UN RENE BASTA E AVANZA SECONDO LA NEFROLOGIA

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LETTERA

TOGLIERE O NO IL RENE DESTRO?

Buongiorno Valdo, Non è da molto che la seguo e rispetto a tutti gli altri che leggo sul suo sito mi sento ancora una principiante. Le sarei comunque infinitamente grata se trovasse il tempo per rispondermi. Togliere o no il rene destro al quale è stato diagnosticato tramite ecografia ed in seguito tac una massa solida di 8 cm come sospetto oncocitoma?

“TANTO SI VIVE BENE ANCHE CON UN RENE”

Il rene in questione è del mio compagno (44 anni). In seguito a colica renale al rene sinistro e successiva espulsione di un calcolo di 1 cm è stato trovato questo problema al rene opposto. Tutti i dottori che abbiamo sentito in varie parti d’Italia sono andati dritti all’intervento di quasi sicura nefrectomia radicale perché “tanto si vive bene anche con un rene”. Solo uno di essi ha detto che se possibile proverà a tagliare solo la parte malata. Ed attualmente siamo in lista di attesa dell’intervento presso quest’ultimo.

IL MIO COMPAGNO STA BENISSIMO

Io però, ed anche il mio compagno, non la prendiamo così a cuor leggero. Soprattutto perché lui al momento sta bene. In realtà non è mai stato meglio. Analisi perfette ed espulso il calcolo nessun malessere nefasto!

STIAMO PRENDENDO TEMPO E GLI HO FATTO MODIFICARE LA DIETA

Cerchiamo piuttosto di prendere tempo. Intanto, da carnivoro che era, ha abolito tutte le proteine animali, vale a dire carne, pesce, uova, formaggi e latte.  Prende succo di aloe fatto in casa tre volte al giorno. Non è però crudista o fruttariano. Mangia molte verdure, ma anche cotte e cereali prevalentemente integrali o semi integrali e legumi, frutta arance mele e limoni. Considerando che tutto ciò è avvenuto dalla sera alla mattina, mi sembra già uno sforzo notevole, ma non so se sia sufficiente. Sento la responsabilità di questa scelta perché gli ho fatto conoscere un mondo a lui completamente sconosciuto.

CI SERVONO MAGGIORI INFORMAZIONI PER UNA SCELTA DI CAMPO OCULATA E PRIVA DI INDECISIONI

Sul suo sito ho letto di un caso identico del 2011 di un ragazzo che seguiva una persona con massa di 8 cm ad un rene ma non c’è scritto come la situazione si è poi sviluppata. Non ha idea di quanto sarebbe utile in questo momento sapere di casi simili che sono riusciti ad avere riscontri positivi cambiando alimentazione e stile di vita. Potrebbe salvargli un rene e forse la vita. La prego risponda!!! Cordiali saluti e grazie di tutto quello che fa.
Sandra da Rimini

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RISPOSTA

TUMORI BENIGNI E TUMORI MALIGNI NELLA VISUALE MEDICA

Ciao Sandra. Cerchiamo intanto di inquadrare il problema dal punto di vista medico. In questa visuale, il rene può essere colpito da forme tumorali di diverso tipo. La prima distinzione fondamentale che fa la medicina è quella tra tumori benigni e tumori maligni. I principali tumori benigni del rene sono, da un lato, le neoformazioni di natura epiteliale, come cisti, adenomi e oncocitomi renali. Dall’altro lato, ci sono le neoformazioni di natura connettivale, come, ad esempio, i fibromi, i fibroangiomi e gli angiomiolipomi, morfologicamente simili a batuffoli di cotone. Il secondo gruppo di neoformazioni appena citate sono delle masse renali solitamente situate nel parenchima corticale e aventi, in genere, un’origine multipla, oltre che una maggiore pericolosità.

ADENOMI E ONCOCITOMI

Gli adenomi e gli oncocitomi renali, d’altro canto, sono tumori renali solidi. Gli adenomi sono potenzialmente più pericolosi, in quanto idonei a degenerare in neoplasie maligne, come del resto suggerisce il loro aspetto esteriore, assai simile ai veri e propri carcinomi. Per questo è opportuno curare tempestivamente gli adenomi, seguendo terapie analoghe a quelle antitumorali.

PROGNOSI PIÙ FAVOREVOLE PER GLI ONCOCITOMI

Gli oncocitomi renali, invece, hanno in genere una prognosi favorevole e non sono in grado di provocare metastasi. Tale neoformazione solida, che, di regola, parte dall’epitelio tubulare prossimale, assume una morfologia del tutto caratteristica che le permette di essere differenziata senza grande difficoltà dai carcinomi. L’oncocitoma renale, infatti, si presenta come una capsula irrorata di vasi sanguigni disposti a raggiera.

FREQUENTE COESISTENZA DI ONCOCITOMA E DI CARCINOMA RENALE

L’oncocitoma è dunque considerato un’entità clinica caratterizzata da comportamento quasi sempre benigno. L’incidenza presuntiva è del 3-7 % dei tumori solidi. Sono più frequenti negli uomini che nelle donne. Sono generalmente asintomatici e sono quasi sempre scoperti occasionalmente con controlli ecografici. Il trattamento degli oncocitomi renali è influenzato dalla inaffidabilità delle indagini radiologiche e dalla frequente coesistenza di oncocitoma e di carcinoma renale.

NEFRECTOMIA RADICALE O TRATTAMENTO CONSERVATIVO?

È evidente che una diagnosi certa pre-operatoria di oncocitoma renale permetterebbe un trattamento chirurgico più conservativo. La nefrectomia radicale, quando la lesione supera i 4 cm di diametro, è a tutt’oggi il trattamento di prima scelta a meno che non sia controindicata da condizioni particolari, tipo rene unico, piccole dimensioni della lesione, ridotta funzionalità renale.

ANGIOMIOLIPOMA, ALTRA FORMA DI TUMORE BENIGNO

L’angiomiolipoma è a sua volta un tumore benigno che può svilupparsi come patologia isolata o come parte di una sindrome associata alla sclerosi tuberosa, sindrome considerata ereditaria familiare. I tumori di grandi dimensioni provocano disturbi locali e sintomi gastrointestinali secondari alla compressione dello stomaco e del duodeno. L’attuale orientamento terapeutico è che i tumori asintomatici di diametro inferiore a 4 cm, non richiedono trattamento ma devono essere tenuti sotto osservazione con RM annuale. Per i tumori di diametro maggiore di 4 cm, asintomatici, RM ogni 6 mesi.

ASPETTATIVE DI VITA NEL CANCRO RENALE

È determinata principalmente dallo stadio, perciò neoplasie inferiori ai 5 cm hanno una aspettativa di vita superiore a quelle comprese fra 5 e 10 cm. Inoltre a parità di volume è determinante il grado di differenziazione cellulare. Fattori prognosticamente sfavorevoli in senso crescente sono 1) L’invasione linfonodale, 2) L’infiltrazione della vena renale, 3) L’invasione della fascia esterna al grasso perirenale, 4) L’interessemanto degli organi vicini e le metastasi a distanza. Nella pratica clinica quotidiana ci troviamo ad affrontare prevalentemente diagnosi di tumefazioni renali a diversa componente solida e liquida. La diagnosi differenziale delle masse solide renali si avvale oggi dei numerosi progressi nella diagnostica, in particolare della radiologia, per differenziare le masse solide renali.

TRATTAMENTO CHIRURGICO DEL CARCINOMA RENALE LOCALIZZATO

La chirurgia rimane il trattamento efficace in questa patologia. L’obiettivo è asportare l’intera neoformazione con un adeguato margine di tessuto indenne circostante. La tecnica maggiormente affidabile è la nefrectomia radicale che consiste nell’asportare il rene con tutto il grasso circostante in blocco. Questa tecnica chirurgica garantisce

  • L’asportazione del surrene che è spesso sede d’infiltrazione tumorale,
  • L’asportazione del tessuto linfonodale perirenale spesso localizzazione di metastasi iniziali,
  • La possibilità di ottenere un più ampio margine di resezione soprattutto quando la neoplasia invade il grasso perirenale.

IMMUNOTERAPIA MEDIANTE CITOCHINE E INTERFERONI

L’ipotesi che il sistema immunitario dell’ospite controlla la crescita della neoplasia e che possa essere stimolato, rappresenta la base scientifica dell’impiego della immunoterapia, come stimolante, nel carcinoma renale metastatico. Negli ultimi dieci anni grazie allo sviluppo di tecniche di biologia molecolare si sono sintetizzate un’enorme quantità di linfochine purificate (citochine), fra queste la prima è stata l’interferone sostanza caratterizzata originariamente per la sua spiccata attività antivirale e successivamente antiproliferativa e immunomodulatrice. Gli interferoni si sono dimostrati efficaci in numerose neoplasie nell’uomo, come la leucemia, il linfoma ed il melanoma.

USO CRESCENTE DELLE INTERLEUCHINE

La scoperta delle interleuchine (IL-2) come fattore di crescita per linfociti T (TCGF) ha rivoluzionato il campo dell’immunoterapia antineoplastica ed ha modificato sostanzialmente le prospettive di trattamento del carcinoma renale. L’ IL-2 genera l’attivazione dei linfociti killer, aumenta la risposta agli antigeni esterni, stimola la crescita delle cellule T con reattività antitumorale. Gli effetti collaterali della immunoterapia includono febbre elevata, brividi, malessere generale, nausea e vomito, diarrea. Gli effetti secondari più gravi e frequenti sono soprattutto renali e cardiopolmonari.

SINTOMI CLINICI DI TUMORE AL RENE

Il tumore del rene rimane, in termini medici, uno dei tumori più subdoli e pericolosi che esistano. Nell’80% dei casi esso non causa sintomi e viene scoperto attraverso un’ecografia addominale fatta per altri motivi. I sintomi clinici più frequenti sono 1) Ematuria ovvero presenza di sangue nelle urine, 2) Spasmi dolorosi a livello del fianco o spasmi da colica addominale, causati dalla presenza di coaguli di sangue lungo la via urinaria, 3) Presenza di una massa nella cavità addominale a livello della regione del fianco, 4) Febbre persistente, 5) Sudore notturno, 6) Stanchezza, 7) Perdita di peso, 8) Calo dei globuli rossi e quindi dell’emoglobina.

FATTORI DI RISCHIO RENALE

I fattori i rischio del tumore renale sono A) Fumo di sigaretta (il tabacco è un fattore di rischio primario, per cui, abolendo il fumo, si riduce il rischio dal 16 al 28%), B) Obesità, C) Ipertensione, D) Dialisi prolungate per un lungo periodo di tempo, E) Dieta ricca di carne, F) Esposizione per motivi professionali a determinate sostanze chimiche come amianto e cadmio. Inoltre, il rischio cresce con l’aumentare dell’età, raggiungendo il picco d’incidenza intorno ai 60 anni, si presenta maggiormente negli uomini rispetto al sesso femminile ed è più frequente nelle aree urbane rispetto a quelle rurali.

METODI E STRUMENTI DIAGNOSTICI

La diagnosi di un tumore renale è spesso accidentale e precedente alla comparsa dei sintomi. Per stabilire la presenza di un cancro renale e la sua estensione, si procede con

  • Ecografia (strumento di diagnostica per immagini per riconoscere una dilatazione delle cavità renali o degli ureteri, e per individuare masse solide o cistiche dei reni,
  • TAC (che utilizza radiazioni ionizzanti ed è la tecnica più efficace per riconoscere calcificazioni anche millimetriche e lesioni espansive dei reni, attraverso il ricorso ad un mezzo di contrasto),
  • Risonanza magnetica, con campi magnetici e onde di radiofrequenza. evidenzia le vie urinarie e i reni, per escludere dilatazioni patologiche dei calici e degli ureteri e per identificare meglio le masse renali altrimenti individuate,
  • PET (che utilizza un radiofarmaco che si accumula nelle lesioni neoplastiche caratterizzate da elevato metabolismo,
  • Agobiopsia (prelievo di un campione di tessuto che, attraverso un esame istologico, conferma la presenza di un carcinoma renale prima dell’intervento di asportazione del tumore, fornendo informazioni sull’aggressività biologica del tumore).

STOP ALLE MUTILAZIONI E PARLIAMO DI COSE SERIE

Quanto esposto finora basta e avanza per causare inquietudine e spaventi a non finire. Discorsi da fredda chirurgia oncologica basati tutti su resezioni, asportazioni e mutilazioni, con scarsa o nulla considerazione per le cause del tumore, per le vie alternative alla terapia chirurgica e per le delicate condizioni psico-fisiche dei pazienti.

UN LAVORO IMPROBO CON FILTRAGGIO GIORNALIERO DI OLTRE 200 LITRI DI SANGUE

I reni sono due organi vitali e instancabili La loro principale funzione è la depurazione del sangue e l’eliminazione delle scorie del metabolismo. Durante le 24 ore della giornata tutto il nostro sangue (circa 5-6 litri) è filtrato e depurato dai reni ben 40 volte, per un totale di quasi 200-240 litri filtrati ogni giorno. L’urina è il risultato dell’attività di filtrazione e depurazione svolta dai reni. Un sano stile di vita aiuta a prevenire l’insufficienza renale.

NECESSITÀ DI ADEGUATA IDRATAZIONE

È buona norma garantire all’organismo un’adeguata idratazione seguendo il senso della sete, evitare il fumo, seguire uno stile di vita sano con una regolare attività fisica e una corretta alimentazione. Questi comportamenti sono importanti per contrastare l’insorgere di malattie renali. È inoltre consigliabile stare alla larga da antidolorifici e analgesici, farmaci che influenzano negativamente la funzionalità renale. Stesso discorso per gli integratori minerali e le vitamine sintetiche.

SEGNALI DI INSUFFICIENZA RENALE DA NON SOTTOVALUTARE

L’insufficienza renale è una malattia silenziosa che comporta la perdita progressiva della funzionalità filtrativa e, nella fase iniziale, si manifesta senza sintomi. Per questo viene spesso trascurata fino alle fasi più avanzate, in cui i pazienti sviluppano serie conseguenze come l’anemia. In Italia si stima che la percentuale di soggetti colpiti oscilli tra il 6 e l’11% della popolazione. Il paziente sta bene fino a quando la funzionalità renale non scende al di sotto del 25%. Ci sono, tuttavia, dei segnali che è bene non sottovalutare e che, soprattutto se la loro insorgenza è improvvisa, possono indicare una malattia renale avanzata. Pressione alta, senso di stanchezza e debolezza estremi, pallore, insonnia, perdita d’appetito, nausea e vomito, gonfiore alle gambe, gonfiore alle caviglie al volto e alle mani.

PRESSIONE ARTERIOSA, CREATININEMIA E BRUCIORI NELLE MINZIONI

Per tenere sotto controllo la salute dei reni è consigliabile almeno una volta all’anno controllare la pressione arteriosa e sottoporsi a un esame delle urine, con particolare attenzione alla micro-albuminuria e al valore di emoglobina. Se la pressione arteriosa è elevata o l’esame delle urine non è normale, è opportuno identificare e tenere sotto controllo il valore della funzionalità renale, determinato dal livello di creatinina (creatininemia). Inoltre è importante prestare attenzione ai disturbi della minzione, come ad esempio difficoltà e bruciori a urinare, e a situazioni di ipertensione arteriosa e diabete mellito, in quanto possibili cause di insufficienza renale.

I RENI COSTITUISCONO UNA DELLE DIFESE PIÙ PODEROSE DELL’ORGANISMO

Vediamo dunque di analizzare il problema nella visuale delle terapie naturali. Come tutti gli organi più nobili del corpo, i reni possiedono una grande resistenza. Essi costituiscono una delle difese più poderose dell’organismo e, dal loro corretto funzionamento, dipende gran parte della salute dell’individuo. La funzione renale consiste nel filtrare costantemente il sangue, sottraendogli tutte le sostanze estranee provenienti dalla digestione e dagli scarti metabolici. Sostanze come  l’urea, l’acido urico, i cloruri, i sali minerali inorganici, i farmaci e i veleni assunti. Qualsiasi minimo intralcio al lavoro eliminatorio renale provoca un avvelenamento del sangue.

FATTORI PEGGIORATIVI

Respirando fumo e aria viziata aumenta l’irritazione e il lavoro dei reni. Ingerendo prodotti animali o cibi-spazzatura forziamo l’attività renale, e obblighiamo i reni a un maggiore lavoro. Ostacolando la ventilazione e la traspirazione cutanea aggraviamo i compiti renali. Ospitando putrefazioni intestinali e stitichezza infine esauriamo la funzionalità del sistema renale.

L’AGGRAVAMENTO PROGRESSIVO DELLE MALATTIE RENALI

Da queste considerazioni segue la necessità di scelte appropriate. I trattamenti medici, orientati su nutrizioni incompatibili, su cure farmacologiche e su invasive cure chirurgiche, su stati di ansia umanamente insostenibili, portano inevitabilmente ad aggravamento delle malattie renali, trasformando problemi semplici in patologie croniche ed incurabili, in autentiche patologie iatrogene o medico-causate, in accorciamenti sostanziali della nostra vita. Lo afferma con dati alla mano il grande Manuel Lezaeta.

TOGLIERE OGNI SOVRACCARICO AL SISTEMA RENALE

Ecco allora l’importanza fondamentale di puntare alla normalizzazione della digestione, evitando i prodotti malsani che sovraccaricano di lavoro il sistema renale. Normalizzazione che si ottiene con alimentazione a base di frutta e di insalate crude con poco o niente sale, con qualche ottima zuppa di verdure (con o senza cereali), con purea di patate e alghe marine, con decotti di prugne secche, ricotta o formaggi freschi. Per bibita, Lezaeta consiglia una tisana con 20 grammi di coda cavallina, 20 grammi di rosa canina, 20 grammi di parietaria e 20 grammi di sanguinella o millefoglio. Tre bagni o tre semicupi giornalieri ai genitali e al tronco. L’esposizione solare, l’attivazione dei pori e la funzione emuntoria della pelle sono di capitale importanza per la salute renale.

VIA LE SOSTANZE INCOMPATIBILI E LE SOSTANZE PROIBITE

Basilare astenersi da carne, da formaggi stagionati, da pesce e frutti di mare, da fritture in genere, da legumi secchi, da the e caffè, da cole, da bevande dolcificate-gassate-fermentate, trattandosi di alimenti produttori di acido urico. Ogni farmaco poi è drasticamente proibito in quanto irritante per il tessuto renale.

DIETA RIVITALIZZANTE, THE DI MALVA, ESERCIZI INTENSI ED ESPOSIZIONE SOLARE

Stesso discorso viene confermato dai maggiori medici naturopati americani, come Stan Malstrom, che esalta il ruolo di una dieta rivitalizzante, includente succhi di anguria, semi di anguria, succhi di verdure con fresca clorofilla, aglio, alghe, peperoncino, zenzero, ortiche, piantaggine e uva. La malva poi viene esaltata come la migliore erba in assoluto per le malattie renali. Un litro di the di malva al giorno e ogni caso di nefrite migliora rapidamente. L’aggiunta di qualche giorno a succo di melone e succo di anguria, diventa ulteriore fattore rimediale. Esercizio fisico intenso ed esposizione solare quotidiana completano il suo quadro terapeutico. Chiaro che ogni verdura amica delle vie urinarie, va inclusa nelle strategie renali ora citate,  e qui citiamo cicoria, tarassaco, crescione, fico, lampone, ribes, zucca, lattuga, porro, orzo, zucca.

CARNE COTTA NEMICO NUMERO UNO

Le malattie renali prevalgono nei paesi ad alto consumo di proteine e grassi animali, ed anche nei paesi ad alto consumo di farmaci, di analgesici e di antidolorifici. La carne cotta è stata identificata come la peggiore sostanza sulla crosta terrestre. Le sue implicazioni nelle malattie renali si conoscono da centinaia di anni. Costipazione e stitichezza, che sono la norma nelle diete dei paesi occidentali, sono causa accertata di sovraccarico renale in quanto le tossine assorbite dal colon devono trovare una via escretiva attraverso i reni.

GLI STUDI AUSTRALIANI SULLA VISCOSITÀ DEL SANGUE PARLANO CHIARO

Il dr Leopold Dintenfas del Sydney Hospital ha studiato la viscosità del sangue per oltre 20 anni, scoprendo che essa accompagna tutte le malattie degenerative. Sangue viscoso significa viscosità del plasma, aggregazione dei globuli rossi, e delle piastrine, occlusioni dei capillari, ipoxia, acidosi, necrosi, osteoartrite e artrite reumatoide. L’Australia vanta la più alta incidenza di malattie renali e di tumori renali al mondo. Questo fatto non riflette soltanto l’eccessivo uso di grassi e proteine, ma soprattutto l’enorme consumo di antidolorifici o pain killers, soprattutto in campo femminile.
La paura e l’inquietudine rendono il sangue ancora più addensato.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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