RISPOSTE A UN ARTICOLO ANONIMO CARICO DI ISTERISMO ANTIVEGETARIANO

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LETTERA

Carissimo Valdo, sul web gira quest’articolo che cerca di confutare ciò che da qualche anno leggo sul tuo blog e non solo. Potresti dargli una lettura e rispondere punto su punto? Tra l’altro non si è firmato. Cordiali saluti.
Antonello

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COMMENTO

MALEDUCAZIONE E LINGUAGGIO INSOLENTE A NON FINIRE

Già le insolenze qualificano l’autore anonimo di questa strampalata accozzaglia di non-sensi e di stomachevole ideologia cadaverale. Ho sintetizzato le lunghe argomentazioni noiose insulse e cervellotiche, concentrando ogni attenzione sui punti salienti. La migliore risposta a scritti diseducativi e disorientanti di questo tipo già esiste nelle mie 6000 tesine del blog. Rispondere punto per punto lo trovo una perdita inutile di tempo e di energia. Troppe le cose serie da fare e troppi gli impegni in corso per dedicare ore e ore ai perditempo. Ma non per questo rinuncio alla sfida. Nulla di quanto si afferma in tale articolo merita di essere salvato.

PER LA QUESTIONE MICROBICA BASTI IL CASO DELL’ENCEFALITE BOVINA SPONGIFORME

Non mi soffermo troppo sulla questione microbica, anche se l’assunzione di carne fa sì che sostanze deleterie penetrino nel sistema bypassando le nostre barriere immunitarie. Basti pensare al prione della mucca pazza che porta al morbo BSE (Bovine Spongiform Encephalopathy) o malattia di Creutzfield Jacob, con diverse morti accertate o sospette anche negli ultimi tempi in Italia, nel Triveneto ed in Piemonte. La malattia di Creutzfield Jacob è una malattia degenerativa del cervello, e pertanto gravissima. Il neurone muore per degenerazione spongiforme, cioè diventa spugnoso e sclerotico. I vegetariani non corrono davvero questo rischio.

NESSUNA SERIA ARGOMENTAZIONE

Le affermazioni del Mangiatore seriale ed impenitente di Salme sono prive di correlati logici e scientifici. Provengono da una ideologia trita e ritrita, tesa a rovesciare dati, statistiche e fatti reali. In mancanza di argomentazioni scientifiche contrappone le sue allucinanti teorie, condite regolarmente da insulti e di termini offensivi, per cui i vegani  sarebbero vegedeficienti, vegecazzaroli o altre cose del genere. D’accordo che anche noi lo chiamiamo mangiatore di cadaveri, ma si tratta in questo caso di una definizione oggettiva e reale, senza nomiglioli e senza aggettivi.

L’ANATOMIA COMPARATA NON LASCIA SPAZIO A DUBBI

L’anatomia comparata mostra comunque che la dentatura umana è predisposta più per una masticazione frugivora e granivora che per quella carnivora. La vera funzione dei numerosi molari che abbiamo è quella di tritare finemente semi, noci e grano. Inoltre i carnivori non hanno la mandibola mobile lateralmente come l’hanno invece gli animali che si nutrono di frutta e verdura, incluso l’uomo.

L’ACIDO URICO FAREBBE BENE ALL’ORGANISMO UMANO?

Andiamo piuttosto all’acido urico che, per questo super-cervello amante delle macellerie, per questo succhia-sangue e mangia-cadaveri professionale, farebbe bene alla salute e ci difenderebbe pure dal cancro, grazie ai suoi poteri antiossidanti ed immunitari.

LE DISGRAZIE DELL’ACIDO URICO E DELL’URICEMIA

L’acido urico è un solido bianco e cristallino, inodore e insapore, che si scioglie difficilmente nell’acqua. Per questo è più facile che si infiltri in profondità nei tessuti quando il corpo non riesce a eliminarlo in modo adeguato. A livello biochimico, è il prodotto finale del metabolismo delle purine e degli aminoacidi all’interno delle cellule, e la sua presenza nell’organismo si misura verificandone la concentrazione nelle urine ma soprattutto nel sangue. In un soggetto sano i livelli corretti  di acido urico nel plasma, che si misurano con un esame del sangue chiamato uricemia devono essere di: 2,5-7 mg/dl nell’uomo e 1,5-6 mg/dl nella donna.

LE TOSSINE URICHE DANNEGGIANO CUORE, CERVELLO, RENI E VESCICA

Queste tossine pesanti e aggressive, prodotte a seguito dell’assunzione di cibi grassi e salati, zuccheri, alcolici e farmaci di cui di solito si abusa in inverno, si concentrano nei reni, nella vescica, nelle arterie, nelle ossa. Recenti studi confermano che le tossine uriche provocano seri danni al cuore e al cervello. Gli organi nobili del corpo vengono colpiti in modo micidiale. Nelle dosi minime, l’acido urico potrebbe anche risultare utile. I problemi iniziano quando gli acidi urici nel sangue e nelle urine sono in eccesso e affaticando i reni, innescano uno stato di acidosi tossica che indebolisce gli organi vitali, rendendo la gente esausta, dolorante e vulnerabile.

BRUCIORI, CISTITI, RISTAGNI E GONFIORI

L’acido urico, che si deposita nell’organismo sotto forma di microscopici cristalli bianchi, oggi è considerato un subdolo nemico della salute al pari del colesterolo LDL. Sono questi acidi che fanno invecchiare i tessuti e compromettono le normali funzioni degli organi nobili, come cuore e reni. E, accumulandosi nelle giunture, favoriscono anche dolori e difficoltà di movimento. L’eccesso di acido urico intasa il filtro renale, si deposita sotto forma di renella e calcoli e rende più dense le urine. In un ambiente acido anche la vescica s’infiamma, e compaiono bruciori e cistiti. L’infiammazione renale può manifestarsi con stanchezza persistente, gambe gonfie e ristagni. Si parla di stasi circolatoria e di cali immunitari.

INDURIMENTO ARTERIE, INFARTI ED ICTUS

Le arterie indurite danneggiano il cuore attraverso il flusso sanguigno. L’acido urico viene trasportato attraverso i vasi. Se è in eccesso, si accumula nei vasi e li indurisce, facendo aumentare la pressione e sfiancando il cuore. Una recente ricerca ha rilevato che livelli elevati di acido urico chiamati iper-uricemia aumentano di molto il rischio cardiovascolare e sono causa di 4 infarti su 10. Per ogni milligrammo di acido urico in più, si alza fino al 26% il pericolo di patologie cardiache e circolatorie e l’incidenza di ictus.

QUASI SEI MILIONI DI ITALIANI, MANGIATORI DI CARNE, SOFFRONO DI MALATTIE REUMATICHE

Le tossine acide e gli urati, che sono i cristalli aghiformi dell’acido urico, hanno una notevole densità. Non si diluiscono facilmente in acqua e col tempo tendono a precipitare e a inquinare i tessuti articolari, rendendo doloroso il movimento e favorendo artrite, artrosi, nevriti, reumatismi, gotta e osteoporosi. In Italia, nella scala di morbosità di tutte le malattie, quelle reumatiche occupano il secondo posto dopo quelle del sistema cardiocircolatorio e il primo tra le malattie croniche degenerative. Cinque milioni e mezzo di persone, cioè il 10% della popolazione, sono colpite da una malattia reumatica.

MALATTIE OSTEOARTICOLARI E MALATTIE CUTANEE

L’acidificazione dell’organismo, assieme all’accumulo di cristalli di acido urico, sono due delle cause che spalancano le porte alle malattie osteoarticolari. L’acido urico migra negli strati profondi del derma, attiva i focolai di infiammazione e favorisce sfoghi, pruriti, macchie e un generale rallentamento del processo di ricambio cutaneo. Il surplus di acido urico è causa di invecchiamento precoce.

ACIDIFICAZIONE DEL FEGATO, COLITE E DISSENTERIA

Ne va di mezzo anche la digestione, l’acido urico affatica il fegato e infiamma l’apparato gastrointestinale. Non bisogna dimenticare che gran parte dell’acido urico si crea nel fegato, dove avviene la metabolizzazione dei grassi e delle proteine e dove vengono eliminate le cellule ormai invecchiate. Quando si assumono troppi cibi ricchi di purine, che sono l’anticamera degli acidi urici, il fegato si acidifica e iniziano a manifestarsi disturbi digestivi. L’eccesso di acido urico d’origine epatica si riversa nella bile e da qui passa nell’intestino, scatenando putrefazioni, colite e dissenteria.

CRISTALLI DI URATO MONOSODICO E DETERIORAMENTO ALLE ARTICOLAZIONI DISTALI

Tra i tessuti in cui tendono ad accumularsi gli UMS, cristalli di urato monosodico, citiamo quelli avascolari come le cartilagini, quelli poco vascolarizzati come tendini e legamenti, e quelli che si trovano intorno alle articolazioni periferiche distali o ai tessuti più freddi, come l’orecchio. Il deposito di acido nelle articolazioni porta al loro deterioramento con conseguente comparsa di osteoartrite ed altre malattie osteoarticolari.

INFIAMMAZIONE PROGRESSIVA TESSUTI, DIFFICOLTOSA DESULFURAZIONE DA OMOCISTEINA, DIFFICOLTOSO SMALTIMENTO TOSSINE

Quando il sangue diventa troppo acido, l’organismo preleva i minerali alcalinizzanti come calcio, potassio, sodio e magnesio dalle ossa, dai denti e dalle cellule di tutti i tessuti. Appare evidente che questa situazione, se protratta nel tempo, può causare varie patologie, tra esse la più frequente è l’osteoporosi. La prima colpevole è l’alimentazione troppo ricca di purine, sostanze che una volta metabolizzate, producono ceneri acide ricchissime di cloro, zolfo, fosforo e acidi organici che favoriscono l’infiammazione dei tessuti e che bisogna smaltire. Quali gli alimenti che producono ceneri acide? Crostacei, ostriche, sardine, carni sotto sale, arachidi, ragù di carne, carni rosse, carni bianche, salumi, dadi da cucina, zucchero, caffè, latte vaccino, formaggi, ma anche i cereali.

DIVERSITÀ BIOCHIMICHE E STRUTTURALI TRA L’UOMO E GLI ANIMALI CARNIVORI

L’uomo ha caratteristiche diverse dagli animali carnivori ed onnivori. Il sangue degli animali carnivori ed onnivori è decisamente acido. Il pH di una persona sana ha il pH salivare da 6,7 a 7,2, il pH cutaneo 5,5, il pH intracellulare a 6.9, il sangue e il sistema connettivo a 7,35-7,45, il pH del succo gastrico da 1,2 a 3, le secrezioni pancreatiche a 7,4-8,35, l’intestino a 4,8-8,2 e le urine a 6,9.
L’uomo ha un intestino molto più lungo di quello degli animali carnivori. Questi ultimi evacuano rapidamente la carne ingerita, mentre nel nostro apparato, essendo circa 10 volte più lungo di quello dei carnivori, la carne ristagna alcuni giorni e così ha tutto il tempo per imputridire, formando sostanze altamente tossiche nonché cancerogene. Non abbiamo nel fegato l’uricasi, quell’enzima che scinde l’acido urico prodotto dalla carne. Pertanto, senza l’enzima uricasi, l’acido urico resta nel nostro organismo come prodotto di scarto. La carne digerita e decomposta, stando a lungo nell’intestino tenue e crasso, fermenta, crea ambiente acido e produce tossine, in misura molto maggiore dei vegetali. Basta il semplice test di lasciare una carota e un pezzo di carne a 37 gradi (temperatura corporea) e annusare dopo un giorno (tempo minimo in cui la carne rimane nell’intestino). Il raffronto parlerà chiaro.

IMPORTANZA DELL’EQUILIBRIO ACIDO-BASE

Le sostanze sono definite acide quando, in soluzione liquida, tendono a liberare ioni idrogeno H+, cioè protoni, ovvero particelle di carica elettrica positiva, mentre sono definite basiche o alcali quando assorbono ioni H+ per formare il gruppo ossidrile OH-, che è un anione, ossia una molecola che ha acquistato una carica negativa. L’organismo umano ha una precisa necessità di mantenere il pH entro limiti molto stretti perché i metabolismi e gli scambi biochimici sono regolati da enzimi che dipendono dal pH, e anche da esigenze di tipo elettromagnetico.

ACIDIFICAZIONE DEL SANGUE, SCORIE ACIDE E SOVRACCARICO RENALE-CUTANEO

L’acidificazione del sangue scatena una serie di disturbi oggi sempre più frequenti, come infiammazioni, pelle secca, crampi, dolori articolari, mancanza di energia, stanchezza, depressione, confusione mentale, caduta capelli, accresciuta sensibilità al dolore, tendenza a infezioni ricorrenti.
Le scorie acide rappresentano un problema nel corpo umano e costringono i reni ad eliminarle in continuazione. Se i reni sono sovraccaricati, o sono depotenziati da insufficienza renale, e se anche il secondo rene che è la pelle non è in grado di comportarsi da valido partner eliminativo, i filtri non riescono a starci dietro e le scorie acide si accumulano nei tessuti provocando malanni a catena.

ACCUMULAZIONE DI SCORIE ACIDE E CONSEGUENZE PATOLOGICHE

L’accumulazione di tossine inespulse provoca una serie di gravi inconvenienti come 1) Bruciore allo stomaco, 2) Calcoli renali e calcoli alla cistifellea, 3) Osteoporosi, 4) Cellulite, 5) Invecchiamento pelle, 6) Squilibri ormonali, 7) Dermatiti, 8) Vitiligine, 9) Stanchezza cronica, 10) Alitosi, 11) Radicali liberi.

LA DIFFERENZA DI POTENZIALE TRA NUCLEO E CITOPLASMA È FONDAMENTALE

Affinché l’equilibrio vitale delle cellule si possa mantenere, il loro nucleo deve presentare una reazione acida ed un citoplasma alcalino. Questa differenza è fondamentale, in quanto permette lo scambio di nutrimenti e di informazioni tra nucleo e citoplasma. Solo in presenza di una differenza può avvenire uno scambio. La batteria fornisce corrente proprio perché i suoi poli hanno un potenziale elettrico differente. Se l’ambiente in cui vivono le cellule diventa molto acido questa acidità penetrerà all’interno delle cellule alterando il pH del nucleo e creando i presupposti per quei fenomeni incurabili che vengono comunemente chiamati malattie da degenerazione cellulare.

IL PARADOSSO DELL’ACIDO CHE ALCALINIZZA E DEL BASICO CHE ACIDIFICA

L’acidità e l’alcalinità di un cibo non si valutano sul valore di partenza, ma sugli effetti acidificanti o alcalinizzanti delle sue ceneri a livello di zona di assorbimento duodenale. Ad esempio latticini e carni sono cibi dal sapore alcalino in partenza, ma dopo la digestione rilasciano ceneri fortemente acide, ed è per questo che sono classificati tra i peggiori acidificanti del sangue. Al contrario, frutta e la verdura, essendo tutte acidognole al gusto, diventano alcalinizzanti del sangue a livello di ceneri rilasciate in zona duodenale. Non a caso, i cibi più alcalinizzanti sono limoni, arance e agrumi. L’acqua purissima, come quella distillata, ha un valore pH di 7.00, corrispondente alla perfetta neutralità.

UNA DURA BATOSTA PER LA MEDICINA, PER BIG PHARMA E PER LE DIETE CARNIVORE ED ACIDIFICANTI

Per anni la medicina si è basata sulla convinzione generale che, avendo gli umani il sangue alcalino, si dovesse alcalinizzare pure lo stomaco. Ma le ultime ricerche dimostrano il contrario. Una dura batosta per Big Pharma, per le diete carnivore ed acidificanti propugnate dalla medicina, e per i brodi di carne ospedalieri tanto cari a primari ed infermieri.

IL MITICO SUCCO DI LIMONE DI ARNOLD EHRET

Ehret preferiva il limone solo perché in Germania non arrivavano ancora le buone arance. La spremuta mattiniera di agrumi è infatti un dono preziosissimo della natura. Arnold Ehret ha insegnato alla gente a bersi il succo di limone con l’acqua, esprimendo un concetto intelligente di contrasto al muco. Ai suoi tempi di inizio Novecento, le arance di Sicilia non trovavano facilmente la via per la Germania e costavano quanto oggi i manghi e le papaie comperate a Roma e Milano. Se fosse oggi tra noi, non suggerirebbe più il succo di limone ma esalterebbe il succo d’arancia rossa o bionda che sia.

I GRAVI ERRORI DELLA PESSIMA DIETA MEDITERRANEA

L’errore grave della diete odierne è che abbondano in carne, pesce, uova e latticini, che sono alcalini in partenza ma rilasciano ceneri super-acide. E abbondano pure in pane, pasta, pizza, cibi cotti, riso bianco stracotto, cereali cotti, sale, caffè, the, vini, alcolici, cacao, farmaci, integratori, vaccini, tutte sostanze che acidificano più o meno pesantemente il sangue. La tipica dieta di un fast food o comunque di un panino con formaggio, prosciutto e precaria foglia di insalata, più lattina di coca-cola o simili, è un autentico disastro, un insidioso attentato alla salute. Assai diverso invece se la pizza è sottile, niente mozzarella, niente proteine e grassi animali, ma tanto avocado, ananas, pomodoro, funghi, cipolla, peperoni, olive, melanzane, patate, rucola con le verdure possibilmente aggiunte non a inizio ma a fine cottura.

LE DIETE BASSO-PROTEICHE DI PITAGORA RIPRENDONO INEVITABILMENTE QUOTA

Qualunque alimentazione inquinata da contaminante presenza animale, qualsiasi dieta che si allontani dai principi di Pitagora sulla magnificenza delle diete basso-proteiche e basso-grasse è destinata al fallimento. Le malattie renali e il ricorso alla dialisi sono spiccatamente prevalenti nei paesi ad alto consumo proteico. Le carni cotte, di qualunque animale esse siano, bianche o rosse che siano, rappresentano il peggior cibo conosciuto sulla faccia del pianeta. Queste sono verità note e stranote da tempo immemorabile. È superfluo persino parlarne. Gli stessi dati ufficiali USDA (US Department of Agricolture), evidenziano che il latte di donna contiene il 5,9% di contenuto proteico/calorico percentuale, mentre la frutta acquosa  sta a 6,7%, la frutta da guscio e i semini stanno all’11%, i cereali al 13% i vegetali crudi tutti si piazzano sul 22% e i legumi al 28% (http://michaelbluejay.com/veg/protein.html).

I MAGGIORI CENTRI DI RICERCA CONVERGONO SULLA CONDANNA DEL CARNIVORISMO

È ormai noto da molto tempo che la carne fa male, che fa a pugni con la salute del corpo e dello spirito. La diffusione di macellerie e di multinazionali interessate a far soffrire di pari passo uomini, animali ed ambiente, ci ha cacciati in una situazione davvero insensata e spaventevole. Una dieta vegetariana, tendente al vegano, è in grado di soddisfare le raccomandazioni correnti per tutti i nutrienti chiave, compresi le proteine, il ferro, lo zinco, il calcio, la vitamina D, la riboflavina, la vitamina B12, la vitamina A, gli acidi grassi omega-3 e lo iodio. Questo è il succo delle affermazioni ufficiali (o Position Papers) dell’American Dietetic Associaton e dei Dietitians of Canada, 2003, ribadita a più riprese fino ai nostri gironi.

I BENEFICI DELLE DIETE VEGETARIANE E VEGANE

Quali quindi i benefici di questa alimentazione rispetto la classica onnivora? 1) Riduzione carenze alimentari, visto che la dieta vegan è la più completa, 2) Aumento della salute grazie a più vitamina C naturale e a maggiori difese immunitarie, 3) Accentuata prevenzione di molte malattie del cosiddetto benessere, 4) Miglior salute per l’infanzia ma anche per gli altri stadi di vita compresi allattamento, gravidanza e terza età, 5) Rapida ed efficace eliminazione delle scorie tossiche.

TUTTE LE INDAGINI PORTANO ALLA CONDANNA DEI MACELLI

Un’indagine a livello mondiale sulle malattie, intrapresa negli anni ’90 dalla Banca Mondiale e dalla Harvard University è riuscita a descrivere l’impatto della malnutrizione sulla salute. Il direttore del team di studio ha dichiarato che la sovralimentazione è responsabile di una proporzione di malattie almeno pari a quelle causate dalla fame, e che una alimentazione scorretta causa più della metà del carico totale di malattie nel mondo. Queste malattie, causa di oltre la metà di decessi nei paesi ricchi possono essere prevenute o guarite attraverso modificazioni della dieta e dello stile di vita. Il 30-40% dei tumori, il 17-22%
delle malattie coronariche e il 24-66% dei casi di diabete possono essere prevenuti diminuendo drasticamente il consumo di prodotti animali e aumentando l’attività fisica. (Gardner2000). Uno studio ulteriore ha identificato carne, latticini, uova e grassi alimentari come fonti del 63% dei grassi totali, del 77% dei grassi saturi e del 100% del colesterolo della dieta tipica onnivora (Marion Nestle1999). Questo solleva preoccupazioni di tipo sia salutistico che economico. Una nutrizione scorretta destabilizza il sistema sanitario di una nazione. Le persone sovrappeso e obese nei Paesi Bassi vanno dal medico rispettivamente il 20% e il 40% in più delle persone normopeso, e le persone obese hanno una probabilità 2.5 volte maggiore di aver bisogno di farmaci per malattie circolatorie o cardiovascolari.

ANEMIA ED OSTEOPOROSI

1) La stragrande maggioranza di chi segue una dieta onnivora ha avuto o avrà problemi di ferro fino a periodi di anemia più o meno grave.
Una dieta interamente vegetale arriva ad integrare tra le 10 e le 20 volte più ferro che, assieme alla vitamina C, è molto più facilmente assorbibile.
2) Per tenere sotto controllo il peso bisogna fare attenzione a quel che si consuma e bisogna imparare a saziarsi senza assumere più calorie del necessario. Questo è facilmente realizzabile scegliendo cibi vegetali che racchiudono poche calorie in grandi volumi e facendo molto sport.
3) L’osteoporosi è causata non tanto da una carenza di calcio, ma da un eccesso di sostanze ladre, assunte con la dieta. Sostanze che, assieme alla sedentarietà e al fumo, rubano calcio all’osso. Le proteine ricche di aminoacidi solforati, che si trovano in tutti i cibi animali, in alcuni cereali e nella frutta secca, il fosforo, che si trova nella carne e in molte bevande dolcificate, il sodio, che si trova nel sale da cucina, la caffeina e l’alcol ne sono la principale causa.
Il Regno Vegetale è in grado di fornire adeguate quantità di calcio facilmente assimilabile, accompagnato in media a limitate quantità di proteine dannose per il mantenimento del calcio nelle ossa. Ci sono inoltre ulteriori vantaggi dal ricavare il calcio da fonti vegetali. I cibi ricchi di calcio sono anche ricchi di vitamina K, fitoestrogeni e potassio, tutti composti che sono in grado di influenzare positivamente la salute dell’osso. Necessaria anche l’esposizione solare per massimizzare la vitamina D che fissa il calcio organico alle ossa.

IPERTENSIONE, ARTERIOSCLEROSI, OBESITÀ E DIABETE

4) Una dieta a base di cibi vegetali è risultata in grado di mantenere nei limiti della norma i valori di pressione arteriosa e di normalizzarne i valori negli ipertesi.
5) La dieta adatta a prevenire il diabete e che ne favorisce il miglior controllo metabolico è una dieta in cui vi sia abbondanza di carboidrati complessi e fibre e che contenga limitate quantità di proteine, grassi, calorie e zuccheri quindi preferibilmente vegetariana-vegana.
6) L’arteriosclerosi è la malattia che viene maggiormente influenzata, nel bene e nel male, dalla dieta. Infatti una dieta ricca di grassi pesa molto sul manifestarsi di questa malattia e diabete mellito, sovrappeso-obesità e l’ipertensione peggiorano la situazione. Inoltre con una dieta appropriata è possibile ottenere l’arresto e la regressione della placca arteriosclerotica. È perciò certamente d’aiuto un’alimentazione come quella vegan, a base di cibi vegetali consumati il più possibile come integrali.
7) I vegetariani risultano avere un rischio ridotto di ischemia coronarica, fatale e non-fatale. Lo studio è durato 11.6 anni su 44.561 soggetti e ha riscontrato come i vegetariani presentino un rischio ridotto di morte od ospedalizzazione per ischemia del miocardio, in confronto ai non-vegetariani, che consumano carne e derivati.

LINEE GUIDA ALIMENTARI SUL CANCRO

8) In media, ben un terzo di tutti i tumori sarebbero provocati da quello che mangiamo. Le Linee Guida per la prevenzione dei tumori raccomandano di consumare molti cibi vegetali, e i vegetariani risulterebbero protetti nei confronti dei più frequenti tipi di cancro. Da notare che il cancro ha iniziato il suo sviluppo con il boom della carne e praticamente non esiste nei paesi a bassissimo consumo di essa! 9) Altre malattie ancora sono correlate con il consumo di prodotti animali, come ad esempio il Morbo di Parkinson o la Demenza Alzheimer.

SULLA PREVENZIONE DEL CANCRO

Il sangue fluido e sgrassato dei vegani combatte la crescita del tumore 8 volte meglio di quello degli onnivori (Ornish D, 2005, Journal of Urology). Bastano 2 settimane di dieta vegetale per alzare le difese contro il cancro (Effects of a low-fat, high-fiber diet and exercise program on breast cancer risk, Barnard RJ, Gonzalez JH, 2006). Ridurre il consumo di carne e derivati porta a ridurre drasticamente le possibilità di contrarre il cancro (Vari studi pubblicati su Nature da: Cleveland Clinic Foundation, WCRF-World Cancer Research Foundation, SACN – Scientific Advisory Committee on Nutrition, American Dietetic Association). Diete ricche di fibre e e povere di prodotti animali aiutano a prevenire il cancro (Kritchevsky D, Diet, nutrition, and cancer, The role of fiber, Cancer 1986). Diete ricche di grassi massimizzano la possibilità di contrarre cancro fino al 200% in più (Bingham SA, Meat, starch, and nonstarch polysaccharides and large bowel cancer, 1988). Le evidenze scientifiche indirizzano verso una dieta ricca di fibre e povera di grassi, che includa vari tipi di frutta, verdura, cereali integrali e legumi, come migliore strategia per la prevenzione del cancro. Non sorprende quindi che i vegetariani, la cui dieta soddisfa naturalmente tali requisiti, si collochino ai livelli più bassi di rischio di cancro. I vegetariani hanno un fattore di rischio per cancro che è circa la metà di quello di coloro che consumano carne (fonti: Phillips RL, Role of life-style and dietary habits in risk of cancer among Seventh-day Adventists, 1975, Malter M, Schriever G, Eilber U, Natural killer cells, vitamins, and other blood components of vegetarian and omnivorous men, 1989.

L’ECCESSO PROTEICO RAPPRESENTA UNA AUTENTICA MALEDIZIONE

La salute è vegan in quanto tutti i componenti-base sono inclusi in modo equilibrato. Perché tutto funzioni servono 20 amminoacidi essenziali, 11 sono autoprodotti dal nostro corpo mentre 9 vanno assunti tramite cibo e questi ultimi si trovano tutti anche negli alimenti vegetali.
Il vero problema dei paesi occidentali sono le troppe proteine, mentre una dieta vegetale è indubbiamente più equilibrata (eccesso proteico provoca vari problemi, tra cui calcoli renali e grassi in eccesso).

L’ENERGIA E LA SALUTE CI VENGONO DAI CARBOIDRATI NATURALI

I carboidrati costituiscono il componente principale di qualunque dieta equilibrata, potendo contribuire fino al 60-65% delle calorie totali e sono la fonte primaria di energia pronta. Si suddividono in zuccheri semplici e amidi. I carboidrati sono contenuti prevalentemente nel regno vegetale, i cibi animali non ne contengono che piccole quantità.

IMPORTANZA FONDAMENTALE DELLE FIBRE VEGETALI

Le fibre sono contenute esclusivamente negli alimenti di origine vegetale di cui ne formano le pareti. La loro funzione è importantissima. Esse infatti, quando si trovano all’interno dell‘intestino, assorbono fluidi e altre sostanze, con conseguenti vantaggi per la salute.
Inoltre, le fibre sono in grado di mantenere florida e vitale la flora intestinale, che oltre a mantenere sano l’ambiente dell’intestino è importante per un buon funzionamento del sistema immunitario.

OMEGA-3 DAI SEMI OLEOSI

La salute umana necessita pure di alcuni grassi, come l’Acido Alfa-Linoleico (Omega 3) e, in minor misura, l’Acido Linoleico (Omega 6). Essi si trovano in natura soprattutto nei semi oleosi e nella frutta secca, ma anche nelle alghe e nella foglia verde.
Un cattivo dosaggio comporta squilibri e disfunzioni ed è oramai noto al mondo scientifico che entrambi sono più facilmente assimilabili da fonti vegetali e presenti nelle quantità necessarie.

I MINERALI VANNO ASSUNTI IN FORMA ORGANICATA

I minerali sono sostanze essenziali che svolgono molteplici funzioni all’interno dell’organismo. Il contenuto di minerali nei cibi vegetali è solitamente adeguato anche se variabile in relazione soprattutto alla loro presenza nel suolo e alle tecniche di lavorazione industriale, come ad esempio la raffinazione e la cottura dei cibi.

CALCIO E FERRO DA MADRE NATURA

La natura ha molti vantaggi, in primis gli alimenti naturali non sono generalmente acidificanti, in secondo luogo moltissimi vegetali contengono buone dosi di calcio. Infatti gli animali più grossi della terra sono generalmente erbivori e hanno ossa enormi. Il Ferro si trova sotto 2 forme, la forma non-eme è quella vegetale e ha alcuni vantaggi. È presente in quantità decisamente maggiori rispetto al ferro eme delle carni ed è influenzabile a livello di assorbimento da alcuni fattori inibenti.

SOSTANZE FITOCHIMICHE

Le sostanze fitochimiche si trovano esclusivamente negli alimenti vegetali, sono tante e tutte estremamente benefiche. Si parla di oltre 30 mila sostanze, includenti antocianine, resveratrolo, carotenoidi, lignani, allisolfuri, polifenoli, terpeni, isoflavoni, zeaxantina, luteina, glucosinati e quercitina. Esse non hanno funzioni nutritive, ma sono egualmente importanti in quanto responsabili di molteplici effetti benefici sulla salute. Sono in grado di potenziare la sintesi e l’attività di enzimi coinvolti nell’inattivazione di carcinogeni. Sono in grado di incrementare la soppressione della crescita di cellule tumorali maligne e di interferire con i processi alla base delle malattie legate all’arteriosclerosi. Sono in grado di prevenire malattie, nonché di aumentare i tassi di assorbimento dei nutrienti. Offrono estratti per cure erboristiche.

LE PRINCIPALI VITAMINE

Le vitamine sono dei nutrienti indispensabili per il funzionamento dell’organismo. Esse sono, salvo eccezioni, sintetizzate solo dai microrganismi e dalle piante, e pertanto anche le vitamine che si ottengono dall’assunzione dei cibi animali sono state ottenute dall’animale stesso a partire da queste fonti primarie. Il nostro corpo può sintetizza la vitamina A dal beta-carotene quindi peperoni rossi, carote ecc. La vitamina B12 è prodotta da un batterio (ma anche da funghi e alghe). Si trova ovunque e soprattutto nei cibi contenenti il gruppo B, ma in quantità minime ed imponderabili. Tant’è che basta una assunzione di 2,4-3 mg al giorno. Le vitamine B rivestono una particolare importanza nel metabolismo di carboidrati, proteine e grassi. Lievito di birra, ortaggi a foglia verde, arachidi, germe di grano, fagiolini. La vitamina C svolge ruoli importanti nella difesa dell’organismo dalle infezioni, nel metabolismo e nella riparazione e nel mantenimento di diversi tessuti. Si trova nella frutta e nei vegetali. La vitamina E protegge l’integrità dei globuli rossi e sembra rallentare i processi di invecchiamento dell’organismo. È presente negli oli vegetali, nel germe di grano e nelle verdure a foglia verde. La Vitamina K è indispensabile nelle reazioni di coagulazione del sangue. Si trova nelle verdure a foglia verde e nell’olio di soia.

BENZOPIRENE, SOSTANZA CANCEROGENA TIPICA DELLA CARNE

Il Benzopirene è prodotto della combustione di materiale organico (rifiuti, nafte, cherosene). Si trova nel fumo di sigaretta, nei gas di scarico dei motori Diesel e nella carne, specie se affumicata o cotta alla griglia (1 kg di carne alla griglia contiene la stessa quantità di benzopirene di 600 sigarette). È certamente cancerogeno (classificato in Categoria 1, dall’International Agency for Research on Cancer).

DIOSSINA, ALTRTA PERLA DISTINTIVA

La Diossina è prodotto della combustione di materiale organico contenente cloro o PVC. Il 90% dell’esposizione umana alla diossina avviene per via alimentare, attraverso il consumo del grasso contenuto nella carne, nel latte o nelle uova degli animali a loro volta esposti a diossina. È una sostanza cancerogena (Categoria 1 dell’IARC), considerata tra i più potenti veleni conosciuti. Causa leucemie, linfomi, sarcomi, infertilità, malformazioni del feto, immunodeficienza, patologie dermatologiche.

MICIDIALI ALCALOIDI CADAVERICI CHIAMATI PTOMAINE

Le Ptomaine sono sostanze derivate dall’azione di batteri della putrefazione su composti organici azotati, in particolare sulle sostanze proteiche come la carne, e perciò dette anche alcaloidi cadaverici. Il termine deriva dal greco ptòma che sta per cadavere. Tra le principali: scatolo, indolo, putrescina, cadaverina, neurina ed altre ancora. Si producono con la frollatura, la fase di stagionatura della carne, nella quale i quarti di macellazione vengono tenuti ad una temperatura compresa fra 0 e 4 gradi centigradi per un periodo che va dai 2 ai 20 giorni, necessaria per intenerire la carne che altrimenti risulterebbe immangiabile a causa dell’irrigidimento dei tessuti muscolari dovuto al rigor mortis, che interviene subito dopo la macellazione e dura per circa 70-80 ore. Sono sostanze tossiche.

LEUCOMAINE NEMICHE DEL SISTEMA RENALE

Le Leucomaine sono alcaloidi derivanti dalla disammilazione delle sostanze albuminoidi dei tessuti viventi. Sono cataboliti di scarto comunque presenti nella carne, indipendentemente dalla putrefazione. Comprendono purine, ammoniaca, urea, acido urico, creatinina, acido ippurico e simili. Hanno diversi gradi di tossicità. Possono determinare, tra le altre cose, insufficienza renale, gotta e immunodeficienza.

ALDEIDE MALONICA E ADRENALINA

L’Aldeide malonica è sostanza derivata dall’ossidazione dei grassi animali. Aumenta durante la putrefazione e durante la cottura, soprattutto alla griglia. Ha effetti tossici, mutageni e cancerogeni.
L’Adrenalina è sostanza rilasciata dal corpo in situazioni di stress, e abbondantemente prodotta dagli animali al momento dell’abbattimento. Può aggravare, nei soggetti predisposti, sindromi ansiogene, aumentando l’aggressività e il nervosismo.

NITRATI, NITRITI E NITROSAMMINE TRA LE SOSTANZE VELENOSE AGGIUNTIVE

Nitrati e nitriti sono sali di azoto utilizzati come conservanti soprattutto nei salumi e negli insaccati. I nitriti, e in particolare il nitrito di sodio, utilizzato come conservante E250 e stabilizzatore del colore nelle carni e nel pesce, possono causare tumori (cervello, stomaco, pancreas e colon). I nitrati sono di per sé innocui, ma in particolari condizioni (calore, batteri, lunga conservazione) possono trasformarsi in nitriti. Le Nitrosammine sono sostanze che si ottengono per reazione dei nitriti (ad esempio nel corso della cottura o della frittura, o nell’ambiente acido dello stomaco). La Food and Drug Administration ha definito le nitrosammine uno dei più potenti gruppi di sostanze cancerogene mai scoperto.

NON MANCANO GLI ANTIBIOTICI

Gli Antibiotici sono ampiamente usati per curare gli animali malati, anche a scopo preventivo, a causa delle condizioni precarie in cui vivono gli animali negli allevamenti industriali. Possono rimanere nella carne macellata e causare condizioni di farmaco-resistenza.

ORMONI E STIMOLATORI DELLA CRESCITA

Stimolatori della crescita, ormoni, steroidi, anabolizzanti e simili, sostanze utilizzate dagli allevatori per incrementare la resa ponderale degli animali. Ne esistono moltissimi. Tra gli altri ricordiamo il DES (dietilstilbestrolo), un estrogeno sintetico teratogeno e cancerogeno, causa di adenocarcinoma vaginale, di neoplasia squamosa della cervice, di adenosi vaginali, di malformazioni cervicali e tubariche, di ipoplasia testicolare. Con la somatotropina sintetica, si ottengono bovini da 800 kg anzichè di solo 500. Peccato poi che ti causino il citato morbo della Mucca Pazza. Il DES era utilizzato in passato anche nelle carni liofilizzate ed omogeneizzate destinate all’infanzia. Gli steroidi anabolizzanti possono determinate disturbi dello sviluppo puberale, anomalie del ciclo mestruale, ginecomastia, diminuzione del numero degli spermatozoi, diminuzione della libido, sterilità, malformazioni fetali e, a lungo termine, tumori soprattutto epatici e prostatici. L’Unione Europea ha bandito l’uso di queste sostanze e non consente l’importazione di carne prodotta con l’uso di steroidi anabolizzanti. A causa della debolezza e dell’inefficienza dei controlli, tuttavia, è probabile che anche in Italia circoli una grandissima quantità di carne proibita. (http://athanorr.splinder.com/post/14283262/Delicatessen).

PROVO PENA E TENEREZZA PER QUESTA PERSONA SFORTUNATA

Credo di aver risposto ai punti essenziali sul tappeto. Tutto sommato, non mi sento affatto colpito dagli epiteti di vegan-deficiente e simili, quanto dal balordo tentativo di questa persona anonima, infelice ed incompetente, di rovesciare sistematicamente la realtà dei fatti. Mi farebbe persino tenerezza e pena, se non fosse per la cattiveria insita in ogni dieta inclusiva di sofferenze e patimenti ingiustificati a carico  di creature innocenti ed indifese.

LA VERITÀ STA NEL NON UCCIDERE E NEL NON CAUSARE PENE E SOFFERENZE  E PAURE AL PROSSIMO TUO

Come dice il grande Buddha, “Con la mancanza di collera si vinca la collera, con la bontà si vinca la cattiveria, con la generosità si vinca l’avarizia, con la verità si vinca la menzogna”. E la verità dice che “Nessuna creatura vivente e sensibile deve essere uccisa intenzionalmente, nemmeno il più piccolo degli animali, perché ogni vita è sacra”.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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