SENO ASPORTATO, DIETA VEGANA ENERGIZZANTE E VOGLIA DI MATERNITÀ

Google+ Pinterest LinkedIn Tumblr +

LETTERA

TUTTA UNA QUESTIONE DI SANGUE MALATO

Salve dr Valdo, mi chiamo Rita ed ho 44 anni. Sono diversi mesi che La seguo nel blog e studio le sue tesine. La ringrazio per il lavoro prezioso che svolge. Se ho capito bene, l’igienismo dice che non esiste la malattia ma il corpo malato ed ancor meglio il sangue malato. È giusto?

DOPO L’ASPORTAZIONE HO EVITATO LA CHEMIO E LE VARIE TERAPIE MEDICHE

Le spiego in breve. L’anno scorso mi è stato asportato un carcinoma al seno che è risultato essere molto reattivo agli estrogeni ed al progesterone. Mi avevano detto che avrei dovuto fare chemio, radio, terapia biologica e terapia ormonale per 5 anni. Mi sono rifiutata e ho cominciato a cercare su internet. Fra tutto quello che ho trovato sono anche approdata al suo blog.

SCELTA LA VIA VEGANA HO TROVATO GRANDI MIGLIORAMENTI E UNA CARICA  ENERGETICA MAI VISTA

È da allora che ho completamente cambiato dieta diventando vegana e per i primi quattro mesi mi sono nutrita quasi esclusivamente di estratti di frutta e verdura. La mia salute è migliorata tantissimo e mi sento piena di energie.

POSSIBILE UNA MATERNITÀ SENZA PROBLEMI?

Veniamo al mio quesito. Io non ho figli. Credo che oramai, vista l’età ed altri problemi legati a mio marito, sia quasi impossibile averne. Ma, dato anche il bonus di salute che ci sta regalando questa nuova alimentazione vogliamo sperarci. Secondo lei, se dovessi rimanere incinta, ci sarebbero pericoli per la mia salute visto il mio recente passato?

SE CONTINUO AD ALIMENTARMI BENE PENSO CHE IL MIO CORPO NON DOVREBBE TRADIRMI

Secondo quanto ho appreso io e credo di aver capito, se continuo a nutrirmi bene, il pericolo non dovrebbe sussistere perchè il mio corpo dovrebbe essere guarito o comunque continuerebbe a farlo giorno dopo giorno.

GRAVIDANZA NON AUSPICABILE SECONDO I MEDICI

La medicina chiaramente mi dice che non è auspicabile una gravidanza in quanto il tumore, essendo sensibile agli ormoni della gravidanza stessa si risveglierebbe. Per loro sono già una pazza avendo rifiutato la terapia ormonale. Spero che vorrà rispondere a questa mia richiesta. Per me è molto importante.

QUATTRO MESI A SUCCHI CON FORTI EVACUAZIONI

Ne approfitto per chiederle un’altra cosa. Nei quattro mesi di alimentazione a succhi, ho emesso una quantità enorme di feci. Può essere che la mia crisi eliminativa sia stata quella? Anche perché, per il resto, non ho avuto niente, solo miglioramenti.

GRAZIE PER IL TEMPO DEDICATOMI

Grazie mille del tempo che vorrà dedicarmi, avrei voluto chiederle tante altre cose e raccontarle di più di me, ma mi rendo conto di come sarà oberato di lettere per cui ho voluto rubarle pochissimo tempo. Un caro saluto.
Rita

*****

RISPOSTA

MANCA LA SFERA DI CRISTALLO

Ciao Rita. Premesso che le crisi eliminative non sono dei peggioramenti della salute, ma delle benefiche espulsioni di tossine, è ammirevole la tua grinta e il tuo spirito di rinascita, ravvivato dalle nuove energie che ti ritrovi quasi insperabilmente addosso. Ovvio che non sono in possesso di una sfera di cristallo, per cui né io né altri potremmo facilmente rispondere alle domande sollevate. Giocano un ruolo l’età, che non è poi necessariamente quella anagrafica, ma quella riguardante le condizioni del fegato, del sangue e del sistema immunitario.

È UNA QUESTIONE DI RESPONSABILITÀ NON SCARICABILE SU TERZI

Nella vita tutto è un rischio, anche quando le cose vanno a regola d’arte. Se poi si parte da premesse precarie o comunque rese insicure da fattori ormonali e da altri imprevisti, nessuno è in grado di assumersi quelle responsabilità che solo tu stessa puoi e devi prenderti. Per paradosso, sia un incoraggiare che uno sconsigliare presentano dei rischi e degli inconvenienti. Non intendo con questo esprimere pareri negativi, o instillare dubbi e timori e frenature al tuo invidiabile entusiasmo. Si tratta solo di predicare prudenza e di valutare il problema per quello che è, soppesandone ogni aspetto, ricordandosi anche che la maternità non può ridursi soltanto a un desiderio dei futuri genitori, quando invece coinvolge pure le sorti della creature che si intende far nascere e crescere.

PIÙ CHE IL BUON CIBO È LO SPIRITO CHE CONTA

Importante in ogni caso è il tuo sentirti bene e, in particolare, il pensiero positivo che ti anima e ti sorregge. Entrambi fanno parte di quelle forze interiori dalle quali occorre saper pescare, specie nelle circostanze di necessità. D’accordo la sana alimentazione, ma lo spirito che moltiplica le energie e le motivazioni vale molto di più del buon cibo.

DOPO IL TUMORE AL SENO MOLTI MEDICI CONSIGLIANO L’ABORTO TERAPEUTICO

Il 30% dei medici, oncologi e di famiglia, consiglia l’aborto terapeutico se una giovane donna aspetta un bimbo dopo un tumore al seno. Si teme che la gravidanza possa causare una ripresa di malattia, dato l’altissimo livello di estrogeni tipico della gestazione, quando si va fino a 40.000 picogrammi/mL nell’ultimo mese, contro i 150-500 pg/mL tipici della donna in età fertile, a seconda della fase del ciclo considerata, e i 25-50 pg/mL usati nella terapia ormonale sostituiva dopo la menopausa.

IN REALTÀ LA GRAVIDANZA NON È PIÙ CONTROINDICATA

L’aborto terapeutico è ovviamente una decisione straziante per le donne e le coppie che vedono in un figlio desiderato una nuova promessa di vita e di speranza dopo tanto dolore. Ma c’è una domanda che è giusto porsi. È corretto questo suggerimento? La risposta è No! La gravidanza non è più controindicata dopo un tumore al seno. Questa è l’ottima notizia emersa dalla conferenza europea sul “Cancro al seno nelle donne giovani”, tenutasi a Dublino dall’8 al 12 novembre, sotto l’egida della European School of Oncology, creata da Umberto Veronesi nel 1982.

TEST SU 1207 DONNE CONDOTTO DAL DR AZIM, DOCENTE A BRUXELLESBBV,

Un test poderoso e multicentrico, coordinato dal dr H. A. Azim, dell’Università di Bruxelles, è stato condotto su 1207 donne giovani, di età inferiore ai 40 anni, affette da cancro al seno. 333 di esse hanno cercato e avuto una gravidanza dopo diagnosi e terapie, le altre hanno costituito il gruppo di controllo. Con cinque anni di monitoraggio dopo la gravidanza, un tempo eccellente in oncologia, lo studio ha dimostrato alcune cose importanti.

PUNTI SALIENTI EMERSI

1) La gravidanza non ha alcun effetto negativo sul futuro della donna che ha già affrontato la sfida pesantissima di un tumore così minaccioso per la sua femminilità e la sua vita. 2) Questa neutralità resta identica nelle donne che abbiano avuto un tumore con recettori positivi per gli estrogeni, per le quali le preoccupazioni di una possibile ripresa di malattia erano maggiori che per quelle con recettori negativi. 3) Non ha quindi più senso raccomandare un aborto terapeutico in caso di gravidanza dopo un tumore al seno. Questo consente di evitare una decisione dolorosissima soprattutto se si tratta di un bambino a lungo sognato e desiderato. Un bambino che è insieme il figlio dell’amore per la vita, della speranza di farcela, della voglia di credere in un futuro finalmente più sereno e riconciliato con il destino. 4) Anche dopo terapie importanti e pesanti, il rischio di malformazioni resta sovrapponibile alla popolazione generale, purché il concepimento avvenga dopo il completamento delle cure. 5) È possibile allattare dal seno non colpito da tumore e l’allattamento non è controindicato.

DEVONO PASSARE ALMENO DUE ANNI DALL’INTERVENTO

Quando si può pensare alla gravidanza? Due anni almeno dopo l’intervento, perché il rischio spontaneo di recidive è massimo durante questo intervallo di tempo. Se sono in corso terapie specifiche, bisognerà sospenderle e riprenderle dopo gravidanza e allattamento.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

Stufo della pubblicità intrusiva? Clicca qui.

Condividi con i tuoi amici.

1 commento

  1. Certo che la malattia esiste, solo che secondo l'igienismo non è quel nemico brutto e cattivo da estirpare ma anzi ha finalità benefiche dal momento che il corpo ricorre ad essa (la attiva proprio) allo scopo di autoguarirsi. Insomma la malattia non è un problema ma la soluzione del problema, cioè è la cura stessa di una causa più profonda del male (che si chiama sangue guasto, a causa del cattivo stile di vita ecc. ecc.).
    Le feci abbondanti non sono un sintomo della detox (crisi eliminativa), ma la semplice conseguenza di una dieta a base di vegetali come quella che hai ultimamente adottato. I vegetali sono voluminosi, perchè ricchi d'acqua e di fibre, che ti ritrovi poi abbondantemente nelle feci. Tuttavia altri sintomi della detox posono investire la qualità delle feci: feci molli e maleodoranti possono ad esempio collegarsi a processi di disintossicazione/riparazione dell'apparato intestinale, processi destinati a concludersi positivamente se si insiste con una dieta corretta e leggera.