene o un semplice gonfiore possono portare a un aumento del Psa, ma l’esito positivo del test conduce invece sovente verso dolorosissime biopsie, o a un intervento chirurgico, oppure a radiazioni invasive. Troppi, secondo Ablin, i 3 miliardi di dollari che gli americani spendono ogni anno per sottoporsi a un test dalla dubbia efficacia.

LA PAROLA D’ORDINE PER L’UROLOGIA MONDIALE È DI RIDURRE I TEST E LE PRESCRIZIONI

Psa significa «antigene prostatico specifico», una macromolecola capace di reagire con i prodotti del sistema immunitario. Presente nel sangue, aumenta in presenza di una malattia della prostata. È utilizzato dal 1970 come marcatore per eccellenza. Secondo il professor Ablin il test del Psa è appropriato solo dopo una diagnosi di cancro, per valutare il rischio di recidiva. Ma applicare il test a tutte le persone oltre una certa età sarebbe una semplice perdita di tempo e di denaro, poiché non misura il livello di gravità della malattia. Il ricercatore invita gli urologi di tutto il mondo a ridurre il numero di esami e di prescrizioni. Meglio addirittura il vecchio test, quello rettale. Il test PSA non permette di distinguere fra un tumore prostatico a crescita lentissima ed uno aggressivo a crescita violenta. Non segnala poi la variabilità individuale dei range di riferimento.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

Troppa pubblicità? Clicca qui.

Inserisci la tua email per non perderti i nuovi articoli!

Inserisci il tuo indirizzo e-mail per iscriverti a questo blog, e ricevere gratuitamente via e-mail le notifiche di nuovi post.

Share.
Iscriviti
Notificami
7 Commenti
Più vecchio
Più recente Più votato
Inline Feedbacks
Vedi tutti i commenti
7
0
Cosa ne pensi? Lascia un commentox
()
x