UOVA, MIELE E LATTICINI IN VERSIONE VIRTUOSA E QUASI INNOCENTE

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LETTERA

SONO VEGANA DA DUE ANNI

Salve, sono diventata vegana da 2 anni grazie a lei. Infatti vedo le sue conferenza su youtube e le trovo interessantissime.

CHIARIMENTO SUL CONSUMO DI UOVA DA GALLINELLE RUSPANTI

Vorrei avere un chiarimento per quanto riguarda il consumo di uova. Vorrei chiederle se sia salutare mangiare delle uova di cui conosco la provenienza in quanto prodotte da un piccolo allevamento della mia famiglia. Comunque sia mi riferisco ad un uso sporadico, tipo 2-3 uova al mese. Grazie.
Serena, da Aci Catena-Catania

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RISPOSTA

UOVA INFELICI E UOVA PROSPERE

Ciao Serena. Esiste una enorme differenza tra le uova infelici di provenienza industriale, o da maxi-allevamenti, e quelle naturali e prospere del proprio cortile, dove una decina di galline scorrazzano felici e spensierate sull’erba e sulla terra, vivendo sempre libere e rilassate, poiché nessuno si sogna di ammazzarle e di spiumarle, di mancar loro di rispetto. La differenza esiste sia sul piano salutistico che sul piano etico-animalistico ovviamente.

ESSERE VEGANI SIGNIFICA ACCETTARE DEI DIVIETI

In teoria, essere vegani rigorosi significa zero carne, zero uova, zero latticini, zero pesce. Sulla questione zero carne non esistono dubbi o esitazioni. Divieto totale ed assoluto, non fosse altro che per le nefandezze e le sofferenze ingiuste che vengono inferte a creature senzienti, sensibilissime ed innocenti, predestinate fin dalla nascita al massacro da parte di un meccanismo cinico, disumano e letteralmente satanico.

QUALCHE DEROGA PUÒ ESSERE MESSA IN PREVENTIVO

Su tutto il resto occorre fare delle considerazioni e dei distinguo. Chi fa una scelta vegetariana o tendenzialmente vegana o tendenzialmente vegan-crudista, può usare dei criteri attenuati basati sulla sostenibilità e sulle reali esigenze generali e momentanee del suo organismo. Stabilire una percentuale di cotto, concedersi qualche eccezione e qualche deroga alle regole, non tanto per lo sfizio della disobbedienza o della approssimazione in sé, quanto per mantenere quell’equilibrio calorico che inconsapevolmente viene spesso trascurato dai vegani rigorosi, facendoli scivolare su percorsi sacrificati di debolezza, di dimagrimento, di anemia e di anoressia. Questo inconveniente accade soprattutto nella lunga fase invernale, misera di sole e seriamente limitata nella scelta di frutta e verdure fresche e vitali.

NIENTE SCHEMI FISSI DRACONIANI E NIENTE ETICHETTE DI COMODO

Pur avendo precise opinioni in proposito, non è piacevole entrare in questi dettagli alimentari e dire alla gente “fa questo e fa quello”. Ognuno deve usare cuore, mente e buonsenso. Ognuno deve dialogare col proprio organismo, trovando per sé stesso la soluzione più logica, più utile e più appropriata. Gli schemi alimentari fissi non funzionano e le etichette esistenziali di vegetariano, vegano, vegan-crudista ed igienista, è meglio lasciarle da parte. Diamoci piuttosto tutti da fare per rendere la nostra vita serena ed armonizzata, scegliendo sempre delle soluzioni alimentari e comportamentali prive di contraddizioni, di colpevole disinteresse e di cattiveria nei riguardi del prossimo e dell’ambiente.

NO AL VEGANISMO PER MODA E SÌ AL CONSUMO CONSAPEVOLE

Prendo spunto da quanto racconta in rete, dopo 10 anni di militanza nel veganismo, la giovane giornalista americana Abigail Wick. Nel suo articolo “The Conscious Case Against Veganism” afferma che essere vegani ha perso ogni significato originario. Il veganismo ha smesso di essere sinonimo di trattamento etico di animali e persone. È diventato il più delle volte una moda o ancor peggio un dogma troppo stretto, un dogma fine a se stesso. Meglio stracciarlo come etichetta, sostituendolo magari con l’espressione Consumatore Consapevole. Consumo consapevole significa mangiare e vivere etico, non religioso e non fanatico. E qui entriamo nel problema specifico e concreto, parlando di uova e, già che ci siamo, anche di latticini e di miele.

IL PROBLEMA DELLE UOVA

Guardando il video shock Hatchery Horrors (Orrori da incubatoio o da vivaio industriale), condotto dalla Mercy for Animals (Pietà per gli Animali) con una telecamera nascosta in una delle più grandi fabbriche dello Stato dello Iowa, la Hy-Line, ci si rende conto di quanti orrori esistano dietro il business dei pulcini e delle galline. Chi guarda questo video, sia esso vegano o anche onnivoro, arrischia di non mangiare mai più uova in vita sua.

LA FRITTATINA ALLE ERBE CE LA POSSIAMO CONCEDERE

Ma per un consumo che sia davvero consapevole non è necessario rinunciare ad una buona e genuina frittata o ad un ovetto fresco o anche due la mattina. Basta dire stop all’acquisto di uova nei supermercati, a meno che non siano certificate come biologiche, con il codice 0 sulla confezione. Ci sono in ogni angolo produttori locali che allevano un numero esiguo di galline lasciando loro spazi per muoversi al sole, nutrendole non con i soliti insidiosi mangimi ma con erba fresca e verde.

IL PROBLEMA DEL MIELE

Sottrarre alle api il miele prodotto, e privare questi magnifici insetti di tutto quello che hanno immagazzinato nel periodo estivo per la nutrizione della colonia durante l’inverno, è una crudeltà che molti apicoltori ancora oggi praticano in nome del profitto. Legate al commercio del miele sono anche le produzioni di cera e di pappa reale, pratiche che prevedono a volte uno sfruttamento barbaro fino alla distruzione degli alveari stessi.

ESISTE ANCHE IL MIELE VIRTUOSO

Ma non tutti gli apicoltori sono degli assassini e non tutto il miele viene prodotto adottando queste pratiche devastanti. Acquistare miele da un produttore locale, che si occupa di assistere pochi alveari curandoli ed estraendo la giusta quantità di miele, proveniente dall’impollinazione di piante e fiori circostanti, ha un impatto ambientale e sociale decisamente più basso che acquistare dolcificanti quali lo zucchero raffinato di bietola o di canna, pessimi per la salute dei consumatori e niente affatto innocenti, derivando essi da lavoro sottopagato e svolto in paesi poco attenti agli standard di sicurezza. Esempi di apicoltori che ancora allevano le api in maniera sostenibile e virtuosa ce ne sono molti.

IL PROBLEMA DEI LATTICINI

Purtroppo come la produzione di uova anche quella del latte è legata alla sfruttamento delle mucche, soprattutto quelle da latte, selezionate ed inseminate in modo artificiale ogni anno, per indurle costantemente al parto. Così facendo la mucca può produrre latte senza interruzione. Ma non basta. Queste sfortunate bestiole passano la maggior parte della loro vita in gravidanza e, una volta partorito, vengono munte per mesi dovendo produrre più latte possibile senza poter nutrire i loro amati piccoli che appena nati, vengono loro tolti per essere nutriti artificialmente e per finire sul banco del macellaio.

CI SONO ANCHE ALLEVATORI CHE DANNO IL BUON ESEMPIO

A causa di questo cinico sfruttamento la mucca si ritrova con malattie alle mammelle ed altre sofferenze collegate. Consumare latticini significa dunque partecipare a tale meccanismo. Ma anche qui non mancano esempi di contadini-allevatori che trattano pecore, capre e mucche con ammirevole cura, dando loro libertà di movimento e di alimentazione sui prati di montagna e nelle malghe, risparmiandogli a volte la brutale sorte finale del macello. Non è ancora la regola, ma dal buon esempio di qualche pioniere, ci sarà sicuramente un incremento di attenzioni e di sensibilità nei riguardi di queste creature.

I PRODOTTI ALLA SOIA NON SONO SEMPRE PRIVI DI INSIDIE

L’inserimento nella dieta di qualche yogurt e di qualche scaglia di formaggio, soprattutto rispettando gli standard di qualità e di innocenza ora citati, possono essere sopportati senza grandi ripercussioni sulla propria salute e sulla propria autostima. Nulla da eccepire sulla soia e i suoi derivati. Ma anche lì ci sono spazi per speculazioni non indifferenti, visto l’uso sistematico di Ogm nei paesi schiavizzati dalla Monsanto, dalla Syngenta e dalla Bayer.

L’INDUSTRIA DELLE UOVA NE ESALTA LE QUALITÀ

Tornando alle uova, prendiamo dalla rete alcuni dati che ne esaltano le caratteristiche e le buone qualità. Ovvio che provengono da ambienti vicini agli allevamenti, per cui sono da prendere con le pinzette e con beneficio d’inventario. Resta il fatto che non è obbligatorio mangiarle, e non è obbligatorio neppure negarsele del tutto, anche se le prelibate frittatine alle erbe, le bistecche e le polpette vegane si possono sempre fare, in alternativa, con l’ottima farina di ceci, collosa a sufficienza.

MANGIA UOVA, IL FEGATO RINGRAZIERÀ

Le uova sono un cibo estremamente nutriente. Se assunte nelle giuste dosi, aiutano in primis la funzionalità del fegato. Attraverso la loro abbondante colina, amminoacido utile per il funzionamento del sistema epatico, esse stimolano la secrezione della bile e, legandosi ai fosfolipidi, aiutano a prevenire l’ossidazione e l’accumulo dei grassi nel fegato. La colina agisce prevenendo la formazione dei depositi di grasso e colesterolo pure sulle arterie, che costituiscono l’anticamera dell’arteriosclerosi.

UNA MINIERA DI VITAMINE E DI MINERALI A PROTEZIONE DI CUORE E SISTEMA IMMUNITARIO

Le vitamine del gruppo B presenti nelle uova riducono il livello di omocisteina, fattore di rischio dei disturbi cardiaci, mentre l’apporto di ferro cura le anemie e tonifica il sistema immunitario, con benefiche ripercussioni sulla funzionalità metabolica. La colina, una lecitina che si trova nel tuorlo o nel rosso dell’uovo, riduce l’assorbimento intestinale ed ematico di colesterolo. Le uova contrastano lo stress e la degenerazione mentale. Favoriscono la maturazione dei globuli rossi e la produzione del Dna.

PREZIOSE DALL’INFANZIA ALLA TERZA ETÀ

Le uova sono un ottimo alimento a tutte le età poiché contribuiscono alla regolazione metabolica e garantiscono elasticità e tonicità dei tessuti. Ricordiamo però che i bambini piccoli devono iniziare ad assumere prima il tuorlo (dai 5 mesi) e poi l’albume (dai 12 mesi in poi). Per bambini, adolescenti e studenti, un uovo gustato a colazione serve a migliorare la concentrazione e le performance intellettuali. Nelle donne in fase mestruale o dopo la gravidanza, le uova aiutano a reintegrare il ferro. Negli sportivi le uova sono preziose per per lo zinco, utile per l’efficienza della massa muscolare. Se non vi sono patologie particolari, una persona adulta sana può consumare fino a 3-4 uova alla settimana.

CASI IN CUI LE UOVA VANNO EVITATE

Chi soffre di calcoli deve escludere le uova dalla dieta poiché la colecistochinina contenuta nel tuorlo stimola la cistifellea a contrarsi per far defluire la bile nell’intestino, provocando coliche. Anche in caso di sistema immunitario troppo indebolito, di allergie e intolleranze alle proteine dell’uovo, esse vanno bandite dalla dieta. Porre attenzione particolare alla salmonellosi, assai diffusa peraltro nelle uova dei grandi allevamenti.

LE MIE ESPERIENZE PERSONALI

Ammetto con sincerità e franchezza che le uova non mi danno un grande fastidio. Le poche volte che le mangio, le digerisco senza problemi. Le trovo nutrienti e utili nei momenti altalenanti causati dal clima avverso o dal superlavoro. Non nego comunque che ci si possa mantenere vegani al 100% e raggiungere risultati sportivi di eccellenza optando per avocado, banane, alghe, germogli, germe di grano, fagiolini, patate e tanta frutta di stagione. Ho sperimentato di persona significative performance sportive alimentandomi da vegan puro per settimane, per mesi e per anni, ma potevo contare non su quattro arance stentate e su qualche mela devitalizzata, ma su una vasta gamma di frutta superlativa tipo durian, jackfruit, mango, papaia, longan, litchi, mangostin e simili.

I LOTTATORI GIAPPONESI DI SUMO LE CONSUMANO COME FOSSERO CARAMELLE

Se pensiamo poi che i corposi lottatori giapponesi di Sumo hanno spesso un menu che prevede 30 uova al giorno, non è il caso di demonizzare noi stessi o il prossimo, né tantomeno di sentirci traditori della causa vegana, quando si ricorre a una manciata di ovetti ruspanti alla settimana o al mese in determinati periodi dell’anno o in determinate condizioni di emergenza del nostro corpo. Un pizzico di apertura mentale e di tolleranza, un minimo di comprensione e di clemenza nei riguardi di noi stessi, delle nostre abitudini, delle nostre vere o false esigenze, delle nostre debolezze, va messa in cantiere.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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