REFLUSSI, BRUCIORI, STITICHEZZE, EPATITI ED APPENDICITI

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LETTERA

IMPROVVISO REFLUSSO GASTRICO

Ciao carissimo Valdo! Innanzi tutto grazie ed evviva l’igienismo. Sono un ragazzo di ventisette anni e seguo la dieta igienista da più o meno quest’estate. Ti scrivo perchè l’altro notte mi è venuto un pesante refluso gastrico cosa per niente piacevole.

CENA TARDA E GALLETTE DI RISO INDIGESTE

Era due sere che a causa di imprevisti mi ritrovavo a mangiare dopo le undici di sera, ma comunque sempre una dieta vegana non troppo pesante e anticipata da del crudo. In particolare quella sera ho mangiato gallette di riso che, devo ammetterlo, trovo piuttosto indigeste o problematiche.

DATTERI E FRUTTA TROPICALE PER CONTRASTARE IL FREDDO

Inoltre, da un due settimane, ho aumentato il consumo di frutta disidratata, inserendo nella mia dieta datteri di Israele super buoni, mango, papaia, fichi e cocco, una vera manna dal cielo con questo freddo.

L’INTESTINO DEBOLE RENDE OGNI CIBO PROBLEMATICO

Può essere anche questo a causare dei problemi, soprattutto se si ha l’intestino un po’ debole? Ho spesso dei leggeri fastidi a livello delle costole più basse a destra. Grazie mille per il super lavoro che fai. Spero ti vada tutto alla grande e che alla tua mensa possa non mancare mai tanta buona frutta colorata e saporita.
Dario

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RISPOSTA

REFLUSSO GASTRICO E BRUCIORE DI STOMACO

Ciao Dario. Il reflusso gastroesofageo o MERG è un disturbo in forte aumento negli ultimi anni. Il consumo di antiacidi ha raggiunto livelli mai visti prima. Si manifesta con bruciori al petto, in prossimità della parte alta dello stomaco e si caratterizza per i liquidi acidi che si spingono lungo l’esofago con possibilità di raggiungere anche la gola e il cavo orale. Non demonizzerei di certo la frutta tropicale che hai ingurgitato. Può essere comunque che assunta in quei modi, in quelle circostanze, in quei quantitativi e in quelle mescolazioni, sia stata la causa scatenante dei tuoi sintomi acuti. Spesso, una masticazione veloce ed inaccurata complica la situazione.

CAUSE DEL REFLUSSO

Maggiore responsabile del reflusso è l’acidità di stomaco, combinata spesso con la difficoltà nel digerire alcune tipologie di alimenti. L’alimentazione gioca quindi un ruolo primario. Da non sottovalutare il ruolo dello stress somatizzato a livello di stomaco e di apparato digerente nell’assieme.

ALOE TOCCASANA TRA I RIMEDI NATURALI

Che mondo sarebbe senza aloe vera? Di certo uno in cui viene a mancare all’uomo una soluzione naturale a molti dei suoi problemi fisici. Molte volte questa pianta e il suo prezioso gel entrano in gioco nel contrastare varie problematiche, tra queste le scottature, la pelle secca, l’herpes, problemi alla circolazione e altre ancora. Nel caso del reflusso gastroesofageo il gel dell’aloe si rivela un toccasana grazie alla sua capacità di proteggere e calmare le mucose intestinali irritate oltre che di ottimo cicatrizzante e disinfettante. In più contiene minerali e vitamine utili a riportare in uno stato di equilibrio l’organismo.

OTTIME LE RADICI DI LIQUIRIZIA PURCHÈ NON SI SOFFRA DI IPERTENSIONE

Altro rimedio noto è la liquirizia, potente alleato grazie al suo contenuto di glicirrizina (da cui deriva l’acido glicirretico) e di alcuni flavonoidi. Rispetto all’aloe presenta alcune controindicazioni importanti: su tutte l’azione di innalzamento della pressione sanguigna, un rischio per i soggetti affetti da ipertensione. È possibile masticarne qualche radice o acquistarne alcune soluzioni in compresse o decotto in erboristeria. Sarà utile anche nel combattere nausea, mal di gola e afte.

MALVA, PATATE, CAROTE, YOGURT

Azione lenitiva e calmante per le mucose gastriche quella garantita dalla malva o Malva sylvestris. Ottima in questo senso la tisana realizzata con questa pianta, disponibile già pronta in erboristeria.
Altri rimedi che possono aiutare contro il reflusso gastroesofageo sono il bicarbonato di sodio, le patate, le carote e lo yogurt. Questi alimenti intervengono in caso di acidità di stomaco per limitarne gli effetti e ridurre il possibile disagio. Il bicarbonato in particolare rappresenta una soluzione tampone, di tipo farmaceutico, da utilizzare solo al momento della manifestazione del disturbo.

DIETA EQUILIBRATA E RICCA DI FRUTTA E VERDURE CRUDE

Considerato il ruolo di primo piano che una corretta alimentazione gioca nella prevenzione di molti disturbi è utile ricordare l’importanza di una dieta equilibrata e ricca di frutta e verdura, ricca di fibre naturali, ricca di l Evitare cibi e bevande irritanti quali caffè, alcolici, fritti, piatti troppo grassi.

SINTOMI DI APPENDICITE

Un dolore sul fianco in basso a destra dell’ombelico, può significare appendice infiammata. Il dolore può estendersi anche su altre parti, risultando fuorviante ai fini della iniziale diagnosi. La sintomatologia comporta gonfiore addominale, febbre, nausea, vomito, stitichezza o diarrea.
Nel caso in cui i sintomi venissero trascurati, potrebbero presentarsi delle fitte all’addome molto violente. Se non curata in tempo, l’appendicite può evolversi in peritonite, causando gravi rischi per la vita del paziente. Questo è l’alibi, spesso abusato in campo medico, per procedere a un intervento chirurgico che risulta essere manna per le casse precarie degli ospedali.

IRRITAZIONE E INFIAMMAZIONE CAUSATE DA CRONICI DISORDINI DIGESTIVI

L’appendice è situata nella parte inferiore dell’intestino cieco, nel lato destro del ventre. Organo di grande rilevanza per la funzionalità intestinale, in quanto procura la secrezione degli anti-tossici adatti a neutralizzare le putrefazione intestinali. Chiamasi appendicite il processo acuto di irritazione ed infiammazione dell’appendice, innescato da alimentazione disordinata ed innaturale, da vita sedentaria e conseguente stitichezza.

ANTIPATIA MEDICA PER L’APPENDICE

La medicina chirurgica estirpa l’appendice ma così facendo mutila l’organismo senza rimuovere la causa del male, che è il cronico disordine digestivo. Questo modo di procedere equivale a estirpare le narici per curare un raffreddore. A giustificazione dell’intervento, i medici sostengono che l’appendice è un organo che non aiuta il corpo, ma che ci espone a malattie inaspettate e immotivate. Ma nel nostro corpo non c’è nemmeno un pelo o un capello che non abbiano un compito ben preciso!

UNA ESTIRPAZIONE SCELLERATA CHE COSTA ASSAI CARA AL PAZIENTE

L’estirpazione dell’appendice abbrevia la vita del soggetto in quanto la mancanza di questo organo altera la funzione digestiva e priva il sistema immunitario di un suo basilare strumento depurativo.
Se pensiamo che un digiuno ad acqua distillata o leggera di una settimana, con rigoroso riposo a letto, è in grado di debellare tale malattia, comprendiamo la gravità di certe scelte mediche.

IL RIPRISTINO ALIMENTARE

Anche senza digiuno drastico si può validamente contrastare l’appendicite. Basterà interrompere ogni cibo solido ed ogni latticino in particolare. Si dovranno assumere limonate senza zucchero, succhi freschi non mescolati di arancia, uva, mele, carote, alternati a frutta fresca di stagione. Sparita la crisi febbrile e l’infiammazione, il paziente potrà cibarsi di sola frutta  a colazione, ricorrendo per pranzo e cena a minestre e zuppe di verdura, con brodo vegetale e condimento di olio d’oliva a crudo. Un decotto di prugne secche ben masticaste completerà il pasto. Passato il pericolo, osserverà un regime alimentare vegetariano, completato da abbondante frutta.

IL DRAMMA DELL’INTESTINO PIGRO

L’intestino pigro è un’alterazione del transito intestinale che risulta rallentato. Si parla di evacuazioni molto basse, irregolari ed incomplete. I sintomi principali sono le feci dure, difficoltà reali nell’evacuare, gonfiore e crampi, pancia gonfia in zona pelvica, emorroidi e ragadi, alitosi mattutina, cistite o infiammazione della vescica urinaria, ritenzione idrica, mali di testa, vomito, nausea, cellulite.

STITICHEZZA O COSTIPAZIONE, AFFLIZIONE GRAVISSIMA E SOTTOSTIMATA

La stitichezza è la malattia più sottovalutata, essendo all’origine di ogni anomali funzionale. Per stitichezza si intende ritardo o insufficienza nelle evacuazioni intestinali, determinato da diete intasanti, da sedentarietà, da uso di farmaci e iniezioni, da prodotti animali, pasta, dolci, the, caffè, cioccolata, cole, cibi e bevande-spazzatura. Se l’uomo si alimentasse con frutta e con insalate crude di stagione, con semi d’albero, persino con uova sode, formaggi crudi di malga e pane integrale, non soffrirebbe di questa mortale affezione. I purganti irritano, congestionano e devastano le mucose. I calmanti e gli anti-dolorifici paralizzano i movimenti peristaltici e compromettono la funzione intestinale.

IMPORTANZA FONDAMENTALE DEL COLON E DEI SUOI MOVIMENTI

Le feci sono un rifiuto tossico dell’organismo. Se evacuate vanno benissimo. Ma se ritenute nell’intestino per stitichezza o altro provocano fermentazione intestinale e putrefazione, incrostazioni fecali, diverticoliti e miasmi risalenti. Le malattie croniche più gravi, come le patologie cerebrali tutte, le patologie del sistema nervoso tutte (sclerosi, Parkinson, Alzheimer, autismo), le malattie degli occhi, dell’udito, del naso, della gola, dei polmoni, del cuore, del fegato, dell’appendice, della milza, della vescica, della prostata, delle ovaie o della matrice, hanno come causa comune la stitichezza.

NIENTE GUARIGIONI MA SOLO INGANNI

Questo discorso riguarda pure complicazioni interne tipo varici, flebiti, emorroidi, flussi e perdite vaginali, disordini mestruali, tumori, isterismo, affezioni sessuali o della pelle. Come succede per tutte le malattie croniche, la medicina non cura la stitichezza ma si limita a prescrivere farmaci, supposte, lassativi e purganti, ingannando in tal modo un infermo che può soltanto peggiorare.

IL DOLORE AL FEGATO

Non sempre si tratta di appendicite. Il dolore al fegato è un disturbo alquanto comune avvertito nella regione addominale destra, anche se può avere origini epatiche ed extra-epatiche, anche se può essere determinato da effettive alterazioni dell’organo, ma anche da errori alimentari, da abuso di attività fisica (troppa o troppo poca). Il fegato fa parte dell’apparato digerente. È una grossa ghiandola di oltre 2 kg di peso collocata nella parte destra della cavità addominale, posizionata tra stomaco, colon e diaframma (muscolo che separa la cavità toracica da quella addominale). Addosso al fegato c’è la colecisti, importante sacchetto che raccoglie la bile prodotta dal fegato, collegata a fegato, pancreas e duodeno tramite i dotti biliari.

MALATTIE INFIAMMATORIE EPATICHE

Le malattie infiammatorie epatiche includono 1) Epatiti acute iatrogene o medico-causate (intossicazione da farmaci), 2) Epatiti acute paziente-causate (intossicazioni alimentari), 3) Abusi di alcol, con distensione organo e conseguente flogosi (ipertrofia, gonfiore), 4) Epatiti croniche, col volume del fegato tale da urtare il peritoneo che riveste la cavità addominale,  5) Calcoli biliari alla cistifellea o ai dotti biliari, con depositi di cristalli dovuti al colesterolo e a minerali di calcio inorganico che bloccano il flusso della bile causando dolore acuto e persistente nel quadrante superiore destro dell’addome, al di sotto delle costole (dolore che dura dai 30 minuti alle 12 ore irradiandosi alla scapola destra), 6) Steatosi epatica o fegato grasso, con accumulo di trigliceridi nel tessuto extracellulare del fegato, più incremento di volume e distensione del rivestimento epatico.

MALATTIE INFIAMMATORIE EXTRAEPATICHE

Esse includono:

1) Gastriti, cioè infiammazioni della mucosa gastrica, specie se localizzate in zona piloro, con dolore riscontrabile all’ipocondrio destro (regione superiore e laterale dell’addome),

2) Ulcere gastroduodenali, quando le mucose di stomaco e duodeno risultano corrose dall’acido gastrico e dai succhi digestivi, causando fitte e dolori trafittivi diurni e notturni in zona sotto-sternale (lo sterno è l’osso piatto al quale si collegano le costole nella parte anteriore centrale della gabbia toracica), dolori che si placano con l’assunzione di cibo che tampona l’acido gastrico,

3) Sindrome del colon irritabile, disordine con frequenti problemi alla funzione intestinale e con alternarsi di stipsi e diarrea, con dolori scatenati dal pasto, dolori sordi e continui, con crampi nel quadrante addominale,

4) Pancreatiti o infiammazioni del pancreas, spesso associate alla calcolosi biliare che ostruisce anche il dotto comune pancreatico,

5) Aneurisma dissecante dell’aorta addominale, ossia rigonfiamento anormale della parete a ortica addominale con grave pericolo di lacerazione,

6) Herpes Zoster, ossia influenza nervo-costale con eruzione cutanea, causate dal virus della varicella (ossia dai detriti cellulari inespulsi dell’area in questione).

Valdo Vaccaro

 

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

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