STRATEGIE DI SOPRAVVIVENZA ALL’IDIOZIA VACCINALE

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  • Sensazionali rivelazioni del prof Peter Doshi sulla non sicurezza e non efficacia dei vaccini
  • Mascherine, lockdown e vaccini miglior metodo per finire male
  • Uniamo le nostre forze per bloccare i distruttori dell’economia e per rieducare i popoli a usare il cervello
  • Isoliamo al più presto gli untori di regime

LE CONDIZIONI ESSENZIALI PER NON AMMALARSI

Quando si è in buona forma fisica-mentale-spirituale, quando non si fanno scelte alimentari abominevoli, quando non si adottano comportamenti e stili di vita aberranti, quando si conosce se stessi, quando si ama se stessi e il prossimo e quindi le creature che ci circondano, riconoscendo a Madre Natura la sua Sovranità e la sua Magnificenza, quando non si albergano paure e preoccupazioni auto-demolenti, quando si vive in armonia con l’ambiente, quando si ha la fortuna e la bravura di essere circondati da persone positive e non malevoli, quando si è interconnessi con la Mente e l’Anima Universale che regge le sorti del mondo con infinita saggezza, quando si sa sorridere alla gente che incontriamo e si sa spendere una parola di conforto e di incoraggiamento a favore di chi è in difficoltà, non ci si ammala di niente.

IN OGNI CASO LA MALATTIA È AMICA PREZIOSA E NON DISGRAZIA

Se poi comprendiamo il meccanismo logico delle Leggi Eterne della Natura, ci rendiamo conto che, al di là delle apparenze e al di là di come una Medicina decadente e mediocre continua a dipingere la Malattia (Febbre, Raffreddore, Sintomi Influenzali in particolare), la Malattia stessa rimane un eccellente strumento di riequilibrio e di auto-guarigione, un prezioso campanello d’allarme che ti informa e ti ammonisce per aver varcato colpevolmente il livello di guardia, provocando un eccesso tossico insostenibile al tuo interno. La Malattia è dunque un’amica preziosa e non una disgrazia, una alleata e mai una nemica. Chiaro che se non la sai capire e non la sai usare a tuo vantaggio, se non la sai ascoltare, essa si trasforma alla lunga da malattia Acuta-Amica in Malattia Cronica Insidiosa e priva di sintomi. In ogni caso la Malattia non è una entità ma un processo di ripristino funzionale.

SIAMO DEI FRAMMENTI DIVINI

Umili sì ma non troppo. Evitiamo di sottovalutarci. Sarebbe un’offesa al Creatore che non è un Dio lontano, irraggiungibile e staccato da noi. Prendiamo nota che siamo frammenti della divinità e nulla di meno di questo. Il corpo umano, per quanto delicato e vulnerabile, è un’opera meravigliosa a pagina aperte e chiare, non certo un impiastro di trabocchetti e di insidie. Mantenuto con debita cura è capace di sopportare le fatiche e gli strapazzi a cui è inevitabilmente sottoposto. Cerchiamo dunque di non imporgli un lavoro supplementare con paure immaginarie e atteggiamenti ipocondriaci che lo frenano e lo acidificano.

USIAMO L’IMMAGINAZIONE IN MODO COSTRUTTIVO

Ognuno deve reinventarsi e diventare un sano immaginario e non un malato immaginario. L’immaginazione è di straordinaria importanza poiché tende a coagularsi e a materializzarsi. Il segreto fondamentale della Medicina Vera-Naturale-Ippocratica è uno solo: Date al corpo le giuste condizioni e lui sa come guarire da solo, come provvedere a se stesso. Ed è per questo che il grande William Osler (1849-1919), considerato padre della Medicina Intelligente, ha dichiarato che il primo dovere del medico sta nell’educare le masse a non prendere sostanze chimiche e medicinali e veleni di alcun genere. Ed è per questo che la dottoressa Thailandese Rosukon Poonpamvong ha detto a chiare lettere “Io sono una Entità Spirituale che ha una esperienza fisica, non un essere fisico che ha esperienza spirituale.”

VIVIAMO IN ARMONIA E IN SERENITÀ GIORNO PER GIORNO

Quanto sopra vale per tutte le malattie, ma ancora di più per le cosiddette malattie virali. Tu parli in continuazione di malattia? Tu temi la malattia e cerchi in tutti i modi di mandarla via o di proteggerti da essa con mezzi innaturali come i vaccini? bene, peggio per te. Quella malattia tirata in campo per i capelli si presenterà e si materializzerà presto, grazie alla Legge dell’Attrazione e della Psicopittografia. Tu immagini e dipingi un determinato scenario nella mente, e finisci per favorirne la comparsa. Ciò vale sia in senso positivo che in senso negativo. Ed è per tale motivo che raccomando in continuazione di vivere alla giornata con ottimismo e di prefigurare cose buone per il giorno che verrà. Ho più comprensione per chi fa gli scongiuri e per chi tocca legno o tocca ferro, piuttosto che per chi rimurgina pessimismo e negatività.

GRAZIE AL GREG OGGI PARLIAMO DI MORTI, CIOÈ DI PERSONE CHE VANNO A VIVERE NELL’AL DI LÀ

Siamo a metà gennaio 2021 e obiettivamente non siamo messi troppo bene, inutile nascondercelo. Però, sempre per non richiamare ulteriori disgrazie, vediamo di scherzarci un po’ sopra e di ridere delle stupidità e delle incongruenze che ci circondano. Ci aiuta in questo il solito Greg che il più delle volte la imbrocca giusta, e che è dotato di un invidiabile senso di ironia. Ci mette sempre del suo, per cui risulta genuino e divertente. Ma in uno dei suoi video ha inserito precise statistiche, cifre e grafici che non danno scampo a chi lo volesse contestare. Sarebbe meglio parlare di arance tarocco, di fragole e di ciliegie, ma qui ahimè parliamo di persone decedute mediamente mese per mese negli anni precedenti messe a confronto con quelle decedute mese per mese nel periodo pandemico del 2020.

USIAMO PURE LE STATISTICHE ISTAT

A gennaio 2020, 61.000 morti contro 65.000 di media, a febbraio 55.000 contro 59.000, a marzo LOCKDOWN 86.000 contro 58.000, ad aprile LOCKDOWN 72.000 contro 52.000, a maggio 52.000 contro 51.000, a giugno 48.000 contro 48.000, a luglio 51.000 contro 51.000, ad agosto 53.000 contro 51.000, a settembre 48.000 contro 46.000, a ottobre 58.000 contro 51000, a novembre LOCKDOWN 76.000 contro 51.000.

GLI UNTORI DI REGIME AMANO IMBRATTARE CASE E PAESI CON LA VERNICE DELLA PESTE

Guardando con attenzione questi dati appare chiaro che i morti aumentano sensibilmente sempre in concomitanza con i lockdown. Come è possibile tutto questo? Non appena si chiude il lockdown c’è la riconferma e la controprova in quanto diminuiscono i morti. L’intera questione è uno show, una manovra, una trappola destinata non a persone pensanti ma a una massa di deficienti. Qualcuno dovrà pur spiegare dove sta mai il virus tremendo che fa fuori la gente. Se poi vai a vedere il grafico sull’andamento del tasso di mortalità dal 2000 al 2020, la curva è costante e regolare. Tra il 2019 e il 2020 si è passati dai 10,5 morti ogni 1000 del 2019 ai 10,6 del 2020. Si tratta di dati ufficiali ISTAT che confermano clamorosamente una volta di più che non esiste nessun Covid19. Esiste solo la normale influenza stagionale sulla quale è stato pennellato il marchio giallo della peste da parte degli Untori di Regime. Quello che è successo a marzo-aprile a Bergamo e a Milano è gravissimo, una carneficina. Con la scusa di volerle curare, hanno ammazzato migliaia e migliaia di persone. Tant’è che nel Centro-Sud dell’Italia tutto era in regola e non moriva nessuno oltre la media fisiologica stagionale.

MA CHE STRANO: AD OGNI LOCKDOWN I MORTI AUMENTANO SENSIBILMENTE

Perché mai Bergamo e Milano? Perché al sistema interessava di bastonare il cuore economico e produttivo del paese, la Lombardia e il Triveneto. Ed ora a metà gennaio il ministro Speranza conferma le nuove misure del DPCM, sigla ormai sinistra e famigerata, per cui l’Asporto termina alle 18. Dove sta la logica. E poi, se hai causato più morti di prima ad ogni lockdown e ad ogni mascherina in più, che senso ha continuare su quella via perdente? Chi dice che grazie a mascherine e lockdown abbiamo fermato o ridotto i contagi dimostra zero scienza e tanta malafede. In marzo e aprile 2020 ci sono stati oltre 20.000 morti in più e questo fotografa esattamente la portata delle stragi commesse.

VACCINO-OSTIA ATTESO CON RELIGIOSA TREPIDAZIONE DA UNA MASSA DI TRADITORI DI SE STESSI, DEL DIO CREATORE E DI MADRE NATURA

Da rilevare poi un altro aspetto ridicolo e penoso, vale a dire quello dei vari vaccini in circolazione, e della gente che li attende e che fa la coda per farseli inoculare. Sensazionale l’articolo del prof Peter Doshi, autorevole scienziato della Johns Hopkins School of Medicine e della Maryland University in Baltimora, sul blog del BMJ (British Medical Journal) sulla efficacia e la sicurezza di questi vaccini. Il BMJ è una rivista medica tra le più quotate sul piano mondiale.

LE VACCINAZIONI NON SONO NÉ LOGICHE, NÉ SICURE, NÉ EFFICACI

Doshi demolisce senza mezzi termini la teoria che tali vaccinazioni siano sicure ed efficaci, e mette sotto accusa il CDC e le sue politiche di incoraggiare il pubblico a farsi annualmente l’inoculazione anti-influenzale, sottovalutando di molto i rischi annessi e connessi. Promuovere le vaccinazioni è la parte più visibile ed evidente della aggressiva politica sanitaria americana. “Le compagnie farmaceutiche e la stampa medica spingono verso sempre più vaste vaccinazioni di massa ad ogni cambio stagionale, offrendo vaccini a condizioni di favore nelle farmacie e nei supermarket, con risultati fenomenali. 20 anni fa erano disponibili sul mercato americano 32 milioni di dosi su basi annuali. Oggi il totale ha raggiunto la cifra di 135 milioni di dosi ed è in vertiginoso aumento”.

ODIOSA FORZATURA VERSO IL VACCINO A DANNO DI MEDICI E ASSISTENTI SANITARI

Doshi parla al condizionale e in termini eufemistici, visto il ruolo di prestigio che svolge e che riveste, ma il suo messaggio lascia trasparire cose gravissime. “Il vaccino potrebbe essere meno benefico e meno sicuro di quanto è stato annunciato frettolosamente. Pure la minaccia dell’influenza è stata sopra-valutata. Sono state attivate politiche di vaccinazione obbligatoria, specie negli ambienti ambulatoriali e ospedalieri, forzando il personale a sorbire il vaccino con la minaccia di perdere il posto di lavoro. La principale asserzione del CDC che spinge verso il vaccino ogni anno è che l’influenza comporta il rischio di serie complicazioni e di morte, specialmente nei cittadini più anziani e in quelli che soffrono di malattie croniche. Ma questo è del tutto falso. Il CDC riconosce che gli studi che sostengono una riduzione del tasso di mortalità sono alterati dallo “health-user effect”, ossia dalla tendenza dei pazienti sani a essere vaccinati più dei meno sani. Il solo test randomizzato sui vaccini anti-influenzali nelle persone anziane dimostra che il vaccino non fa diminuire affatto la mortalità. Ciò significa che tali vaccini vengono approvai per l’uso su persone anziane nonostante che nessuna prova clinica dimostri una riduzione di casualità.

È PROVATO CHE I VACCINI ANTI-INFLUENZALI NON RIDUCONO IL RISCHIO DI INFLUENZA

Persino quando il vaccino è strettamente commisurato al tipo di influenza prevalente, il che non succede ogni anno, i test su adulti sani dimostrano che vaccinando tra 33 e 100 persone c’è soltanto 1 caso in meno di influenza. In pratica, non esiste prova che dimostri una riduzione del rischio di influenza per una specifica popolazione, mentre ci sono conferme sicure di frequenti complicazioni, ospedalizzazioni e decessi tra le persone anziane vaccinate. Per molta gente, e possibilmente per la maggior parte dei medici, gli incaricati e i responsabili della Sanità, continuano a dire che i vaccini sono un salvavita. Dovrebbe esserci almeno una solida ricerca alla base di tutto questo. Ma purtroppo non è affatto il caso”, conclude il prof Doshi.

LA GRAVE FROTTOLA DELLA EFFICACIA AL 95%, QUANDO IN REALTÀ SIAMO NEL MIGLIORE DEI CASI SOTTO IL 29%

Al prof Doshi non bastano in altre parole 2 carte e 400 pagine zeppe di dati e le relazioni inviate da Pfizer e Moderna alla FDA per convincersi che gli innovativi composti delle due aziende siano la soluzione a questa pandemia. Non ama definirsi NoVax ma piuttosto ricercatore scettico. Lo è stato fin dall’inizio dei test sui vaccini anti-Covid, criticando protocolli e dichiarazioni da parte delle aziende e firmando anche un articolo sul New York Times. Doshi pretende maggiori dettagli e soprattuto i dati grezzi. Quando sono sempre di più le persone che continuano a essere vaccinate contro il Covid-19, lo scienziato ha lanciato la sua “bomba” mettendo in dubbio l’efficacia dei due vaccini stimata dalle aziende intorno al 95%. Sicurezza ed efficacia non al 95% ma tra il 19 e il 29% !!! Pronto a saltargli addosso l’ISS, accusando Doshi di fake news, un po’ come fece già con Peter Duesberg 30 anni fa a proposito dell’Aids.

LE ARGOMENTAZIONI DEL PROF PETER DOSHI SONO STRINGENTI E DOCUMENTATE

Ma il prof Doshi non è l’ultimo arrivato. Pfizer ha riportato 170 casi di Covid-19 confermati con il tampone molecolare, suddivisi in 8 nel gruppo dei soggetti vaccinati e 162 tra gli assegnati al placebo. Ebbene, secondo Doshi, questi dati non tengono conto di una categoria importante del campione e cioè i “sospetti Covid-19”, cioè soggetti con i sintomi dell’infezione non confermati positivi al tampone. Secondo il rapporto FDA sul vaccino della Pfizer, ci sono stati 3410 casi totali di ‘Covid-19 sospetti’ ma non confermati. Di questi, 1594 si sono verificati nel gruppo vaccino contro 1816 nel gruppo placebo, con 20 volte più casi sospetti rispetto a quelli confermati. Questa categoria non può essere ignorata semplicemente perché non c’è stato un risultato positivo del test PCR”, scrive Doshi. Anzi, questo rende ancora più urgente capire. Una stima approssimativa dell’efficacia del vaccino contro lo sviluppo di sintomi di Covid-19, con o senza un risultato positivo del test PCR, implicherebbe una riduzione del rischio relativo del 19%, una percentuale di efficacia molto al di sotto della soglia del 50 per cento necessaria per ricevere l’autorizzazione dalle autorità. “Anche dopo la cancellazione dei casi verificatisi entro 7 giorni dalla vaccinazione (409 sul vaccino Pfizer vs 287 sul placebo), che dovrebbe includere la maggior parte dei sintomi dovuti alla reattogenicità del vaccino a breve termine, l’efficacia del vaccino rimane bassa, sotto il 29 per cento. Se poi la maggior parte di questi casi sospetti riguardasse persone che avevano avuto un esito falso al tampone, questo ridurrebbe ulteriormente l’efficacia del vaccino.”

UN TERREMOTO NELLA COMUNITÀ MEDICO-FARMACEUTICA

Il vaccino non è dunque efficace al 95 per cento come annunciato, ma solo al 29 per cento. Un terremoto vero e proprio nella comunità “scientifica” ufficiale, in un momento delicatissimo dell’epidemia. Il rapporto Pfizer di 92 pagine non menzionava i 3410 casi di ‘sospetto Covid-19’. Né la sua pubblicazione sul New England Journal of Medicine. Nemmeno nessuno dei rapporti sul vaccino di Moderna. L’unica fonte ad averlo segnalato è la revisione della FDA del vaccino della Pfizer. Doshi ha posto altre critiche e altre incongruenze che non citiamo perché non semplici da sintetizzare.

INAFFIDABILITÀ TOTALE DEI TAMPONI, MENTRE LA GENTE IGNARA CONTINUA A GIOCARCI SOPRA

Perché i tamponi sono inaffidabili? Più si aumenta il numero di cicli, meno affidabile è l’esito, pochi geni vengono considerati a differenza di marzo. Si aggiunga l’ambiguità del governo sui falsi positivi e il conteggio dei positivi ogni giorno che potrebbe includere gli stessi già contati il giorno prima. Ecco cosa c’è che non va. Interessante l’articolo della dottoressa Luisella Scrosati di Bologna che vi riporto di seguito.

CONTAGI FASULLI E PERSONE DICHIARATE INFETTE IN MODO SUPERFICIALE E SCRITERIATO

Ormai tutti vanno a farsi il tampone, più di quanto si vada dal parrucchiere; poco importa se si hanno sintomi, o se si sia stati a stretto contatto con un altro positivo, oppure se ad essere risultata positiva sia l’amica della cugina della vicina. Qualche domanda sui tamponi bisognerebbe farsela seriamente. Partendo da due recenti episodi, che chi scrive ha potuto verificare di persona.

Il primo: una persona anziana, all’inizio di settembre, si reca in ospedale per un intervento ortopedico (tampone d’ingresso, negativo); durante la degenza si positivizza ed è da due mesi che continua a rimanere positivo (dopo 6-7 tamponi effettuati), senza presentare sintomi. Siccome l’ospedale necessita di posti letto, il medico chiama la casa di riposo di provenienza di questo signore, per dirgli di riprenderlo, perché non più contagioso, pur essendo positivo. Ma per la logica dei bottoni, la struttura si rifiuta di accoglierlo perché “non si sa mai”. Atteggiamento discutibile, ma comprensibile, vista la caccia all’untore che si è scatenata proprio contro le case di riposo.

Seconda situazione. Una giovane donna, dopo aver avuto sintomi influenzali con febbre, costretta dal medico, va a fare il tampone. Viene trovata “debolmente positiva”, senza obbligo di quarantena. Al medico di medicina del lavoro è stato chiesto il significato di questo referto ed è stato risposto che, praticamente, è da considerarsi come una negatività. Due casi, tra i moltissimi analoghi, che dovrebbero far pensare. Sulla base di che cosa si dichiara una persona positiva come non contagiosa? E quante sono queste persone?

PIÙ AUMENTANO I CICLI DEL TEST E MENO AFFIDABILE RISULTA L’ESITO

Fondamentale capire come funziona il test molecolare. Il campione prelevato a mezzo tampone viene analizzato col metodo RT-PCR (Reverse Transcription Polymerase Chain Reaction). In pratica, con la trascrittasi inversa, i singoli filamenti di RNA vengono trasformati in DNA complementari (cDNA) i quali, col metodo della Real-ime PCR, vengono amplificati mediante “n” cicli (runs). L’amplificazione ha una crescita esponenziale. Questo significa che ben diverso è il passaggio dal 10° all’11° ciclo, rispetto a quello dal 30° al 31°. Più si aumenta il numero dei cicli e meno affidabile risulta l’esito.

GONFIAMENTO DELLE STATISTICHE A TUTTI I LIVELLI

In un referto visionato, era indicato il numero di cicli (>35), ma in numerosi altri non c’era alcuna indicazione. Eppure sarebbe importante saperlo. Buona parte dei tamponi effettuati oltrepassa i 34-35 cicli. I debolmente positivi sono per lo più quelli risultati tali dopo un numero elevato di cicli. Il prof. Giuseppe Remuzzi, direttore dell’Istituto Mario Negri si chiede quale sia il senso di questa positività risultante dopo 34-38 cicli, vista la quasi nulla capacità di infettare da parte di questi soggetti. Insomma, se intorno ai 35 cicli non si trova alcunché, onestà vorrebbe che l’esito del tampone venisse indicato come negativo. Però così non è. E nei dati che ci vengono propinati ogni giorno, questa fondamentale distinzione tra debolmente positivo e positivo non viene fornita. Tutti nello stesso calderone, così la notizia fa più effetto.

RISPOSTE LACUNOSE-SFUGGENTI-INCOMPETENTI DA PARTE DEI GOVERNANTI

Prima cosa, questi stessi numeri risultano gonfiati anche dalla ripetizione di test da parte della stessa persona. È quanto aveva intuito Bruno Vespa, che aveva esposto il suo dubbio al sottosegretario alla salute Sandra Zampa. La Zampa ha dato una risposta fuori tema difendendosi con il fatto che ora il doppio tampone non è più necessario. Il problema non è questo. Ci sono persone che fanno 3, 6, 10 e oltre tamponi e continuano a rimanere positivi: queste situazioni vengono conteggiate ogni volta come nuovi casi? Il Governo non sa o non vuole rispondere.

SE SI SEGUISSERO DEI CRITERI LOGICI, IL NUMERO DEI CONTAGIATI CROLLEREBBE

Secondo aspetto che dovrebbe portarci a riconsiderare tutto questo tamponamento a tappeto. Nei test molecolari vengono ricercati tre geni del SARS-COV-2: il gene E, che è comune ad altri Coronavirus, il gene N (con le due varianti N1 e N2), con alta possibilità di cross-reattività con altri SARS (e quindi di confusione), e infine il gene RdRP (il alcuni test, si cerca invece il gene ORF1, con le sue varianti). Per essere dichiarati positivi, nel mese di marzo, occorreva risultare positivi a tutti e tre i geni. In effetti, se il virus è presente, tutti i suoi geni ricercati dovrebbero essere trovati. Per capirsi: piuma bianca, zampe palmate, becco largo e piatto sono caratteristiche sempre presenti, quando cerco un’oca. Ma la sola piuma bianca, o le sole zampe palmate sono condizioni necessarie ma non sufficienti per dire che ho trovato un’oca. Però dall’inizio di aprile, si è deciso di dichiarare positivo un test che rintraccia anche un solo gene, inclusi quelli considerati a-specifici, come ammesso esplicitamente dal prof Giorgio Palù, che infatti metteva in guardia dai troppi falsi positivi. Una scelta politica, come quella del numero dei cicli. Se si tornasse al criterio di 3 geni su 3, probabilmente il numero giornaliero dei nuovi contagi crollerebbe.

GUARDIAMOCI BENE DAL RITENERE I TAMPONI ATTENDIBILI

Terza considerazione. La messa in guardia dall’idea che i tamponi siano assolutamente attendibili, ce la dà lo stesso Istituto Superiore di Sanità. In un documento dal titolo Dispositivi diagnostici in vitro per COVID-19, aggiornato al 23 maggio 2020 viene messa a disposizione una tabella sulla capacità di identificare in modo corretto i positivi, in base a tre parametri: A) la sensibilità del tampone, B) la sua specificità, e C) la prevalenza nella popolazione. La prevalenza è la presenza del virus nella popolazione, un parametro difficile da inquadrare, poco noto o del tutto ignoto. Il dato più sicuro è quello delle persone che hanno effettivamente avuto una chiara sintomatologia: e, in questo caso, saremmo sotto l’1%. Se invece affidiamo la ricerca del dato di prevalenza a pre-test che coinvolgono anche asintomatici, un’indagine sulla sieroprevalenza condotta dal Ministero della Salute, in collaborazione con l’Istat e la Croce Rossa, nel periodo 25 maggio – 15 luglio, colloca la prevalenza intorno al 2,4%.

LO STATO INVESTE TUTTO NEL TRACCIAMENTO CAUSANDO FALSI-POSITIVI A RAFFICA

Se consideriamo test diagnostici high-performance (sensibilità al 95% e specificità al 98%), con una prevalenza al 2%, si possono avere quasi il 51% di falsi positivi. Se abbiamo un test mid-performance, la percentuale di falsi positivi sale vertiginosamente all’85%, per andare poi al 90% in caso di test low-performance. Perché allora investire così tanto in termini economici, nel tracciamento, vista l’enorme possibilità di falsi positivi, mentre invece quando si parla di cure si è subito pronti a dire che non esistono cure affidabili? Perché di fronte alla lattoferrina, alla plasmaferesi, all’idrossiclorochina, a tutte quelle cure che di fatto funzionano subito si alza il coro della non evidenza scientifica, mentre invece di fronte ai tamponi, che danno così tanti falsi positivi, non si batte ciglio?

LA TEORIA DEI VIRUS E DEI VACCINI FA ACQUA DA TUTTE LE PARTI, È UNA PREGHIERA STONATA E SUPERSTIZIOSA

L’intera panoramica del virus e dei vaccini fa acqua da tutte le parti, per cui tutto questo cervellotico darsi da fare di studiosi seri e trasparenti, mi appare come tanta fatica sprecata per niente. Piuttosto che giocare la carta del vaccino, contrabbandandola per scienza quando è invece rozza e solo insidiosa sperimentazione, ci sono strade molto più intelligenti da esperire.

I RIMEDI CHE NOI RACCOMANDIAMO AL MONDO FUNZIONANO SEMPRE E NON HANNO CONTROINDICAZIONI

Sarebbe il caso, ad esempio, di insegnare ai popoli a mantenersi in salute mangiando solo quando c’è buon appetito, educando a mangiare solo e sempre cibi leggeri-innocenti-digeribili, cibi tendenzialmente vegan-crudisti al 70-80%, adottando diete virtuose, sostenibili e personalizzate. Sarebbe pure il caso di istruire la gente a respirare bene, a non fumare e a non drogarsi, a prendere il sole, a non temere in alcun modo i microrganismi, a farle comprendere che le patologie non arrivano a caso ma sono create soltanto dalla dabbenaggine, dalla irresponsabilità e dalla diseducazione degli uomini. Per quanto concerne gli aiuti al cosiddetto Terzo e Quarto Mondo, ovvero ai paesi più indigenti, i governanti seri dovrebbero offrire tecnologie pulite per produrre acqua ed energia, dovrebbero costruire fogne e infrastrutture, dovrebbero insegnare tecniche di lavoro rendendo automi e indipendenti gli artigiani del posto, dovrebbero insegnare alla gente che la salute vera e stabile si ottiene dai corretti stili di vita e non certo dalle cure mediche, non certo dai farmaci e dai vaccini. Questi sono i concetti basilari, questa è la vera vaccinazione di massa, senza siringhe e senza veleni da inoculare.

CHIODO FISSO DEI GOVERNI E INFATUAZIONE DI MASSA PER DEI VELENI RABBERCIATI ALLA SVELTA DAGLI ALCHIMISTI DI BIG PHARMA

Succede invece che i governi sono tutti impegnati allo spasimo nell’urgente acquisizione di vaccini. Vaccini, vaccini e vaccini, contro virus, virus e virus. E quando scoprono di aver a che fare con bidoni chimici che fanno solo male, che devastano la gente e accorciano la vita, tentano di svuotare i loro Tamiflu fallimentari proponendoli come aiuti ai paesi africani. Vaccini inglesi, canadesi, americani, tedeschi, francesi, cinesi, svizzeri, italiani, indiani, giapponesi. Tutti scienziati e tutti sicuri di aver individuato il nemico, nonché di aver persino trovato le contromisure. Superato con enorme fatica il trittico Natale-Capodanno-Epifania, stiamo andando verso il Carnevale, anzi ne siamo già dentro in pieno, col paese diviso in zone colorate, con un governo pronto a saltare, con ministri della salute e governatori impegnatissimi a fissare nuovi paletti, a rilasciare nuove limitazioni e nuovi DPCM, a emanare nuove regole per cambiarle poi tre giorni dopo. Se non è Carnevale questo, come lo possiamo chiamare?

SMETTETELA DI AVVELENARVI E VOGLIATEVI BENE DA TRIESTE IN GIÙ

Come diceva Tacito Publio Cornelio (55-120 a.C), celebre storico ed oratore romano, “Più uno stato è inefficiente e corrotto e più leggi emana”. L’Italia, prima ancora della cosiddetta pandemia Covid, ne aveva oltre 150.000 di leggi, contro le 5.000 della Germania. Se dipendesse da me, scrive Franco Libero Manco, e mi trovo ovviamente in totale allineamento con lui, direi alla popolazione: “Smettetela di avvelenarvi con alimenti morti di origine animale, con cibi provenienti dall’inferno degli allevamenti intensivi e dei mattatoi, smettete di drogarvi, di fumare, di alcolizzarvi, di intossicarvi con farmaci e vaccini, smettete di vivere contro natura, smettetela di obbedire ad ordini grotteschi, smettete di essere ridicoli e di portare delle mascherine, riavvicinatevi l’uno all’altra, toccatevi, conoscetevi, fate l’amore e non la guerra, fatelo in senso fisico o anche soltanto spirituale, ognuno come gli aggrada e come gli pare, senza violenze, senza dominio e appropriazione, senza schizzinosità, fatelo da Trieste in giù, da Trieste in su, da Trieste in qua e da Trieste in là.

L’IDEA DELLA STERILITÀ, QUANDO SIAMO COSTITUITI DA BATTERI E VIRUS, È SEMPLICEMENTE MANICOMIALE

Siamo vincolati intimamente con l’ambiente in cui viviamo. Non sta scritto da nessuna parte in Natura che, per stare bene e per salvarsi dai malesseri, sia necessario sottrarsi al contatto stretto con l’ambiente esterno e vivere in quarantena, in una sorta di bolla sterile e allucinante fatta di alcol, amuchina e disinfettanti. Al contrario è dimostrato che siamo tenuti a immergerci nella Natura, a camminare sull’erba, a rotolarci nel fango, a benedire l’ambiente che ci ospita, a non temerlo. È soltanto così che si costruisce e si rafforza il nostro sistema immunitario. Non sta scritto ancor meno da nessuna parte che per stare bene e salvarci dobbiamo vaccinarci.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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