RETINITE PIGMENTOSA E PERDITA VISUS CREPUSCOLARE

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LETTERA

Mi è stato consigliato di chiederle esperienze di altri malati sofferenti di retinite pigmentosa.
Nuove cure? La ringrazio.
Margherita

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RISPOSTA

COS’È LA RETINA

La retina è la parte più interna delle 3 membrane che rivestono l’occhio. Viene anche definita tunica nervosa, perché essenzialmente formata da cellule e fibre nervose. La membrana anteriore è accollata all’iride (retina iridea), quella media compete alla zona ciliare (retina ciliare), e quella posteriore, cioè la retina vera e propria, quella che contiene gli elementi nervosi foto-sensibili, ovvero i coni e i bastoncelli che trasmettono al nervo ottico gli stimoli visivi.

ALTERAZIONE DEL VISUS E NICTALOPIA

La lesione della retina è una malattia infiammatoria degenerativa a carico della membrana interna preposta alla raccolta delle immagini. Tutte le retiniti si caratterizzano per un’alterazione del visus, ed anche per l’assenza di sintomi, non avendo essa delle fibre nervose dolorifiche.
La perdita di visus notturna viene chiamata nictalopia.

LE RETINOPATIE HANNO DEI PRECEDENTI E DEI PRECURSORI

Per la medicina ufficiale non esistono cause e non esistono cure.
Per l’igiene naturale trattasi invece di una patologia che non arriva a caso ma che ha dei precedenti in termini di glomerulo-nefrite con albuminuria, di diabete, di ipertensione arteriosa e di altre malattie ancora.

RETINITI DA CONSIDERARSI LE PEGGIORI MALATTIE DELL’OCCHIO

Gli oculisti la ritengono una delle peggiori malattie dell’occhio, con tendenza al peggioramento e alla cecità. È l’atrofia delle cellule del nervo ottico che porta alla cecità parziale o totale.
Il processo degenerativo viene rallentato in presenza di abbondante vitamina-C e vitamina-A naturali, e si consiglia il consumo di 2-3 limoni al giorno.

NESSUNA NOVITÀ RILEVANTE ALL’ORIZZONTE

Non esistono novità reali in campo oculistico, anche se in alcune centri specialistici si stanno sperimentando nuove tecniche. La clinica cubana Cienfuegos dell’Avana, esegue dei trattamenti basati su:

1) Microchirurgia (rimpiazzo dei tessuti ottici nel globo oculare,

2) Terapia dell’ozono (crea maggiore flessibilità cellulare),

3) Elettrostimolazione (per favorire un bilancio elettronico), ma pare si operi tuttora con criteri sperimentali.

PER LEZAETA SI GUARISCE MA SERVE APPLICAZIONE RIGOROSA

Per Lezaeta non esistono malattie degenerative senza speranza. Qualunque sia il nome delle malattie degli occhi, essi si ammalano per le impurità del sangue viziato ed alterato da uno stile di vita innaturale, e soprattutto per cattive digestioni e surriscaldamento intestinale. Le suppurazioni agli occhi, l’opacità degli stessi, l’offuscamento della vista, le infiammazioni, le cataratte, le retiniti, sono tutte conseguenze della medesima causa appena citata.

RISTABILIRE UNA NORMALITÀ DIGESTIVA INNANZITUTTO

Per guarire, o almeno per contenere i danni, occorre ristabilire al più presto una normalità digestiva, raffreddare e decongestionare il ventre, e riattivare le funzioni della pelle. Dieta vegana tendenziale crudista, attività fisica aerobica, respirazione ritmata e profonda. Fare esercizi di tipo rilassante per l’occhio. Evitare lavori impegnativi con la luce artificiale.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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