LINFOMA NON-HODKIN E RICERCA DI ORIENTAMENTO

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LETTERA

Gentile Valdo Vaccaro, sono un uomo di 34 anni a cui nell’aprile 2009 fu diagnosticato un linfoma non-Hodgkin a grandi cellule B primitivo del mediastino.

Sono in remissione da 4 anni e mezzo dopo 6 cicli di Mega R-Chop, ma nell’ultimo periodo le mie condizioni di salute sono peggiorate tanto da entrare in una voragine di terrore al solo pensiero di una recidiva che mi porterebbe a dover fare i conti nuovamente con quei terribili farmaci.

Pertanto ho iniziato ad interessarmi sulle possibili cure alternative e da poco, avendo anche scoperto l’igienismo, ho deciso di intraprendere un regime dietetico vegano tendenzialmente crudista, sperando che non sia troppo tardi!

Quello che vorrei chiederLe, dopo aver letto molte sue tesine, è:

  • Perché non crede che la terapia di Bella possa risolvere qualche volta il problema, pur essendoci dei casi accertati di remissione?
  • Ho sentito parlare di gente in remissione a seguito di un digiuno curativo ed ho tentato in questi giorni, dopo un’accurata preparazione, tale pratica, ma all’inizio del secondo giorno sono stato veramente male con forte tachicardia, da cosa può essere dovuto?
  • Dovrei ora affrontare una serie di esami del sangue ed ho paura di trovare valori molto diversi dal mio standard in seguito al tipo di alimentazione intrapreso. Cosa devo aspettarmi?

La ringrazio infinitamente.

Pasquale


RISPOSTA

HODGKIN E NON-HODGKIN

Ciao Pasquale. Intanto ti invito a leggere con attenzione la mia tesina “Hodgkin recidivante, non-Hodgkin dormiente e pestilenzialismo oncologico“.

I linfomi si suddividono in due tipi principali: il linfoma non Hodgkin, da una parte, e il linfoma di Hodgkin, dall’altra.

Thomas Hodgkin (1798-1866), medico inglese, ha legato il suo nome alle patologie cancerogene pubblicando nel 1832 il suo articolo “On Some Morbid Appearances of the Absorbent Glands and Spleen” (Su alcune formazioni sulle ghiandole assorbenti-linfatiche e sulla milza). 

Il linfoma di Hodgkin (un tempo denominato malattia di Hodgkin o morbo di Hodgkin) è un particolare tipo di linfoma, o meglio una neoplasia della linea linfoide, caratterizzato da una massa tumorale distinta.

IL TUMORE HODGKIN RISPONDE MEGLIO ALLE TERAPIE

Si distingue dagli altri linfomi per:

  • Proprietà istologiche come la presenza di cellule tumorali giganti (cellule di Reed-Stenberg), e la presenza di abbondante infiltrato non tumorale (leucociti mononucleati)
  • Proprietà patogenetiche, per cui l’origine è sempre in un singolo linfonodo, e la diffusione avviene per contiguità alla catena linfonodale correlata
  • Proprietà cliniche e terapeutiche, per cui il decorso è tipicamente prevedibile (con precisa stadiazione), e la prognosi ottima (sia come sopravvivenza che come morbilità), grazie alla maggiore efficacia della terapia chemio-radio su formazioni precise e contornate. In pratica i tumori Hodgkin rispondono meglio alle terapie, rispetto ai non-Hodgkin.

DIVISIONE CELLULARE FUORI CONTROLLO

Il linfoma non-Hodgkin è un tumore che colpisce il sistema linfatico. I linfomi non-Hodgkin, come altre forme di tumore, sono una malattia delle cellule.

Benché le cellule che costituiscono le varie parti dell’organismo abbiano aspetto diverso e funzionino anche in modo diverso, la maggior parte si riparano e si riproducono nello stesso modo.

Di norma, la divisione cellulare avviene in maniera ordinata e controllata, ma se, per un qualsiasi motivo, questo processo impazzisce, le cellule continueranno comunque a dividersi, formando una massa che si definisce tumore.

PROPRIETÀ METASTATIZZANTI DEL TUMORE NON-HODGKIN

Il linfoma non-Hodgkin è un tumore maligno che colpisce i linfociti, un tipo di globuli bianchi che fanno parte del sistema immunitario. I linfociti possono essere di due tipi, B o T.

I primi raggiungono la maturità nel midollo osseo o negli organi linfatici, i secondi nel timo, una piccola ghiandola che si trova dietro lo sterno. I linfociti difendono l’organismo contro le infezioni.

Anche nel caso del linfoma, le cellule tumorali hanno la capacità di diffondersi al di là del sito primitivo, dapprima ad altri linfonodi, detti anche linfoghiandole del sistema linfatico, poi possono infiltrarsi nel circolo ematico che le trasporta ad altri organi. Quando le cellule tumorali raggiungono un nuovo sito, possono continuare a dividersi, formando così un nuovo tumore.

RISULTATI NEGATIVI DEL METODO DI BELLA

“In due mesi di osservazione, su 105 malati di cancro sottoposti al protocollo Di Bella, non abbiamo osservato nessun miglioramento, nemmeno parziale, della malattia”.

Sono parole che pesano quelle del dottor Giuseppe Serravazza, responsabile del servizio Oncologico dell’Ospedale di Casarano.

In Puglia da gennaio, dopo la sentenza del pretore di Maglie, Carlo Madaro, la somatostatina è stata somministrata gratis a tutti i malati che la richiedevano. I medici non si sono limitati a prescrivere i farmaci, hanno deciso di monitorarli. Li hanno sottoposti ad analisi cliniche prima della terapia, e dopo. Insomma, una vera e propria sperimentazione.

SPERIMENTAZIONE NEGATIVA CON LA SOMATOSTATINA

Dopo due mesi i risultati, diffusi in anteprima da Radio Capital, sono clamorosi.

“Abbiamo dato regolarmente la somatostatina a oltre 200 pazienti. A 160 di loro invece abbiamo somministrato il cocktail di farmaci completo. Questi ultimi erano tutti pazienti che venivano da noi con la prescrizione di cura scritta di pugno dal professor Di Bella o dai suoi allievi. 105 di loro sono stati osservati e monitorati per due mesi”.

Due mesi non sono sufficienti per un parere definitivo sull’efficacia della multiterapia Di Bella. Sarà solo la sperimentazione che parte in questi giorni nei 23 istituti indicati dal Ministero della Sanità, a dirci se siamo di fronte al rimedio per il cancro o all’ennesima cantonata.

INTERRUZIONE TRATTAMENTO PER DISTURBI FARMACOLOGICI

I dati dell’Ospedale di Casarano però danno già importanti indizi. E hanno permesso di verificare gli effetti collaterali della terapia. “Venti pazienti sono morti” prosegue il dottor Serravezza. “Erano pazienti molto avanti nella malattia. Cinquanta, quindi la metà del campione, hanno avuto un peggioramento del male, che abbiamo riscontrato attraverso esami radiologici o visite cliniche. Venti di loro sono stazionari“.

Ma il dato più rilevante, che contrasta con le affermazioni del dr Luigi Di Bella e dei suoi seguaci è questo: “Un discreto numero di malati, il 10 per cento, ha dovuto interrompere il trattamento, a causa di disturbi provocati dai farmaci“.

STOMATITI, ULCERE ALLA BOCCA E ALLE LABBRA, DIARREA, NAUSEA E VOMITO

Il dottor Giuseppe Serravezza scorre i dati dello studio e prosegue: “Alcuni di questi farmaci sono tossici. In un alto numero di pazienti si sono manifestate stomatiti e chieliti, cioè ulcere alla bocca e alle labbra. Disturbi gravi, che impediscono di mangiare. E poi diarrea, nausea e vomito. In molti pazienti si è manifestata inappetenza, in altri ancora danni alla funzionalità epatica“.

ABBANDONO DELLA CURA DI BELLA E GRANDE DELUSIONE

I malati come hanno reagito al fallimento della cura? “Molti la stanno abbandonando” spiega il dottor Serravezza. “E dire che tutti i pazienti si erano rivolti con fiducia a questa cura. La delusione si è trasformata prima in disperazione, poi in rabbia. Perché, come mi ha detto uno di loro, uno dei tanti che ha deciso di smettere, la colpa è dei giornali e della televisione. Sono più responsabili loro del dr Di Bella. Hanno fatto una tale campagna di stampa, una tale pressione che i malati erano sicuri che quella terapia dovesse per forza essere efficace.

RISPOSTA ALLE DOMANDE SPECIFICHE

A parte i dati dell’ospedale di Casarano, la mia critica al metodo Di Bella sta nel fatto che si tratta sempre di una curomania del sintomo, e quindi di una procedura non risolutiva.

Quanto alla tachicardia sperimentata col cambio-dieta la cosa non sorprende, trattandosi di tipica crisi escretoria  in fase post-migliorativa. Le prove del sangue effettuate in tali condizioni alterate non sono affidabili.

FASI DI SVILUPPO DEL CANCRO

La realtà è che il cancro prende diversi anni per svilupparsi e tale processo è reversibile. Le fasi stanno nei seguenti  termini:

  • Toxemia, contrastata dal fegato e dagli organi escretori,
  • Toxemia cronica man mano che la funzione epatica gradualmente declina,
  • Pre-cancro, nei tessuti a scarso flusso circolatorio,
  • Irritazione o lesione ai tessuti precancerosi,
  • Ulteriore caduta immunitaria per stress fisico ed emozionale,
  • Cellule cancerogene non più distrutte dai linfociti formano un tumore di bassa malignità,
  • Circolo vizioso dove i residui tumorali s aggiungono alla toxemia in atto,
  • Ulteriore de-differenziazione cellulare e incremento della malignità cellulare,
  • Le cellule maligne si staccano dal tumore primario ma vengono trattenute nei linfonodi,
  • Le cellule maligne cominciano a riversarsi nel sangue, senza fenomeni di metastasi fin quando il sangue fluisce liberamente,
  • La metastasi si sviluppa quando le cellule maligne si depositano nel sangue coagulato nei vasi bloccati.

AZIONI CONTRASTANTI E RIMEDIALI

  • Evitare ogni trattamento invasivo medico, ed in particolare la chemio che compromette ogni possibilità di guarigione,
  • Evitare medicine, tranquillanti, pillole contro l’insonnia, sedativi e antidolorifici,
  • Adottare una dieta 100% cruda e naturale, ricca di vitamine naturali A e C,
  • Bere solo acqua distillata o acqua leggera,
  • Evitare aria inquinata e aria viziata,
  • Evitare le radiazioni prodotte dagli apparecchi televisivi e da altre fonti similari,
  • Esporsi al sole senza occhiali e senza abiti,
  • Fare regolarmente esercizio fisico senza esagerare,
  • Riposare quando serve farlo,
  • Stare lontano dallo stress e dalle preoccupazioni, e cercare sempre la pace e la tranquillità,
  • Comprendere i problemi e risolverli nel migliore dei modi,
  • Circondarsi di amici e di relazioni costruttive con adeguato supporto morale.

IL MONITO DI OTTO WARBURG

Le parole del Nobel Otto Einrich Warburg, espresse a Lindau-Germania il 30 giugno 1966, sono molto chiare. Nessuno oggi può accampare più scuse ed alibi. L’ignoranza sul cancro non è più una scusa. Le cellule devono respirare, se vogliamo che non diventino cancerogene.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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